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lunedì 4 giugno 2012

L'america ha bisogno della guerra.. come il pane...



"America impara ad amare la pace e non la guerra!" (Saul Arpino)

Quel che sta succedendo – Una delle cause che rende molto probabile una terza guerra mondiale è che l’America è prossima alla bancarotta e l’unico modo per uscirne senza dover affrontare una rivoluzione interna, dalle imprevedibili conseguenze, è tentare il tutto per tutto all’esterno, in modo da avere almeno il controllo sulle popolazioni e sugli stati con i quali ha contratto debito esteri.. o che potrebbero competere con la sua potenza produttiva e militare, creandole difficoltà di ripresa economica.

Queste nazioni sono presto individuabili: Cina e Russia.

C’è poi il fattore approvvigionamento petrolio che è comunque indispensabili per il mantenimento del livello tecnologico ed alimentare (tutta l’agricoltura statunitense è basata sull’agro/industria e sull’uso di macchine agricole), nonché i trasporti ed i commerci globali che avvengono tutti per mezzo del petrolio… Da qui le spinte per l’invasione prima dell’Iraq, poi della Libia ed ora della Siria e dell’Iran.

Ma sarà proprio la spinta obbligata contro l’Iran a causare la debacle, così prevedono gli analisti economici e politici internazionali.

Insomma la fine del sistema è inevitabile, con quali conseguenze? Una delle conseguenze indirette, in preparazione della prossima catastrofe, è l’asservimento duro delle nazioni di interesse strategico, che potranno fungere da basi di attacco con missili continentali.

Ovviamente salta subito all’occhio la posizione “privilegiata” dell’Italia, definita la portaerei USA, il che fa capire la necessità di uno stretto controllo politico (il Governissimo) e militare sulla penisola che dovrà assorbire il maggior impatto di un ormai prevedibilissimo conflitto.

Quindi il governo Monti (od un suo peggiore successore) non potrà che continuare allo scopo di mantenere il controllo sempre più fort sulla popolazione….

Ciò spiega la riluttanza dei partiti a mollare il Monti e la campagna “giudiziaria” attuale tesa a tacitare ogni opposizione. Senza trascurare le visite rassicurative già compiute dal Monti verso i padrini principali del potere mondialista: USA ed Israele.

Conferme di prossimo conflitto da fonti americane – Scrive Joseph Farah, uno sperimentato giornalista americano con buone fonti, conferma: «L’esercito russo prevede che un attacco contro l’Iran avverrà in estate, ed ha sviluppato un piano d’azione per spostare truppe russe attraverso la Georgia in Armenia, che confina con la repubblica islamica, secondo fonti informate russe. Victor Ozerov, capo del Consiglio di Sicurezza Russo ha dichiarato che il Quartier Generale ha preparato un piano d’azione in caso di attacco all’Iran»”

Insomma come afferma Maurizio Barozzi: “La politica internazionale è soggetta a molti imprevisti e variabili. Personalmente ritengo che se l’Occidente non riesce in qualche modo ad “addomesticare” la Russia, entro l’estate vi siano fortissimi pericoli di una guerra dalle incalcolabili conseguenze. L’Occidente, con tutte le Consorterie che lo costituiscono, sia di natura finanziaria che razzial-religiosa, è ben conscio di essere ad un bivio storico, laddove ha necessità di eliminare, ora e subito, prima che sia troppo tardi, interferenze alla costituzione di un potere mondiale assoluto. Comunque sia, se le informazioni che ci pervengono sono corrette, ovvero che la Russia si sta attrezzando militarmente per proteggere l’Iran, questa volta per gli Usa-Israele non sarà la solita, comoda e sicura passeggiata militare preceduta da un tappeto di bombe su una Nazione inerme…”

Paolo D’Arpini


P.S. Per quanto riguarda la comprensione e le conseguenze della crisi economica guardatevi questo breve cartone animato in cui si spiega il Collasso Economico Globale (prossimo venturo…) con un cartone animato: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3977

…………………

Commento di Giuseppe Turrisi:

Caro Paolo, questi signori sembrano veramente determinati alla guerra anche perché ci devono ridurre e si devono accaparrare le ultime risorse di petrolio per loro, la cosa drammatica e che ci troviamo in una fase di stallo in quanto la popolazione se non vede non crede, infatti crederà solo quando entreremo in guerra, e la politica è praticamente e completamente schierata con questi pazzi guerrafondai
che ci considerano inutili…. La nostra potenza di informazione è poca cosa contro questa droga informativa che viene iniettata ogni giorno nelle meningi della popolazione…. dovremmo cominciare a fare scorte … energia acqua cibo…
Putin sicuramente era ed è un rallentamento allo scacco matto contro la popolazione mondiale ma le variabili sono tante…. io confido sempre nello spirito intelligente …. molti movimenti anche in america stanno fermentando… il problema e con non so mettono in rete poichè non sono stati abituati a lavorare in rete ma solo ad obbedire… non hanno altri archetipi e schemi la nostra battaglia anche di accademia non è nel continuare a fare analisi sulla situazione di cui sappiamo quasi tutto ma su come riuscire a fare rete e consapevolezza….. coscienza collettiva …. capita spesso che chi immagina certe cose (vedi Auriti) non le vede realizzate.. ma fa parte del mestiere dei visionari degli errori di sistema e caro Paolo noi facciamo parte di questa categoria… Giuseppe Turrisi

……………

Commento di Giorgio Vitali:

