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mercoledì 17 agosto 2011

Bioregionalismo, la comunicazione e la santità nell'Era Ecozoica


Nell'immagine: Stefano Panzarasa mostra la Dea Biscotto

Scrive Stefano Panzarasa: “E' un po' pazzesco ma mi pare che almeno in questo periodo della nostra vita ci piace la comunicazione...
Direi che il contatto con Valdo Vaccaro mi ha reso felice...
Non voglio vantarmi con te, sarebbe assurdo, ma in effetti voglio vantarmi con te di aver capito qualcosa nella vita, forse era meglio di no, ma è così e questa storia mi intriga e mi diverte...
Diciamo che la storia dell'Era Ecozoica, pensa che tu mi aiutasti nel 2002 a tradurre il manifesto di Thomas Berry, senza di te, caro, amato Paolo,. non l'avrei mai fatto, ci ha spalancato le porte (The Doors) della conoscenza ecologista...
Pensa a io che scrivo al grande Valdo, "sa dal punto di vista ecologista e dell'Era Ecozoica tutto quello che lei dice sul sistema immunitario io l'avevo intuito" e lui mi da pure ragione...
Bene, adesso mi manca di sistemare qualcosa con Moretti, Etain e Antonio...
Ma vorrei solo una bella riappacificazione, sai quante volte io ho chiesto scusa a persone importanti come alle donne operaie che lavorano con me, se mi ero sbagliato? C'è chi mi da del cretino per questo mio modo di fare ma io so che è la cosa giusta...
Caro Paolo, quando arrivo a 60 anni (!!!) e manca poco, circa un anno e mezzo, voglio potermi pensare come un "ecologista integrale", ti ricordi la frase? Penso di sì perché anche a te dovrebbe aver colpito all'epoca... Lo diceva Thomas Berry, "al giorno d'oggi i guru, i preti, gli sciamani sono ormai persone inadeguate, le vere guide pratiche e spirituali dell'umanità sono gli ecologisti integrali..."
Solo che per fregiarmi di questo titolo mi devo liberare di molti miei difetti ma questo è il gioco più bello ed entusiasmante della mia vita, adesso...
Buonanotte e sogni d'oro caro Paolo, c'è una probabilità che verso la fine di settembre venga a passare una settimana da te, che ne pensi?
Stefano
…........

Risposta di Paolo D'Arpini

Caro Stefano, integro è il vero ed antico significato di "santo"... Quando Thomas Berry inneggia all'ecologista integrale si riferisce sicuramente all'uomo santo, anche in senso taoista, che vive in piena sintonia e consapevolezza nel "Grande Flusso".. la razionalità non c'entra nulla e nemmeno l'adesione ad un pensiero.. infatti la vera libertà e la vera aderenza all'ecologia profonda -seconde me- sta nel saper governare la barca in qualsiasi mare.. volta per volta.. secondo le esigenze del momento, senza perdere di vista l'optimum possibile... cioè l'armonia nella condizione presente che si sta vivendo.
 
Allora, caro fratello, i 60 anni per lo zodiaco cinese sono i più importanti nella vita di ognuno. Quello è il momento in cui il ciclo degli elementi si conclude  e se si è maturati abbastanza nel cuore e nella mente si rinasce nello stesso corpo senza dover attendere la morte.. Significa che il ciclo evolutivo non si interrompe ma continua fluido e consapevole....
 
Sino alla metà settembre  circa sarò a Treia  poi parto per Spilamberto per festeggiare il  compleanno di Caterina e l'equinozio autunnale. Il 2 ottobre siamo a Bracciano e subito dopo torniamo a Treia dove io resterò per un periodo abbastanza lungo. Vedi tu come regolarti, se tu venissi  a Treia ai primi si settembre sarebbe meglio oppure dopo la prima settimana di ottobre.
Un abbraccio fraterno, Paolo


Nell'immagine: Paolo D'Arpini mostra il crispigno

venerdì 17 giugno 2011

Stefano Panzarasa: "Verso l’Era Ecozoica… Bioregionalismo e scelta vegana"


"Muri patio" Immagine di Gustavo Piccinini

Caro Paolo D'Arpini, innanzitutto mi congratulo con te per l’impegno che hai profuso nel continuare l’esperienza della Rete Bioregionale Italiana e poi mi scuso, anche con tutte le persone presenti all’incontro, per non essere potuto intervenire, purtroppo questo è un periodo della mia vita in cui, nel bene e nel male, il destino vuole che io rimanga dalle mie parti, a casa mia, nel mio territorio e, se può essere un buon motivo per farlo, diciamo che va bene proprio dal punto di vista bioregionale…

Ecco il mio breve intervento sull’alimentazione.

Verso l’Era Ecozoica… Bioregionalismo e scelta vegana

Io sono ormai vegano (con qualche piccola trasgressione vegetariana ogni tanto), Mariagrazia, la mia compagna, è vegana ed è anche una brava cuoca (chi vuole può visitare il suo sito www.cucinaecozoica.it). Noi dunque non mangiamo ne carne, ne pesce, ovvero nulla che sia di derivazione animale, uova, latte, eccetera, e invece mangiamo in tantissimi modi diversi e a volte anche molto creativi ma sempre molto gustosi, frutta, ortaggi, cereali, legumi e i loro derivati come per esempio il seitan.

