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domenica 17 giugno 2012

Progetto "satanico" per l'eliminazione della sovranità umana




SIAMO VITTIME DI UN PROGETTO DI OSCURI POTERI FINANZIARI E POLITICI MONDIALI. CRISI, DEBITO PUBBLICO, RISCHIO FALLIMENTO, IN PARTE INVENTATI PER ANNULLARCI COME UOMINI LIBERI E PENSANTI. E' BENE COMINCIARE A VEDERE COME REALMENTE STANNO LE COSE...


Nove anni fa Accademia Kronos organizzò a Roma un convegno dal titolo: " La fine dell'opulenza occidentale e l'inizio della grande regressione sociale ed economica". Nove anni fa si viveva ancora nell'illusione dello sviluppo infinito e della ricchezza incontrastata dell'Occidente. Nessuno allora avrebbe pensato che sarebbe potuto fallire l'esperimento dell'euro, la moneta unica. Noi in quell'occasione accennammo timidamente che l'unione europea reale si sarebbe dovuta fare prima politicamente e poi con la moneta e non al contrario.

Allora fummo tacciati per i soliti "ambientalisti disfattisti", i cassandra di un'Europa ormai avviata alla grande unificazione. I fatti invece ci hanno dato ragione, e di questo non né siamo felici... anzi, avremmo voluto sbagliare!

Allora come oggi i motivi sono gli stessi, anzi oggi sono ben più decisi, la crisi economica del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti e in particolare nelle nostre tasche. Certamente, come ebbi a scrivere in un recente articolo, in merito alla grande recessione del terzo millennio, la colpa, come invece anche il Governo Monti vorrebbe farci credere, non è di noi poveri mortali, ma di altri, dei potenti che detengono in mano le redini del capitalismo. Esistono piani ben precisi esterni, iniziati molto tempo fa, addirittura subito dopo la seconda guerra mondiale, che hanno deciso di "chiudere" la questione delle nazioni europee sovrane, con una loro economia ed una capacità interna di decisione soprattutto nel comparto finanziario.

Il grande progetto quindi prevedeva, ed oggi si sta attuando, la cancellazione delle sovranità nazionali, la dipendenza finanziaria ed economica affidata ad una banca centrale europea.

Tutto questo a beneficio di un Europa "Tedesca" capace alla fine di sottomettere tutti gli altri Stati e di assoggettarli a nuove regole, quelle che avrebbero, e fanno, piacere a particolari centri finanziari e politici internazionali. In questo percorso nel distruggere le sovranità dei vari Paesi, c'era quella di togliere di mezzo l'Italia che con le sue esportazioni in continuo aumento nel comparto enogastronomico cominciava, fino allo scorso anno, a dare molto fastidio alle lobby europee del settore, vedi Francia, Olanda e Germania. L'architettura di questo complotto è stata gestita, e lo è tutt'ora, dalla grande Germania che così ha colto
l'occasione di rifarsi del decennio di crisi finanziaria prodotta dall'operazione di
riunificazione. Quindi l'invenzione dell'euro, tra i tanti scopi, aveva anche quello di farci fallire e bloccare le nostre esportazioni, soprattutto enogastronomiche, su tutti i mercati del mondo. Coloro che hanno progettato questo piano, già negli anni '70, hanno pazientemente atteso che certe condizioni maturassero. Il grande crack della finanza USA è stato lo starter di tutta l'operazione. Così cominciando dalla Grecia, si è finiti per colpire anche noi, ma soprattutto noi.

Però il giochino non ha funzionato nei tempi previsti da questi "uomini grigi", l'Italia ha resistito, non è fallita e, così, ha mandato all'aria tutto il diabolico progetto, ma solo per il momento. La controffensiva di questi "Uomini Grigi" è comunque in preparazione, il tutto si giocherà tra tre o quattro mesi prossimi quando i valori del nostro PIL dovranno essere in positivo. In senso inverso sarebbe la fine, perché l'attacco che questa volta stanno preparandoci si avvarrà di armi nuove. E' evidente che la Germania ha nuovamente scatenato un'altra guerra, ma questa volta senza cannoni e carri armati, ma con una nuova e micidiale arma, quella della finanza e dell'economia. La storia comunque c'insegna che nel passato le armate teutoniche hanno sempre avuto la meglio all'inizio di ogni conflitto, ma alla fine hanno sempre perso. Un vecchio detto ci ricorda che " non c'è due senza tre!"

Certamente il nostro debito pubblico è molto pesante ed è questo il fronte debole dove le "truppe" tedesche e degli "alleati oscuri" stanno infierendo, ma allora perché il Giappone che ha un debito pubblico più alto del nostro non sta "agonizzando" come la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda e l'Italia? Sorge allora non più un dubbio, come prospettato nella prima parte di quest'articolo, ma una certezza: siamo di fronte ad una macchinazione diabolica in
cui i nostri politici non l'hanno ancora capita (o non vogliono capirla) e che l'attuale governo tecnico sta, in buona o cattiva fede, attuando in pieno.

Il governo Monti avrebbe, secondo quanto ci è stato detto all'inizio del mandato, dovuto risolvere in pochi mesi il problema dello Spread Btp e Bund tedeschi, ma dopo un brevissimo momento di euforia il divario tra noi e i tedeschi è tornato ai livelli del governo Berlusconi. La colpa, dice Monti, è dei mercati stranieri che speculano su di noi. Ma allora la cura Monti a cosa è servita? Al momento solo a
dare altri soldi alle Banche e toglierli ai cittadini onesti, penalizzando chi doveva andare in pensione, imponendo un'iniqua tassa sulla prima casa, creando nuovi gabelli senza bloccare rincari energetici, e, infine, consentendo aumenti indiscriminati di tariffe per servizi al pubblico.

Insomma, caro governo tecnico, cos'hai fatto? Anche il più sprovveduto degli economisti sa che "massacrando" di tasse e di gabelli i cittadini, questi per sopravvivere non possono comprare più dello stretto necessario, non alimentando così il mercato interno, in questo modo le imprese italiane sono costrette a chiudere. Se questo era il progetto di fondo, dettato dalle "armate" tedesche, possiamo dire che il gioco è riuscito! Ma allora come salvarci?