GENERALMENTE SI DICE CHE TUTTE LE GUERRE SONO STATE FATTE CON LA MENTALITA’ DELLA GUERRA PRECEDENTE. NE DISCENDE CHE, PER PREVEDERE IL FUTURO, OCCORRE USCIRE DA QUESTO SCHEMA E VEDERE LE COSE IN MANIERA DIVERSA. iL PRIMO ED IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE AVVENNERO PER DUE RAGIONI SOSTANZIALI: IL RISCHIO DELL’ESAUTORAMENTO DELLA STERLINA (e non del dollaro). LA GUERRA PER LE FONTI ENERGETICHE ( e NON per le materie prime, come invece il 1°conflitto mondiale…)IL PROBLEMA GEOPOLITICO: TROGETTO EGEMONICO TEDESCO SULL’EUROPA. OGGI NON è PIù COSì. PUR SUSSISTENDO TUTTI GLI ALTRI PRE-REQUISITI, IL SISTEMA-MONDO SI è ARTICOLATO SULLA GLOBALIZZAZIONE, LA QUALE A SUA VOLTA HA CONTRIBUITO A CREARE UN SISTEMA CENTRIFUGO INCONTROLLABILE DAL CENTRO (USA/WALL STREET-CITY-FMI-BANCA MONDIALE). OGGI, PUR CONTROLLANDO L’EUROPA, IL POTERE ATLANTICO è ACCERCHIATO (BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Se si esamina la questione in una carta geografica si vede bene l’accerchiamento. Perchè a queste POTENZE, che rappresentano i 3/4 dell’Umanità.

martedì 20 marzo 2012

Al Presidente Barack Obama: "L'aggressione d'Israele all'Iran dev'essere impedita"




Movimento per la società di giustizia e per la speranza

Cari amici,
il Movimento ha preparato questo documento al Pres. Obama affinché intervenga su Israele e si eviti un attacco all'Iran; per il quale chiede il vostro aiuto nell'invio e nella diffusione.

Gli indirizzi:
per il Pres. Obama andare al sito The White House, Contact us, Submit Comments, incolla il testo;
idem per il Vice Pres., Contact the Vice President,
Per la Clinton la Pag. Web è cambiata e non abbiamo trovato uno spazio adatto ai messaggi. Un saluto fraterno da Arrigo Colombo

Lettera:

Movimento per la Società di Giustizia e per la Speranza Lecce

To the President Barack Obamato the Vice-President Joe Bidento the Secretary of State Hillary Rodham Clinton The aggression of Israel against Iran must be prevented Israel threatens to attack Iran, the U.S., who are their great protectors, must prevent it. War is the most heinous of crimes and can not be tolerated under any circumstances.Mankind has reached a maturity of conscience which no longer tolerates the war. The Treaty established by the UN states, as its first and fundamental point, that conflicts between peoples must never be solved through war but through negotiation. It is true that Israel has been attacked several times, but in years long past, while in recent years they have demonstrated their aggressiveness: with the Gaza Strip, with Lebanon. And now they threaten Iran.

It is necessary that the U.S. promote a strategy of peace, together with the European Union and other states, both large and small. A strategy, however, made ​​not by threats or embargoes, but by friendship and benevolence, strength of conviction, generosity in aid and trade.

Particularly with Iran and with the Islamic peoples. A new strategy.

May love prevail over fear and hatred, so that people behave as brothers and in doing so come to feel themselves as brothers.

Lecce, 2012-03-20

For the Movement,
the Chairman: Arrigo Colombo

Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce, Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160E-mail arribo@libero.it/ Pag web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia (testo italiano)

L’aggressione d’Israele all’Iran dev’essere impedita

Israele minaccia di aggredire l’Iran, gli Usa che ne sono i grandi protettori lo devono impedire.

La guerra è il più atroce dei crimini e non può essere tollerata per nessun motivo.
L’umanità è giunta ad una maturazione di coscienza che non tollera più la guerra.
Il trattato dell’Onu stabilisce come suo punto primo e fondamentale che i conflitti tra popoli non devono mai essere risolti con la guerra ma con la trattativa. È vero che Israele è stato più volte aggredito, ma in anni ormai lontani; mentre ha dimostrato anche in anni recenti la sua aggressività: con la striscia di Gaza, con il Libano. E anche adesso minaccia l’Iran. È necessario che gli Usa si facciano promotori di una strategia di pace; insieme con l’Unione Europea e con altri stati grandi e piccoli. Una strategia, però, non fatta di minacce o embarghima di amicizia e benevolenza, forza di convinzione, generosità negli aiuti e negli scambi.

In particolare con l’Iran e con i popoli islamici. Una strategia nuova.

Che l’amore prevalga sul timore e sull’odio, che i popoli si comportino da fratelli
e giungano così a sentirsi fratelli.

La presente lettera è condivisa e sottoscritta da Paolo D'Arpini

domenica 4 marzo 2012

"Tranquilli, la guerra si farà!" - Discorso "pacifista" di Barack Obama all'American Israel Public Affairs Committee, con Gianfranco Fini presente..



