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sabato 24 marzo 2012

Treia (Macerata) - Festa dei Precursori Ventottesima Edizione: “Coltura e Cultura”

Con il patrocinio del Comune di Treia e della Proloco Treia

Circolo Vegetariano VV.TT. In collaborazione con: Gruppo Arti Applicate, Vivere con Cura, Vivere con Gioia, OLIS, Il sole e la luna, European Consumers, Rete Bioregionale Italiana


Festa dei Precursori Ventottesima Edizione: “Coltura e Cultura” - Treia (Macerata) dal 5 al 13 maggio 2012


Programma generale:

Sabato 5 maggio 2012 – Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 14.30 – Partenza per escursione naturalistica nella campagna circostante il borgo, alla ricerca di erbe selvatiche, rose e fiori di campo. Accompagna Sonia Baldoni.
h. 17.00 – Inaugurazione di due mostre d'arte tematica: Sezione 1) “...e la Terra sentì nell'Universo...”, calligrafia e arte contemporanea, a cura del Gruppo Arti Applicate di Osimo - Sezione 2) “Arte nella natura”, foto e grafica a cura del Circolo VV.TT.
Presentazioni a cura di Nazzareno Vicarelli e Caterina Regazzi
h.17.30 – Cerchio su “Cultura e Coltura”, cibo spontaneo e da agricoltura bioregionale, ecologia sociale, biospiritualità , etc. Interventi particolari: Alberto Meriggi, Italo Campagnoli, Umberto Rocchi, Sonia Baldoni
h. 19.30 – Brindisi e canto di buon augurio.


Domenica 6 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 10.00 - Assemblea. Resoconto delle attività del Circolo vegetariano VV.TT. Testimonianze, memorie e progetti futuri.
h. 11.00 – Apertura del bazar artistico artigianale agricolo del libero scambio
h.12.30 – Pasto all'aperto conviviale con cibo vegetariano da ognuno portato
h. 16.00 – Esempi di ecologia casalinga e riciclaggio creativo. Interventi particolari: Antonio D'Andrea, Michele Meomartino, Lucilla Pavoni, Riccardo Oliva
h. 18.00 – L'arte del corpo, performance effimere di Fulgor C. Silvi e Giancarlo Pucci e Rossella
h. 18.30 – Brindisi di saluto


Sabato 12 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 16.30 – Paolo D'Arpini narra la storia del Circolo. Segue Assemblea.
h. 17.30 – Serata dedicata al poeta Gianni Rodari. Presentazione del libro “L'Orecchio Verde” di Stefano Panzarasa (Edizione Nuovi Equilibri). L'autore racconta la sua esperienza e canta le poesie di Gianni Rodari da lui musicate. Un vero e proprio happening di poesie, musica e movimento corporeo.
h. 19.00 – Brindisi di buon auspicio con degustazione dolcetti vegani autoprodotti.


Domenica 13 maggio 2012 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT., Via Sacchette 15/a, Treia (MC):
h. 11.00 – Apertura del bazar artistico artigianale agricolo del libero scambio
h.12.30 – Pasto all'aperto conviviale con cibo vegetariano da ognuno portato
h. 15.00 – Passeggiata guidata nel borgo di Treia per conoscere il luogo e la sua storia
h. 17.00 - Cerchio su esperienze di agricoltura, apicoltura ed erboristeria. Interventi particolari: Francesca Pellegrino, Renzo Giuliodori, Felice Rosario Colaci
h. 18.00 - Condivisione poetica, performance canore ed altro ancora. Interventi particolari: bajan con Upahar Anand
h. 18.30 – Svernissage delle mostre con brindisi finale, baci ed abbracci


Artisti che partecipano alla Mostra: “...e la Terra sentì nell'Universo...”: Morena Bonpadre, Marcello Diotallevi, Sabrina Franchini K. S. Frate, Jean Larcher, Manuela Magagnini, Katharina Pieper, Giancarlo Pucci, Fulgor C. Silvi, Luisa Urgias, Nazzareno Vicarelli


Artisti che partecipano alla Mostra: “Arte nella Natura”: Nazareno Crispiani, Domenico Fratini, Gigliola Rosciani, Daniela Spurio


Durante i giorni infrasettimanali potranno esservi altri eventi di vario genere. Le mostre d'arte saranno visitabili nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19.30, oppure su appuntamento.

Info: Paolo D'Arpini: circolo.vegetariano@libero.it – 0733/216293

www.circolovegetarianocalcata.it -
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it

mercoledì 11 maggio 2011

Treia: “Wesak, plenilunio di maggio, nell'ambito della Festa dei Precursori” - Celebrazioni del 15 e 17 maggio 2011 al Circolo vegetariano VV.TT.




“Un vero santo è come la terra in cui sempre è primavera” (Gendum Rimpoche)

Come è ormai consuetudine anche il Circolo vegetariano VV.TT. festeggia la ricorrenza del Wesak, che combacia con la luna piena del Toro. La data precisa quest'anno sarebbe il 17 maggio, che è martedì ma considerando che il 15 maggio, che è domenica, sono stati già programmati degli eventi esoterico-artistici che si svolgono nell'ambito della Festa dei Precursori, ecco che festeggeremo il Wesak in due date. Ma vorrei ora ricordare ai lettori il significato del Wesak. Questa celebrazione è convenzionalmente riconosciuta come la ricorrenza della nascita del Buddha storico: Gautama Śākyamuni. In verità il giorno preciso della nascita del Buddha non è possibile stabilirlo ma, come avvenne per il natale cristiano di Gesù che fu posto in corrispondenza del solstizio invernale -periodo particolarmente sacro nella tradizione europea- nel sudest asiatico il natale di Gautama venne indicato nel mese benedetto “Wesak” in corrispondenza della luna piena (in Toro); in India questo è il tempo in cui il benefico monsone inizia la sua opera ristoratrice della vita. Tale decisione fu presa collegialmente dalle varie sette buddiste durante un concilio tenuto a Sri Lanka nel 1950, seguendo in ciò l’indicazione del re del Nepal che già aveva dichiarato la luna piena in Wesak come commemorativa della nascita, illuminazione e dipartita del Buddha. La storia del Buddha è conosciuta a tutti ed ognuno sa che egli meditò e praticò penitenze nella foresta e che infine si illuminò sotto un albero Bodhi (Ficus Religiosa).

Programma del 15 maggio 2011 - Sede del Circolo Vegetariano VV.TT. Via delle Sacchette 15/a – Treia (Macerata). Alle ore 16.00:

Francesca Salvucci propone un esperimento di pittura creativa ad occhi chiusi, con accompagnamento di campana tibetana. La pittura creativa è una tecnica trasmessa da Baba Bedi, serve a risvegliare le persone alla loro coscienza, mettendo in luce zone d'ombra, per poter poi affrontare un lavoro di crescita interiore. La melodia della campana tibetana, che accompagnerà questo percorso, sarà creata dalla musico-terapeuta Francesca Nobili, del centro Xochipilli. (info. cnv@live.it)

Anna Rossini presenta una tecnica multidimensionale per la guarigione psico-fisica e
karmo-animica che passa attraverso la genetica delle cellule originali dell'atomo permanente. (rossini.anna08@libero.it)

Sara Sileoni presenta una mostra visiva pittorica che illustra simbolicamente un rito di rigenerazione attraverso colori, forme e sensazioni. (inoelisara@libero.it)

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Programma del 17 maggio 2011 – Stesso luogo. Alle h. 19.00

Incontro di meditazione e canto di mantra, a cura di Paolo D'Arpini, aspettando l'apparizione della luna piena nel cielo.


