Signor Prefetto,
la situazione delle acque del lago di Vico e' da tempo assai grave, con reale pericolo per la salute della popolazione dei comuni circumlacuali che delle acque del lago si servono.
La documentazione prodotta dalle competenti istituzioni e' copiosa ed inequivocabile: occorre intervenire per il controllo e il risanamento dell'ecosistema lacustre, individuando tutti i fattori di illecito inquinamento ed eliminandoli; ed occorre intervenire per garantire alla popolazione il diritto all'accesso all'acqua potabile e il diritto alla tutela della salute.
Ma oltre all'inquinamento dell'ambiente vi e' anche un altro inquinamento: quello delle coscienze, che provoca altresi' l'ottenebramento delle intelligenze, e puo' far sorgere i mostri generati dal sonno della ragione.
Politicanti senza scrupoli e teppisti verbali (ed e' noto che i teppisti verbali generano sovente i teppisti materiali) da mesi si ostinano a negare la realta' effettuale, ed anzi insultano e minacciano coloro - scienziati, medici, funzionari ed amministratori, semplici cittadini onesti e responsabili - che si stanno meritoriamente impegnando affinche' sia fatta piena luce sulla situazione delle acque del lago di Vico ed affinche' le istituzioni intervengano nel modo migliore a tutela dell'ecosistema e della popolazione.
Taluni di codesti personaggi senza scrupoli e turpiloquenti (talora peraltro nascondendosi dietro l'anonimato o coloriti pseudonimi), non paghi di aver propalato mistificazioni, menzogne, scempiaggini, ingiurie e diffamazioni, in questi ultimi tempi stanno incitando a vere e proprie intimidazioni e aggressioni: tutti reati previsti e puniti dal codice.
Signor Prefetto,
Con la presente mi permetto di richiamare la sua attenzione, e quella delle altre figure istituzionali in indirizzo, cosi' come quella dell'opinione pubblica, affinche' non solo le istituzioni preposte adottino al piu' presto tutti i provvedimenti atti all'adeguato costante ed accurato controllo ed all'effettivo e tempestivo risanamento delle acque del lago, cosi' come a garantire alla popolazione acqua potabile e sicura tutela della salute; ma anche affinche' i vociferatori e soverchiatori menzogneri, coprolalici e minacciosi non possano impunemente continuare nella loro vile, squallida, criminosa e criminogena azione.
Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, la saluto distintamente,
Beppe Sini
martedì 31 agosto 2010
lunedì 30 agosto 2010
Pranoterapia, imposizione delle mani, energie sottili, calore amoroso... e salute
La salute? Una cosa importante. Essere curati con le mani
La salute, si sa è sempre al primo posto nel pensiero dell'uomo. Si cerca con ogni mezzo star bene, per sottrarsi al dolore, al male, alla sofferenza, per sconfiggere ancora una volta le malattie che fatalmente ci aggrediscono durante la nostra esistenza.
Curare con le mani è una pratica antica che risale all'antichità. Il più grande guaritore a noi conosciuto, Gesù, curava la gente imponendo le mani, trasmettendo energia positiva, rinnovatrice. Cinesi, egiziani, greci, romani, utilizzavano doni naturali per colmare carenze o decongestionare accumuli energetici. Di qui la nascita della pranoterapia (da prana parola sanscrita che vuol dire energia vitale).
Attualmente la pranoterapia (anche chiamata reiki etc.) é entrata nella pratica del quotidiano, essa non risulta essere né invasiva, né tossica, o controproducente, sono ormai moltissime le persone che se ne avvalgono per avere un ulteriore benessere fisico o una possibilità di guarigione. In pratica la pranoterapia cose? Bisogna parlare di misticismo per introdurre una valutazione su questa scienza, o effusione, dispensazione di energia vitale.
I mistici erano quelle persone la cui condizione interiore appare a chi ne è protagonista, come in contatto intuitivo con qualcosa di più grande del piccolo sé, si chiami Dio, l'assoluto o in qualsiasi altro modo. Si può accenare a quelli che praticano lo yoga con una similitudine del latino jungo - unire. Infatti scopo dello yogin è fondersi con il tutto. Colui quindi che dispensa energia a fini curativi e di guarigione (terapia in greco vuol dire servizio, cura) si pone in un rapporto attivo fra la sua condizione interiore, il suo immediato, ed il macrocosmo che lo circonda, quell'oceano di energia sopra il quale o dentro il quale opera Dio, o per chi non è cristiano l'anima del mondo.
Colui quindi che per comodità viene definito pranoterapeuta, utilizza una energia, un'essenza che è nel profumo dei fiori, nel sapore del cibo, la fragranza che sentiamo nell'aria, e tutti sappiamo che il prana penetra tutto, e si trova in tutte le forme animate. Il prana esiste in tutte le forme della materia, nell'aria , nell'acqua. E' un principio universale che gli yogin individuano in ciò che pervade ogni spazio e che assieme alla mente ed alla materia compone la triplice manifestazione dell'assoluto. Quindi la capacità di guarire, è un normale attributo dell'uomo. Si basa su un semplice rapporto di empatia, come la madre lo ha con i suoi figli.
Liliano Frattini, per citare un esempio, giornalista che esercita la pranoterapia con buoni risultati, ha scoperto fin da giovanissimo di avere in se stesso delle qualità eccezionali. Si può quindi affermare che certamente le mani non possono guarire le malattie del mondo, ma alleviare per mezzo dell'energia positiva che ne scaturisce, la sofferenza dell'essere umano nelle sue varie forme e manifestazioni.
Rita De Angelis.
La salute, si sa è sempre al primo posto nel pensiero dell'uomo. Si cerca con ogni mezzo star bene, per sottrarsi al dolore, al male, alla sofferenza, per sconfiggere ancora una volta le malattie che fatalmente ci aggrediscono durante la nostra esistenza.
Curare con le mani è una pratica antica che risale all'antichità. Il più grande guaritore a noi conosciuto, Gesù, curava la gente imponendo le mani, trasmettendo energia positiva, rinnovatrice. Cinesi, egiziani, greci, romani, utilizzavano doni naturali per colmare carenze o decongestionare accumuli energetici. Di qui la nascita della pranoterapia (da prana parola sanscrita che vuol dire energia vitale).
