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martedì 18 settembre 2012

Le sottili differenze fra sionismo ed ebraismo e la politica degli affari… – Con commenti di Joe Fallisi, Maurizio Barozzi e Giorgio Vitali



Con il supporto della Rivista di studi geopolitici “Eurasia” e dell’Associazione “Ultimo Baluardo” venerdì scorso si è tenuto il convegno dal titolo: “Stati non allineati e sionismo”, Italia fascista, Germania nazionalsocialista e Unione Sovietica di fronte al movimento sionista.

Alla serata sono intervenuti il Sen. Fernando Rossi (già Senatore del Partito dei comunisti italiani), il Prof. Claudio Moffa (Professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali – Università di Teramo e Coordinatore del Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente), il dott. Andrea Giacobazzi (Dottore magistrale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, autore del libro “L’Asse Roma – Berlino – Tel Aviv – I rapporti internazionali delle organizzazioni ebraiche, dell’organizzazione sionista e del movimento sionista revisionista con l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista”), il dott. Stefano Bonilauri (Dottore magistrale in Scienze Storiche, direttore della Collana “Gladio e Martello” per le Edizioni all’insegna del Veltro). L’incontro è stato moderato dal Dott. Marco Costa (Dottore magistrale in Filosofia, Rifondazione Comunista – Reggio Emilia).

Una serata di approfondimento storico sui rapporti fra fascismo, nazionalsocialismo e sionismo, durante la quale sono emerse diverse tesi fra cui anche la collaborazione fra fascisti e sionisti. Costa, nella relazione dottrinale ha citato Nietzsche: “non esistono verità, esistono solo rappresentazioni” (ndr: pensiero di Nietzche).

Un serata in cui le differenti tesi venivano esposte allo stesso tavolo e fra il pubblico figuravano Marco Vicini (ex Segretario della Sinistra Giovanile), Youssef Salmi (Assessore associazionismo, volontariato, giovani a Novellara per il Partito Democratico) e gli esponenti di Casa Pound, guidati da Ferdinando Raiola.

La serata si è svolta in un clima civile e rispettoso delle diverse voci.

ReggioNelWeb, presente all’incontro, ha intervistato il Sen. Feranando Rossi.

Senatore, gli attacchi sferzati nei confronti dei sionisti durante il convegno sono stati molto duri. Qual è l’origine?

L’origine risiede nei crimini che i sionisti compiono da sessant’anni. Sono tantissime le persone cacciate dalle loro terre, dalle loro aziende, non è stato nemmeno riconosciuto nemmeno l’esproprio di questi territori, non è stato riconosciuto il diritto a ritornare, persone che vivono da sessant’anni in campi di concentramento. Pensi che anche Andreotti, ha dichiarato che se fosse nato in un campo di concentramento e gli avessero ucciso un famigliare com’è toccato a tanti palestinesi che vivevano nei campi di concentramento o campi profughi della Siria, Egitto, Giordania, anche lui avrebbe fatto la battaglia e il terrorista contro Israele.

Il popolo palestinese ha subito delle ingiustizie enormi. E ancora oggi non è solo il popolo palestinese. Tutta una serie di operazioni, che riguardano le case farmaceutiche sono operazioni guidate dal dio denaro; se andiamo a vedere persino la suina del Messico avviene quando la ditta palestinese compra la fabbrica che aveva il brevetto…non è successo niente, ma da quando sono proprietari loro scoppia l’epidemia.

E’ un meccanismo per cui la corsa al denaro giustifica tutto: il traffico di organi, di schiavi, di oro…

Traffico di organi…un’accusa molto grave. Sulla base di cosa?

Lo affermo perchè esistono le documentazioni. Addirittura in America hanno preso il figlio di un Rabbino che ha testimoniato che il padre era a capo del traffico di organi. Ebbene, costui è stato radiato e accusato di aver parlato con la Polizia, di aver detto alla Polizia ciò che sapeva. E questa è l’America. Ma si sa che tanti prigionieri palestinesi, arrestati senza una ragione, sono stati per vent’anni dentro e sono morti in galera; hanno detto che erano morti per malattia…peccato che sia stato trovato il corpo senza cuore, senza fegato, senza milza e senza cornee.

E Obama in tutto questo?

Obama è protetto dalla lobby ebraica. Basti pensare che su circa una ventina di collaboratori fidati gli hanno dato ben 8 sionisti.

E Prodi? Durante il convegno ha dichiarato che pure Prodi subisce il fascino sionista.

Vero. Anche Prodi subisce il fascino del dio denaro, ovvero del vero potere.

Però lei è stato Senatore nel Governo Prodi. Lo considera un errore?

Sì, ma quando uno si accorge di aver sbagliato mica deve insistere. Io appena me ne sono accorto ho detto basta. Adesso di certo non mi candiderei a sostegno di Prodi.

Oggi per chi si candiderebbe?

Per nessun partito. Fan parte tutti dello stesso gioco.

Anche Beppe Grillo?

Beppe Grillo no dall’inizio, però la società di cui lui si fida, che è la Casaleggio e Associati, è diretta da un certo Sassoon che ha l’ufficio a Telaviv e che lavora per le grandi banche e per le grandi compagnie petrolifere. Questo mi basta per dire “viva i 5 stelle, ma dalla Casaleggio ci sto a debita distanza”!

Torniamo ai sionisti. Chi è il sionista?

Il sionista è una persona che ha visto l’opportunità dentro a un popolo ebraico pellegrino per il mondo di conquistare la leadership e attraverso quella leadership, di fronte all’abilità di questa parte di popoli sparsi per il mondo, di manovrare il denaro. Alla base della forza della lobby sionista sta il rapporto con la grande finanza internazionale che permette ad Israele di fare tutto ciò che vuole. Nessun paese al mondo ha fatto nemmeno un decimo di ciò che ha fatto Israele.

E l’ebreo? Chi è?

L’ebreo è una vittima di questa politica, così come il siciliano è vittima della mafia.

Molti ebrei però sono anche sionisti.

Lo sono diventati, ma in origine non lo erano.

Lo sono diventati in modo consapevole o no?

Forse no. Ma per una parte sì, perchè fanno parte di una sistema di potere. Io sono stato in Israele e ho visto come vivono: fanno una vita da reclusi, ma non solo i palestinesi, ma anche gli israeliani. Quelli che vivono nei territori di occupazione hanno la loro residenza nella vetta delle colline, sia perchè l’acqua viene da lì e vogliono controllare l’acqua, sia perchè da lì controllano le valli. Ma sono recintati, con giovanissimi di guardia con in mitra addosso che avevano su per giù sedici anni. Pensi che se uno ha due figli li manda a scuola con due scuolabus diversi perchè ha paura che un attentato li porti via tutti e due. In Israele c’è il più alto consumo di ansiolitici e di droghe perchè la gente fa una vita di cacca.

Allora gli ebrei sono vittime della politica sionista, una politica che porta Israele ad essere in lotta con il mondo arabo e con i palestinesi pur di portare avanti questa politica internazionale.

Una politica basata sulle armi?

Una politica basata innanzitutto sul soldo e sulle armi. La verità è che non dovrebbero avere bombe atomiche quando invece ne hanno 250 e noi facciamo un gran pollaio perchè in Iran forse ne hanno una.

Siamo in una situazione dove il cuore, la testa della piovra non è in Israele, ma è nella grande finanza internazionale che si serve di Israele.

Marina Bortolani – ReggioNelWeb.it
(Fonte: http://www.reggionelweb.it)

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Commento di Joe Fallisi: “MAH, MAH… intervista con risposte (…) politically correct… peccato. Speravo più profondità e più coraggio dal mio amico Fernando. Gli ebrei, quei cari “FVatelli maggioVi”, “vittime” dei sionisti… come i siciliani dei mafiosi… ah sì, eh?… poverini… e, a proposito, cosa c’entrerebbe col sionismo il fiorentissimo, repellente traffico d’organi i cui boss internazionali son quasi tutti lovecraftiani DOC? e nell’antichità… ’sti usurai, vampiri e sfruttatori (e razzisti e suprematisti) per antonomasia cos’erano, “sionisti”?… ma a chi vogliamo raccontarla questa pia storiella???… Il marcio sta nella “religione” giudaica e nel mos correlato, nella loro prassi obliqua di eterne sanguisughe. Quanto al sionismo è stato solo un naturale compimento, in mundo, della Torah-Cabala-Talmud.”

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Commento di Maurizio Barozzi: “…il sionismo è solo una manifestazione nazionalista, estremista, di una realtà ben più complessa, di una atavica attitudine allo sfruttamento, alla simulazione, al dominio sugli altri. Ma accontentiamoci anche di queste risposte di Fernando Rossi ex senatore dei Comunisti italiani.
E’ quello che passa il convento ed è già tanto, tantissimo che un comunista parli in quella maniera, sia pure giustificandosi e forse “coprendosi” con lo accusare il “sionismo”.
Per la cultura comunista distinzioni più profonde, più vere, non esistono, non possono esistere, visto che si parte da una visione materialista e ugualitaria laddove certe distinzioni sono solo sovrastrutture. Basterebbe che il senatore si vada a studiare i tanti pogrom e rivolte di popolo che si sono avute contro gli ebrei, in mezza Europa, provocando spesso cruente conseguenze (molte volte però eccidi e violenze sono state anche appositamente ingigantite). Ci si dovrebbe allora chiedere: come mai che, sempre e comunque, e sempre loro, gli ebrei, descritti così pacifici, così pii, dediti al piccolo commercio e amanti delle loro tradizioni, ovunque hanno sollevato così tanto odio, così violente reazioni da parte della gente del posto, cosa che con altre etnie, culture e religioni non si è mai verificato in questo ripetuto modo?”

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Commento di Giorgio Vitali: “BISOGNA AVERE SEMPRE IL CORAGGIO DI AFFRONTARE LA VERITA’. ALTRIMENTI NON SI FA POLITICA. SI FA QUELLO CHE VUOLE IL SISTEMA. INOLTRE: OCCORRE CONOSCERE AL DETTAGLIO IOL QUADRO GEOPOLITICO PER CAPIRE DOVE…..STA ANDANDO IL MONDO. Ad esempio: se mi dicono che l’Iran ha stretto un legame serio con l’Oman, vado a vedere dov’è l’Oman e CAPISCO CHE PER LORSIGNORI C’è POCA USURA CHE VALGA. SE VENGO A SAPERE CHE L’IRAN HA SPEDITO IN SIRIA i suoi COMMANDOS ANTIGUERRIGLIA posso DIVINARE CHE LA COSIDDETTA GUERRA CIVILE IN SIRIA STIA PER FINIRE e che NESSUNO DIRA’ MAI, nel mondo “occidentale” di avere sbagliato.RESTA TUTAVIA UN PUNTO FERMO:L’ITALIA è IL PAESE DEGLI OPPORTUNISMI SBAGLIATI. ( Cioè: le scelte che gli opportunisti fanno per…opportunismo sono quasi sempre scelte di campo sbagliate!)”

domenica 12 agosto 2012

Gli ebrei sono più intelligenti? Stando alla concessione di Premi Nobel, sì....



A tutti è nota l’impressionante quantità di Premi Nobel ebrei rispetto a tutti gli altri paesi del mondo. Così comè noto che molto spesso le più grandi scoperte scientifiche in campo dell’astrofisica, dell’informatica e della ricerca medica le dobbiamo a scienziati israeliani.

…chi odia Israele, quando si trova ad affondare cure mediche, dovrebbe accertarsi se la composizione chimica del medicinale che sta usando non sia il risultato della faticosa ricerca di qualche scienziato israeliano!

Con sole sette università e diversi centri di ricerca, Israele vanta una media di 10.000 dottorati all’anno: con una percentuale di ben 145 scienziati ogni 10.000 abitanti, Israele ha conquistato il primato mondiale per la quantità di scienziati e di tecnici in proporzione alla popolazione totale (seguito da USA 85 e dal Giappone 70).

Secondo le statistiche, l’Università ebraica di Gerusalemme detiene il primato assoluto fra tutte le istituzioni di ricerca scientifica al mondo nel campo dell’astronomia e l’astrofisica;
La ricerca scientifica israeliana detiene ancora il primo posto al mondo nel campo nelle scienze dei materiali e nella nanotecnologia, e il secondo nel settore dell’informatica.

Recentemente, su 200 borse di studio stanziate dal Consiglio Europeo per la ricerca in favore di candidati provenienti da 32 nazioni, ben 12 sono state assegnate a scienziati israeliani.

Secondo l’ufficio-statistiche israeliano, sulla popolazione di mondiale di 6 miliardi di esseri umani, il popolo ebraico, composto di 13 milioni di anime (di cui solo 6 milioni vivono in Israele), costituisce una piccola minorità che occupa lo 0,002 per cento (2/1000) della popolazione globale. Tuttavia, su 740 Premi Nobel, ben 164 sono ebrei; dunque il popolo ebraico vanta ben il 22% dei Premi Nobel su scala mondiale:

53% dei Premi Nobel in economia sono ebrei

38% dei Premi Nobel in fisica sono ebrei

29% dei Premi Nobel in medicina sono ebrei

28% dei Premi Nobel in chimica sono ebrei

27% dei Premi Nobel in letteratura sono ebrei

11% dei Premi Nobel per la pace sono ebrei

Come è possibile una cosa del genere?

Questa è la cultura che a noi piace ma c’è qualcuno, anche tra di noi che li vuole cancellare dalla faccia della terra. Adesso vogliamo parlare dell’islam?

In Europa è meglio Israele o la Turchia o tutto il nord Africa o l’Asia minore? O vanno bene tutti basta che non sia Israele?


Biscui Ospitalieri (http://diavolineri.net/ospitalieri/9

(Fonte: http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/)

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Nota Aggiunta

Queste cose non sono io che le dico, sono i fatti.
Scienziati hanno stilato delle classifiche in base all’apporto dato dalle diverse etnie alla scienza. Partendo dalla conoscenza più remota della storia fino ad oggi ed in proporzione alla popolazione i medio orientali (Ebrei), gli asiatici (Cinesi ed Indiani) e gli Occidentali (Greci ed europei che sono quelli che hanno effettuato le maggiori scoperte moderne cambiando completamente la cultura a livello mondiale) sono quelli che hanno mostrato delle attitudini che altri non hanno.
Diciamo che i 2/3 della popolazione mondiale sono al traino
Non voglio dire chi sono gli ultimi ^^ ma scorrettamente, dal punto di vista politico, devo dire che esiste una differenza nel quoziente intellettivo medio tra le diverse popolazioni.
In parole povere, non siamo tutti uguali come qualcuno ancora va cianciando in giro! E guarda caso i migliori sono coloro che hanno una religione o filosofia di vita che induce alla riflessione, all’introspezione, alla ricerca dell’essenza della vita, alla critica costruttiva con riflessi positivi alla capacità di pensiero.
Altri, che sono imbrigliati da rigide regole da seguire pedissequamente e acriticamente … stanno al palo e ci resteranno ancora per tantissimo.
(Biscui)

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Mio commentino: "Probabilmente nel tempo anche i palestinesi svilupperanno quella forma di intelligenza.. è l'intelligenza del perseguitato cher si sbatte per la propria sopravvivenza... Questa è la mia esperienza (a tutt'oggi)!"