Per informazioni sugli eventi e prenotazioni:
Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it

giovedì 28 aprile 2011

Treia - La Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT. - Programma definitivo




Comunicato Stampa 1

Introduzione alla 27a edizione della Festa dei Precursori – Treia, dal 7 al 15 maggio 2011



“Il futuro non ha bisogno di rivoluzioni.. il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento!” (Osho)



Allorché, nella primavera del 1984, decisi di fondare il circolo vegetariano VV.TT. lo feci nella piena consapevolezza che lo scopo della nuova associazione sarebbe stato quello di andare contro… Eravamo un manipolo di ribelli quel giorno davanti al notaio Giuseppe Togandi nel suo studio di Orte e mentre compivamo il nostro dovere giurando fedeltà alle finalità del sodalizio stavamo anche andando contro tutte le norme consolidate di ogni vecchio sodalizio, affermando (tra l’altro): “Lo scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni pratiche per lo sviluppo spirituale e meditazioni collettive, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e seminari sull’uso armonico delle riserve della natura, organizzare e promuovere la ricerca di cure naturali per la mente e per il corpo, dimostrare e divulgare l’importanza di un’esistenza armonica e piena d’amore…”. Insomma stavano fondando una “spiritualità laica” facendo finta di niente…



Il fatto è che per mettere in pratica queste finalità associative -necessariamente- dovevamo andar contro le regole e le consuetudini della società in cui viviamo.. Insomma ci siamo presi la briga di cambiare il mondo, ribellandoci alle norme restrittive e meschine della cultura corrente. Ecco perché dal 1984 celebriamo La Festa dei Precursori, ogni anno, per ricordarci quello scopo prefisso e proseguire indefessi nella meta di rompere il ghiaccio verso nuove frontiere dell’intelligenza umana.



Alcuni nostri detrattori dicono che siamo sessantottini non pentiti, oppure che siamo inveterati illusi, poiché il nostro voler cambiare il mondo si risolve in un nulla… Sarà così… ma almeno stiamo cercando di farlo cominciando dal cambiare noi stessi, decidendo per noi stessi quei comportamenti necessari a creare una nuova civiltà umana. Ed allora ci definiamo “ribelli” e non “rivoluzionari” poiché, come disse Osho, il rivoluzionario appartiene ad una sfera terrena mentre il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario sente il bisogno di rivolgersi alla folla, muovendosi in ambiti politici e di governo, insomma ha bisogno di “potere”. Ed il potere sempre corrompe (lo sappiamo bene) ed i rivoluzionari che lo hanno assunto ne sono stati corrotti. Il potere ha cambiato la loro mente mentre la società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.



Per questo il mondo ha bisogno di precursori ribelli e questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati… Stiamo scavando la nostra tomba e siamo molto vicino al punto di non ritorno…



Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote e creare un nuovo essere umano dagli occhi limpidi.



Una discontinuità con il passato, ecco il significato della ribellione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione. Insomma andiamo avanti a fare i rompighiaccio, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….



Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano è un precursore.



Paolo D’Arpini

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=festa%20dei%20precursori


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Treia (Macerata) – Programma della 27a edizione della Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT. – Dal 7 al 15 maggio 2011:



7 maggio 2011:

Ore 16.00, presso Sala Consigliare del Comune di Treia– Tavola rotonda: “Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale e spiritualità ed arte della natura”, compresa la presentazione di libri e riviste in tema.

Proiezioni in continuo di immagini sull’agricoltura contadina di Nazareno Crispiani

Benvenuto del Sindaco Luigi Santalucia e del Presidente della Proloco Francesco Pucciarelli

Saluto del Presidente Accademia Georgica, prof. Carlo Pongetti

Avv. Vittorio Marinelli, pres. European Consumers

Prof. Benito Castorina, docente Economia Agraria

Dr.ssa Milena Auretta Rosso, iridologa e naturopata

Signora Lucilla Pavoni, scrittrice

Avv. Gianfranco Paris, direttore di Mondo Sabino

Dr. Giorgio Vitali, chimico farmaceutico

Dr. Ciro Aurigemma, psicologo e referente A.V.I.

Dr.ssa Caterina Regazzi, medico veterinario

Moderatore: Paolo D’Arpini





8 maggio 2011:

Ore 10.30 – Appuntamento nella nuova sede del Circolo in Via delle Sacchette 15/a (vicino Porta Montana) con l’erborista Sonia Baldoni, di Vivere con Gioia, per una escursione alla ricerca di petali di rosa ed erbe officinali e commestibili

Ore 13.30 – Ritorno nella sede e condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.

Ore 15.00 – Preparazione di fiori di Bach e tisana con le erbe raccolte.

Ore 16.00 – Inaugurazione della mostra d’arte in tema.

Declamazioni poetiche di Felice Rosario Colaci.

Ore 17.00 – Intervento sulla convivialità casalinga a cura di Antonio D’Andrea, fondatore del Movimento Uomini Casalinghi. Condivisione di esperienze ed esempi pratici di casalinghitudine. Intervento per l’antispecismo ed il veganismo a cura di Troglotribe (Fabio e Lella), con presentazione di editoria fantasiosa.



Artisti che partecipano alla mostra: Domenico Fratini, Daniela Spurio, Orietta Duca, Renata Bevilacqua, Alessandro De Vivo – La mostra sarà aperta sino al 15 maggio 2011 ogni giorno dalle 16.00 alle 18.00





15 maggio 2011:

Ore 17.00 – Nella sede di Via Sacchette, 15/a – Svernissage e condivisione delle esperienze vissute a cerchio. Annuncio delle prossime manifestazioni e raccolta di testi, foto, disegni e quant’altro per la pubblicazione sulla rivista Vivere con Cura.

Esperimento di pittura creativa e meditativa (ad occhi chiusi) con Francesca Salvucci ed accompagnamento di campana tibetana a cura di Xochipilly di Tolentino.

Esperimento di meditazione tetrahealing a cura di Anna Rossini e meditazione dinamica a cura di Francesco Augello.



La presente edizione della Festa dei Precursori si svolge con il patrocinio morale del Comune e dell’Accademia Georgica di Treia e della locale Proloco.



Info: circolo.vegetariano@libero.it

Tel. 0733/216293 - 333.6023090

sabato 16 aprile 2011

Trogloditi vegani ed antispecisti a Macerata e Treia...


"Leggete vegano e vegetariano... con Troglotribe"

Carissimi e carissime,

Ultimamente, sabato 26 marzo 2011, nel centro di Macerata, abbiamo apparecchiato un bel tavolo con volantini informativi, libri, manifesti giornali e opuscoli su tematiche vegan e antispeciste.

Come sapete, il nostro intento è quello di sensibilizzare e di offrire le informazioni indispensabili affinché ciascuno abbia l’opportunità di scegliere consapevolmente come porsi rispetto alla questione animale. Questa volta si è unita a noi, per tutta la durata dell’iniziativa, anche Alessia e così abbiamo avuto modo di distribuire più volantini e di renderci più visibili. Con il passare del tempo, contiamo di rendere questi appuntamenti sempre più ricchi, conviviali e aperti. Ma naturalmente, per riuscirci, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti e tutte voi.

Grazie mille alle persone che si sono fermate a scambiare opinioni e a prendere materiale, tra cui il nuovo numero della Veganzetta (ricordiamo che è il giornale gratuito di informazione e cultura vegana e antispecista), come sempre ricco e pieno di spunti.

Il prossimo appuntamento è per Sabato 30 aprile 2011 dalle 16 alle 20 in Via Garibaldi a Macerata nei pressi dei cancelli.


Segnalazioni:

Sabato 7 e Domenica 8 maggio 2011 inizia a Treia la Festa dei Precursori del Circolo vegetariano VV.TT. Via delle Sacchette, 15/a – 62010 Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it . Siamo stati invitati a partecipare e abbiamo pensato di intervenire con un tavolo che conterrà materiale informativo su vegan e antispecismo. Potrebbe essere una buona occasione per incontrarci!

Ecco il link della festa: https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYnfBt7lwBpCQFDeGlcEyAtaLlo2SVNw3gFyY5U-xANZjDt5s90gFovR1DylenieA4GZh4P52lwJ9P00Q-Ylo6Rf3EkEqu3DUKrHSBfgVV2NZRIMM1CF2SDSlf2FYqKTPQMDlcNWvNNv0q/s1600/Treia+Locandina+Finale.jpg

Abbiamo pubblicato un nuovo libro dal titolo “L’antispecismo spiegato a mia mamma (al mio vicino, alla mia collega, al mio amico)” Si tratta di un agile volumetto che cerca di diffondere informazioni sull’antispecismo in maniera semplice e chiara, che cerca di smascherare i soliti luoghi comuni (estremismo, intolleranza...) che circolano sui vegan, che cerca di fare chiarezza su tematiche scottanti (sfruttamento, razzismo, impegno sociale, attivismo...)