Per prima cosa, e questa è l'idea di molti economisti internazionali seri, valutare se vale più la pena di seguire l'euro così com'è, oppure varare formule alternative capaci di ridare dignità e autonomia ai vari Paesi dell'Eurozona, magari proponendo un euro a due velocità o tornando alla moneta nazionale per le transazioni interne e all'euro per le operazioni internazionali. Comunque i nostri politici che sembrano, a parte la Lega e L'IDV, impacciati e incapaci di reagire all'offensiva dei mercati internazionali (c'è sempre sotto la Germania, anche se finge di voler salvare l'euro!), non riescono a dare il cosiddetto "colpo di reni" e dire a Monti: - ma da che parte stai? Con il popolo italiano o con le grandi banche europee? In attesa di una risposta sarà meglio prendere in mano la situazione, si perché ci stiamo avvitando verso una fase di non ritorno. Forse ancora abbiamo qualche chance, ad
esempio detassare per uno o due anni tutte le imprese che producono export al fine di creare forti interessi da parte dei mercati stranieri e così far affluire un pò di soldi esteri nelle nostre casse. Non escluderei quella prospettata da alcuni economisti inglesi e cioè uscire dall'euro.

Uscire fuori dell'euro forse all'inizio potrebbe farci molto male, ma a quel punto i nostri prodotti da esportare crescerebbero a dismisura perché avrebbero costi concorrenziali più di quelli cinesi. Ma non sta a noi poveri mortali decidere, sarebbe da chiedere, invece, ai nostri politici, che abbiamo votato non per farci del male, ma per sperare in un futuro migliore, di dimostrare alla nazione intera che stanno dalla parte della gente e non dei loro interessi di gruppo, o peggio, di bottega.

L'aereo della nostra "morte" economica, sociale e umana ha iniziato a rullare sulla pista di decollo, dobbiamo fermarlo prima che superi la zona del non ritorno, se ciò avvenisse sarebbe veramente un guaio di proporzioni inimmaginabili.

Ennio La Malfa

mercoledì 2 maggio 2012

La commedia dell'arte: "Debito pubblico" - Farsa in pochi atti trasparenti e tante bugie!



La domanda è d'obbligo: quanti italiani sono a conoscenza della sceneggiata che sta andando in onda su tutti media secondo la quale NOI abbiamo un debito e che se non paghiamo questo benedetto debito facendo sacrifici e sacrifici e poi ancora sacrifici rischiamo il fallimento come paese?

Perché la chiamo sceneggiata? Perché come sappiamo il debito è un trucco, come direbbe un prestigiatore, un artifizio, come direbbe un dotto, una truffa come la chiamano i legali e come pure noi da anni la definiamo.

Quanti italiani, allora, sono a conoscenza di questa sceneggiata?

La domanda non è retorica, e mira a far prendere coscienza di una vittoria di cui purtroppo si parla poco: chi ha informato gli italiani di questa truffa messa in atto alle loro spalle da politici, sindacalisti, giornalisti e chi più ne ha ne metta? La TV ricca, quella ufficiale, quella di stato o dell’imprenditore sceso in politica con 32 denti ben lucidati? La carta stampata tutta in mano a grossi gruppi imprenditoriali culo e camicia col potere finanziario internazionale? La sinistra che si sgola per gridare ai quattro venti che “no, i diritti dei lavoratori non si toccano” ma che sotto banco ha svenduto la nostra sovranità con i suoi Prodi condottieri? I grandi sindacati che parlano di aria fritta e dirottano le coscienze su temi secondari, diseppellendo vecchi e arrugginiti arnesi che chiamano manifestazioni di piazza, roba che pure i bambini han capito essere meno di una scampagnata di nostalgici recidivi ubriachi? Dai cosiddetti “esperti”, disposti a prostituirsi senza vergogna ?

Insomma, i milioni di italiani che conoscono la truffa della moneta debito e del debito pubblico truffa, da chi hanno l’hanno “imparata”? Pensateci.

Sommersi da montagne di menzogne fin dai tempi dell’asilo, costretti a studiare su libri lava cervello, allevati alla sottomissione a qualsiasi “autorità”, imbevuti di slogan fascinosi e velenosi, pompati da contrapposizioni ideologiche, distratti dalla società dello spettacolo, schiacciati da una macchina manipolativa infernale che urla in continuazione “tu non sei nessuno” e da varie ed eventuali altre avversità, molti di noi si sono prima rianimati poi organizzati poi improvvisati "giornalisti" (scusate per l'offesa) ed hanno iniziato con fatti, pazienza, coraggio, pochi mezzi e buoni argomenti a divulgare l’indivulgabile a milioni di italiani. Perché allora non riconoscersi questa vittoria? Se qualcuno ama sentirsi un perdente si accomodi pure.

Personalmente non solo continuerò la mia battaglia quotidiana, ma ritengo pure di averla già vinta.

Sognatore? Si, per fortuna.


Elia Menta
perchiunquehacompreso.blogspot.it

domenica 15 aprile 2012

I tedeschi vogliono l'oro italiano... 2.500 tonnellate di metallo giallo che fanno gola ai mercati!

L'anima aurea d'Italia rapita dal demone tedesco


Venerdì 6 aprile 2012 Bankitalia ha diramato il suo bollettino mensile e le notizie in esso contenute fanno veramente tremare le vene ai polsi. Nuovo colpo di freno delle banche ai prestiti a famiglie e imprese, mentre tornano ad aumentare i depositi da parte dei correntisti e vola la raccolta bancaria sul mercato: a febbraio i prestiti hanno segnato un +1,3%, tasso minimo da almeno un anno e la raccolta un +0,5%, in positivo dopo quattro mesi di rosso (vuoi dire che l’obbligo di aprire un conto per poter ricevere la pensione ha inciso un pochino in favore degli istituti?). A febbraio è rallentato l’aumento dei prestiti ai privati: il tasso di crescita sui dodici mesi, corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è diminuito all’1,3% dall’1,7% di gennaio.

Nel rendere nota la notizia, Bankitalia spiega che il rallentamento è dovuto principalmente alla diminuzione del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (0,9%o dall’1,4% di gennaio), mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie flette in misura leggermente inferiore (2,7% dal 3,1%): e ti pareva! In compenso, salgono a febbraio i tassi di interesse sui mutui per l’acquisto di case erogati alle famiglie.

Lo rileva sempre Bankitalia, fonte non tacciabile di parzialità: «I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l’acquisto di abitazioni erogati nel mese di febbraio alle famiglie sono aumentati lievemente al 4,61% dal 4,55% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 10,10% dal 9,91% di gennaio. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono pari all’1,19% (1,16% a gennaio)». E ancora: «A febbraio, i tassi d’interesse sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie sono diminuiti al 3,80% dal 4,06% di gennaio. La diminuzione è guidata dai tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (che scendono al 3,09% dal 3,47% del mese precedente) mentre i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia scendono in misura minore (4,96% dal 5,01% di gennaio)».