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Commento di Raffaella: "...per quanto capisco della mia anima (perdona se mi avvalgo di un sostantivo tanto retrò) provo per quel paese sconosciuto, la Palestina, ...un sentimento di preoccupazione, di rispetto, di dolore. Di tutto quello che ti pare....tranne che di derisione. Defraudati di tutto. Perfino di quella merda di nobel. Perché se ti sparano addosso... presumo che non sia quello il momento per sfogliare libri. Un signore ha scritto "Bisogna davvero essere dotati di una intelligenza fuori dal comune (combinata ad una straordinaria faccia tosta) per far digerire a tutto il mondo (occidentale) la colossale panzana che dipinge i Palestinesi come dei terroristi spietati e sanguinari e gli Israeliani come delle vittime di una aggressione ingiusta e immotivata. Non si spiegherebbe altrimenti la circostanza – rilevata qualche giorno addietro da John Dugard con particolare riferimento alla situazione di Gaza – che vede i Palestinesi come l’unico caso al mondo di popolazione che vive sotto occupazione militare e che, tuttavia, viene sottoposta ad un incredibile boicottaggio politico ed economico". Ne condivido ogni singola parola"

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Commento di Giuseppe Turrisi: "Ci sarà un motivo per cui poi anche a non voler parlare di loro si finisce sempre per parlare di loro.
Mantenere il popolo ignorante tassandolo e come reprimerlo con le armi e non facendolo istruire
rendendo l'istruzione solo per ricchi (solo loro e chi li serve) si fa in modo che la cultura sia solo loro
al popolo uguale con persone pezzi di ricambio si da in pasto la cultura (apputno quella dell'uguaglianza)
che vogliono loro solo quella che elemosinano, poi c'è tutto il discorso di chi gestisce i Nobel ma tutta un'altra storia...
uno dei motti di accademia è
SOLO SE CONOSCI PUOI CAMABIERE (SCENTIAM EST POTENTIAM)"

sabato 28 luglio 2012

Siria: "..la guerra dell'oro contro il sangue. Ovvero: manipolazione e guerra democratica"



Stralcio di un articolo di Giulietto Chiesa sulla situazione in Siria:

Siria - Andiamo con ordine con le distorsioni: “L’Amministrazione Obama ha per il momento abbandonato gli sforzi per un regolamento diplomatico del conflitto in Siria”. Notare le diverse finezze inscatolate in una sola riga. Il “per il momento” lascia pensare che, dopo, forse, ci ripenserà. Poi notate “gli sforzi” per un “regolamento diplomatico”. Cioè il lettore deve pensare che, fino ad ora, lo sforzo di Obama è stato per un “regolamento diplomatico” è che solo ora questa idea è stata “abbandonata”.

È, naturalmente, una palese falsità. E non lo dico io. Lo dice il New York Times nella riga successiva, comunicandoci che Obama “sta aumentando l’aiuto ai ribelli e raddoppiando gli sforzi (letteralmente, ndr) per costruire una coalizione di paesi concordi ad abbattere con la forza il governo del presidente Bashar al-Assad “.

Dunque se “sta aumentando” vuol dire che l’aiuto ai ribelli già c’era. Cioè che gli Stati Uniti stavano già violando la Carta dell’Onu e tentavano di sovvertire dall’esterno un paese sovrano. Adesso dice che “raddoppiano gli sforzi”. Cioè da oltre un anno gli USA stanno conducendo una guerra per interposta persona contro la Siria e l’ineffabile New York Times (con il codazzo di giornali e telegiornali italiani) ci spaccia che quello che è avvenuto fino ad ora era per un “regolamento diplomatico”.

Si trattava e si tratta, dunque, di un progetto di “abbattere con la forza” un governo. Prosegue il NYT(citando fonti dell’Amministrazione) con l’annuncio che ci sono stati “colloqui con la Turchia e Israele sul tema della gestione del collasso del governo siriano” e, anzi, si fa capire che potrebbe essere affidato proprio ad Israele il compito di “distruggere i depositi di munizioni”. Nel frattempo i tagliagole libici di Al Qaeda, portati in Turchia da aerei inglesi, americani e francesi, estendono la guerra, mentre i servizi segreti dei paesi di cui sopra mettono le bombe a Damasco facendo saltare in aria, uno ad uno, i generali di Bashar. Cioè organizzano il terrorismo.

L’Amministrazione – scrive pudico il NYT – non fornirà armi alle forze ribelli, anche perché lo stanno già facendo egregiamente tre campioni della democrazia occidentale come la Turchia, il Qatar e l’Arabia Saudita. In compenso Washington “fornirà istruzione tecnica e equipaggiamento per le comunicazioni” per accrescere la capacità di combattimento delle opposizioni”. Si presume con corredo di detonatori e di esplosivi. Infatti è previsto anche “un supporto di intelligence”.

Come si vede tutto molto diplomatico.

Aggiungo una notazione che piacerà molto ai debunkers dell’11/9. “Noi stiamo puntando ad una demolizione controllata del regime di Assad”, ci rivela Andrei J. Tabler dell’Istituto per la politica del Vicino Oriente, di Washington. E poi aggiunge, prudentemente: “Ma, come in qualunque demolizione controllata, c’è sempre qualcosa che può andare storto”.

Appunto: qualcuno se ne accorge, com’è avvenuto con le tre “controlled demolitions” dell’11 Settembre 2001.


Giulietto Chiesa
(Fonte: Megachip)


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Commento di F.C.: "Continua la guerra dell'oro contro il sangue, con il metodo "graduale", che però potrebbe portare infine allo scoppio di una terza guerra mondiale..
Il nostro governo e la "Casta" dei politici+ media+ sindacati+giudici+funzionari, in una parola: i "camerieri ", come aveva ben diagnosticato il grande Ezra Pound, tradiscono i nostri interessi e mettono a repentaglio le nostre vitee quelle dei nostri figli.....


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Commento di Maurizio Barozzi:

Fino a poche tempo fa queste cose le dicevamo in pochi. Oggi, dopo che i banksters hanno dovuto scendere direttamente in campo e prendere in mano vari governi (da noi vedi Monti) tutto sta diventando evidente a tutti.
Un vasto fronte, almeno sul piano delle idee, si sta formando nel paese, indipendentemente da chi era o può ritenersi fascista o ex socialcomunista o altro. E’ un fatto positivo. Del resto questi criminali, che hanno riempito le città di banche e distrutto tutta la piccola economia popolare, stanno facendo carne di porco dello stato sociale: ogni euro deve andare ai banksters, non c’è più niente per il popolo! Siamo sotto un usura peggio di quella mafiosa. Questo crea miseria e disperazione. In Argentina fu possibile una rivolta di popolo, in Italia, da noi, ho i miei dubbi.
Il fatto è che da noi tutte le tradizioni nostrane sono state distrutte o stravolte; a sinistra basta vedere come è finito il comunismo, e a destra, un pugno di farabutti, collusi con i servizi, fin dagli anni ‘50, hanno deviato quella che poteva essere una magnifica rifioritura di una base nazionalpopolare.
La gioventù infine, tra mode, miti musicali, sballo, droghe, video giochi e sport demenziali, l’hanno americanizzata e dissolta.
Non credo sia possibile in Italia una rivolta di popolo, tranne saccheggi ai negozi di Hi Fi, senza contare che siamo pieni di basi Nato e la presenza dei Servizi, che possono controllare ogni gruppo politico, non consentirà di mettere in piedi seri tentativi di rivolta.
L’unica speranza, solo per chi rimarrà in vita, è il disastro nucleare a cui questi criminali d’occidente ci stanno facendo correre un serio rischio.
Ho paura che hanno tutto già progettato: o russi e cinesi, cedono in qualche modo e danno il via libera, alla distruzione della Siria, del Libano e dell’Iran, con dissoluzione successiva della Russia di Putin, aprendo la strada alla Repubblica Universale, oppure rischierebbero anche una breve guerra atomica.
Del resto è da sempre nei progetti mondialisti la drastica riduzione della popolazione mondiale e chi di dovere ha già predisposto rifugi e località in cui, portarsi momentaneamente.
Vada come vada, ben sapendo che l’Italia, a causa delle basi Nato, sarà un obiettivo strategico. Bruciasse pure il Colosseo, Castel Sant’Angelo, San Pietro: chi se ne frega! oramai sono solo monumenti vuoti, morti. Anzi l’Arco di Tito lo usano per festeggiare le vendette ebraiche, alla presenza umiliante del sindaco di Roma (chissà se per l’occasione, nel 2008 ai festeggiamenti dei 50 anni di Israele, sotto l’arco di Tito, si nascose la croce celtica che portava al collo).
Magnifici questi destristi, in men che non si dica diventano i migliori amici di Israele. Fini è di casa a Gerusalemme, Akemanno cosa non farebbe per la comunità ebraica romana, la moglie di Storace dichiarò che Francesco a Gerusalemme, di fronte al museo dell’olocausto pianse. Bah.
Comunque questa cinica, falsa civiltà occidentale merita di morire. E con la distruzione di Roma speriamo che almeno, possa arrivare un bombardamento atomico sulla sacra terra di Israele, veri mandanti del massacro, rendendola invivibile per migliaia di anni. Una volta tanto lo diciamo noi il “muoia Sansone....”.

martedì 10 luglio 2012

Detentori dei poteri mondiali: quelli occulti e quelli palesi

Il castello del mago - Dipinto di Franco Farina

Scrive Raffaella: "...stavo ricordando il lavoro di un ricercatore, stranamente morto suicida. Ebbene.... sosteneva (documenti alla mano) che l'1% della popolazione mondiale rappresentata da Israele.... fosse reale ma al contempo una mascherata. Il ricercatore s'era preso il disturbo di controllare tutti i gangli di potere in cui l'ebreo si era insediato. E di confrontarli con lo stra-numero in eccesso di quelli occupati da non ebrei ma altrettanto voraci e ultra ricchissimi. La conclusione portava alla seguente osservazione: Su 100 potenti ebrei abbiamo un numero maggiore di potenti non ebrei (dal Vaticano in giù) e, secondo il ricercatore, questi erano quasi sempre americani o filo americani. Israele è un parafulmine dell'America. La sua tesi sosteneva che l'odio delle popolazioni del mondo si dovesse riversare, attraverso una strategia da "false flag", sugli ebrei, quali utili strumenti, padroni asserviti, ma a tutti gli effetti.... troppo limitati nel numero rispetto ad altri potentissimi e carognissimi potentati superiori in modo schiacciante ed evidente. E aggiungeva che se potevamo identificare il nome dei Rotschild e Rockfeller nelle trame del mondo.... è solo perché chi veramente conta noi non lo possiamo nominare. Chi conta.... non compare nelle liste semi-segrete del club Bilderberg, etc."


Commento di Cristina: "Questa cosa la sostiene anche una mia amica ebrea. Sinceramente a me pare strano; ai vertici del governo e di altre posizioni di controllo statunitensi sono ancora loro. Penso alle torri gemelle.... gira un video in cui la stampa americana incolpa i servizi segreti ebraici di questo attentato... Certo, potrebbe comunque essere un giochino di complicità. Una specie di "scambio di favori" insomma. Ci sono giovani ebrei in Israele che combattono ogni giorno contro il governo, per la sua tirannia e la privazione di diritti. Credo sia proprio una loro indole, qualcosa che hanno nelle viscere"


Commento di Marco Bracci: "A proposito dell'argomento introdotto da Raffaella, mi sento di dire che sono gli ebrei che controllano gli USA, ma che gli stessi ebrei
sono manipolati dal Vaticano "tramite personaggi che non sono nelle liste del Bilderberg".
Come già detto tempo fa, i Rotschild sono i banchieri semi-occulti del Vaticano, con il quale sono in combutta per far avverare la profezia biblica che i re del mondo si prostreranno ai suoi piedi carichi d'oro. Sopra di loro, comunque, ci sono le "tenebre", cioè i caduti con Lucifero che ancora non si sono pentiti, grazie all'energia che noi umani forniamo loro con il nostro assecondarle materialmente tramite il nostro agire dettato dall'ego. E noi umani, per la stragrande maggioranza, siamo parte delle tenebre. E' un circolo vizioso: miliardi di anime cadute si incarnano e forniscono energia alle "tenebre" che vivono nei mondi della caduta (dato che la battaglia nei cieli è già stata vinta dalla Luce, come dicono anche le scritture orientali) e mantenerle così attive e vive, nel tentativo di
raggiungere lo scopo di distruggere la Creazione divina perfetta e sostituirla con la loro. E queste anime molto incolpate continuano la loro opera nonostante Lucifero, il loro capo iniziale, abbia capito, nel momento stesso in cui Gesù pronunciò il "COMPIUTO" e da allora lavori a favore della redenzione, che non avrebbe MAI potuto sopraffare la LUCE e l'AMORE di DIO. Come conseguenza del suo atto di ribellione, Lucifero, pur pentita e divenuta collaboratrice, non potrà unirsi nuovamente a Dio, cioè passare la barriera di luce che circonda l'Eterno e i Suoi Figli fedeli, finché OGNI anima non sarà ritornata a Lui grazie al pentimento, alla richiesta di perdono e al non commettere più atti contrari alla Legge Divina, finché cioè non sarà ritornata divina."


Articoli correlati: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=marco+bracci

lunedì 4 giugno 2012

L'america ha bisogno della guerra.. come il pane...



"America impara ad amare la pace e non la guerra!" (Saul Arpino)

Quel che sta succedendo – Una delle cause che rende molto probabile una terza guerra mondiale è che l’America è prossima alla bancarotta e l’unico modo per uscirne senza dover affrontare una rivoluzione interna, dalle imprevedibili conseguenze, è tentare il tutto per tutto all’esterno, in modo da avere almeno il controllo sulle popolazioni e sugli stati con i quali ha contratto debito esteri.. o che potrebbero competere con la sua potenza produttiva e militare, creandole difficoltà di ripresa economica.

Queste nazioni sono presto individuabili: Cina e Russia.

C’è poi il fattore approvvigionamento petrolio che è comunque indispensabili per il mantenimento del livello tecnologico ed alimentare (tutta l’agricoltura statunitense è basata sull’agro/industria e sull’uso di macchine agricole), nonché i trasporti ed i commerci globali che avvengono tutti per mezzo del petrolio… Da qui le spinte per l’invasione prima dell’Iraq, poi della Libia ed ora della Siria e dell’Iran.

Ma sarà proprio la spinta obbligata contro l’Iran a causare la debacle, così prevedono gli analisti economici e politici internazionali.

Insomma la fine del sistema è inevitabile, con quali conseguenze? Una delle conseguenze indirette, in preparazione della prossima catastrofe, è l’asservimento duro delle nazioni di interesse strategico, che potranno fungere da basi di attacco con missili continentali.

Ovviamente salta subito all’occhio la posizione “privilegiata” dell’Italia, definita la portaerei USA, il che fa capire la necessità di uno stretto controllo politico (il Governissimo) e militare sulla penisola che dovrà assorbire il maggior impatto di un ormai prevedibilissimo conflitto.

Quindi il governo Monti (od un suo peggiore successore) non potrà che continuare allo scopo di mantenere il controllo sempre più fort sulla popolazione….

Ciò spiega la riluttanza dei partiti a mollare il Monti e la campagna “giudiziaria” attuale tesa a tacitare ogni opposizione. Senza trascurare le visite rassicurative già compiute dal Monti verso i padrini principali del potere mondialista: USA ed Israele.