Ultime notizie dall'AIPAC:

AIPAC NEWS - Non tutti gli ebrei sono sionisti, ce lo comunica Laura Caselli tramite il sito Lo Sai: “Nella giornata del 4 Marzo 2012 una giovane attivista ebrea di 22 anni, Rae Babileah, ha interrotto l’incontro dell'AIPAC (American Israel Public Affairs Commettee, la lobby pro israeliana di Washington), cercando di parlare dell'occupazione della Palestina dimostrando il suo dissenso. Segue un video in cui si vede la coraggiosa ragazza che grida la sua opposizione agli insediamenti, dicendo che lei ha a cuore il futuro suo e di tutte le persone. Viene allontanata e fatta uscire dalla sala. Una giornalista all'esterno cerca di intervistarla ma un membro dell'AIPAC lo impedisce..“ – Video: http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/vergognoso-giovane-attivista-trascinata.html


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"Tranquilli.. la guerra si farà.."

Notizie di Agenzia:

NON ESITEREMO AD USO FORZA PER DIFESA ISRAELE - "Non esiteremo a ricorrere alla forza per difendere Israele": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, parlando alla convention dell'Aipac. Sia gli Stati Uniti sia Israele hanno interesse nel vedere la sfida con l'Iran risolta diplomaticamente. E l'unica via per risolvere veramente il problema - ha sottolineato Obama - è che il governo iraniano decida di abbandonare il suo programma nucleare". "Come presidente e Comandante in capo io preferisco nettamente la pace alla guerra. Davanti al popolo americano - ha proseguito Obama - ho preso il solenne impegno di ricorrere all'uso della forza solo quando le circostanze lo richiedono realmente. E so che i leader israeliani conoscono molto bene i costi e tutte le conseguenze di una guerra, anche se hanno l'obbligo di difendere il proprio Paese. Noi tutti preferiamo risolvere questa questione diplomaticamente. Ma detto ciò, i leader del regime iraniano non devono avere dubbi sulla determinazione degli Stati Uniti, e non li devono avere sul diritto di Israele di decidere cosa è meglio per difendere la propria sicurezza". "Nessuna opzione è fuori dal tavolo - ha quindi ammonito il presidente Usa - e non esiterò a ricorrere all'uso della forza qualora si rendesse necessario" per difendere gli interessi degli Stati Uniti e del suo alleato israeliano.


NUCLEARE TEHERAN CONTRO SICUREZZA ISRAELE E USA - "Un'Iran con armi nucleari è contro la sicurezza di Israele. Ma è anche contro la sicurezza degli Stati Uniti": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, sottolineando come "il mondo intero è interessato ad impedire che l'Iran si doti di armi nucleari", anche perché c'é "il rischio che finiscano in mano ai terroristi".


REGIME ISOLATO E DIVISO, DIPLOMAZIA PUO' VINCERE - L'Iran oggi "é isolato, la sua leadership è divisa e sta subendo una pressione internazionale senza precedenti": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, per il quale "c'é ancora la possibilità che la via diplomatica alla fine abbia successo".


GIANFRANCO FINI ALL'AIPAC - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini in visita ufficiale a Washington. L'incontro e' avvenuto a margine della convention annuale dell'Aipac dove anche Fini stasera farà un intervento.
(Fonte: ANSA 4 marzo 2012)



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Scrive Laura Caselli: Traduco il discorso di Obama: "Questa è una dichiarazione di guerra all'Iran. Come al solito usiamo la scusa dei brutti terroristi assassini. Ora vi devo dire che faremo il possibile per non attaccare nessuno, ma è il solito discorsetto che devo tirare fuori per sembrare buono (non per niente sono un premio Nobel per la pace, ricordate?), tanto sarete voi stessi a breve a richiedere un nostro intervento per la vostra "sicurezza". Chiunque aprirà bocca verrà etichettato come antisemita, dato che c'è di mezzo pure Israele che "ha l'obbligo di difendere il proprio Paese" (per questo sta occupando ancora la Palestina,no?). Fine del discorso e "Happy New World Order" a tutti!"

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martedì 24 gennaio 2012

Geopolitica - Iran, Cina e Russia, Triplice Intesa Eurasiatica, per contrastare la politica egemonica USA




Iran, Cina e Russia, Triplice Intesa Eurasiatica, per contrastare la politica egemonica USA

Nonostante le aree di differenza e la rivalità tra Mosca e Teheran, i
legami russo-iraniani si rafforzano. Sia la Russia che l'Iran hanno
molto in comune. Sono entrambi grandi esportatori di energia, hanno
interessi profondamente radicati nel Caucaso meridionale, si oppongono
allo scudo missilistico della NATO e desidera tenere alla larga gli
Stati Uniti e l'Unione europea dal controllo dei corridoi energetici
nel bacino del Mar Caspio. Mosca e Teheran condividono anche molti
alleati, dall'Armenia, Tagikistan e Bielorussia a Siria e Venezuela.
Ma sopra ogni cosa, entrambe le repubbliche sono anche i due
principali obiettivi geo-strategici di Washington.

La Triplice Intesa Eurasiatica e il valore dell'Iran per la Russia e la Cina

Con l'inclusione dei cinesi, la Federazione Russa e l'Iran sono
ampiamente considerati alleati e partner. Insieme la Federazione della
Russia, la Repubblica Popolare cinese e la Repubblica islamica
dell'Iran formano una barriera contro gli Stati Uniti. I tre lo
formano questo una triplice alleanza, il nucleo di una coalizione
eurasiatica che resiste all'invasione di Washington dell'Eurasia e
alla ricerca degli USA all'egemonia globale. I cinesi affrontano
soprattutto l'invasione degli Stati Uniti nell'est asiatico e nel
Pacifico, gli iraniani affrontano soprattutto l'invasione degli Stati
Uniti nell'Asia sud-occidentale, e i russi l'invasione degli Stati
Uniti dell'Europa orientale. Tutti e tre gli stati devono affrontare
l'invasione degli Stati Uniti in Asia centrale e sono diffidenti nei
confronti della presenza militare USA e NATO in Afghanistan.

