Visualizzazione post con etichetta amianto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amianto. Mostra tutti i post

giovedì 16 agosto 2012

Acciaio assassino - Se l'industria pesante inquina più d quella leggera....

Facce - Collage Fulgor Silvi

Che l’amianto induca il cancro è ormai noto. Lo aveva appurato la scienza ormai venti secoli fa (vedi la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio), lo ha stabilito la magistratura (non tutta) condannando i proprietari della Eternit al carcere per la strage di operai che lavoravano all’interno della ditta e morti successivamente di mesotelioma pleurico.

Quella varietà di mesotelioma è un cancro della pleura, la membrana che riveste il polmone. Perché proprio in quella zona anatomicamente isolata dalla zona d’ingresso delle fibre inalate? E’ molto semplice: le fibre aghiformi di amianto (che ora sono considerate comunque le si guardi nanoparticelle, avendo una dimensione entro i 100 nanometri) vengono respirate ed entrano nei bronchi, scendono nei bronchioli e infine nell’alveolo polmonare. Sono leggerissime, galleggiano nell’aria e basta la spinta dell’atto inspiratorio a farle penetrare sempre più a fondo nel tessuto polmonare. Come fossero frecce, a ogni atto inspiratorio queste vengono veicolate sempre più in profondità, allontanandosi via via dal punto d’ingresso.

Sono sempre in movimento fino a quando raggiungono la pleura e da lì non riescono più a procedere. Fermandosi, iniziano le interazioni con i liquidi extracellulari e con gli elettroliti della zona. Questo tipo d’amianto, un materiale ceramico composto da Silicio, Magnesio e Ferro, ha una particolarità: è parzialmente biodegradabile. Iniziano così dei processi di diffusione verso l’ambiente biologico a cui le cellule che costituiscono il tessuto rispondono. Si formano le cosiddette “perle dell’amianto” (precipitati proteici contenenti Ferro) che testimoniano della non biocompatibilità dell’amianto e di ciò che quel minerale è capace di produrre in un ambiente adatto. L’interazione di un corpo estraneo con le cellule può indurre infiammazione e, da qui, il cancro. La Medicina è concorde su questo. Il fenomeno, però, può essere lento e, nel caso dell’amianto, è lentissimo, tanto da rivelarsi anche a distanza di decenni dopo l’esposizione.

E l’acciaio? Mentre l’amianto è un materiale ceramico, l’acciaio è un materiale metallico composto di Ferro, Cromo, ed altri elementi in misura minore.

Se in Piemonte, dove si celebrò il processo Eternit, l’inquinamento ambientale da amianto fu di dimensioni macroscopiche, altrettanto vistoso è quello da lavorazione dell’acciaio che da parecchi anni interessa Taranto. Anche là si sono rilasciate liberamente nell’ambiente polveri micro e nano-dimensionate, ma in questo caso polveri di metalli che provengono dalla fusione e dalla lavorazione degli acciai.

Come dato generale, i materiali metallici sono più cancerogeni dei materiali ceramici, e che a Taranto i cancri polmonari superino del 30% la media nazionale degli stessi cancri come verificato dall’Istituto Superiore di Sanità non è affatto una sorpresa. Anzi, il dato era ampiamente conosciuto, tanto che già un po’ di tempo fa una cosiddetta “autorità” attribuì il fenomeno alla dedizione al tabagismo dei tarantini. Esiste una correlazione tra questi cancri e le emissioni dell’acciaieria più grande d’Europa che a Taranto ha sede? C’è differenza fra le patologie dei lavoratori della fabbrica e quelle dei cittadini?

Sono sicura che adesso arriveranno gli scienziati “indipendenti” che diranno che non c’è letteratura in merito e, quindi, che collegare cancro e lavorazione dell’acciaio è mera supposizione. Ma questi scienziati si guarderanno bene dal verificare se all’interno dei tessuti patologici ci sono le polveri d’acciaio.

Non credete a ciò che quelli diranno e prestate attenzione a ciò che quelli non diranno. È possibile dimostrare che all’interno dei tessuti patologici dei tarantini ci sono le polveri sferiche micro- e nano-dimensionate, ascrivibili senza ombra di dubbio a quelle libere emissioni. Queste polveri sottili hanno la capacità di entrare non solo all’interno del corpo umano attraverso l’inalazione e l’ingestione di vegetali e frutta contaminati, ma riescono a raggiungere l’interno della cellula (vedi letteratura nano-tossicologica), ma non inducono la morte cellulare istantanea. Anche in questo caso occorre tempo.

Si tratta di corpi estranei (come una pallottola) che inducono un danno cellulare. Non impediscono alla cellula di replicarsi, ma, quando ciò avviene, quelle particelle che non dovrebbero essere dove sono hanno un’alta probabilità di entrare a contatto con il DNA e possono lederlo, inducendo una modificazione al codice genetico e, infine, un cancro. Questi polveri hanno poi anche un altro tipo di tossicità dato dalla liberazione da corrosione di ioni Ferro, Cromo, Nichel, ecc., anch’essi tossici. Ma anche in questo caso occorre tempo.

Ora il problema è venuto alla luce ufficialmente, grazie alla magistratura e non agli scienziati e, a questo punto, non ci resta che chiederci che cosa si può fare.

Coloro che sono già stati esposti possono pregare. E non solo perché non sviluppino un cancro, ma anche che non restino vittime di un infarto, di un ictus cerebrale, di una trombosi polmonare, di varie patologie degli organi interni, ghiandole comprese, di contaminazione dello sperma. Terrorismo? Credo che terrorista sia chi mette le bombe, non chi cerca di disinnescarle o, almeno, avverte del pericolo.