Conferme di prossimo conflitto da fonti americane – Scrive Joseph Farah, uno sperimentato giornalista americano con buone fonti, conferma: «L’esercito russo prevede che un attacco contro l’Iran avverrà in estate, ed ha sviluppato un piano d’azione per spostare truppe russe attraverso la Georgia in Armenia, che confina con la repubblica islamica, secondo fonti informate russe. Victor Ozerov, capo del Consiglio di Sicurezza Russo ha dichiarato che il Quartier Generale ha preparato un piano d’azione in caso di attacco all’Iran»”

Insomma come afferma Maurizio Barozzi: “La politica internazionale è soggetta a molti imprevisti e variabili. Personalmente ritengo che se l’Occidente non riesce in qualche modo ad “addomesticare” la Russia, entro l’estate vi siano fortissimi pericoli di una guerra dalle incalcolabili conseguenze. L’Occidente, con tutte le Consorterie che lo costituiscono, sia di natura finanziaria che razzial-religiosa, è ben conscio di essere ad un bivio storico, laddove ha necessità di eliminare, ora e subito, prima che sia troppo tardi, interferenze alla costituzione di un potere mondiale assoluto. Comunque sia, se le informazioni che ci pervengono sono corrette, ovvero che la Russia si sta attrezzando militarmente per proteggere l’Iran, questa volta per gli Usa-Israele non sarà la solita, comoda e sicura passeggiata militare preceduta da un tappeto di bombe su una Nazione inerme…”

Paolo D’Arpini


P.S. Per quanto riguarda la comprensione e le conseguenze della crisi economica guardatevi questo breve cartone animato in cui si spiega il Collasso Economico Globale (prossimo venturo…) con un cartone animato: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3977

…………………

Commento di Giuseppe Turrisi:

Caro Paolo, questi signori sembrano veramente determinati alla guerra anche perché ci devono ridurre e si devono accaparrare le ultime risorse di petrolio per loro, la cosa drammatica e che ci troviamo in una fase di stallo in quanto la popolazione se non vede non crede, infatti crederà solo quando entreremo in guerra, e la politica è praticamente e completamente schierata con questi pazzi guerrafondai
che ci considerano inutili…. La nostra potenza di informazione è poca cosa contro questa droga informativa che viene iniettata ogni giorno nelle meningi della popolazione…. dovremmo cominciare a fare scorte … energia acqua cibo…
Putin sicuramente era ed è un rallentamento allo scacco matto contro la popolazione mondiale ma le variabili sono tante…. io confido sempre nello spirito intelligente …. molti movimenti anche in america stanno fermentando… il problema e con non so mettono in rete poichè non sono stati abituati a lavorare in rete ma solo ad obbedire… non hanno altri archetipi e schemi la nostra battaglia anche di accademia non è nel continuare a fare analisi sulla situazione di cui sappiamo quasi tutto ma su come riuscire a fare rete e consapevolezza….. coscienza collettiva …. capita spesso che chi immagina certe cose (vedi Auriti) non le vede realizzate.. ma fa parte del mestiere dei visionari degli errori di sistema e caro Paolo noi facciamo parte di questa categoria… Giuseppe Turrisi

……………

Commento di Giorgio Vitali:

GENERALMENTE SI DICE CHE TUTTE LE GUERRE SONO STATE FATTE CON LA MENTALITA’ DELLA GUERRA PRECEDENTE. NE DISCENDE CHE, PER PREVEDERE IL FUTURO, OCCORRE USCIRE DA QUESTO SCHEMA E VEDERE LE COSE IN MANIERA DIVERSA. iL PRIMO ED IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE AVVENNERO PER DUE RAGIONI SOSTANZIALI: IL RISCHIO DELL’ESAUTORAMENTO DELLA STERLINA (e non del dollaro). LA GUERRA PER LE FONTI ENERGETICHE ( e NON per le materie prime, come invece il 1°conflitto mondiale…)IL PROBLEMA GEOPOLITICO: TROGETTO EGEMONICO TEDESCO SULL’EUROPA. OGGI NON è PIù COSì. PUR SUSSISTENDO TUTTI GLI ALTRI PRE-REQUISITI, IL SISTEMA-MONDO SI è ARTICOLATO SULLA GLOBALIZZAZIONE, LA QUALE A SUA VOLTA HA CONTRIBUITO A CREARE UN SISTEMA CENTRIFUGO INCONTROLLABILE DAL CENTRO (USA/WALL STREET-CITY-FMI-BANCA MONDIALE). OGGI, PUR CONTROLLANDO L’EUROPA, IL POTERE ATLANTICO è ACCERCHIATO (BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Se si esamina la questione in una carta geografica si vede bene l’accerchiamento. Perchè a queste POTENZE, che rappresentano i 3/4 dell’Umanità.

sabato 21 aprile 2012

La fine dell'Occidente... nell'opinione di Massimo Fini




"I nostri politici parlano ancora di crescita, ma lo sviluppo occidentale è finito".

Il parere di Massimo Fini sulla sorte dell'Occidente: "Dalla caduta del muro abbiamo fatto otto guerre, però le chiamiamo in un altro modo. Sono vigliacche e totalitariste". Sulle mistificazioni dell'Occidente: "Gli insorti vengono chiamati terroristi. Poi si fa la morale su storie come quelle di Sakineh, che ha ucciso il marito". Il modello di sviluppo occidentale è ancora vivo? "Siamo come una macchina che si trova davanti a un muro ma continua a dare di gas. Prima o poi fonderà, e sarà un disastro planetario. La crisi ci deve servire per mettere in discussione il nostro modello anche quando funziona".


L'INTERVISTA

Una guerra può essere democratica? Beh, le democrazie fanno le guerra. Da quando è caduta l'Unione Sovietica ne hanno inanellate otto di cui forse solo la prima aveva una qualche giustificazione, ovvero il primo conflitto del Golfo. Le altre sono sette guerre di aggressione. Però la caratteristica della guerra democratica è che non la si dichiara, ma la si fa. La si chiama con altri nomi: operazioni di peacekeeping, operazione umanitaria, difesa dei diritti umani. Ma sono guerre a tutti gli effetti.


Negli ultimi vent'anni i popoli occidentali tendono a considerare le guerre siano qualcosa di "esterno" rispetto a loro. Ma è davvero così oppure dovremmo cominciare a pensarci in maniera diversa? Siccome sono guerre che si fanno in altri paesi, chi vive nei paesi democratici non sente queste guerre come pericolo. D'altro canto, dovremmo invece interessarci al fatto che spendiamo moltissimi soldi per le guerre. Prendiamo l'Italia: per l'Afghanistan spendiamo quasi un miliardo di euro all'anno, con il quale non si recupera il debito pubblico ma qualche buco lo si potrebbe tappare. Ma la cosa più importante è che queste guerre sono fortemente sperequate perché le democrazie conducono queste guerre soprattutto con l'aviazione o addirittura con robot e droni senza pilota e senza equipaggio. Questo le rende guerre particolarmente vigliacche.C'è poi anche una sorta di disumanizzazione del nemico... Assolutamente sì. Non essendo formalmente guerre, il nemico non è uno schmittianamente parlando, ma è sempre o un criminale o un terrorista. E quindi dei suoi soldati si può farne carne di porco. Per loro non valgono le regole di guerra, neppure per i prigionieri. Basta vedere quello che è successo a Guantanamo... C'è poi anche un altro aspetto: le democrazie possono colpire i soldati altrui, ma non accettano che succeda l'inverso. Quando viene colpito un soldato occidentale allora si parla subito di "attacco" o di "vile attentato".

Quindi la guerra non è sperequata solo materialmente ma anche concettualmente. Secondo le democrazie occidentali, i popoli che vengono attaccati dovrebbero solo stare fermi e subire in silenzio.Che ruolo gioca la mistificazione del linguaggio?

Quanto è importante una parola per dipingere una realtà diversa da quella che è realmente? E' fondamentale. Recentemente ho richiamato proprio la "neolingua" in Orwell. In 1984 i significati vengono invertiti. Uno degli slogan del partito era: "La guerra è pace". Uno slogan che calza perfettamente con quanto sostengono le democrazie occidentali. Sembra proprio di sentire Bush. Questa mistificazione del linguaggio percorre tutti i giornali occidentali. Dell'Afghanistan, per esempio, si dice sempre con falsa pietas "questo martoriato paese".

Ma in realtà gli afghani non è che sono martoriati per conto loro, siamo noi che li martoriamo. Prima lo hanno fatto i sovietici, ora lo facciamo noi. Per tanto tempo gli afghani erano chiamati automaticamente "terroristi", poi per fortuna a un certo punto hanno smesso tutti di farlo, a parte La Russa e Frattini. Dopo nove anni di resistenza da "terroristi" sono diventati "insorti".Dall'altro lato invece di questi paesi si prendono come esempio storie singole che diventano simbolo di lotte per i diritti umani, come quella di Sakineh. Trovi che in questo ci sia un po' di ipocrisia? C'è un'aggressione continua, soprattutto contro l'Iran, per cui ogni evento viene enfatizzato. Prendiamo appunto Sakineh: sono apparsi subito intellettuali e gruppi che chiedevano di liberarla. Ora, capisco la richiesta che non venisse lapidata, ma questa aveva accoppato il marito.

Sarebbe come dire: "Franzoni subito libera". L'Iran viene minacciato perché potrebbe costruirsi un'atomica. Ma il Paese accetta le ispezioni dell'Aja, che cos'altro bisogna chiedergli? D'altro canto, Israele la bomba ce l'ha. E se qualcuno dice questo, come Gunter Grass, allora immediatamente diventa antisemita.

Trovi giusto che l'Iran possa avere una bomba atomica? E' proterva l'ingerenza, perché gli ispettori dell'Aja non hanno mai trovato un sito dove l'uranio fosse arricchito più del 20%, che è il limite concordato per l'uso civile. E' solo su un'ipotesi e su un processo alle intenzioni che si minaccia l'Iran per una bomba atomica che non è provato stia costruendo. Poi è abbastanza ridicolo che ci siano paesi seduti su arsenali atomici giganteschi facciano delle lezioni di questo genere all'Iran.

Che poi, se vogliamo dirla tutta, l'Iran è circondato da una serie di paesi nucleari: Israele, India, Pakistan e Russia. Io non credo che l'Iran abbia l'intenzione di costruire l'atomica, però si dovrebbe pensare che tutti hanno diritto di difendersi. Poi è particolare che si attacchi con questa veemenza l'Iran e non invece la Corea del Nord, che di atomiche ce ne ha già due.Corea del Nord che oggi è considerata una delle ultime dittature. Ma la democrazia può essere considerata un totalitarismo? All'esterno sicuramente sì.

Democrazie che pretendono che altri paesi con storie e tradizioni diverse dalle nostre diventino come noi non possono essere chiamate tali. Un liberale che pretende che tutti siano liberali non è un liberale, ma un fascista. In questi ultimi venti anni, le democrazie hanno dimostrato di essere molto simili all'esterno ai totalitarismi comunista e nazifascista.Le democrazie occidentali credono ancora nella propria ideologia? Credono non tanto nella democrazia ma nel loro modello di sviluppo.

Pensano che sia il migliore dei mondi possibili e di avere il diritto e il dovere di andare a insegnarlo agli altri popoli. Ma il totalitarismo occidentale è tanto pericoloso perché in certa misura è inconscio. L'ho chiamato "il vizio oscuro dell'Occidente", ovvero il credere di essere democratico ed essere invece totalitario.In occidente però stiamo vivendo una crisi molto profonda. I popoli delle democrazie occidentali credono ancora nei valori di sviluppo e progresso. Pensano ancora di poter migliorare la posizione sociale? Ecco, appunto, invece di andare ad aggredire all'esterno le democrazie dovrebbero fare un esame profondo sul modello di sviluppo che hanno e cercano di esportare.

Questo modello di sviluppo, cominciato nel diciottesimo secolo in Inghilterra con la rivoluzione industriale mostra delle crepe minacciose dopo due secoli e mezzo. E' ovvio che sarebbe successo questo, perché si basa sulle crescite infinite che esistono in matematica ma non in natura. E questo è il fatto vero: le democrazie occidentali non possono più crescere. E' un po' come una potente macchina che arriva di fronte a un muro e continua a dare di gas: alla fine fonde.In venti anni si sono avvicendati politici di destra e di sinistra alla guida dei vari paesi occidentali. Quest'anno si vota in Francia e negli Stati Uniti.

Ma quanto conta la persona alla guida nella determinazione di questo approccio verso gli altri paesi? Poco, molto poco. L'ideologia di Obama è molto diversa da quella di Bush, ma alla fine ha agito nello stesso modo nel quale ha agito lui.

In Afghanistan, per esempio, ha mandato altri 30mila uomini.Facciamo un "totoguerra". Quali saranno secondo te i prossimi fronti? La Siria e poi l'Iran.

Anche se in questo caso diventa più difficile perché ricomparirebbero potenze come la Russia e la Cina e toccare questi Stati diventa molto pericoloso. E' molto diverso che andare in Libia o in Afghanistan. Sarebbe un rischio drammatico, perché noi non siamo più abituati a combattere. Prendiamo l'Afghanistan: lì c'è gente disposta a morire per i propri valori, giusti o sbagliati che siano. Da noi invece non ci sono più valori. E un impero senza valori, per quanto grande e potente, finisce per implodere su se stesso. E' un po' quello che è accaduto all'impero romano, solo che qui l'impero occidentale vuole riguardare tutto il mondo. Quando accadrà sarà un disastro planetario. io spero solo che questa crisi economica induca le persone a ragionare su questo modello anche quando questo modello economicamente più o meno funziona. Questo perché anche se l'economia va bene noi facciamo, secondo me, vite che non sono vite.

Lorenzo Lamperti

(Fonte: Affari Italiani.it)

sabato 14 aprile 2012

ISRAELE MINACCIA LE COMPAGNIE AEREE E PRETENDE CHE NON IMBARCHINO I PASSEGGERI SEGNALATI NELLA SUA BLACK LIST

Foto di Gustavo Piccinini - Disimbarcati della Black List assistono ad un film in 3d all'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino


ISRAELE MINACCIA LE COMPAGNIE AEREE E PRETENDE CHE NON IMBARCHINO I PASSEGGERI SEGNALATI NELLA SUA BLACK LIST

L’arroganza israeliana non conosce limiti.

Non contenti di aver dichiarato “persona non grata” il Premio Nobel Gunther Grass, e prima di lui Noam Chomsky, ora i governanti di Tel Aviv minacciano e ricattano le compagnie aeree europee, ingiungendo loro di non imbarcare i passeggeri – in possesso di regolare biglietto – che potrebbero far parte della missione “Benvenuti in Palestina”.

Anche il giornale israeliano Haaretz definisce black list gli elenchi di persone che, con una lettera inviata alle diverse compagnie aeree, il Ministero dell’Interno di Tel Aviv definisce i passeggeri “attivisti radicali pro-Palestinesi che intendono arrivare su voli commerciali dall’estero, per disturbare la pace (sic!) e confrontarsi con le forze di sicurezza all’aeroporto internazionale Ben Gurion ed in altri punti di frizione”, per cui “è stato deciso di proibire il loro ingresso”. La lettera è accompagnata da una black list di presunti “attivisti radicali”, per i quali Israele chiede che venga negato l’imbarco. La lettera contiene anche minacce verso le compagnie: “Non ottemperare a questa direttiva è suscettibile di condurre a sanzioni contro le aerolinee”.

Sempre nella lettera, il governo israeliano precisa che la black list allegata è “solo una lista parziale, e liste aggiuntive verranno inviate successivamente. C’è un’alta probabilità che sarà impedito l’ingresso di ulteriori attivisti, i cui nomi non possiamo trasmettere preventivamente”.
Secondo quanto riporta Haaretz, infine, la polizia israeliana si attende comunque l’arrivo di un numero variante dai 500 ai 1000 attivisti, che si prepara ad affrontare con centinaia di agenti, “la maggior parte dei quali disarmati ed in abiti civili”.

Una chiave di lettura interessante per comprendere l’attivismo israeliano volto ad impedire che i passeggeri arrivino a Tel Aviv ce la fornisce l’avvocato israeliano Amar Schatz, che ha vinto la causa intentata da due donne – un’Australiana ed una Neozelandese – che nel luglio 2011 erano state bloccate all’aeroporto di Tel Aviv nel quadro della precedente missione “Benvenuti in Palestina”. Il tribunale israeliano ha giudicato che, dal momento che le due donne non avevano intenzione di soggiornare in Israele, ma di recarsi nei Territori Palestinesi Occupati, il Ministero degli Interni non aveva il potere di decidere. Conferire al Ministero degli Interni il potere di dire chi può o non può andare nella Palestina occupata equivarrebbe ad ammettere che quei territori sono stati annessi ad Israele, il che non è (ancora) avvenuto. Quindi, oltre il prevedibile clamore mediatico, il governo israeliano vuole evitare altri contenziosi giudiziari che lo vedrebbero sconfitto in base alle sue stesse leggi.

I passeggeri cui è stato comunicato il rifiuto dell’imbarco si presenteranno ugualmente, con i loro biglietti e accompagnati da parenti ed amici, negli aeroporti di partenza. Un primo appuntamento è stato fissato per domenica 15 aprile, a partire dalle 5 del mattino, al Terminal 1 dell’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi.