Attualmente la pranoterapia (anche chiamata reiki etc.) é entrata nella pratica del quotidiano, essa non risulta essere né invasiva, né tossica, o controproducente, sono ormai moltissime le persone che se ne avvalgono per avere un ulteriore benessere fisico o una possibilità di guarigione. In pratica la pranoterapia cose? Bisogna parlare di misticismo per introdurre una valutazione su questa scienza, o effusione, dispensazione di energia vitale.
I mistici erano quelle persone la cui condizione interiore appare a chi ne è protagonista, come in contatto intuitivo con qualcosa di più grande del piccolo sé, si chiami Dio, l'assoluto o in qualsiasi altro modo. Si può accenare a quelli che praticano lo yoga con una similitudine del latino jungo - unire. Infatti scopo dello yogin è fondersi con il tutto. Colui quindi che dispensa energia a fini curativi e di guarigione (terapia in greco vuol dire servizio, cura) si pone in un rapporto attivo fra la sua condizione interiore, il suo immediato, ed il macrocosmo che lo circonda, quell'oceano di energia sopra il quale o dentro il quale opera Dio, o per chi non è cristiano l'anima del mondo.
Colui quindi che per comodità viene definito pranoterapeuta, utilizza una energia, un'essenza che è nel profumo dei fiori, nel sapore del cibo, la fragranza che sentiamo nell'aria, e tutti sappiamo che il prana penetra tutto, e si trova in tutte le forme animate. Il prana esiste in tutte le forme della materia, nell'aria , nell'acqua. E' un principio universale che gli yogin individuano in ciò che pervade ogni spazio e che assieme alla mente ed alla materia compone la triplice manifestazione dell'assoluto. Quindi la capacità di guarire, è un normale attributo dell'uomo. Si basa su un semplice rapporto di empatia, come la madre lo ha con i suoi figli.
Liliano Frattini, per citare un esempio, giornalista che esercita la pranoterapia con buoni risultati, ha scoperto fin da giovanissimo di avere in se stesso delle qualità eccezionali. Si può quindi affermare che certamente le mani non possono guarire le malattie del mondo, ma alleviare per mezzo dell'energia positiva che ne scaturisce, la sofferenza dell'essere umano nelle sue varie forme e manifestazioni.
Rita De Angelis.
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domenica 29 agosto 2010
Stefano Panzarasa: “Ai membri e simpatizzanti della Rete Bioregionale Italiana..”
Dopo un mese passato (una fortuna...) senza Internet a Capracotta (IS) per un bel programma di animazione ecopacifista dedicato a Gianni Rodari e Thomas Berry e l'Era ecozoica (per i curiosi su www.orecchioverde.ilcannocchiale.it o su www.youtube.com/orecchioverde il videoclip "Un mese lungo un sogno") e quindi la possibilità di riflettere sui recenti avvenimenti e le recenti lettere, compresa quella che riporto di Mario Cecchi, ecco ciò che penso.
A scanso di equivoci voglio innanzitutto scusarmi con tutti quelli che si sono sentiti offesi dalle mie parole e ci sono stati male. Non era mia intenzione far star male nessuno e quindi ciò mi dispiace a prescindere dalla situazione in sé.
Voglio anche scusarmi con tutti per aver sollevato le questioni che mi interessavano evidentemente nel luogo e nel tempo (anche ripetuto) sbagliato. Per tutti intendo anche le persone che mi hanno appoggiato e confortato ma che comunque sono rimaste (alcune) allibite (persino con degli incubi notturni) da come sono andate male le cose a livello di gruppo, una situazione evidentemente inaspettata e probabilmente scioccante per che ci osservava e ci stimava, anche da anni, dall'esterno.
Vedete, io so che le nostre lettere girano anche al di fuori della cerchia dell'indirizzario e allora per tutti spiego che erano almeno 10 anni che avevo notato che nella Rete il dibattito sui temi di attualità, o almeno quelli che io ritengo tali, era molto fermo (nativi europei/Gimbutas, diritti degli animali/vegetarianesimo-veganesimo, stato ambientale della terra, qualità delle traduzioni - e li ripeto, mi scuso ancora, solo ad uso di qualcuno che potrebbe leggere per la prima volta la mia lettera e non per tediare gli altri).
Ci incontravamo come un bel gruppo di amici e amiche in bei posti, come casa di Etain e Martin, abbiamo tradotto o pubblicato libri e i quaderni (ognuno ovviamente praticando a casa sua) ma non molto di più, il blog della Rete non funzionava (anche se ultimamente ha superato i 40.000 accessi) anzi da un po' di tempo la situazione stagnante incominciava anche a venire alla luce tramite le riflessioni di alcuni.
Ora però concedetemi qualche minuto di attenzione sul fatto che io insieme ad alcune altre persone fondai la Rete nel lontano 1994 (ma con alcuni ci frequentavamo anche da prima) e quindi ciò mi ha dato la speranza di poter dire la mia magari anche con insistenza, lo ammetto, ma solo dopo aver avvertito, con stupore e anche irritazione, ma magari mi sono pure sbagliato, che su certe tematiche non c'era poi un grande dialogo aperto, quasi la Rete avesse un sentiero tracciato in modo ormai irreversibile e immutabile anche col passare di quasi due decenni insieme al mutare di tante situazioni ecologiche, sociali, culturali...
Detto ciò però permettetemi di ripartire dalla contestazione delle parole, pur in gran parte sagge, di Mario Cecchi che da una parte ci spiega come risolvere i conflitti nei gruppi ben affiatati e poi invece decreta che noi non lo siamo e che quindi è sicuro che la storia è finita... Mario! E la pratica? Se non ci hai nemmeno provato...
Ecco, questo è il punto che mi preme, Giuseppe, Gino, Elena, Jacqueline, Paolo (voi sicuramente mi ricordo eravate al primo incontro a Monterufeno - ma c'erano tanti altri), Etain, Martin, Mario, Renato, Felice e anche Silvana, Fulvio, Mariagrazia, Francesca, Egidio, Oscar, Chiara, Massimo, e poi Teodoro, Antonella e quanti ne dimentico purtroppo... Bene, allora per tutti questi anni avevamo scherzato? Io sono diventato aggressivo e diciamo scherzosamente "disturbatore" solo ora? Direi che qualcosa non torna, ma non voglio discuterne qui, qui voglio solo affermare che siamo (stati?) un bel gruppo di persone e possibile che se ne debba decretare la fine, così, freddamente per lettera, senza che ci sia scampo o speranza? E la tanto acclamata "pratica di vita" allora dove la mettiamo?
