Visualizzazione post con etichetta Joe Fallisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Joe Fallisi. Mostra tutti i post

sabato 15 settembre 2012

Soldati da videogames, con moti veri... Non c'è onore nell'uccidere e morire senza onore




Io sono stato quello che
Gli altri non volevano essere
Io sono andato dove
Gli altri non volevano andare
Io ho portato a termine quello
Che gli altri non volevano fare
Io non ho preteso mai niente
Da quelli che non danno mai nulla
Ho visto il volto del terrore
Ho sentito il freddo morso dalla paura
Ho gioito per il dolce gusto
Di un momento d’amore
Ho pianto, ho sofferto e ho sperato…
Ma più di tutto
Io ho vissuto quei momenti che
Gli altri dicono sia meglio dimenticare.
Quando giungerà la mia ora
Agli altri potrò dire che sono orgoglioso
Per tutto quello che sono stato…
… un Soldato.

George L. Skipeck



Vedete, per sentirsi "orgoglioso" quel "soldato", parola che tanto più oggi rimanda al suo significato etimologico (cfr. http://www.etimo.it/?term=soldato&find=Cerca), dovrebbe avere qualche buona ragione. Che non risiede sic et simpliciter nell'essere un milite. Ma PER CHI e PERCHE' (oltre che come) lo si è. Ci vuole una causa e una patria da amare-difendere, innanzi tutto, e dei superiori degni di stima. E' quello che non esiste più almeno dai tempi del Secondo macello mondiale. E il senso di combattere dalla parte giusta, anche se perdente; o comunque una lotta che un suo senso (dei destini individuali e della comunità a cui si appartiene) ancora ce l'abbia. E, per finire, che non sia una battaglia radicalmente tirannica e iniqua (del tutto acosmica, squilibrata, di mille superarmati e corazzati contro uno quasi a mani nude), in cui si esercita, col vile peso quantitativo, l'oppressione sul più debole - e il massacro sistematico dei civili. Anche tutto ciò si è perso. A partire dal 45 tutte, non una esclusa, le guerre dei vincitori democratici sono state laide operazioni di arrembaggio predatorio: unilaterali, ingiuste e sproporzionate per definizione. A ciò si è aggiunta, via via sempre più estesa, la pratica di sostituire l'esercito di leva con quello mercenario, dove, appunto, non si tratta più (se non retoricamente) di patria, ma di vilissimo denaro. Il soldato della poesia è scomparso.


Sì, i tempi della leva sono finiti da un pezzo. Il "lavoro" del militare? Una professione come un'altra... ma dove la crisi non esiste... bollini, tredicesima, quattordicesima, tutto in regola, pensione... anche incentivi, senz'altro: più dimostri di essere efficiente, di eseguire bene gli ordini e, quando occorre, d'avere "spirito d'iniziativa"... rischi?... neanche tanti, tutto sommato... forse ne corre di più un rappresentante di commercio otto ore dentro il suo macinino, per non parlare dell'operaio in fonderia... basta solo far attenzione a quella merda di uranio... del resto è logico... gli extracomunitari che andiamo a sterminare... col cazzo hanno aerei, droni, elicotteri, carri armatissimi... bombe al fosforo, bombe a grappolo, bombe mininucleari... questa è la roba che serve con quei baluba!... repulisti dall'alto, dalle altezze cimmeriche... e tutto automatizzato... che nel frattempo puoi telefonare agli amici col satellitare, o giocare a videopoker... e poi i brividi comunque ci vogliono!... cazzo!... fa parte dell'ingaggio, è uno dei motivi per cui si sale tra le rocce e si striscia nella sabbia... a stanarli, annichilirli... a sudare, a godere, a soffrire!... come in un videogame... anzi meglio, cento volte meglio!... nerosangue vero, muscoli di plastica autentica, urla di torture vere!... e dindini scintillanti... che ogni ventisette del mese il conto in banca lievita!... senza contare tutte le possibili grassazioni!... impari un mestiere!... che ti sarà sempre utile... Domani ci hanno chiamato a Helmand... gli americani hanno bisogno di noi... un onore!... non vedo l'ora... arriviamo!


Joe Fallisi

martedì 21 agosto 2012

En passant.. Il nome vero di Karl Heinrich Marx



En passant - Una piccola annotazione, en passant. Il nome vero, originario, di Karl Heinrich Marx (1818-1883) fu Moses Kiessel Mordechai Levi. La madre Henriette, nata Pressburg (1788-1863), era prozia degli industriali Gerard e Anton Philips e discendente della famiglia Barent-Cohen attraverso i suoi genitori Isaac Heijmans Pressburg (1747-1832) e Nanette Salomon Barent-Cohen (1764-1833), figlia, quest'ultima, di Salomon David Barent-Cohen e di Sara Brandes, a loro volta zii della moglie di Nathan Mayer Rothschild. Suo padre, l'avvocato di cultura illuministica Hershel ha-Levi Mordechai (1777–1838), figlio di Levi Mordechai (1743-1804) e di Eva Lwow (1753-1823) e discendente da una famiglia di rabbini tra i quali Rabbi Elieser ha-Levi di Magonza (il cui figlio Jehud Minz fu direttore della scuola talmudica di Padova), in seguito a un decreto del governo prussiano del 1816 che impediva agli ebrei l'accesso alle alte cariche giuridiche, si convertì formalmente al cristianesimo protestante (luterano), divenendo Heinrich Marx. Senza questo fatto preliminare, avremmo avuto in seguito il "levismo". In tutte le sue varianti talmudiche, compresa, ovviamente, la principale: il levismo-leninismo....

Joe Fallisi

sabato 18 agosto 2012

Costumi, razzismo e religione... la storia si ripete?



Premessa - Davvero qualcuno crede che la capacità dell'uomo di comportarsi in modo bestiale abbia qualcosa da che fare con la religione? -

Certamente ha "a che fare" (sorvolo sull'aggettivo che esprime la consueta damnatio naturae, ribadendo che dagli animali non umani avremmo solo da imparare, in bene). Anche i comportamenti migliori, peraltro, hanno "a che fare", rappresentando le religioni niente affatto solo l'"oppio dei popoli", ma pure un'esigenza radicale e insopprimibile di spiritualità e comunità. Ed essendo forze sociali potentissime che contribuiscono, insieme coi fattori economici - e di "razza" e "nazione" -, a modellare la storia degli individui e della collettività. Sono sempre più convinto, per esempio, che un'interpretazione meramente economicistica del nazismo, che non lo veda, anche, come l'"erede testamentario" dei Cavalieri Teutonici, si riveli tronca e inane. E' persino probabile che le sorti della guerra sarebbero cambiate se le truppe di occupazione, inizialmente accolte coi fiori dai contadini ucraini che speravano fossero giunte a liberarli dalla tirannia giudeo-bolscevica, non avessero prestissimo dimostrato, coi fatti, il loro infame razzismo anti-slavo. Un razzismo, appunto, con radici tedesche profonde, cristiano-cattoliche*. La stessa rivoluzione "russa", come gli studi mi dimostrano ogni giorno che passa in modo più evidente, amputata dell'aspetto "etnico" in relazione al putch del 1917 e ai successivi primi ven'anni di dittatura bolscevica (in cui avvennero le vessazioni, le stragi di massa e le torture più abiette MAI commesse sui lavoratori dei campi e sui cristiani), "parla" solo con la solita voce falsa degli altoparlanti di regime. Idem dicasi per l'attualità. Se vedi le foto dei bimbi che scrivono gli auguri sulla testa delle bombe o dei rabbini che benedicono tra gli applausi i panzer sionisti e non ti riferisci, anche, al peso della Torah e del Talmud sui cerebri degli israeliani (AL DI LA' del fatto che essi professino o meno il giudaismo), è come se tu guardassi qualcosa con la mano sugli occhi.

Joe Fallisi


........

Fine dei chiarimenti

Davvero qualcuno crede che la capacità dell'uomo di comportarsi in modo bestiale abbia qualcosa da che fare con la religione? il perpetratore cercherà sempre di presentarsi come parte offesa, dirà sempre di avere avuto ragione, di essersi difeso ecc. ecc. e quindi, cercherà anche di servirsi di presunti insegnamenti e precetti religiosi, quando gli pare il caso. Ma lo faranno gli esseri umani selvaggi a prescindere della loro specifica religione.

Un episodio per molti versi anologo a quello del nord-Iraq era accaduto a Ramallah, in Palestina, circa tre o quattro anni fa: un padre aveva brutalmente freddato la propria figlia, di 25 anni, laureata, al ritorno di quest'ultima da una classica "fuitina" d'amore. La ragazza, non riuscendo ad ottenere dal suo padre il permesso di sposare un giovane di 28 anni, rispettato da tutti, con un buon lavoro, non vide altra strada che di mettere il genitore davanti ai fatti compiuti. Dopo il matrimonio dei due, avvenuto in forma regolare e davanti a tanto di testimoni ed Imam della moschea, la ragazza, preceduta da uno stuolo di notabili che s'erano offerti a fare da mediatori, osò fare ritorno dal padre, dopo che quest'ultimo aveva assicurato ai notabili mediatori d'essersi messo il cuore in pace. E cosa fece appena la giovane donna, ormai sposa, gli comparve davanti ? la portò
dentro casa e con un fucile la freddò, davanti agli occhi di tutti. Ma il padre non era un fondamentalista islamista, era un cristiano ortodosso. E dentro casa del padre, ad attenderlo c'era il prete locale che applaudì l'assassino!

Questo episodio, che a suo tempo mi fece venire i brividi, non fu raccontato dalla RAI. Così come la RAI non racconta la triste sorte delle molte - non meno di 10.000 - donne ebraiche in Israele che, una volta abbandonate dai loro mariti, non riescono ad ottenere un divorzio e quindi, non possono più risposarsi. E se convivono more uxoris con un nuovo partner, non possono avere figli perché questi figli verrebbero considerati "mamtzerim" per 10 generazioni - esseri umani privi di diritti, specialmente il diritto di sposarsi da adulti. Questa situazione risulta dal fatto che il divorzio ebraico può essere pronunciato solo dal marito (caso mai ci verrà costretto da una corte rabbinica, ma i casi sono rarissimi), mentre la moglie non ha alcun diritto suo in materia.

Eppure, quando si parla di problemi d'uguaglianza delle donne, si punta dritto all'Islam. Le corti islamiche hanno sempre pronunciato divorzi su richiesta di donne, se le circostanze sono convincenti. Ed a seconda della regione, della tradizione e del particolare pensiero teologico seguito, queste possono anche essere estremamente favorevoli alle donne. Mi ricordo di un episodio, successo nell'area di Bassora, a metà degli anni 60, prima dell'istaurarsi del regime di Saddam Hussein: una giovane donna si rivolse al Qadi per chiedere il divorzio dal marito perché quest'ultimo, a suo dire, avrebbe fatto mancare il dovuto rispetto alla propria madre, sicché la sposina temeva che un suo futuro figlio, ottenuto dal marito, si sarebbe un giorno comportato allo stesso modo nei suoi confronti. Il divorzio fu concesso.