L’UMORISMO INVOLONTARIO DELLE COMPAGNIE CHE DEVONO OBBEDIRE AGLI ORDINI ILLEGALI DI ISRAELE

Mettersi a 90 gradi di fronte ad Israele costa, sia in termini economici che di immagine. Di seguito, un piccolo florilegio delle acrobazie escogitate dalle compagnie aeree per far digerire ai propri clienti il fatto che – pur non avendo commesso alcun reato ed avendo regolarmente pagato il biglietto – non potranno essere imbarcati sui voli prenotati o dovranno subire disagi a causa dell’arroganza israeliana. Siamo facili profeti nel predire che ci saranno un sacco di lavoro per gli avvocati e un sacco di soldi da sborsare per le compagnie, perchè il rimborso del biglietto non è certo sufficiente a ripagare il disagio causato da un viaggio forzatamente annullato. Una lezione per le compagnie e per tutti quelli che si genuflettono ad Israele: il collaborazionismo costa caro.

LUFTHANSA propone ai viaggiatori da Parigi di anticipare la partenza al 14 e di passare la notte a spese della compagnia.

LA LUFTHANSA VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE

Diverse decine di passeggeri che avevano acquistato un biglietto aereo per recarsi a Tel Aviv domenica 15 aprile sono stati avvisati giovedì dalla compagnia aerea Lufthansa che la loro prenotazione era annullata «per ordine di Israele».
«Israele ha prodotto una lista di nomi di persone alle quali questo Paese proibisce l’ingresso. Il vostro è fra questi, il che ci induce ad annullare il vostro biglietto, e noi lo rimborseremo immediatamente sulla vostra carta di credito», hanno dichiarato impiegati della Lufthansa ad alcuni viaggiatori.
Non avendo potuto distinguere, nelle liste dei viaggiatori preventivamente trasmesse ad Israele dalle compagnie aeree, quelli che avevano intenzione di partecipare alla missione “Benvenuti in Palestina” da quelli che non ne erano coinvolti, il governo israeliano, abituato ai “danni collaterali”, ha apparentemente deciso di metterli in massa sulla sua black list. Molte persone non coinvolte nella missione, che avevano deciso di soggiornare in Israele, nella serata di giovedì hanno contattato gli organizzatori per rendere noto quanto accaduto.

I passeggeri dei voli Lufthansa non hanno commesso alcuna infrazione e non accetteranno questi metodi mafiosi, favoriti dai governi complici dell’oppressione del popolo palestinese. Per questo motivo, con il sostegno di molti amici, si presenteranno, come previsto, nei loro aeroporti di imbarco questo fine settimana, per ricordare che la Cisgiordania, come il resto della Palestina, non appartiene ad Israele e per esigere il rispetto del diritto internazionale.

Dimitri

(Fonte: http://www.freedomflotilla.it/)

lunedì 26 marzo 2012

1.500 i bambini uccisi in Palestina in 12 anni di invasione sionista

Fiamma Nirenstein


In un recente articolo sul Giornale la “signora” Fiamma Nirenstein afferma che “l’esercito israelia­no non ha mai colpito intenzional­mente un solo bambino, anzi ha sospeso infinite operazioni quan­do ­si è delineata una vittima incol­pevole”

Evidentemente l’età comincia a farsi sentire e la memoria la sta abbandonando…

Dal 2000 ad oggi lo stato invasore sionista ha ucciso oltre 1500 minori e quella che segue è una lista incompleta delle vittime dai 13 anni in giù e dal 2000 al 2009
Buona lettura “signora” Nirenstein


2000

Muhammad Salh Muhammad al-Arja, 12 anni, di Rafah, Gaza. Ucciso con un proiettile al capo da uno sniper israeliano vicino al posto di blocco della frontiera di Rafah.
Math Ahmad Muhammad abu-Hadwan, 11 anni, di Hebron, ucciso da un proiettile al capo dall’IDF a Tel Rumeida.

Abdul-Rahman Khaled Hammouda Khbeish, 4 anni, del campo di rifugiati di Balata, ucciso con un proiettile al capo dall’IDF.

2001

Il piccolo Obeisi, di Nablus, è morto ad un checkpoint dell’IDF, perché i soldati non hanno voluto farlo passare per potersi ricoverare in ospedale.
Muhammad Ismael Hashem Nasr, 10 anni, di Dahyet-el-Bareed, vicino a Gerusalemme, ucciso da coloni israeliani.

Isra Ahmad, 11 anni, di Nablus. E’ morta ad un checkpoint dell’IDF perché i soldati non hanno voluto lasciarla passare per andare in ospedale.
Mahmoud Ismael al-Darwish, 11 anni, di Dura, vicino a Hebron, ucciso dalle schegge di una granata sparata dall’IDF che lo hanno raggiunto al petto.
Yehya Fathi Muhammad al-Sheikh Eid, 12 anni di Rafah, Gaza. Ucciso da schegge di una granata sparata dall’IDF, che lo hanno attinto al viso, al collo e all’addome.
Iman Muhammad al-Haju, 4 mesi, di Khan Younis, Gaza. Ucciso dalle schegge di una granata sparata dall’IDF nelle braccia dilla madre.
Suleiman Sami al-Masri, 12 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF alla schiena.
Khalil Ibrahim Muhammad al-Moghrabi, 11 anni, di Rafah, Gaza, ucciso dal colpo di un tank dell’IDF alla testa mentre giocava con un amico vicino alla frontiera con l’Egitto.
Diya Marwan Hilmi al-Tmeizi, 3 mesi, di Ithna, vicino ad Hébron, uccisa insieme a suo fratello da spari dii coloni alla testa e alla schiena.
Ashraf Khalil Abdul-Minem, 8 anni, di al-Judiidah, vicino a Jénine, ucciso con suo fratello da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF durante un’esecuzione mirata.
Bilal Khalil Abdul-Minem, 10 anni, di al-Judiidah, vicino a Jenin, ucciso con suo fratello da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF durante un’esecuzione mirata.
Azhar Said Shalafa, 2 anni, di Rafah, Gaza, è morta ad un checkpoint dell’IDF perché i soldati hanno rifiutato il passaggio a sua madre che voleva portarla in ospedale.
Muhammad Subhi abu-Arrar, 14 anni, del campo di rifugiati di Rafah, Gaza, ucciso dal tiro di uno sniper dell’IDF al petto mentre giocava davanti a casa sua.
Inas Samir abu-Zeid, 5 anni, di Rafah, Gaza, ucciso insieme a suo fratello da schegge di granate dell’IDF.
Suleiman Samir abu-Zeid, 7 anni, di Rafah, Gaza, ucciso insieme a suo fratello da schegge di granate dell’IDF.
Abdallah Atatrah, 3 anni, di al-Tarm, vicino a Jenin, è morto ad un checkpoint dell’IDF perché I soldati hanno rifiutato di far passare la macchina che lo portava al centro medico di Yabad, dopo che era caduto in uno stagno.
Khaled Arafat al-Batash, 2 anni, di Hébron, ucciso dal gas durante un attacco dell’IDF et di coloni israeliani.
Riham Nabil Younis Abul-Ward, 10 anni, di Jenin, uccisa da un proiettile dell’IDF alla testa nella sua aula scolastica.
Abed-Rabo, un neonato di Betlemme, é morto ad un checkpoint dell’IDF perché i soldati hanno impedito a sua madre di portarlo dal medico.
Akram Naim Abdul-Karim al-Astal, 6 anni, del campo rifugiati di Khan Younis a Gaza, ucciso insieme a suo fratello e a tre cugini da un missile dell’IDF mentre andavano a scuola.
Anis Idris Muhammad al-Astal, 11 anni, del campo rifugiati di Khan Younis a Gaza, ucciso con suo fratello e tre cugini da un missile dell’IDF mentre andavano a scuola.
Muhammad Rateb abu-Shahla, 12 anni, di Jenin, ucciso da schegge di un proiettile dell’IDF che lo hanno attinto al capo.
Shadi Ahmad Abdul-Moti Arafeh, 13 anni, di Hébron, ucciso da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato.
Burhan Muhammad Ibrahim al-Himuni, 3 anni, di Hébron, ucciso da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF durante un’esecuzione mirata.
Muhammad Zakin, 8 ore, di Yamoun, vicino a Jenin, é morto ad un checkpoint dell’IDF perché I soldati hanno impedito il passaggio dilla madre per portarlo dal medico.
Rami Salahaldien Muhammad Zurob, 13 anni, di Rafah, Gaza, ucciso con un proiettile al capo tirato da un elicottero dell’IDF mentre giocava davanti a casa sua.

2002

Muna Sami Ataya al-Bajasa, 13 anni, di Khan Younis, Gaza, ucciso insieme a sua madre dal fuoco di un tank dell’IDF che faceva un’incursione in Palestina.
Mahmoud Hasan Ahmad al-Talalka, 7 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso da proiettili dell’IDF all’addome vicino alla colonia di Nisanit.
Maria Izaldien abu-Sarieh, 9 anni, del campo profughi di Jenin, uccisa a casa sua da schegge di granate che l’hanno attinta alla testa durante un’incursione.
Inas Ibrahim Eisa Saleh, 9 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, é morta per le ferite riportate quando è stata attinta da schegge di proiettili dell’IDF, il 19 febbraio, durante un omicidio mirato.
Muhammad Hussein abu-Kweik, 8 anni, del campo profughi di Amari, ucciso insieme alle due sorelle dai tiri di un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato.
Shaima Izaldien Ibrahim al-Masri, 7 anni, di Ramallah, uccisa dai tiri di un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato.
Said Ali Ibrahim Subeih, 12 anni, di Ramallah, é morto in seguito alle ferite riportate alla testa per I tiri dell’IDF il 28 febbraio.
Muhammad Mamoun Fayez abu-Ali, 10 anni, del campo profughi di Tulkarm, é morto a seguito dille ferite d’arma da fuoco al petto provocategli dall’IDF durante l’incursione del 7 marzo.
Amani Odih Muhammad al-Awawdah, 12 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, ucciso insieme alla madre, al fratello, alla sorella ed al cugino da una mina dell’IDF mentre viaggiavano su una carretta tirata da un asino.
Salim Odih Muhammad al-Awawdah, 10 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, ucciso con la madre, il fratello, la sorella e un cugino da una mina dell’IDF mentre viaggiavano su una carretta tirata da un asino.
Tariq Muhammad Salman al-Awawdah, 10 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, ucciso con la madre, il fratello, la sorella e un cugino da una mina dell’IDF mentre viaggiavano su una carretta tirata da un asino.
Mujahed Arafat abu-Shabab, 2 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da schegge di proiettili dell’IDF.
Shaima Said Abdul-Rahim Hamad, 12 anni, di Rafah, Gaza, é morta per le ferite alla testa provocatele da tiri dell’IDF il 15 marzo.
Iyad Imad Muhammad al-Mughrabi, 11 anni, del campo profughi di Askar, è morta per le ferite alla testa provocatele da spari dell’IDF il 15 marzo.
Riham Hussam Mustafa abu-Taha, 4 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, é morta per le ferite alla testa provocatele da spari dell’IDF il 15 marzo.
Mahmoud Muhammad Musa abu-Yasin, 13 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, é morta per le ferite all’addome ricevute durante un funerale il 12 marzo.
Abdullah Samir Omar al-Shubi, 10 anni, di Nablus, é stato ucciso insieme ai sette membri della sua famiglia da un missile durante una incursione dell’IDF.
Anas Samir Omar al-Shubi, 4 anni, di Nablus, é stato ucciso insieme ai sette membri dilla sua famiglia da un missile durante una incursione dell’IDF.
Azzam Samir Omar al-Shubi, 7 anni, di Nablus, é stato ucciso insieme ai sette membri della sua famiglia da un missile durante una incursione dell’IDF.
Salwa Khaled Dahaliz, 10 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, é stato ucciso da un proiettile dell’IDF alla testa vicino alla colonia di Rafah Yam.
Sumaya Najeh Abdul-Hadi al-Hasan, 6 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, è stato ucciso da una scheggia di proiettile dell’IDF che lo ha attinto al capo.
Isra Ghaleb Othman, 10 anni, di Beitunia, vicino a Ramallah, uccisa da un proiettile sparato dall’IDF che l’ha attinta al fianco.
Ahed Rasmi Ali Hamad, 5 anni, di Hébron, ucciso da un proiettile dell’IDF durante una incursione.
Qusay Farah abu-Aisha, 12 anni, del campo profughi di Askar, ucciso da un proiettile dell’IDF mentre giocava nel cortile di casa sua durante un’incursione.
Fadil Mahmoud abu-Zuheirah, 9 anni, di Beitunia, vicino a Ramallah, ucciso a casa sua dal tiro di un tank che lo attinto al ventre durante una incursione.
Rifat Bassam Shehada Awad, 12 anni, di Awarta, vicino a Nablus, ucciso insieme ai suoi due fratelli da un veicolo blindato dell’IDF.
Khayri Bassam Shehada Awad, 11 anni, di Awarta, vicino a Nablus, ucciso insieme ai suoi due fratelli da un veicolo blindato dell’IDF.
Faraj Hekmat Udwan, 4 anni, di Awarta, vicino a Nablus, ucciso insieme ai suoi due fratelli da un veicolo blindato dell’IDF.
Othman Fadil Khaled Masharqah, 7 anni, di Jenin, ucciso da schegge di proiettili dell’IDF che lo hanno attinto alla testa e al corpo durante un’incursione.
Asad Faysal Ersan Qarini, 10 anni, di Jenin, ucciso da proiettili dell’IDF, che lo hanno attinto al piedi e alla testa durante un’incursione.
Huda Muhammad Said abu-Shaluf, 12 anni, di Rafah, Gaza, uccisa a casa sua da proiettili dell’IDF che l’hanno attinta alla testa durante un’incursione.
Fadi Ghassan al-Ajlouni, 8 anni, di Hébron, ucciso da tiri dell’IDF.
Abed Khaled Muhammad Ismael, 11 anni, di Artas, vicino a Betlemme, ucciso da tiri dell’IDF.
Abeer Muhammad Yousef Zakarna, 3 anni, di Qabatiya, vicino a Jenin, uccisa insieme a suo fratello e sua madre da schegge di proiettili sparati dall’IDF.
Basel Muhammad Yousef Zakarna, 4 anni, di Qabatiya, vicino a Jenin, ucciso insieme a sua sorella e a sua madre da schegge di proiettili sparati dall’IDF, che l’hanno attinto alla schiena.
Tamer Khaled Mahmoud abu-Siriyye, 10 anni, di Tulkarm, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF, che lo hanno attinto al petto mentre lanciava pietre.
Salem Sami Salem al-Shaer, 15 anni, di Rafah, Gaza, é morto insieme a suo fratello a seguito delle ferite per i colpi che lo hanno attinto il 7 maggio durante un’incursione dell’IDF.
Anwar Elian Saleh abu-Said, 12 anni, di Juhor al-Diek, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso dalle schegge di proiettili dell’IDF.
Hussein Eid Hassan al-Matwi, 8 anni, di al-Maghraqa, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso nei pressi di casa sua da proiettili dell’IDF che lo hanno attinto al cuore.
Abdul-Samad Hashem Shamlakh, 10 anni, di Gaza City, ucciso a casa sua da tiri dell’IDF che lo hanno attinto alla testa durante un’incursione.
Ahmad Yousef Abdul-Aziz al-Ghazawi, 9 anni, di Jenin, ucciso dai tiri di un tank.
Fares Hussam Fares al-Sadi, 13 anni, di Jenin, ucciso dall’IDF quando ha fatto saltare la casa del vicino.
Sjoud Ahmad Turki Fahmawi, 6 anni, di Jenin, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF, che l’hanno attinto al petto e al braccio sinistro durante un’incursione.
Jamil Yousef Abdul-Aziz al-Ghazzawi, 12 anni, di Jenin, è morto a seguito dille ferite provocatele, alla gamba e alla coscia, il 21 giugno da un tank dell’IDF, mentre si trovava col fratello.
Bassam Ghassan Ragheb al-Sadi, 6 anni, del campo profughi di Jenin, ucciso da colpi dell’IDF che lo hanno attinto al petto.
Muhammad Shteiwi, 12 anni, del campo profughi di Fara, ucciso da colpi sparati dall’IDF che lo hanno attinto al petto.
Anwar Muhammad Kamal al-Hindi, 2 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa insieme alla madre da un proiettile dell’IDF che la attinta alla testa.
Shukri Fayq Abdil-Haj Daoud, 10 anni, di Qalqilya, é morta per le ferite provocatele da proiettili dell’IDF il 27 giugno durante il coprifuoco.
Ahmad Said Abdul-Jawad abu-Radaha, 7 anni, del campo profughi di Amari, ucciso da una bomba dell’IDF.
Muhammad Mahmoud al-Huwaiti, 3 anni, di Gaza City, ucciso insieme a suo fratello a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Subhi Mahmoud al-Huwaiti, 5 anni, di Gaza City, ucciso insieme a suo fratello a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Ayman Raed Matar, 18 anni, di Gaza City, ucciso insieme a suo fratello, sua sorella e due cugini a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Dina Raed Matar, 2 anni, di Gaza City, uccisa insieme a suo fratello e due cugini a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Muhammad Raed Matar, 4 anni, di Gaza City, ucciso coi fratelli e le sorelle a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Dunia Rami Matar, 5 anni, di Gaza City, uccisa coi cugini a casa sua nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Ala Muhammad Matar, 11 anni, di Gaza City, ucciso coi cugini a casa sua nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Ahmad Muhammad al-Shawa, 5 anni, di Gaza City, ucciso insieme a suo padre a casa loro nel corso di un’incursione aerea dell’IDF durante l’omicidio mirato di Salah Shehada.
Asma Tahseen Ahmad Ahmad, 9 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa da schegge di proiettili dell’IDF che l’hanno attinta alla schiena mentre giocava nel cortile davanti a casa sua.
Hamzeh Muhammad Badawi Dweikat, 13 anni, di Balata, ucciso a casa sua da tiri dell’IDF che lo hanno attinto al petto e al collo durante il coprifuoco.
Ayman Atiya abu-Mugheiseb, 12 anni, di Diir al-Balah, Gaza, è morto per le ferite riportate alla testa a seguito dii tiri dell’IDF il 7 agosto nel suo cortile.
Ayman Bassam Nadid Fares, 6 anni, di Khan Younis, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF che lo ha attinto alla testa mentre si trovava nel suo campo vicino alla colonia di Ganei Tal.
Jihad Musa Muhammad al-Athra, 6 anni, di Yatta, Hébron, schiacciata dall’auto di un colono.
Bahira Borhan Mefleh Daraghma, 7 anni, di Tubas, uccisa insieme a suo cugino da un missile dell’IDF durante un tentativo di omicidio.
Abdul-Salam Fawzi Abdul-Rahman Samreen, 11 anni, di al-Bireh, ucciso da un proiettile dell’IDF che lo ha attinto al ventre durante il coprifuoco.
Rawan Murad Eisa Hrezian, 3 giorni, di Hébron, é morto ad un checkpoint dell’IDF.
Rami Kahlil Ibrahim al-Barbari, 12 anni, di Nablus, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno attinto al capo durante il coprifuoco.
Mahmoud Hamza Ahmad Zaghloul, 11 anni, di Nablus, ucciso da schegge di proiettili dell’IDF che lo hanno colpito al cuore.
Thaer Salah al-Hout, 12 anni, dil campo profughi di Rafah, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno colpito alla testa durante un’incursione.
Shaima Kamal Yousef abu-Shamaleh, 8 anni, di Rafah, Gaza, uccisa a casa sua dai tiri di un tank dell’IDF che l’hanno colpita alla testa durante un’incursione.
Nafez Khaled Mashal, 2 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso da un colpo dell’IDF all’addome.
Muhammad Rifat abu-Naja, 9 anni, di Rafah, Gaza, é morto a seguito dille ferite subite il 17 ottobre da tiri dell’IDF.
Hamed Asad Hasan al-Masri, 2 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso da schegge di proiettili dell’IDF, che lo hanno attinto al petto.
Jihad Tahseen Darweesh al-Faqih, 8 anni, di Nablus, ucciso da un proiettile dell’IDF al cuore durante una incursione.
Un bimbo di Fawaregh, neonato, di Masarah, vicino a Betlemme, è morto ad un checkpoint dell’IDF perché alla madre non è stato consentito di passare subito per andare all’ospedale di Betlemme.
Un neonato di Tel, vicino a Nablus, ucciso da colpi dell’IDF.
Nada Kamal Muhammad Mahdi, 11 anni, di Rafah, Gaza, uccisa a casa sua da colpi dell’IDF che l’hanno attinta al petto.
Hanin Saud abu-Sita, 12 anni, di Rafah, Gaza, uccisa da schegge di proiettili dell’IDF.
Hanin Abdul-Kadir Saleh abu-Suleiman, 8 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa da schegge di proiettili dell’IDF che l’hanno attinta alla testa.