Fabio e Lella

Per info: troglotribe@libero.it

venerdì 8 aprile 2011

Treia, 7 maggio 2011: Milena Auretta Rosso alla Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT.

"Alimentazione bioregionale, con il cuore, a Treia".
La prima neurochirurga in Italia, la dottoressa Milena Auretta Rosso, sarà presente alla tavola rotonda su "Cure Naturali, alimentazione bioregionale, agricoltura biologica, arte e spiritualità della natura" che si terrà a Treia (Macerata), presso la sala Consigliare del Comune, in apertura della Festa dei Precursori, il 7 maggio 2011.

La sua presenza darà una garanzia di "scientificità" nella "nuova sperimentazione" dell'incontro essendo Milena Auretta Rosso sia una scienziata che una ricercatrice di cure naturali nonché iridologa e studiosa della psiche umana. Nell'occasione della Tavola Rotonda presenterà anche il suo ultimo libro "Che mi lascino in pace... alle pressioni telepatiche".


Qui di seguito una breve presentazione del testo e dell'autrice, fatta a due mani da Caterina Regazzi e dal sottoscritto:

"Una persona o una personalità eclettica, intelligente, che pare scrivere come sotto dettatura, affrettatamente e senza correzione di bozze (le influenze telepatiche?).
A volte faccio fatica a capire, devo leggere e rileggere anche se la ragione a volte non mi aiuta (intendo la razionalità). Una scrittura parlata, sarebbe da ascoltare, letto da lei, quel che ha fatto stampare su carta. Gli argomenti sono i più vari, si capisce che lei è una viaggiatrice, un’esploratrice dell’universo, umano e non solo, un radar avvezzo a captare le radiazioni cosmiche e trattenerle qui ancora un po’ giù in mezzo a noi e ad utilizzarle per colorare il nostro mondo, così spesso un po’ grigio… nella foto della quarta di copertina del suo libro si intravede come un’ incognita che si nasconde (o si manifesta?) dietro a un gatto, l’animale per eccellenza più misterioso e sensitivo e così deve essere lei, Auretta. Bentrovata!” (Caterina Regazzi)


Milena Auretta Rosso ha scritto un libro.. sì, un libro, magari un compendio di frasi misteriose e criptiche, magari un caleidoscopio di immagini in bianco e nero o variopinte, nitide e taglienti, magari una moviola in cui si alternano fotogrammi pescati da vari film da varie commedie… Cos’è questo libro? Una creatura viva, un ectoplasma, una trance mnemonica karmica, scorre senza sosta nella mente del lettore, poesia… profumo di fiori esotici.. sogni che traboccano dall’inconscio collettivo…

“Ed ecco le telecamere che trasformano il dinamico in statico” Sentenzia Auretta nel bel mezzo delle sue storie raccontate quasi a se stessa.. “La traduzione da dinamico a statico è un’intuizione”.

Non l’ho mai incontrata di persona eppure sento che il suo modo espressivo è ben radicato nella mia stessa coscienza, Auretta è un mio occhio è un mio orecchio, insomma la riconosco come io fossi suo o lei mia.. ed è anche merito della psicostoria.

Cosa c’entra la psicostoria?

Ad esempio una volta scrissi a Caterina una frase che mi sembrava pescata dal libro di Auretta, ed invece non lo era: “..la giornata è limpida, dalla finestra ad ovest si vedono le montagne innevate sullo sfondo ed alcuni campi sono bianchi di ghiaccio. Però già vedere il sole è una gioia…”

Lo stesso giorno scrivevo ad Auretta, a proposito del suo libro: “ Ho trovato alcune idee in esso contenute “stravolgenti” come pure estremamente originale è il tuo modo di evocare la “psicostoria”, di cui io stesso sono appassionato, ho trovato interessante soprattutto i risvolti che pongono la causa del medioevo non nella calata dei barbari (come solitamente si intende) ma nella dominazione cristiana”



Milena Auretta Rosso: prima neurochirurga in Italia, iridologa, vegetariana, viaggiatrice, spiritualista, scrittrice… Sarà possibile fare la sua conoscenza
“diretta” intervenendo all’incontro previsto a Treia il 7 maggio 2011, in quell’occasione potremo guardarla negli occhi e da lei farci guardare.


Paolo D’Arpini


Articoli di Milena Auretta Rosso, pubblicati nel sito del Circolo vegetariano VV.TT.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=milena+auretta+rosso

lunedì 28 marzo 2011

Francesca Salvucci e la pittura creativa... Programma del 15 maggio 2011 in chiusura della Festa dei Precursori a Treia


Notizie sulla sessione di pittura creativa ad occhi chiusi e con accompagnamento di campana tibetana, tenuta da Francesca Salvucci, il 15 maggio 2011, presso il Circolo Vegetariano VV.TT. in Via Sacchette 15/a - Treia (Macerata), in chiusura della Festa dei Precursori.

La pittura creativa è una tecnica di Baba Bedi, serve a risvegliare nelle persone le loro coscienze e soprattutto a mettere in luce le proprie zone d'ombra per poter poi meditare e poter fare un lavoro di crescita interiore.

Oltre allo stato energetico la pittura lavora anche sul fisico, perche quando noi usiamo i nostri talenti ci sentiamo bene...al meglio!

Il percoso evolutivo esperienziale che ci ha donato Baba è contornato dal risveglio dei talenti ed è proprio a questa tecnica che la pittura psichica si riallaccia.
L'attivazione psichica e il risveglio dei talenti lavora sui blocchi emotivi, sui nodi emozionali che possiamo aver avuto nella nostra vita per poi attraverso una meditazione scioglierli e poter cosi risvegliare la coscienza ed avviare noi stessi verso il percorso animico piu vicino alla nostra propensione di vita.

Il nostro incontro prevede un momento di meditazione dove ad occhi chiusi andremo a disegnare in un foglio con pastelli colorati, quello che ne verrà fuori sara la fotografia del nostro interiore in quel preciso momento o giorno, a decodificare il disegno ci aiuteranno i colori la posizione e la struttura.
Ricordo a tutti che NON é UNA TECNICA PSICOLOGICA.

Il nostro incontro si svolgerà cosi:

- meditazione e rilassamento
- musica rilassante con la campana tibetana
- pittura psichica ad occhi chiusi con pastelli o vari colori
- visionamento dei disegni in gruppo o privatamente
- scrittura creativa sul disegno
- conclusione

Vi aspetto, Francesca Salvucci

Info: Cell. 327.3837267 Email. cnv@live.it

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Notizie sulla Festa dei Precursori edizione 2011:
http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=festa%20dei%20precursori%20treia%202011

venerdì 18 marzo 2011

“Alimentazione umana e concreto rapporto simbiotico fra uomini ed animali...” Intervento di Caterina Regazzi



“Alimentazione umana e concreto rapporto simbiotico fra uomini ed animali...” Intervento di Caterina Regazzi

Sono una veterinaria che lavora presso una usl del nord Italia, il mio compito è quello di effettuare controlli sulla produzione degli alimenti di origine animale (la cosiddetta sicurezza alimentare) a partire dalla stalla, compreso il controllo del benessere degli animali allevati.

Per l'occasione della 27a edizione della Festa dei Precursori (che si tiene quest'anno a Treia dal 7 al 15 maggio 201) vorrei portare il mio contributo facendo una breve analisi di quello che è il mondo all'interno del quale, per motivi di lavoro, opero.

Premetto che personalmente mi sento molto poco un precursore. In questo mondo in cui vivo, in cui viviamo, si sono fatti tanti progressi da tanti punti di vista, ma secondo altri aspetti mi pare che siamo andati molto al di fuori delle possibilità di vivere in armonia con la natura e con gli altri esseri viventi, umani compresi. Essere un precursore, in questo ambito, secondo me, vuol dire avere la consapevolezza di quello che c'è dietro all'alimentazione a base di alimenti di origine animale e quindi ridurne il loro consumo. E' quello che cerco di fare, avendone la consapevolezza giorno per giorno.

Non vivendo a Treia conosco poco la situazione della zootecnia nelle Marche mentre conosco abbastanza bene quella dell'Emilia Romagna. Ma in un'epoca come la nostra dobbiamo considerare tutto come interconnesso. Animali che nascono in Francia, vengono allevati e macellati in Italia e una parte del ricavato viene riesportato, ad esempio, fino in Africa.