Mi dispiace ma ancora una volta allora non sono d'accordo. "Mai lasciarsi spaventare dalla parola fine ", diceva Gianni Rodari, e allora penso che almeno per giustizia, se proprio dobbiamo lasciarci che almeno sia detto in faccia, in un incontro in cerchio e che se sarà l'ultimo che lasci almeno un bello e indelebile ricordo...
Ma la speranza è l'ultima a morire, io ma probabilmente tutti, alla rete Bioregionale Italiana e a tutto quello che ha rappresentato in questi anni nella buona e nella cattiva sorte, ci sono molto affezionato e allora ancora per i curiosi un video (realizzato a Capracotta) che per la presenza di tanti bambini e bambine ho messo su youtube in forma privata. Si svolge in una situazione selvaggia che mi ha ricordato tanto quella del pianeta Pandora (dal film Avatar). Ecco rappresentata la mia speranza...
http://www.youtube.com/watch?v=6V0V-Gn_Iq0
Per concludere penso sia importante sapere che che quando ho cominciato a parlare non avevo assolutamente messo in conto la possibile fine della Rete ma volevo unicamente portare avanti le mie idee, peraltro ben documentate, solo ad uso e beneficio di tutti e della Rete...
Un saluto,
Stefano Panzarasa
Mia Rispostina:
Caro Stefano concordo con quanto da te espresso e ritengo che l'unico modo per superare le divergenze sia quello di incontrarci e dialogare con spirito laico e sincretico... L'importante -nel bioregionalismo come in qualsiasi altra filosofia olistica- é la pratica attuativa e non l'ideologia...
Come ti dissi qui nelle Marche ho trovato “terreno fertile” e anche Felice del Seminasogni, malgrado all'inizio del nostro incontro avesse manifestato alcune reticenze ha poi accettato di partecipare alla nuova agorà prevista a San Severino Marche il 30 e 31 ottobre 2010. Rinnovo perciò l'invito a partecipare all'incontro nel podere di Lucilla Pavoni, amica di Etain Addey e di Sonia Baldoni.
Vedi programma di massima:
http://paolodarpini.blogspot.com/2010/08/rete-bioregionale-italiana-incontro-del.html
A scanso di equivoci voglio innanzitutto scusarmi con tutti quelli che si sono sentiti offesi dalle mie parole e ci sono stati male. Non era mia intenzione far star male nessuno e quindi ciò mi dispiace a prescindere dalla situazione in sé.
Voglio anche scusarmi con tutti per aver sollevato le questioni che mi interessavano evidentemente nel luogo e nel tempo (anche ripetuto) sbagliato. Per tutti intendo anche le persone che mi hanno appoggiato e confortato ma che comunque sono rimaste (alcune) allibite (persino con degli incubi notturni) da come sono andate male le cose a livello di gruppo, una situazione evidentemente inaspettata e probabilmente scioccante per che ci osservava e ci stimava, anche da anni, dall'esterno.
Vedete, io so che le nostre lettere girano anche al di fuori della cerchia dell'indirizzario e allora per tutti spiego che erano almeno 10 anni che avevo notato che nella Rete il dibattito sui temi di attualità, o almeno quelli che io ritengo tali, era molto fermo (nativi europei/Gimbutas, diritti degli animali/vegetarianesimo-veganesimo, stato ambientale della terra, qualità delle traduzioni - e li ripeto, mi scuso ancora, solo ad uso di qualcuno che potrebbe leggere per la prima volta la mia lettera e non per tediare gli altri).
Ci incontravamo come un bel gruppo di amici e amiche in bei posti, come casa di Etain e Martin, abbiamo tradotto o pubblicato libri e i quaderni (ognuno ovviamente praticando a casa sua) ma non molto di più, il blog della Rete non funzionava (anche se ultimamente ha superato i 40.000 accessi) anzi da un po' di tempo la situazione stagnante incominciava anche a venire alla luce tramite le riflessioni di alcuni.
Ora però concedetemi qualche minuto di attenzione sul fatto che io insieme ad alcune altre persone fondai la Rete nel lontano 1994 (ma con alcuni ci frequentavamo anche da prima) e quindi ciò mi ha dato la speranza di poter dire la mia magari anche con insistenza, lo ammetto, ma solo dopo aver avvertito, con stupore e anche irritazione, ma magari mi sono pure sbagliato, che su certe tematiche non c'era poi un grande dialogo aperto, quasi la Rete avesse un sentiero tracciato in modo ormai irreversibile e immutabile anche col passare di quasi due decenni insieme al mutare di tante situazioni ecologiche, sociali, culturali...
Detto ciò però permettetemi di ripartire dalla contestazione delle parole, pur in gran parte sagge, di Mario Cecchi che da una parte ci spiega come risolvere i conflitti nei gruppi ben affiatati e poi invece decreta che noi non lo siamo e che quindi è sicuro che la storia è finita... Mario! E la pratica? Se non ci hai nemmeno provato...
Ecco, questo è il punto che mi preme, Giuseppe, Gino, Elena, Jacqueline, Paolo (voi sicuramente mi ricordo eravate al primo incontro a Monterufeno - ma c'erano tanti altri), Etain, Martin, Mario, Renato, Felice e anche Silvana, Fulvio, Mariagrazia, Francesca, Egidio, Oscar, Chiara, Massimo, e poi Teodoro, Antonella e quanti ne dimentico purtroppo... Bene, allora per tutti questi anni avevamo scherzato? Io sono diventato aggressivo e diciamo scherzosamente "disturbatore" solo ora? Direi che qualcosa non torna, ma non voglio discuterne qui, qui voglio solo affermare che siamo (stati?) un bel gruppo di persone e possibile che se ne debba decretare la fine, così, freddamente per lettera, senza che ci sia scampo o speranza? E la tanto acclamata "pratica di vita" allora dove la mettiamo?
Mi dispiace ma ancora una volta allora non sono d'accordo. "Mai lasciarsi spaventare dalla parola fine ", diceva Gianni Rodari, e allora penso che almeno per giustizia, se proprio dobbiamo lasciarci che almeno sia detto in faccia, in un incontro in cerchio e che se sarà l'ultimo che lasci almeno un bello e indelebile ricordo...
