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lunedì 18 giugno 2012

Proposta di legge popolare per il superamento immediato della crisi con poche e semplici mosse

Dipinto di Franco Farina

Che la Merkel ci ascolti o no è un falso problema. Quello vero è che bisogna ripristinare rapidamente sul boccheggiante territorio nazionale la liquidità necessaria, prima che salti tutto.

Per spese indifferibili servono 100 miliardi per pagare le forniture che lo Stato ha già ricevuto. Altrettanti per far fronte ai danni dei vari terremoti e far ripartire l’economie preesistenti. All’incirca stesso importo per far ripartire le attività e la piena occupazione dando mano ad una serie di opere pubbliche, dalla difesa indifferibile del territorio all’esecuzione dei grandi lavori.Il problema è intra-nazionale e solo all’interno, fortunatamente deve e può essere felicemente risolto.

Disponiamo della soluzione seria, lungamente collaudata per cento anni d’interrotta attività da parte dello Stato italiano. Come ha dimostrato di ben saper fare dal 1874 al 1975 (data dell’ultima emissione diretta) lo Stato italiano, per motivi di assoluta necessità, (in questi casi i trattati internazionali diventanopiù flessibili e possono essere anche sospesi, specialmente quelli come Maastricht già sforacchiato da Paesi più blasonati del nostro) ritorna a battere la propria Lira in prima persona,in nome per conto dei propri cittadini. Acquisisce i valori del signoraggio a titolo originario che iscrive all’attivo del proprio bilancio, pronto per essere utilizzato per finanziare le proprie opere pubbliche e per le proprie spese di competenza,senza, ed è la cosa che più conta, contrarre altri debiti con la banda dei banchieri internazionali sui quali pagarci pure gli interessi che loro stessi mediante le loro agenzie di rating determinano a loro piacimento. Al di la delle inconcludenti chiacchiere del governo dei banchieri, pensare di creare sviluppo continuando admettere bond che incrementano subito debito pubblico e relativi interessi passivi, od ancor peggio svendere 10 miliardi patrimonio dello Stato ai soliti strozzini, è da irresponsabili.

Viceversa seguendo quanto sopra descritto in circa 6 mesi ci togliamo dai pasticci.Intanto diventa determinante non fare approvare il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Le altre soluzioni adombrate non sono praticabili per i seguenti motivi:

1) Sulla BCE non possiamo fare affidamento poiché il suo sistema ed il suo statuto prevedono di stampare denaro, in primis per le propri banche e per altre (tasso 1 %), proprio per utilizzare gli Stati come vacche da mungere quando vanno a scontare i propri bond (tasso 5 – 7 % )

2) La BCE non garantisce e non può garantire nulla, non garantisce nemmeno i suoi Euro.Sotto questo aspetto sono molto più garantite le Lire emesse dallo Stato italiano che possono contare sui diversi patrimoni alle spalle, sui diversi Colossei, sugli unici paesaggi, sulle diffuse intelligenze esistenti, ecc. ecc.

3) La Banca d’Italia non è utilizzabile poiché in ottemperanza alla vigente legge N° 262 varata dal Governo Prodi, è vincolata a sottostare alle direttive e disposizioni impartite dalla BCE.Se anche lo fosse, per quanto ci riguarda non cambierebbe nulla poiché finiremmo per Scontare i nostri bond presso di lei ed indebitarci nei suoi confronti come avvenuto nel passato. In conclusione l’emissione monetaria diretta da parte dello Stato, con tutto quello che ne consegue,è l’unica soluzione che ci consente di metterci al riparo da una possibile e probabile tempesta monetaria e di avere a disposizioni risorse, da poter spendere subito, senza ulteriormente indebitarci e senza subire condizionamenti esterni. Può essere realizzata con semplicedecreto legge sulla scia della bozza riportata in calce.

Reazioni negative sul mercato estero: nessuna: l’Euro continua circolare e viene affiancato con cambio alla pari sul territorio nazionale dalla Lira, realizzando così la doppia circolazione, come avemmo nel passato quando circolavano contemporaneamente le Lire emesse dallo Stato e quelle emesse dalla Banca d’Italia.

Reazioni negative sul territorio interno: nessuna : Il cambio alla pari delle due divise consente di poterle equiparare nei pagamenti, tasse comprese.La circolazione della Lira si avvarrà delle strutture delle banche private alle quali saranno fornite le risorse necessarie al buon funzionamento del mercato, ma inidonee ad essere utilizzate per le speculazioni finanziarie internazionali.

