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martedì 21 agosto 2012

La storia può insegnarci qualcosa.. se non mettiamo la testa sotto la sabbia - Articolo di Filippo Giannini



Credo di non cadere in errore se affermassi che negli ultimi mesi si sono verificati in Italia non meno di una cinquantina di casi di suicidio, la maggior parte dei quali commessi da imprenditori, disperati per l’andamento disastroso del mercato. Prego i lettori di tener presente, nel proseguo del lavoro, questo dato.


Altro dato da tener presente è che molti economisti considerano la crisi – anche questa made in Usa – iniziata nel 1929, forse peggiore di quella attuale.


Desidero qui riportare uno stralcio di uno scritto di Marzio di Belmonte, estrapolato da un suo ottimo lavoro dal titolo: “Il carteggio Mussolini-Churchill nel contesto della Seconda Guerra Mondiale”:
Le grandi strategie internazionali gestite dietro le quinte da determinate forze occulte, sono oggi evidenti e non possono più creare dubbi nella loro finalità.

Da qui ne scaturisce un progetto ed anche una tendenza realizzativi:
un progetto che troviamo già aleggiare negli ideali delle rivoluzioni francese e americana, passando poi per la distruzione dei grandi Imperi Centrali in Europa e il ridimensionamento del potere Cattolico, tutte realtà queste che, in qualche modo, erano di intralcio a quegli ideali mondialisti, quindi la liquidazione degli Stati Fascisti, fino alla creazione ed allo sviluppo di quei grandi Istituti, Organismi e centri di potere mondiale, come la vecchia Società delle Nazioni poi ONU, il CFR (Council on Foreign Relations, 1921), l’IPR (Institute for Pacific Relations, 1925), il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale (1944), l’UNESCO (1945), il il Bildgberg Group (1952), la Trilaterale (1973), e tanti altri organismi, politici e finanziari, compresi quelli europei della UE, tutti atti a predisporre le strutture e/o a preparare i quadri per il dominio planetario, ecc.
(….).

Ed infine una illimitata supremazia della finanza sulla politica, anzi la finanza stessa che si fa politica, e quindi una globalizzazione totale dell’economia e della forza lavoro gestita direttamente dal potere finanziario (…)>.

Per ricapitolare il pensiero di Marzio di Belmonte i fascismi erano di intralcio ai disegni di dominio globale del potere finanziario e, aggiungo, a scudo e a guardia di questo c’è la democrazia, così come oggi ci è stata imposta. Dello stesso parere è un altro noto storico Rutilio Sermonti, che nel suo libro L’Italia nel XX Secolo ha scritto: <(Per le democrazie) La risposta poteva essere una sola: perché esse volevano un generale conflitto europeo quale unica risorsa per liberarsi della Germania – formidabile concorrente economico – e, soprattutto dell’Italia. Questo è necessario comprendere se si aspira alla realtà storica: soprattutto dell’Italia>.
La storia del XX Secolo è molto complessa ed è tutta da scrivere, da questa una realtà risulta incrontovertibile: le tre grandi democrazie, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, si sono ingegnate a preparare la Seconda Guerra mondiale con l’intento di abbattere i fascismi, grandi barriere per i loro programmi di dominio globale. Le grandi democrazie come sono giunte al loro obiettivo?

Ė noto a tutti che la Gran Bretagna possedeva almeno i tre-quarti del territorio terrestre ed esercitava su di esso ogni mezzo per schiavizzare gli abitanti e sfruttare le ricchezze del sottosuolo. L’opportunità di soppiantare i cugini inglesi e sostituirli nelle loro conquiste, non sfuggì ai grandi finanzieri americani, che nel frattempo si erano sempre più rinforzati grazie alle ricchezze del sottosuolo americano. Possiamo fissare la data di questa politica con l’enunciazione della così detta Dottrina Monroe. James Monroe è personaggio di estrema importanza se si vuol comprendere la storia di oggi. James Monroe nacque in Virginia il 28 aprile 1758, morì a New York il 4 luglio 1831. Partecipò alla guerra d’indipendenza americana, al ritorno riprese gli studi di diritto. Svolse diverse attività politiche e diplomatiche, nel 1816 divenne il quinto presidente degli Stati Uniti. Fu l’autore di una Dottrina che da lui prese il nome, la quale prevedeva una serie di principi di politica estera, presentati al Congresso a dicembre 1823. Fra questi, il più interessante proclamava, in forma autoritaria, che il continente americano (quindi anche il Sud America) non era un territorio destinato alla colonizzazione europea.