Intanto l'alimentazione umana in Emilia Romagna è molto basata su alimenti di origine animale, anche per motivi di tradizione, infatti saprete che prodotti come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma sono tra i prodotti più conosciuti di questa regione, esportati in tutto il mondo.

Questa realtà così semplice, apparentemente, e cioè la produzione di due cibi comuni su molte delle nostre tavole, sottintende implicazioni etiche ed ecologiche veramente, secondo me, molto complesse.

Sono fatti di cui si comincia a sentir parlare spesso, ma per me che ci lavoro dentro, è quotidiano il confronto ed il rimando a questi presupposti. Dietro all'allevamento di milioni di animali negli allevamenti intensivi ci sono dei risvolti che riguardano la morale sotto diversi aspetti: è giusto, quando ci sono milioni di persone che muoiono di fame, utilizzare la maggior parte dei cereali (mais e orzo prevalentemente) che vengono prodotti nel mondo, per l'alimentazione del bestiame? Per produrre 1 chilo di carne ci vogliono 9 chili di cereali. I terreni che sono utilizzati per la produzione di cereali sono terreni sottratti alla coltivazione di alimenti per l'uomo. La produzione di mangimi necessita movimenti mondiali di materie prime, con grosse speculazioni dietro. Immagino navi cariche di mais e di soia (OGM, perché ormai, quasi tutta la soia utilizzata è geneticamente modificata) solcare l'oceano. Penso anche al lavoro degli agricoltori che ci sta dietro e al lavoro da parte degli allevatori.

Quando l'allevamento non era intensivo, cioè quando l'allevamento era commisurato al terreno su cui insisteva, c'era un'armonia ed un reciproco arricchimento, tra l'agricoltura e l'allevamento. Gli animali davano i loro prodotti (latte, carne, uova, lana, setole, etc.) niente veniva sprecato ma uno dei prodotti più importanti era il letame, non esisteva azienda agricola senza animali, in ogni azienda agricola c'era una stalla, non esistevano i concimi chimici. Fino a qualche decina di anni fa il letame era l'unico concime in grado di restituire al campo il suo giusto nutrimento.

Gli animali lattiferi almeno in alcune regioni d'Italia, venivano lasciati pascolare liberamente, tutt'al più quando rientravano la sera in stalla veniva dato loro un piccolo premio in forma di farina, e anche pascolando, concimavano il terreno.
I suini e il pollame venivano allevati in maniera familiare con gli scarti di cucina e qualche pannocchia di granturco, così non si buttava via niente e non c'era la produzione di rifiuti che c'è oggi.

E' vero che abbiamo fatto progressi con la raccolta differenziata, ma l'"organico" è sempre un rifiuto e come tale deve essere trasportato, lavorato, immagazzinato, smaltito e non c'è un utilizzo diretto come avveniva una volta. A me sembra che si parli tanto di progresso. ma come dice un certo detto, il progresso a volte richiede di fare qualche passo indietro.

Gli allevamenti intensivi, che sono nati a partire dagli anni '60, per soddisfare la richiesta sempre maggiore da parte del mercato di prodotti di origine animale, ha comportato la necessità di utilizzare pratiche sempre più distanti da una naturalità di vita degli animali e così, gli animali devono vivere una vita sul cemento, trasportati su autotreni per lunghe distanze, in densità eccessive (ma regolari per legge), alimentati con prodotti sempre più concentrati, per permettere le performance produttive stimolate dalla selezione genetica.

Questo fatto ha conseguenze negative molto importanti sulla salute degli animali stessi. Una bovina lattifera allevata per la produzione di Parmigiano Reggiano ha una vita media di 3 parti in 5 anni di vita, dopo di che o per problemi ginecologici, podali, digestivi o mammari, deve essere scartata e sostituita. Una volta una bovina da latte, superava tranquillamente i 10 anni di età. Per contrastare o prevenire le forme morbose dovute all'eccessiva densità degli animali e l'eccessivo sfruttamento che abbassa le difese immunitarie si fa un uso sempre più massiccio di antibiotici.

Tutto questo è la norma e non vogliamo considerare la possibilità dell'uso illecito di sostanze proibite. Per quella che è la mia esperienza personale, l'allevatore è normalmente una persona, un produttore corretto, ma è il sistema stesso che obbliga a fare uso di molecole di sintesi e a tenere gli animali in condizioni di scarso benessere.

E questo è l'altro aspetto morale della questione: quando mangiamo, teniamo in considerazione questi fatti? La nostra alimentazione può essere basata sulla sofferenza di milioni di animali? E' vero che la percezione della sofferenza negli animali è ben lontana dalla nostra, non dobbiamo antropomorfizzare l'animale d'allevamento, ma se possiamo non parlare di vera e propria sofferenza, almeno dobbiamo considerare la vita dell'animale in un allevamento intensivo come lontana dalla natura.

Non sarebbe possibile ridurre il nostro consumo di alimenti di origine animale, ritornando ad un tipo di allevamento più in armonia con l'ambiente?

“Da aperta che era un tempo, l’umanità si è sempre più rinchiusa in sé stessa. Tale antropocentrismo non riesce più a vedere, al di fuori dell’uomo, altro che oggetti. La natura nel suo complesso ne risulta sminuita. Un tempo, in lei tutto era un segno, la natura stessa aveva un significato che ognuno nel suo intimo percepiva. Avendolo perso, l’uomo di oggi la distrugge e con ciò si condanna” (Claude Lévi-Strauss).

Caterina Regazzi
Referente per il rapporto Uomo/Animali
Rete Bioregionale Italiana

domenica 6 marzo 2011

Dialogo sulla dieta naturale dell’uomo, anticipando il discorso che verrà affrontato a Treia il 7 maggio 2011 alla Festa dei Precursori



Dialogo sulla dieta naturale dell’uomo, fra Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini, anticipando il discorso che verrà affrontato a Treia il 7 maggio 2011 alla Festa dei Precursori


Caro Paolo, vorrei provare a scriverti qualcosa su quello che penso (???) riguardo a ciò che viene descritta come "dieta vegetariana o vegetarismo"

Mi sembra un po' esagerato dire che tutti i problemi della salute umana derivano dal consumo di carne! Alcuni autori "vegetariani" citano come esempi la mucca pazza, i vitelli agli estrogeni, il pesce al mercurio, ecc. A parte che facendo un giro negli ospedali si può appurare che l'uomo si ammala per ben altre cose che non il consumo di carne: inquinamento atmosferico, abuso di farmaci, vita troppo stressante e poca attività fisica, cause dei problemi cardio-vascolari, alimentazione eccessiva in tutto, troppa carne magari, anche, ma anche troppi zuccheri, troppo alcool, troppo fumo.

I morti per morbo della mucca pazza si contano in poche unità, ma quanti sono quelli che muoiono per incidenti stradali o incidenti sul lavoro?

I problemi che l'uomo può avere consumando carne o altri prodotti di origine animale, a lungo andare, non dipendono tanto dal consumo di carne in sé ma dal fatto che l'uomo a volte usa sostante vietate nell’allevamento (ormoni) o sostanze che non sono vietate ma non vengono usate correttamente (farmaci) o nelle carni vanno a finire sostanze dannose che provengono dall'inquinamento ambientale....... quindi è l'uomo che è un "cattivo" amministratore dell’ambiente, non è specificatamente l’ingestione della carne che lo è..... insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita (tu mi sembri un bell'esempio) ....... chissà come sarà il mondo anche solo fra 50 anni!

Ciao e grazie, Caterina Regazzi

……………..

Hai perfettamente ragione, cara Caterina, infatti i "vegetariani" a volte si esprimono come "talebani vegetariani....". Da parte mia cerco di essere sincretico, capisco le ragioni "animaliste" ed anche le tue e quelle di persone che cercano di ritrovare un'armonia alimentare senza eccessi.

