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martedì 7 giugno 2011

Programma per il 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana - 18 e 19 giugno 2011 Ospitaletto di Marano (Modena)




Cura gratuita contro l’invecchiamento


Lo scrivente il ‘68 se l’è fatto tutto, e si è fatto pure il ‘69.. per non parlare degli anni successivi, in una sequenza che non ammette flessioni… Da Verona a Roma e da Roma a Calcata e da Calcata a Treia, e da Treia a… ‘68 dopo ‘68 eccoci giunti al 2011.

Si dice che l’anzianità sia caratterizzata da una incapacità di vivere le cose al momento, ci si impigrisce, si stenta ad osare, si ragiona in termini di idee acquisite, di abitudini consolidate, insomma si diventa un pò arteriosclerotici…

In caso di vacanze si scelgono posti comodi, ove si ci può andare facilmente, dove il cibo ed il servizio sono ottimi, i letti son caldi e morbidi, etc. Così si invecchia ancora di più ed alla fine ci si ritrova belli riposati nella tomba.

Macchè, macchè.. “memento audere semper” diceva il vate, e lui sì che fu trasgressivo, fino all’ultimo respiro… Ed allora manteniamoci giovani di spirito, teniamo alto il vessilo della gioventù indifferentemente che noi siamo bambini, giovinetti o vecchietti…

Cosa c’è di meglio con l’avvento del solstizio estivo di celebrarlo in collina, nell’ubertoso verde dell’Emilia? Magari parlando di cose serie, come l’ecologia profonda, l’alimentazione bioregionale, la spiritualità della natura? Tutte cose di cui vorremmo parlare -ed anche praticare- ma per cui non abbiamo avuto tempo, perchè troppo impegnati a guardare la televisione la sera, a imprecare contro il governo ladro alla mattina, a bestemmiare nel traffico caotico il pomeriggio.

Macchè, macchè, ci vuole uno stacco ed una scatto di reni… Prendiamo la nostra bella tenda impermeabile, quella canadese due posti che non usavamo più dal.. (?), armiamoci di coraggio, di chitarra o mandolino, di libri di poesie, di un bel binocolo per osservare gli uccelli… Insomma partiamo… e andiamo a campeggiare a Ospitaletto di Marano, da Marco e Valeria, ove si tiene il 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana, il 18 e 19 giugno 2011.

L’incontro è gratuito, è necessario solo portare qualcosa da mangiare, possibilmente di preparato in casa da condividere. Si fa poi la corvè tutti insieme per pulire e riordinare.

Programma di massima:

La mattina del 18 giugno, che è sabato, alle 10.00 ci si incontra in casa per le sistemazioni ed i convenevoli… Per chi lo desidera è prevista una passeggiatina attorno al luogo per familiarizzarsi e raccogliere qualche erba spontanea per l’insalata. Preparazione collettiva del pranzo, si mangia verso le 13.00. Il pomeriggio inizio dello sharing, alle 15.30 sino alle 18.00 circa. Poi break tea e passeggiatina nell’orto o lavoretti in casa e preparazione cena. Alle 20.00 si mangia convivialmente, seguono divertimenti poetici e musicali. La notte ognuno si ritira nel proprio giaciglio oppure si attarda a guardare la luna ancora piena in cielo.

La domenica 19 giugno, dopo la colazione, con inizio verso le 10.00, in un posticino tranquillo sotto gli alberi, segue ulteriore condivisione di pareri sui temi trattati. Segue preparazione collettiva del pranzo. Il pomeriggio, verso le 15.30, rush finale sulle cose che ci sono ancora da dire e conclusioni. Verso le 17.30 meditazione in movimento e saluti, baci, abbracci e smontamento delle tende…

Paolo D’Arpini
Referente Rete Bioregionale Italiana

Per avere indicazioni su come raggiungere il luogo:
Cell. 333.6023090 – circolo.vegetariano@libero.it

Ah, durante l’incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale, organo semi-ufficiale della RBI

martedì 10 maggio 2011

Incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana su "Bioregionalismo ed Alimentazione Naturale" 18 e 19 giugno 2011 - Ospitaletto di Marano (Modena)



Incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana su "Bioregionalismo ed Alimentazione Naturale" 18 e 19 giugno 2011 - Ospitaletto di Marano (Modena)

“La verità deve essere un paradosso perché deve essere entrambe le polarità, il polo negativo e quello positivo, ed al tempo stesso deve restare trascendente. Deve essere la vita e la morte e qualcosa in più, Con quell’in più indico la trascendenza di entrambi: è entrambi i poli, e nessuno dei due. Questo è il paradosso supremo.” (Osho Rajneesh)

“Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.” (Ramana Maharshi)


Premessa

E' indetto l'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana, che si terrà in prossimità del solstizio estivo in Emilia, ad Ospitaletto di Marano, nella bella casa accogliente di Marco e Valeria che è posta su una collina ubertosa, in un piccolo borghetto antico. Sono benvenuti gli apporti di prodotti fatti in casa, o del proprio orto, libri, oggetti artigianali da ognuno realizzati, che potranno essere esposti nel cortile della casa che ci ospita.

