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domenica 19 agosto 2012

Budrio: ARI ed il web e in fermento e la stampa locale tace....



L'ARI (Associazione Radioamatori Italiani) riscatta la storia !

A ricordarlo ci tengono tanti amici, Blogger, Siti Web e lo condivido:

Per la prima volta nella sua storia, l’ARI è protagonista, in un'ostica operazione, della tutela di un Sito Storico che ha scritto una pagina importante della radiofonia italiana.
Si tratta del Sito "RAI" di Budrio (Bologna), voluto e progettato dallo stesso Guglielmo Marconi nel 1936, quando proprio a Bologna nasceva la prima stazione Broadcasting italiana ("Bologna 1" con 50 kW).

Da Febbraio, appena dopo la cessazione delle trasmissioni in banda OM da questo Sito, si è aperta una lunga e difficile "sfida" contro la decisione di radere al suolo una pagina di storia così importante. Siamo quindi passati dalle primissime contestazioni ricevute attraverso contatti telefonici di soci ARI, come I2MME (ARI Honor Roll) Roberto Pasqualato, fino alla richiesta di chiarimenti e documentazione da parte della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, pervenuta il 25/06/2012 alla Segreteria Generale ARI.

Tutto si è svolto con l'attivo supporto del nostro "delegato" IK4NYY Elio Antonucci, che ha presenziato ad incontri con il Sindaco ed alla Conferenza dei Servizi organizzata dal Comune di Budrio (BO). Abbiamo avuto pieno rispetto per quanti hanno scelto la condivisione "silenziosa", soprattutto per chi evidentemente non se l'è sentita di darci una mano in un confronto che ci vede impegnati anche con le Istituzioni. Ma, da sempre, credo che l’individualismo che affossa il radiantismo, si può superare proprio in questi momenti in cui ognuno s’impegna a fare la sua parte semplicemente segnalando il dissenso della Comunità radioamatoriale di fronte al maldestro tentativo di adombrare questa pagina di storia così importante.
L'ha capito bene la "Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna" che si sta attivando per le opportune misure tese alla salvaguardia della Palazzina Storica e del Sito di Budrio. Anche il nostro dev’essere un gioco di squadra e ci siamo!

Quindi un sincero ringraziamento a tutti coloro che offrono il proprio contributo per la salvaguardia di un pezzo di storia della radio che si chiama: "Ex Sito RAI di Budrio".

V’invito a dare un’occhiata ad un prezioso "documento" che è lo stralcio del "Resto del Carlino" dell’11 luglio 1934, per il quale ringraziamo IK4NYY Elio. Si era da poco diffusa la notizia di radio Marconi a Bologna.

Alfredo Gallerati, IK7JGI
(Delegato Progetti ARI)
http://www.ari.it/

Ex Centro Trasmittente ad onde medie di Budrio (Bo) dedicato a Guglielmo Marconi
http://www.radiomarconi.com/marconi/budrio.html



Cordiali saluti
Elio Antonucci
Cell. +39 3474158530

domenica 10 aprile 2011

Bioregionalisti, ecologisti e civici... Biodiversità ed intelligenza per l'unione...



Sabato 9 aprile 2011 (pomeriggio) ho partecipato, finchè ho potuto, ad un incontro a Bologna della Rete Ecologista e Civica, di cui avevo avuto notizia da Paolo D'Arpini.

Si è partiti subito da una constatazione molto vera, a mio parere e cioè che esiste una miriade di gruppi e gruppetti di natura ecologista, verde, o come li vogliamo chiamare e che spesso le divergenze di opinioni su argomenti più o meno importanti è stata la causa di questa frammentazione, oltre ad una visione localistica delle problematiche.