Io personalmente non mangio carne dal 1973 e debbo dirti che ne ho trovato un grande giovamento, mi rendo però conto delle difficoltà insite in questo "riaggiustamento" del corpo umano. Il fatto è che i nostro organismo si "adatta" a digerire ed assimilare proteine etc. dalla carne e lo fa attraverso la creazione di appositi enzimi digestivi. Dopo anni che lo stomaco si è "adattato" ad assorbire dalla carne i nutrienti necessari (un po’ come succede per lo zucchero raffinato che dopo prolungato consumo vizia lo stomaco sino al punto che poi risulta molto difficile l’assorbimento degli zuccheri dalla frutta, etc.) ci vuole pazienza nel riprendere pian piano l’abitudine alimentare giusta, ovvero ridurre la carne ed i prodotti di origine animale a non più del 10% del totale cibo assunto. Comunque è vero che secondo le latitudini il consumo di carne e suoi derivati è più o meno accentuato, e qui dovremmo fare una digressione sul tipo di alimentazione seguita in Italia per migliaia di anni dai nostri padri….

Sono comunque dell’opinione che ognuno deve ritrovare per sé stesso il suo equilibrio, io non voglio forzare nessuno, nemmeno i miei figli sono strettamente vegetariani, mangiano poca carne, questo sì, ma lo fanno in modo rispettoso… Ad esempio mio figlio Felix, che vive a Calcata (e malgrado la sua giovane età, è del 1984, ha già tre bambini, due maschi ed una femmina), coltiva l'orto, lavora manualmente ed alleva animali che di tanto in tanto uccide con le sue mani... Questo mi sembra un atteggiamento "ecologico", anche se io personalmente non potrei farlo, per mie caratteristiche psichiche, ma non ci vedo nulla di anormale nella sua vita e nemmeno vedrei nulla di strano nella vita degli uomini moderni se sviluppassero un rapporto meno indifferente verso gli animali.

Non mi piace che le persone deleghino al macellaio l’uccisione e poi vadano al supermercato ad acquistare cadaveri confezionati…. Mi sembrano però ragionevoli le tue obiezioni sulla salute e sulle cause di morte e malattia, spesso vedo che parecchie persone sollevano gli stessi dubbi... ed è importante chiarire i vari punti senza eccedere da un lato o dall'altro...

Sostanzialmente, secondo me, il problema subentra quando si ignora l’ecologia del corpo umano oppure quando si diventa vegetariani per motivi "etici" e conseguentemente si assume un atteggiamento da credente religioso, in entrambi i casi è difficile mantenere un'equanimità di giudizio…. Si resta fuorviati dal concetto etico e morale del "vegetarianesimo animalista" oppure si continua a non considerare qual è la vera struttura anatomica del corpo umano… l’uomo è un animale frugivoro come le altre scimmie antropomorfe, i suini, gli orsi, etc.

Durante i festeggiamenti per il XXVII° anniversario del Circolo Vegetariano VV.TT., verranno diverse persone a Treia proprio per parlare degli argomenti di cui stiamo ora discutendo: alimentazione bioregionale, agricoltura biologica, cure naturali, etc. Insomma faremo un discorso sul vegetarismo e sulla dieta naturale dell'uomo, più o meno nei termini che stiamo usando adesso e lo faremo non solo parlando durante una tavola rotonda ma anche passeggiando alla ricerca di erbe commestibili, senza enfasi alcuna, infatti ritengo importante affrontare questo tema con spirito laico... questo perché penso che ognuno deve sviluppare le proprie opinioni e scelte senza coercizioni di sorta (né da una parte né dall’altra).

Son contento dell’occasione che mi hai dato di continuare un dialogo sulla dieta naturale dell’uomo.

Paolo D’Arpini






Locandina per la prossima Festa dei Precursori (con il programma quasi definitivo) che si tiene a Treia dal 7 al 15 maggio 2011 - Facciamo ancora in tempo ad inserire il nome di chi intende partecipare.
Scrivere a Paolo D'Arpini circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0733/216293

sabato 19 febbraio 2011

Treia (Macerata) - 27^ “Festa dei Precursori” del Circolo Vegetariano VV.TT. dal 7 al 15 maggio 2011



Verso la fine di luglio del 2010 ho lasciato Calcata, "rapito" dalla mia amata Caterina Regazzi, e dal 3 agosto ho preso domicilio a Treia. Allora scrissi anche un articolo "Dal Treja a Treia" in cui annunciavo la partenza e lo spostamento dalle rive del Treja, il fiume che circonda Calcata, al monticello di Treia, in provincia di Macerata.

Con Macerata avevo già avuto a che fare in passato, nel dicembre del 1973 tornato dall'epico viaggio che mi aveva portato prima in Africa e poi in India, ove conobbi il mio Guru, Swami Muktananda, e convalescente, per via di un epatite che mi ero beccato mangiando troppi dolcetti a Bombay, non trovai di meglio che andare nell'albergo che mio padre gestiva in quella città e vi rimasi per una quindicina di giorni a riposo. Inutile qui raccontare i vari spostamenti successivi... fanno parte di un percorso lontano e misterioso, sta di fatto che il destino mi ha fatto tornare nella provincia di Macerata, forse per finirci i miei giorni come avvenne a mio padre, le cui spoglie riposano nel cimitero maceratese...

Ma non voglio "prevedere" alcunché, il passato è conosciuto ed il futuro è ignoto, per cui mi limito oggi a rivedere alcuni aspetti del mio trasferimento, e lo farò tirando fuori da un vecchio cassetto un articolo ed un paio di lettere che testimoniano il mio vivere vegetariano e naturista a Calcata. Una testimonianza preziosa dei primi anni, quando il Circolo era in gestazione….. Ero giunto a Calcata verso il 1975/76, primo di un gruppetto di amici e parenti, ed ero già vegetariano ed oltre ad occuparmi di teatro, canti sacri, yoga e mostre d’arte (la prima galleria di Calcata fu da me fondata nel 1978 e si chiamava Depend’Arp) organizzavo anche pranzi all’aperto, ovviamente vegetariani, e con ciò iniziai -di fatto-quello che poi divenne il Circolo Vegetariano VV.TT.

Anche all'inizio usavo il sistema di “ognuno porta qualcosa” e talvolta, se non c’era spazio nella piazzetta di Porta Segreta, dove abitavo, andavamo nella piazzetta di San Giovanni, sui gradini altissimi della chiesa dove oggi c’è un piccolo museo d’arte contadina, oppure fuori porta dove c’era un ristorantino che ci accoglieva come ospiti a “mezzo-servizio”. Fausto Aphel, il proprietario, come noi un nuovo venuto in spirito pionieristico, ci preparava panini con insalata e formaggio prodotti da lui stesso. Il pomeriggio si andava a bere la cioccolata calda in un altro localetto, aperto da Giovanna Colacevich, la Latteria del Gatto Nero (ci lavorò pure il giovane Vittorio Marinelli), che a volte ospitava i nostri incontri estemporanei…. E così capitò che un bel giorno venne a trovarci Anna Maria Pinizzotto, giornalista del Paese Sera, la quale aveva ricevuto l’invito, da un comune amico e suo collega, Roberto Sigismondi, per “venire conoscere la realtà alternativa di Calcata ed il nostro programma de "La Due Giorni Vegetariana”. Emozionato per l’importanza ricevuta le fui al fianco per un’intera giornata (anche perché era una donna affascinante) e fra una chiacchiera e l’altra ne sortì fuori questo magico articolo che segue…

Domenica ‘vegetariana’ a Calcata, paese museo.

Un pugno di case rosate su una roccia di tufo. Un paese che attualmente non ospita più di cinquanta anime, e nel passato ne ospitava poche di più. Calcata (con l’accento sulla seconda) è un paesino medioevale rimasto miracolosamente intatto in uno spazio naturale molto bello. E’ circondato da colline verdi, ai suoi piedi scorre un ruscello limpido e nelle viscere si aprono grotte ed antri. Da qualche anno è diventato meta di naturisti, vegetariani, amanti dello yoga che hanno deciso di trasformarlo in un’oasi di raccoglimento. Una oasi facilmente raggiungibile. Calcata è a circa sessanta chilometri da Roma, in provincia di Viterbo. L’idea di fare del piccolo paesino arroccato su un picco di tufo un punto di riferimento stabile per chi ama la cucina alternativa e le passeggiate ecologiche è venuta ad un gruppo di romani che si è trasferito stabilmente a Calcata.