Se oggi osserviamo situazioni di repressione e restrizione della donna, lo dobbiamo non alla religione dell'Islam, ma ad assurde leggi emanate da regimi incancreniti. Prendi ad esempio l'Arabia Saudita: non c'è, a quanto io sappia, alcun insegnamento religioso che portasse al divieto per le donne di guidare un'automobile, di viaggiare da sole all'estero ecc. Queste restrizioni assurde sono state introdotte da leggi dello stato ed hanno validità sul territorio di questo o quello stato, non impegnano la comunità islamica come tale in alcun modo. Eppure i nostri media le addebitano all'Islam!

Pensate a quanto ci è voluto per ficcare in testa alla gente che la circoncisione femminile non ha nulla da che vedere con l'Islam, ma che si tratta di una consuetudine collettiva, legata ad una fascia territoriale africana. Lo stesso, anche se in senso inverso, riguarda il famoso e famigerato velo delle donne islamiche (quello che copre il viso, non il foulard): lo troviamo menzionato da Hammurabi, 2500 anni prima della nascita dell'Islam. Le leggi di Hammurabi infatti, concedevano il diritto di vedere senza essere viste - cioè, di copririsi il viso in pubblico - solo alle donne libere, costringendo invece, le schiave e le prostitute (per intenderci: le lavoratrici dipendenti e le inservienti dei templi) a circolare a viso scoperto in modo da essere riconoscibili da chiunque.

Era l'Islam che, dopo millenni, compì un passo rivoluzionario e dichiarò l'uguaglianza di tutte le donne musulmane, indipendentemente dal loro stato sociale o familiare, conferendo a tutte il diritto di portare il velo in pubblico. Le donne non-musulmane invece, appartenenti alle comunità dei dhimmi (= sotto il protettorato della Umma Islamica), avevano difficoltà a farsi riconoscere simili diritti e, al riguardo, potrei quotare una corrispondenza tra i capi della comunità maronita di Aleppo e l'emiro di Aleppo, nel 17mo secolo, che ebbe come oggetto la concessione di portare il velo, se non per le donne cristiane come tali, almeno per le suore cattoliche.

Se da noi in Occidente ci si riferisce al velo delle donne musulmane in termini di presunta repressione, si da dimostrazione della profonda ignoranza che pervade il nostro pubblico. E che dire del concetto della Legge Sharia? se ne parla dalle nostre parti come se si trattasse di un ordinamento giuridico ispirato all'oscurantismo del Medioevo profondo. Nulla di più sbagliato. La Sharia contiene un messaggio di grande umanità: mi riferisco al principio che la Sharia mette la vittima (o chi per essa, in caso di omicidio) in rapporto con il perpetratore del crimine, dando alla vittima la possibilità di perdonare e, di conseguenza, a chi ha sbagliato, la possibilità di redimersi tramite il perdono. Magari i nostri ordinamenti giuridici ne traessero un po' d'ispirazione!

Susanne Scheidt


------------

(http://it.groups.yahoo.com/group/Al-Awda-Italia/message/23624)



venerdì 15 giugno 2012

L'aggressione alla Siria come prima mossa nella guerra del gas....

Il castello del mago - Dipino di Franco Farina

Quattro osservazioni in margine alla (bella) intervista di Federico Dal Cortivo a Claudio Mutti (cfr. http://europeanphoenix.net/it/component/content/article/18-interviste/316-crisi-siriana-e-ruolo-geopolitico-della-russia-di-putin-intervista-al-prof-mutti-direttore-di-qeurasiaq).


> L'aggressione contro la Siria si configura dunque, simultaneamente, come la prima guerra della "geopolitica del gas", come un attacco inteso a spezzare l'"Asse della Resistenza" e come un tentativo di espellere la Russia dal Mediterraneo. In Siria si decide dove dovranno passare le nuove frontiere che separano i blocchi geopolitici contrapposti: la NATO e l'Organizzazione di Sciangai. Le altre motivazioni che vengono addotte sono pretestuose, demagogiche o prive di senso; lo scontro che ha luogo in Siria infatti non è né per i "diritti umani" né contro uno "Stato laico" (la Costituzione siriana stabilisce infatti che la fonte principale della legislazione è il diritto islamico e che il presidente deve essere di religione musulmana).


* L'affermazione conclusiva mi pare destituita di fondamento. E' certo al contrario che lo scontro in corso avviene, anche, tra forze che sono per una visione e una pratica laica (di separazione fra cosa pubblica e sfera religiosa o pretesa tale) della Repubblica Araba di Siria, visione e pratica PREFERITE dalla maggioranza, pur sunnita, del popolo siriano, e altre, minoritarie, che parteggiano per la teocrazia e l'Islam più retrivo e oscurantista. Non si dimentichi che proprio in seguito a una laicissima (e giustissima) proposta di legge per impedire che il Presidente del Paese dovesse necessariamente essere musulmano fatta dal padre di Bashar scoppiò l'insurrezione di Hama, finanziata e manovrata, allora come oggi, dai delinquenti sauditi al servizio dell'Anglogiudamerica (cfr. http://andreacarancini.blogspot.it/2012/05/joe-fallisi-tutte-le-donne-sono-regine.html).


> Il 9 maggio scorso, celebrando la vittoria dell’URSS nel secondo conflitto mondiale, il presidente ha sottolineato la necessità per la Russia di essere pronta a un nuovo sacrificio, per garantire la sovranità del Paese. Nei giorni successivi alla sua investitura, Putin si è occupato delle forze armate, dell’industria militare russa e del sistema di alleanze militari. Ha continuato questa mobilitazione con la scelta di fare della Siria la linea rossa da non oltrepassare. Per quanto riguarda in particolare lo scacchiere mediterraneo, egli ha fatto ricorso ad un parallelo storico piuttosto eloquente, paragonando l’invasione occidentale della Libia all’annessione tedesca del Sudetenland e un’eventuale attacco alla Siria all’attacco tedesco contro la Polonia.


* Il paragone politically correct di Putin (che avrebbe semmai dovuto fare AUTOCRITICA relativamente all'errore esiziale e in malafede commesso contro la Giamahiria - i Russi sapevano perfettamente come fossero FALSE le accuse dell'Occidente) potrà forse far gongolare i giudeobolscevicostalinisti e, più in generale, coloro che si considerano eredi dei vincitori "democratici" del secondo macello mondiale. Ma è insieme conformista e farlocco. Le cose, nei Sudeti e in Polonia, non andarono affatto come vulgata comanda. Consiglio la lettura dell'esauriente studio in merito di Gianantonio Valli (cfr. http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/02/05/gianantonio-valli-22-giugno-1941-operazione-barbarossa.html)


> In particolare, il modello di ortodossia islamica rappresentato dall'Iran può contrastare la diffusione di quei movimenti settari (wahhabiti, salafiti ecc.) che l'Imam Khomeini accomunava sotto la definizione di "Islam made in USA".


* Nessun dubbio che "quei movimenti settari" traggano linfa (oltreché dai pedopetrolmonarchi del Golfo) dalla Cia-Mi6-Mossad, ma...
1) l'ascesa stessa al potere del sig. Khomeini in Iran, nonché la politica interna e internazionale della "Repubblica Islamica" impiantatasi sulla giugulare di quel Paese si dovrebbe avere il coraggio di vederla con occhio critico e smagato - con amore della verità, non del proprio "credo" (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/94898).
2) dire che si tratterebbe, in Persia, di "ortodossia islamica" è assurdo, essendo notoriamente lo sciismo un ramo (molto) minoritario dell'Islam.


> Nell’articolo dedicato alla sua futura politica estera e pubblicato all’inizio di quest’anno su “Moskovskie Novosti”, Vladimir Putin si è espresso nei termini seguenti: "Per quanto riguarda il conflitto arabo-israeliano, una 'ricetta magica' in grado di risolvere la situazione non è ancora stata trovata. Non bisogna in nessun caso rinunciare. Data la vicinanza delle nostre relazioni con il governo israeliano e i dirigenti palestinesi, la diplomazia russa continuerà a contribuire attivamente al restauro del processo di pace bilaterale e nell’ambito del Quartetto per il Medio Oriente, coordinando le sue azioni con la Lega Araba".


* Pessima dichiarazione. E, in ogni caso, dall'effetto sinora nullo riguardo anche solo a un eventuale minimo alleviamento del martirio palestinese.


Joe Fallisi

domenica 27 maggio 2012

Casaleggio Associati e Beppe Grillo … cosa diversa dai giovani onesti del Movimento 5 Stelle – Tutti i retroscena di una grande strumentalizzazione

Beppe Grillo


Lettere inviate e ricevute

…prima di tutto -è fondamentale- sappiate che io soffro a portare avanti quest’opera di sensibilizzazione alla corretta informazione e al cambiamento, per cui non crediate che io mi sia divertito a ricercare e compilare la documentazione di questa cosa perché non è così, è depressivo e stancante.. questa comprensione vi aiuterà forse ad essermi più vicini e solidali, anziché sfoggiare in automatico quell’ego e quell’orgoglio di appartenenza tanto fomentati dalla frammentazione sociale e dalla lotta di classe

la didascalia è lunga ma completa, se voi sostenitori del Movimento 5 Stelle preferirete per pigrizia o per convenienza non avere a che fare con queste informazioni, sarete colpevoli della continuità della condotta IRRESPONSABILE e COMPLICE con cui da decenni ci rechiamo alle urne; a tutti gli altri, per favore, fate almeno uno sforzo per informarvi, siate curiosi, critici, del resto le informazioni che spero state per consultare parlano da sole..

Premetto che io stimo i giovani ed onesti del M5S che si battono per il cambiamento, ma a questo punto mi chiedo se sappiano o meno dei Casaleggio e delle dinamiche aziendali che comporta questa e altre collaborazioni (anche se come scoprirete in seguito, lo stesso Movimento è un’ideazione dei Casaleggio Associati, che hanno lo scopo dichiarato di creare tendenze e correnti di pensiero che possano offrire un ritorno economico, ed aiutare le grandi imprese attraverso la rete ad intraprendere lo stesso percorso; ne parleremo tra poco)

Quelle che seguono sono critiche e preoccupazioni più che giustificate: giovani puliti e onesti del M5S, LIBERATEVI della tutela di ’sta sinistra “Casaleggio Associati”!!!!!!!!!… prima lo farete meglio sarà

cominciamo parlando della CASALEGGIO ASSOCIATI:

Gianroberto Casaleggio


«Tu hai bisogno di dire che siamo tutti uguali, perché così consenti al tuo fratello e socio Casaleggio di controllare la situazione». Con queste parole Michele Santoro, rivolgendosi a Beppe Grillo, ha aperto la puntata del 24 maggio 2012 di Servizio Pubblico»
VIDEO –> http://video.corriere.it/santoro-attacca-grillo/7c959030-a5d6-11e1-8ebb-5d15128b15be

sapete chi “cura” i siti di informazione in italia? indovinate un po’
–> http://youtu.be/ToBgJJuUNrM

se avete guardato tutto il video, si comincia a capire chi sono alcuni dei 5 fondatori della Casaleggio Associati; cominciamo con il più preoccupante così se non avrete voglia di leggere tutto almeno sarete infrormati sul peggio

“ENRICO SASSOON (uno dei 5 soci della Casaleggio) è stato per 8 anni, dal ‘98 al 2006 Amministratore Delegato della American Chamber of Commerce in Italy, una lobby di multinazionali in Italia. Uno studio del CIPI dice che le varie camere di commercio americane legate tra loro sono tra le più influenti lobby dell’Unione Europea”

Dal 2006 diventa DIRETTORE RESPONSABILE della rivista Affari Internazionali, con un Comitato Editoriale degno di nota, in cui figurano Mario Monti e Enrico Letta

Ecco un articolo sul sito di Affari Internazionali scritto di suo pugno con gli scopi dichiarati di questo “editoriale”, in realtà specchio della politica internazionale in ambito europeo

“AffarInternazionali nasce con una missione chiara e precisa: contribuire al dibattito nazionale e internazionale sulle scelte di politica estera dell’Italia. Questa rivista on-line vede la luce per iniziativa dell’Istituto Affari Internazionali, un ente privato di studi e ricerche che si è connotato dalla sua creazione, quarant’anni fa, a oggi per il suo impegno e la sua autorevolezza in Italia e all’estero, per le sue prese di posizione non ideologiche né partigiane, per la capacità di interagire con le istituzioni e con il mondo della politica e dell’economia con un approccio fortemente indirizzato all’individuazione dei problemi e alla loro risoluzione.