Ma la speranza è l'ultima a morire, io ma probabilmente tutti, alla rete Bioregionale Italiana e a tutto quello che ha rappresentato in questi anni nella buona e nella cattiva sorte, ci sono molto affezionato e allora ancora per i curiosi un video (realizzato a Capracotta) che per la presenza di tanti bambini e bambine ho messo su youtube in forma privata. Si svolge in una situazione selvaggia che mi ha ricordato tanto quella del pianeta Pandora (dal film Avatar). Ecco rappresentata la mia speranza...
http://www.youtube.com/watch?v=6V0V-Gn_Iq0
Per concludere penso sia importante sapere che che quando ho cominciato a parlare non avevo assolutamente messo in conto la possibile fine della Rete ma volevo unicamente portare avanti le mie idee, peraltro ben documentate, solo ad uso e beneficio di tutti e della Rete...
Un saluto,
Stefano Panzarasa
Mia Rispostina:
Caro Stefano concordo con quanto da te espresso e ritengo che l'unico modo per superare le divergenze sia quello di incontrarci e dialogare con spirito laico e sincretico... L'importante -nel bioregionalismo come in qualsiasi altra filosofia olistica- é la pratica attuativa e non l'ideologia...
Come ti dissi qui nelle Marche ho trovato “terreno fertile” e anche Felice del Seminasogni, malgrado all'inizio del nostro incontro avesse manifestato alcune reticenze ha poi accettato di partecipare alla nuova agorà prevista a San Severino Marche il 30 e 31 ottobre 2010. Rinnovo perciò l'invito a partecipare all'incontro nel podere di Lucilla Pavoni, amica di Etain Addey e di Sonia Baldoni.
Vedi programma di massima:
http://paolodarpini.blogspot.com/2010/08/rete-bioregionale-italiana-incontro-del.html
sabato 28 agosto 2010
Economia e bioregionalismo: "Il costo dell'oro ed il truffone, ovvero le speculazioni finanziarie a danno del popolo..."
Questa estate c'è stato l'ennesimo tentativo di manipolazione del prezzo dell'oro da parte dei cosiddetti "poteri forti", che non sono un mito od una banalizzazione concettuale, ma un modo per intendere la simbiosi utilitaristica formatasi nel corso finale della storia dell'umanità (in particolare nell'ultimo secolo), tra Banche centrali (che non sono pubbliche come si pensa comunemente), le più importanti multinazionali ed i principali Governi mondiali. In primis e a conduzione di questi poteri forti c'è la FED (Federal Reserve, la banca centrale (privata) degli Stati Uniti d'America, istituita nel 1913 in netta contrapposizione ai principi contenuti nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776, tradendone il dettato costituzionale in materia di denaro)
Per questi giganti finanziari, che ultimamente stanno stampando a iosa denaro di carta (disonesto, perché privo di controvalore, avendo eliminato definitivamente il Gold Standard da un quarantennio), il mercato dell'oro è minuscolo, risibile, in quanto ogni anno l'oro che viene commercializzato è di sole cinquemila tonnellate, che alla valutazione attuale in dollari dell'oncia, corrisponde ad appena duecento miliardi di dollari, un'inezia per loro.
Puntualizzo ancora, per coloro che non avessero letto miei precedenti interventi, che la vera inflazione non è quella che ci propinano ogni giorno, cioè l'aumento dei prezzi al consumo (peraltro rilevata in maniera falsata), ma è la perdita di valore patrimoniale della ricchezza complessiva posseduta dalle famiglie a causa dell'immissione nel mercato di denaro disonesto, fasullo, di carta, privo di controvalore (pare che la FED da sola immetta ogni anno oltre il 20% in più di dollari sul mercato e non occorre essere degli economisti per capire che se ogni anno circola un quinto in più di denaro, il patrimonio che posseggo si svalorizza sempre più, le famiglie sono depauperate progressivamente dei loro risparmi ed investimenti, e prima o poi esploderà un'iperinflazione come quella della Repubblica di Weimar negli anni '20).
Quindi comprimere i prezzi dell'oro per nascondere la vera inflazione è per loro un gioco da ragazzi, soprattutto con gli strumenti finanziari (tecnici) di cui dispongono oggi giorno (coi quali possono svolgere un potente effetto "leva" sui prezzi), e non solo per i mezzi, intesi come immense risorse finanziarie di cui dispongono.
Così questa estate è avvenuto che dopo aver superato i 1050 euro l'oncia, record che deve averli alquanto allarmati (il fatto che l'oro aumentasse di valore soprattutto in euro più che non in dollari, è significativo di come quest'ultimo stia perdendo credibilità), e quindi hanno subito compresso in poche settimane le valutazioni facendole scendere addirittura a 870 euro, un calo repentino di oltre il 15%. In questo modo, esattamente come avviene nelle borse dove i piccoli risparmiatori ed investitori sono talmente stimati da essere definiti "popolo bue", coloro che si sono avvicinati all'oro come bene rifugio ed investimento alternativo (concetto comunque errato) si sono trovati a malpartito, inquieti, timorosi di aver sbagliato o di stare per sbagliare, ripiegando nuovamente verso i titoli di stato, che continuano a raccontar loro essere sicuri e garantiti. Purtroppo la psicologia del gregge è ancora quella dominante nel panorama finanziario, e le pecore continuano a farsi tosare ...
Ebbene nonostante questa manovra forzata, negli ultimi giorni l'oro è tornato sopra i 970 euro e sono convinto che riprenderà i massimi entro settembre, ed andrà oltre.
Significa che sempre più persone si stanno accorgendo del cosiddetto "truffone" come lo chiamano gli economisti della Scuola Economica Austriaca, grazie soprattutto alla rete (Internet) dove si trovano queste informazioni collocate da persone libere e disinteressate come lo sono io, non certo reperibili sui giornali o in tv, condizionati come sono dagli editori ed inserzionisti.
Vi immaginate cosa succederebbe se le persone consapevoli di questa truffa (cioè l'economia di carta pesta, fondata sulla stampa di denaro privo di controvalore) aumentassero in modo esponenziale ed iniziassero a convertire i loro risparmi in oro e argento anziché comprare titoli di stato (altra carta straccia)?