Due esempi di questa situazione, che abbiamo individuato con Maurizio di Fiorigialli: la frattura che c'è stata nel conclave ecologista di poco tempo fa, sempre da loro organizzato, in cui c'è stata una divergenza netta, se ho ben capito, fra chi voleva comunque riappoggiarsi ad un un gruppo politico precostituito, magari cambiandogli il nome, e chi voleva creare un'aggregazione senza alcuna matrice o appartenenza politica (se non ad una generica "sinistra") e la divisione che c'è stata nel 2010 all'interno della Rete Bioregionale Italiana, nella quale, senza neanche un ultimo confronto "de visu" buona parte dei vecchi partecipanti ed alcuni fondatori ha dato le "dimissioni", per incompatibilità di vedute su alcuni temi.

In Europa ed anche in alcuni paesi del resto del mondo i movimenti ecologisti sono molto rappresentati a livello politico, mentre da noi, ormai sono quasi inesistenti, per quanto i temi ecologisti siano sempre più sentiti tra la gente. A questo proposito non dimentichiamo che fra poco saremo chiamati a votare per due referendum che sono l'occasione imperdibile per far sentire la voce di noi cittadini che non possiamo più delegare le scelte a forze politiche che pensano solo a litigare e mettono in ridicolo il nostro bel paese nei confronti del resto del mondo. Le tematiche ambientali sono affrontate dalle forze politiche sia del governo che dell'opposizione unicamente in vista di un rilancio dell'economia e di un reperimento di fonti energetiche più o meno alternative in funzione di mantenere questo sistema economico.

L'incontro faceva parte di una serie che ha preso inizio da tempo proprio per la creazione di un nuovo soggetto politico.

Dato che si vuole "andare avanti" si può partire dall'osservazione che l' evoluzione può partire solo dal confronto delle diverse anime di un movimento, anzi, la ricchezza sta proprio in questo, più sono le idee e i punti di vista e più diversi sono e più c'è possibilità di trovare soluzioni ai problemi. La tendenza può essere verso una certa direzione, ma la base da cui partire dovrebbe essere il più ampia possibile, senza porre come condizione discriminante un diverso approccio. Il rispetto delle opinioni altrui, purchè non prevaricatorie (si dice?) dovrebbe essere una regola di vita in ogni campo. Non possiamo condannare le guerre, e farci noi, delle guerre che portano a separazioni. Mi piace l'immagine della "Rete" da l'idea di legami, di interconnessioni, mentre le fratture, le smagliature non sono funzionali a "tenere".

Si è parlato sabato di "bene comune". Basterebbe allora chiedersi quando si prende una posizione, o si fa una scelta se quella scelta porta o meno al bene comune, il nostro, quello della nostra famiglia quello della nostra famiglia allargata che è l'umanità e con essa di Madre Natura nel suo insieme, compresi gli aspetti sociale, culturale e spirituale

E quindi, quale dovrebbe essere secondo me il fine ultimo, il più ampio possibile, di un ecologista (ma senza l'esasperazione di un -ismo)? Può essere la salvaguardia del pianeta, il riequilibrio della vita in questo mondo che è stato tanto snaturato, sfruttato, sporcato dall'uomo?

E allora prendo come esempio di questo discorso le scelte alimentari: agricoltura e allevamento biologici, vegetarianesimo, veganesimo, riduzione del consumo dei prodotti di origine animale.... A questo fine, come mi diceva anche ieri Maurizio, non è più facile e quindi non avrebbe un maggior effetto positivo per l'ambiente, diffondere l'abitudine ad una riduzione del consumo dei prodotti di origine animale, sia per motivi di salute , che per motivi ecologici (consumo o spreco di risorse come acqua, terra, effetto serra, minore inquinamento in tutte le fasi della catena produttiva), piuttosto che propugnare il veganesimo? Ovviamente ognuno poi ha le sue tendenze e c'è chi ci aggiunge un motivo etico, di rispetto assoluto della vita animale in tutte le sue forme, e può portare la sua visione tranquillamente, ma non devono poter coesistere, nello stesso gruppo, queste diverse visioni?
Forse noi parliamo di certe cose perchè viviamo in un mondo del benessere ed abbiamo di più di quello che ci necessita e, dopo averlo sfruttato all'inverosimile, per emendarci dalle colpe della nostra specie, vorremmo tutelare la natura e le altre specie animali in maniera assoluta.