La rivista, però, non vuole solo rispecchiare i punti di vista di una singola, per quanto autorevole, istituzione, ma aspira a divenire un forum aperto a contributi di qualità di ogni provenienza, con l’esplicito obiettivo di influire in modo positivo alla definizione, e successiva attuazione, di una appropriata politica estera per l’Italia nell’ambito europeo e multilaterale.”
–> http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=81

se tutto ciò non basta, ecco il colpo di grazia: un avo di Enrico Sassoon è direttamente imparentato con la famiglia ROTHSCHILD!

“Sir Philip Albert Gustave David Sassoon, 3rd Baronet, (MEMBRO DEL CONGRESSO DEL PARLAMENTO INGLESE) (4 December 1888 – 3 June 1939), was a British politician, art collector and social host.
Sassoon was a member of the prominent Sassoon family and Rothschild family. His father was Sir Edward Albert Sassoon, 2nd Baronet, MP, son of Albert Abdullah David Sassoon; his mother was Aline Caroline, daughter of Gustave Samuel de Rothschild.”
Wikipedia –>http://en.wikipedia.org/wiki/Sir_Philip_Sassoon,_3rd_Baronet

quest’ultimo è a sua volta imparentato con il capostipite della dinastia Sassoon, responsabile assieme al governo inglese del traffico di oppio in Cina
Wikipedia –> http://en.wikipedia.org/wiki/David_Sassoon

anche nel libro “Lavoro ed usura” di Ezra Pound a pagina 43 si legge così:
“Io suppongo che a quell’epoca dorata i Rothschild volevano comprare l’oro a buon mercato per poi rialzarne il prezzo a cime vertiginose. Allo stesso modo i Sassoon e i loro compari hanno approfittato del ribasso dell’argento.”

storia dei Sassoon e intrallazzi coi Rothschild
–> http://outforrhymes.forumfree.it/?t=60987400

Donald Sassoon, redattore del Guardian, scrive un articolo intitolato “A new world order? Fat chance.”
(Un nuovo ordine mondiale? Ghiotta possibilità”)
–>http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2008/dec/10/globalisation-creditcrunch

————————————————

cambiamo argomento, ecco una dichiarazione dalla pagina del neo-sindaco grillino di Sarego, Roberto Castiglion

“Oggi incontro con Casaleggio.
Una persona che veramente ne capisce di comunicazione.”

i commenti degli utenti sono pochi ma chiari, sanno chi sono i casaleggio, uno dice “vi hanno dettato la linea?”
–>http://foradalicojoni.altervista.org/_altervista_ht/Roberto_Castiglion_incontra_Casaleggio.jpg

in effetti è successo in passato che i fratelli Casaleggio presiedessero insieme a Grillo un’assemblea piemontese del M5S, e ad un certo punto hanno presentato e nominato 4 persone a ricoprire ruoli tecnici nel Movimento, che poi si sono rivelati invece ruoli POLITICI;

Davide Bono, consigliere regionale in Piemonte e già candidato del M5S alla presidenza della Regione esprime le proprie obiezioni:
“Strappo il microfono alle 14.30 chiedendo lumi: chi ha deciso chi e se sono ruoli tecnici o politici? Mi si risponde che se qualcuno del territorio me lo chiede devo mandarlo a fanculo.”

i vari M5S locali esprimono le loro perplessità:
“Che ci stia prendendo tutti per il culo?” scrive il M5S di Sesto San Giovanni, e non è isolata quest’opinione.-

(trovate tutto il resoconto della faccenda qui sotto, con link al forum del 5 stelle piemontese in cui si tengono le discussioni)
–> http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/

————————————————

ecco un video direttamente della CASALEGGIO ASSOCIATI che rappresenta una loro ideale visione del futuro, solo chi non ha tutte le rotelle apposto può dire cose come “le solite cazzate da complottista”
–> http://youtu.be/JodFiwBlsYs

vi cito uno o due spezzoni per invogliarvi alla visione e alla COMPRENSIONE di questa spiacevole faccenda
“2018: il mondo è diviso in due aree maggiori, l’ovest con la democrazia diretta e libero accesso ad internet, China, Russia e il Medio Oriente con una dittatura Orwelliana e l’accesso ad internet sotto controllo
2020: inizio della terza guerra mondiale che durerà 20 anni”
2054: prima elezione mondiale in rete per un governo mondiale chiamato Gaia che verrà eletto”

Grillini, per ora la gente non vi supporta pienamente perché “intuisce” che qualcosa di losco c’è.. io e tanti altri faremo in modo che la gente SAPPIA perché non deve avere a che fare con il M5S.. o SPAZZATE VIA la gestione privatistica e massonica che avete sopra la testa, dimostrandoci di essere persone con le palle anche senza Grillo che è praticamente l’UNICO che può andare in televisione e che dà notorietà a tutti voi sconosciuti, o VI TIRATE INDIETRO dal movimento e supportate una causa più genuina..

ci sarebbe molto altro da dire, non credete.. documentazioni, dossier, audio, video.. didascalia in aggiornamento

Joe Fallisi


Joe Fallisi


http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/91668
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93778
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95064
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95093
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95094
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95095
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95101
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95105
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95106
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95108
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95111
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95141
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95142
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95143
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95148
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95164
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95172
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95178
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95180
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95205
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95214
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95215
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95216
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95219
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95225
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95226
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95227
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95228
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95306
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95307
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95308
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95309
http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95698
———-
(https://www.facebook.com/joe.fallisi)

………………..

Mio commento:

Caro Joe, molto interessante ed importante questa tua ricerca… come al solito sei uno che riesce a scovare le cose più segrete nei meandri del Web (da buon Topo)… (P.D’A.)

..................

La difesa del Casaleggio - Afferma Gianroberto Casaleggio: “Non sono mai entrato nell'ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l'ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c'è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense»”

................

Commenti sul Grillo e Casaleggio editori, raccolti sul web: “...non c'è foglia che si muove se "loro" non vogliono. Che grillo era massone si sapeva da tempo...... il suo editore è la Casaleggio associati (partner jp morgan) a spaventarmi... o il fatto che grillo da quando ha questo editore non parli più di signoraggio e dei famosi BANKSTERS di cui parlava una volta (e con cui ora va fuori a cena...) . Sappiamo che secondo le statistiche, il 90% dei contenuti WEB è creato dal 10% degli utenti, detti "influencer" cioè esistono delle persone che influenzano le altre creando dei contenuti. Queste persone sono gli Influencer. Quando si cercano delle informazioni in rete o è integrata nel sito dell'influencer o è creata direttamente da esso. Queste persone gestiscono la comunità online (da Webcolumn) - Gli influencer di Domenico Casaleggio mika che non l'hanno detto. Fanno tutto sotto la luce del sole. Sperare che Grillo salvi l'Italia è come desiderare di morire all'istante anziché tra atroci sofferenze. Il risultato non cambia. Bisognerebbe fare anche una classifica degli anti-anti complottisti. Sono i grillini che non sanno cosa fanno, intanto li ha tenuti parcheggiati li da un anno prima del Vday, avrebbero potuti diventare un vero movimento di protesta, se soli, ma hanno bisogno delle baby sitter seguono il gregge come pecore, la storia della Casaleggio la conosciamo tutti..."

martedì 15 maggio 2012

Alla tomba del Saladino, fuori della Moschea di Damasco dove tutte le civiltà si incontrano

Nella Moschea di Damasco

All’esterno della Moschea c’è la tomba del Saladino, all’interno la
cappella che secondo la tradizione contiene la testa di San Giovanni
(il profeta Yaḥyā per l'Islam).

Amorrei, greci, romani, cristiani, arabi musulmani si sono nei secoli
susseguiti: se c’è un luogo che rappresenta l’incontro e il crogiolo
delle civiltà e religioni del Vicino Oriente questo è proprio la
Moschea di Damasco.

al-Buti, vecchio teologo da tutti stimato e rispettato, considera un
disonore blasfemo le azioni dei criminali vociferanti Allāhu Akbar e
allo stesso tempo sostiene che la crisi in corso, una volta finita,
avrà un effetto positivo. Non so in base a cosa ne sia convinto, ma
sembra sincero. Qui tutti sanno, ci dice, che l’America, Israele e i
loro alleati vogliono minare dall’interno l’Islam. Considera noi molto
più fratelli di “certi cugini generati dallo stesso padre”. Il
riferimento ai necromonarchi del Golfo non potrebbe essere più
esplicito. Mi viene da pensare all’estremo paradosso: dovunque si
trovino, i musulmani orientano le preghiere in direzione della Mecca,
città sacra per antonomasia da tanto, troppo tempo nelle mani di quei
“cugini” corrotti, dei peggiori traditori e sfruttatori del messaggio
di Muḥammad, "il grandemente lodato".

Ouday Ramadan, uno dei miei compagni di viaggio, formidabile attivista
che, abitando da tanti anni a Pisa, parla bene l’arabo come il
toscano, è stato vittima il 7 novembre 2011 di un attentato mentre
veniva da Tartus, dove abitano i suoi parenti (il padre è il capo
spirituale degli alauiti). Si è salvato per una speciale benedizione
del cielo e ora è di nuovo qui. Mi spiega con una parabola, mentre
torniamo al nostro pullman, come mai nei Paesi islamici non ci sia
l’usanza di dare o stringere la mano a una donna. Un inglese chiede
spiegazioni in proposito a un buon musulmano. Questi gli risponde a
sua volta con una domanda. “In Gran Bretagna qualunque uomo può fare
una cosa simile con la vostra Regina?” “No”, ammette l’altro. “Ecco:
nell’Islam tutte le donne sono regine”.

