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domenica 4 marzo 2012

"Tranquilli, la guerra si farà!" - Discorso "pacifista" di Barack Obama all'American Israel Public Affairs Committee, con Gianfranco Fini presente..



Ultime notizie dall'AIPAC:

AIPAC NEWS - Non tutti gli ebrei sono sionisti, ce lo comunica Laura Caselli tramite il sito Lo Sai: “Nella giornata del 4 Marzo 2012 una giovane attivista ebrea di 22 anni, Rae Babileah, ha interrotto l’incontro dell'AIPAC (American Israel Public Affairs Commettee, la lobby pro israeliana di Washington), cercando di parlare dell'occupazione della Palestina dimostrando il suo dissenso. Segue un video in cui si vede la coraggiosa ragazza che grida la sua opposizione agli insediamenti, dicendo che lei ha a cuore il futuro suo e di tutte le persone. Viene allontanata e fatta uscire dalla sala. Una giornalista all'esterno cerca di intervistarla ma un membro dell'AIPAC lo impedisce..“ – Video: http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/vergognoso-giovane-attivista-trascinata.html


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"Tranquilli.. la guerra si farà.."

Notizie di Agenzia:

NON ESITEREMO AD USO FORZA PER DIFESA ISRAELE - "Non esiteremo a ricorrere alla forza per difendere Israele": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, parlando alla convention dell'Aipac. Sia gli Stati Uniti sia Israele hanno interesse nel vedere la sfida con l'Iran risolta diplomaticamente. E l'unica via per risolvere veramente il problema - ha sottolineato Obama - è che il governo iraniano decida di abbandonare il suo programma nucleare". "Come presidente e Comandante in capo io preferisco nettamente la pace alla guerra. Davanti al popolo americano - ha proseguito Obama - ho preso il solenne impegno di ricorrere all'uso della forza solo quando le circostanze lo richiedono realmente. E so che i leader israeliani conoscono molto bene i costi e tutte le conseguenze di una guerra, anche se hanno l'obbligo di difendere il proprio Paese. Noi tutti preferiamo risolvere questa questione diplomaticamente. Ma detto ciò, i leader del regime iraniano non devono avere dubbi sulla determinazione degli Stati Uniti, e non li devono avere sul diritto di Israele di decidere cosa è meglio per difendere la propria sicurezza". "Nessuna opzione è fuori dal tavolo - ha quindi ammonito il presidente Usa - e non esiterò a ricorrere all'uso della forza qualora si rendesse necessario" per difendere gli interessi degli Stati Uniti e del suo alleato israeliano.


NUCLEARE TEHERAN CONTRO SICUREZZA ISRAELE E USA - "Un'Iran con armi nucleari è contro la sicurezza di Israele. Ma è anche contro la sicurezza degli Stati Uniti": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, sottolineando come "il mondo intero è interessato ad impedire che l'Iran si doti di armi nucleari", anche perché c'é "il rischio che finiscano in mano ai terroristi".


REGIME ISOLATO E DIVISO, DIPLOMAZIA PUO' VINCERE - L'Iran oggi "é isolato, la sua leadership è divisa e sta subendo una pressione internazionale senza precedenti": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, per il quale "c'é ancora la possibilità che la via diplomatica alla fine abbia successo".


GIANFRANCO FINI ALL'AIPAC - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini in visita ufficiale a Washington. L'incontro e' avvenuto a margine della convention annuale dell'Aipac dove anche Fini stasera farà un intervento.
(Fonte: ANSA 4 marzo 2012)



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Scrive Laura Caselli: Traduco il discorso di Obama: "Questa è una dichiarazione di guerra all'Iran. Come al solito usiamo la scusa dei brutti terroristi assassini. Ora vi devo dire che faremo il possibile per non attaccare nessuno, ma è il solito discorsetto che devo tirare fuori per sembrare buono (non per niente sono un premio Nobel per la pace, ricordate?), tanto sarete voi stessi a breve a richiedere un nostro intervento per la vostra "sicurezza". Chiunque aprirà bocca verrà etichettato come antisemita, dato che c'è di mezzo pure Israele che "ha l'obbligo di difendere il proprio Paese" (per questo sta occupando ancora la Palestina,no?). Fine del discorso e "Happy New World Order" a tutti!"