I Governi seguirebbero a ruota la Grecia nel loro fallimento, e l'oro (in monete e lingotti) e l'argento (in grani, monete e lingotti) tornerebbero ad essere gli unici mezzi di pagamento e di scambio validi sul mercato, come è sempre stato nel corso della storia dell'umanità, superata la preistoria. Ed è appunto quello che temono i poteri forti, che già a settembre potrebbero esserci notevoli difficoltà a collocare la carta straccia governativa, cioè i titoli di stato, che pur obbligando le banche a comprarli, potrebbe non essere sufficiente a collocarli tutti. Finché ci si lascia ingannare dal sopracitato "truffone", l'economia e la politica parassitaria trionferanno e proseguiranno ancora a lungo a far danni, la loro complicità liberticida ci spoglierà progressivamente di tutto quanto possediamo, frutto del lavoro e dei sacrifici nostri e dei nostri cari.
Il condizionamento mistificatorio è stato forte e continuato per decenni, molte persone intelligenti e colte si rifiutano di occuparsi di questi problemi, permanendo nell'ignavia e facendo il gioco di chi li ha indotti a questi comportamenti passivi, e continuano a depositare i loro soldi nelle banche, comprare titoli di stato o fondi comuni d'investimento o pensionistici (anche se finora ci hanno rimesso alla grande), e fra qualche tempo si troveranno in situazioni analoghe all'Argentina nel 2001 o in Islanda e Grecia qualche mese fa La soluzione ora la conoscete.
UOMO AVVISATO MEZZO SALVATO!
Calorosi saluti a tutti.
Claudio Martinotti Doria – Cavaliere del Monferrato
Per questi giganti finanziari, che ultimamente stanno stampando a iosa denaro di carta (disonesto, perché privo di controvalore, avendo eliminato definitivamente il Gold Standard da un quarantennio), il mercato dell'oro è minuscolo, risibile, in quanto ogni anno l'oro che viene commercializzato è di sole cinquemila tonnellate, che alla valutazione attuale in dollari dell'oncia, corrisponde ad appena duecento miliardi di dollari, un'inezia per loro.
Puntualizzo ancora, per coloro che non avessero letto miei precedenti interventi, che la vera inflazione non è quella che ci propinano ogni giorno, cioè l'aumento dei prezzi al consumo (peraltro rilevata in maniera falsata), ma è la perdita di valore patrimoniale della ricchezza complessiva posseduta dalle famiglie a causa dell'immissione nel mercato di denaro disonesto, fasullo, di carta, privo di controvalore (pare che la FED da sola immetta ogni anno oltre il 20% in più di dollari sul mercato e non occorre essere degli economisti per capire che se ogni anno circola un quinto in più di denaro, il patrimonio che posseggo si svalorizza sempre più, le famiglie sono depauperate progressivamente dei loro risparmi ed investimenti, e prima o poi esploderà un'iperinflazione come quella della Repubblica di Weimar negli anni '20).
Quindi comprimere i prezzi dell'oro per nascondere la vera inflazione è per loro un gioco da ragazzi, soprattutto con gli strumenti finanziari (tecnici) di cui dispongono oggi giorno (coi quali possono svolgere un potente effetto "leva" sui prezzi), e non solo per i mezzi, intesi come immense risorse finanziarie di cui dispongono.
Così questa estate è avvenuto che dopo aver superato i 1050 euro l'oncia, record che deve averli alquanto allarmati (il fatto che l'oro aumentasse di valore soprattutto in euro più che non in dollari, è significativo di come quest'ultimo stia perdendo credibilità), e quindi hanno subito compresso in poche settimane le valutazioni facendole scendere addirittura a 870 euro, un calo repentino di oltre il 15%. In questo modo, esattamente come avviene nelle borse dove i piccoli risparmiatori ed investitori sono talmente stimati da essere definiti "popolo bue", coloro che si sono avvicinati all'oro come bene rifugio ed investimento alternativo (concetto comunque errato) si sono trovati a malpartito, inquieti, timorosi di aver sbagliato o di stare per sbagliare, ripiegando nuovamente verso i titoli di stato, che continuano a raccontar loro essere sicuri e garantiti. Purtroppo la psicologia del gregge è ancora quella dominante nel panorama finanziario, e le pecore continuano a farsi tosare ...
Ebbene nonostante questa manovra forzata, negli ultimi giorni l'oro è tornato sopra i 970 euro e sono convinto che riprenderà i massimi entro settembre, ed andrà oltre.
Significa che sempre più persone si stanno accorgendo del cosiddetto "truffone" come lo chiamano gli economisti della Scuola Economica Austriaca, grazie soprattutto alla rete (Internet) dove si trovano queste informazioni collocate da persone libere e disinteressate come lo sono io, non certo reperibili sui giornali o in tv, condizionati come sono dagli editori ed inserzionisti.
Vi immaginate cosa succederebbe se le persone consapevoli di questa truffa (cioè l'economia di carta pesta, fondata sulla stampa di denaro privo di controvalore) aumentassero in modo esponenziale ed iniziassero a convertire i loro risparmi in oro e argento anziché comprare titoli di stato (altra carta straccia)?
I Governi seguirebbero a ruota la Grecia nel loro fallimento, e l'oro (in monete e lingotti) e l'argento (in grani, monete e lingotti) tornerebbero ad essere gli unici mezzi di pagamento e di scambio validi sul mercato, come è sempre stato nel corso della storia dell'umanità, superata la preistoria. Ed è appunto quello che temono i poteri forti, che già a settembre potrebbero esserci notevoli difficoltà a collocare la carta straccia governativa, cioè i titoli di stato, che pur obbligando le banche a comprarli, potrebbe non essere sufficiente a collocarli tutti. Finché ci si lascia ingannare dal sopracitato "truffone", l'economia e la politica parassitaria trionferanno e proseguiranno ancora a lungo a far danni, la loro complicità liberticida ci spoglierà progressivamente di tutto quanto possediamo, frutto del lavoro e dei sacrifici nostri e dei nostri cari.
Il condizionamento mistificatorio è stato forte e continuato per decenni, molte persone intelligenti e colte si rifiutano di occuparsi di questi problemi, permanendo nell'ignavia e facendo il gioco di chi li ha indotti a questi comportamenti passivi, e continuano a depositare i loro soldi nelle banche, comprare titoli di stato o fondi comuni d'investimento o pensionistici (anche se finora ci hanno rimesso alla grande), e fra qualche tempo si troveranno in situazioni analoghe all'Argentina nel 2001 o in Islanda e Grecia qualche mese fa La soluzione ora la conoscete.