L'Iran può essere caratterizzato come un perno geo-strategico.
L'intera equazione geo-politica in Eurasia cambierà in base all'orbita
politico dell'Iran. Se l'Iran dovesse allearsi con gli Stati Uniti e
diventare ostile a Pechino e Mosca, potrebbe seriamente destabilizzare
la Russia e la Cina e devastare entrambe le nazioni. Ciò sarebbe
dovuto ai suoi legami etnico-culturali, linguistici, economici,
religiosi e geo-politici dal Caucaso all'Asia centrale.

L'Iran potrebbe anche diventare il più grande canale per l'influenza e
l'espansione degli Stati Uniti nel Caucaso e in Asia centrale, perché
l'Iran è la porta verso il ventre molle meridionale della Russia (o
"estero vicino") nel Caucaso e nell'Asia centrale. In tale scenario,
la Russia come corridoio energetico verrebbe effettivamente sconvolta
e sfidata, mentre Washington sbloccherebbe il potenziale iraniano
come corridoio energetico primario per il Mar Caspio e sostenitore
delle pipeline iraniane. Parte del successo della Russia come via di
transito dell'energia è dovuta agli sforzi statunitensi d'indebolire
l'Iran, impedendo il transito dell'energia attraverso il territorio
iraniano.

Se l'Iran cambiasse campo, anche l'economia e la sicurezza nazionale
cinesi sarebbe tenute in ostaggio per due motivi. La sicurezza
energetica cinese sarebbe minacciata direttamente per via del fatto
che le riserve energetiche iraniane non sarebbero più sicure e
sarebbero soggette agli interessi geopolitici degli USA. Inoltre,
l'Asia centrale potrebbe anche ri-orientare la sua orbita se
Washington dovesse aprire un canale diretto al mare aperto attraverso
l'Iran.

Così, sia la Russia che la Cina vogliono una alleanza strategica con
l'Iran, come mezzo per parare l'invasione geo-politica di Washington.
La "Fortezza Eurasia" sarebbe vulnerabile senza l'Iran. Questo è il
motivo per cui né la Russia né la Cina potrebbero mai accettare una
guerra contro l'Iran. Se Washington dovesse trasformare l'Iran in un
cliente, allora la Russia e la Cina sarebbero in pericolo.
Fraintendere il sostegno di Cina e Russia alle sanzioni del Consiglio
di Sicurezza dell'ONU

C'è un grande fraintendimento sul passato sostegno russo e cinese alle
sanzioni ONU contro l'Iran. Anche se Pechino e Mosca permisero che le
sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite passassero
contro il loro alleato iraniano, lo hanno fatto per motivi strategici
volti a mantenere l'Iran al di fuori dell'orbita di Washington. In
realtà, per gli Stati Uniti sarebbe assai meglio cooptare Teheran come
partner satellitare o minore, che correre rischi inutili e azzardati
di una vera e propria guerra contro gli iraniani. Il sostegno russo e
cinese alle passate sanzioni hanno consentito che una più ampia
frattura emergesse tra l'Iran e Washington. A questo proposito, la
realpolitik è all'opera. Mentre le tensioni irano-statunitensi
aumentano, le relazioni dell'Iran con la Russia e la Cina diventano
più strette e l'Iran consolida sempre più il suo campo con Mosca e
Pechino.
Russia e Cina non avrebbero mai sostenuto delle sanzioni paralizzanti
o qualsiasi forma di embargo economico, che potessero minacciare la
sicurezza nazionale iraniana. Questo è il motivo per cui sia la Cina
che la Russia hanno rifiutato di essere costrette da Washington a
unirsi alle sue nuove sanzioni unilaterali del 2012. I russi hanno
anche messo in guardia l'Unione europea dall'essere la pedina di
Washington, perché sono autolesionistici nel giocare secondo gli
schemi degli Stati Uniti. A questo proposito, la Russia ha commentato
i piani impraticabili e praticamente inefficaci dell'UE per un embargo
petrolifero contro l'Iran. Teheran ha anche fatto simili ammonimenti e
ha respinto l'embargo petrolifero dell'UE come una tattica psicologica
che è destinata a fallire.
La cooperazione russo-iraniana nella sicurezza e nel coordinamento strategico
Nell'agosto 2011, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale
dell'Iran, il segretario generale Saaed (Said) Jalili, e il capo del
Consiglio Nazionale di Sicurezza della Federazione Russa, il
segretario Nikolaj Platonovich Patrushev, si incontravano a Teheran
per parlare del programma energetico nucleare iraniano e della
cooperazione bilaterale. La Russia ha voluto aiutare l'Iran ha
respingere le nuove accuse con cui Washington si stava preparando ad
attaccare l'Iran. Poco dopo Patrushev e il suo team russo sono giunti
a Teheran, il ministro degli esteri iraniano, Ali Akbar Salehi,
sarebbe volato a Mosca.
Nel settembre 2011 sia Jalili che Patrushev si sarebbero incontrato di
nuovo, ma questa volta in Russia. Jalili dovrebbe andare a Mosca e poi
attraversare gli Urali per recarsi nella città russa di Ekaterinburg.