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lunedì 7 novembre 2011

Il vertice del PD nei Casini... "L'alleanza con i lanzichenecchi UDC e FLI non può funzionare"

Bersani ed il gioco delle tre carte


La proposta del vertice del PD per il dopo elezioni è quella di un patto di governo tra progressisti e Terzo Polo di centro. Bersani a Piazza S. Giovanni ha sostenuto che la parola d'ordine dovrà essere “ricostruzione”, cioè mettere mano alla legislatura con una serie di riforme, un “patto costituente“ dalle maglie larghe e senza paletti ben precisi e proprio per questo ambiguo e pericoloso sia per le garanzie democratico-costituzionali che per i diritti economico-sociali. Si tratta di un pasticcio centrista, una svolta autoritaria presa senza che sia stata consultata la base e neppure discusso nelle sedi opportune. Lo scopo è andare incontro alle pulsioni anticostituzionali e al neoliberismo antipopolare del Terzo Polo, rappresentante dei poteri forti in Italia (Banche, Confindustria, alte gerarchie Vaticane ecc). Decisamente contraria a questa svolta è la corrente progressista del senatore Ignazio Marino e, secondo i sondaggi, tutta la base del Pd, perché sacrifica la propria identità optando per un becero trasformismo.

Per Fini e l’Udc infatti la lettera ultraliberista della Banca Centrale Europea è la base programmatica; Fini per 15 anni ha votato le leggi ad personam pro Berlusconi, ha avallato tutte le porcherie di quel governo, la legge Gasparri che consacra il monopolio Mediaset, i tagli orizzontali di Gelmini e Tremonti, gli attacchi ai diritti dei lavoratori di Sacconi, le avventure guerrafondaie in Afghanistan. Egli rappresenta una destra gaullista, neo-gentiliana, un neoliberalismo autoritario incentrato anche su Presidenzialismo e nazionalismo guerrafondaio. Fini è quello del massacro di Genova del luglio 2001, quello della legge sull’immigrazione che raccoglieva firme nei gazebo contro i migranti, che nei comizi a Mirabello l’anno scorso rivendicava come antecedente ideale Almirante (il fucilatore di partigiani) e faceva tributare un’ovazione a Mirko Tremaglia, volontario repubblichino non pentito.

Casini e i suoi furbacchioni strizzano l'occhio ora a destra ora a sinistra e sempre al miglior offerente, per prendere poltrone nelle spartizioni. L’UDC è quella che da più parti veniva definita Unione Dei Condannati per l’alto numero di inquisiti e pregiudicati per reati infamanti lì presenti. L’UdC ha sostenuto una legge scudo per salvare Berlusconi dai processi, ha perpetrato l'aggressione sistematica alla magistratura e alla Costituzione, ha votato le peggiori leggi ad personam, è stata favorevole al nucleare e alla privatizzazione dall’acqua, ha posizioni di liberismo selvaggio in materia economica, approva i finanziamenti anticostituzionali alle scuole private e rasenta l’oscurantismo Medioevale su tematiche importanti quali: fine-vita e bio-testamento, scienza embrione e legge 194 sull’interruzione di gravidanza, pillola, coppie di fatto, laicità dello stato, diritti degli omosessuali e legge 40 sulla fecondazione assistita.

Come può una sinistra progressista ricercare alleanze simili? Non scordiamoci che l'Unione fallì anche in quanto coalizione disomogenea, che cercava di tenere tutti dentro e non riuscì a governare il Paese, aprendo il campo al ritorno di Berlusconi e dei suoi lanzichenecchi!



CHIAMIAMO IL TECNICO?

Sembra probabile che nei prossimi giorni il governo Berlusconi non avrà più i voti in Parlamento per governare. Si aprirebbero allora 2 scenari: o elezioni anticipate entro 2-3 mesi, oppure un governo di transizione, di "larghe intese", sostenuto da un'ampia maggioranza in Parlamento: parte del PDL, Terzo Polo e PD, mentre Italia dei valori vorrebbe condizioni ben precise, e Vendola è contrario. A comporre il governo sarebbero dei “tecnici” mentre a presiederlo sarebbe Mario Monti e dovrebbe fare una riforma elettorale e prendere misure per l’emergenza economica. Ma il punto è proprio questo: quali misure sarebbero prese per uscire dalla crisi? Chi pagherà? I governi “tecnici”, quando devono fare certe scelte, sono in realtà sempre politici. Il Terzo Polo di Fini Casini e Rutelli ripete come un mantra che “servono scelte impopolari” e dice di voler applicare la lettera che ci ha inviato la Banca Centrale Europea in agosto, quella che chiedeva di tagliare le protezioni sociali, le pensioni, impiegati pubblici e stipendi, di eliminare tutele dai licenziamenti e lo stesso contratto nazionale di lavoro, privatizzare i servizi pubblici e svendere beni e patrimoni collettivi. Un governo di tal fatta servirebbe solo a rendere più accettabile l'opera di macelleria sociale cambiando il macellaio.