Inoltre, per maggior chiarezza, il Congresso statunitense stabiliva che ogni tentativo delle potenze europee per estendere la loro influenza sul continente americano (!) sarebbe stato considerato dagli Stati Uniti come una minaccia per la loro sicurezza e per la pace. Tutto ciò servì per costringere Napoleone III, che aveva tentato una infliltrazione nel Messico, a ritirare le sue truppe (1867). Fu in nome della Dottrina Monroe che gli Stati Uniti poterono esigere e ottenere dall’Inghilterra il controllo esclusivo del Canale di Panama (1901).

Leggiamo da Dizionario Mondiale di Storia Universale: . La Dottrina Monroe continua ancor oggi ad essere invocata per giustificare ogni guerra di aggressione – e sono state centinaia – sempre condotte al di fuori dei propri confini. Prima considerazione: sarebbe azzardato se sostenessi che il sogno americano ha avuto origine nel 1823?

Così siamo giunti ad una nuova tappa del sogno americano, all’ideologia del pensiero unico finanziario. Questo è gestito principalmente dalle seguenti agenzie di rating: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Rating, Agenzie che, neanche a dirlo, hanno sede oltre oceano, in grado di gestire a loro piacimento l’economia di ogni Paese, stabilendo quanto siano affidabili le economie dei singoli Paesi. Per avere solo un’idea di quanto potenti siano le Lobby che gestiscono le economie mondiali, riporto uno stralcio, a firma di Toni Liuzza, tratto da Historica Nuova:
Di quella cifra 846 miliardi di dollari sono finiti nei conti della “Goldman Sachs” (…)>. Per capire, ancora meglio il potere di queste Lobby, aggiungo: . Prima di passare oltre, vediamo come la finanza Usa ha imposto l’autodiritto di stampare dollari in misura incontrollata. In merito Antonio Pimpini ha scritto: . L’autore memore della cupidigia della finanza d’Oltre Oceano, così conclude:
La risultante fu l’apertura di tutti i mercati agli Usa, la contestuale commercializzazione, in regime di sostanziale monopolio impositivo, dei propri prodotti e l’indebitamento generalizzato di tutte le economie post belliche, anche quelle in grande espansione e addirittura di quelle che la guerra l’avevano vinta. Il motto era: con i dollari che ti presto potrai fare grandi infrastrutture, ma sarai con me indebitato a vita.


La formula per giungere a questo ci viene fornita dall’allora futuro Presidente degli Usa, Woodrow Wilson: egli nel corso di una lezione tenuta alla Columbia University, già nell’aprile 1907, sfacciatamente così caricò la mentalità predatoria degli studenti americani: .

Per quanto sopra, che poi è solo un estratto del potere che la vittoria militare del 1945, ha permesso che tutto ciò avvenisse, grande è la mia meraviglia quando osservo che, in Europa tutta, ci sono ancora degli idioti che festeggiano la data della “liberazione” del 1945.

Torniamo ora alle osservazioni di Marzio di Belmonte ((…). La distruzione dei grandi Imperi centrali in Europa… (che) erano di intralcio a quegli ideali mondialisti, quindi la liquidazione degli Stati Fascisti(…)>, e a quelle di Rutilio Sermoni (La risposta poteva essere una sola: perché esse (le democrazie, nda) volevano un generale conflitto europeo quale unica risorsa per liberarsi della Germania e soprattutto dell’Italia…>. Cosa avevano commesso di così grave l’Italia e la Germania? Brevemente, vediamo di dare una risposta il più possibile esauriente.

Il così detto Trattato di Versailles aveva posto, in pratica, la Germania in una situazione di estrema disperazione: i disoccupati erano milioni, solo come esempio, per comprare un francobollo erano necessari miliardi di marchi e così di seguito. Essendo stata la Germania spogliata di tutti i suoi beni, dal nostro punto di vista la seconda Guerra Mondiale fu scientemente preparata in quell’occasione. La conquista del potere da parte di Hitler fu salutata dalla stragrande maggioranza dei tedeschi con favore. Il Führer in pochi mesi riuscì a risolvere le situazioni più scabrose, in primo luogo dette un lavoro a tutti i tedeschi. Non dimentichiamo che mentre il Governo tedesco tentava di far uscire la Nazione dal tunnel, le lobby finanziarie guidate da quelle ebraiche, dichiararono guerra alla Germania invitando le popolazioni mondiali a boicottare i prodotti tedeschi.