Gli Assad, quei tiranni, quei dittatori… il padre ancora peggio del
figlio, ma il figlio presto peggio del padre!... E Gheddafi lo stesso,
va sans dire… e Milosevic, Chávez, forse tra non molto persino la
Kirchner!… Bisogna rendersene - e tenerne - conto sempre: siamo ormai
nella società spettrale del Kosherbig Brother, dove, per tutto quel
che attiene l’assetto e le strategie del potere, il falso è presentato
come vero e il vero diviene momento del falso. Che lo utilizza, lo
ingloba, lo annulla.

Ho conosciuto casualmente un giornalista di Londra, Gari Sullivan
(http://garisullivan.co.uk/, http://noozdesk.com/), che è qui da 4
mesi.

Mi conferma che siamo sommersi, in relazione alla Siria, da una
valanga di menzogne incredibili... tutta roba da al-Jewzeera, da
al-Arabyia, che hanno acquisito il perfetto modus operandi attraverso
l'esperienza libica... costruita appositamente a tavolino da
specialisti della disinformazione... liste di morti che poi risultano
vivi... cadaveri di torturati e uccisi dai terroristi fatti passare
come opera dell'esercito... simulazioni, ricostruzioni, stages
fantasmatici, attori, attrici... E' la stessa cosa, peraltro, che
sostiene la televisione siriana indipendente Addounia (cfr.
http://syria360.wordpress.com/2012/05/06/marinella-correggia-a-report-from-addounia-syrian-television-against-disinformation/).
Società degli spettri.

Fino all’8 marzo 1963 la Siria, che aveva ottenuto l’indipendenza dai
francesi nel 1946, era un Paese a regime feudatario, con l’equivalente
locale dei vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba del
Medioevo europeo. E con il 90% della popolazione analfabeta. Poi salì
al potere il partito socialista panarabo Ba’th, il cui programma
prevedeva cambiamenti radicali che di lì a pochi anni avrebbero
cominciato a manifestarsi. Fu, sino al 1970, un periodo di completa
instabilità. Ogni qualche mese si succedevano Putsch e governi
aleatori “a scendere”… per mano di colonnelli, di maggiori, di
capitani, di tenenti… al punto che si diceva: tra poco arriverà il
colpo di stato dei caporali… Finché invece fu la volta del generale e
comandante dell’aviazione militare Hāfiz al-Assad (1930-2000).

Uomo di umili origini, non corrotto né corruttibile, aveva in mente un
sogno, far progredire il suo Paese e migliorare la condizione di vita
della maggioranza. Tutti i siriani onesti che conoscono la storia lo
considerano come l’autentico padre della patria. Fu un militare duro,
spietato e accentratore, in questo non diverso da tanti altri suoi
colleghi (non solo) arabi. Ma a differenza di quasi tutti loro le
trasformazioni desiderate le seppe attuare. Tutto cominciò col
“movimento di correzione” o “delle riforme” degli anni 70. Esso dette
il via a una serie di conquiste sociali continue e durevoli – di cui i
siriani di oggi ancora beneficiano.


Joe Fallisi

sabato 5 maggio 2012

Damasco, maggio 2012 - Dietro le quinte, quel che non si potrà leggere sui giornali - Facebook chat on Siria..



ciao joe


ciao


sei in siria?





com'è la situazione adesso?


ogni giorno i terroristi, gli islamici del Kali Yuga, scannano qualcuno... ma il popolo li aborre


bisognerebbe spiegarlo alla redazione di umanità nova, che quasi ogni settimana parla di stragi e brutale repressione del governo siriano contro i dissidenti


sono dei disgraziati... non voglio più sentirne neanche parlare... con quella gente HO CHIUSO... oggi pomeriggio mi sono incontrato con un giornalista di Londra che è qui da 4 mesi... mi ha confermato che sono menzogne spudorate... tutta roba da al-Jewzeera si chiama Gari Sullivan (http://noozdesk.com/)


una settimana fa a napoli hanno organizzato il viaggio a pisa per l'aniversario della morte di Serantini, ma ho deciso di non andarci
non ce la faccio più a vedere le solite facce da preti e suore mancati


ma che vadano AFFANCULO!... sono morti che vivono di cadaveri


Serantini si rivolterebbe dalla tomba a vedere che fine ha fatto il movimento anarchico


bisogna chiudere il libro - e scriverne uno nuovo. BASTA.


secondo me il movimento anarchico deve rinascere al di fuori degli ambienti anarchici


certo, proprio così


in italia chiunque è interessato a frequentare gli anarchici, trova preti e suore mancati, fricchettoni, cannati e teste di cazzo, intelletualoidi carrieristi il cui solo scopo un tempo era quello di essere accettati nei salotti radicalchic ed oggi nei salotti liberali
ed alla fine chi è interessato ad un progetto serio si allontana


esatto... IGNORALI... sono larve, spettrucoli, involucri senza vita


sabato scorso l'ho detto ai giovani che frequentano l'oacn, quando andrete a pisa non avete idea di che razza di preti troverete


devi disintossicarti pure tu
lasciali perdere


infatti non li frequento da anni


meglio così
però parli sempre di loro


ci sono quelli del comidad che sebbene non facciano attività militante si sforzano per fare delle anlisi politiche anticonformiste
nel movimento anarchico sono tra i pochi che si sono schierati contro i terroristi in libia ed in siria tu hai mai letto il loro sito?


sì... ma ho bisogno di altri linguaggi, altre facce, altre anime... altra ARIA
lì mi sento soffocare


anche i gridas di scampia fanno un ottimo lavoro all'interno del quartiere
infatti nelle loro iniziative ci vanno i proletari
i carc ogni anno alla loro festa organizzano il concerto di maria nazionale
quando dico agli anarchici che vado al concerto di maria nazionale al concerto dei carc, ricevo una sorta di linciaggio morale
per loro chi ascolta maria nazionale deve essere necessariamente un camorrista e la feccia dell'umanità
invece al suo concerto non ci trovo i camorristi ma ci trovo i proletari veri, qualli che la mattina si alzano e devono combattere per lavorare
nella sinistra negli ultimi anni si è diffuso una sorta di disprezzo elitario nei confronti dei proletari e della loro cultura


io non provo né disprezzo né infatuazione


io non parlo di infatuazione ma il rispetto per chi si identifica in una certa cultura, che loro considerano rapprestande del mondo in cui vivono
essere razzisti verso i neomelodici vuol dire essre razzisti verso gli abitanti di scampia, forcella dello zen di palermo
se un proletario va al concerto di roberto vecchioni e sente il pippone su pericle e la democrazia ateniese, anche se lo capisce non si identifica, se ascolta nino dangelo che canta, cumm se fa a dicere w l'iralia murendo sott' 'e riebiti ca fanno l'ate , si identificano
il napoletano ed il siciliano costretti ad emigrare al nord o all'estero, si identificano con le canzoni di mario merola che parlano di emigrazione, non con quelle di vecchioni, la badante rumena ascolta ciao ciao di maria nazionale, mica fiorella mannoia


"Vecchioni" fa SCHIFO!... il suono tremolante della sua voce... di 'sto altro lemure gelatinoso, leccaculo, opportunista, democVatico, "comunista", tirchione, avidadollars, mediocre, puzzolente, conformista... come si fa ad ascoltarlo?????!!!...


che è venuto a fare la campagna elettorale per de magistris, facendo finta di averlo fatto per l'amore nei confronti di napoli
in realtà perché in cambio gli era stata promessa la direzione del forum delle culture


ma ti prego!... mi parli sempre di sottouomini che mi disgustano... non anche in Siria... no...


maria nazionale anche se in buona fede ha partecipato al film di quella merda umana di roberto saviano, però ai concerti dei carc suona gratis per idealismo
ok
scusa
a me piace daniele sepe
non so se lo conosci


no


puoi trovarlo su youtube
è un ottimo sassofonista jazz negli anni settanta suonò con gli zezi nell disco tammurriata dell'alfasud
adesso è stato messo al bando perché ha fatto una canzone contro saviano


a me NON piace il jazz - mi ritirerei su un'isola deserta con la musica di Bach, Mozart, Haydn... o anche solo del mare e del vento


(Joe Fallisi Chat on Facebook)


................


Per approfondire il tema: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/03/joe-fallisi-maggio-in-siria-visto-con-occhi-puliti/

martedì 1 maggio 2012

Dialogo tra Joe Fallisi, Maurizio Barozzi, Paolo D'Arpini, Giorgio Vitali e Giuseppe Turrisi, in un giorno di festa, il 1° maggio 2012

Permettetemi di dire la mia... all'interno ed anche fuori dell'ideologia....

Dialogo tra Joe Fallisi, Maurizio Barozzi, Paolo D'Arpini, Giorgio Vitali e Giuseppe Turrisi, in un giorno di festa, il 1° maggio 2012

Ante scriptun augurale

Buon inizio di Maggio.
Il nome del mese deriva dalla Dea romana Maia.
Maia è la dea della Fecondità e del risveglio della natura.
Originariamente era la dea dei campi.
Una particolarità?
Che il primo di Maggio era il giorno a lei dedicato era la sua festa.
Nella mitologia si narra che il Dio Vulcano offriva in sacrificio il primo Maggio una scrofa gravida affinche la terra anche lei fosse gravida di frutti.
E anche il nome Maiale pare che risalga alla dea Maia.
Le parole e le festività hanno una storia antica.
Almeno così sappiamo meglio la storia della festività ed il significato di alcune parole che usiamo giornalmente.
Un cordiale saluto.
Franco Farina