UOMO AVVISATO MEZZO SALVATO!
Calorosi saluti a tutti.
Claudio Martinotti Doria – Cavaliere del Monferrato
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giovedì 26 agosto 2010
European Consumers Quiz: “Tra il consumismo materialista e quello spiritualista… c’è un cuore?”
Mettiamola così:
la mailing list di European Consumers è stata creata perché funga da strumento di comunicazione tra i vari componenti dell'associazione European Consumers, e per questa ragione dunque i messaggi in essa contenuti vengono recapitati a coloro che aderiscono all'associazione (o anche alla sola mailing list) perché interessati
ai suoi scopi, cioè alla tutela dei consumatori.
Poiché il mercato è costituito da tante categorie e comparti (alimentare, trasporti, turismo, energia, abbigliamento..., eccetera), inevitabilmente nella mailing list si possono trovare messaggi che parlano di caro benzina come di latte in polvere o di
tariffe aeree o, ancora, del prezzo delle zucchine, dei fichi e della carne macinata (seitan per i vegani). Se il latte in polvere è un argomento che non mi interessa, lo posso anche saltare; e lo stesso posso fare con qualunque altro argomento.
Purtroppo però, e da parecchio tempo ormai, questa mailing list non svolge più la funzione per cui è stata creata (quella appena descritta), ma si è trasformata in una specie di tribuna riservata dove gli argomenti trattati hanno più attinenza al pensiero millenarista-new age ed alle superstizioni di marca pagano-messianica (condite da un pizzico di esoterismo astrologico che non guasta mai) che non al corretto rapporto tra produttori/commercianti e consumatori/utenti.
Se poi uno si permette di far notare che certe elucubrazioni, oltre che non richieste, sono anche fuori luogo, nel senso che non è questo il luogo in cui diffonderle, si becca pure una reprimenda o, se è fortunato, se la cava con una lezioncina morale da parte di qualcuno che, issato su un piedistallo di sacro letame biologico e non ogm, agitando minaccioso il dito indice come un'istitutrice d'altri tempi, lo illumina sulla sua spiritulità incagliata in qualche recondito anfratto della sua coscienza distratta
dal materialismo cinico e crudele della società occidentale contemporanea.
Fortunatamente c'è chi ha scoperto ogni trama ed è ora in grado di aprirci gli occhi sui complotti demo-pluto-giudaico-massonici orditi da psichiatri, medici, preti e ingegneri in combutta con le case farmaceutiche, le sette sorelle e la Spectre (quest'ultima sovraintende all'attuazione del piano "Scie Chimiche" per drogare tutta la popolazione terrestre attraverso la contaminazione dell'aria).
Di fatto, se non ve ne siete resi conto, avete ucciso questa mailing list: gli unici ad usarla siete voi, gli altri se ne sono andati oppure (come me ed altri) ignorano o cancellano quasi tutti i messaggi che arrivano. Se siete soddisfatti di questo risultato, buon per voi. A me pare un fallimento.
Riccardo Forte
………….
Mia rispostina:
…..però tutto questo "fermento" é pure "divertente" e permette di ampliare la propria visuale a temi che altrimenti resterebbero preclusi... Nulla però impedisce di continuare a parlare anche della qualità del pane e del formaggio... Si può "consumare" (assorbire) con il corpo ed anche con la mente e con il cuore!
Ciao, Paolo D'Arpini
la mailing list di European Consumers è stata creata perché funga da strumento di comunicazione tra i vari componenti dell'associazione European Consumers, e per questa ragione dunque i messaggi in essa contenuti vengono recapitati a coloro che aderiscono all'associazione (o anche alla sola mailing list) perché interessati
ai suoi scopi, cioè alla tutela dei consumatori.
Poiché il mercato è costituito da tante categorie e comparti (alimentare, trasporti, turismo, energia, abbigliamento..., eccetera), inevitabilmente nella mailing list si possono trovare messaggi che parlano di caro benzina come di latte in polvere o di
tariffe aeree o, ancora, del prezzo delle zucchine, dei fichi e della carne macinata (seitan per i vegani). Se il latte in polvere è un argomento che non mi interessa, lo posso anche saltare; e lo stesso posso fare con qualunque altro argomento.
Purtroppo però, e da parecchio tempo ormai, questa mailing list non svolge più la funzione per cui è stata creata (quella appena descritta), ma si è trasformata in una specie di tribuna riservata dove gli argomenti trattati hanno più attinenza al pensiero millenarista-new age ed alle superstizioni di marca pagano-messianica (condite da un pizzico di esoterismo astrologico che non guasta mai) che non al corretto rapporto tra produttori/commercianti e consumatori/utenti.
Se poi uno si permette di far notare che certe elucubrazioni, oltre che non richieste, sono anche fuori luogo, nel senso che non è questo il luogo in cui diffonderle, si becca pure una reprimenda o, se è fortunato, se la cava con una lezioncina morale da parte di qualcuno che, issato su un piedistallo di sacro letame biologico e non ogm, agitando minaccioso il dito indice come un'istitutrice d'altri tempi, lo illumina sulla sua spiritulità incagliata in qualche recondito anfratto della sua coscienza distratta
dal materialismo cinico e crudele della società occidentale contemporanea.
Fortunatamente c'è chi ha scoperto ogni trama ed è ora in grado di aprirci gli occhi sui complotti demo-pluto-giudaico-massonici orditi da psichiatri, medici, preti e ingegneri in combutta con le case farmaceutiche, le sette sorelle e la Spectre (quest'ultima sovraintende all'attuazione del piano "Scie Chimiche" per drogare tutta la popolazione terrestre attraverso la contaminazione dell'aria).
Di fatto, se non ve ne siete resi conto, avete ucciso questa mailing list: gli unici ad usarla siete voi, gli altri se ne sono andati oppure (come me ed altri) ignorano o cancellano quasi tutti i messaggi che arrivano. Se siete soddisfatti di questo risultato, buon per voi. A me pare un fallimento.
Riccardo Forte
………….
Mia rispostina:
…..però tutto questo "fermento" é pure "divertente" e permette di ampliare la propria visuale a temi che altrimenti resterebbero preclusi... Nulla però impedisce di continuare a parlare anche della qualità del pane e del formaggio... Si può "consumare" (assorbire) con il corpo ed anche con la mente e con il cuore!