Savino Frigiola


Bozza Proposta Decreto legge

Articolo N° 1Lo Stato italiano, per la vigente sua Costituzione e per la positiva centennale esperienza pregressa, (dal 1874 al 1975) in nome e per conto dei propri cittadini torna ad emettere direttamente, in prima persona, i propri titoli e valori monetari. Acquisisce a titolo originario il controvalore dell’emissione monetaria (esercitando il dovuto legittimo signoraggio) che iscrive direttamente all’attivo nel proprio bilancio, ed al passivo le spese tipografiche e di gestione.Articolo N° 2La gestione ed il controllo della circolazione monetaria vengono svolti dalla Repubblica Italiana mediante il Ministero del Tesoro e la Presidenza del Consiglio di concerto con il Consiglio dei Ministri. Il Ministero del Tesoro, mediante propri ispettori costituenti proprio Dipartimento, svolge l’attività ispettiva, di controllo e di indirizzo verso tutte le aziende bancarie di ogni ordine e genere. La creazione materiale della cartamoneta è affidata alla Zecca / Poligrafico dello Stato. Il Ministero del Tesoro esercita il controllo anche su tutta l’attività e la circolazione finanziaria che si svolge per via elettronica e telematicaArticolo N° 3L’immissione monetaria sul mercato nazionale avviene:
A ) con l’esecuzione ed il pagamento delle attività e delle opere di pubblica utilità;

B ) con le operazioni pronti contro termine tra il Ministero del Tesoro e le Aziende bancarie; tutto il denaro sarà loro disponibile al tasso corrispondente al puro costo di stampa, creazione e contabilità (circa 0,1 %), secondo modalità specificate in regolamento conseguente.

C ) Il livello di circolazione monetaria sul territorio nazionale è commisurato :
1 ) alle esigenze del mercato e del proprio sviluppo, alla ricerca tecnica e scientifica,
2 ) alla innovazione, alle attività sociali ed all’incremento demografico dei residenti Articolo N° 4Le aziende bancarie, alla stregua di ogni attività produttiva, sono assoggettate ai comuni e correnti obblighi fiscali e all’emissione delle relative contabili, con obbligo di rendiconto fiscale come tutte le altre aziende di mercato, E’ fatto divieto a tutte le aziende bancarie e loro partecipate di possedere aziende produttive di qualsiasi altro genere o loro quote, anche indirettamente. Analogamente è vietato a tutte le altre aziende di mercato di possedere aziende bancarie o loro quote. Il costo per l’accesso al credito, ritenuto di pubblico e sociale interesse, per i cittadini e per le attività produttive, non potrà superare il tetto massimo del 2,50 % omnicomprensivo

sabato 28 maggio 2011

Democrazia fittizia, il sistema debito e la sovranità monetaria smarrita..




«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi» (Mayer Anselm Rothschild fondatore Rothschild Bank)

Che il mondo sia dominato dal “sistema debito” è fuori discussione, ma allo stesso tempo che questo sistema sfugge ad ogni inquadramento e controllo e soprattutto identificazione, è allo stesso tempo vero. I governi forse per mancata competenza hanno facilmente ceduto la sovranità politica e monetaria ai veri governi monetari che di fatto fanno la vera politica reale. Si è sempre insegnato che in Italia esistono tre poteri che sono: il potere esecutivo, il potere legislativo, ed il potere giudiziario. Tutto questo potrebbe andare bene se non fosse che esiste un potere superiore che quello dell’emissione monetaria.

Una saggezza popolare o proverbio che dir si voglia lo conferma, “ senza soldi non si canta messa” o uno un po’ più laico “senza lilleri non si lallera”. Nei primi anni in cui uscì la legge della sicurezza succedeva che nonostante ci fossero delle norme con delle precise prescrizioni, le imprese non realizzavano la sicurezza e non si capiva come mai il processo della sicurezza spesso si fermava. Come si sa le leggi spesso hanno bisogno di un periodo di test per essere rodate e soprattutto per vedere se hanno una “sufficiente applicabilità” (qui ci sarebbe da scrivere una intera biblioteca), la scoperta fu quella che spesso il datore di lavoro, delegava qualcuno, che però poi operativamente non aveva nessun mezzo e nessuna autorità nell’seguire e nel realizzare la sicurezza.

