Visualizzazione post con etichetta Regione Lazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regione Lazio. Mostra tutti i post

domenica 22 gennaio 2012

Solidarietà, giorno e notte, verso i sofferenti psichici... è successo a Viterbo

Viterbo, immagine del palazzo dei papi


La popolazione e le istituzioni di un'intera citta' e un'intera provincia hanno espresso gratitudine e solidarieta' all'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori che per tre settimane, giorno e notte, hanno tenuto un presidio in piazza del Comune a Viterbo, la piazza su cui si affacciano i palazzi della Prefettura, della Provincia ed appunto del Comune.

Un presidio per segnalare la gravissima situazione in cui si trovano i servizi pubblici territoriali socio-sanitari; un presidio per difendere il diritto di tutti alla salute e all'assistenza; un presidio per sostenere le precise, dettagliate, ragionevoli, adeguate proposte che l'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (in sigla: Afesopsit) ha presentato alla Regione Lazio per ottenere gli interventi necessari ed urgenti per garantire almeno i livelli minimi indispensabili di assistenza a chi ne ha assoluto bisogno.

Queste tre settimane di sit-in, molto impegnative anche per le condizioni meteorologiche inclementi, hanno compiuto il miracolo di sensibilizzare e mobilitare l'intera comunita' locale: dai singoli cittadini che a migliaia si sono recati in piazza a firmare la petizione dell'Afesopsit, al mondo dell'associazionismo, del volontariato, delle organizzazioni professionali e sindacali, della cultura e finanche dello spettacolo, a tutte le istituzioni locali, in primis il Comune e la Provincia di Viterbo.

Ma non solo dalla comunita' locale: da tutta Italia sono pervenute dichiarazioni di gratitudine e solidarieta' al sit-in ed all'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori, ed un vivo sostegno alle proposte presentate dall'associazione alla Regione Lazio: numerose interrogazioni parlamentari sono state presentate al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati; mozioni e interpellanze sono state presentate alla Regione Lazio; autorevoli personalita' della vita civile e della cultura di prestigio nazionale ed internazionale hanno espresso il loro persuaso sostegno alla lotta dei sofferenti psichici e dei loro familiari per ottenere il rispetto della dignita' e il diritto all'assistenza per tutti gli esseri umani.

*

Ottenuto un primo incontro con la Regione Lazio (incontro diretto che per mesi e mesi era stato di fatto assurdamente negato da parte dell'istituzione regionale) si e' aperta un'interlocuzione che nelle prossime settimane potra' finalmente portare alcuni buoni, indispensabili frutti: ma perche' questo accada occorre che l'associazione Afesopsit e le sue proposte continuino ad essere sostenute dalla grande, corale, unanime solidarieta' popolare ed istituzionale che si e' creata in queste settimane.

Concludendo sabato 21 gennaio il sit-in in piazza del Comune con una partecipata assemblea pubblica e una gioiosa festa popolare, l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori ha gia' in programma un fitto calendario di incontri con la Regione Lazio, la direzione generale della Asl di Viterbo, i Comuni del viterbese; e sta predisponendo un'ulteriore serie di iniziative in difesa del diritto di tutti alla salute e all'assistenza; per garantire l'esistenza, l'operativita' e l'efficacia dei servizi pubblici territoriali socio-sanitari; per ottenere il rispetto e l'applicazione delle leggi che riconoscono ad ogni essere umano dignita' e diritti fondamentali inalienabili.

*

Anche il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, cosi' come ogni soggetto collettivo democratico ed ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, rinnova la sua gratitudine e la sua solidarieta' alle amiche e agli amici dell'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori, alle persone che con generosa dedizione hanno animato queste tre settimane di democrazia diretta, di civilta' solidale, di uguaglianza di diritti, di aiuto reciproco, di forza della verita', di nonviolenza in azione.