Ma le forme della vita sono tante! Pensiamo ai popoli che vivono in zone dove la vegetazione è assente per tutta o buona parte dell'anno e la fonte di cibo irrinunciabile è quella animale. Possiamo provare a tornare a vivere tutti nella foresta equatoriale, dove con i frutti che la natura offre potremmo tranquillamente sopravvivere oppure "ADATTARCI". L'evoluzione è adattamento, l'adattamento della specie umana è andato a scapito dell'ambiente che si è impoverito di risorse per la nostra avidità: possesso di tanto oltre il necessario, consumismo, un sistema economico perverso per cui la stessa sinistra parla di far ripartire l'economia!!!

Ma quale ripartire?

Bisogna approfittare di questo momento per portare avanti scelte radicali, che coinvolgono aspetti sociali importantissimi, la riduzione degli orari di lavoro, la cancellazione di lavori inutili, fatti solo per tenere impiegate persone in posti di potere e di lauti guadagni - ma di queste cose nessuno parla, neanche i sindacati.

E se, come specie umana, o come una parte (lo pseudopodo di Paolo?) della specie umana siamo consapevoli di questo progresso malsano a cui siamo giunti, il successivo passo evolutivo, è così difficile da capire? Non sarà forse un passo indietro?

Concludo con una frase del saggio indiano Ramana Maharshi, che riassume un po' quello che dovrebbe essere secondo me lo spirito su cui improntare le nostre vite:
“Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.” (Ramana Maharshi)

Caterina Regazzi
Rete Bioregionale Italiana

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Altro resoconto:

Cari amici,questo weekend (9 e 10 aprile 2011) a Bologna sono andato ad ascoltare il seminario organizzato da alcuni ambientalisti (dal gruppo delle Cinque Terre soprattutto www.gruppocinqueterre.it) per parlare di politiche ecologiste.
Vi faccio un breve resoconto.

- L'incontro sostanzialmente è stato organizzato (alla Scuderia in p.zza Verdi) da alcuni dei tanti satelliti del mondo ecologista. Loro sono in cerca di un centro di gravità stabile, una via politica italiana all'ambientalismo, dopo le debacle elettorali dei Verdi. Il gruppo era piccoletto (15-20 persone dal nord italia), ma motivato.
- Si è discusso di strtegie politiche, eventi del Mediterraneo, di decrescita, di animalismo. Per quello che ho potuto ascoltare si è parlato in generale della crisi italiana e più in generale del mondo moderno, sia per i "paesi sviluppati" sia per quelli "in via di sviluppo". Più nel dettaglio si è parlato sia dei Verdi (incapaci di un vero percorso ecologista) sia delle modalità con cui si manifesta la pressione ecologica eccessiva dell'uomo. Ho trovato interessante alcuni passaggi sulle possibilità di decrescita misurabile con indici come l'impronta ecologica e l'indice HDI (Indice di sviluppo umano), riportando discorsi di Wakernagel: un'interpretazione pragmatica di altri ragionamenti di Latuche e Pallante.

- Il prossimo weekend sempre a Bologna (al Centro Natura) è previsto un ulteriore incontro di un altro satellite ecologista-ambientalista (Gabriele Volpi i Cittadini ecologisti, www.cittadiniecologisti.it ed altri).
- La mia impressione è che l'ecologismo italiano che emerge dall'incontro bolognese sia molto disperso, non solo politicamente (gli mancano i numeri, sono pochi e dispersi), ma anche sui contenuti. Certamente gli servirebbe una visione comune più "profonda" che ora non hanno.

Mi scuso dello schematismo, ma non mi piace fare email molto lunge. Saluti a tutti.