Le varie leggi che poi si sono succedute, hanno corretto una delle cause, spiegarono bene che chi si doveva occupare di sicurezza doveva avere sempre un “potere di spesa” senza del quale il suo mandato di fatto era nullo. Il legislatore quindi ha profondamente capito che il motore di certi processi quindi, non è solo l’imposizione legislativa, ma anche e soprattutto la disponibilità economica. Tornado a molti disposti legislativi, si sa che sono fatti a costo zero, questo nella pratica significa, che molto probabilmente non si faranno. Infatti un’altra legge definì che quando si propongo disegni di legge con interventi è sempre necessario chiarire da dove si reperiscono i fondi per fare qualcosa.

È necessario fare ancora un premessa per poi poter arrivare alla conclusione del nostro ragionamento. Per portare avanti una famiglia spesso tutti si danno una mano, tutti fanno un po’ tutto, non si guardano orari, si utilizza del tempo oltre ogni fatica, si investe il proprio amore, la propria forza, il proprio intelletto senza conteggi di tipo ragionieristico; ogni uno della famiglia mette a disposizione il proprio “Valore” agli altri. Ogni membro cede il valore del proprio lavoro verso gli altri per il ben sociale della famiglia. Tutto questo valore viene messo a “credito” a favore degli altri componenti della famiglia, non passerebbe mai per la moneta speculativa. Molte famiglie si sfasciano perché sono troppo monetizzate.

Uno Stato (art. 14 cost. Italiana) dovrebbe avere certe attività che dovrebbero passare per il concetto della gestione del “buon padre di famiglia”, come bene sociale. Uno Stato non dovrebbe speculare (o far speculare, vedi cessione della sovranità monetaria) sulle attività del suo popolo, anzi dovrebbe investire a credito per il futuro dei propri giovani. La continua monetizzazione (l’obbligo dell’uso della moneta in affitto) della vita ha fatto si che tutta la fase di “sponsorizzazione a credito” verso la famiglia (i cittadini), le imprese, gli enti, fosse del tutto cancellata, ansi si passasse proprio dalla parte opposta.

Lo Stato non crede più nei sui cittadini e quindi non investe più a credito, ma solo a debito e indebitando. Uno Stato che non ha la possibilità di emettere il suo denaro (credito e fiducia per il popolo) anche inflazionando è uno Stato che intanto non è più uno Stato perché non ha un suo “potere di spesa” e poi si è trasformato in un ragioniere che tiene i “conti a posto”. Qualunque cosa voglia fare lo Stato deve sempre guardare in cassa; è come se in una famiglia non si lava il pavimento, perché bisogna farsi prestare i soldi per pagare l’impresa delle pulizie. La monetizzazione di ogni cosa (cessi, parcheggi, istruzione, sanità, autostrade, asili nido, ecc tutto a pagamento) ha portato alla paralisi della famiglia-stato. L’obbiettivo, lo conosciamo bene, è quello di renderci “drogati di denaro” (denaro dipendenti) al fine di non poterne più fare a meno; quando siamo diventati propri dipendenti, ci fanno mancare la “sostanza” (drenaggio monetario) per poterci indebitare ancora di più con le banche, chiedendo finanziamenti, mutui e prestiti.

La “disintelletualizzazione” delle masse ha poi cancellato ogni senso critico e capacità logica di razionalità, portando le persone verso i bisogni primari; le nuove strategie di “programmazione mentale”, non sono di carattere ideologico (comunismo idealismo ecc) ma sono ancora più basse, sono di carattere viscerale ed emozionale dove il cervello non reagisce più perché è stato programmato a non reagire, ma solo ad inzupparsi delle idee “preconfezionate” che producono la manipolazione mentale.

Concludendo il vero potere di uno Stato, quindi non: è ne giudiziario, ne legislativo, ne esecutivo, ma solo quello monetario (vedi Grecia, Spagna, Islanda, Portogallo ecc) non serve dimostrare il notorio. I banchieri lo hanno capito bene ed è per questo che foraggiano da anni (direttamente, indirettamente, coscienti, incoscienti ecc) i politici al fine di realizzare leggi (in tutti gli stati) che rendessero sempre di più il potere di emissione monetaria sempre più indipendente e separato dallo stato. La stessa unione sovietica ha avuto situazioni di questo tipo. Nella storia molti stati ci hanno provato ha riportare la sovranità sotto il potere dei cittadini ma sono sempre finiti male.

Giuseppe Turrisi


«Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri, sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose. La mano che dà sta sopra a quella che prende. I finanzieri sono senza patriottismo e senza decoro»
(Napoleone Bonaparte)

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Altri articoli sul signoraggio bancario:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=signoraggio+bancario