Siamo felici di questa scelta che quindi è un po’ vegana e un po’ crudista perché non causa sofferenza e dolore agli animali (nessuno li tiene imprigionati o gli ruba le uova per esempio), fa del bene al pianeta (si pensi alle foreste tagliate per far posto ad allevamenti intensivi e poi al deserto…) e infine fa anche molto bene a noi stessi perché gran parte dei problemi fisici umani (allergie, obesità, malattie cardio-vasco-circolatorie, tumori…) derivano proprio da una cattiva alimentazione o dal mangiare alimenti come la carne e il latte e i suoi derivati ai quali non siamo neanche geneticamente predisposti.

La verità è che per capire come andare avanti in questo mondo insano e confuso (definiamo la civiltà occidentale patriarcale e violenta) avremmo bisogno di semplicità e di una grande visione che ci dia speranza e energia per andare avanti… Ma verso dove?

Una possibile soluzione ce la offre, sempre rimanendo nel campo dell’alimentazione, la scelta vegana-crudista, fatta di prodotti locali, biologici e biodinamici magari provenienti da orti sinergici e/o di quartiere (non dimentico mai anche chi vive in città…), prodotti di stagione legati quindi ai cicli della vita e che dunque sottintendono una vera e propria consapevolezza ecologica.
L’”ecologista integrale” come diceva il compianto Thomas Berry (si veda sul blog della Rete Bioregionale il suo bel Manifesto per l’Era Ecozoica), finita l’era dei preti, dei guru e degli sciamani, figure magari un tempo pure valide ma al mondo odierno anche inadeguate, può veramente essere una persona capace di indicare un sentiero di consapevolezza ecologica verso quella che in modo originale Berry ha definito l’Era Ecozoica.

Ovviamente l’Era Ecozoica non esisterà chissà quando e chissà dove ma è un’era da cominciare a creare piano piano sin da oggi e con tutte le tecniche e le pratiche sostenibili possibili rispettose del pianeta, degli animali e ovviamente anche di noi umani. L’Era Ecozoica può quindi ben cominciare dalla pratica quotidiana del cucinare in modo ecologicamente corretto, dalla nostra tavola! Una rivoluzione silenziosa (niente più urla di dolore degli animali) e anche sana e gustosa e che ognuno può tranquillamente realizzare ogni giorno a casa proria, nel suo territorio, nella sua bioregione.

Uno dei principi dell’ecologia profonda è quello di rispettare i diritti degli animali, uno dei principi basilari del buddhismo è quello di non causare dolore non necessario… Nessuno di noi vive in posti estremi del pianeta come i deserti o le terre artiche, abbiamo quindi la possibilità e la fortuna di scegliere come alimentarci.

Anche se il pianeta ci da ultimamente tanti segnali per arrivare a cambiamenti radicali nel nostro stile di vita (buco dell’ozono, alluvioni, desertificazione) e tutto può sembrare molto urgente, io credo che ognuno di noi possa fare le sue riflessioni e le sue scelte con calma. Purtroppo veniamo da millenni di patriarcato e, tanto per rimanere nel tema, la violenza contro gli animali che mangiamo è persino considerata normale, ancora oggi, dalla maggior parte delle persone…
Questo fatto ovviamente non vuol dire che tale pratica non sia sbagliata, si pensi a quando era considerato normale tenere in schiavitù gli esseri umani…! Forse un giorno al supermercato troveremo scritto sui pacchi di carne (come sui pacchetti di sigarette dai tabaccai): “Nuoce gravemente alla salute”, “Mangiare carne fa venire il cancro” o addirittura “Prodotto nocivo, tenere fuori dalla portata dei bambini!”.

Detto ciò io sono sempre stato contento, specialmente quando ancora mangiavo la carne, di frequentare una persona come Paolo D’Arpini che nel suo semplice, bellissimo Circolo Vegetariano di Calcata, apriva la porta con gioia a chiunque mostrando un sentiero di vita giusto e sano unicamente a partire da una buona cucina. Se oggi a quasi sessanta anni mi sento così felice, illuminato, pieno di energia e speranza lo devo molto anche a Paolo…

Ma nel passato cosa è successo? Non abbiamo sempre mangiato carne?
No, tanti se lo chiedono quasi sempre per darsi una giustificazione che invece purtroppo non c’è… Girando in rete alla ricerca di qualche buona (o gustosa) idea per scrivere questo articolo, ho trovato questo intervento su un sito http://elisirdibuonavita.info/nl/, io penso le stesse cose ma un po’ per pigrizia e un po’ per piacere riporto integralmente quello che ho letto senza ulteriori integrazioni:

“In origine, i nostri antenati erano cacciatori-raccoglitori e non onnivori. Non mangiavano carne. Quando si osservano gli animali predatori e carnivori si può vedere che i loro denti sono progettati per squarciare e dilaniare, non per masticare. Gli animali erbivori hanno denti piatti che servono a masticare il cibo.
Gli esseri umani si sono evoluti da creature che erano vegetariane. I sistemi digestivi non sono stati progettati per mangiare e digerire la carne. Mangiare carne è uno sviluppo relativamente recente nella storia umana. Si crede che l’uomo abbia cominciato a mangiare carne, perché non riusciva a trovare i cibi naturali a cui era abituato.