L'incontro si svolge nel fine settimana del 18 e 19 giugno 2011 le sistemazioni sono spartane.. perciò si consiglia di venire con la propria tenda per accamparsi nel terreno adiacente la casa. Per le persone anziane o donne con bambini sarà possibile comunque trovare sistemazioni al coperto, o nella casa stessa oppure in pensioncine vicine. Per i pranzi e le cene ci si organizza in cucina a rotazione ed ognuno è invitato a portare cibo e bevande (possibilmente cose biologiche). Il lavoro comunitario per la pulizia e per il mantenimento della struttura è un modo per sentire affiatamento umano e rispetto per il luogo che ci ospita.

Chiunque voglia partecipare con spirito sincretico può intervenire con il proprio discorso… Questo significa che nessuna visione o ideologia deve avere una prevalenza, siccome si parla a cerchio ed ognuno parlerà per il tempo che gli è necessario (durante ogni sessione di condivisione) ogni esperienza spirituale od ecologica sul tema dell'alimentazione e del bioregionalismo sarà benvenuta. Non ci sono assolutamente posizioni precostituite su una sistema alimentare o l'altro, purchè in sintonia con la natura e con l'ecologia profonda.

Questo è il primo incontro della Rete Bioregionale in cui finalmente si potrà affrontare, a viso aperto, l'argomento dell'alimentazione umana in chiave bioregionale ed è particolarmente importante che vi partecipino tutti gli esponenti e referenti della Rete.

Durante la due giorni di Ospitaletto verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale che -grazie all'opera di Rita De Angelis e di Caterina Regazzi- riprende dopo un anno di assenza la pubblicazione... Il tema trattato è: Bioregionalismo ed Ecologia Sociale.

Per avere tutte le delucidazioni su come raggiungere il luogo dell'incontro e sulle sistemazioni:
caterina.regazzi@alice.it ; Cell. 333.6023090
marco.lapelosa@alice.it ; Tel. 059/794369

Informazioni generali e tematiche:
Paolo D'Arpini: circolo.vegetariano@libero.it - 0733/216293


Siete pregati di divulgare la notizia a tutti i vostri contatti! Grazie

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it

venerdì 8 aprile 2011

Treia, 7 maggio 2011: Milena Auretta Rosso alla Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT.

"Alimentazione bioregionale, con il cuore, a Treia".
La prima neurochirurga in Italia, la dottoressa Milena Auretta Rosso, sarà presente alla tavola rotonda su "Cure Naturali, alimentazione bioregionale, agricoltura biologica, arte e spiritualità della natura" che si terrà a Treia (Macerata), presso la sala Consigliare del Comune, in apertura della Festa dei Precursori, il 7 maggio 2011.

La sua presenza darà una garanzia di "scientificità" nella "nuova sperimentazione" dell'incontro essendo Milena Auretta Rosso sia una scienziata che una ricercatrice di cure naturali nonché iridologa e studiosa della psiche umana. Nell'occasione della Tavola Rotonda presenterà anche il suo ultimo libro "Che mi lascino in pace... alle pressioni telepatiche".


Qui di seguito una breve presentazione del testo e dell'autrice, fatta a due mani da Caterina Regazzi e dal sottoscritto:

"Una persona o una personalità eclettica, intelligente, che pare scrivere come sotto dettatura, affrettatamente e senza correzione di bozze (le influenze telepatiche?).
A volte faccio fatica a capire, devo leggere e rileggere anche se la ragione a volte non mi aiuta (intendo la razionalità). Una scrittura parlata, sarebbe da ascoltare, letto da lei, quel che ha fatto stampare su carta. Gli argomenti sono i più vari, si capisce che lei è una viaggiatrice, un’esploratrice dell’universo, umano e non solo, un radar avvezzo a captare le radiazioni cosmiche e trattenerle qui ancora un po’ giù in mezzo a noi e ad utilizzarle per colorare il nostro mondo, così spesso un po’ grigio… nella foto della quarta di copertina del suo libro si intravede come un’ incognita che si nasconde (o si manifesta?) dietro a un gatto, l’animale per eccellenza più misterioso e sensitivo e così deve essere lei, Auretta. Bentrovata!” (Caterina Regazzi)