L'incontro di Ekaterinburg tra i due ha avuto luogo a margine di un
vertice sulla sicurezza internazionale, ed è stato importante, perché
è stato annunciato che i vertici degli enti di sicurezza nazionale di
Mosca e Teheran si sarebbero d'ora in poi coordinati, organizzando
riunioni regolari, e un protocollo è stato firmato da entrambi a
sostegno di ciò. A Ekaterinburg, sia Jalili che Patrushev hanno anche
tenuto riunioni con la loro controparte cinese, Meng Jianzhu. Il
risultato della riunione sarebbe che Jalili e Jianzhu richiederebbero
misure analoghe da adottare da parte dei consigli di sicurezza
nazionale dell'Iran e della Cina. Cinesi e iraniani avrebbero anche
effettuato degli appelli per l'istituzione di un consiglio di
sicurezza sovranazionale all'interno del Consiglio della Shanghai
Cooperation Organization, per affrontare le minacce comuni a Pechino,
Teheran, Mosca e del resto dell'organizzazione eurasiatica.

Sempre nel settembre 2011, Dmitrij Rogozin, l'inviato russo presso la
NATO, ha annunciato che avrebbe visitato Teheran nel prossimo futuro
per parlare del progetto dello scudo missilistico della NATO, a cui
sia il Cremlino che l'Iran si oppongono; e subito compariva un
articolo che affermava che la Russia, Iran e Cina stamno progettando
la creazione di uno scudo missilistico congiunto. Rogozin, che
nell'agosto 2011 aveva avvertito che la Siria e lo Yemen sarebbero
stati attaccati per poter avviare il confronto con Teheran, avrebbe
risposto agli articoli confutando pubblicamente i piani per la
creazione di un programma per uno scudo missilistico congiunto
sino-russo-iraniano.

Il mese seguente, nell'ottobre del 2011, i ministeri degli affari
esteri di Russia e dell'Iran annunciavano che avrebbero ampliato i
legami in tutti i campi. Poco dopo, nel novembre 2011, l'Iran e la
Russia hanno firmato un accordo di cooperazione e di partnership
strategica tra i loro rispettivi più importanti enti di sicurezza
riguardanti economia, politica, sicurezza, intelligence e
coordinamento. Questo era stato anticipato da un documento su cui
russi e iraniani stavano lavorando da tempo. L'accordo è stato firmato
a Mosca dal segretario generale del Consiglio supremo di sicurezza
dell'Iran, Ali Bagheri (Baqeri), e dal Sottosegretario del Consiglio
di Sicurezza Nazionale della Russia, Evgenij Lukjanov.

Nel novembre 2011, il capo del Comitato per gli affari internazionali
della Duma russa, Konstantin Kosachev, aveva anche annunciato che la
Russia deve fare tutto il possibile per impedire un attacco al vicino
Iran. Alla fine di novembre 2011 è stato anche annunciato, ancora una
volta, che Dmitrij Rogozin avrebbe sicuramente visitato sia Teheran
che Pechino nel 2012. E' stato rivelato che Rogozin e un team di
funzionari russi sarebbero andati in Iran e in Cina per delle
discussioni strategiche sulle strategie collettive contro le minacce
comuni.

La Sicurezza Nazionale della Russia e quella dell'Iran sono legate
Il 12 gennaio 2012, Nikolaj Patrushev ha detto ad Interfax che temeva
che una grande guerra stesse per esplodere e che Tel Aviv stesse
spingendo gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran. Ha respinto le pretese
che l'Iran stia fabbricando clandestinamente delle armi nucleari e ha
detto che per anni il mondo aveva sempre sentito dire ad nauseam che
l'Iran avrebbe avuto la bomba atomica la settimana prossima. I suoi
commenti sarebbero stati seguiti da un terribile avvertimento da
Dmitrij Rogozin.

Il 13 gennaio 2012, Rogozin, che il Cremlino annunciava sarebbe
diventato viceprimo ministro russo, ha dichiarato che qualsiasi
tentativo di intervento militare contro l'Iran sarebbe una minaccia
alla sicurezza nazionale della Russia. In altre parole, un attacco a
Teheran è un attacco a Mosca. Nel 2007, Vladimir Putin aveva
sostanzialmente detto la stessa cosa, quando era a Teheran per un
vertice sul Mar Caspio, provocando allarme presso George W. Bush Jr.,
avvertendo che la Terza Guerra Mondiale avrebbe potuto scoppiare per
l'Iran. L'affermazione di Rogozin è semplicemente una dichiarazione di
ciò che è stata la posizione della Russia per tutto questo tempo: se
l'Iran dovesse cadere, la Russia sarebbe in pericolo.

L'Iran è un obiettivo dell'ostilità degli Stati Uniti, non solo per le
sue vaste riserve di energia e risorse naturali, ma a causa di
importanti considerazioni geo-strategiche che lo rendono un trampolino
di lancio strategico contro la Russia e la Cina. Le strade per Mosca e
Pechino passano per Teheran, così come la strada per Teheran passa per
Damasco, Baghdad e Beirut. Né gli USA vogliono controllare il petrolio
e il gas iraniani per mere ragioni economiche o di consumo. Washington
vuole mettere la museruola alla Cina attraverso il controllo della
sicurezza energetica cinese e vuole che le esportazioni energetiche
iraniane siano scambiate in dollari USA, per assicurare l'uso continuo
del dollaro nelle transazioni internazionali.