Fate, sirena e folletto di Franco Farina


Maurizio Barozzi

Joe Fallisi è un uomo libero e non è facilmente etichettabile, non a caso la sua cultura è di stampo anarchico e libertario. Non possiamo giudicarlo con i nostri occhi da “fascisti”. La sua visione della vita e del mondo parte da una premessa precisa: essere contro - sempre e comunque - dove si manifesta la sopraffazione, il genocidio, lo sfruttamento e l’uso di mezzi criminali. Vuoi contro l’uomo, a prescindere dalla razza, vuoi contro la natura e gli animali.
Quindi egli, allo stesso tempo, condannerà senza mezzi termini e con parole forti, come è nel suo costume, qualsiasi strage fatta dai bolscevichi, dai titini e le foibe, o gli orridi massacri perpetrati dagli ebrei, dagli americani e quant’altro, ma allo stesso tempo condannerà la mano pesante dei tedeschi, di Graziani in Libia o quelli degli italiani alle terre di confine adriatico. Senza dimenticare i crimini obbrobriosi commessi nel tempo dai pii cristiani con i loro roghi e le loro torture accompagnate da ipocrite litanie.
Egli non sta a considerare se tali massacri erano motivati, erano una giusta ritorsione o altro, li condanna e basta. E bisogna riconoscere che il suo non è il “pietismo” di certe sinistre, che come ben sappiamo, erano capaci spudoratamente di piangere i loro morti e ignorare quelli degli altri.
Ma oltretutto la sua weltashaung non è materialista, ma è profondamente spirituale e si riconosce in una visione cosmica per la quale esistono le differenze spirituali e di razza. E’ ovvio che per lui, queste differenze non devono però arrivare a generare la sopraffazione.
Detto questo bisogna aggiungere che Fallisi è anche estremamente obiettivo, e riconosce ed apprezza, ad esempio, l’opera del nazionalsocialismo e di Hitler, in particolare nei confronti del popolo tedesco e l’aggressione che ha subito dai “padroni del mondo”. Parlando con lui non parli con il solito antifascista, perché Fallisi comprende e apprezza anche tutta la legislazione sociale del fascismo e le grandi opere che vennero fatte in favore del popolo italiano. Non è poco, come è dimostrato dalle accuse e dalle invettive che riceve da anarchici e ambienti di sinistra.
Questo è quello che posso dire io su Fallisi, che oltretutto personalmente non conosco, ed ovviamente nel mio ritratto potrei aver commesso qualche errore o aver omesso qualcosa di importante. Ma non credo di sbagliarmi.
E ovvio che, personalmente, da fascista io abbia una concezione della vita e del mondo alquanto diversa, per la quale non credo alla distinzione tra “buoni” e “cattivi” e il mio faro di orientamento, nelle divisioni che il mondo continuamente propone, è quello della “Civiltà”, degli interessi geopolitici della mia terra e del mio popolo e là dove sento  e constato che quei valori sono da sostenere.
Le esternazioni “umane” di Fallisi gli fanno onore, ma la storia, purtroppo, non si può ridurre a “buoni” e “cattivi”, perché la natura umana non conosce queste distinzioni: cambiate le condizioni i “buoni” di oggi, gli “aggrediti di oggi, diventano i “cattivi” e gli aggressori di domani.
Oggi a 62 anni dalla fine della guerra io pensavo che si potessero superare certi steccati e ragionare con persone che non siano preda di odio viscerale, antifascista o anticomunista che sia, trovando punti di incontro, fermi restano che ci saranno sempre punti di divisione, sopratutto ideologica.
Non mi sembra che far questo sia da “fascisti di cartapesta”, perché allora dovrei andare anche a vedere certi pedegree e se trovo militanze, pluriennali, dico pluriennali, nel peggior partito antifascista italiano ovvero il MSI, allora quel “fascista di cartapesta” andrebbe quanto meno ribaltato.
Certo non pretendo che questa “duttilità” possa per forza esserci in chi, oggi alquanto anziano, ha combattuto sotto certe insegne e ha sofferto quello che ha sofferto.
Io sono della generazione successiva (1947) e mi onoro di aver militato nella FNCRSI, vera formazione testimonianza storica e umana del fascismo, sia pure non come ex combattente, e forse posso permettermi qualche spregiudicatezza in più.
Anche perché, diciamolo chiaramente, nel mio percorso umano e politico, quelli che ho conosciuto e che avrebbero dovuto essere i “fascisti”, anzi i neofascisti, in massima parte posso definirli dei perfetti antifascisti, a prescindere dal loro passato. E il mio giudizio è tanto più drastico e repellente, sia sotto il profilo politico (accozzaglia di conservatori e reazionari), etico (truppe camellate al servizio degli atlantici), e morale (ben pochi sono quelli con non sono stati collosi con i Servizi o non siano stati spie dei carabinieri o della polizia, ovvero di questo stato democratico e antifascista! e ancor meno sono quelli che non hanno fatto mercimonio di simboli ed idee per racimolare un lurido posto al Parlamento o in qualche Consiglio comunale, se non in qualche miserabile circoscrizione).
Maurizio Barozzi

...............

Paolo D'Arpini

Caro Maurizio, non so se questa tua risposta-precisazione sia indirizzata a me, a Joe.. od a chiunque altro ci legge. Forse è indirizzata a te stesso. Forse ti serve per esprimere il tuo pensiero e dire che ti riconosci nel fascismo. Vedi, caro Maurizio, se noi potessimo con estrema freddezza e con equanimità vedere il processo con il quale ci accreditiamo un pensiero, sulla base di come noi lo abbiamo condiviso, non nell'esperienza diretta, ma nel credere e nel giudicare quel che in noi ha evocato... Ognuno di noi potrebbe dire, di volta in volta, di essere fascista, comunista, anarchico, atlantista, sionista o quel che capita..  sulla base di ciò che abbiamo condiviso e compreso.
Allora, una volta che si riconosca la propria matrice nell'umano, nella coscienza umana, è normale che una piccola o grande parte di noi sia in accordo con questo o quel pensiero, con questa o quella specifica azione compiuta da chi ci ha preceduto o con noi cammina. La nostra tendenza socializzante ed il desiderio di poterci riconoscere in un "fold" è alla base del nostro sentire di animali sociali qual siamo. Così sorge la necessità di voler condividere qualcosa con gli altri e  possiamo farlo esclusivamente attraverso quel che i nostri occhi accettano, attraverso quel che i nostri occhi  comprendono. La cultura della quale siamo stati imbevuti, direi a nostra insaputa e contro il nostro volere, è una sorta di "filtro" per mezzo del quale siamo in grado di accettare o rigettare questo o quel pensiero.. Perciò nascono le simpatie e le antipatie.
Il tentativo di togliersi il paraocchi, da parte di Joe, è sicuramente un primo passo verso la libertà dal "conosciuto".. Forse, qui vorrei aggiungere,  tale passo va accompagnato da una "compassione" ed empatia verso tutti gli esseri umani.. indistintamente prede dei meccanismi dell'ignoranza, autoindotta e perpetuata, che impedisce di scorgere l'unità dietro le molteplici apparenze delle diverse posizioni e  vari "credo"... (siano  essi politici, filosofici, religiosi o di altro genere)... Ecco, questo volevo dire a te, a Joe agli altri che ci leggono ed a me stesso stesso.
Paolo D'Arpini


..............

Giuseppe Turrisi

Condivido le riflessioni di Paolo ma sopratutto voglio sottolineare di non continuare a voler vedere il mondo con etichette personalmente pur avendo una storia umana, spirituale e politica alle spalle oggi non accetto più essere classificato secondo etichette che ci fanno forse sentire protetti ma di fatto reiterano un modello  di archetipi che ci limitano nella visione della grandezza della natura umana.
Le visoni romantiche per quanto autentiche storicamente sono sempre soggette a particolarismi che ci sottraggono alla visione olistica della natura e ci allontanano dalla intelligenza collettiva che non si raggiungerà mai con la dialettica delle parti ma solo con la partecipazione delle parti.. perché ancora ci costringiamo a vedere il mondo solo con gli occhiali di un mono colore quando abbiamo la possibilità di vederlo nello spettro generale?
Giuseppe Turrisi


............

Giorgio Vitali con Bonaventura

PUR CONCORDANDO CON L'AMIC....ISSIMO PAOLO, DEVO AGGIUNGERE QUALCOSA. VERO è CHE IL PROBLEMA è LA CONOSCENZA DI SE STESSI, MA è ANCHE VERO CHE, PROPRIO PER QUESTA RAGIONE, NOI STESSI CI CONOSCIAMO IN UN CONTESTO (comunità, paese, città, nazione, mondo, universo e... quant'altro). QUESTO PROCESSO DI INDIVIDUAZIONE NON PUò
PRESCINDERE DALL'ASPETTO morale. eCCO IL PUNTO IN CUI NASCE L'UOMO. OCCORRE AVERE IL CORAGGIO DI AUTODETERMINARSI tanto culturalmente quanto storicamente. Cè una battura di Henry Youngman che sprime chiaramente certi concetti. “ LO SQUALO MI HA RICORDATO MIA MOGLIE. UNA VOLTA INFATTI è RIUSCITA A NON FARSI MORDERE DA UNO SQUALO. HA APERTO LA BOCCA PER PRIMA!” IN SOSTANZA, CHI SI TIRA FUORI è, appunto, uno che si tira fuori.
MA SENTIAMO COSA DICE SOCRATE (APOLOGIA DI SOCRATE, il saggio la cui figura fu presa ad esempio dai costruttori della figura di Cristo): “ Ora mi si potrebbe dire: ma una volta via di qui, Socrate, non potresti startene zitto e quieto? Ecco precisamente il punto su cui è più difficile persuadere alcuni di voi... perchè se affermo che ciò significherebbe disubbidire al dio, per cui di stare quieto non mi
riuscirebbe, non mi crederete e penserete che sto scherzando. Ancor meno mi crederete se dico che il più grande bene dato all'uomo è proprio questa possibilità di ragionare quotidianamente sulla virtù e sui vari temi su cui mi avete sentito discutere o esaminare me stesso e altri, e che una vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta dall'uomo. MA LE COSE STANNO COSì, O CONCITTADINI, E VE LO
RIPETO ANCHE SE NON è FACILE PERSUADERVENE.
Giorgio Vitali

................

Socrate

Sì, questa è la conferma della saggezza umana, la visione di Socrate descritta da fratello Giorgio.
Il filosofo greco -persino in punto di morte- non rinunciò alla curiosità per la conoscenza... Non solo analizzando passo passo il processo di avvelenamento e descrivendolo pacatamente.. ma anche -mentre i suoi discepoli lo invitavano alla fuga- quando disse "Perché fuggire? La morte è per tutti inevitabile ed ora questa è una buona occasione, in accordo anche con il mio pensiero democratico, sono stato condannato  dalla maggioranza dei miei concittadini e lo accetto" - E continuò - Inoltre perché preoccuparsi della morte o di quel che seguirà? Se non c'è nulla potrò finalmente godermi un meritato riposo... e se ci fosse un altro mondo magari troverò persone sensibili e sagge con le quali  continuare a  perseguire la conoscenza"...
Di uomini così ce n'è pochi!  Forse il nostro massimo poeta lo eguaglia: "...fatti non foste per viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza!" E pure il Vate ci andò vicino quando disse: "Ama il tuo sogno se pur ti tormenta!"
Paolo D'Arpini

...........

Joe Fallisi

Finale che torna all'inizio - Ti ringrazio, caro amico Maurizio. Non ci siamo (ancora) conosciuti - succederà senz'altro -, ma tu hai capito perfettamente chi sono. Correggerei solo una cosa: non distinguo in modo semplicistico gli uomini in "buoni" e cattivi", sia perché so che in ognuno di noi albergano qualità opposte e quel che si può vedere all'opera è sempre una mescolanza dinamica di male e di bene, sia perché è il primo il più delle volte a prevalere essendo l'uomo l'unico essere dotato di coscienza infelice, che falsifica la realtà. Anche perciò sono contrarissimo alle necroreligioni del "Libro". Esse presuppongono l'animale umano come unico rappresentante e testimone di "Dio", quando invece forse si tratta solo di un errore di percorso dell'evoluzione, di un sinistro virus anti-cosmico comparso su Madre Terra per stuprarla e distruggerla. Io ti rispetto, così come rispetto e ammiro tutti coloro che rifiutano l'omologazione, che non si vendono e, insieme, mantengono la mente aperta. Un saluto da Damasco, insanguinata dai burkamostri del Kali Yuga, gli orridi trogloditi "islamici" al soldo della CIA, di Soros, del Mossad, dei pedomonarchi, dei dönmeh all'uncino criminale.
Joe Fallisi

domenica 18 marzo 2012

Vittorio Arrigoni... martire senza speranza di giustizia!