Paolo Cagnoli - Rete Ecologia Profonda

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Commento aggiunto di un altro bioregionalista:

......se i progetti comunitari non vanno avanti ...è quasi sempre un problema di EGO, di mancanza di consapevolezza e gestione ancora superficiale e primitiva del proprio EGO. Finché non si è in grado di cogliere le infinite variabili in cui l'EGO si manifesta e si mimetizza e si insinua, finché non si raggiungerà l'umiltà e la disponibilità al proprio anonimato, fino a  mettersi in ombra da soli, per lasciar maturare ed avanzare le proprie idee (rinunciando alla paternità e meriti), o le idee di altri (anche se non le condividiamo),  finché non si arriverà a questi minimi traguardi evolutivi, ci sarà sempre e solo divisione e conflitto, anche se ammantato da buone intenzioni, come dicono sia lastricata la strada per l'inferno..

Claudio

martedì 5 aprile 2011

Bologna, 9 e 10 aprile 2011: Idee e contenuti per un progetto di Rete Italiana Ecologista e Civica

Idee e contenuti per un progetto di Rete Italiana Ecologista e Civica

Bologna: Piazza Verdi 2 c/o La Scuderia * sabato 9 ore 15-20,30 - domenica 10 ore 10,30-17,30

Sabato 9 e Domenica 10 Aprile si svolgerà a Bologna un seminario nazionale a inviti, un primo incontro di confronto per un progetto di rete italiana degli Ecologisti e Civici

I contenuti del progetto da costruire sono:

* come organizzarsi per la conversione ecologica dell’economia e la tutela del territorio, dei beni comuni e del benessere di tutte le specie viventi che lo abitano; per nuovi strumenti della democrazia diretta, per la giustizia sociale, per un movimento di liberazione dalla corruzione nel nostro paese.

Nell’immediato per il successo delle campagne referendarie del 12 -13 giugno.

* quali regole minime sono necessarie per la gestione interna del progetto, per definire i criteri di partecipazione ad eventuali elezioni di qualsiasi livello per contribuire a cambiare il paese, per contenere e contrastare privilegi di casta, ridurre il peso del sistema dei partiti tradizionali, l'entità degli emolumenti e la riduzione del numero di mandati.

* come promuovere ed affermare una nuova cultura trasversale e oltre ogni schieramento politico, culturale e religioso tradizionale, rivendicando il diritto-dovere ad una relazione armonica tra uomo e natura, tra esseri umani, tra uomo e donna, e all’interno dell’uomo tra vita e coscienza.

Le basi comuni di valutazione sono:

1) c’è una crisi economica, finanziaria, energetica, ecologica, sociale, politica.

2) c’è un’emergenza legalità, mafia, corruzione, crisi dei partiti e prevalere di logiche di casta.

3) la ricerca di profitti sempre più grandi per pochi si traduce per molti in sofferenza, inquinamento, corruzione, guerre, crescenti disuguaglianze.

4) sosteniamo che la coscienza sociale e ambientale deve guidare le scelte politiche, che serve una economia solidale che crei ricchezza condivisa e lavoro e sostituisca l’economia dello sviluppo illimitato, del consumismo e dello spreco.

5) che è necessario un nuovo spazio politico autonomo, distinto e distante dai partiti attuali, inadeguati a farsi protagonisti del cambiamento.

6) che i protagonisti devono unire movimenti, associazioni, gruppi civici e superare la frammentazione esistente

7) che vogliamo una organizzazione non piramidale, a rete, capace di garantire la partecipazione e la sovranità dei cittadini, con l’autonomia decisionale dei livelli comunali, regionali e nazionale.

8) che vogliamo favorire la progressiva aggregazione di un nuovo movimento politico capace di affiancarsi alla moltitudine inarrestabile che si sta affermando in Europa e nel mondo.

