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lunedì 12 luglio 2010

“Ecologia umana ed alimentazione naturale dell’uomo” - Il parere di un bioregionalista partenopeo: Gino Sansone

….quando con le glaciazione una parte dell'umanità si è trovata costretta a nutrirsi degli animali (che gli si offrivano con amore per non farli morire come ci raccontano tanti miti,come quelli degli amerindiani delle pianure) allora si sono usati i 4 canini di scorta.. ma 4 canini non fanno l'uomo un carnivoro né l'uomo deriva dalle scimmie... La teoria evoluzionista di questo tipo è ancora teoria... io credo che ogni specie è sempre quella che è e che ci sia l'adattabilità all'ambiente all'interno di ogni specie... ma questi discorsi ci portano lontano...

Il manifesto della Rete Bioregionale Italiana è semplice (http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=carta+degli+intenti+rete+bioregionale+italiana ), parla dei nostri comuni denominatori... non affronta la cosmogonia, la filosofia, la spiritualità degli antichi popoli.... che pur vivendo in sintonia con la natura sapevano di essere esseri spirituali al di là della natura.... e che tutte le specie viventi dai minerali alle galassie sono esseri spirituali in abiti diversi...
Cari fratelli, noi non siamo umani ma esseri spirituali, così come le piante, gli animali, le stelle, etc...

In questo universo ogni specie si dona ad un'altra per preservare tutte le forme di vita ed ogni specie mangia il proprio cibo...quello che ci rende umani è il cibo vegetale...ma ognuno di noi prenda solo il necessario ringraziando la vita universale da cui tutto proviene... questo è ahimsa, non certo un modo fanatico ed aggressivo di propagandare le sue nuove scoperte... quando ne parlavo io di vegetarismo alcuni ne ridevano e ne erano contrari ed..ora!?! Non dobbiamo maledire chi alleva uccide mangia gli animali ma pregare per entrambi, per l'animale ucciso e per il suo carnefice, affinché siano liberi dalla sofferenza e sviluppino l'amorevole comprensione... bisogna sempre benedire tutti....!

Per quanto riguarda la Dea... allora era l'umanità bambina... poi venne l'età del padre gli adolescenti.. i maschietti contro le femminucce... la violenza, la guerra, la legge.. poi l'età del figlio.. l'amicizia, la cooperazione, la solidarietà, il socialismo.. ora sta nascendo l'età degli amanti.. l'unione dell'amore in libertà.. non possiamo tornare indietro, ma accogliere gli aspetti positivi delle varie fasi ed in una nuova sintesi camminare nel futuro vivendo il continuo presente...

In umiltà non ha senso cacciare via né andare via..... dalla Rete Bioregionale, se non siamo capaci di riconciliarci fra noi,di risolvere i conflitti con amore tra noi...ma come possiamo pensare che il mondo migliori verso la luce e l'amore?

Ultima riflessione:le forze negative sono ben organizzate tra loro,occupate a distruggere la terra ed i suoi figli...e noi ci prendiamo il lusso di queste diatribe invece di lavorare insieme per il beneficio di tutti gli esseri..

Chiedo quindi ai fratelli bioregionalisti a nome di tutti gli esseri viventi e della comune Madre Terra ( … ) di vedere in modo vero e distaccato cosa la vita ci sta dicendo con questi avvenimenti e di operare insieme per la guarigione e la riconciliazione delle relazioni interne alla rete...altrimenti tutti i nostri ideali saranno solo chiacchiere...

Questa è la sfida che la vita ci lancia..raccogliamola e viviamola appieno
con Pace Gioia Amore Forza Luce nella Madre Terra, vostro fratellino gino-acquadimedicina om tat sat mitakue oyasin (Gino Sansone)

Altri articoli sul bioregionalismo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bioregionalismo

giovedì 8 luglio 2010

Proposte di Stefano Panzarasa per l’incontro della Rete Bioregionale Italiana di Monte Rufeno - Acquapendente (fine ottobre 2010)

Care amiche e amici della Rete Bioregionale Italiana,
innanzitutto mi scuso per la lunghezza della lettera ma ne sentivo il bisogno...