Certo Bersani sabato al comizio ha parlato di tagli dei costi della politica, di una fortissima lotta all'evasione fiscale, di far pagare chi ha, ma che certezza c’è che il PD, magari sotto la pressione dei mercati e dell’UDC, non finisca per fare da stampella a quel governo con l’unico scopo di tenere buona la sua gente e far ingoiare le misure antipopolari richieste a gran voce dal Terzo Polo da Confindustria e dalla BCE? Il rischio è forte, dal momento che anche gli ultraliberisti presenti nel PD, da Enrico Letta a Morando a Veltroni, Tonini, Renzi la lettera della Bce la giudicano nientemeno che “irrefutabile”. E sbagliano, perchè trascurano il fatto che a fissare i tassi di interesse (variabile chiave per la sostenibilità del debito pubblico), non sono i mercati bensì le banche centrali, se lo vogliono, e perciò se il nostro Paese è costretto a pagare ben 100 miliardi di euro l’anno di interessi sul debito dipende dal fatto che, come sostengono economisti del calibro di Krugman, De Grauwe, Wyplosz, Tabellini, Benigno, oltre a Stefano Fassina ed altri esponenti del PD, la Bce non agisce come banca sovrana dei paesi europei, da prestatore illimitato di ultima istanza, così da portare i tassi sui debiti di tutti i paesi europei circa ai livelli tedeschi e creare disavanzi di bilancio necessari al sostegno della domanda aggregata e della crescita.

Ma anche Bersani sabato in piazza S. Giovanni ha parlato di mettere mano alle pensioni di anzianità per alzare l’età effettiva in cui si va in pensione, nonostante la CGIL abbia dimostrato, dati alla mano, che l'età effettiva di pensionamento degli uomini in Italia è di 61,1 anni, cioè poco meno che in Germania (61,8) e addirittura più che in Francia (59,7); per le donne il nostro dato (58,7) è inferiore sia a quello tedesco (60,5) che a quello francese (59,7), ma la parificazione della loro età di pensionamento a quella maschile da poco decisa eliminerà rapidamente il divario e addirittura lo invertirà.

Sono sconcertanti queste proposte, per le stesse forze dell’alternativa, per gli interessi dei lavoratori!

Perché non si ascolta l’ala social-riformista del PD (quella rappresentata da Stefano Fassina, responsabile economico), impegnata nel cercare di analizzare le cose con buon senso per dare una giusta risposta a questa crisi economica? È l’unica a capire che l’adesione alla lettera della BCE è suicida per la forza di riferimento dei ceti popolari italiani.

Quali garanzie ci sono dunque che un governo “tecnico” non faccia politiche di austerità antipopolari? Si può rischiare questo solo per avere una diversa forma elettorale?

Franco Pinerolo

martedì 10 agosto 2010

Lettera aperta (purgata) al Presidente della Camera Gianfranco Fini.

Signor Presidente Fini, in questo momento per Lei difficile le scriviamo questa lettera contenente un piccolo suggerimento.

Beninteso non che ci interessino le di Lei vicende, per "noi" Lei è un opportunista che ha rinnegato gli Ideali nei quali diceva di credere…. Lei ha accettato di prestarsi ai torbidi giochi dei poteri forti e occulti, interni ed internazionali, per andare a sostenere la lobby piduista, corrotta e corruttrice, che doveva riciclare il sistema, allora in crisi, del malgoverno e del malaffare.

Adesso, da buon opportunista quale Lei è, si sta sganciando per andare a dar man forte e riciclarsi nel grande centro dei "moderati" che da tempo sta operando per arrivare al dopo Berlusconi e questo, non poteva essere altrimenti, oltre al livore del popolo degli italiani illusi e benpensanti che cantano "meno male che Silvio c'è", sta scatenando contro di Lei tutto il potere dell'impero multimiliardario e dei tanti media che controlla, direttamente o tramite la pubblicità.

Un impero che, alla faccia della privacy che dice di voler difendere, da sempre spia attraverso le intelligence private e pubbliche (quelle pagate coi nostri soldi) tutti gli avversari e gli alleati, gli amici ed i nemici, i complici e coloro che lo ostacolano, in modo di essere in grado di condizionare, ricattare, piegare tutti al proprio volere.

E' quindi chiaro signor Presidente Gianfranco Fini che gli attacchi a Lei e ai di Lei fedelissimi sono appena iniziati e saranno un crescendo continuo e allora ecco il nostro modesto suggerimento: faccia anche Lei "muoia Sansone con tutti i Filistei".

Lei nei sedici anni nei quali ha assecondato e partecipato al disegno della lobby affaristica di cose deve averne viste e sentite parecchie, cose che gli italiani non sanno e, purtroppo, neanche i Magistrati, ma oggi Lei potrebbe fare il grande gesto: sacrificarsi per il bene dell'Italia, svelando tutti i retroscena e le ombre cupe di questi ultimi due decenni di politica sporca e malavitosa.

Certo, verrà accusato di complicità e non potrebbe essere altrimenti (del resto sarà in buona compagnia con quel tale Bossi) e la carriera politica alla quale Lei tiene tanto sarà compromessa per sempre, ma potrà salvarsi l'anima…

Ci pensi, onorevole Presidente Fini!

Adriano Rebecchi