L'intera popolazione dell'Alto Lazio e tutte le sue rappresentanze organizzate, tanto della societa' civile quanto istituzionali, ha riconosciuto l'immenso valore di questa iniziativa, di questo impegno, e se ne e' dimostrata grata all'Afesopsit, e continuera' pertanto a sostenere l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori fino al raggiungimento del risultato che ad ogni persona siano garantiti i diritti umani fondamentali, in primo luogo il diritto alla salute e all'assistenza; ovvero alla solidarieta', al riconoscimento della piena, splendente dignita' che e' in ogni essere umano. Riconoscimento e solidarieta' che costituiscono ad un tempo un diritto e un dovere: di responsabilita' reciproca, condivisa, comune; di prossimita' esistenziale, dialogica relazione, incontro morale: e quindi di civile convivenza; nell'intreccio fecondo e necessario di liberta', uguaglianza, fraternita'.

La Nonviolenza è in Cammino

giovedì 25 agosto 2011

Salvataggio di Calcata e dei piccoli comuni del Lazio.. la proposta del P.D.


(Anche Calcata è fra i comuni che Silvio Berlusconi vorrebbe cancellare)

DICHIARAZIONE CAPOGRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO ALLA REGIONE LAZIO, ESTERINO MONTINO

“Per salvare gli 86 piccoli comuni del Lazio che il Governo Berlusconi vuole cancellare bisogna passare dalle parole ai fatti, varando una legge di riforma delle autonomie locali secondo quanto previsto dalla legge finanziaria nazionale. In base alla finanziaria del luglio 2011 che accelerava l’applicazione di norme previste dal 2010, i piccoli comuni debbono associare la gestione di almeno due funzioni entro la fine dell’anno in corso e di altre 4 entro la fine del 2012.

Questa è la strada da percorrere velocemente. Nei prossimi giorni il gruppo regionale del Pd presenterà una proposta di legge elaborata in tal senso così come hanno fatto Toscana e Umbria. Visto che sulla difesa dei piccoli comuni si dice d’accordo anche la presidente Polverini credo che l’iter di approvazione della legge possa essere portato a termine nei tempi previsti dalle norme nazionali coinvolgendo il sistema delle autonomie locali, ascoltando i comuni e valutando le diverse proposte che arrivano dal territorio.

La norma anticomuni non porta risparmi perché non taglia sprechi, cancella identità e offende il territorio e i suoi abitanti. La spesa per i circa 900 consiglieri degli 86 comuni destinati alla cancellazione è di circa un milione di euro l’anno. Una cifra che è due, tre e anche quattro volte minore di quella che serve a mantenere inutili enti infilati a forza nell’assestamento di bilancio.

Gli sprechi, quelli veri, non si annidano nei luoghi più prossimi ai cittadini che rappresentano la democrazia e le istituzioni”.

giovedì 28 luglio 2011

Meglio abolire le Regioni che le Comunità Montane e le Province- Proposta di Luciano Romanzi



“Giunge nuova, come una provocazione, la proposta di sopprimere le Comunità Montane” si legge in una nota del capogruppo del PSI alla Pisana Luciano Romanzi.

“In questo momento particolare, in cui si discute di abolire i vitalizi e di ridurre i privilegi della politica nazionale e regionale, suona stridente la preoccupazione del Consigliere Miele circa il destino delle comunità Montane. Ci chiediamo se la giunta e l’assessore al ramo siano a conoscenza di questa proposta che, per altro, nulla realizzerebbe in termini di risparmio per il bilancio regionale. Infatti, con l’eventuale soppressione di questi enti, sarebbero sacrificate solamente le piccole realtà di montagna che rischiano di essere abbandonate al proprio destino, mentre il personale e tutte le spese correnti continuerebbero a gravare sulla finanza della Regione Lazio. E ci chiediamo ancora: ma la giunta Polverini, l’assessore Cangemi e l‘assessore Cetica condividono la stessa visione della gestione del territorio regionale, visto che le proposte del Consiglio sono di tenore opposto rispetto alle linee del governo regionale?”