A partire dai consensi e dalle critiche ricevute riguardo alla mia precedente proposta sull'organizzazione dell'incontro (pranzo autogestito, mercatino del baratto, festa e tre proposte di dibattito), nello spirito di quello che aveva richiesto Jacqueline, innanzitutto ringrazio tutti indistintamente perché mi hanno permesso di capire, e ne sono contento, che questa volta vogliamo arrivare ad un incontro con le idee chiare in modo che ci sia una bella, grande e gioiosa partecipazione.

Penso quindi che sia importante organizzare un incontro allargato con chi vuole conoscere noi referenti e il bioregionalismo e comunque partecipare ad un bell'incontro/festa organizzati nello spirito bioregionale.

In questo senso e secondo quanto ha ben presentato Elena con la sua proposta di Cerchio di dialogo e discussione, non c'è problema a presentare ora una o più tematiche, sarà cura poi del conduttore del Cerchio decidere tempi e modalità per la loro presentazione anche di pochi minuti.

L'importante, secondo me, specialmente per le persone nuove che così saranno anche di più stimolate a partecipare, è che si mettano in mostra tutte le tematiche ormai care ai referenti della Rete e che ne fanno la sua ricchezza culturale specialmente, in senso evolutivo, dopo oltre 15 anni dalla sua fondazione.

E allora ben vengano le tematiche della visione bioregionale e dell'ecologia profonda (ovviamente), della pace, contro il nucleare, della spiritualità, della comunicazione (interna, esterna), di nuove traduzioni, dell'alimentazione (naturale, vegetariana, vegana), delle nostre radici, della Grande Dea, del teatro-natura, della musica, dei campi bioregionali per bambini e bambine e aggiungete tutte quelle che volete.

In questa fase più ne tiriamo fuori è meglio è, poi sarà il momento che vivremo insieme a decidere cosa emergerà di più o di meno, l'importante è la vivacità della Rete Bioregionale. E senza pensare che queste siano solo parole, dietro ciascuna di esse ognuno di noi ha la sua pratica, il suo impegno sociale, una sperimentazione di anni, magari di decenni e ne potrà portare testimonianza... (Queste sono parole di Gianni Rodari, un po’ rivisitate, tratte dal suo capolavoro "La grammatica della fantasia").

Io, per esempio, ogni sabato faccio il pane come atto sacro (a volte per oltre 100 persone e anche con bambini e bambini) pensando alla Civiltà della Grande Dea; nella pratica dell'ecologia profonda mi preoccupo dei diritti degli animali organizzando laboratori di educazione ambientale per le scuole o condividendo con Mariagrazia una scelta alimentare quotidiana vegana eco-pacifista ispirata all'Era Ecozoica...

Quindi d'accordissimo per raccontare le nostre pratiche (io stesso insieme a Paolo D'Arpini, proposi alcuni anni fa un libro dal titolo "Il bioregionalismo e la pratica della semplicità" - lo ripropongo...) e per cercare di creare un incontro/festa bioregionale bella, gioiosa e ricca di spirito creativo.
Stefano Panzarasa

………

Mia rispostina:
Cari amici della rete, non mi dilungo sui vari punti toccati da Stefano, che trovo comunque utili per avviare vari chiarimenti all'interno della rete... Vorrei ritornare semplicemente sull'idea di una raccolta di esperienze scritte dai membri della rete che trovo molto più necessario e consono al nostro operare locale piuttosto che tradurre o riproporre le esperienze (sia pure in sintonia) di vari autori stranieri... Bioregionalismo e localismo debbono fare rima....!
Paolo D'Arpini

Altri articoli su Rete Bioregionale Italiana:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/tag/rete-bioregionale-italiana/