Ma c’è di più. Sempre per Bankitalia, le sofferenze bancarie sono in calo: «A febbraio, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni, ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – è diminuito al 16,6% rispetto al 17,9% del mese precedente». In compenso, in caso di un “rosso” di due giorni sul conto per la fantascientifica somma di 151 euro, potreste vedervi costretti a pagare 40 euro. Già, succede anche questo nella giungla delle commissioni sullo scoperto, abrogate per legge nel 2009 ma che gli istituti di credito continuano ad applicare sotto altra denominazione. La denuncia è stata fatta dall’associazione Altroconsumo, in un’audizione in commissione Industria del Senato: l’audizione è avvenuta nell’ambito dell’esame del decreto del governo che reintroduce le commissioni bancarie, abrogate dallo stesso Senato grazie a un emendamento inserito nel decreto liberalizzazioni.

Poi, entriamo nel girone infernale. Sempre da Palazzo Koch ci fanno sapere che i finanziamenti alle banche italiane da parte della Bce sono saliti a marzo a oltre 270 miliardi di euro dai 194,8 miliardi di febbraio, un aumento mese su mese del 39% e del 776% annualizzando il dato come conferma la riga nera del grafico qui sotto.

Ma che diavolo hanno combinato negli anni del boom le nostre banche per essere ridotte in questo modo? Di più, allargando la visuale al contesto Ue: le banche dell’eurozona hanno incassato una plusvalenza del 13% sui titoli di Stato italiani nel periodo tra l’annuncio del primo maxi-prestito della Bce l’8 dicembre scorso e la fine del primo trimestre dell’anno, secondo quanto scriveva ieri Bloomberg. Nello stesso periodo i titoli di Stato della Spagna hanno generato un ritorno del 6%.
Credit Agricole calcola che grazie al sostegno dell’Eurotower, compresi i prestiti a breve alle banche, gli istituti di credito europei hanno acquistato più di 250 miliardi di titoli di Stato italiani e spagnoli tra il terzo trimestre del 2011 e il primo trimestre di quest’anno. Un enorme schema Ponzi globale a nostre spese e sponsorizzato dal grande bancomat di Francoforte! Ora, avrà altro da dire il buon Giuseppe Mussari, capo dell’Abi, alla luce di questo schifo? Oppure quel Renato Pagliaro, presidente di Mediobanca, secondo cui «le banche non hanno il dovere di erogare credito e nessuno ha il diritto di avere credito»? Nemmeno voi dalla Bce a tassi ridicoli, caro il mio Pagliaro? Vien voglia di tornare indietro di una ventina d’anni, prima della riforma Amato, ma al di là del livello da Repubblica delle banane del nostro settore bancario, è un altro il dato contenuto nel report di Bankitalia che trascende il mero valore contabile e investe in pieno l’ambito politico: scendono infatti le riserve ufficiali di Bankitalia, con un calo di oltre 5,5 miliardi fra i 140,722 miliardi di fine febbraio e i 135,179 miliardi di fine marzo.

A scendere, in particolare, sono state le riserve in oro, diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.

La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto Fondo salva Stati (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si unì a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuonò: «Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro». Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considerava «necessario» che gli Stati indebitati «vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea».

E l’Italia può in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l’esborso richiesto dagli accordi internazionali.

Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull’economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai “Compro oro” per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto è che quell’oro non è proprietà dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento «Siamo sicuri che l’oro sia della Banca d’Italia e non del popolo italiano?» e dallo stesso Mario Draghi, all’epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui «le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale».

E queste pratiche non sono una novità nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c’era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo.

La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all’aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo però in garanzia 540 tonnellate d’oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d’Italia di Paolo Baffi a quelli dell’Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determinò una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pagò 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l’euro, visto che l’incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove già avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell’oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell’euro, poi, è cosa nota a tutti.

Com’è, come non è, a febbraio di quest’anno il quotidiano britannico “The Independent” rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall’inizio del 2012 affinché Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arrivò il governo Prodi – che propose inoltre la vendita di piccole quantità delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell’economia nazionale – potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un’interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze – leggi Mario Monti – per chiedere lumi al riguardo. A tutt’oggi, che io sappia, si attende risposta.

Signore e signori, questi si vendono l’oro (può essere un’alternativa, ma è sempre l’ultima e comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l’Imu per le sedi delle Fondazioni, il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, la strada che abbiamo intrapreso è decisamente greca. E con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l’autunno, rischiamo davvero grosso

Mauro Bottarelli
(Fonte: rischiocalcolato)

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Commento di Danilo D'Antonio:

L'ITALIA STA GIA' VENDENDO LE RISERVE D'ORO, SIAMO SEMPRE PIU' VICINI ALLA GRECIA !

Le riserve auree diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini!

http://www.nocensura.com/2012/04/e-ufficiale-stanno-depredando-la-nostra.html

martedì 3 aprile 2012

Ancora verità nascoste sul signoraggio bancario, sull'economia e sull'ecologia...

Finanza mondiale


Caro Paolo D'Arpini, ti rispondo in ritardo e non per polemica ma per cercare di fornire qualche elemento in più alla tua notevole missiva (ma anche, se possibile, alle osservazioni degli altri).

In riferimento a:

http://paolodarpini.blogspot.com/2011/11/appello-silvio-berlusconi-prima-di.html


http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/09/come-si-forma-il-debito-pubblico-risposta-non-ce-o-forse-chi-lo-sa-racchiusa-nel-vento-sara/


http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/08/sovranita-monetaria-ceduta-alle-banche-e-truffa-del-debito-pubblico-svelate-con-parole-semplici/


Il prefisso "eco", da οἶκος (oikos), vuol dire "casa", “beni di famiglia” mentre il suffisso νόμος (nomos), si può interpretare come "norma" o "legge"; similmente λόγος, logos, "discorso" o “studio”) per cui “economia” si può interpretare come "regole della casa" ma anche, più estensivamente, "gestione del patrimonio", "amministrazione"- è la scienza che analizza la produzione, lo scambio, la distribuzione ed il consumo di beni e servizi.

Similmente “ecologia” è la “disciplina che studia l'ecosfera, ossia la porzione della Terra in cui è presente la vita in aggregati sistemici” detti "ecosistemi", le cui caratteristiche sono determinate dall'interazione degli organismi tra loro e con l’ambiente circostante o ancora porzioni dell'ecosfera stessa [da wikipedìa]


Uno dei primi a teorizzare il signoraggio fu un delinquente di nome Mayer Amschel Rothschild, fondatore della maledetta e satanica Dinastia dei Banchieri Rothschild: "Datemi il controllo dell'offerta di moneta di una nazione e non mi interesserà chi è che scrive le sue leggi." Questo significa che TUTTI i politici sono pupazzi in mano ai banchieri; addirittura alcuni presidenti o uomini influenti americani sono stati uccisi o, per lo meno, hanno subito attentati, per aver tentato di levare alla FED il potere di stampare dollari: Thomas Jefferson, Andrew Jackson, Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy, persino John Fitzgerald Kennedy Jr. detto John John fu fatto precipitare perché dalla colonne della sua rivista “George” aveva giurato di far punire VERI i colpevoli degli omicidi del padre e dello zio.