Milena Auretta Rosso ha scritto un libro.. sì, un libro, magari un compendio di frasi misteriose e criptiche, magari un caleidoscopio di immagini in bianco e nero o variopinte, nitide e taglienti, magari una moviola in cui si alternano fotogrammi pescati da vari film da varie commedie… Cos’è questo libro? Una creatura viva, un ectoplasma, una trance mnemonica karmica, scorre senza sosta nella mente del lettore, poesia… profumo di fiori esotici.. sogni che traboccano dall’inconscio collettivo…

“Ed ecco le telecamere che trasformano il dinamico in statico” Sentenzia Auretta nel bel mezzo delle sue storie raccontate quasi a se stessa.. “La traduzione da dinamico a statico è un’intuizione”.

Non l’ho mai incontrata di persona eppure sento che il suo modo espressivo è ben radicato nella mia stessa coscienza, Auretta è un mio occhio è un mio orecchio, insomma la riconosco come io fossi suo o lei mia.. ed è anche merito della psicostoria.

Cosa c’entra la psicostoria?

Ad esempio una volta scrissi a Caterina una frase che mi sembrava pescata dal libro di Auretta, ed invece non lo era: “..la giornata è limpida, dalla finestra ad ovest si vedono le montagne innevate sullo sfondo ed alcuni campi sono bianchi di ghiaccio. Però già vedere il sole è una gioia…”

Lo stesso giorno scrivevo ad Auretta, a proposito del suo libro: “ Ho trovato alcune idee in esso contenute “stravolgenti” come pure estremamente originale è il tuo modo di evocare la “psicostoria”, di cui io stesso sono appassionato, ho trovato interessante soprattutto i risvolti che pongono la causa del medioevo non nella calata dei barbari (come solitamente si intende) ma nella dominazione cristiana”



Milena Auretta Rosso: prima neurochirurga in Italia, iridologa, vegetariana, viaggiatrice, spiritualista, scrittrice… Sarà possibile fare la sua conoscenza
“diretta” intervenendo all’incontro previsto a Treia il 7 maggio 2011, in quell’occasione potremo guardarla negli occhi e da lei farci guardare.


Paolo D’Arpini


Articoli di Milena Auretta Rosso, pubblicati nel sito del Circolo vegetariano VV.TT.
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=milena+auretta+rosso

giovedì 24 marzo 2011

Alitosi, puzze e sudorazioni? La soluzione sta nell'alimentazione bioregionale... che non ti fa star male!



Alimentazione e odori corporali - Come il bioregionalismo alimentare può aiutarci a non puzzare...

Ante scriptum
"Sto arrivando, non lavarti", scriveva Napoleone alla moglie prima di raggiungerla tra una battaglia e un'altra. Questione di gusti. Ma è vero che la storia dell'Uomo è sempre stata anche storia dei suoi odori, e dei profumi per nasconderli. Saggi e perfino romanzi non mancano, come "Storia sociale degli odori", di Alain Corbin, "Miasmi e umori" di Carlo Cipolla, o "Il profumo", romanzo del tedesco Patrick Süskind.

Si ha un bell’amare gli Antichi, ma a meno che non fossero appena usciti da una piscina (il che era frequente solo a Roma, vale a dire nella Repubblica o nell'Impero di Roma), puzzavano. E puzzavano molto. A proposito, non meraviglierà sapere che un famoso profumo del primo 900, ai tempi del Piacere di D’Annunzio e della cosiddetta Belle Epoque, tuttora in vendita, aveva grazie allo scuro patchouli e ad altre essenze, qualcosa del caratteristico, imbarazzante odore scuro di cadavere o feci. Probabilmente conteneva scatolo. Per confondere odore del corpo e profumi. Non meraviglia, perciò, che per coprire il puzzo del corpo umano, allora comune non solo tra i poveri, venissero usati odori pesanti, grevi, scuri, al limite del puzzo. Come tuttora accade in Oriente, appunto, dove le condizioni igieniche sono sempre incerte. Mentre oggi in un Occidente più pulito è naturale che si preferiscano profumi leggeri e acuti, "di testa", come agrumi, erbe e fiori leggeri.