Vittorio Arrigoni


Ante scriptum

Confermo quanto ho già scritto: Vittorio è stato ucciso da mani identiche a quelle dei seviziatori-assassini, infamia dell'Islam e al servizio e a libro paga della Cia/Mossad, che i predoni occidentali (ItaGlia compresa) hanno installato sulla giugulare libica (e ora eseguono lo stesso sporco lavoro, per i medesimi mandanti, in Siria). Hamas, filiazione degli ultrareazionari Fratelli musulmani, ha dato il suo pieno appoggio, anche operativo, a questo vergognoso tradimento nei riguardi di un Paese arabo-africano che li aveva sempre sostenuti e aiutati. E' una macchia che non si toglieranno più e che procurerà ai martiri palestinesi solo nuove sofferenze e nuovi lutti. Vittorio, vicinissimo alla popolazione della Striscia e sempre in prima fila nel difenderla contro i sionisti criminali, era coraggiosamente critico del settore più retrivo di Hamas e aveva appoggiato in modo aperto il manifesto Gybo dei giovani di Gaza. Questa è la ragione prima e vera della sua condanna a morte. Comunque il "processo" si concluda, giustizia NON sarà fatta.
Ti abbraccio, Vittorio.

Joe Fallisi


La mamma del pacifista italiano: «A Gaza solo delusioni e rinvii E dal governo italiano nessun aiuto» Da sei mesi e dopo una dozzina di udienze, il dibattimento è impantanato nelle procedure della corte militare di Hamas


GAZA — Inutile bussare. Non apre nessuno. Alle 10 di giovedì il tribunale di Gaza City è chiuso, la porticina verde sbarrata. Ma non doveva esserci l'udienza del processo Arrigoni? «Rinviata». Una volta, qui c’era l’asilo degli Arafat. Oggi, che vi abita la giustizia di Hamas, nell’atrio umido c’è un usciere in ciabatte e con le risposte scritte su un foglio: «Niente processo! Ragioni di sicurezza! Non ha visto che gl’israeliani bombardano? ». Ma se hanno smesso da tre giorni... «No, è troppo pericoloso. Per l’incolumità dei giudici, degl’imputati e anche vostra. Giusto rinviare». A quando? «Non lo so».


La delusione è di pochi. Qualche amico, qualche giornalista, nessuno che si sorprenda. Va così da mesi: una procura non tradotta, una carta senza timbro, un testimone assente (in)giustificato, il pubblico ministero che s’è dimenticato a casa le domande da fare, gli avvocati che non possono stare vicino alla gabbia... «Ogni volta ne inventano una», sorride Nathan Stuckey, 34 anni, che faceva il broker a Chicago e adesso vive da cooperante dell’Ism, l’International Solidarity Movement: «Diciamo che i tribunali veri sono un’altra cosa. E che l’attenzione del mondo, ecco, non è proprio quella del processo O.J. Simpson...». In piedi, entra la corte. Anzi no. Fra un mese sarà il primo anniversario della morte di Vittorio «Vik» Arrigoni, il pacifista che viveva a Gaza e che nello spazio d’una mezza giornata fu rapito, picchiato, videoripreso e subito strangolato col fil di ferro da un gruppo di salafiti fanatici.


Da sei mesi e una dozzina d’udienze, il processo ai quattro imputati è impantanato nelle procedure della corte militare di Hamas, nel silenzio quasi totale dei media, nel disinteresse generale dell’opinione pubblica. Gli assassini hanno confessato, tutti. E se a Gaza di solito basta mezz’ora di processo per infliggere un’impiccagione, qui la si tira per le lunghe e senza ragioni evidenti. «In teoria, almeno due dei quattro rischiano la forca — anticipa il procuratore generale, Ahmad at Allam, basco verde e Corano sul tavolo —. Ma un mese fa ci è arrivata una lettera della madre di Arrigoni. Ci dice d’essere contraria alla pena di morte: ne dovremo tenere conto». Giovani, le barbe lunghe, ogni volta che arrivano in aula i killer fanno le star. «È già tutto deciso, la prima udienza li ho visti ridere e m’è venuta la nausea », ha raccontato Ebaa Riziq, palestinese e il nome di Vik tatuato sul braccio. «Gl’imputati e i loro familiari hanno un atteggiamentomolto ostile—dice Rosa Schiano, 29 anni, volontaria napoletana dell’Ism —. La cosa incredibile è che in aula possono parlare, confabulare, passarsi messaggi. L’ultima volta che è successo, mi sono alzata io e ho protestato».


Quando Vittorio fu ucciso dai palestinesi, lui che a Gaza era venuto per aiutare i palestinesi, lui che contestava a Israele il diritto di sigillare un milione e mezzo di persone, la bara non fu rimpatriata da Tel Aviv. Hamas non sta ricambiando tanta amicizia. L’inchiesta è riassunta in due paginette di mattinale: si sa chi è stato; non si sa se, quando e a quanto potrà mai essere condannato. L’ultimo che vide Arrigoni vivo, Salman Hat, il custode della casa dove viveva, non è neppure stato ascoltato. Due degl’imputati erano a libro paga di Hamas: non hanno ancora spiegato chi li abbia mandati, né perché abbiano scelto proprio Vittorio. Gli stessi giudici, barbe lunghe uguali a quelle degl’imputati, si guardano bene dal chiedere qualcosa di più delle semplici generalità. Anche la mente della banda, Abdel Rahman Breizat, il misterioso giordano entrato nella Striscia due settimane prima del delitto: si disse subito che volesse scambiare l’ostaggio Arrigoni con lo sceicco salafita Al Maqdisi, sua guida spirituale, detenuto a Gaza. Ma nessuno potrà mai accertarlo: il giordano, con un altro del gruppo, fu ammazzato subito dalla polizia islamica. «Ho contattato ad Amman il fratello di Breizat — racconta Khalil Shanin, del Centro palestinese per i diritti umani — e ho capito che la versione dello sceicco non regge. Il capo della banda sosteneva la resistenza palestinese, era stato un anno a Londra pagato da Amman. Che c’entrava coi salafiti?».


Qualche settimana fa pure il basista, Aamer Abu Ghula, uno che sa molto, è stato inspiegabilmente scarcerato ed è sparito. «Anche in Occidente ci sono i processi in absentia — dottoreggia il procuratore Allam —e comunque gli stiamo dando la caccia », come se fosse complicato trovare un latitante in un’area chiusa di 40 chilometri: Aamer se l’è data a gambe attraverso i tunnel, probabilmente, e dicono se ne stia in Egitto.


Questo processo è una farsa triste. «Non ho mai visto una cosa tanto approssimativa », è sconsolato Gilberto Pagani, l’avvocato della famiglia Arrigoni: «Sono riuscito ad assistere a un’udienza soltanto. Ma anche se le avessi seguite tutte... Non viene fuori niente. Gl’interrogatori sono ridicoli. Gli atti evasivi. I testimoni non ci vengono comunicati. Ci siamo costituiti parte civile, ma non siamo stati ammessi in aula perché la legge militare non lo prevede«. L’Italia, di questi tempi così attiva nella tutela dei marò in India, in aula non s’è vista. Hamas è considerata un’organizzazione terroristica, Roma non la riconosce come interlocutrice e a questo processo non ha mandato, mai, nemmeno un osservatore.


La mamma di Vik, Egidia Beretta, sindaco lecchese di Bulciago, assieme all’avvocato ha scritto al presidente Napolitano, agli ex ministri degli Esteri e della Giustizia, Frattini e Nitto Palma, per chiedere conto di tanta indifferenza. Nessuno ha risposto: «Le mie lettere sono cadute nel nulla — dice — il governo italiano non ha fatto nulla. Dalla Farnesina non abbiamo più avuto contatti né notizie da aprile. Evidentemente, l’uccisione d’un volontario italiano è una cosa di poco conto e ancora di minor conto è il rispetto verso la sua famiglia. A dicembre ho scritto anche ai nuovi ministri, Giulio Terzi e Paola Severino.


In febbraio, m’ha finalmente risposto la Guardasigilli. Per dirmi d’aver incaricato i collaboratori d’esaminare la vicenda. E per farmi sapere quanto ammirasse la mia contrarietà a un’eventuale pena di morte. Me l’ha insegnato Vittorio, "restiamo umani": come potrei, altrimenti, ripetermi quella sua frase?». Papà Arrigoni è morto qualche mese dopo Vik ed Egidia ha dubitato con lui, fino all’ultimo, di troppe superficiali verità: «Sul processo, all’inizio ero fiduciosa. Ora provo delusione, non riesco a vederne la fine. Né la risposta a quel che noi vogliamo veramente sapere: perché? Vittorio, proprio in quei giorni, era alla vigilia del rientro. Se non piangessi, mi verrebbe da sorridere quando sento che l’avrebbero colpito perché era troppo "occidentale": Vittorio era palestinese fra i palestinesi. Come si può credere che, di sua volontà, un giovane giordano entri nella Striscia attraverso i tunnel e appositamente per colpire Vittorio? Posso essere scettica?».


Mamma Beretta forse riuscirà a vedere Gaza per la prima volta il 15 aprile, l’anniversario, quando a suo figlio sarà intitolato un nuovo pozzo d’acqua destinato a ventimila famiglie di profughi. Ad aspettarla, se verrà, un vecchio con la faccia rugosa, Farur Gharami, 64 anni. È il papà d’uno dei quattro, Khader, il palo: «Voglio solo dirle grazie perché ha chiesto di non condannarli a morte». Piove, nella baracca gelida del campo di Shaati. E Farur ha in braccio una neonata seminuda. Nell’altra mano una torcia, perché a Gaza la luce manca da più d’un mese. Il vecchio piange: «Mio figlio è stato un pazzo. E noi la morte ce l’abbiamo già dentro».


Francesco Battistini
Fonte: www.corriere.it
16 marzo 2012

lunedì 12 marzo 2012

"Ritirate il Nobel per la Pace concesso al presidente Barack Obama..."



Europeanphoenix intervista Joe Fallisi, testimonial della Petizione che chiede il ritiro del Premio Nobel per la pace al presidente Obama



D: Sig Fallisi lei, che è stato recentemente l’unico italiano ad avere denunciato alla Procura della Repubblica di Roma il suo governo per aver condotto una guerra non dichiarata e contraria al dettato costituzionale contro la Libia e segnalato più volte le atrocità commesse dalla Nato contro i civili libici, ora appoggia ufficialmente la petizione internazionale lanciata dal Congrès National du Peuple Ivoirien per chiedere il ritiro del premio Nobel a Obama.
Qual è la sua posizione al riguardo?