2003

Abdul-Rahman Samer abu-Bakr, 10 anni, di Nablus, é morto ad un checkpoint dell’IDF perché gli è stato impedito di passare per andare dal medico.
Iyad Salim Othman abu-Shaer, 12 anni, di Diir al-Balah, Gaza, é morto in seguito alle ferite di arma da fuoco al collo provocategli il 24 dicembre dall’IDF.
Ali Taleb Ghreiz, 8 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso da schegge di proiettili dell’IDF che lo hanno attinto alla testa.
Mustafa Ibrahim abu-Adwan, 10 anni, di Khan Younis, Gaza, é morto per le ferite alla testa subite il 7 febbraio durante un bombardamento dell’IDF.
Aref Omar Afif Bisharat, 13 anni, di Tammun, vicino a Tubas, é morto per le ferite al capo subite dall’IDF il 5 febbraio, mentre lanciava pietre.
Husni Majdi al-Ghul, 8 anni, di Qalqilya, ucciso da colpi d’arma da fuoco al petto, esplosi dalla polizia di frontiera israeliana durante una incursione.
Abdul-Rahman Mustafa Ali Jadallah, 9 anni, di Khan Younis, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF che lo ha colpito alla testa durante un funerale.
Ilham Ziad Hassan al-Assar, 4 anni, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, ucciso da spari dell’IDF che lo hanno colpito al piedi e all’addome durante una incursione.
Christine George Antoine Sada, 10 anni, del campo profughi di Aida, uccisa dalle truppe speciali dell’IDF con colpi al capo e al petto nel corso di un assassinio mirato mentre ella viaggiava in macchina con la famiglia.
Anas Jihad al-Kahlout, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF al capo.
Amir Ahmad Muhammad Ayyad, 2 anni, di Gaza City, ucciso da colpi dell’IDF al petto e all’addome durante un’incursione.
Elian Saad Elian al-Bashiti, 18 mesi, di Khan Younis, Gaza, ucciso da schegge di proiettile dell’IDF al capo.
Tamer Nizar Fathi Arar, 11 anni, di Salfit, ucciso da un colpo alla testa tirato da uno sniper dell’IDF durante una manifestazione.
Afnan Yasser Muhammad Taha, 1 anno, del campo profughi di Bureij, Gaza, uccisa insieme a sua madre da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF durante l’omicidio mirato di suo padre.
Amal Nimer Salem al-Jarusha, 8 anni, di Gaza City, é morta per le ferite subite da un missile lanciato da un elicottero dell’IDF il 10 giugno, mentre giocava nel cortile di casa sua.
Muhammad Sharif Jawdat Kabaha, 3 anni, di Barta al-Sharkiya, vicino a Jenin, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF mentre era in attesa ad un checkpoint nell’auto dilla sua famiglia.
Aya Mahmoud Noman Fayyad, 9 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa a casa sua dai tiri di un tank dell’IDF che l’hanno attinta al petto.
Sana Jamil al-Daour, 9 anni, dil campo profughi di Jabalya, Gaza, è morto in seguito alle ferite provocatele alla testa e al collo il 29 agosto dai tiri di un elicottero durante un omicidio mirato.
Thaer Monsur Noman al-Sayouri, 9 anni, di Hébron, ucciso a casa sua dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno attinto alla testa durante una incursione.
Muhammad Ayman Yousef Ibrahim, 7 anni, del campo profughi di Tulkarm, ucciso da colpi dell’IDF al petto durante un omicidio mirato.
Ibrahim Ahmad Frej al-Qreinawi, 10 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da colpi dell’IDF all’addome durante una incursione mentre si trovava nel cortile di casa sua con la famiglia.
Atwa Yousef abu-Muhsen, 8 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da colpi dell’IDF al capo durante un’incursione.
Muhammad Ziad Muhammad Baroud, 12 anni, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, ucciso dagli spari di un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato.
Muhammad Ismael Elian al-Hamayda, 10 anni, di Diir al-Balah, ucciso durante una incursione da colpi d’arma da fuoco dell’IDF che lo hanno attinto all’addome mentre si recava alla moschea.
Ahmad Muhanad Nafeh Meri, 11 anni, del campo profughi di Jenin, è morta per le ferite alla testa inflittele l’8 novembre dall’IDF mentre lanciava pietre contro i soldati che stavano demolendo una casa di Jenin.
Hani Salem Rabayah, 9 anni, del campo profughi di Rafah, ucciso da colpi dell’IDF al capo e al collo.
Muayad Mazen Abdul-Rahman Hamdan, 9 anni, di al-Bireh, ucciso dai colpi d’arma da fuoco dell’IDF che lo hanno attinto al capo durante una incursione.
Latifa, una bimba prematura, di Diir Balut, vicino a Ramallah, è morta contemporaneamente alla sorella gemella ad un checkpoint dell’IDF perché non hanno consentito alla madre di raggiungere l’ospedale.
Moufida, , una bimba prematura, di Diir Balut, vicino a Ramallah, è morta contemporaneamente alla sorella gemella ad un checkpoint dell’IDF perché non hanno consentito alla madre di raggiungere l’ospedale.

2004

Iman Samir Darwish al-Hams, 13 anni, di Rafah, Gaza, uccisa da colpi d’arma da fuoco dell’IDF, alla testa, al petto e all’addome mentre andava a scuola nei pressi del posto di controllo di Tal Zarub.
(L’ufficiale israeliano che aveva svuotato il suo caricatore su di lei, trapassandola con 17 proiettile, fu assolto da un Tribunale israeliano. E’ stato accusato di delitti minori. E’ lui che ha dichiarato che avrebbe fatto la stessa cosa anche se la ragazzina avesse avuto 3 anni]
Tariq Majdi Abdul-Muati al-Sousi, 11 anni, di Gaza City, ucciso dai tiri di un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato mentre stava tornando in macchina da scuola.
Motaz Nafez Hussein al-Sharafi, 11 anni, di Gaza City, é morto per le ferite al collo e al capo provocatele il 28 febbraio da un elicottero dell’IDF durante un omicidio mirato.
Mahmoud Abdullah Hasan Younis, 10 anni, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, ucciso dai proiettili di uno sniper.
Fatma Muhammad Sharifi al-Jaled, 7 anni, di Khan Younis, Gaza, è morta per le ferite alla testa inflittele il 19 marzo dall’IDF mentre giocava nel cortile di casa sua con delle amiche.
Khaled Maher Zaki Walwil, 6 anni, del campo profughi di Balata, è stato ucciso da un proiettile dell’IDF al collo durante un’incursione mentre stava affacciato alla finestra.
Iman Muhammad Khalil Talbiyeh, 12 anni, di Khan Younis, Gaza, è stata uccisa da proiettili dell’IDF al capo nella sua cucina.
Muna Hamdi Shehada abu-Tabak, 10 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa da proiettili dell’IDF che l’hanno attinta all’addome e al braccio destro mentre rincasava.
Asma Ali abu-Qaliq, 4 anni, di Jabalya, Gaza, uccisa dai gas lacrimogeni dell’iDF.
Ahmad Muhammad Ali al-Mughayer, 10 anni, di Rafah, Gaza, ucciso con la sorella da uno sniper dell’IDF con un colpo al capo mentre dava da mangiare agli uccelli sul tetto dilla casa.
Mahmoud Tariq Mahmoud Monsur, 12 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF durante una manifestazione pacifica vicino alla postazione militare di Tal Zorub.
Mubarak Salim Mubarak al-Hashash, 11 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF durante una manifestazione pacifica vicino alla postazione militare di Tal Zorub.
Walid Naji Said abu-Qamr, 12 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF durante una manifestazione pacifica vicino alla postazione militare di Tal Zorub.
Iyad Muhammad Afana, 13 anni, di Gaza City, é morto per le ferite al capo subite l’11 maggio durante un’incursione.
Tamer Younis al-Arja, 3 anni, di Rafah, Gaza, è morto per una crisi cardiaca durante un bombardamento dell’IDF.
Hamed Yasin Hamed Bahlul, 16 anni, di Rafah, Gaza, ucciso dai tiri di un elicottero dell’IDF vicino alla zoo.
Islam Muhammad Mahmoud Husniya, 13 anni, dil campo profughi di Fawwar, è stato ucciso da proiettili dell’IDF al capo mentre lanciava pietre durante una manifestazione contro le incursioni israeliane a Rafah.
Rawan Muhammad Said abu-Zid, 4 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da proiettili dell’IDF al capo e al collo mentre andava a comprare dille caramelle con la sorella.
Hani Mahmoud Khaled Kandil, 13 anni, di Nablus, ucciso a bruciapelo da un proiettile dell’ IDF in piena téa durante una incursione.
Omar Muhammad Awad abu-Zaran, 12 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF vicino casa sua.
Ihab Abdul-Karim Ahmad Shatat, 9 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF in pieno petto mentre andava in drogheria.
Safah al-Shaer, 4 anni, di Rafah, Gaza, è morta per le ferite subite dall’IDF il 1 luglio.
Samr Omar Hasan Fawju, 3 anni, di Rafah, Gaza, é morta per le ferite alla téa subite dall’IDF l’ 8 luglio mentre stava davanti a casa sua.
Ali Abdul-Rahim Ashraf abu-Alba, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso dai tiri di un elicottero dell’IDF che lo hanno attinto all’addome davanti a un’incursione.
Khaled Jamal Salim al-Asta, 8 anni, di Hosh al-Jitan, vicino a Nablus, ucciso a casa sua da proiettili dell’IDF al petto.
Munir Anwar Muhammad al-Daqs, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso a casa sua dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno colpito in pieno petto durante un’incursione.
Maram Moufid Abdul-Aziz al-Nahleh, 11 anni, di Nablus, uccisa da un proiettile dell’IDF in piena faccia durante un’incursione.
Raghdah Adnan Abdul-Muati al-Asar, 9 anni, del campo profughi di Khan Younis, Gaza, è morta per le ferrite riportate il 7 settembre da uno sniper dell’IDF mentre era seduta al suo banco in una scuola dille Nazioni Unite vicino alla colonia di Neve Dikalim.
Saber Ibrahim Iyad Asaliya, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso da un proiettile dell’IDF alle spalle mentre cercava di fuggire durante un’incursione.
Luay Ayman Muhammad al-Najjar, 4 anni, di Khuza, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso durante una incursione da un tiro di un tank dill’IDF che lo ha colto in piena testa mentre stava giocando a casa sua.
Iman Samir Darwish al-Hams, 13 anni, di Rafah, Gaza, uccisa mentre andava a scuola da proiettili dell’IDF alla testa, il petto e l’addome vicino al posto dell’esercito di Tal Zarub.
Samah Samir Omar Nasr Musleh, 10 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa a casa sua dai tiri di un tank dell’IDF all’addome.
Ghadir Jaber Hussein Mukhemar, 9 anni, del campo profughi di Khan Younis, Gaza, è morta per le ferite provocatele al petto dall’IDF il 12 ottobre mentre si trovava in classe in una scuola gestita dall’ONU.
Hisham Hassan Husni Ashour, 10 anni, di Khan Younis, Gaza, ucciso da proiettili dell’IDF al petto durante un incontro di quartiere.
Rania Iyad Ahmad Aram, 7 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa da proiettili dell’IDF che l’hanno colpita al collo mentre usciva da casa sua, prossima al posto dell’esercito di Nouria, per andare a scuola.
Rana Omar Abdul-Hadi Siyam, 8 anni, di Khan Younis, Gaza, uccisa da proiettili dell’IDF mentre pranzava a casa sua vicino alla colonia di Neve Dikalim.