“Beni primari come, l’acqua, l’aria, la montagna i fiumi e i laghi devono essere sacrificati in nome di parcolandia? Se la preoccupazione è solo il risparmio, suggeriamo al governatore del Lazio l’abolizione della stessa Regione dando maggiore competenza alle provincie e ai comuni, enti che avendo una prossimità maggiore con i cittadini possono rispondere al meglio alle loro esigenze” - conclude Romanzi.

.............

Altri articoli sullo stesso tema:

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=paolo%20d'arpini%20abolire%20le%20regioni

venerdì 10 giugno 2011

La ballata del pensionato ribelle e dei suoi 25.332.487 sì al referendum...


"Brindisi augurale alla vittoria del Sì"

Tasse a rischio infarto: 125,53%. Pensionato romano si salva pensando di votare 4 Sì x 25.332.487 volte

––––––

Prende 2 suoi CUD (2010 e 2011); fa un po’ di conti; trasecola, sbianca e ........ lo salva quel “Basta, non ne posso più” che lo fa correre al seggio a votare SI una montagna di schede.

––––––

Sostiene l'Istat che "A dicembre 2010 l'indice dei prezzi al consumo in Italia è cresciuto dello 0,4 per cento rispetto al mese di novembre e dell'1,9 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Di fatto, l'inflazione è raddoppiata visto che il tasso di inflazione medio annuo nel 2010 è stato pari all'1,5%, rispetto allo 0,8 del 2009." Come sanno tutti gli italiani, questi dati sono inferiori a quelli reali della singola persona in quanto sono riferiti ad un “paniere”.

Un pensionato, residente a ROMA – Regione Lazio; 35 anni di regolare lavoro dipendente nel settore privato e riscatto, ai fini previdenziali, dei precedenti periodi di studio e lavoro; con reddito lordo annuo nella fascia da 25.000 a 30.000 €.; appresa la notizia Istat prende il CUD 2011 ed il CUD 2010 e fa 4 operazioni.
1. dal REDDITO lordo al 31.12 2010 sottrae quello del 2009. Risultato: + 141,00 €
2. Rit. IRPEF al 31.12.2010 sottrae quella del 2009. Risultato: + 57,00 €
3. Rit. Add. Reg. al 31.12.2010 sottrae quella del 2009. Risultato: + 86,00 €
4. Rit. Acc. Add. Com. 2011 sottrae quella del 2010. Risultato: + 34,00 €
___________

TOTALE RITENUTE + 177,00 €


Trasecola. Pensa ai cravattari; alla rapina. Controlla. Rifà i conti. Sente nel cervello il martellante “Non mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini” e, altri colpi “Abbiamo abbassato le tasse”. Fa la quinta operazione: la tassa è del 125,53 % . Sbianca; non riesce a respirare; si appanna la vista ...... i referendum; i 4 SI; non può non votare proprio lui che vota solo i referendum; questi refe-
rendum.

Deve votare i suoi 4 Sì eppure quelli dei 25.332.487 sparsi nel mondo. Sì, voterà. Voterà

Voterà. E’ SALVO. DOMENICA MATTINA PRESTO SARA’ LI', AL SUO SEGGIO. 4 Sì.

......

Tu puoi.
Tu puoi movimentarlo in rete senza stop.
Tu puoi stamparlo (formato A5 ovvero mezzo fg. A4)
e distribuirlo dove preferisci.
Se vuoi, puoi vincere.
Hai vinto

Vito De Russis

sabato 18 dicembre 2010

Bioregionalismo ed Umanità - La notte di Luigi Daga e quella di un ignoto barbone romeno.. il freddo secca i migliori!


Senza spazio né tempo... in memoria!

….alcune note un po' tristi, un uomo politico che ho conosciuto e rispettato in passato il 16 dicembre u.s. se ne é andato... si tratta di Luigi Daga. Un esponente del vecchio PCI, poi confluito nel PDS, che fu consigliere regionale ed anche assessore nel Lazio. Successivamente fu compagno e portavoce di Achille Occhetto, il fondatore del PDS esautorato dal “deputato di Gallipoli” (sapete chi è vero?).