Occorre fare una bonifica dell’ambiente. Certo. Come?

Quando ancora galleggiano nell’aria queste polveri si possono imprigionare. Essendo queste elettricamente conduttive, si possono utilizzare degli elettrofiltri per catturarle. All’interno dell’acciaieria si possono creare stazioni fisse con elettrofiltri per il personale oltre a quelle posizionate all’uscita dei camini. Altre stazioni statiche devono essere messe in città, specialmente nei luoghi affollati. Sarebbe poi idoneo applicare il sistema sperimentato a Roma due anni fa quando un autobus ha montato sul tetto un sistema di depurazione dell’aria che aveva al suo interno un filtro meccanico ed un elettrofiltro. Viaggiando con l’autobus, quel sistema intrappolava in modo passivo le polveri soprattutto metalliche disperse nell’aria, evitando così che la popolazione le respirasse. Più autobus attrezzati percorrono la città, più si ha possibilità di eliminare le polveri dall’aria.

La possibilità tecnica per attenuare l’impatto di un’acciaieria e farla lavorare in modo più sicuro esiste. Il solo problema è quello dei quattrini, ma qual è il costo di un cancro?

Antonietta M. Gatti

(Fonte: Il Fatto)

mercoledì 29 giugno 2011

Valsusa – Uranio e amianto… o linea merci veloce da 45 miliardi di euro, anticipati dalle banche, a spese dello stato…?

Tempo fa stavo andando in Francia in autostop. Mi diede un passaggio un geologo
che stava lavorando al progetto del tunnel della “TAV”. Mi disse che un’analisi
accurata era importante perché poteva esserci làssotto molto materiale
radioattivo.

Riflettendoci bene formulai l’ipotesi che l’obiettivo del progetto non era una linea TAV perché i conti non tornavano, ma piuttosto lo sfruttamento dei giacimenti di materiale radioattivo.

In questa lettera che vi inoltro si cita proprio la massiccia presenza di uranio.
Allora è a quello che stanno mirando. Si tratta ancora di BUGIE NUCLEARI forse?
Altrimenti non vedo altra spiegazione.

So che i problemi di cui non si sa niente sono tanti, ma se potete fate circolare per informare.

Francesco D’Ingiullo



Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l’associazione Materya, e il suo impegno per l’ambiente.
In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda
alcuni mesi fa su La 7.

Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo:

i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % (interessante eh.. ) ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa?

Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.

45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi
sullo scaffale del vostro supermercato?

Approposito.. non passeranno dalla Val di Susa le merci.. Un noto docente del
Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non
sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà
davvero una cattedrale nel deserto.

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..
Grazie.. a chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro.

Claudio Guerra

Per chi vuole saperne di più..
http://www.notav.eu


..........

Commento ricevuto da Antonio Pantano

“Caro Paolo D’Arpini, da mercoledì 22 a sabato 25 sono stato nella nostra Verona. Amici, parenti, visita al Cimitero Monumentale (mai saltata, ogni volta che sono nella mia città natale) ai parenti ed agli amici, tra i quali il Grande Umberto Boccioni. Poi anche un salto a Castel San Pietro, abbandonato, che forse diventerà … albergo (Verona è oggi raggiungibile in treno Alta Velocità in meno di tre ore!). Leggo – e sento in tv – delle manifestazioni in Val di Susa. Ennesime, da parte di masse rese cieche dal potere e strumentalizzate dalle fazioni. Non entro nel merito della TAV tra Lione e Torino. E’ però necessario che l’uomo si sposti con celerità a terra, abolendo l’uso delle vetture individuali, alimentate a carburanti nocivi e costosissimi (utili solo ai signori del denaro), e degli aerei nocivi anch’essi (limitandoli solo alle grandi distanze ed ai collegamenti continentali). Circa le varie TAV esiste SOLO una certezza: i loro costi gonfiatissimi, a lucroso vantaggio dei bankieri e dei partiti politici (TUTTI !) da quelli dipendenti.. L’amico dott. Ugo Cecconi fu, a furor di popolo, mandato a fare il deputato alla Camera nel 1994-95. Sentì il dovere di denunciare in aula, al ministro dei trasporti Publio Fiori, del suo stesso gruppo parlamentare, che l’alta velocità ferroviaria in via di realizzazione aveva costi di 170.000 miliardi di lire su progetto FiatEngineering-Lega Cooperative (grande capitalismo e partito comunista), mentre un gruppo straniero aveva proposto spesa assai minore di soli 38.000 miliardi di lire. Ovvio che la procura della repubblica mise poi in gattabuia il Necci direttore generale FFSS, e che alle elezioni successive il solertissimo deputato Cecconi (unico, di tutto il parlamento, mai mancato in aula e commissioni) non sia stato posto in lista nella successiva tornata elettorale dal boss del suo partito, lo stesso che, successivamente, svendette a suo cognato un immobile di Montecarlo ricevuto in eredità dal partito-ribattezzato (con leggittimazione della magistratura). In Val di Susa c’è poco da fare! Chi va in piazza perde tempo! Se volesse fare qualcosa di serio opererebbe a Roma, incidendo sui politicanti d’ogni risma, per RIATTRIBUIRE allo Stato la sovranità monetaria, obbligando l’intero sistema bancario ad emettere fatture per ogni operazione con i clienti, ed a pagare le tasse. su VERI bilanci Dopo di che NESSUN cittadino italiano sarebbe gravato da imposte e tasse di sorta"