Ma torniamo al periodo classico. Il sapone non esisteva: tutt’al più – e per molti era un evento – ci si massaggiava con olio e con cenere (ricca di potassa). I futuri componenti del sapone, insomma, erano messi insieme all’istante, sulla pelle. La poltiglia nera veniva raschiata via accuratamente con un curioso coltello a falce, lo strigile. Poi ci si asciugava con un panno. Ma pochi e di rado potevano permettersi questo drastico sgrassaggio naturale. Al popolo non restava che immergersi nelle acque fredde d’un torrente: e dopo poche ore la puzza tornava.

Eppure, anche le persone più sozze erano in grado di percepire chi puzzava, a loro dire, ancora più di loro: i forti mangiatori di aglio. "Puzzare come un rematore", si diceva a Roma. L’aglio era largamente consumato da operai, militari, sportivi, marinai vogatori e contadini. Perché, si sa e si sapeva, "dà vigore". Ad ogni modo, finita la grande e pulita civiltà romana, quando la Chiesa nei secoli bui proibì agli uomini e alle donne di frequentare le terme, e quindi rese loro difficile lavarsi, l’essere umano – anche se era un re – dovette convivere coi propri cattivi odori. I medici ignoranti sostenevano che lavarsi fa male? Ed ecco che la gente cominciò a cambiarsi – di rado – la camicia senza lavarsi. I profumi erano un lusso in più, che pochissimi potevano permettersi, per coprire i cattivi odori. Questo malcostume durò secoli, si può dire fino alla fine del 700. Il tardo ‘800 igienista e naturista, e ancor più il Novecento, vollero finalmente tornare alla pulizia degli antichi Romani, superandola con le nuove nozioni scientifiche: acqua, luce, sole, aria, corpo nudo, massaggi. Nacquero le stanze da bagno familiari, con vasche, docce, lavandini. Sui profumi e gli odori del corpo, ecco un articolo dell’amico Paolo D’Arpini.

Nico Valerio

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Olezzi, profumi e puzze

"Fece un certo scalpore, qualche anno fa, soprattutto nel mondo dell’archeologia e della ricerca antropologica, la scoperta effettuata nell’isola di Creta di un vero e proprio laboratorio di profumeria, risalente al XXV secolo a.C. Questo rinvenimento dimostrò inequivocabilmente che una delle prime attività avviate dall’uomo fosse la produzione di aromi, deodoranti e profumi.

L’olfatto, si sa, è il primo senso che si è sviluppato negli esseri viventi. Attraverso l’olfatto, più che per mezzo degli altri sensi, gli animali sono in grado di riconoscere il mondo che li circonda, la loro vita è tutta una mappa di odori. Ovviamente è stato così anche per l’uomo, soprattutto fino all’avvento della società industriale che con i suoi forti olezzi ha tarpato ed ottenebrato la capacità olfattive dell’uomo.

L’olfatto si è insomma "addormentato" nella nostra specie, allo stesso modo in cui quando siamo sottoposti ad un rumore assordante e continuo tendiamo a cancellarlo dall’attenzione consapevole corrente.

Evidentemente la situazione olfattiva cominciava ad essere già alquanto drammatica se consideriamo la scoperta fatta a Creta, dove furono trovati residui attestanti la lavorazione in serie di varie erbe e fiori, cocci di calderoni, pollini, tracce di olio e di essenze già pronte. Ma perché proprio a Creta in mezzo al mare Egeo fu installato questo laboratorio? Probabilmente i commerci delle essenze profumate erano diretti a tutte le aree costiere del Mediterraneo, un po’ come avvenne per le famose ceramiche di Samo rinvenute in tutto il mondo allora conosciuto. La risposta del perché fosse così importante la fornitura di profumi in un’area marinara può venire oggi dalla moderna ricerca sull’interazione fra cibo ed olezzi corporali.

L’ebbrezza che si prova annusando una folata d’aria impregnata di resina o di sandalo, l’odore forte del muschio, della mirra o dell’incenso che brucia è un’emozione antica che ha eccitato la fantasia di milioni di persone. Anche deodorare il corpo dalle esalazioni indesiderate è un’usanza antichissima, che veniva praticata non solo per i cadaveri, imbalsamati e resi più "gradevoli" all’olfatto con oli essenziali prima di essere inumati o cremati, ma anche per i "viventi" di questo mondo e soprattutto per coloro che svolgevano attività di carattere sociale: i sacerdoti, i governanti, le cortigiane, etc.