Ma Luigi Daga, lasciando Tarquinia la città di cui fu anche “primo” cittadino, è semplicemente “andato avanti” nella regione dove tutti lo raggiungeremo. In quel luogo di giudizio lui non avrà nulla da rimproverarsi, poiché lui sino all'ultimo è stato coerente con le sue idee e con se stesso. Ad esempio quando era diventato assessore regionale per il rinnovo delle istituzioni, sotto Badaloni, allorché si accorse che non poteva minimamente operare quel cambiamento auspicabile e che tutte le sue proposte venivano bocciate (dalla segreteria politica del “baffetto” che manovrava il timone sotto coperta), non esitò a dimettersi (come per altro aveva fatto degnissimamente il suo compagno Achille Occhetto). Le sue dimissioni da assessore regionale fecero scalpore perché già si stava affermando in politica l'uso malsano che chi accaparra una poltrona ci si incolla sopra, costi quel che costi.. (vedi i fatti recenti in parlamento).

E quali erano le innovazioni che Luigi Daga proponeva alla Regione Lazio? Tanto per cominciare il decentramento amministrativo, sotto forma anche di riaggiustamento delle competenze e delle delimitazioni territoriali. Daga fu il primo uomo politico ad appoggiare apertamente le idee bioregionali del far combaciare le aree omogenee e le matrici culturali con gli ambiti delle province storiche. Apertamente, contro tutti, caldeggiò la riaggregazione della Tuscia storica unificando i suoi territori smembrati durante il fascismo e suddivisi tra la Provincia di Roma e quella di Viterbo (senza dimenticare Orvieto e la Maremma). Il suo sogno era di veder la Tuscia risorgere e riacquistare integrità territoriale e culturale oltre che economica... e la stessa cosa auspicava per la Sabina e per gli altri territori che erano stati penalizzati per favorire la crescita smisurata di Roma. Insomma le sue idee avrebbero condotto il Lazio verso un vero federalismo bioregionale, compensando Roma con lo status amministrativo di Città Regione / Capitale.

Ricordo tra l'altro che a suo tempo fu uno dei promotori della variazione della legge che condannava il borgo di Calcata all'abbattimento e contribuì, assieme a Primo Mastrantoni, altro benefattore di Calcata, a formulare una nuova Legge Regionale che prevedeva il recupero dell'abitato storico e concedeva il “diritto” ai suoi riabitanti di esserne cittadini a tutti gli effetti. Anche questa del “riabitare” pienamente i luoghi è uno degli indirizzi bioregionali, che non riconoscono l'etnia come primaria (il contrario del federalismo bossista) bensì considerano la piena adesione al luogo ed alla comunità, indipendentemente dall'origine etnica.

La sua battaglia emendatrice della politica, trascorsa l'esperienza in Regione, continuò, nei limiti del possibile, nella sua Tarquinia ove combatté sino all'ultimo contro lo sperpero e la corruzione e contro la mancanza di trasparenza e l'amoralità politica.

Mi duole che siano spesso i migliori a lasciare questo mondo... ma allo stesso tempo son lieto che “andando avanti” (e qui intendo in ogni senso) uomini come Luigi Daga abbiano fornito un esempio e stabilito con la loro condotta le pietre miliari di una nuova società.

Voglio accomunare al ricordo di Luigi Daga anche l'ignoto barbone che non ha potuto trovare umana accoglienza a Viterbo, morendovi nottetempo nel gelo. Per significare come la classe politica ed amministrativa della Tuscia abbia ancora molto da apprendere in fatto di “coscienza etica”.....

Paolo D'Arpini, portavoce della Rete Bioregionale Italiana



Notte

Nella campagna alle porte di Viterbo
nel suo rifugio di cartone e compensato
iernotte hanno trovato i carabinieri
morto di freddo un uomo
immigrato dalla Romania, mio coetaneo.

Non e' una notizia
non e' niente
e' solo l'orrore
quotidiano.

L'orrore quotidiano
di un paese razzista che sperpera
miliardi di euro per comprare
cacciabombardieri
ad armamento anche nucleare
e lascia morire di freddo i poveri cristi.

Beppe Sini