2005

Mahmoud Kamel Muhammad Ghaben, 12 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa da bombe dell’IDF insieme a due fratelli e tre cugini mentre stavano lavorando nei campi.
Rajeh Ghassan Kamal Ghaben, 10 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a cinque cugini da bombe dell’IDF mentre lavoravano nei campi.
Omar Ramadan Muhammad al-Qrenawi, 6 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, morto per le ferrite provocategli da un tank dell’IDF alla testa il 13 gennaio durante una incursione.
Rahma Ibrahim Musa abu-Shams, 3 anni, di Diir al-Balah, Gaza, uccisa da schegge di proiettili alla testa mentre faceva colazione a casa sua vicino alla colonia di Tal Katif.
Ahmad Ismael Muhammad al-Khatib, 12 anni, del campo profughi di Jenin, è morto in un ospedale israeliano per ferite al capo e all’addome, provocategli il 3 novembre da tiri dell’IDF, mentre giocava con una pistola di plastica. Gli organi di Ahmad sono stati donati da suo padre ed hanno salvato la vita di 3 bambini israeliani e di una israeliana di 54 anni

2006

Aya Muhammad Suleiman al-Astal, 9 anni, di Khan Younis, Gaza, ucciso da tiri dell’IDF vicino all’incrocio di Kissufim.
Raed Ahmad Adil al-Batash, 11 anni, di Gaza City, ucciso con suo fratello da un missile dell’IDF durante un omicidio mirato.
Akaber Abdul-Rahman Izzat Zayd, 9 anni, di Yamoun, vicino a Jenin, ucciso da proiettili che lo hanno attinto in piena testa durante una incursione dell’IDF mentre andava a farsi levare dii punti di sutura in macchina con lo zio.
Bilal Iyad Muhammad abul-Einein, 5 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF durante l’assassinio mirato del padre.
Hadiel Muhammad Rabih Abdullah Ghaben, 8 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa da schegge di proiettile dell’IDF alla testa mente si trovava a casa.
Muhanad Hamdi Farouq Aman, 6 anni, di Gaza City, ucciso con sua madre e sua zia da un missile durante un omicidio mirato.
Haithem Ali Eisa Ghalya, 5 mesi, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a sua madre, suo padre e le sue 4 sorelle da bombe tirate da un motoscafo d’altura mentre facevano un picnic su una spiaggia di Waha.
Hanadi Ali Eisa Ghalya, 18 mesi, di Beit Lahya, Gaza, , ucciso insieme a sua madre, suo padre, suo fratello e le sue 3 sorelle da bombe tirate da un motoscafo d’altura mentre facevano un picnic su una spiaggia di Waha.
Sabrin Ali Eisa Ghalya, 4 anni, di Beit Lahya, Gaza, , ucciso insieme a sua madre, suo padre e le sue 3 sorelle da bombe tirate da un motoscafo d’altura mentre facevano un picnic su una spiaggia di Waha.

Maher Ashraf Farouq al-Mughrabi, 8 anni, di Gaza City, ucciso con suo fratello e suo padre da un missile dell’IDF durante un assassinio mirato.



Samia Mahmoud Ziad al-Sharif, 5 anni, di Gaza City, uccisa da un missile dell’IDF mentre andava in drogheria durante un tentativo di assassinio mirato.
Muhammad Jamal Shukri Ruqa, 6 anni, di Gaza City, ucciso da un missile dell’IDF mentre andava in drogheria durante un tentativo di assassinio mirato.
Majzarah Shaban Abdul-Qadir Ahmad, 12 ore, di Khan Younis, Gaza, uccisa insieme a sua madre e suo zio da un missile dell’IDF durante un tentativo di assassinio mirato.
Anwar Ismael Abdul-Ghani Atallah, 12 anni, di Beit Hanoun, Gaza, è morto per le ferrite provocategli da tiri dell’IDF il 5 luglio.
Rawan Farid Shaban Hajaj, 6 anni, di Gaza City, uccisa a casa sua con suo fratello quando l’IDF ha bombardato la stazione di servizio vicina.
Walid Mahmoud Ahmad El-Zeinati, 12 anni, di Gaza City, è morto per le ferrite provocategli da un missile dell’IDF il 6 luglio.
Huda Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 13 anni, di Gaza City, é morto coi suoi genitori, due fratelli e quattro sorelle nel corso di un attacco aereo sulla loro casa.
Iman Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 12 anni, di Gaza City, é morta coi suoi genitori, due fratelli e quattro sorelle nel corso di un attacco aereo sulla loro casa.
Yehya Nabil Abdil-Latif abu-Salmeya, 10 anni, di Gaza City, é morto coi suoi genitori, suo fratello e 5 sorelle nel corso di un attacco aereo sulla loro casa.

Aya Nabil Abdil-Latif abu-Salmeya, 9 anni, di Gaza City, é morto coi suoi genitori, due fratelli e quattro sorelle nel corso di un attacco aereo sulla loro casa.
Nasrallah Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 7 anni, di Gaza City, é morto coi suoi genitori, suo fratello e 5 sorelle nel corso di un attacco aereo sulla loro casa.
Nadi Habib Abdullah al-Attar, 10 anni, di Atatra, vicino a Beit Lahya, Gaza, ucciso con sua nonna in un bombardamento dell’IDF mentre viaggiava su un carretto tirato da un asino.
Khitam Muhammad Rebhi Tayeh, 11 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa da una bomba dell’IDF andando in drogheria.
Bara Ahmad Hussein Habib, 2 anni, di Gaza City, ucciso da un missile dell’IDF sparato da un drone che lo ha colpito alla testa e all’addome durante un omicidio mirato.
Shahid Samir Ata Oukal, 8 mesi, di Jabalya, Gaza, uccisa con sua madre e sua sorella durante un bombardamento dell’IDF.
Maria Samir Ata Oukal, 5 anni, di Jabalya, Gaza, uccisa con sua madre e sua sorella durante un bombardamento dell’IDF.
Anis Salem Jadua abu-Awad, 11 anni, di Rafah, Gaza, ucciso in un bombardamento dell’IDF.
Shahed Saleh Omar al-Sheikh Eid, 3 giorni, di Rafah, Gaza, ucciso in un bombardamento dell’IDF.
Raja Salam abu-Shaban, 3 anni, di Gaza City, uccisa da un missile dell’IDF.
Nidal Abdul Aziz al-Dahdouh, 14 anni, di Gaza City, ucciso da uno sniper dell’IDF.
Hussam Ahmad Muhammad al-Sarsawi, 12 anni, di Gaza City, morto per le ferrite provocategli dai tiri di un tank dell’IDF il 27 agosto.
Iman Usama Fadil al-Harazin, 2 anni, di Gaza City, uccisa da un bombardamento dell’IDF mentre passeggiava con suo padre.
Suhaib Adil Zerei Mahmoud Qudaih, 13 anni, di Abasan al-Kabira, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso a casa sua da un missile dell’IDF.
Bara Riyad Muhammad Fayyad, 4 anni, di Beit Hanoun, Gaza, è morto per le ferrite riportate durante il bombardamento della sua casa da parte dell’IDF.
Saad Majdi Said al-Athamna, 8 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso mentre dormiva insieme a sedici membri dilla sua famiglia da bombe dell’IDF.
Mahmoud Amjad al-Athamna, 12 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso mentre dormiva insieme a sedici membri della sua famiglia da bombe dell’IDF.
Maram Ramez Masoud al-Athamna, 2 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa mentre dormiva insieme a sedici membri della sua famiglia da bombe dell’IDF.
Maisa Ramez Masoud al-Athamna, 6 mesi, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa mentre dormiva insieme a sedici membri della sua famiglia da bombe dell’IDF.
Abdul-Aziz Salman Muhammad Salman, 10 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso da tiri di un tank dell’IDF che lo hanno colpito all’addome mentre giocava vicino alla moschea di al-Zawia.
Ayman Abdul Qadir abu-Mahdi, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, è morto per le ferite al cuore provocategli il 25 novembre dall’IDF mentre giocava vicino a casa sua.
Jamil Abdul-Karim Jamil Jabji, 5 anni, del campo profughi di Askar, ucciso da un proiettile sparatogli alla testa da una jeep dell’IDF mentre gettava pietre.

2007

Abir Bassam Abed-Rabo al-Aramin, 10 anni, di Anata, vicino a Gerusalemme, é morta per le ferite alla testa provocatele il 17 gennaio da un’arma a percussione dell’IDF mentre si trovava nel cortile della sua scuola durante una manifestazione contro il muro di annessione.
Saifadien Said Khalil Jundiyah, 9 anni, di al-Shejaya, vicino a Gaza City, Gaza, uccisa dai tiri di un tank dell’IDF durante una incursione mentre era seduta davanti a casa sua.
Ahmad Iyad Hiles, 16 anni, di al-Shejaya, vicino a Gaza City, Gaza, ucciso da una bomba dell’IDF durante una incursione.
Ibrahim Ali abu-Nahl, 16 mesi, é morto per una malattia al cuore davanti al checkpoint di Erez, perché Israele non ha voluto farlo passare per recarsi all’ospedale Ichilov di Tel Aviv.
Sana Muhammad Yusuf al-Hajj, 6 mesi, è morta per una malattia renale all’ospedale pediatrico di al-Nasr a Gaza City, che non dispone di un servizio pediatrico di dialisi, perché Israele ne ha rifiutato il passaggio per recarsi in un ospedale dotato di un
servizio di pediatria appropriato.
Amir Shahir Abdullah al-Yazji, 9 anni, di Gaza City, Gaza, è morto di meningite all’ospedale pediatrico di al-Nasr a Gaza City, che non disponeva dii vaccini necessari dal momento che Israele gli aveva impedito di recarsi all’ospedale Ichilov di Tel Aviv. Una richiesta di autorizzazione per il trasferimento urgente, presentata 5 giorni prima, non ha ottenuto alcuna risposta.
Hala Rohi Muhammad Zanoun, 3 mesi, del campo profughi di Rafah, Rafah, Gaza, è morta per problemi al cuore ed una grave infezione alla pelle all’ospedale europeo di Khan Younis, che non disponeva dell’attrezzatura necessaria, perché Israele gli aveva rifiutato l’ingresso al centro medico di Sheba a Tel Hashomer.
Razan Muhammad Kamel Atallah, 6 anni, di Rafah, Gaza, è morta di una atrofia cerebrale perché Israele ha negato l’autorizzazione ad uscire dalla striscia di Gaza per cure mediche .
Yusuf Iyad abu-Maryam, 5 anni, di Beit Lahya, Gaza, è morto di cancro perché Israele non ha permesso che andasse a curarsi, nonostante che il ministro palestinese dilla salute abbia chiesto il suo trasferimento in un ospedale israeliano l’11 ottobre perché l’ospedale di Gaza non aveva l’attrezzatura per praticare la chemioterapia.
Yusuf Iyad abu-Maryam, 5 anni, di Beit Lahya, Gaza, è morto di cancro perché Israele non ha permesso che andasse a curarsi, nonostante che il ministro palestinese dilla salute abbia chiesto il suo trasferimento in un ospedale israeliano l’11 ottobre perché l’ospedale di Gaza non aveva l’attrezzatura per praticare la chemioterapia.

2008

Ibrahim abu-Jazar, 2 anni, di Rafah, Gaza, è morto di una malattia non specificata perché Israele gli ha rifiutato il permesso di lasciare Gaza per farsi curare.
Shirin Ismail Abdullah abu-Shawareb, 11 anni, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, è morta di problemi cardiaci all’ospedale pediatrico di al-Nasr Pediatric a Gaza City, che non disponeva delle attrezzature necessarie, e ciò in quanto Israele gli ha rifiutato le cure. I medici avevano chiesto il suo trasferimento in un ospedale israeliano il 27 dicembre. Il 10 gennaio, credendo di avere ottenuto l’autorizzazione, suo padre l’ha portato al checkpoint Erez, dove Israele gli ha rifiutato l’ingresso.
Amir Muhammad Hashem Muhammad al-Yazji, 5 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso insieme a suo fratello e suo zio da un missile dell’IDF che ha colpito la loro auto sulla strada al-Nafaq Street, nel quartiere al-Daraj di Gaza City.
Hamid Maher abu-Hamda, 90 giorni, di Gaza City, Gaza, é morto d’una malattia non specificata che richiedeva un trattamento introvabile nella striscia di Gaza, perché Israele gli ha rifiutato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per motivi sanitari.
Faten Majdi al-Hafnawi, 10 giorni, di Gaza City, Gaza, é morta d’una malattia non specificata perché Israele le ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per motivi sanitari.
Tamer Muhammad Abdul-Riziq abu-Shar, 9 anni, di Wadi al-Salqa,vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso da dieci proiettili dell’IDF al capo durante una incursione mentre lui e i suoi compagni cercavano di rifugiarsi a casa sua.
Said Muhammad Said al-Aidi, 2 anni, di Rafah, Gaza, é morto d’una malattia congenita perché Israele ha negato il permesso di ritornare all’ospedale per bambini del Cairo. Said vi aveva cominciato il trattamento nel dicembre 2006 e avrebbe dovuto ritornarvi sei mesi dopo per terminarlo.
Shihab Muhammad Khleif, 20 giorni, di Beit Lahya, Gaza, é morto di una malformazione al cuore perché Israele gli ha negato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per motivi di cura.
Muhammad Amin abu-Watfa, 12 anni, di Gaza City, Gaza, é morto d’una emorragia celebrale perché Israele gli ha rifiutato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per ragioni di cura.
Muhammad Nasr Abdul-Aziz al-Boray, 7 mesi, di Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua dallo scoppio di dieci missili dell’IDF che lo hanno colpito alla testa e al petto quando un aereo dell’ IDF ha distrutto l’edificio vicino al Ministero dell’Interno. Muhammad era l’unico figlio di genitori che avevano dovuto sottoporsi a trattamenti medici contro l’infertilità, prima di concepirlo.
Ali Munir Muhammad Dardunah, 6 anni, del compo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso insieme a suo cugino ed un’altra cugina, colpiti da un missile dell’IDF lanciato da un elicottero mentre giocavano a calcio con degli amici vicino a casa.
Dardunah Dieb Khalil Dardunah, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF lanciato da un elicottero mentre giocava a calcio con degli amici vicino a casa.
Salah Zaki Manniour, 10 anni, di al-Shouka, vicino a Rafah, Gaza, ucciso con suo fratello da un ordigno esplosivo inesploso mentre lo raccoglieva per andare a venderlo come ferro vecchio.
Muhammad Zaki Manniour, 12 anni, di al-Shouka, vicino a Rafah, Gaza, ucciso con suo fratello da un ordigno esplosivo ineploso, mentre lo raccoglieva per andare a venderlo come ferro vecchio.
Adil Khalil Barbakh, 11 anni, di al-Shouka, vicino a Rafah, Gaza, ucciso da un ordigno esplosivo inesploso mentre lo raccoglieva per andare a venderlo come ferro vecchio.
Saifadien Said Khalil Jundiyah, 9 anni, di al-Shejaya, vicino a Gaza City, Gaza, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF durante una incursione mentre stava seduto davanti a casa sua.
Ibrahim Ali abu-Nahl, 16 mesi, é morto di una malattia al cuore al checkpoint Erez, perché Israele gli ha rifiutato l’accesso all’ospedale Ichilov di Tel Aviv.
Rawan Samih Diab, 13 mesi, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, é morta per una infiammazione al fegato nell’ospedale pediatrico di al-Nasr a Gaza City, che non disponeva delle attrezzature necessarie dopo che gli era stata rifiutata l’autorizzazione al trasporto in un ospedale israeliano.
Dua Hani Habib, 6 mesi, di Gaza City, Gaza, é morto per problemi al midolo spinale perché Israle gli ha vietato di lasciare la striscia di Gaza per potersi curare.
Salwa Zaidan Muhammad Ghali Assaliya, 13 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa a casa sua con sua sorella da un missile dell’IDF.
Salsabeel Majid Muhammad abu-Jalhoum, 2 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa nel suo giardino da un missile dell’IDF.
Nael Zuhair Shukri abu-Oun, 12 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF mentre si trovava in strada con gli amici.
Safah Raed Ali Said abu-Saif, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, é morta per ferite all’addome provocatele da spari dell’IDF mentre stava a casa sua. E’ morta dissanguata perché i soldati hanno impedito all’ambulanza di andare a soccorrerla.
Amira Khaled Faraj abu-Aser, 20 giorni, di Gaza City, Gaza, uccisa da tiri dell’IDF che l’hanno colta al capo mentre si trovava a casa di amici di famiglia durante una incursione.
Iman Amin al-Safi, 4 anni, di Khan Younis, Gaza, é morta per una malattia di cuore perché Israele le ha rifiutato il permesso di lasciare Gaza per cure mediche.
Salsabeel Ibrahim Tabasi, 9 mesi, di Gaza City, Gaza, é morta di polmonite acuta perché Israele le ha negato il permesso di lasciare Gaza per cure mediche.
Yusuf Wasim Mushtaha, 2 mesi, di Gaza City, Gaza, é morto per una malattia al fegato perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Muhammad Ihab Haniya, 14 mesi, di Gaza City, Gaza, é morto per una malformazione cardiaca perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare Gaza per cure mediche, adducendo “ragioni di sicurezza” e minacciando di distruggere la sua cartella clinica se fossero state presentate altre richieste.
Nuralhuda Khamis al-Kilani, 7 mesi, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, é morto per una malattia non diagnosticata perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare Gaza per sottoporsi a controlli medici.
Muhammad Ziad al-Ajala, 63 giorni, di Gaza City, Gaza, é morto per una malformazione al cuore all’ospedale pediatrico al-Nasr di Gaza City, dopo che per due volte gli è stata negata l’autorizzazzione ad entrare in Israele per farsi curare.
Masad Ahmad Eid Hassan abu-Metiq, 1 anno, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso con sua madre e i suoi fratelli e sorelle da dieci schegge di missili dell’IDF mentre stavano facendo colazione a casa loro, durante una incursione.
Hana Ahmad Eid Hassan abu-Metiq, 3 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso con sua madre e i fratelli e le sorelle da dieci schegge di missile dell’IDF mentre facevano colazione a casa loro, durante una incursione.
Rudiina Ahmad Eid Hassan abu-Metiq, 4 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso con sua madre e i fratelli e le sorelle da dieci schegge di missile dell’IDF mentre facevano colazione a casa loro, durante una incursione.
Saleh Ahmad Eid Hassan abu-Metiq, 5 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso con sua madre e i fratelli e le sorelle da dieci schegge di missile dell’IDF mentre facevano colazione a casa loro, durante una incursione.
Nasim al-Biouk, 4 mesi, di Rafah, Gaza, é morto per una malattia al cuore dopo che Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per sottoporsi ad appropriate cure mediche.
Yusuf Muhammad Zakut, 2 giorni, é morto per una malattia non diagnosticata nell’ospedale pediatrico al-Nasr di Gaza City, che mancava dell’attrezzatura necessaria, perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per sottoporsi ad appropriate cure mediche.