R: La mia denuncia (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89827, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89906), a detta di Luca Tadolini, il coraggioso avvocato che mi assiste, sembra segua il suo corso e non sia stata (ancora) archiviata dall’autorità giudiziaria. Significa che se ne potrebbe riparlare presto pubblicamente, in tribunale. Chiarisco subito che sia nel caso della denuncia sia in quello della petizione (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89921, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90874) si cerca solo di togliere il silenziatore, imposto dai media tutti asserviti, agli avvenimenti in corso nella Giamahiria sotto il giogo dei predoni occidentali e dei mostri col burka avvoltolato al posto del cervello. Tanto quanto si sono prodigati a diffondere a suo tempo le loro menzogne, al-Jewzeera, al-Arabiya, BBC, CNN, ANSA e “agenzie” simili ora hanno imposto una cappa di buio su quanto accade nel Paese nordafricano – come in Costa d’Avorio, del resto. Anche qui vale la pena ricordare che ci troviamo a pieno titolo nella società degli spettri e dell’Ersatz (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/86358, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/86479, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/88872, http://www.youtube.com/watch?v=rV240UUSS5w - 06:53..., http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93283), dove la realtà stessa di cui si propone ai telesudditi la rappresentazione e l’ermeneutica viene fatta sparire all’occorrenza e surrogata da qualche “narrazione” artificiale ad hoc. Si tratta di magia nera, un incubo che si dissolve come i fantasmi ai raggi del sole: basta svegliarsi, informarsi e parlare e agire in prima persona. Ma quella di oggi è anche la società “aperta” del Re nudo (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=rV240UUSS5w - 14:34...). Tutto è sotto le pupille (rese) vitree di tutti. Persino le cose più orripilanti, anzi, forse queste ultime in particolare. Nella Libia martirizzata e ormai divisa (cfr. http://libya360.wordpress.com/2012/03/06/eastern-libya-declares-autonomy/, http://libya360.wordpress.com/2012/03/09/libya-the-partition-begins/) si commettono sotto gli occhi del mondo crimini razzisti abominevoli. Youtube è pieno di video girati dagli stessi torturatori e omicidi. Essi sono analoghi ai filmati homemade di Abu Ghraib che la truppaglia a stelle e strisce si scambiava coi messaggini. Hanno la funzione da un lato di banalizzare il male, facendolo rientrare nell’immaginario collettivo, omologandolo come suo ingrediente normale e necessario (e inerte); dall’altro di essere un avvertimento subliminale per i membri del Socing, nonché per i Prolet: sgarra dalla retta via del Bispensiero-Neolingua e in quattro e quattr’otto ti ritroverai numero, verrai inghiottito e trattato dal Minamor e dalla sua psicopolizia. Come un qualunque Winston Smith (cfr. George Orwell, Nineteen Eighty-Four, Secker & Warburg, 1949).

D: Ha ancora un valore etico il premio Nobel per la pace a suo avviso? Oppure è oramai ridotto a livello di Oscar hollywodiano? Uno come Obama, che non ha modificato di una virgola la politica aggressiva degli Stati Uniti e che solo nell’immaginario di un certo mondo politico progressista italiano viene ancora osannato come uomo di pace, rende ridicola la stessa parola pace, non crede?

R: “Barack Obama” (Barry Soetoro, cfr. http://www.iconicon.it/blog/2012/03/sei-truffatore-barry-soetoro/), uno dei Presidenti più criminali della storia d’America, anche peggiore di Bush jr (cfr. http://www.uruknet.info/?s1=1&p=86384&s2=10), è l’uomo giusto al posto giusto. Nell’era propriamente orwelliana, dell’inversione compiuta (pace = guerra, guerra = pace e così via, cfr. http://mrfriendsblog.blogspot.com/2012/03/traitor-in-chief-barry-soetoro-at-aipac.html), occorreva questo tipo di capo e Premio Nobel: “nero”, paladino dei gay, farlocchissimo e insieme veramente eterodiretto, assassino ma “umanitario”, “democratico” e al contempo inauguratore di gulag e dello Stato di polizia per gli stessi cittadini del suo Paese (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93905). C’è in effetti una diversità fondamentale in questo inveramento del 1984, rispetto a quel che immaginò Orwell: la tirannia suprema ha dismesso le vesti plumbee del modello bolscevico-staliniano e indossa i panni multicolori di Hollywood. Ridacchiano i fiduciari del Kosherbig Brother, ti disossano, ti impestano e riducono in cenere con volto suadente, familiare, rassicurante. E’ per il tuo bene, tutto poi andrà per il meglio. Sei all’interno di un film, di un sogno. Non mancherà il lieto fine, come d’obbligo. Devi solo fidarti, rimanere in poltrona col telecomando in mano, addormentarti dentro il tubo catodico. Al mattino, anche se avvolto da una nube radioattiva, li ringrazierai.

D: Nella stessa petizione, già forte di per se stessa, si chiede di far arrestare dal Tribunale Penale Internazionale per “crimini di guerra” Hillary Clinton per aver ordinato la cattura e la morte di Gheddafi. Del resto gli Stati Uniti e la Nato hanno voluto l’aggressione alla Libia e questa è stata solo l’ultima in ordine di tempo, prima vi erano stati Iraq, Afghanistan, la Serbia. Lei concorda?

R: Sì, la megera di hamburgerlandia, anche lei, beninteso, paladina dei “diritti umani” e delle “minoranze”, ha sghignazzato in mondovisione del barbaro linciaggio di Muammar Gheddafi. Fosse anche solo per questo riceverà da un giudice più alto il compenso che merita. Siamo di veloce passaggio sul pianeta Terra. L’ultima ora non tarderà neanche per Hillary Clinton (né per i suoi compari, né per il filosofo della morgue Bernard-Henry Lévy, autentica anima nera di tutta l’operazione). La catastrofe libica costituisce un risultato fondamentale e insieme il modello per le future tappe del ruolino di marcia mondialista. Con la Siria gli usurocrati stanno cercando di ottenere i medesimi scopi usando gli stessi strumenti (televisioni del falso, ONG sorosiane, bande di tagliagola fanatici al soldo della CIA-Mossad). Se solo, sciaguratamente, Russia e Cina desistessero, come fecero per la Libia, dalla loro opposizione ai diktat dell’ONU, la feccia imperialista si scatenerebbe subito all’assalto di un altro Stato libero e indipendente, e laico. Stanno lì in attesa i boia “umanitari”… che Allah, se esiste, protegga il popolo siriano.

D: Pensa realmente che ci sia oggi un Tribunale “super partes” dove i popoli hanno uguale dignità e le norme del diritto internazionale e delle convenzioni vengono realmente tutelati? A ben vedere c’è chi pur chiedendone l’applicazione lo utilizza a senso unico contro gli avversari e se ne chiama fuori quando dovrebbe essere imputato, come accaduto nei confronti dei generali serbi e dello stesso presidente Milosevic, rei di aver difeso la propria nazione dall’aggressione della Nato, condannati dal Tribunale dell’Aja. Non sarebbe meglio abolire questi mostri giuridici tipo Norimberga? Almeno un tempo le guerre si chiamavano con il loro nome e non ipocritamente “azioni umanitarie” e le regole erano quelle stabilite tra gli Stati. Anche l’Onu oramai è solo un’inutile finzione in mano agli Stati Uniti e in sub ordine agli altri quattro membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, appellarsi alla quale serve ben poco, leggasi crimini impuniti israeliani.

R: Lei ha perfettamente ragione. Il libro profetico di Orwell deriva il suo titolo dall’inversione delle ultime cifre dell’anno in cui fu scritto. Si può dire che già nel 1945, con un anticipo di tre anni, cominciò a delinearsi il regno del Grande Fratello. A Norimberga, per la prima volta nella storia, i rappresentanti delle potenze vincitrici si ersero a giudici dei vinti - subito dopo aver commesso crimini efferati contro la popolazione civile come i bombardamenti di Dresda e di Hiroshima. Fu solo l’inizio. Nei cinque anni successivi avvenne, nei confronti dei tedeschi, un’immane pulizia etnica. E i “democratici”, i “progressisti”, gli “antinazisti” continuarono poi di genocidio in genocidio… dalla Palestina, alla Corea, al Vietnam, fino all’Afghanistan, all’Iraq, alla Iugoslavia, alla Libia (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90820, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93851, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93852, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93853, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/93854)… Il Tribunale dell’Aja fa parte dell’armamentario politically correct al loro servizio. La nostra petizione, lungi dal riconoscerne una qualsiasi legittimità, vuole semmai mostrare la verità di questa macchina che oggi, per esempio, tiene chiuso nelle sue galere Laurent Gbagbo, il legittimo Presidente della Repubblica ivoriana. E che certo mai muoverà un dito per punire i devastatori della Libia.

D: Anche Sarkozy e Cameron secondo gli organizzatori della petizione dovrebbero essere perseguiti per crimini di guerra. I due sono stati certamente il braccio armato di tutta l’operazione, che non ha risparmiato nessun civile, condotta da Francia e Gran Bretagna con la classica mentalità predatoria che ha sempre caratterizzato le loro passate imprese coloniali, specialmente gli inglesi definiti di recente dalla Presidente argentina Cristina Kirchner “pirates”. Qual è il suo parere?

R. Io parlo, appunto, di Anglogiudamerica, nella quale rientra anche l’odierna Francia, di cui De Gaulle si vergognerebbe. E’ il fronte unito, antieuropeo, dei razziatori (e razzisti), dei neocolonialisti, degli imperialisti. Il nemico dell’umanità e della natura. Possono imbellettarsi in ogni modo. Chiunque abbia ancora gli occhi sani e puliti li vede per quel che sono.

giovedì 8 marzo 2012

Un museo per tutte le vittime della crudeltà ideologica e religiosa nel corso dei secoli e millenni

ombrello ricoperto di fango - foto di Gustavo Piccinini


A proposito di Musei… Visto che ci siamo...

A QUANDO UN MUSEO, per ricordare i milioni di vittime innocenti delle
quotidiane stragi perpetrate dall’Entità xenofobo-razzista israeliana
in Palestina e nei Paesi arabi circostanti, dal 1948 al 2008?


Come quelle dell’Hotel King David di Gerusalemme (22 Luglio 1946); di
Al-Kheasa (19 Dicembre 1947); di Bab Al-Amoud (29/30 Dicembre 1947);
di Baldat al-Shaikh (30/31 Dicembre1947/1 Gennaio 1948); di Al-Tira
(12 Dicembre 1947); di Yehida (13 Dicembre 1947); di Khisas o Khisasa
(18 Dicembre 1947); di Qazaza (19 Dicembre 1947); di Saraya Jaffa (4
Gennaio 1948); dell’Albergo Semiramis (5 Gennaio 1948); Sallah Aldine
Street ad Haifa (16 Gennaio 1948); Sassa’ (14 Febbraio 1948); Al-
Salam Building (20 Febbraio 1948); Jallil Villane di Al-Husayniyya
(13 Marzo 1948); ferrovia/treno Cairo-Haifa 31 Marzo 1948); di Al-
Lagiun (4 Aprile 1948); di Deir Yassin (9 Aprile 1948); di Qaluniya
(12 Aprile 1948); di Al-Lagiun (13 Aprile 1948); Nasser Ed-Din (14
Aprile 1948); di Abu Shusha (1948); di Salha (1948); massacri, tutti
effettuati prima della Dichiarazione di indipendenza della Stato
d’Israele, il 15 Maggio 1948.