Bologna - Piazza Verdi 2 c/o La Scuderia

Programma del seminario

sabato 9 aprile ore 15 - 19: Idee per la Transizione


Contenuti – Regole – Organizzazione

come costruire la casa comune ecologista e civica, provare a cambiare l’Italia e vivere felici

* Maurizio Di Gregorio: (di Fiori Gialli)

Un percorso possibile per superare la frammentazione, superare l’anomalia italiana, entrare nell’ecologismo europeo

* Pino Strano: della Rete dei Cittadini del Lazio - Democratici Diretti

la democrazia diretta come regola e come risorsa

* Anna Andorno: (Movimento Valledora)

Azioni e Progetti per la difesa dei beni comuni del territorio

* Nico Valerio: (Ecologisti del Lazio)

soggetto politico: lo specifico ecologista e civico

ore 19 – 20.30 Informativa e discussione sui Referendum:

Massimo Marino: del movimento antinucleare


domenica 10 aprile ore 10,30 – 17,30: Sessioni di lavoro (90 min)

sessione 1

Conversione ecologica del modello economico: transizione, decrescita, sobrietà

* Marco Pagani blog ecoalfabeta


sessione 2

Guerra e Pace : dal Kossovo alla Libia: serve un azione europea degli ecologisti

* Fiorello Cortiana ecologista


Sessione 3

Ecologisti e Civici: essere o non essere… animalisti?

* Marinella Robba direttore editoriale periodico Pelo&Contropelo

Conclusioni: proposte per proseguire il cammino

di costituzione di una rete italiana ecologista e civica


coordinamento dei lavori:

Piero Aimasso Anna Andorno

Giovanni Chiambretto Maurizio Di Gregorio

L’incontro si svolgerà in forma di seminario ad inviti

I lavori si svolgono attraverso la proiezione di slide e video

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per aderire al seminario rispondi a questa proposta di INVITO segnalando la tua ADESIONE personale e l’eventuale SOSTEGNO del tuo gruppo o associazione rispondendo a questa email : ecoretecivica@gmail.com

lunedì 21 giugno 2010

Caterina Regazzi: "La difficoltà di esprimersi e di comunicare come incentivo alla crescita spirituale"

Penso che ognuno sia speciale per sé stesso, quando sente di potersi esprimere...... purtroppo l'espressione, sia scritta che verbale, deve essere "invogliata", si deve "sentire" che l'altro ha sinceramente voglia di ascoltarci, qualsiasi cosa si abbia da esprimere! In questo, la scula è, non dico importante, ma importantissima! A scuola ci si dovrebbe sentire un po' come in una grande famiglia, in cui ognuno deve essere libero di esprimere la sua idea o la sua opinione sulle materie e sugli argomenti affrontati, specialmente ovvio quelli umanistici.......
Io ho avuto sempre problemi ad esprimermi, sia a scuola che nel lavoro, ma anche nel privato.

Sono figlia unica e da bambina, fino ai 10 anni, sono cresciuta con una nonna bisbetica e, diciamolo, ignorante, anche se forse era una maschera, la sua, e dietro la facciata, batteva un cuore grande come una casa..... Mia madre, tornata dal lavoro, inondava me e mio padre con un fiume di parole senza chidere mai, agli altri, nemmeno, semplicemente, come fosse andata la giornata.......

Per concludere l'opera, in quinta liceo, a Bologna, dove mi ero trasferita dopo aver frequentato il resto della scuola a Roma, nei "favolosi" anni '70, che pure ho amato moltissimo, la mia prof. di italiano, dopo un compito di italiano, mi apostrofò davanti a tutta la classe con un "Ma tu in che asilo hai imparato a scrivere?". Non dimenticherò mai quell'episodio, anche se oggi mi fa sorridere.

La scrittura così come il parlare (e ovviamente bisogna avere anche qualcosa da dire) sono facoltà in parte innate, secondo me, ma molto si può imparare.....

Le idee.... la mente deve essere libera di galoppare ed io ho sempre avuto paura di non fare bene..... ma a questo punto della mia vita....... non ho più nessuno che dipende da me per essere felice. Viola ormai la vedo ben lanciata di suo e di questo sono molto felice io, ma, ecco, nel mio stare con lei ho sempre cercato di fare in modo che lei non si sentisse responsabile della mia felicità, la felicità, e non è per dire una frase fatta, sta dentro di noi, non dipende e non deve dipendere dagli altri.

Caterina Regazzi

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Altri articoli di Caterina Regazzi:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=caterina+regazzi