Inizialmente, erano simili a creature che si sono evolute da animali come le scimmie erbivore. Queste scimmie erano simili all’uomo e camminavano in posizione eretta. Il loro cibo era costituito da radici, bacche, frutta e noci. Fino a quando è stato scoperto il fuoco, anche l’uomo mangiava principalmente ortaggi e frutta.”
Non ho altro da aggiungere, vi auguro un bell’incontro e vi mando un abbraccio veramente di cuore,

Stefano Panzarasa

Moricone 17 giugno 2011

giovedì 8 luglio 2010

Proposte di Stefano Panzarasa per l’incontro della Rete Bioregionale Italiana di Monte Rufeno - Acquapendente (fine ottobre 2010)

Care amiche e amici della Rete Bioregionale Italiana,
innanzitutto mi scuso per la lunghezza della lettera ma ne sentivo il bisogno...

A partire dai consensi e dalle critiche ricevute riguardo alla mia precedente proposta sull'organizzazione dell'incontro (pranzo autogestito, mercatino del baratto, festa e tre proposte di dibattito), nello spirito di quello che aveva richiesto Jacqueline, innanzitutto ringrazio tutti indistintamente perché mi hanno permesso di capire, e ne sono contento, che questa volta vogliamo arrivare ad un incontro con le idee chiare in modo che ci sia una bella, grande e gioiosa partecipazione.

Penso quindi che sia importante organizzare un incontro allargato con chi vuole conoscere noi referenti e il bioregionalismo e comunque partecipare ad un bell'incontro/festa organizzati nello spirito bioregionale.

In questo senso e secondo quanto ha ben presentato Elena con la sua proposta di Cerchio di dialogo e discussione, non c'è problema a presentare ora una o più tematiche, sarà cura poi del conduttore del Cerchio decidere tempi e modalità per la loro presentazione anche di pochi minuti.

L'importante, secondo me, specialmente per le persone nuove che così saranno anche di più stimolate a partecipare, è che si mettano in mostra tutte le tematiche ormai care ai referenti della Rete e che ne fanno la sua ricchezza culturale specialmente, in senso evolutivo, dopo oltre 15 anni dalla sua fondazione.

E allora ben vengano le tematiche della visione bioregionale e dell'ecologia profonda (ovviamente), della pace, contro il nucleare, della spiritualità, della comunicazione (interna, esterna), di nuove traduzioni, dell'alimentazione (naturale, vegetariana, vegana), delle nostre radici, della Grande Dea, del teatro-natura, della musica, dei campi bioregionali per bambini e bambine e aggiungete tutte quelle che volete.

In questa fase più ne tiriamo fuori è meglio è, poi sarà il momento che vivremo insieme a decidere cosa emergerà di più o di meno, l'importante è la vivacità della Rete Bioregionale. E senza pensare che queste siano solo parole, dietro ciascuna di esse ognuno di noi ha la sua pratica, il suo impegno sociale, una sperimentazione di anni, magari di decenni e ne potrà portare testimonianza... (Queste sono parole di Gianni Rodari, un po’ rivisitate, tratte dal suo capolavoro "La grammatica della fantasia").

Io, per esempio, ogni sabato faccio il pane come atto sacro (a volte per oltre 100 persone e anche con bambini e bambini) pensando alla Civiltà della Grande Dea; nella pratica dell'ecologia profonda mi preoccupo dei diritti degli animali organizzando laboratori di educazione ambientale per le scuole o condividendo con Mariagrazia una scelta alimentare quotidiana vegana eco-pacifista ispirata all'Era Ecozoica...

Quindi d'accordissimo per raccontare le nostre pratiche (io stesso insieme a Paolo D'Arpini, proposi alcuni anni fa un libro dal titolo "Il bioregionalismo e la pratica della semplicità" - lo ripropongo...) e per cercare di creare un incontro/festa bioregionale bella, gioiosa e ricca di spirito creativo.
Stefano Panzarasa

………

Mia rispostina:
Cari amici della rete, non mi dilungo sui vari punti toccati da Stefano, che trovo comunque utili per avviare vari chiarimenti all'interno della rete... Vorrei ritornare semplicemente sull'idea di una raccolta di esperienze scritte dai membri della rete che trovo molto più necessario e consono al nostro operare locale piuttosto che tradurre o riproporre le esperienze (sia pure in sintonia) di vari autori stranieri... Bioregionalismo e localismo debbono fare rima....!
Paolo D'Arpini

Altri articoli su Rete Bioregionale Italiana:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/tag/rete-bioregionale-italiana/