Citazione: Tale “carta moneta” viene prestata (da qui moneta debito) allo Stato e viene ripagata in forma di Debito Pubblico.

No, le banche private ci “donano” le banconote chiedendo in cambio BOT o altri titoli di stato, quindi i banksters (vere e proprie bande criminali che battono moneta) si appropriano del CAPITALE e degli INTERESSI. Questo significa non solo che esse si comportano come FALSARI, infatti per la Costituzione, violata in questo caso, la moneta può essere emessa solo dalla Zecca, ma anche che, se pure restituissimo TUTTE le banconote create ILLEGALMENTE dal NULLA, NON potremmo MAI ripagare il DEBITO che continua, ovviamente, a crescere SENZA FINE, trasformandoci in SCHIAVI ETERNI!!!

Il PIL non può aumentare sempre perché, quando cresce il Prodotto Interno Lordo, cresce anche il consumo di risorse: una crescita INFINITA del PIL comporterebbe la DISTRUZIONE TOTALE delle risorse della Terra!! (ricordo un passo toccante in tal senso di Emanuele Severino nel suo libro “Il declino del capitalismo” scritto negli anni ’80, in piena “Milano da bere”) Ovviamente anche la fine dell’umanità… si veda Serge Latouche o Maurizio Pallante per le strategie di de-crescita felice.

Infine un’ultima considerazione. Quando parlo di buttare giù il governo delle banche qualcuno mi chiede: “e chi lo fa?” Io rispondo: “il Re!” ovviamente molto equivocano ed io spiego loro che non mi riferisco certo a quelle carogne dei carignaneschi Savoia ma a TUTTA la genìa italica perché è verso che nessuno di noi è chissà chi ma tutti insieme siamo il POPOLO SOVRANO. Molti lo hanno dimenticato… quindi non sanno il potere che abbiamo e che ci è stato solo momentaneamente tolto. Prendiamo buon esempio dagli islandesi, che lo hanno ripreso…

Cordiali saluti a tutti
Alex Focus
accademia-della-liberta@googlegroups.com

giovedì 1 marzo 2012

Signoraggio bancario, quote di banche private in Bankitalia e BCE, interessi pagati dallo stato italiano, debito pubblico, tasse....

"Signoraggio bancario e truffa bancaria... Lo capirebbe persino un asino.. e tu l'hai capito?" (Saul Arpino) - La foto è di Gustavo Piccinini


Caro Paolo D'Arpini, ho letto l'articolo sul convegno di Scilipoti sul Signoraggio Bancario (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/28/signoraggio-bancario-ed-unitarieta-della-vita-una-spiegazione-semplice-semplice%e2%80%a6/) sono andato a controllare e mi risulta che la distribuzione delle quote di Banca d’Italia è rimasta sostanzialmente invariata dal 1948 ad oggi. Sul sito di Banca d’Italia verifico che:

Ente partecipante
Numero quote
Numero voti
Percentuale

Intesa Sanpaolo S.p.A. 91.035 50 30,3
UniCredit S.p.A. 66.342 50 22,1
Assicurazioni Generali S.p.A. 19.000 42 6,3
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 18.602 41 6,2
INPS 15.000 34 5,0
Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11.869 27 4,0
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8.500 21 2,8
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7.500 19 2,5
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 6.300 16 2,1
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 6.094 16 2,0
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. 5.656 15 1,9
Fondiaria - SAI S.p.A. 4.000 12 1,3
Allianz Società per Azioni 4.000 12 1,3
Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. 3.668 11 1,2
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. 3.610 11 1,2
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 2.800 9 0,9
Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. 2.626 9 0,9
Banca delle Marche S.p.A. 2.459 8 0,8
INAIL 2.000 8 0,7
Milano Assicurazioni 2.000 8 0,7
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.) 1.869 7 0,6
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. 1.126 6 0,4

Per cui se Intesa Sanpaolo o UniCredit dovessero fallire cosa succede?

Un lettore curioso..

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Risposta di Giorgio Vitali:

LA RISPOSTA è SEMPLICE: L'INDEBITAMENTO DELLO STATO (DEBITO PUBBLICO)E' TUTTO L'INDEBITAMENTO DELLO STATO. SU QUESTO, LA CIFRA DI GRAN LUNGA SUPERIORE è QUELLA DELL'INDEBITAMENTO NEI CONFRONTI DELLA BANCA CENTRALE. CHE E' LA BCE. PER LE RAGIONI CHE SAPPIAMO E CHE AL MOMENTO è INUTILE RIPETERE. PERCHè L'INDEBITAMENTO DEGLI STATI ADERENTI ALL'UE SI VERIFICA NEI CONFRONTI DELLA BCE?? PERCHè LA BCE è LA BANCA CENTRALE EUROPEA CHE STAMPA GLI EURO. (Più chiaramente, gli euro italiani sono stampati in Italia, per conto della Banca d'Italia che agisce per conto della BCE in questa operazione.)

Per spiegare meglio: la banca d'Italia, per conto della BCE, di cui è azionista, incarica la Zecca ( quella che sta a piazza Verdi a Roma)di stampare banconote in Euro. la zecca stampa le banconote e fa pagare alla banca d'Italia ( che agisce per conto della BCE) il SEMPLICE prezzo TIPOGRAFICO.Poi la Banca d'Italia, che agisce su mandato della BCE, VENDE ALLO STATO ITALIANO LE BANCONOTE facendole pagare al VALORE FACCIALE. IN PIù CI METTE ANCHE GLI INTERESSI. ( Dal che si deve dedurre che non esiste proprietà della moneta, perchè in realtà le banconote sono affittate...allo Stato Italiano). ESULANO DA QUESTA OPERAZIONE LE MONETE METALLICHE, CHE PER CONVENZIONE INTERNAZIONALE SONO DI PROPRIETà DELLO STATO (per cui noi dovremmo utilizzare solo quelle... se ci riuscissimo!)