Come le stragi di Tantura (15 Maggio 1948); di Beit Daras (21 Maggio
1948); della Moschea di Dahmash (11 Luglio 1948); di Dawayma (27/29
Ottobre 1948); di Salha (1948); di Hula (17 Ottobre 1948); di Safsaf
(29 Ottobre 1948); di Saliha (30 Ottobre 1948); di Arab-al-Mawasi (2
Novembre 1948); di Sharafat (7 Febbraio 1951); di Beith-Lehim (6
Gennaio 1952); di Qabiya o Qibya (14/15 Ottobre 1953); del Villaggio
di Nahaleen (28 Marzo 1954); di Al-Sheja’iah (28 Febbraio 1955); di
Gaza City (5 Aprile 1956); di Qulqiliah (10 Ottobre 1956); di Kafr
Qasem (29 Ottobre 1956); di Khan Yunis (3 Novembre 1956); di Rafah
City (12 Novembre 1956); di Sammou’ (13 Novembre 1966); di Ausay (15
Dicembre 1966); di Kawinin (Libano, 15 Ottobre 1975); di Tel Ez-Zatar
(Libano, 1975); di Aithurn (Libano, 15 Ottobre 1975); di Hanin
(Libano, 16 Ottobre 1976); di Bint Jbeil (21 Ottobre 1976); di Ausay
(15 Marzo 1978); di Adlun (17 Marzo 1978); di Abbasieh o Abbasyyah
(Libano, 15/17 Marzo 1978); di K! hiam (Marzo 1978); di Saida
(Libano, 4 aprile 1981); di Fakhani (17 Luglio 1981); di Beirut
(Libano, 17 Luglio 1981); di Sabra e Shatila (Libano, 16 Settembre
1982); oppure, quelle di Jibshit (Libano, 27 Marzo 1984); di Suhmur o
Sohmor (19 Settembre 1984); di Maarakah (5 Marzo 1985); di Zrariyah
(11 Marzo 1985), di Homin Al-Tahta (21 Marzo 1985); di Sir El-
Gharbiya (23 Febbraio 1985); di Gibaa o Jubaa (30 Marzo 1985); di
Yohmor (13 Agosto 1986); di Tiro (Libano, 17 Agosto 1986); le stragi
nei campi profughi palestinesi di Al-Naher Al-Bared (11 Dicembre
1986); i massacri di Ayn Al-Hillweh o Hilwa (5 Settembre 1987);
quelli di Oyon Qara (20 Maggio 1990); di Siddiquin (25 Luglio 1990);
della Beqaa (29 Dicembre 1990); della Moscha Al-Aqsa (8 Ottobre
1990); i massacri di Kafararman (9 Gennaio 1991 e 29 Giugno 1992);
della Moschea di Abramo (Hebron, 25 Febbraio 1994); di Nabatiyyah
(Sud Libano, 21 Marzo 1994); di Giabalya o Jabalya (28 Marzo 1994);
di Aramta (15 Aprile 1994); d! el Chek Point di Eretz (17 Luglio
1994); di Deir Al-Zahrani (5 Agosto 1994); di Nabatiyeh (Sud Libano,
18 Aprile 1996); di Mansuria o Mnsuriah (13 Aprile 1996); di Qana (18
Aprile 1996); di Trqumia (10 Marzo 1998); di Gianta o Janta (22
Dicembre 1998); di Beirut (Libano, 24 Giugno 1999); della Bekaa
(Libano, 29 Dicembre 1999); di Rafah (18 Ottobre 2002); senza contare
quelli più recenti o recentissimi di Genin o Jenin (10/11 Aprile
2002), Nablus, Tulkarem, Ramallah, Betlemme, Qalqilya, Tubas, Tamun e
Tiasir, di nuovo Rafah (18 Maggio 2004), ecc. (per maggiori dettagli,
vedere:
http://www.allaahuakbar.net/jew/israeli_massacres.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_1of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_2of3.htm
http://www.palestine-encyclopedia.com/EPP/Chapter10_3of3.htm




A QUANDO UN ALTRO MUSEO, per commemorare le vittime russe dei Gulag
sovietici (più di 80 milioni di morti!) organizzati e gestiti dai
Giudei Matvei o Matvej Berman, Naftali Aronowitsch Frenkel, Lev
Inzhir, Aron Soltz, Jakov Rappaport, Lazar Kogan, ecc. ?


Per saperne di più sui Gulag sovietici, vedere:


Victor Kravchenko, Ho scelto la libertà, Longanesi, Milano, 1948;
David Dallin e Boris Nikolaevskij, Il lavoro forzato nella Russia
sovietica, Sapi, Roma 1949; Evgenija Ginzburg, Viaggio nella
vertigine, Mondadori, Milano, 1967; Andrej Amal'rik, Viaggio
involontario in Siberia, Coines, Roma, 1971; Alexandre Solgenitsin,
Arcipelago Gulag, Vol. I, II, III, IV, Mondadori, Milano, 1974 ;
Alexander Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago, 1918-1956; An
Experiment in Literary Investigation, I-IV, Harpercollins, 1978 ;
Alexandre Zinoviev, L'antichambre du paradis, traduit du russe par
Wladimir Berelowitch, L'Age d'homme, Lausanne, 1980 ; Evgenija
Ginzburg, Viaggio nella vertigine 2, Mondadori, Milano, 1981;
Alexandre Solgenizin o Aleksandr Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago,
1918-1956, Harper and Row, New York, 1985; Karlo Stajner, 7000 giorni
in Siberia, edizioni Pironti, Napoli, 1985; Varlam Tikhonovich
Shalamov, Kolyma Tales, Penguin Book Ltd, London, 1994 ; David
Rousset, Ber! nard Théo, Gérard Rosenthal, L'universo
concentrazionario, Baldini & Castoldi, Milano, 1997; Jurij Brodskij,
Solovki. Le isole del martirio, La Casa di Matriona, Milano, 1998;
AA. VV., Gulag - Il sistema dei lager in URSS, Mazzotta, Milano,
1999; Marcello Flores e Francesca Gori, a cura di, Gulag, il sistema
dei lager in URSS, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1999; Vladimir
Bukovskij, Gli archivi segreti di Mosca, Spirali, Milano, 1999; Anne
Applebaum, Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici,
Mondadori, Milano, 2004; Tomasz Kizny, Gulag: Life And Death Inside
The Soviet Concentration Camps 1917-1990, Firefly Books Ltd, 2004 ;
Oleg Khlevniuk The History of the Gulag: From Collectivization to the
Great Terror (Annals of Communism Series), Yale University Press, 2004.




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per ricordare le carneficine della
Setta Giudaica contro le popolazioni dell'Impero romano, come quelle
avvenute nella città di Cirene (nel -87 e nel 115), in quella di
Seleucia (nel 37-41), in quella di Alessandria (nel 70), nell’Isola
di Cipro (nel 115 – dove furono sgozzati all’incirca 240.000 tra
greci e romani); oppure, nelle diverse province dell'Impero,
all'epoca di Domiziano (tra l'81 ed il 96), all'epoca di Traiano (tra
il 97 ed il 117), all’epoca di Adriano (117-138), ecc.


Qualche informazione a proposito delle “buone maniere” dei membri di
questa setta:


- Dione Cassio (Historia): "(…) essi mangiavano le carni delle loro
vittime, si facevano cinture con i loro intestini, si vestivano con
la loro pelle, segavano a metà il corpo di molti altri, (alcuni)
venivano dati in pasto alle belve o costretti a combattere con
esse” (riportato da Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e
omicidi rituali, Bologna, Il Mulino, 2007, pag. 126).


- Williams D. Morrison: "In tutti i luoghi in cui avevano raggiunto
uno stato di supremazia, gli ebrei si conducevano come orde di
cannibali, nutrendosi della carne delle loro vittime e spalmandosi
del loro sangue" (“Gli Ebrei sotto la Dominazione Romana”, Fratelli
Bocca, Milano, 1911, pag. 245).




A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per commemorare gli stermini
indiscriminati ed i genocidi generalizzati della medesima Setta
Giudaica contro gli Amalekiti (Popolo ampiamente descritto dalla
Torà: Genesi 14, 7; Esodo 17, 14; Numeri 13, 29; 14, 25, 45; 24, 20;
Deutoronomio 25, 17; Giudici 5, 14; 6, 3, 33; 7, 12; 10, 12; 1 Salmi
15; 27, 8; 30; 2 Salmi 1, 1, 8; 1 Cronache 4, 43) ed i Madianiti
(Numeri 10; 25; 31; Giudici 6; 7)? Oppure, contro la maggior parte
dei popoli della Terra di Canaan?


Come precisa la Bibbia: ..."tu destinerai totalmente al massacro
l'Hittita, l'Amorrita, il Cananeo, il Perizzita, l'Hivita, il
Gebusita, come il Signore Dio tuo te lo ha ordinato" (Deuteronomio
XX, 16, 17). Oppure: "Ora dunque, colpisci gli Amalekiti , Voi
dovrete destinare al massacro tutto quello che appartiene loro. Tu
non li risparmierai. Tu li metterai tutti a morte, uomini e donne,
bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli ed asini" (I. Samuele,
XV, 3)]?


Per altri riferimenti biblici a proposito delle restanti Shoah,
vedere: Deuteronomio 3, 6; 7, 2; 13, 15; Numeri 21, 2; Giosuè 10, 28;
11, 21; 1 Samuele 15, 3; 1 Re 20, 43; Isaia 4, 4; 10, 7; 10, 22-23;
14, 22; 28, 22; 34, 2; Geremia 51, 3; Salmi 10, 16.




A PROPOSITO DI RAZZISMO...


Come al solito, il bue che dice cornuto all’asino.


Leggere per credere:


“Maledetto sia Canaan! Sia servo dei servi de’ suoi
fratelli!” (Genesi 9, 25); “Così saremo distinti, io e il tuo popolo,
da tutti i popoli che sono sulla terra” (Esodo 33, 16); “Guardati dal
far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare” (Esodo
34, 12); “Guardati dal far lega con gli abitanti del paese” (Esodo
34, 15); (Ndr: “non prenderai in moglie”) “le loro figliole per i
tuoi figliuoli” (Esodo 34, 16); “separati dagli altri
popoli” (Levitico 20, 26); “un popolo che resta a parte e che non può
essere pensato tra le (altre) Nazioni” (Numeri 23, 9) ;“Non ti
imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non
prenderai le loro figlie per i tuoi figli” (Deuteronomio 7, 3);
“Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che
sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con
esse ed esse con voi, allora sappiate che il Signore vostro Dio non
scaccerà più queste g! enti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per
voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi;
diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e
scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato”
Giosuè 23, 12-13); rifiuto dei popoli indigeni che sono qualificati
di “immondizia” (Esdra 9, 11); selezione razziale (Esdra 10, 10-11);
espulsione dei “meticci” (Esdra 9, 14) e delle ex-mogli di Israeliti,
in quanto appartenenti a “popoli abominevoli” (Esdra 10, 44);
interdizione di avere rapporti con stranieri (Nehemia 13, 30), ecc.
Questo, senza parlare del Talmud o dello Choul’han Aroukh.

........

Raccolta di notizie a cura di Joe Fallisi