“L’idea era quella di fare una due giorni vegetariana -dice Giovanna Colacevich fondatrice della Latteria del Gatto Nero- Sabato e Domenica a Calcata per chi ama la natura e la pace. Nel programma è compresa la colazione, il pranzo ovviamente vegetariano, la merenda, una passeggiata guidata ed una conferenza su yoga e vegetarismo. Il costo è di lire cinquemila e -dimenticavo- comprende anche uno spettacolo in piazza dei Vecchi Tufi, un gruppo teatrale di Calcata”. Intanto Giuseppe, co-fondatore della Latteria, si muove con agilità tra i fornelli, tra una crepe e l’altra. Il loro locale è posto ai limiti della minuscola piazza del paese, dove si affaccia una chiesetta in cui si conserva il prepuzio di Cristo (così narra la leggenda).

All’ingresso del paese, invece, c’è la trattoria di Fausto Aphel esperto cuoco che a Roma aveva una trattoria alternativa prima di trasferirsi a Calcata. Ma il personaggio più singolare, attorno al quale ruota tutta l’organizzazione, è Paolo D’Arpini. Anche lui, come la pittrice Simona Weller, ha scelto Calcata come residenza definitiva. La pace del luogo non rovinata ancora da nessun prodotto del consumismo, gli ricorda le verdi valli dell’India dove ha soggiornato per molto tempo. E’ lui che guida la passeggiata ecologica, che parla di vegetarismo e di Siddha Yoga.

Alle ore 16 di Domenica, dopo un infuso di liquirizia offerto da Paolo, una piccola spedizione parte per fare il giro della rocca, quattro cinque chilometri di percorso. La discesa è impervia, sono circa trecento metri fra sassi, fango e rifiuti.

“La chiamo ecologica -spiega Paolo- perché voglio che la gente rifletta sul consumismo. Lattine, buste di plastica, cartacce. Alcuni paesani usano questo dirupo per scaricare i loro rifiuti. Quanti rifiuti produce una città come Roma? Dove vanno a finire?”. Una ragazza olandese si è portata dietro un coltello, “non si sa mai, è per le vipere”. Paolo cammina avanti e con il bastone si fa largo. Il viottolo scavato nel bosco consente appena il passaggio di una persona magra. Si guada il ruscello su un antico ponte di legno che si è adagiato sul fondo. Le assi di legno, ricoperte di paglia, sono oblique e c’è chi teme di cadere nell’acqua, fredda, ma poco profonda. In una minuscola spiaggia si fa tappa. C’è chi tenta invano di trovare cocci etruschi nell’acqua. Nella zona sono state scoperte alcune necropoli.

“Io parlo soprattutto dell’aspetto fisiologico degli alimenti -dice Paolo- con i cibi correnti è difficile mantenere il corpo in buona salute. La carne è ricca di tossine. Gli animali sono ingrassati con mangimi chimici e durante l’agonia le ghiandole secernono tossine che si fissano nelle cellule. Se nel mondo si scegliesse il vegetarismo non ci sarebbe più la fame. Il cibo sarebbe sufficiente per tutti. Noi dobbiamo vivere in armonia con il mondo e lasciarlo integro ai nostri figli”.
La spedizione riprende il cammino tra cornioli e prugne selvatiche e alberi di nocciole. Ai margini del viottolo crescono già i ciclamini. Seconda tappa una sorgente di acqua ferruginosa dove ci si disseta. Si riattraversa il ruscello, questa volta sugli scogli, e si risale la scarpata dalla parte opposta dove esisteva il lavatoio. Stanchi e sudati arriviamo in piazza mentre un gruppo di giovani sta ascoltando un ragazzo che suona la chitarra. La spedizione si scioglie, chi corre alla latteria per rifocillarsi, chi segue Paolo che scende in una grotta per fare meditazione e cantare mantra.

Al calare del sole avrebbero dovuto apparire I Vecchi Tufi di Calcata con le stupende maschere create da Wilton Sciarretta. Ma Sciarretta, che è anche il regista del gruppo, è caduto da una rupe proprio mentre provava la commedia che doveva allietare i vegetariani. E’ ora ricoverato all’ospedale con una spalla rotta. E’ calato il buio. Nella piccola piazza siedono come in un salotto gli abitanti di Calcata e i turisti. I primi, subito dopo cena andranno a dormire. A Calcata non ci sono cinema e teatri e pochi hanno la televisione. I secondi, quasi tutti romani, si immergeranno nel traffico caotico della via Flaminia e torneranno alla vita cittadina con il rimpianto di una domenica alternativa trascorsa in un paese-museo.
(Anna Maria Pinizzotto – 13 Settembre 1979, Paese Sera)

A commento dell'articolo, nel frattempo pubblicato nel sito del Circolo, il 4 ottobre del 2008 ricevetti una lettera di Nico Valerio:

Una permanenza mancata

Quando i naturisti erano naturisti e io ero già vegetariano da anni. Insomma, prima dell’era Portoghesi e dei vip snob saccenti e con la erre moscia che da Campo de Fiori accorsero a colonizzare Calcata. Senza pensare che lì avrebbero poi dovuto viverci… Beh lì, proprio nella piazzetta del Prepuzio, dissi stoltamente o saggiamente no a chi mi voleva quasi regalare una casetta cadente nel borgo antico… Ma andiamo con ordine.

L’articolo della Pinizzotto mi ha riportato di colpo ai felici anni Settanta, un’età lontana, pensate: pre-Aids, pre-Asdl, pre-telefonini (eppure, al contrario di oggi, avevamo sempre tante cose da dirci), pre-immigrazione, pre-porte blindate. Nei paeselli di tutt’Italia le donne lasciavano la chiave nella toppa (spesso le porte dei paesi non avevano maniglia: troppo costosa). Tutti vivevano con finestre e porte aperte.

Dell’articolo di Paese Sera mi ha colpito l’uso corretto del termine “naturista”, come salutista, igienista, chi vive secondo sistemi di vita naturale. Uso che purtroppo si è perso. Oggi sarebbe impensabile: siamo tornati indietro come cultura nei e dei giornali (lo usano ipocritamente, sia i giornalisti sia gli stessi nudisti, che è grave, come eufemismo per non dire nudista). Ebbene, il mio amarcord è che la diffusione di quell’uso si doveva, in quegli anni che solo ora sappiamo che erano felici, soprattutto alla mia azione diuturna di propaganda: comunicati giornalieri, articoli, libri e divulgazione. Quattro anni prima avevo infatti fondato la Lega Naturista, primo club italiano a usare questo aggettivo per denotare tutti i rapporti uomo-natura. E la Lega, come un partito, faceva ogni giorno qualcosa (denunce, eventi, proteste, appelli: copiavo dai radicali, presso i quali avevo la sede). Perciò ero conosciuto nelle Redazioni, dove avevo molti proseliti (anche Paese Sera, che aveva recensito benissimo la mia Alimentazione Naturale). Erano tempi in cui i giornalisti avevano un’anima, avevano idee personali, come persone normali. E potevano scrivere tutto. Non come oggi. Lo so perché ero giornalista io stesso, e conoscevo i miei polli.

Già vegetariano da molti anni, dal 1 gennaio 1970, conobbi dopo poco Calcata. E li passavo tutti i fine anno. E come guida escursionistica, col mio gruppo esplorai tutti gli anfratti, fossi, roveti, boschi, ruscelli, all’intorno. Tante volte all’inizio dell’estate abbiamo fatto il bagno nelle anse più profonde del Treja, quando era pulito e non frequentato da nessuno. Là sotto ho fatto scorpacciata di crescione selvatico (credo che con l’inquinamento non ci sarà più: è molto sensibile).

Ero così avventuroso che una volta d’inverno ci trovammo totalmente accerchiati – com’è come non è – da rovi spinosissimi fittissimi e alti 2 metri. Invalicabili. Ne uscimmo 2 ore dopo con ferite, strappi e punture varie..:-). Altro ricordo, una speculazione mancata, anzi rifiutata con sdegno. Da buon idealista e razionalista mancai l’occasione della mia vita. Un amico mi propose di comprare una casetta malandata ma abitabile a picco sullo strapiombo. Costava così poco che pur non avendo soldi potevo permettermela.