John Frederick Fuller, storico militare inglese, nella sua Storia militare, riconobbe che la causa che spinse le democrazie a fare la guerra a Hitler fu il suo riuscito tentativo di liberare la Germania dalla schiavitù economica, cosa che determinava un pericolo molto serio per la finanza internazionale. A questo punto riportiamo una osservazione di Francesco Fatica (Lotta del sangue contro l’oro): . Osserva poi Fatica: . La Germania per svincolarsi da questa truffa aveva nazionalizzato le banche. Cosa inaccettabile per la grande finanza internazionale.

E l’Italia?

Ci avvaliamo di nuovo del citato lavoro di Francesco Fatica. . Tutto questo mentre il mondo demoplutocratico era divorato dalla crisi sorta nel 1929. ha scritto lo studioso Boris Borisov . Senza necessità di spiegare oltre, ecco il motivo per cui centinaia di americani si suicidarono spinti dalla disperazione.

Come la Germania superò la crisi congiunturale lo abbiamo già accennato; e l’altro Paese a regime autoritario, cioè l’Italia come l’affrontò? Giorgio De Angelis (L’Economia Italiana fra le due Guerre, pag. 137):
Ma la grande spinta si ebbe a seguito degli importanti lavori messi in atto dal(l’infausto) regime, che proprio in quegli anni concepì, grazie al genio di Arrigo Serpieri, il prosciugamento e la valorizzazione delle paludi – non solo nella penisola, ma anche nelle colonie e in Albania – la nascita in tempi fascisti (cioè in tempi brevissimi e senza ruberie), la nascita di nuove città ecc. ecc.. In pratica il regime (sempre infame, per il gerarchetto infame) operò in senso esattamente opposto a come sta operando l’attuale governo tecnico guidato dall’uomo della Goldman Sachs, Mario Monti, e i risultati si videro (allora) e si vedono (oggi). Ė da ricordare che nel 2005 Monti giunse alla posizione di super consigliere internazionale della Goldman Sachs. Attualmente, nominato senatore dall’ex supercomunista Giorgio Napolitano, e da questi imposto come Capo del Governo. Come dire: sono fischietti nostri.

Ma torniamo a noi.

Anche se la storia (chiamiamola favola, la Storia è una cosa troppo seria) resistenziale non lo confermerà mai, negli anni ’30 le idee innovatrici e rivoluzionarie di Benito Mussolini si stavano espandendo in tutto il mondo: Argentina, Australia, Canada, Giappone, Stati Uniti e così di seguito si assisteva al sorgere di nuovi partiti e movimenti che si ispiravano al Fascismo italiano e alle sue concezioni dello Stato Corporativo. L’avvenimento assunse un aspetto ancor più straordinario in Gran Bretagna, cioè nel regno del capitalismo e della massoneria. In Inghilterra nacquero due movimenti: l’Imperial Fascist League, rappresentato da Doram, che si ispirava al nazionalsocialismo tedesco, e la British Union of Fascists, il cui capo era Oswald Mosley, fedele seguace del fascismo italiano. Il partito poteva contare su 100 mila iscritti. In una intervista al Corriere della Sera Mosley dichiarò:
Prima di concludere desidero ricordare di nuovo il più grande giornalista italiano (tale è riconosciuto da tutti), Giuseppe Prezzolini. Questi nacque per caso (così era solito dire) a Perugia il 27 gennaio 1882, morì, centenario a Lugano nel 1982; tutto ciò è necessario ricordarlo in quanto chiarisce quale fu il periodo della sua vita. Venne giudicato come un anarchico conservatore, dallo stile formidabilmente concreto e asciutto. Non accettò il regime fascista, quindi si trasferì a Parigi e poi, definitivamente, negli Stati Uniti, dove rimase sino agli anni sessanta, pur tornando saltuariamente in Italia.