Recentemente alcuni esteti e psicologi stanno cercando di rivalutare l’odore naturale dell’uomo ("naturale" intendi bene..), definendolo un termometro della psiche in grado di rivelare parecchi messaggi interiori. Difatti l’effusione è il primo messaggio, come abbiamo già detto, che ci comunica sia lo stato di salute fisica sia la condizione mentale in cui ci si trova. Ciò è vero anche per i cosiddetti "richiami sessuali" che vengono coscientemente od inconsciamente percepiti e che condizionano le nostre scelte amorose…. E questo anche nella produzione del testosterone e del mestruo, odori che purtroppo oggi vengono considerati "puzza" e si tenta di debellarli in ogni modo.

Nell’antichità uno dei "deodoranti" naturali (utilizzato ancora oggi dagli aborigeni e dai naturisti) è l’argilla, di cui tutto il corpo viene cosparso per l’assorbimento delle esalazioni fisiologiche, l’argilla ha anche un’alta funzione detergente, difatti cospargendo il corpo di terra argillosa, ed aspettando qualche tempo prima di risciacquarsi, aiuta il corpo a liberarsi dalle scorie accumulate responsabili della cattiva traspirazione epidermica. Ma usare la creta od altri impiastri di erbe e fiori per cancellare l’inaccettabile "fetore" serve a poco quando ci si mette di mezzo la genetica…..

Ma - dico io - l’uomo è soprattutto ciò di cui si nutre, ecco la verità! E le sue feci, le sue urine, il suo sudore testimoniano ciò. Questa è stata anche la mia esperienza personale, ad esempio le feci di animali erbivori non sono mai fetide, la cacca di cavallo, mucca, capra, pecora, etc. sia fresca che disseccata non emana mai cattivo odore mentre le deiezioni di cani, gatti ed altri carnivori è risaputo che puzzano tremendamente. Ciò vale anche per l’homo sapiens, a seconda del suo metodo alimentare le "emanazioni" assumono il corrispondente odore. La chiave alimentare, secondo me, è l’unica a poter risolvere anche l’accumulo di "malformazioni genetiche che - affermano i genetisti inglesi - sono la causa del malfunzionamento traspirativi, dovuto alla non espulsione di certe tossine per vie ordinarie che poi il corpo in qualche modo elimina come può attraverso la traspirazione".

I risultati li conosciamo bene!

"Il deodorante non basta più – affermano i genetisti - quando ci si mettono di mezzo i geni…." - Lo rivela un gruppo di scienziati inglesi del St. Mary Hospital - "La sostanza incriminata è la trimetilamina un sottoprodotto della digestione che odora di pesce marcio o di carne putrida….".

È quindi la trimetilamina la responsabile dei tremendi complessi d’inferiorità che affliggono parecchi esseri umani? C’è però da considerare che, nelle analisi di laboratorio effettuate nel centro d’igiene inglese, il prof. Robert Smith che guida le ricerche sul gene della "puzza" ha riscontrato che la maggior parte degli esaminati, 176 persone, odoravano per semplice mancanza d’igiene mentre solo 11 erano affetti dalla sindrome da trimetilamina.

"A questo punto – ha concluso lo stesso Smith – in attesa di poter compiere un intervento genetico risolutore, al momento troppo aldilà della nostra scienza, basterà eliminare quei cibi che nella digestione produco più trimetilamina, cioè: pesci, carni molli, frattaglie, interiora, etc."

Ecco quindi che anche la genetica viene in aiuto alla dietetica vegetariana e ci spiega (forse) come mai a Creta, un’isola impegnata in commerci marittimi, fosse sorto quel primo laboratorio di profumeria…. Con tutto il pesce che si mangiavano i nostri padri mediterranei (basta ricordare il garum, la famosa salsa tuttofare di Greci e Romani, ottenuta dalla macerazione sotto sale del pesce) figuriamoci come sentissero la necessità di depurarsi dalla puzza….

Indirettamente il consiglio del prof. Smith va incontro alla mia tesi. Perciò i mangiatori di carne son avvisati. A loro servirà poco gonfiare le saccocce dei vari profumieri, mentre sarebbe sufficiente cambiar dieta alimentare, consumando esclusivamente alimenti consoni all'ecologia umana, ovvero tutto ciò che cresce nella propria bioregione di appartenenza e che giunge a maturazione nella dovuta stagione. Infatti allorchè si rispetta la propria natura (noi umani siamo frugivori) ogni problema di salute è risolto...


Paolo D'Arpini



www.circolovegetarianocalcata.it/