Da buon razionalista, però, feci notare che la rupe era stata dichiarata pericolante e che nessuna licenza veniva più concessa, Il sindaco aveva minacciato di far sgomberare l’intera rupe. E io da naturista ed ecologista non volevo speculare su un degrado geologico con un furbo “fatto compiuto”. Ho sempre odiato i furbi all’italiana (o alla romana) che poi chiedono il condono. E poi perché “buttare” i miei soldi, anche se pochi? E ancora, da anticonformista non volevo fare il classico cittadino che si trasferisce al paesello per incontrarvi tutti i romani che aveva lasciato a Campo de Fiori.

E poi mi spaventavano da single le lunghe noiose serate. Ancor oggi, penso che, a meno che tanti giornalisti e scrittori non l’abbiano chiesto con una petizione, non ci sarà la Adsl. E infine ero e sono dell’idea naturista alla Thoreau che o si vive nella natura selvaggia (capanna nel bosco lontano almeno 2 km da un centro abitato, il mio ideale, oppure è meglio stressarsi in modo stimolante nel caos d’una città, dove come in una foresta non c’è controllo sociale, E paradossalmente sei libero. Ma la via di mezzo del villaggio, con il fiato sul collo dei vicini, che nei paesini sono davvero vicini, curiosi, criticoni, sarebbe stata per uno spirito libero come me davvero insopportabile. E alla lunga, se non opportunamente stimolati, i single intellettuali nei villaggi si rincoglioniscono. Per tutti questi motivi, proprio sulla piazzetta della chiesa del prepuzio, da stoltamente anti-furbo e onestamente razionale, dissi di no.

Non potevo immaginare che la gente è irrazionale, cioè furba, e che dopo l’arrivo di un famoso architetto e di tanti giornalisti, scrittori, artisti e intellettuali da Roma e dall’estero, la rupe prima cadente sarebbe stata miracolosamente sanata. I vip sono taumaturgici anche per l’equilibrio geologico… Ora con la sommetta che mi chiedevano per la proprietà d’una casetta di tufo di 2 piani, ci pagherei al massimo un mese di affitto d’una stalla fuori paese. Ciao e grazie del ricordo.
(Nico Valerio)

E per delucidare meglio la situazione ecco il mio commento al commento

Nico Valerio, un nome storico del vegetarismo in Italia ci ha raccontato con enfasi il suo “non esser diventato calcatese”…. Peccato, dico io, sarebbe stata una bella prova avere assieme Nico Valerio e Paolo D’Arpini in questo scricciolo di paese…. Magari sarebbe stato un po’ stretto per due calibri di tal fatta ma le scintille avrebbero sicuramente illuminato il mondo….

Ho conosciuto a Roma, credo nel 1974 o '75, Nico quando presentò il suo libro sulla dieta vegetariana in una libreria di Viale Manzoni, a quel tempo io abitavo in Via Emanuele Filiberto. Egli però non era segnato nell’akasha di Calcata e quindi capitò che ci vedessimo solo raramente da allora. Ma abbiamo sempre collaborato, ricordo ad esempio il grande meeting vegetariano all'Arancera di Roma su “Ecologia profonda, alimentazione naturale, spiritualità senza frontiere” del 2 e 4 ottobre 2009, a cui anch'egli intervenne.

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Ecologia+profonda%2C+alimentazione+naturale%2C+spiritualit%C3%A0+senza+frontiere

All'incontro parteciparono tutti gli altri vegetariani storici, in primis Edoardo Torricella (penso che sia il primo in assoluto in Italia avendo egli festeggiato il 50° anno di vegetarismo a Calcata nel 2008), Franco Libero Manco, Ciro Aurigemma, Massimo Andellini, Marinella Correggia e tanti altri.

Manuel Olivares, fondatore di Vivere Altrimenti, nel frattempo, mi hanno chiesto di scrivere un libro sul movimento vegetariano e credo che dovrei farlo assieme a tutti questi amici (vegetariani e non) che hanno condiviso con me l’esperienza da “rompighiaccio” in Italia. Assieme abbiamo fatto “storia” ed ora scriviamola (questa storia) sempre assieme!!

Infine, eccomi al dunque, ogni anno per festeggiare la nascita del Circolo vegetariano VV.TT. facciamo festa, “La Festa dei Precursori", e quest'anno per la prima volta l'evento si svolgerà nella nuova residenza di Treia, dal 7 al 15 maggio 2011. Colgo l'occasione per invitare tutti i precursori superstiti a questa grande kermesse...

Programma di massima e presentazione:
Creando un “appeal” per la grande celebrazione Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini invitano tutti gli amici vecchi e nuovi ad affrontare un’avventura meravigliosa da condividere e da raccontare….

Maggio a Treia: 27° anniversario del Circolo vegetariano VV.TT. – Fioriscono le rose, Wesak, Calendimaggio, Beltane…. dal 7 al 15 maggio 2011, nell’antica città dedicata a Trea / Iside

In occasione del 27° anniversario della fondazione del Circolo Vegetariano VV.TT. e per inaugurarne la nuova sede, si terranno a Treia (Macerata) alcuni giorni di celebrazioni ed eventi culturali e ludici.

Maggio è il mese dedicato tradizionalmente alla Madonna (Grande Madre), ai matrimoni, alla fioritura ed alla bellezza della natura, il segno zodiacale relativo è quello del Toro, in occidente, e del Serpente in Cina, simboli di saggezza e conoscenza. Inoltre ci troviamo in prossimità del Wesak, ovvero la nascita del Buddha, e del Calendimaggio. Perciò da parecchi anni celebriamo la festa di Maggio (verso i primi del mese), chiamata anticamente Beltane, ovvero il periodo situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo (astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio).

Quest’anno i festeggiamenti iniziano dal 7 maggio e comprendono vari aspetti della conoscenza della natura e della vita, in particolare ci occuperemo di cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, spiritualità della natura, canti armonici e passeggiate erboristiche. L’antica città di Treia conservava la tradizione matristica, sotto forma di culto alla Dea Iside, che poi si trasformò in venerazione della Madonna Nera. La prerogativa dei questa fede è quella di mantenere la vicinanza fra l’uomo e la natura, nel riconoscimento che la natura stessa è la nostra casa e la matrice di ogni vita.

Quest’anno in particolare si terrà, il primo giorno, il 7 maggio 2011, una tavola rotonda sul tema: “Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale e spiritualità ed arte della natura”, compresa la presentazione di libri in tema, e per l’occasione sono invitati esperti naturopati ed erboristici, chimici, psicologi, dietisti, rappresentanti dei consumatori e specialisti in agricoltura ecologica per un necessario dibattito e confronto sulle varie discipline e su come poter mantenere l’organismo e l’ambiente in buona salute. L’incontro sarà allietato anche da esibizioni poetiche e canore e da letture sulla tradizione contadina e dalla proiezione di diapositive.

Interventi Previsti:
Proiezioni in continuo di immagini sull’agricoltura contadina di Nazareno Crispiani
Benvenuto del Sindaco Luigi Santalucia e degli Amministratori Comunali
Saluto del Presidente Accademia Georgica, prof. Carlo Pongetti
Avv. Vittorio Marinelli, pres. European Consumers
Prof. Benito Castorina, docente Economia Agraria
Dr.ssa Milena Auretta Rosso, iridologa e naturopata
Signora Sonia Baldoni, erborista
Signora Lucilla Pavoni, scrittrice
Geologo Stefano Panzarasa, scrittore e musicista
Dr. Giorgio Vitali, chimico farmaceutico
Dr.ssa Caterina Regazzi, medico veterinario
Moderatore: Paolo D’Arpini.

Il secondo giorno, domenica 8 maggio 2011, saremo invece sul campo per apprendere i rudimenti dell’erboristeria e del riconoscimento delle erbe spontanee commestibili, a cura di Sonia Baldoni, al termine si potrà partecipare ad un semplice laboratorio per la preparazione di prodotti erboristici, soprattutto derivati dai petali di rosa che in questo momento dell’anno abbondano. Nello stesso giorno potremo condividere il cibo bioregionale vegetariano da ognuno portato, in un simposio conviviale. E’ previsto anche un momento di sharing matristico, con Antonio D'Andrea, sulle esperienze “casalinghe” da ognuno vissute, l’esecuzione di canti armonici ed una concentrazione collettiva.