LO STATO ITALIANO PAGA QUESTI FOGLI DI CARTA CON LE TASSE AGLI ITALIANI.
NOTA SUPPLETIVA: IN QUESTA MANIERA LA BCE LUCRA SUL SIGNORAGGIO. MA QUESTO CI DEVE SERVIRE ANCHE PER CAPIRE CHE SUA MAESTA' LA REGINA DI INGHILTERRA LUCRA SUL SIGNORAGGIO DELLA BCE ESSENDONE AZIONISTA, MA NON PAGA TALE SIGNORAGGIO PERCHè NON HA ADOTTATO L'EURO. SE LE PERSONE NON CAPISCONO QUESTO PASSAGGIO, CHE è LA RIPROVA DELLA ETERNA PIRATERIA INGLESE, NOI NON SAPPIAMO CHE FARCI...O MEGLIO...IO LO SO! CONCLUSIONE: IL MAGGIOR AZIONISTA DI bANKITALIA, QUINDI DELLA QUOTA ITALIANA DI BCE, è INTESA. (EX COMIT) E NON POTREBBE ESSERE DIVERSAMENTE. ESSENDO LA COMIT LA BANCA ITALIANA DI MAGGIORE IMPORTANZA MONDIALE (fondata dall'ebreo polacco Toeplitz...)
INTESA NON PUò FALLIRE PERCHè AZIONISTA BCE. PER FAR CAPIRE COSA SIGNIFICA LUCRARE SUL SIGNORAGGIO DELLA BCE CI PREGIAMO DI FAR NOTARE CHE L'INPS, PROPRIETARIA DEL 5% DI BANKITALIA CI MANTIENE I PENSIONATI E L'INAIL CON IL 2% CI MANTIENE GLI ASSICURATI. KIARO? (Giorgio Vitali)

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Risposta di Giuseppe Turrisi:
La risposta ha tante risposte ed è anche formulata male ma la più bella definizione che ho trovato è la seguente "chiunque si appropria di una richezza che non ha contribuito a creare esercita signoraggio" di Nando Ioppolo
Tornando alla domanda... il signoraggio non è il sistema con cui la stato si indebita con banca centrale...
Ma è il meccanismo di emissione monetaria che se messo in mano a terzi (privati) e applicato in grossa misura induce lo stato a:
1) farsi prestare i soldi (perchè non ne ha di propri
2) farsene prestre sempre di più in quanto il debito è sempre maggiore del realmente prestato poichè gravato di interesse (Giuseppe Turrisi)

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Risposta precisazione del prof. Antonio Pantano:

Caro "circolo vegetariano" (che, spero, sia Paolo d'Arpini!),
1 "signoraggio" è un atteggiamento preciso, con ascendenze storiche (da non tollerarsi se attribuito ad individui, ma da IMPORSI se esercitato dallo Stato)!
2 "Signoraggio bancario" è USURPAZIONE degli elementari diritti del Popolo e dei Cittadini, e dello STATO che tutti rappresenta.
3 Scilipoti potrebbe avere ... qualche idea, o un minimo di "buona fede". Percorre itinerari inutili e si circonda di alcuni figuri (ho scritto:" alcuni") esibizionisti, fuorvianti ed ... utili a loro stessi.
4 MAI attingere notizie da VILIPEDIA!
5 Infatti, dal 1948 la "partecipazione in Banca d'Italia" è mutata spesso! Se quella oggi sostenuta dai "vilissimi e prezzolati redattori di questa falsa enciclopedìa libera", ma "controllata dai poteri forti", fosse vicina alla verità, ASSAI LONTANA dalla verità è la genesi dello "azionariato" (che si chiama "partecipanti"!) della nostrana "banca centrale". Infatti, sia al tempo del Fascismo, che nello immediato dopoguerra ( e NON VA DIMENTICATO che durante la Repubblica Sociale Italiana la VERA Banca d'Italia fu commissariata ed "assunta a totale vantaggio della Repubblica e dei Cittadini TUTTI") , essa apparteneva di fatto e diritto SOLO a banche locali, a carattere popolare o di vero "risparmio", alla Banca Nazionale del Lavoro che assolveva a compiti ufficiali ed utili allo Stato (ma oggi è "privatissima" e di proprietà estera!) ed ad ENTI di STATO (INPS, INAIL, INA - che era Istituo Nazionale delle Assicurazioni, a vantaggio e profitto dei cittadini, poi "snaturato" e privatizzato dal consociativismo ladro dei partiti di governo e di finta opposizione, con la apostolica benedizione d'oltre tevere!), e ad una ristretta minoranza, contenuta nel solo 4%, di così dette "banche d'affari".
6 Oggi chi attribuisce "valenza nazionale e rappresentatività degli interessi dei cittadini" a Bankitalia NON SA COSA DICE!
7 Le banche aventi sede in Italia NON possono fallire! Ma le malefatte deficitarie dei loro "amministratori/padroni" vengono pagate e ripianate da TUTTI i cittadini, grazie allo Stato (gestito da complici compiacenti dei malfattori, se non palesemente posti alla gestione!)! Cordialmente, Antonio Pantano


A voi le riflessioni di sorta.. Paolo D'Arpini

giovedì 13 ottobre 2011

Finanza creativa: "Le case degli Italiani?... Tutte confiscate! ..al 10%!" - Idee balzane per sanare il bilancio eroso da spese pazze governative ...

"Andiamo a vivere con le capre, si sta meglio!" (Foto di Gustavo Piccinini)


"Sia ben chiaro che non penso alla casetta..." (Saul Arpino)

Finanza creativa: "Le case degli Italiani?... Tutte confiscate! ..al 10%!"



Cari amici ecco che si manilesta la vera natura degli “Sgovernanti” italiani…..Il ragioniere di stato Monorchio insieme con l'"esperto" (si fa per dire) Salerno Aletta, stanno mettendo a punto un'azione di “finanza creativa” …. per evitare l'odiosa "patrimoniale" ….. sentite la “Soluzione”……….senza perdere tempo in inutili preliminari…. Stanno studiando di attaccare direttamente sul loro più sentito bene ….il patrimonio abitativo privato …. le loro case, frutto di risparmi, rinunce e sacrifici. Per far loro evitare la padella, hanno deciso che gli Italiani vanno buttati direttamente sulla brace ardente.

Gli Italiani all'85% dispongono della casetta di proprietà? E allora li andiamo a vampirizzare dove c’è rimasto un po’ di linfa vitale da succhiare….. La notizia era trapelata su Milano Finanza. Poi ripresa e aspramente criticata da Marco Della Luna, in ben due post del suo sito. Ora pare che dai siti specialistici in economia e finanza sia diventata notizia ufficiale.

In questi giorni l’ANSA ha lanciato l’agenzia…… "Un'ipoteca sul 10% del patrimonio privato al posto di una tassa patrimoniale. Con l'obiettivo di ridurre il costo del debito pubblico prevedendo, in parallelo, un piccolo ''bonus'' ai proprietari che si trasformeranno in questo modo garanti di parte del debito. L'ipotesi, che al momento è solo un'idea, è arrivata sul tavolo del primo confronto avviato al ministero dello Sviluppo con i ministri del Pdl. ''Una proposta tra tante'', spiega una fonte del dicastero ...".