Ciao, Paolo D'Arpini
mercoledì 25 agosto 2010
Ecco svelati i nomi dei firmatari del Decreto 582, 22 agosto 1994, per la dichiarazione di morte cerebrale
Riportiamo stralci del Comunicato Stampa n. 195 emesso dal Ministero della Sanità il 31.08.94, con nostri commenti, titolato:
“REGOLAMENTATO 'MOMENTO DELLA MORTE' - Il Ministro Raffaele Costa firma il Decreto con cui si stabilisce come deve avvenire l'accertamento della morte”.
Commento: “accertamento protocollare” sia delle persone affette da lesioni al cervello presso le rianimazioni (in 6 ore), sia dei soggetti in arresto cardiaco (in 20 minuti).
“Si tratta di una disciplina che potrà anche recare chiarezza - ha commentato Raffaele Costa (liberale, UDC) - nell'attività dei trapianti perché definisce oggettivamente una delle condizioni per la donazione di organi”.
Commento: oggi negano che l'obiettivo vero dell'imposizione della dichiarazione di “morte cerebrale”, ascientificamente identificata “con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo” che nessuno conosce, sia il mercato istituzionale degli organi.
“La firma del provvedimento da parte del Ministro servirà anche a far cessare immediatamente una situazione difficile in base alla quale non risultava possibile - in assenza delle modalità di accertamento della morte - né sottoporre ad autopsia, né a trattamenti conservativi né ad inumazioni o cremazioni o tumulazioni i corpi prima che fossero trascorse 24 ore da momento del decesso”.
Commento: è evidente che tali “fatture” siano destinate a persone in arresto cardiaco di 20 minuti. Cosa nasconda questa fretta non è stato mai chiarito, ma si può presumere che se il cittadino non presenta opposizione scritta, non solo all'espianto di organi dalle persone in rianimazione, ma anche opposizione scritta al prelievo di tessuti e cellule, questi corpi vengano distribuiti a pezzi nelle numerose banche dei tessuti (cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, muscoli, tendini...), vanto dell'italico Paese, primo in Europa.
Quanti cittadini sanno di dover presentare opposizione al prelievo di organi, tessuti e cellule anche dopo arresto cardiaco? Cosa seppelliscono in quelle casse sigillate?
Il Decreto Costa per l'imposizione della dichiarazione di “morte cerebrale” è stato aggiornato dal Decreto 11 aprile 2008 a firma della ex Ministra Livia Turco, col quale la situazione è ulteriormente peggiorata con imposizioni di esami dannosi, quali l'angiografia, finalizzati a documentare la morte protocollare e non alla promozione della diagnosi e della cura; Decreto che nel contempo fissa gli stessi parametri di 6 ore per adulti, bambini e neonati, annullando le 12 e 24 ore di cautela previste nel decreto precedente (vedi Comunicato Stampa n. 13 del 2 luglio 2008).
Nel passato i morti venivano vegliati per cercare un segno di vita, nel presente i medici cercano sui vivi soggettive anticipazioni di segni di morte per sviluppare gli espianti/trapianti. In questa società la vita umana non è altro che merce in balia del calcolo dei potenti e del loro mercato.
Presidente, Nerina Negrello
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
www.antipredazione.org
“REGOLAMENTATO 'MOMENTO DELLA MORTE' - Il Ministro Raffaele Costa firma il Decreto con cui si stabilisce come deve avvenire l'accertamento della morte”.
Commento: “accertamento protocollare” sia delle persone affette da lesioni al cervello presso le rianimazioni (in 6 ore), sia dei soggetti in arresto cardiaco (in 20 minuti).
“Si tratta di una disciplina che potrà anche recare chiarezza - ha commentato Raffaele Costa (liberale, UDC) - nell'attività dei trapianti perché definisce oggettivamente una delle condizioni per la donazione di organi”.
Commento: oggi negano che l'obiettivo vero dell'imposizione della dichiarazione di “morte cerebrale”, ascientificamente identificata “con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo” che nessuno conosce, sia il mercato istituzionale degli organi.
“La firma del provvedimento da parte del Ministro servirà anche a far cessare immediatamente una situazione difficile in base alla quale non risultava possibile - in assenza delle modalità di accertamento della morte - né sottoporre ad autopsia, né a trattamenti conservativi né ad inumazioni o cremazioni o tumulazioni i corpi prima che fossero trascorse 24 ore da momento del decesso”.
Commento: è evidente che tali “fatture” siano destinate a persone in arresto cardiaco di 20 minuti. Cosa nasconda questa fretta non è stato mai chiarito, ma si può presumere che se il cittadino non presenta opposizione scritta, non solo all'espianto di organi dalle persone in rianimazione, ma anche opposizione scritta al prelievo di tessuti e cellule, questi corpi vengano distribuiti a pezzi nelle numerose banche dei tessuti (cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, muscoli, tendini...), vanto dell'italico Paese, primo in Europa.
Quanti cittadini sanno di dover presentare opposizione al prelievo di organi, tessuti e cellule anche dopo arresto cardiaco? Cosa seppelliscono in quelle casse sigillate?
Il Decreto Costa per l'imposizione della dichiarazione di “morte cerebrale” è stato aggiornato dal Decreto 11 aprile 2008 a firma della ex Ministra Livia Turco, col quale la situazione è ulteriormente peggiorata con imposizioni di esami dannosi, quali l'angiografia, finalizzati a documentare la morte protocollare e non alla promozione della diagnosi e della cura; Decreto che nel contempo fissa gli stessi parametri di 6 ore per adulti, bambini e neonati, annullando le 12 e 24 ore di cautela previste nel decreto precedente (vedi Comunicato Stampa n. 13 del 2 luglio 2008).
Nel passato i morti venivano vegliati per cercare un segno di vita, nel presente i medici cercano sui vivi soggettive anticipazioni di segni di morte per sviluppare gli espianti/trapianti. In questa società la vita umana non è altro che merce in balia del calcolo dei potenti e del loro mercato.
Presidente, Nerina Negrello
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
www.antipredazione.org
martedì 24 agosto 2010
Madre Teresa di Calcutta e l'epopea coraggiosa di Calcata, che continua...
