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giovedì 1 dicembre 2011

Biospiritualità, come espressione di spiritualità naturale (o laica), nelle diverse fedi religiose e nel matrismo primitivo e moderno

"I tre incantesimi" Dipinto di Franco Farina

“La nostra anima nel profondo non ha mai smesso di dirsi "pagana"; basta solo ascoltarla con attenzione per capirlo. Il nuovo paganesimo non è affatto un concetto stravagante o qualcosa di intellettuale costruito a tavolino; è semplicemente un atto di auto-consapevolezza: una presa di coscienza della nostra natura e di ciò che è estraneo ad essa”. (Alfonso Piscitelli)


La spiritualità della natura, o biospiritualità, è uno degli aspetti portanti della nuova consapevolezza ecologista profonda e bioregionale. Ma occore dire che la sacralità del creato è un aspetto riconosciuto anche in varie fedi religiose, persino nella fede cristiana, soprattutto nel misticismo (sia in quello primitivo che in quello francescano) in cui prevale la consuetudine di ritirarsi in grotte, boschi e deserti in stretta comunione con gli elementi naturali e con il mondo animale. In questo modo viene riconosciuta la bellezza del creato e la grandezza del Creatore.

Aspetti pagani erano presenti persino nella religione ebraica, sia pur talvolta condannati come ad esempio l’adorazione della vacca sacra durante la traversata del Sinai, oppure riconosciuti e facenti parte della tradizione come avvenne presso la setta degli Esseni che vivevano in strettissima simbiosi con la natura e con i suoi aspetti magici, avendo sviluppato anche la capacità di trarre il loro nutrimento dal deserto, un grande miracolo questo considerando che erano persino vegetariani….

Il rispetto e l’adorazione della natura, definito dalla chiesa cattolica (un po’ dispregiativamente) “panteismo” è uno degli stimoli da sempre presenti nell’uomo, tra l’altro questo sentimento panteista è alla base dell’exursus evolutivo della specie.

Ciò mi fa ricordare di una storiella, che amo spesso raccontare, sull’origine della specie umana. Ormai è certo che ci fu una “prima donna”, un’Eva primordiale. L’analisi del patrimonio genetico femminile presente nelle ossa lo dimostra inequivocabilmente… Mi sono così immaginato una donna, la prima donna, che avendo raggiunto l’auto-consapevolezza (la caratteristica più evidente dell’intelligenza) ed avendo a disposizione solo “scimmie” (tali erano i maschi a quel tempo) dovette compiere una opera di selezione certosina per decidere con chi accoppiarsi in modo da poter avere le migliori chance di trasmissione genetica di quell’aspetto evolutivo. E così avvenne conseguentemente nelle generazioni successive ed è in questo modo che pian piano dalla cernita nell’accoppiamento sono divenute rilevanti qualità come: la sensibilità verso l’habitat, l’empatia, la pazienza, la capacità di adattamento e di gentilezza del maschio verso la prole e la comunità, etc. etc. Pregi che hanno portato la specie verso la condizione “intelligente” che conosciamo (o conosceremmo se nel frattempo non fosse subentrata una spinta involutiva).

Purtroppo in questo momento storico, in seguito all’astrazione dal contesto vitale e alla manifestazione della spiritualità in senso religioso metafisico (proiettata ad un aldilà ed ad uno spirito separato dalla materia) molto di quel rispetto (e considerazione) verso la natura e l’ambiente e la comunità è andato scemando, sino al punto che si predilige la virtualizzazione invece della sacralità vissuta nel quotidiano. Ed in questo buona parte della responsabilità è da addebitarsi ai credo monoteisti ed alla nuova fede del consumismo materialista. Ma quello che era stato scacciato dalla porta ora rientra dalla finestra, infatti la scienza sta riscoprendo i miti, le leggende e le divinità della natura descrivendole in forma di “archetipi”.