"Ma a presentarla è stato l'ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, che l'ha elaborata assieme all'esperto Guido Salerno. E, con le sue suggestioni, trova comunque favorevole qualche rappresentante di governo. Un'ipoteca sul 10% del valore delle case private: l'idea non è di bolscevichi che puntano a nazionalizzare la proprietà privata. Ma, elaborata da Monorchio e Salerno, è stata presentata già alla Fondazione Ugo La Malfa e, pur nella sua complessità tecnica, avrebbe lo scopo di evitare la temuta patrimoniale.

Già, perchè lo scopo è sempre lo stesso: recuperare risorse per ridurre le tasse e favorire investimenti e sviluppo (almeno la motivazione ufficiale). E ora che anche l'ipotesi condono sembra tramontare, non manca chi ritiene che la proposta dell'ex ragioniere possa prendere quota, diventare più che percorribile...".

Ovviamente quando ci sono delle rapine in atto di questa portata …sono bipartisan.

Siamo ai ladri di Pisa che ogni notte andavano a rubare insieme e di giorno litigavano per spartirsi il bottino. Il delirante progetto è certamente da tempo stato pianificato nei dettagli. Gli Italiani sono stati messi con le spalle al muro….. anzi con sulle spalle un bel mutuo ipotecario …. Di fatto pagando due volte il valore della casa, per 10, 15 anni e il governo salva il culo emettendo titoli di stato sulla garanzia delle case degli Italiani a "copertura" del debito.

E l’”agenzia” seguita…..

"Tecnicamente la proposta - secondo i proponenti che hanno già elaborato anche un testo normativo, potrebbe essere realizzata solo dal momento del pareggio di bilancio e prevede che 'il patrimonio immobiliare privato' sul quale non gravano già garanzie ipotecarie, possa essere ''prestato'', al 10%, per una garanzia allo Stato sul debito ventennale contratto con la Bce, con titoli di serie speciale denominati ''Mobilitazione del patrimonio immobiliare privato'' e ''Bonus ai proprietari garanti''. In questo modo il prestito non sarebbe collegato all'andamento del mercato. Attualmente il patrimonio abitativo, secondo dati Bankitalia, vale circa 4.832 miliardi che, escludendo quello ipotecato, scende a circa 4.500 miliardi".

Delirium tremens!

C’è ancora polpa ….per cui Bankitalia (attraverso i suoi camerieri politici) …… confisca.

"Prevedere un'ipoteca, che in alcune ipotesi sarebbe volontaria e in altre obbligatoria, del 10%, significa per lo Stato poter contrarre 450 miliardi di debito pubblico a un tasso ridotto, con un risparmio di almeno due punti percentuali…. il che favorirebbe lo Sviluppo. L'obiettivo sarebbe anche quello di stabilizzare il debito pubblico, riducendo la quota in mano a investitori esteri (che ora e' appena sotto il 50%) e quindi ponendosi al riparo da possibili speculazioni. L'ipotesi, con un testo normativo di 10 articoli, è al vaglio collegiale, che è il metodo avviato dal ministro Romani come altre proposte ancora da vagliare".

Questa nomenklatura di lucidi idioti inventori si comporta come quei capi africani che vendevano i loro sudditi a quelli delle tribù vicine per ottenere armi dai negrieri con le quali garantirsi il potere.

Nulla di nuovo sotto il sole!!!

Tribuna Civium Libertas - 393921915235@tre.it

sabato 20 agosto 2011

Il debito pubblico... ed il cappuccino bollente di Treia

Paolo D'Arpini al lavoro nella postazione di Treia

Care, cari,

stamattina il cappuccino era bollente, Giovanna, la mia barista di Treia, ha imparato come mi piace berlo... Così ho avuto più tempo per leggere il giornale.

In particolare due notizie mi hanno colpito. La prima è che Bagnasco, capo CEI, sollecita il governo ad attivarsi contro gli evasori fiscali (per risolvere il problema del debito pubblico in Italia), si vede che Bagnasco è masochista..

Infatti è risaputo che il primo evasore assoluto in Italia è la chiesa cattolica (seguita dalle banche). Il Vaticano detiene il 30% del patrimonio immobiliare sul suolo nazionale e non paga tasse, non solo per le chiese, i conventi, etc. ma nemmeno le ex chiese ed ex conventi che sono diventati alberghi di lusso o supermarket (con vendita diretta dei loro prodotti). Inoltre il vaticano non paga imposte per i servizi ricevuti anzi viene foraggiato dallo Stato Italiano con contribuzioni salatissime (conseguenza dei tristi patti lateranensi). Ma cosa potremmo aspettarci da Gioolio Tramanti? E' il commercialista "estero" del Vaticano.

Seconda notizia "esilarante", sempre relativa ai modi per far cassa per ripagare il debito (causato dagli stessi che ora vogliono sanarlo) il governo si vuole vendere uffici e caserme... Giusto, visto che l'esercito italiano è stato smantellato e reso una forza privata agli ordini del ministro della difesa cosa ce ne facciamo di tutte quelle caserme vuote.. meglio venderle.. e d'altronde in Grecia non si stanno vendendo pure le isole (sempre per via del debito pubblico)? In Italia isole ce ne sono poche, magari in futuro potremmo vendere la Sicilia alla Mafia e la Sardegna alla Fininvest, ma ora è prematuro... vendiamo le caserme e prossimamente pure il Colosseo, la Mole Antonelliana, la Torre di Pisa, i ruderi di Pompei.. tanto per lo stato son solo spese.. ed è meglio risparmiare (con i costi della politica altissimi da soddisfare).

Insomma il debito pubblico creato dal sistema politico, oltre due mila miliardi di Euro, ha buggerato gli Italiani ed oggi gli Italiani devono assumersi le conseguenze, mentre i Politici (che lo hanno procurato) ci ridono dietro.

Il cappuccino era davvero bollente!

Paolo D'Arpini
Portavoce European Consumers Tuscia

mercoledì 13 luglio 2011

13 luglio 2011 - Attacco economico all'Italia... siamo in guerra! - Analisi cruenta di Daniele Carcea



Da un punto fermo è necessario però, partire o ripartire: dalla consapevolezza che il potere finanziario globalizzato, ha acquistato la capacità di destabilizzare gli Stati Sovrani, è questo viene accettato dai politici e dagli economisti come cosa normale, o al massimo cosa contro cui non si può far nulla e da cui ci si deve difendere esclusivamente riformando i bilanci, tagliando le spese, regalando i gioielli di famiglia, pezzi del patrimonio e incentivando la crescita economica, accettando di fatto questa dittatura tecno-finanziaria che nel terzo millennio governa le nostre vite.