Salwa Nahed abu-Tawahin, 8 mesi, di Diir al-Balah, Gaza, é morta di cancro all’ospedale Shuhada al-Aqsa Hospital a Diir al-Balah, che mancava dell’attrezzatura necessaria, perché Israele le ha negato il permesso di lasciare Gaza per ricevere cure appropriate. La richiesta di autorizzazione è stata presentata venti giorni prima della sua morte.
Ward Hashim Sabiha, 10 giorni, é morto per una malattia del fegato all’ospedale al-Shifa di Gaza City, che mancava dell’attrezzatura necessaria perché Israele gli ha negato l’autorizzazione necessaria per lasciare Gaza ed ottenere cure appropriate.
Sujud Khalil al-Farra, 1 settimana, é morta con sua sorella per una malattia non diagnosticata all’ospedale al-Naser Hospital di

Khan Younis, Gaza, che non disponeva della medicina necessaria “Alservictant,” a causa del blocco della striscia di Gaza da parte di Israele. La terza figlia è morta due giorni più tardi.
Faiza Khalil al-Farra, 1 settimana, , é morta con sua sorella per una malattia non diagnosticata all’ospedale al-Naser Hospital di

Khan Younis, Gaza, che non disponeva della medicina necessaria “Alservictant,” a causa del blocco della striscia di Gaza da parte di Israele. La terza figlia è morta due giorni più tardi.

Aya Hamdan Hamdan al-Najjar, 8 anni, di Khuza, vicino a Khan Younis, Gaza, uccisa da un missile dell’IDF mentre giocava vicino a casa sua.
Hamada Saleh Hamada, 4 mesi, di Beit Lahya, Gaza, é morta per una malattia al cuore perché Israele le ha negato il permesso di lasciare Gaza per poter ricevere cure appropriate.
Hasan abu-Mamar, 17 anni, di Khan Younis, Gaza, é morta per un cancro in quanto Israele le ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Ayat Anwar Daheik, 8 mesi, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, é morta per una malattia al cuore perché Israele le ha negato l’autorizzazione ad uscire dalla striscia di Gaza per cure mediche.
Imad Ismail al-Oweini, 6 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, é morto per una malattia al fegato in quanto Israele gli ha negato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Wasim Iyad Hamdan, 10 mesi, di Beit Hanoun, Gaza, é morto per una malattia non diagnosticata in quanto Israele gli ha negato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Ahmad Husam Yusuf Musa, 11 anni, di Nileen, vicino a Ramallah, ucciso da proiettili dell’IDF che lo hanno attinto al capo durante una manifestazione contro il muro di annessione.
Ahmad Eid abu-Amra, 3 mesi, di Diir al-Balah, Gaza, é morto per una malattia al cuore perché Israele gli ha negato il permesso di uscire dalla striscia di Gaza per cure mediche.
Ali al-Dahdouh, 27 giorni, di Gaza City, Gaza, é morto per una malattia al cuore perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
al-Mutasim Bila Muhammad Jundiya, 2 anni, di Gaza City, Gaza, é morto di paralisi cerebrale perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Muhammad Ala al-Sarhi, 5 mesi, di Gaza City, Gaza, é morto per una malattia di cuore perché Israele gli ha negato il permesso di lasciare la striscia di Gaza per cure mediche.
Abu-Ridih un maschietto di Nablus, é morto a un checkpoint dell’IDF perché sua madre vi è stata trattenuta più di 40 minuti ed è arrivata troppo tardi all’ospedale.
Hadi al-Hassainah, 3 anni, di Gaza City, Gaza, é morto per una deficienza proteica al cervello perché Israele ha negato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per sottoporsi a cure mediche.
Muhammad Ramzi al-Imawi, 18 mesi, di Jabalya, Gaza, é morto di atrofia cerebrale perché Israele gli ha negato l’autorizzazione a lasciare la striscia di Gaza per sottoporsi a cure mediche.
Odih Saleh Abdul-Al, 7 anni, di Rafah, Gaza, é morto per una crisi cardiaca e problemi polmonari perché Israele gli ha impedito di tornare all’ospedale Ichilov di Tel Aviv per ricevere il suo trattamento.
Abdul-Rahman Hani Akram Khuziq, 10 mesi, di Gaza City, Gaza, é morto di atrofia cerebrale perché Israele gli ha negato l’autorizzazione ad uscire dalla striscia di Gaza per sottoporsi a cure mediche.
Tamer Hassan Ali al-Akhras, 5 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere di al-Zaytoun a Gaza city.
Ahmad Riyad Muhammad al-Sinwar, 3 anni, di al-Zahra City, vicino a Diir al-Balah, Gaza, ucciso dall’IDF ad al-Zahra City, vicino a Diir al-Balah.
Uday Abdul-Hakim Rajab Mannii, 6 anni, di Diir al-Balah, Gaza, ucciso dall’IDF a Diir al-Balah.
Samar Anwar Khalil Balousha, 6 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa nel sonno insieme alle sue quattro sorelle da un missile dell’IDF.
Dina Anwar Khalil Balousha, 7 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa nel sonno insieme alle sue quattro sorelle da un missile dell’IDF.
Jawaher Anwar Khalil Balousha, 8 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa nel sonno insieme alle sue quattro sorelle da un missile dell’IDF.
Muath Yasir al-Abed abu-Teir, 6 anni, di Abasan al-Kabira, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso dall’DF a Abasan al-Kabira.
Sidqi Ziad Mahmoud al-Absi, 4 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso a casa sua insieme a due fratelli da un missile dell’IDF.
Ahmad Ziad Mahmoud al-Absi, 12 anni, , del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso a casa sua insieme a due fratelli da un missile dell’IDF.
Wisam Akram Rabi Eid, 12 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso dall’IDF vicino alla piazza di Zemu a nord della striscia di Gaza.

30 dicembre2008 Lama Talal Shehada Hamdan, 4 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa con sua sorella da un missile dell’IDF mentre stava a casa sua nel quartiere di al-Rayes di Beit Hanoun. Il fratello è morto il giorno dopo a causa delle ferite riportate.
Haya Talal Shehada Hamdan, 12 anni, di Beit Hanoun, Gaza, , uccisa con sua sorella da un missile dell’IDF mentre stava a casa sua nel quartiere di al-Rayes di Beit Hanoun. Il fratello è morto il giorno dopo a causa delle ferite riportate.
Ismail Talal Shehada Hamdan, 9 anni, di Beit Hanoun, Gaza, é morto in seguito alle ferrite che gli sono state procurate da un missile dell’IDF che ha anche ucciso le sue due sorelle.
Al-Muez Ledinallah Jihad al-Nasla, 3 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso insieme a sua sorella dalle bombe dell’IDF sulla strada del mercato di al-Nada vicino ad un serbatoio di acqua a Izbat Beit Hanoun.