Facciamo un salto in avanti nel tempo e poi analizziamo il precedente.
Ripetiamo, Giuseppe Prezzolini morì nel 1982, quindi non ebbe modo di assistere all’episodio noto come “mani pulite”, tuttavia ecco quello che ha scritto circa la politica italiana nella seconda metà dello scorso secolo:
Vediamo ora come l’anarchico conservatore, dopo uno dei viaggi in Italia nei primi anni Trenta, cosa scrisse:
Il popolo italiano appare rinnovato. Sta lontano dalle osterie e dalle risse; sale sui monti in folla. Gode, come nessun altro popolo, del paesaggio, dei fiori, dei colori e dell’aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire l’atmosfera di serenità e di salute.

Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità e più aperto perfino agli orizzonti internazionali. Si muove di più, viaggia di più: conosce meglio di una volta il suo paese. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento>. Ricordiamo che Prezzolini scrisse questo pezzo nel pieno della grande depressione che partì, come sempre dalla democraticissima Usa. Sì, più contento, ha scritto Prezzolini, almeno diverso da oggi. E tu, lettore, oggi, in piena democrazia, sei felice come, stando a quanto ha scritto Prezzolini, come lo era tuo padre o tuo nonno nel periodo del male assoluto?

Filippo Giannini

martedì 23 agosto 2011

Riflessione sulle vie del mondo.. da che mondo è mondo!




Cari Saul/Paolo, Caterina e amici,

leggendo tra i numerosi articoli pubblicati, riscontro in modo sempre più evidente un elemento comune a tutti: il solito “giusto” sentimento di rabbia e di critica verso l’andamento di questo mondo. Le cose non vanno come dovrebbero andare perché ancora oggi esiste un piccolo numero di persone che nel mondo riesce ad opprimere e a sfruttare la maggioranza degli esseri umani. Queste poche centinaia di persone hanno il potere di dettare regole assurde che da sempre hanno creato e creano un’incredibile ingiustizia sociale…. Ma il mondo è sempre andato così!!! …non ci credete? Osserviamo la storia. Ci sono sempre state poche persone che hanno sfruttato le molte… che hanno vissuto nel lusso più sfrenato, calpestando la dignità degli altri fino al punto di deciderne la vita o la morte! Quella gente sfrenata di allora, è ancora viva ai giorni nostri e chi ha letto la Storia la riconosce perfino nei nomi!

Sapevate che in moltissimi luoghi al mondo l’Essere Umano, questo preziosissimo Dono Divino, conta meno di un animale? Sapevate che in Italia, sì proprio in Italia, ci sono persone che retribuiscono alcuni lavoratori stranieri con cibo scaduto? Questo stesso cibo, invece, viene risparmiato agli animali che questi poveri schiavi sono costretti ad accudire! Potrei parlare per ore di casi analoghi a questo, ma non farei altro che aggiungermi all’elenco già troppo lungo degli incazzati che pubblichi quotidianamente sul Giornaletto di Saul!

No, non voglio ripetere ciò che molti altri scrivono così bene ed in modo così dettagliato, vorrei invitare invece tutti ad una Riflessione: che cosa riuscirebbe concretamente a far cambiare le cose in questo mondo? I politici onesti? L’assenza di religioni? L’assenza del denaro?....un’altra ideologia partorita dalla mente di un “genio”?... a mio parere non credo proprio che la sostituzione di una ideologia con un’altra ci fornirebbe la giustizia sociale!

La Storia ce lo insegna!... Sono state sperimentare moltissime ideologie nei vari contesti del mondo, con conseguenze devastanti per i vari popoli costretti a rispettarle!

Da che l’uomo esiste non ricordo nessun periodo di VERA giustizia per l’Umanità!

Molti pensano che la colpa sia della politica e che se ci fossero persone diverse al potere le cose andrebbero meglio, ma secondo me non è così! Ci sono stati grandi uomini alla guida dei governi, grandi Anime ad illuminare i molti disperati, ma le cose nel mondo non sono andate meglio! L’ingiustizia sociale ha continuato a permanere SEMPRE, in ogni epoca!

E allora, cosa fare?

Molti pregano, molti scendono in piazza, molti piangono o si rifugiano in luoghi naturali cercando la solitudine…

Tuttavia ciò che tutti respingono è il fatto di accettare questa impossibile realtà come parte dell’umanità… una umanità che ripropone in ogni epoca la solita ingiustizia sociale e il solito sogno di un ideale di mondo che però nessuno (ma proprio nessuno!!!!) è assolutamente in grado di realizzare, forse proprio perché quell’ideale che si persegue non è “umano”…e pertanto non di questa dimensione!

Lidia

Agosto 2011