Attacco all’Italia

13-07-2011 - L’attacco è partito anche sull’Italia, la prima mossa è stata fatta dalle agenzie di rating, e successivamente si sono scatenati i fondi e le banche internazionali. Intanto per gestire le emergenze la BCE e gli organi di controllo nazionali cercano di mettere in atto strategie contingenti.
La BCE, in risposta alle agenzie rating ha dichiarato che continuerà ad accettare come collaterale titoli del debito portoghese, anche se sono stati declassati, al di sotto dell’investment grade, (il voto di: almeno sufficiente). Si tratta di un intervento appunto emergenziale, per controbilanciare l’offensiva speculativa: la BCE continuerà ad accettare titoli portoghesi, dati in garanzia dalle banche private che vogliono accedere alla liquidità che viene fornita dalla BCE stessa.
Invece La Consob italiana è intervenuta, per cercare di tamponare la speculazione che si sta abbattendo anche sui titoli di Stato del nostro Paese: «Fino al 9 settembre gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione alla Consob», questo per ridurre le vendite allo scoperto sui bond di stato italiani. Al divieto di vendita allo scoperto (short selling) era già ricorsa per prima la Merkele lo scorso anno, per attutire gli attacchi della finanza internazionale alle banche tedesche e ai titoli di Stato tedeschi.
I bund sono i titoli di Stato più sicuri che ci sono in circolazione e la loro valutazione serve da parametro di riferimento per tutti gli altri titoli europei, infatti spesso si parla di spread o differenziale con i bund tedeschi e se ne sta parlando anche in questi giorni per i titoli italiani a causa del massimo differenziale storico mai raggiunto: i 300 punti base. Tradotto i titoli italiani a 10 anni pagano un tasso di interesse del 3% in più. Ma cosa sono le vendite allo scoperto?

Si tratta della vendita oggi, di un titolo che non si possiede, impegnandosi a ricomprarlo entro un certo lasso di tempo, nel frattempo ci si fa prestare il titolo da una società che lo possiede, e a cui dovrà essere pagato un certo interesse per ogni giorno che passa dalla vendita all’acquisto, cioè alla copertura dello scoperto; si tratta in gergo di una operazione “short” cioè di tipo ribassista, si scommette che il mercato o quel titolo in particolare calerà, quindi si pensa di ottenere un guadagno prettamente speculativo, dalla discesa del titolo, e si chiama short perché di solito le fasi discendenti dei mercati finanziari hanno una durata più breve e sono meno numerose delle fasi ascendenti. Quindi la tecnica dello short viene normalmente considerata come uno strumento derivato di tipo prettamente speculativo e orientata verso un orizzonte temporale d'investimento di breve periodo.
Sono comunque pannicelli caldi, c’è bisogno di un’azione enormemente più incisiva. L’inizio dell’attacco ai debiti sovrani europei, specificatamente ai Paesi dell’anello “debole” mediterraneo, PIIGS Portogallo, Italia, Spagna, Grecia, più l’Irlanda, risale ormai a più di un anno fa. Indubbiamente il fatto che l’Europa sia solamente un unione monetaria e non politica ha la sua importanza. Questo stato di cose la rende più debole e facilmente attaccabile dalla speculazione, che va dove le prede appaiono più deboli. Ma nello stesso tempo è evidente che questo accanimento verso l’Europa è comunque una scusa, un pretesto per speculare e fare profitti, perché l’oggettiva maggiore debolezza dei paesi europei meno ricchi, non esiste.

Le condizioni di crisi del debito pubblico, sono peggiori in Giappone e soprattutto negli Stati Uniti. Molti Stati a stelle e strisce sono in condizione di bancarotta conclamata da ormai molto tempo, e sono stati temporaneamente salvati dalle manovre di iniezione di liquidità QE1 e QE2 e innalzamento del debito pubblico, portate avanti dalla Fed, da 3 anni a questa parte. Altrettanto evidente è che gli Stati Uniti e Wall Street cercano di spostare i riflettori dalla crisi del dollaro, dalla possibilità di deafult degli Stati Uniti e delle banche anglosassoni, ancora piene di prodotti tossici, sull’Europa, sui debiti pubblici dei Paesi più deboli e su l’euro, puntando a spezzare in due l’Unione Europea, in modo che l’euro si sfaldi e si sia costretti a ricorrere all’euro a due velocità, il primo adottato dai Paesi forti, Germania, Francia ecc. e l’altro adottato dai Paesi più deboli, i PIIGS.
Il tutto con la complicità delle loro agenzie di rating le tre sorelle: Moody's, Standard & Poor's e Fitch, che sparano declassamenti o minacce di declassamenti dei debiti sovrani, senza alcuna logica, perché le situazioni che vengono messe sotto esame, non sono sostanzialmente cambiate da quelle esistenti due anni fa, piuttosto che tre anni fa, e pertanto non si capisce perché proprio ora intervenire con rating negativi, se non per favorire la speculazione e l’attacco all’euro.

La realtà è che la giostra impazzita della finanza mondiale continua e continuerà a girare fino a che ad un certo punto l’intero sistema non collasserà per insolvenza, per impossibilità di pagare debiti privati e pubblici. Ed è difficile prevedere con esattezza quali scenari, allora, potranno materializzarsi.
Da un punto fermo è necessario però, partire o ripartire: dalla consapevolezza che il potere finanziario globalizzato, ha acquistato la capacità di destabilizzare gli Stati Sovrani, è questo viene accettato dai politici e dagli economisti come cosa normale, o al massimo cosa contro cui non si può far nulla e da cui ci si deve difendere esclusivamente riformando i bilanci, tagliando le spese, regalando i gioielli di famiglia, pezzi del patrimonio e incentivando la crescita economica, accettando di fatto questa dittatura tecno-finanziaria che nel terzo millennio governa le nostre vite.

Si considera normale l’attuale sistema governato dalle Banche Centrali, con cui viene creata la moneta ed il credito e si dà per scontato che questo sistema risponda alle regole del libero mercato. Ma non è così, ed è arrivato il momento di effettuare una grande riflessione sul meccanismo della creazione della moneta a debito che coinvolga tutti: dalle istituzioni legittimamente elette dai cittadini, agli economisti ai cittadini stessi che possono e devono iniziare a partecipare a tutti i processi decisionali attivamente, magari da questo processo dovranno rimanere fuori quelle elitès che si ritrovano periodicamente e prendono le decisioni importanti, al di fuori di ogni controllo democratico, e non ci diranno mai che, sulle cose che contano veramente, il libero mercato oggi nel mondo non esiste.