Inoltre, l'Iran ha stipulato accordi con partner commerciali come la
Cina e l'India, in cui le transazioni commerciali non avranno luogo
con gli euro o i dollari statunitensi. Nel gennaio 2012, sia russi che
gli iraniani hanno sostituito il dollaro con le loro monete nazionali,
rispettivamente il rublo russo e il rial iraniano, nei loro scambi
bilaterali. Questo è un duro colpo economico e finanziario negli Stati
Uniti.

La Siria è al centro delle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale
dell'Iran e della Russia

Russia, Cina e Iran supportano fermamente la Siria. L'assedio
diplomatico ed economico contro la Siria è legato alla posta
geo-politica in gioco per il controllo dell'Eurasia. L'instabilità in
Siria è legata all'obiettivo di combattere l'Iran e, infine, di
trasformarlo in un partner degli Stati Uniti contro Russia e Cina.

Il cancellato o ritardato dispiegamento di migliaia di truppe
statunitensi in Israele per Austere Challenge 2012, era volto a far
aumentare la pressione contro la Siria. Sulla base di frammenti di un
rapporto di Voce della Russia, i media russi hanno riferito
erroneamente che Austere Challenge 2012 si sarebbe tenuta nel Golfo
Persico, venendo erroneamente ripresa dagli organi di informazione di
altre parti del mondo. Ciò ha contribuito ha mettere in evidenza il
collegamento iraniano a spese di quelli siriano e libanese. Il
dispiegamento delle truppe statunitensi era rivolto principalmente
contro la Siria, per isolare e contrastare l'Iran. Speculativamente,
la cancellazione o il ritardo delle esercitazioni missilistiche
israelo-statunitensi comprendevano probabilmente attacchi con missili
e razzi non solo dall'Iran, ma anche da Siria, Libano e Territori
palestinesi.

A parte i suoi porti navali in Siria, la Russia non vuole vedere la
Siria utilizzata per re-indirizzare i coordinatori energetici del
bacino del Caspio e del bacino del Mediterraneo. Se la Siria dovesse
cadere, tali rotte verrebbero sincronizzati in modo da riflettere la
nuova realtà geo-politica. A spese dell'Iran, l'energia dal Golfo
Persico potrebbe anche essere dirottata verso il Mediterraneo
attraverso Libano e Siria, nel Levante.

Mahdi Darius Nazemroaya - Strategic Culture Foundation

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

domenica 15 gennaio 2012

Fine della democrazia liberale ed inizio della democrazia tecnocratica... E poi?



Siamo nella fase di trapasso dalla democrazia liberale a una superdemocrazia tecnocratica che cancellerà la partecipazione popolare. Lo scollamento tra Istituzioni e cittadini è drammatico: la casta che dirige il Paese balla sul Titanic che affonda. Il futuro? Ci aspettano il collasso della finanza mondiale e una nuova guerra.

La Consulta dichiara inammissibili i referendum sulla legge elettorale. La casta salva Nicola Cosentino, su cui pendono gravi accuse. Le annunciate liberalizzazioni saranno portate avanti a colpi di decreti legge. L'Italia è ancora una democrazia?

"Riprendendo una definizione già formulata da diversi commentatori, direi che siamo in una democrazia sospesa. Non sono ancora state introdotte norme definitive che cancellano la democrazia, ma sono stati fatti i primi passi fondamentali per eliminare la democrazia in Italia. Rispetto a quello che accadeva nei decenni scorsi, in cui c'è stato un logoramento, noi siamo arrivati al punto in cui il cambiamento delle leggi diventa una legge; a questo si lega il fatto che siamo ormai soggetti a una sovranità superiore che è quella europea, alla quale il nostro Parlamento e le nostre istituzioni hanno delegato poteri fondamentali che non vengono più gestiti in modo democratico ma sono diventati oggetto di una gestione tecnocratica.

Questa gestione tecnocratica è ritornata sull'Italia con il Governo Monti, che ne è il rappresentante, quindi noi siamo nella fase di trapasso dalla democrazia liberale, storica, a una superdemocrazia tecnocratica che di fatto è la cancellazione di ogni reale partecipazione popolare."

Uno scollamento totale tra istituzioni e cittadini. In questo quadro, la rappresentanza partitica ha ancora senso?

"Questa rappresentanza partitica è la negazione della rappresentanza democratica. La casta che dirige questo Paese è ancora nel salone delle feste del Titanic, non ha ben capito che la nave sta affondando e continua a ballare: in questo senso, la decisione della Consulta di respingere il referendum sulla legge elettorale e il parallelo salvataggio di Cosentino dalla galera deciso dal Parlamento italiano, sono esattamente la rappresentazione di una casta che balla sul Titanic che affonda.
Sostanzialmente le nostre istituzioni sono appoggiate su un liquame che è, del resto, quello che sostiene in modo bipartisan il governo, il quale insegna spettacolini da scuola elementare per dare prova di moralità pubblica, fermando le Lamborghini a Cortina d'Ampezzo, ma non tocca minimamente le strutture del vero potere, le regole della finanza italiana e europea e di fatto accetta la situazione di vendita della democrazia alle autorità europee. Mi pare che questa sia la raffigurazione di quello che sta accadendo."

Il sottosegretario Catricalà ha detto che, tra le liberalizzazioni in esame, c'è anche quella delle reti idriche. Un modo per aggirare il risultato del referendum?