2009

Muhammad Iyad Abed-Rabo al-Astal, 12 anni, di al-Qarara, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso con suo fratello ed un cugino, colpito da un missile dell’IDF lanciato da un drone mentre tornavano da un lavoro nei campi vicini. Due di essi sono morti sul posto, il terzo sulla strada verso l’ospedale.
Abed-Rabo Iyad Abed-Rabo al-Astal, 8 anni, di al-Qarara, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso con suo fratello ed un cugino, colpito da un missile dell’IDF lanciato da un drone mentre tornavano da un lavoro nei campi vicini. Due di essi sono morti sul posto, il terzo sulla strada verso l’ospedale.
Abdul-Satar Walid Abdul-Rahim al-Astal, 10 anni, di al-Qarara, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso con suo fratello ed un cugino, colpito da un missile dell’IDF lanciato da un drone mentre tornavano da un lavoro nei campi vicini. Due di essi sono morti sul posto, il terzo sulla strada verso l’ospedale.
Muhammad Musa Ismail al-Silawi, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso con alter quattordici persone da un missile dell’IDF lanciato da un drone sulla moschea del campo profughi di Jabalya durante la preghiera della sera.
Hani Muhammad Musa al-Silawi, 6 anni, du camp di réfugiés di Jabalya, Gaza, , ucciso con alter quattordici persone da un missile dell’IDF lanciato da un drone sulla moschea del campo profughi di Jabalya durante la preghiera della sera.
Ziad Muhammad Selmi abu-Snaima, 10 anni, di Rafah, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF nelle strade di al-Nasr, vicino a Rafah.
Baha Muayad Kamal abu-Wadi, 8 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere di al-Zaytoun a Gaza City.
Asma Ibrahim Husain Afana, 12 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa da un bombardamento dell’IDF nel quartiere di al-Zaytoun a Gaza City.
Shatha al-Abed Muhammad al-Habbash, 10 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua insieme a un cugino da un missile dell’IDF nel quartiere di al-Tufah a Gaza City.
Farah Amar Fuad al-Helu, 1 an, di Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua insieme al nonno da proiettili dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Suheir Ziad Ramadan al-Nimr, 11 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa col fratello da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Mahmoud Sami Yahya Asaliya, 3 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso a casa sua da bombe dell’IDF.
Ibrahim Kamal Subhi Awaja, 9 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso dall’IDF a Beit Lahya.
Jihad Samir Fayez Erhayem, 9 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Wadi Amin Omar Omar, 3 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso dall’IDF a Beit Lahya.
Hamza Zuhair Riziq Tantish, 12 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso con suo nonno da una bomba dell’IDF mentre si trovava sul tetto della casa di suo nonno a Beit Lahya.
Wiam Jamal Mahmoud al-Kafarneh, 2 anni, di Beit Hanoun, Gaza, morto per le ferite riportate il 4 gennaio durante l’attacco dell’IDF a Beit Hanoun.
Arafat Muhammad Arafat Abdul-Dayem, 12 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso nel corso di un attacco dell’IDF durante i funerali di suo cugino, un ausiliare medico ucciso nell’esercizio delle sue funzioni il 4 gennaio dall’IDF.
Sayed Amr Riziq Saber abu-Eisha, 12 anni, del campo profughi di Shati, Gaza, ucciso a casa sua insieme al padre, la sorella e il fratello da un missile dell’IDF.
Ghaida Amr abu-Eisha, 8 anni, del campo profughi di Shati, Gaza, uccisa a casa sua con il padre e due fratelli da un missile dell’IDF.
Muhammad Amr abu-Eisha, 10 anni, del campo profughi di Shati, Gaza, ucciso a casa sua col padre, sua sorella e suo fratello da un missile dell’IDF.
Fatheia Ayman Salim al-Dabbari, 4 mesi, di Rafah, Gaza, ucciso da una bomba dell’IDF a al-Shouka, vicino a Rafah.
Muamen Mahmoud Talal Allaw, 12 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua da una bomba dell’IDF.
Nasr Ibrahim Helmi al-Samouni, 5 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua insieme a due fratelli, un fratello più grande, uno zio, un cugino, sette cugini alla lontana e nove altri membri della sua famiglia da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun a Gaza City.
Muhammad Helmi Talal al-Samouni, 6 mesi, di Gaza City, Gaza, ucciso , ucciso a casa sua insieme a un cugino, nove cugini alla lontana, e 11 membri della sua famiglia da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun a Gaza City.
Azza Salah Talal al-Samouni, 6 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua insieme a un cugino, nove cugini alla lontana, e 11 membri della sua famiglia da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun a Gaza City.
Huda Nael Faris al-Samouni, 7 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua insieme a due cugini, otto cugini alla lontana e 11 altri membri della sua famiglia da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun a Gaza City
Al-Mutasem Bilah Muhammad Ibrahim al-Samouni, 1 mesi, anni, di Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua insieme a dieci cugini alla lontana e 11 altri membri della sua famiglia da bombe dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun a Gaza City.
Aya Usama Nayif al-Sersawi, 6 anni, di al-Shejaya, vicino a Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua da bombe dell’IDF.
Muhammad Salam Awad al-Tarfawi, 4 anni, di Jabalya, Gaza,ucciso dall’IDF vicino alla stazione di benzina di via al-Karama a Jabalya.
Ismail Haidir Eleiwa, 7 anni, di al-Shejaya, vicino Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua insieme a due fratelli e alla sorella da bombe dell’IDF.
Lana Haidar Eleiwa, 10 anni, di al-Shejaya, vicino Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua insieme a tre fratelli da bombe dell’IDF.
Muamen Haidar Eleiwa, 12 anni, di al-Shejaya, vicino Gaza City, Gaza, ucciso a casa sua insieme ai suoi tre fratelli da bombe dell’IDF.
Shahid Muhammad Amin Hiji, 3 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Nada Radwan Naim Mardi, 6 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa dall’IDF nel quartiere al-Seyafa a Beit Lahya.
Ahmad Jabr Jabr Hweij, 6 anni, di Gaza City, Gaza, é morto per le ferite riportate il 27 dicembre durante un attacco dell’IDF nel quartiere al-Tufah a Gaza City.
Ahmad Shaher Fayq Khudair, 10 anni, di Beit Lahya, Gaza, é morto per le ferite riportate il 3 gennaio durante un attacco dell’IDF nel quartiere al-Seyafa a Beit Lahya.
Islam Odih Khalil abu-Amsha, 12 anni, di al-Shejaya, vicino Gaza City, Gaza, ucciso dal tiro di un tank dell’IDF nel quartiere al-Tufah di Gaza City.
Muhammad Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 7 mesi, di Gaza City, Gaza, ucciso con i suoi due fratelli, tre sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Ala Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 7 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa ucciso con i suoi due fratelli, tre sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Ali Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 10 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso con i suoi due fratelli, tre sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Sharafeddin Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 5 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso con i suoi due fratelli, tre sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Raba Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 6 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa coi tre fratelli, due sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Khitam Iyad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 5 mesi, di Gaza City, Gaza, ucciso con i suoi due fratelli, tre sorelle, i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Bara Ramez Fayez Misbah Hashim al-Daia, 2 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso con sua sorella i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Salsabil Ramez Fayez Misbah Hashim al-Daia, 5 mesi, di Gaza City, Gaza, uccisa con sua sorella i genitori, i nonni paterni, sei cugini, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Yusif Muhammad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 2 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso con le tre sorelle, i genitori, i nonni, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Amani Muhammad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 6 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa con due sorelle, i genitori, i nonni paterni, due zie e uno zio da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Qamr Muhammad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 5 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa col fratello, due sorelle, la madre, i nonni paterni, due zie e due zii da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Arij Muhammad Fayez Misbah Hashim al-Daia, 3 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa col fratello, due sorelle, la madre, i nonni paterni, due zie e due zii, da bombe dell’IDF mentre si trovavano a casa del nonno nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Abdul-Jalil Hasan Abdul-Jalil al-Hels, 8 anni, del campo profughi di Shati, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF che ha colpito un veicolo della polizia che stazionava vicino al campo profughi di Shati.
Adam Mamoun Saqr Ramadan al-Kurdi, 3 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso dall’IDF nel campo.
Zakaria Yahya Ibrahim al-Tawil, 5 anni, del campo profughi di Nuseirat, Gaza, ucciso da una bomba dell’IDF su una casa del blocco 2 del campo.
Hassan Ata Hassan Azzam, 20 mesi, di al-Mughraqa, vicino Gaza City, Gaza, ucciso con suo fratello e suo padre dall’IDF a al-Mughraqa.
Ibrahim Suleiman Muhammad Baraka, 12 anni, di Bani Sheila, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso dall’IDF a Bani Sheila.
Nur Muin Shafiq Dieb, 3 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso a casa sua coi due fratelli, una sorella e un cugino da bombe dell’IDF vicino alla scuola al-Fakhoura nel campo.
Aseel Muin Shafiq Dieb, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa a casa sua con 3 fratelli e un cugino da bombe dell’IDF vicino alla scuola al-Fakhoura nel campo.
Lina Abdul-Monim Nafez Hasan, 10 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa a casa sua da bombe dell’IDF vicino alla scuola al-Fakhoura nel campo.
Muhammad Basem Ahmad Shaqoura, 9 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso a casa sua da bombe dell’IDF vicino alla scuola al-Fakhoura nel campo.
Marwan Hasan Abdul-Muamin Qdiih, 5 anni, di Abasan al-Kabira, vicino a Khan Younis, Gaza, ucciso da una bomba dell’IDF a casa sua.
Ranin Abdullah Ahmad Saleh, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso dall’IDF nel campo.
Shahid Husein Nazmi Sultan, 8 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso dall’IDF nel campo.
Anas Aref Baraka, 8 anni, di Wadi al-Salqa, vicino a Diir al-Balah, Gaza, é morto in un ospedale egiziano per le ferite alla testa provocategli il 4 gennaio da spari dell’IDF a Diir al-Balah.
Abdullah Muhammad Shafiq Abdullah, 11 anni, di Beit Lahya, Gaza, é morto per le ferite inflittegli il 6 gennaio da bombe dell’IDF vicino alla scuola al-Fakhoura nel campo profughi di Jabalya, Gaza.
Suad Khaled Muhammad Abed-Rabo, 7 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa insieme a sua sorella dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno colpito al petto , nonostante la sua famiglia sventolasse una bandiera bianca mentre usciva dalla loro casa di Izbat Beit
Hanoun pera andare a cercare dell’acqua.
Amal Khaled Muhammad Abed-Rabo, 2 anni, di Beit Hanoun, Gaza, uccisa insieme a sua sorella dai tiri di un tank dell’IDF che lo hanno colpito al petto , nonostante la sua famiglia sventolasse una bandiera bianca mentre usciva dalla loro casa di Izbat Beit Hanoun pera andare a cercare dell’acqua.
Tawfiq Khaled Ismail al-Kahlout, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso insieme al fratello, un altro fratello più grande, suo padre e un cugino alla lontana da un missile dell’IDF mentre attraversavano in auto i lotti abitativi di Beit Lahia.
Radwan Muhammad Radwan Ashour, 12 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso insieme a suoi fratello da un missile dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Abdul-Rahman Muhammad Radwan Ashour, 11 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso insieme a suo fratello da un missile dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Hussam Raed Rizq Subuh, 12 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso da un bombardamento dell’IDF mentre si trovava insieme a molta gente nel quartiere di Beit Lahya’s al-Salateen.
Basma Yasser Abed-Rabo al-Jilawi, 5 anni, Beit Lahya, Gaza, uccisa da schegge di proiettili dell’IDF nel campo profughi di Jabalya, Gaza.
Yousef Awni Abdul-Rahim al-Jaru, 2 anni, Gaza City, Gaza, ucciso avec sa mère, di nationalité ukrainienne par un tir di tank di l’IDF danni le quartier di al-Tufah a Gaza City.
Amr Ibrahim Khalil Balousha, 10 anni, di al-Zahra, near Gaza City, Gaza, ucciso a al-Zahra City.
Bara Iyad Samih Shalha, 7 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa par l’IDf danni le lotissement di Beit Lahya.
Shahid Saadallah Matar abu-Halima, 18 mesi, di Beit Lahya, Gaza, ucciso apr l’IDF danni le lotissement di Beit Lahya.
Ghainma Sultan Fawzi Halawa, 11 anni, di Jabalya, Gaza,ucciso par l’IDF a Jabalya.
Ala Ahmad Fathi Jabr, 13 anni, di Jabalya, Gaza, uccisa par un tank di l’IDF a Jabalya.
Fatima Raed Zaki Jadallah, 11 anni, du camp di réfugiés di Jabalya, Gaza, uccisa chez elle par dis bombes di l’IDF danni le quartier Tal al-Zatar du camp.
Rana Fayez Muhammad Salha, 12 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso chez lui avec sa mère, diux frères et une soeur par un missile di l’IDF.
Baha Fayez Muhammad Salha, 5 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso a casa sua insieme a sua madre, due fratelli e una sorella, da un missile dell’IDF.
Rula Fayez Muhammad Salha, 2 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa a casa sua insieme alla medre e due fratelli da un missile dell’IDF.
Ali Kamal Ali al-Nethur, 11 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso insieme a suo fratello da un missile dell’IDF mentre uscivano da un edificio di Jabalya per sfuggire a un attacco.
Abdul-Rahman Ahmad Haboush, 4 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere al-Tufah di Gaza City.
Zakaria Hamid Khamis al-Samouni, 8 anni, di Gaza City, Gaza, é morto per le ferite riportate durante un attacco dell’IDF il 4 gennaio nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City.
Amal Najib Muhammad Aloush, 12 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso da una bomba dell’IDF a Jabalya.
Tasnim Yasir Jabr al-Rafati, 3 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso a casa sua da un missile dell’IDF destinato a suo padre a Jabalya.
Faris Talat Asad Hamouda, 2 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere Tal al-Hawa.
Haitham Yasir Yousef Marouf, 11 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF a Beit Lahya.
Ayat Kamal Mahmoud al-Bana, 12 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso dai tiri di un tank dell’IDF a Jabalya.
Fadallah Imad Hasan al-Najjar, 2 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, uccisa da un attacco di missili al campo.
Nashat Raed al-Firi, 12 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso da un attacco di missili dell’IDF su Jabalya.
Abdul-Rahman Muhammad Atiya Ghaben, 15 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso dalle bombe dell’IDF a Beit Lahya.
Basim Talat Jamil Abdul-Nabi, 12 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso nel campo insieme a suo fratrello da un missile dell’IDF mentre giocavano tra le rovine di una casa demolita.
Qasim Talat Jamil Abdul-Nabi, 7 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, ucciso nel campo insieme a suo fratello da un missile dell’IDF mentre giocavano tra le rovine di una casa demolita.
Hamza Saadallah Matar Masoud abu-Halima, 8 anni, di Atatra, vicino a Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a due fratelli e al padre da bombe dell’IDF a Beit Lahya.
Ziad Saadallah Matar Masoud abu-Halima, 10 anni, di Atatra, vicino a Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a due fratelli e al padre da bombe dell’IDF a Beit Lahya.
Aisha Ibrahim al-Said al-Najjar, 4 anni, di Jabalya, Gaza, uccisa dall’IDF a Jabalya.
Hadiel Jabr Diab al-Rafati, 9 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso dall’IDF a Jabalya, Gaza.
Khalil Muhammad Musa Bahar, 12 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere al-Shaf.
Hala Isam Ahmad al-Mnei, 1 mese, di Beit Lahya, Gaza, é mortaper le ferite riportate durante un attacco dell’IDF il 13 gennaio a Beit Lahya.
Haneen Fadil Muhammad al-Batran, 10 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere Tal al-Hawa.
Shaima Adil Ibrahim al-Jadba, 9 anni, di Gaza City, Gaza, uccisa a casa sua da una bomba dell’IDF nel quartiere al-Tufah.
Bara Ata Hasan al-Ermaliat, 1 anno, di Beit Lahya, Gaza, uccisa insieme a due sorelle e alla madre da bombe dell’IDF a Beit Lahya.
Arij Ata Hasan al-Ermaliat, 2 mesi, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a due sorelle e alla madre da bombe dell’IDF a Beit Lahya.
Husam Muhammad Shaban Eslim, 7 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso insieme a suo fratello e suo cugino da un missile durante un assassinio mirato.
Ahmad Usama Muhammad Kurtom, 7 anni, di Gaza City, Gaza, ucciso dall’IDF nel quartiere Rimal.
Anwar Salman Rushdi Abdul-Hai abu-Eita, 7 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a due cugini e un membro della famiglia più grande da un missile dell’IDF a Beit Lahya.

Malak Salama Abdul-Hai abu-Eita, 3 anni, di Beit Lahya, Gaza, uccisa insieme a un fratello e a un cugino e un membro della famiglia più grande da un missile dell’IDF a Beit Lahya.
Ahmad Salama Abdul-Hai abu-Eita, 10 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme alla sorella, il cugino e un membro della famiglia più grande da un missile dell’IDF a Beit Lahya.
Muhammad Atef Muhammad abul-Husni, 12 anni, di Jabalya, Gaza,ucciso dall’IDF a Jabalya.
Iman Isa Abdul-Hadi al-Batran, 11 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, uccisa a casa sua insieme alla madre, la sorella e tre fratelli da un missile tirato da un elicottero Apache sulla sua casa nel blocco 4 del campo.
Bilal Isa Abdul-Hadi al-Batran, 6 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, uccisa a casa sua insieme alla madre, due sorelle e due fratelli da un missile tirato da un elicottero Apache sulla sua casa nel blocco 4 del campo.
Izaldien Isa Abdul-Hadi al-Batran, 3 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, uccisa a casa sua insieme alla madre, due sorelle e due fratelli da un missile tirato da un elicottero Apache sulla sua casa nel blocco 4 del campo.
Muhanad Amr Khalil al-Jdiili, 8 anni, del campo profughi di Bureij, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF nella sua casa nel blocco 7 del campo.
Rawan Ismail Muhammad al-Najjar, 7 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso nel corso di un bombardamento dell’IDF.
Bilal Muhammad Shehada al-Ashkar, 6 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a suo fratello durante un bombardamento dell’IDF contro una scuola dell’ONU.
Muhammad Muhammad Shehada al-Ashkar, 4 anni, di Beit Lahya, Gaza, ucciso insieme a suo fratello durante un bombardamento dell’IDF contro una scuola dell’ONU.
Aseel Munir Matar al-Kafarna, 1 anno, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso dall’IDF a Beit Hanoun.
Fawzia Fawaz Ahmad Saleh, 5 anni, di Jabalya, Gaza, uccisa insieme a suo fratello da bombe dell’IDF a Jabalya.
Ahmad Fawaz Ahmad Saleh, 10 anni, di Jabalya, Gaza, ucciso insieme a sua sorella da bombe dell’IDF a Jabalya.
Rakan Muhammad Musa al-Ir, 5 anni, di Izbat Abed-Rabo, vicino a Jabalya, Gaza, ucciso insieme a suo fratello e alla sorella da un missile dell’IDF a Izbat Abed-Rabo.
Ibrahim Muhammad Musa al-Ir, 12 anni, di Izbat Abed-Rabo, près di Jabalya, Gaza, ucciso insieme al fratello e alla sorella da un missile dell’IDF a Izbat Abed-Rabo.
Angham Rafat Atallah al-Masri, 10 anni, di Beit Hanoun, Gaza, ucciso da un missile dell’IDF a Beit Hanoun.
Isa Muhammad Iyada Rimeliat, 12 anni, del campo profughi di Rafah, Gaza, ucciso dall’IDF nella sezione al-Shaboura del campo.
Abdullah Nasr Abdullah al-Sdoudi, 7 anni, di Nuseirat, Gaza, morto per le ferite riportate il 18 gennaio durante un attacco dell’IDF su Nuseirat.
Nancy Said Muhammad Waked, 6 mesi, di Gaza City, Gaza, morta per le ferite riportate il 18 gennaio durante un attacco dell’IDF nel quartiere al-Zaytoun.
Muhammad Yahya Said Baba, 11 anni, di Beit Lahya, Gaza, morto per le ferite riportate il 10 gennaio durante un attacco dell’IDF su Beit Lahya.
Sundus Said Hasan abu-Sultan, 4 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, morto per le ferite riportate il 17 gennaio nel corso di un attacco dell’IDF al campo.
Dima Said Ahmad al-Zahal, 5 anni, di Beit Lahya, Gaza, morta per le ferite riportate il 7 gennaio nel corso di un attacco dell’IDF su Beit Lahya.
Zaynaldien Muhammad Zurub, 7 mesi, morto per una infezione polmonare nell’ospedale europeo di Gaza perché Israele gli ha negato l’autorizzazione a uscire dalla striscia di Gaza per ricevere cure mediche. I genitori hanno tentato invano per parecchie settimane prima che morisse di ottenere un permesso per trasportarlo a Gerusalemme.
Muhammad Taysir Muhammad Zumlot, 11 anni, del campo profughi di Jabalya, Gaza, é morto nell’ospedale al-Amal a Gaza City, Gaza, per le ferrite riportate il 6 gennaio nel corso di un bombardamento dell’IDF al blocco 2 del campo. Sua nonna e suo padre sono rimasti uccisi durante l’attacco.

dati presi dal sito ossin.org