Inoltre l’8 maggio si inaugura una mostra d’arte, sul tema trattato, nella nuova sede del Circolo vegetariano VV.TT. di Treia in Via Sacchette, 15/a (Vicino Porta Mentana o Montana)

La mostra resterà aperta sino al 15 maggio 2011.
Fra gli artisti che espongono si notano: Domenico Fratini, Renata Bevilacqua, Orietta Duca, Daniela Spurio e diversi altri.

La manifestazione si svolge con la partecipazione ed il patrocinio morale del Comune e dell’Accademia Georgica di Treia.

Ed ora, per contraltare con la storia su Calcata, voglio pubblicare (scusate la lunghezza dell'intera memoria..) l'articolo che un'altra donna, la professoressa Antonella Pedicelli, affascinante e culturalmente preparata, ha scritto su Treia:

Andare a Treia? No problem.. basta offrire un po’ di sana pubblicità, sperando che la voglia di “viaggiare” insita dentro ciascun libero “esploratore” di questo nostro splendido Universo, si lasci catturare amichevolmente dalle nostre parole, rivolte, con immenso piacere, alla piccola e speciale cittadina di Treia!

La Storia di Treia

380 a.C. circa, il primo insediamento, ad opera dei Piceni o dei Sabini, è lungo un ramo della via Flaminia a circa due km dall’attuale centro storico. Il luogo diventa colonia romana e prende nome da un’antica divinità, Trea.
II sec. a. C., Treia diventa municipio romano.
X sec. (inizio), gli abitanti della Trea romana, per sfuggire ai ripetuti saccheggi, individuano un luogo più sicuro sui colli e costruiscono il nuovo borgo che prende il nome di Montecchio, da monticulum, piccolo monte.
XIII sec., Montecchio si dota di un sistema difensivo comprendente una possente cinta muraria e si allarga fino a comprendere tre castelli edificati su tre colli, Onglavina, Elce e Cassero. Nel 1239 è assediata dalle truppe di Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263 da quelle di Corrado d’Antiochia, comandante imperiale che viene catturato dai treiesi.
XIV sec., Montecchio passa alla signoria dei Da Varano e poi a Francesco Sforza. 1447, posta dal Pontefice sotto il controllo di Alfonso d’Aragona, Montecchio viene in seguito ceduta da Giulio II al cardinale Cesi, e da allora segue le sorti dello Stato della Chiesa. 1778, si apre la prima sezione pubblica dell’Accademia Georgica dei Sollevati, importante centro culturale ispirato ai principi dell’Illuminismo.
1790, il Pontefice Pio VI restituisce al luogo l’antico nome di Treia, elevandolo al rango di città. Il mistero dell’infinito… Mura turrite che evocano il Duecento, ma anche tanti palazzi neoclassici che fanno di Treia un borgo, anzi una cittadina, rigorosa ed elegante, arroccata su un colle ma razionale nella struttura. L’incanto si dispiega già nella scenografica piazza della Repubblica, che accoglie il visitatore con una bianca balaustra a ferro di cavallo e le nobili geometrie su cui si accende il colore del mattone. E questo ocra presente in tutte le sfumature, dentro il mare di verde del morbido paesaggio marchigiano, è un po’ la cifra del luogo. La piazza è incorniciata su tre lati dalla palazzina dell’Accademia Georgica, opera del Valadier, dal Palazzo Comunale (XVI-XVII sec.) che ospita il Museo Civico e dalla Cattedrale (XVIII sec.), uno dei maggiori edifici religiosi della regione. Dedicata alla SS. Annunziata, è stata costruita su disegno di Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli, e custodisce diverse opere d’arte tra cui una pala di Giacomo da Recanati. Sotto la panoramica piazza s’innalza il muro di cinta dell’arena, inaugurata nel 1818 e poi dedicata al giocatore di pallone col bracciale Carlo Didimi.

Da Porta Garibaldi ha inizio l’aspra salita per le strade basse, un dedalo di viuzze parallele al corso principale e collegate tra loro da vicoli e scalette. Qui un tempo avevano bottega gli artigiani della ceramica. Continuando per la circonvallazione, a destra la vista si apre su un panorama di campi rigogliosi e colline ondulate. L’estremo baluardo del paese verso sud è la Torre Onglavina, parte dell’antico sistema fortificato, eretta nel XII secolo. Il luogo è un balcone sulle Marche silenziose, che abbraccia in lontananza il mare e i monti Sibillini.

Entrando per Porta Palestro si arriva in piazza Don Cervigni, dove a sinistra risalta la chiesa di San Michele, romanica con elementi gotici; e di fronte, la piccola chiesa barocca di Santa Chiara con la statua della Madonna di Loreto: quella originale, secondo la tradizione. Proseguendo per via dei Mille, si attraversa il quartiere dell’Onglavina che offrì dimora a una comunità di zingari, al cui folklore si ispira in parte la Disfida del Bracciale. Dalle vie Roma e Cavour, fiancheggiate da palazzi eleganti che conservano sulle facciate evidenti tracce dei periodi rinascimentale e tardo settecentesco, e denotano la presenza di un ceto aristocratico e di una solida borghesia, si diramano strade e scalinate. Nell’intrico dei palazzi, due chiese: San Francesco e Santa Maria del Suffragio. E tra di esse, un curioso edificio: la Rotonda. Nei pressi, la casa dove visse la scrittrice Dolores Prato, ricordata da una lapide, e il Teatro Comunale, inaugurato il 4 gennaio 1821 e dotato nel 1865 di uno splendido sipario dipinto dal pittore romano Silverio Copparoni, raffigurante l’assedio di Montecchio. Il soffitto è decorato con affreschi e motivi floreali arricchiti nel contorno da ritratti di letterati e musicisti; la parte centrale reca simboli e figure dell’arte scenica.

Si può lasciare Treia uscendo dall’imponente Porta Vallesacco del XIII secolo, uno dei sette antichi ingressi, per rituffarsi nel verde. Resta da vedere, in località San Lorenzo, il Santuario del Crocefisso dove, sul basamento del campanile e all’entrata del convento, sono inglobati reperti della Trea romana, tra cui un mosaico con ibis. Qui sorgeva l’antica pieve, edificata sui resti del tempio di Iside. Il santuario conserva un pregevole crocefisso quattrocentesco che la tradizione vuole scolpito da un angelo e che, secondo alcuni, rivela l’arte del grande Donatello.
(Notizie originali raccolte da Antonella Pedicelli)

Vi saluto e vi aspetto!
Paolo D’Arpini, presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Via delle Sacchette, 15/a – 62010 Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it


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P.S. Dietro le quinte:

“L'ho letto, Amore, ma è un romanzo! So già cosa pensi e cosa, forse, mi risponderai, ma quando leggo di questo tuo Passato con la P maiuscola, tremo al pensiero. O forse no, forse per una persona che ha vissuto così anche la tua situazione attuale, essendo una sfida (?) può essere avvincente. E che te ne farai tu di una vita così semplice, con persone semplici : me, Dumì, Valeria, Crispiani, Lucilla, Tommaso, Claudio il muratore, Sonia, il Sindaco Gigetto, quando hai conosciuto donne belle e affascinanti, oltre che intelligenti, politici e precursori come te di filosofie di vita, ma sono tranquilla, non temere, ti amo per quello che sei ORA e per quello che sei CON ME, non per quello che sei stato (che poi sei sempre tu).
Se il destino ha voluto che ci incontrassimo in quel momento, un motivo ci sarà. E se l'Amore ci accompagnerà, come io desidero, per tutto il resto delle nostre vite, vivremo quello che la vita ci riserva. Io e te. E chi ci vorrà essere” - Caterina
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“Infatti che differenza fa? Amore mio... siamo tutti la stessa persona diceva Luciano Laffi... ed affermava Nisargadatta sono uno che appare come molti.. Quindi Mio Tesoro Amoroso che bisogno c'è di sentirsi a disagio.. e poi in fondo è solo scenografia.. nulla di più, l'importante è l'esperienza che ognuno di noi è capace di portare a casa dagli eventi vissuti.
Sii serena e sicura di te stessa, tu sei il Culmine!
Ho comunque voluto fare una panoramica "veloce" (son pur sempre 30 anni) sulla storia del Circolo in modo che si percepisse il senso della continuità anche qui a Treia” - Paolo