All’inizio della civilizzazione umana, nel periodo paleolitico e neolitico matristico, la sacralità era incarnata massimamente in chiave femminea, poi con il riconoscimento della funzione maschile nella procreazione tale sacralità assunse forme miste maschili e femminili, successivamente con i monoteismi patriarcali fu il maschile che divenne preponderante. Ora è tempo di riportare queste energie al loro giusto posto e su un totale piano paritario. Anche se già in una antica civiltà, quella Vedica, questa parità era stata indicata, come nel caso della denominazione(maschile) “Surya” che sta ad indicare l’identità del sole in quanto ente, che viene completato dall’aspetto femminile “Savitri” che è la capacità irradiativa dell’energia solare. E noi sappiamo che fra il fuoco e la capacità di ardere sua propria non vi è alcuna differenza.

Ma il filone biospirituale sta riacquistando forza anche nella moderna teologia cattolica, soprattutto attraverso la spinta di Teilhard De Chardin e Thomas Berry, quest'ultimo - considerato quasi un eretico dal vaticano- si è spinto ad affermare che la "passione del Cristo" in questa era è rappresentata da Madre Terra violentata ed offesa da uno sfruttamento denza limiti.

Comunque questi argomenti verranno meglio esaminati durante la manifestazione "Vita senza Tempo" che si svolge a Treia (Macerata), presso la sede del Circolo vegetariano VV.TT., dal 8 al 10 dicembre 2011. Siete invitati a partecipare.. (il programma è nella locandina).

Paolo D’Arpini




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Canto pagano di chi viaggia verso il Sé.

Ascoltatemi spiriti del Vento, essenze immortali che abitate nelle pieghe nascoste dell’aria, delle rocce, delle acque. Oso invocarvi e presentarmi dinanzi a voi per compiere il mio passaggio a cui mi preparo nel cielo di una notte d’estate, investito dal caldo mormorio dei grilli, inumidito dalla rugiada che bagna il muschio, stremato nel desiderio di correre verso un destino che mi avvolgerà come un non visto mantello….. da vincitore o da vinto io non so. Vorrò però essere ricordato come un uomo che ha provato a parlare con voi e da ciò apprendere la poca o molta saggezza che si può richiedere a un sorso d’acqua gelida, al fuoco notturno degli amici, al pianto solitario di un bimbo che accende la pianura di suoni che non le appartengono, ma che grata accetta, come il passo silenzioso del viandante che la rende sacra con l’amore del suo andare. (Simone Sutra)

martedì 19 aprile 2011

Come evitare l'estinzione della specie umana con piccoli accorgimenti naturali"



"Uscire fuori dalla morsa si può... se lo si vuole fortemente" (Saul Arpino)

Nucleare.... energia che ci uccide lentamente da oltre 60 anni sul nostro amato pianeta uomini che parlano sempre quando è troppo tardi... ed ancora qualcuno pubblica questioni inerenti ai costi... ed alla (in)sicurezza... dell'energia Atomica
della distruzione della Forza divina del'Amore che lega insieme le particelle nella terza dimensione.

Forse è vero... siamo troppo stupidi per la Madre Terra e il Padre Sole... e per i figli Angeli ma almeno si selezioni un pò meglio il materiale da diffondere e pubblicare se si ha la pretesa di essere avanti nella coscienza spirituale.

I Giapponesi moriranno... come nel 1945 ed hanno attuato la prassi "Sionista"... per tirarsi dietro tutti i Filistei... esploso Sansone... oramai in fusione irreversibile.

Oggi bisogna dire alla gente di non toccare più pesce per i prossimi 500.000 anni,
lo avete capito ...o no?

E non per il solo mare radiattivo ma anche pieno di Pesticidi, diossine, cloroderivati, Disseccanti...

Dobbiamo proteggere i terreni incontaminati, che sono ridotti alle sole montagne
e recuperare l'agricoltura al Biologico, vietando ogni sorta di sostanza estranea alla natura, ovvero Non Biodegradabile chiudere le fabbriche di carne... e, soprattutto... non mangiare mai carne ...