DANIELE CARCEA

martedì 23 novembre 2010

Comunicato Stampa... pieno di speranza per la vita!



Debito pubblico, crisi energetica, IOR, buffoneria politica, poteri oscuri, fine del mondo nel 2012? Macché sopravviviamo alla grande se siamo in grado di toglierci il prosciutto dagli occhi...

Tutto molto divertente, se si considera che la crisi mondiale é nient'altro che un gioco di risiko o monopoli, basato sui pezzetti di carta, anche se le conseguenze possono essere disastrose per parecchi. A volte ci si identifica con il denaro sino al punto di credere che avere denaro o non averlo é ragione sufficiente per vivere o morire....

Per fortuna l'esistenza é fatta di cose semplici e tutto sommato accessibili a tutti i viventi: cibo, aria, acqua, soddisfazione dei bisogni fisiologici, riparo, socializzazione, procreazione... Ma in questo monmento storico la virtualizzazione ha raggiunto livelli altissimi di astrazione dal vissuto quotidiano e dalle reali necessità. La vita é diventata quasi un grande "game" alla Nirvana. Quando arriverà la Grande Crisi? Nel 2012 o forse prima...?

La dura realtà fatta di cose concrete spazzerà le nebbie dell'immaginario e del sogno ad occhi aperti.

Politica, finanza, potere, ricchezza... tutta immondizia più sporca di quella che si accumula nelle strade di Napoli, di Calcutta, del Cairo, di Buenos Aires, di New York.... e persino del paesello sui monti.

Vengo al dunque, in questo momento si parla molto dell'imminente crollo economico mondiale e di come poter risolvere i problemi della produzione energetica, funzionale al mantenimento della struttura tecnologica in cui la nostra civiltà sguazza e sprofonda.

Sabbie mobili. Viviamo con la paura di sprofondare e siamo già con l'acqua alla gola, quindi tutto ciò che facciamo peggiora soltanto la situazione. Ed allora lasciamo che le cose vadano come debbono andare... proviamo a "galleggiare nella mota" se ci riesce...

Però mi voglio divertire a riepilogare, attraverso alcuni brevi stralci, gli elementi parossistici che contraddistinguono la situazione attuale:

"Grazie agli amici dell’EIR, sappiamo che Paolo Savona – economista nient’affatto alternativo, presidente del Banco di Roma, ministro nel governo Ciampi – ha proposto il tema-tabù: l’uscita dell’Italia dall’euro, «il cappio europeo che ci si va stringendo al collo». Il motivo è elementare. L’unico vantaggio dell’adozione dell’euro era la possibilità per lo Stato di indebitarsi a tassi bassi, tedeschi. I mercati, per comprare i nostri Buoni del Tesoro, chiedevano lo stesso interesse che chiedevano per un Bund della solida Germania. Adesso questo vantaggio è svanito. Il BTP italiano deve pagare l’1,60% in più del Bund decennale, e non parliamo degli altri Paesi PIIGS: tassi del 4% o del 5% per spagnoli e portoghesi, addirittura del 9% per il debito sovrano irlandese, insostenibile; semplicemente, l’Irlanda va verso la bancarotta, e Portogallo e Spagna seguiranno...." (Maurizio Blondet)

"L'etica pubblica è il più grande problema dell'Italia e dovrebbe comprendere anche la laicità, i diritti civili e le libertà individuali. Purtroppo non è così, perché la corruzione parte dall'alto, dai governanti alla chiesa cattolica che sperano di uscire impunemente dalle tante malefatte grazie a leggi confuse abilmente costruite o incoraggiate da loro. Ho letto gli articoli che auspicano l'uscita dell'Italia dall'EURO. Una uscita (a causa dell'ingentissimo debito pubblico) che porterebbe il paese indietro di 65 anni. Il rimedio invece sta proprio nell'etica pubblica che dovrebbe recuperare le tasse non pagate insieme ad uno stretto controllo dello IOR che dagli anni '50 è stato organizzato per accumulare ingenti capitali in nero riciclando denari mafiosi e della politica sporca non solo italiana ma internazionale.." (Peter Boom)

"Si continua a spingere il dibattito verso la crisi energetica mentre il vero problema è la crisi del petrolio visto non solo come carburante ma soprattutto come materia prima per la produzione di presidi chimici e beni di consumo.Una visione più ampia suggerisce un cambiamento di rotta: la realizzazione di tutti i composti e i derivati del petrolio con le materie prime vegetali ed animali, scelta che rappresenta il piano strategico per un mondo senza rifiuti..." (Benito Castorina)

"Per mantenere questo livello di parassitismo in Italia la pressione fiscale ha ormai quasi raggiunto il 70%, la più alta in assoluto al mondo, così come siamo ai vertici mondiali della corruzione e dell'inefficienza della giustizia, e poi si pretenderebbe di attrarre investitori dall'estero e di disporre di credibilità nella collocazione dei titoli di stato, che sono carta straccia... (Claudio Martinotti)

"In un quadro come l'attuale le cose vanno molto a rilento. La nostra abilità dovrebbe consistere nel seguire con attenzione e col microscopio elettronico le mosse e le contromosse di tutti gli attori del quadro. Con le posizioni drastiche non si arriva a nulla. Vedi come si sono mossi i nostri "amici" ora che diventa sempre più impellente arrivare al dunque per il controllo energetico!" (Giorgio Vitali)

"Il contesto “Italia” mi offre questo…giustamente compare allora il parametro della “scelta”: se qui non va, si cambia….. Ma anche questo “è giusto”? E aggiungo: il termine “Giusto” merita ancora di far parte del vocabolario della lingua italiana? Sicuramente no!! E’ un termine che finirà nel dimenticatoio, in una cantina piena di ragnatele, dove forse potremo collocare tutta quella meravigliosa “storia” che ci rende gli abitanti di una “nazione” costruita, un tempo, su basi solide e “sacre” e ora “vittima” della “risatina” sarcastica di chi ha giocato con l’amicizia e la fiducia di “gente comune”, che sta serrando i pugni in una smorfia di dolore e rabbia!" (Antonella Pedicelli)

Insomma.. La nostra civiltà é agli sgoccioli e possiamo aspettarci solo il crollo ignominioso e generale. Un tracollo annunciato e temuto e auspicato... ed infatti da più parti si preconizza la fine del sistema come evento liberatorio.

Non voglio far la parte del catastrofista ma vi consiglio di cominciare attivamente a trovare soluzioni alternative, basate sulla personale conoscenza ed esperienza "pratica" di ognuno per affrontare i rischi a venire. E buon divertimento nella "sopravvivenza".

Paolo D'Arpini

http://www.circolovegetarianocalcata.it/