"Siamo in una crisi in cui l'antagonismo tra la democrazia e il mercato è ormai del tutto esplicitato. Da un lato c'è la democrazia, c'è il referendum popolare vinto da 27 milioni di uomini e donne di questo Paese che sono la maggioranza assoluta degli elettori italiani, dall'altro lato c'è il mercato, che è deciso da un pugno di speculatori, di criminali che impone le sue decisioni alla maggioranza del Paese. Dunque siamo di fronte a una violazione evidente della Costituzione italiana, dei diritti fondamentali del cittadino. E' sbalorditivo il fatto che il Presidente della Repubblica, che dovrebbe agire a tutela di questa legittimità e legalità democratica, si schieri invece dalla parte opposta e sia anzi il sostenitore di questa democrazia sospesa. Mi viene in mente l'immagine di Titano che reggeva le colonne d'Ercole sulle sue spalle: il Presidente Napolitano è un po' il Titano che sulle sue spalle regge la democrazia sospesa. Non so cosa succederà quando Napolitano sarà costretto a farsi da parte, ho l'impressione che crollerà tutto. "

Quanto potrà ancora durare, secondo Lei, questo stato di cose?
"Non durerà molto, perché, ribadisco, il Titanic sta affondando, e credo che abbiamo un respiro cortissimo. Ci sono due grandi onde che stanno arrivando e che solo una classe dirigente di ottusi non vede. La prima, è che questa crisi, la crisi del debito non solo non viene risolta, ma diventerà sempre più grave e sempre più drammatica fino a produrre il collasso della finanza mondiale. Io vedo una grande onda di tsunami che è partita da Wall Street e si sta avvicinando a tutta velocità alle coste europee, travolgerà tutto nonostante le risibili operazioni di copertura del debito che, pur essendo sanguinose e dolorose per la gran parte della popolazione italiana, non serviranno a nulla. La seconda ondata di tsunami che arriva è la guerra. E' sbalorditivo che nessuno si renda conto che l'Occidente guidato dagli Stati Uniti sta creando le condizioni per una nuova guerra che sarà l'estremo tentativo di bruciare i libri mastri.

Siamo tutti alle prese con il problema delle privatizzazioni che non si sa bene neanche cosa significhino, tutti sono d'accordo a privatizzare il Paese con i soldi virtuali che sono stati creati finanziando le banche: fin dove si possa arrivare in questa direzione non so, ma mi pare non molto lontano.

Siamo ciechi con gli occhi puntati sul nostro ombelico mentre sta arrivando la guerra. Il primo obiettivo è l'Iran e ci accorgeremo presto di quanto questo obiettivo sia costoso, pesante e drammatico per tutti."

Giulietto Chiesa


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Commento di Maurizio Barozzi:

Da tempo, purtroppo, nella guerra delle parole, si è imposto il tabù del termine DEMOCRAZIA.

Dovunque ci rigiriamo si sentono persone che se ne escono con frasi tipo: “non mi fai parlare, non sei democratico”. Oppure: “Io sono democratico”, “Questo non è democratico” e così via.

EBBENE , PRIMA CHE ANCHE QUESTO TERMINE VENGA SACRALIZZATO E VIETATO CONTESTARLO, IO AFFERMO CHE, SEBBENE RICONOSCA A TUTTI IL DIRITTO, ANZI LA INDISPENSABILITA’ DI PARLARE, DI ESPRIMERE I PROPRI PARERI, ANCHE A BRUTTO MUSO, NON SONO DEMOCRATICO E ANZI RITENGO LA DEMOCRAZIA UNA MOSTRUOSITA’ OVVERO IL REGNO DEI FURBI USI A SFRUTTARE LA GRAN MASSA DEGLI INGENUI.

Un atto, per così dire democratico, può al massimo andar bene, e forse neppure tanto, se si dovesse decidere in un condominio dove piazzare una fontana. Ma in una Società e soprattutto in uno Stato, dove ci sono problemi etici, politici, sociali e tecnici di grande complessità e rilevanza, la democrazia è un assurdo che finisce per conferire ad una maggioranza, qualunque sia e comunque racimolata, di esercitare una specie di dittatura su la minoranza.

Ma soprattutto:

per prima cosa gli uomini non sono tutti uguali, come attitudini, carattere, intelligenza, capacità tecniche e morali, nonchè inclinazioni ad essere raggirati e ingannati.

Per seconda cosa, la natura e la logica, confermate dall’esperienza, ci indicano che in un gruppo umano, è proprio la maggioranza quella che presenta un grado minimale delle precedenti attitudini ed anzi, di conseguenza, la “massa” è anche molto più soggetta ad essere emotivamente influenzata.

Terza cosa, il sistema democratico, comunque lo si voglia architettare, finisce inevitabilmente per consentire a chi ha più possibilità finanziarie e qualità da guitto di ottenere la maggioranza dei consensi. Il confronto sui programmi, l’esposizione e la valutazione da parte degli elettori delle piattaforme elettorali, sono tutte parole vuote, sciocchezze, tanto è vero che i partiti e i candidati investono soprattutto somme enormi in party, cene, spettacoli, mass media e altre esche simili.

E mi fermo qui, ma ci sarebbero anche molte altre valutazioni da fare. Si può comunque ben immaginare quale sia l’esito di una elezione, dove in ogni caso l’entrata in parlamento di attricette, soggetti di spettacolo o di sport noti al pubblico, transessuali,ciccioline e buffoni vari, non è certo un fatto occasionale. La cosiddetta Grande Democrazia americana infine ci mostra quale genere di soggetti, se non di pagliacci, finiscono per essere eletti alla presidenza ed essere poi inevitabilmente gestiti dai cosiddetti poteri forti.