Ed agire come miliardi di formiche per tentare di salvare il salvabile nell'ARCA dei Consapevoli per la sopravvivenza Umana sul Pianeta Terra Bisogna tentare di Mandare le scorie radioattive sulla Luna... se mai qualcuno ci è andato lassù mentre ad Holliwood si produce cinema e televisione per massacrare e illudere le menti delle masse magari anche con il progetto Apollo...

Informiamo più fratelli possibile con la coscienza che informazioni parziali e sottovalutazioni oggi rappresentano atti di incoscenza e favoreggiamento indiretto dei Criminali che governano il disastro globale e lo sterminio Umano sul pianeta Madre Terra.

Mentre pensano di sopravvivere ....grazie al Loro DIO DENARO ed al cibo per ricchi appositamente selezionato... perchè no... Biodinamico

Non entrate nei supermakets Italiani coltivatevi un orto per la sopravvivenza
analizzate l'acqua che bevete e andate a prenderla più in alto possibile controllate la radioattività della terra in cui vivete e Pregate gli Dei che vi salvino più tempo possibile soprattutto... date alla Vita Angeli Consapevoli ... e proteggeteli
educandoli ad agire solo ed esclusivamente secondo le Leggi di Natura quelle che Dio non può violare mentre l'Uomo può violentare, più potente di Ogni Dio

...Ma facendo ciò... può solo farsi del Male ciò è esclusivo delirio di onnipotenza
l'esatto opposto della Libertà che rappresenta la capacità di evitare i condizionamenti al fine di riuscire a seguire le proprie leggi e i propri "istinti" Naturali. regolati da leggi Fisiche perfette ...inviolabili
(oltretutto Costituzionalmente Tutelate)

Saluti Cari

Giuseppe Altieri, Agroecologo

giovedì 18 novembre 2010

Vandana Shiva: "Tornare con i piedi per terra per ritrovare la gioia di vita"



Il nostro futuro e la nostra felicità? Tornare sui campi e nei boschi.

La crescita economica ha portato allo svuotamento delle campagne verso la corsa alle città, ma la crescita verso la felicità avrà l’effetto contrario. L’ambientalista indiana, vicepresidente di Slow Food, Vandana Shiva ci dice che la felicità si raggiungerà di nuovo tornando a vivere in campagna e nei boschi.

Anche il Papa pochi giorni fa, Benedetto XVI, ha detto che ci vuole un riequilibrio tra agricoltura, industria e servizi, affinchè si possa condividere uno sviluppo sostenibile. Secondo la sua modesta opinione, è giusto il riequilibrio fra risorse, investimenti e profitti. Ma come deve essere raggiunto questo equilibrio? E’ necessario quindi distaccare l’agricoltura dalle logiche produttive e di crescita predominanti. Ma bisogna evitare le coltivazioni intensive che sono nocive all’ uomo e all’ ambiente. Si parla quindi di biodiversità.

Oggi per esempio si sacrificano le coltivazioni di fagioli e ceci, per dare spazio a coltivazioni intensive di mais che rendono sicuramente di più. Di questo non ne traggono beneficio certamente i contadini. In genere con il mais si producono anche biocombustibili. Ma pian piano il cambiamento sta avvenendo.

Già dalla periferia tra i giovani le donne e gli indigeni per esempio in America, dove Obama applica una politica di finta sostenibilità. Solo Morales dopo il summit di Copenhaghen, del 2009, ha proposto di stilare la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra. Sono quindi i diritti della terra per garantire i diritti dell’uomo.

Il nostro pianeta può ancora salvarsi? Certamente si anche se i segnali di un cambiamento nel clima sono visibili. Terremoti, innondazioni, surriscaldamento della terra. La soluzione migliore? Una carta del verde che venga applicata in tutto il mondo e su scala locale

Rita De Angelis