Una importante e valida correzione al sistema democratico, fu quella del Corporativismo che si concretizzò nella camera dei Fasci e delle Corporazioni, dove, almeno teoricamente, si poteva determinare una classe di parlamentari competenti ed espressione delle varie categorie socio-economiche. La socializzazione della RSI inoltre corresse quella distorsione di fatto, che si determinava nel sistema corporativo, nel quale teoricamente padronato e lavoratori dovevano essere su un piano di parità, ma sostanzialmente, nella realtà, questo non avveniva. Corporativismo e Socializzazione sono i due grandi fatti rivoluzionari dell’epoca moderna.

La RSI inoltre prese anche in esame lo studio di un metodo elettivo “misto” che correggesse la rigidità delle “nomine dall’alto”, che come si era constatato nel Ventennio sopprimeva la validità della critica e sclerotizzava il ricambio umano.

Questo sul piano sociale ed economico ed in parte politico, se poi andiamo ad analizzare il campo etico e squisitamente politico e geopolitico dello Stato, dove subentrano anche aspetti di natura, oserei dire spirituale, allora la Democrazia è una follia totale. Sarebbe come se, un esercito, dovendo intraprendere una determinare azione o campagna bellica, ne sottoponesse la decisione e la progettazione al voto dei suoi soldati.

sabato 7 gennaio 2012

Negev - Giochi di guerra congiunti Italia Israele per preparare l'attacco all'Iran

Giochi di guerra nel deserto del Negev per i cacciabombardieri dell’aeronautica militare italiana. Lo scorso 16 dicembre si è conclusa l’esercitazione “Desert Dusk 2011” a cui hanno partecipato venticinque velivoli da guerra delle forze aeree italiane ed israeliane.

Due settimane di duelli, inseguimenti e lanci di missili e bombe, protagonisti gli “Eurofighter” e i “Tornado” dell’Ami e gli F-15 ed F-16 israeliani schierati per l’occasione nello scalo meridionale di Uvda, utilizzato dai charter che trasportano i turisti diretti a Eilat (mar Rosso). L’esercitazione rientra nel programma di collaborazione e coordinamento tra le due aeronautiche finalizzato ad affinare le procedure e le tecniche di azione in missioni di controllo delle crisi (Crisis Response Operations). In Israele sono stati impegnati 150 militari italiani, mentre i cacciabombardieri dell’Ami hanno svolto più di un centinaio di missioni di volo. Alle operazioni hanno pure partecipato alcuni velivoli KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma) e C130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa.

A fine ottobre erano stati i cacciabombardieri israeliani a sorvolare i grandi poligoni della Sardegna nell’ambito dell’esercitazione “Vega 2011”, a cui hanno partecipato pure le aeronautiche militari di Italia, Germania e Olanda. Per l’occasione, due squadroni con F-15 ed F-16 ed un velivolo radar di nuova produzione “Eitam” erano stati trasferiti dalle basi aeree di Nevatim e Tel Nof allo scalo di Decimomannu (Cagliari), centro di comando e coordinamento dell’intero ciclo addestrativo. “Gli obiettivi delle attività di Vega 2011 sono stati il rafforzamento dell’interoperabilità dei reparti impegnati, il miglioramento della capacità di cooperazione e lo svolgimento di attività tattiche grazie ad operazioni in aree di media scala in un ambiente ad alta minaccia”, hanno riferito le autorità italiane. L’esercitazione in Sardegna è stata seguita con particolare interesse dalla stampa di Tel Aviv: le spericolate missioni di volo sarebbero state finalizzate infatti a simulare un attacco agli impianti nucleari iraniani.

Oltre alle recentissime esercitazioni, nel corso di quest’anno si sono registrati importanti incontri tra i massimi responsabili delle forze aeree d’Italia ed Israele. Il 7 e l’8 febbraio, il sottocapo di Stato maggiore della IAF, generale Nimrod Sheffer, ha incontrato a Roma l’omologo italiano, generale Maurizio Lodovisi, per “approfondire i processi di trasformazione in atto nelle due aeronautiche, le esperienze maturate nei rispettivi teatri di operazione e le future attività addestrative”. Il successivo 14 giugno, è stato il comandante delle forze israeliane, generale Ido Nehushtan, a giungere in Italia in missione ufficiale. Dopo aver incontrato il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale Giuseppe Bernardis, Nehushtan ha raggiunto gli aeroporti di Pratica di Mare, Lecce e Grosseto per una “visita” ai reparti militari ospitati.

Secondo quanto riportato dal sito specializzato Dedalo News, i colloqui al vertice “hanno riguardato i principali programmi di cooperazione tra i due paesi, con particolare riferimento all’uso degli UAV (velivoli a pilotaggio remoto), alla gestione logistica integrata del velivolo Joint Strike Fighter (JSF), di futura introduzione, e al velivolo d’addestramento M-346, nei confronti del quale l’aeronautica israeliana ha manifestato un certo interesse in previsione della sostituzione degli A-4 Skyhawk attualmente in linea”. L’interesse all’acquisto dei nuovi mezzi prodotti da Alenia Aermacchi è stato confermato dai principali quotidiani di Tel Aviv. Haaretz, in particolare, ha riferito che l’impresa del gruppo Finmeccanica avrebbe già firmato un accordo preliminare, a cui dovrebbe seguire presto la fornitura all’Italia di velivoli senza pilota e aerei radar di produzione israeliana.


Fonte: http://www.stampalibera.com