Il 26 p.v. ricorre il centenario della nascita di Madre Teresa (al secolo Agnes Gonxha Bojaxiu), nata a Skopje, Macedonia, il 26 agosto 1910 e deceduta a Calcutta il 5 settembre 1997 ...
Il fatto checercando Calcata sui motori di ricerca venga anche fuori la bengalese Calcutta, nonché il fatto che la pronuncia sia egualmente Calcata,mi ha fatto sempre sentire che i due luoghi avessero un’attinenza. Tral’altro sull'esatta pronuncia di Calcata/Calcutta ho scritto anni fa una lettera (pubblicata sul Corriere della Sera). Comunque ritengo che Madre Teresa sia una persona degna di essere ricordata e per questo inizio l'articolo sul destino coraggioso di Calcata con una sua poesia:
Inno alla vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
.......
Ed ora l'articolo su Calcata & Calcutta:
Molte volte ho evidenziato la somiglianza glottologica fra la nostra Calcata e la Calcutta del Bengala. Infatti cercando su Google alla voce Calcata appare anche Calcutta, dato che entrambe si pronuncianoallo stesso modo. Ma la differenza è chiaramente etimologica, infatti nell’800 allorché gli inglesi si insediarono nel golfo del Bengala costruirono una città che potesse rappresentare l’impero in quelle lande. La città fu edificata sulle rive del fiume Gange nei pressi di un villaggio consacrato alla Dea Kali, “Kali Kat” (luogo di Kali), perciò la nuova città prese il nome da quel luogo preesistente ma siccome gli inglesi non sapevano (o volevano) pronunciare accuratamente quel nome per loro ostico traslitterarono il nome in Calcutta (pronunciato Calcata). Passarono gli anni e siccome una lingua è in perenne mutazione gli indiani che mal pronunciavano l’inglese ulteriormente storpiarono la dizione facendo diventare la città Kolkota (che presentemente è stata ufficializzata anche nelle carte geografiche).
Diversa è la storia della denominazione della nostra Calcata…. che significa “schiacciata” essendo un acrocoro più basso di tutto il pianoro circostante ed invisibile alla vista, infatti chi visita Calcata vedrà che da qui non si osserva alcun orizzonte se non ilcerchio delle piane che circondano il paese. In dialetto locale il posto veniva chiamato “corgata” ma evidentemente la pronuncia fu italianizzata nella oggi familiare Calcata. Ma i suoi abitanti continuarono a chiamarsi corgotesi o cargatesi.
L’orografia di un territorio contribuisce a creare anche la suastoria, perciò il fatto che Calcata (in questo caso la nostra Calcata) fosse nascosta ed isolata per secoli e secoli contribuì alla formazione di una mentalità e di un sistema di vita. Sino agli anni’60 del secolo scorso il paese era chiuso in se stesso, non avendo viedi comunicazione che lo congiungessero al resto della Tuscia, ed i suoi abitanti erano un clan circoscritto (una “tribù perduta”direbbero gli ebrei..) con propri costumi e regole, insomma la piccola comunità era doppiamente “cargata” (calcata) sia in senso metaforicoche geografico….
Ed ecco che, a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso, per mia“colpa” e di alcuni altri, improvvisamente il paesino si vide proiettato nei media e divenne pian piano un “villaggio di culto”, un culto alternativo e stranamente a metà strada fra il vecchio ed ilnuovo, anzi il nuovissimo…. Giacché Calcata è divenuta il simbolo di un modello alternativo di vita in continua fase sperimentale….. il motto che avevo lanciato per significare il valore di tale esperimentazione era: “Una, cento, mille Calcata!”
Mi sovviene ora diun detto di T.A. Edison, l’inventore della lampadina elettrica, ilquale dopo aver compiuto innumerevoli esperimenti, tutti falliti,giunse al millesimo tentativo e disse al suo gruppo di lavoro, a mo’ d’incoraggiamento: “stavolta è la volta buona, questo esperimento riuscirà, ne sono sicuro…” (ricordo un altro evento che accadde primadi una difficile battaglia in Giappone in cui il principe condottiero, sfavorito dal numero, lanciò in alto una moneta dicendo ai suoi soldati “se viene testa vinceremo se viene croce saremo sconfitti”uscì testa ed i guerrieri entusiasti vinsero facilmente la battaglia, subito dopo l’ufficiale di campo si recò dal condottiero e gli annunciò “non ci si può opporre al destino, abbiamo vinto!” al che il duce esclamò “davvero…?” e gli mostrò la moneta con due teste…!), scusate la divagazione, stavo parlando della lampadina… ah, sì, quel millesimo esperimento riuscì e nacque la prima lampadina elettrica…
Ma per la creazione della società ideale di Calcata non siamo arrivati a quel punto “critico” in cui la va o la spacca, siamo anzi ben lungi, e la sperimentazione è ancora molto imperfetta, addirittura talvolta sembra che Calcata sia uscita dai binari della idealità, sembra che Calcata sia entrata nell’ambito della finzione scenica, dell’esperimentare per scena… (o per denaro, come all’isola deifamosi…).
Ma di tanto in tanto scopro che qualche piccola verità si manifesta,che qualche pizzico di sincera ricerca ancora permane nell’alchimistaun po’ disilluso che è il “cargatese” di oggi... Mi riferisco allaricerca culturale del Teatro Cinabro, alla quale ho anch'iopartecipato e che porto nel cuore anche ora che ho lasciato"fisicamente" Calcata. Penso inoltre all'esperimento contadino diFelix e Sofia ed alcuni loro amici che strenuamente cercano di riportare la normalità nella comunità calcatese, attraverso l'esempio concreto, senza specchietti né riverberi, semplicemente rimboccandosi le maniche e lavorando in silenzio....
Paolo D'Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/
Il fatto checercando Calcata sui motori di ricerca venga anche fuori la bengalese Calcutta, nonché il fatto che la pronuncia sia egualmente Calcata,mi ha fatto sempre sentire che i due luoghi avessero un’attinenza. Tral’altro sull'esatta pronuncia di Calcata/Calcutta ho scritto anni fa una lettera (pubblicata sul Corriere della Sera). Comunque ritengo che Madre Teresa sia una persona degna di essere ricordata e per questo inizio l'articolo sul destino coraggioso di Calcata con una sua poesia:
Inno alla vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
.......
Ed ora l'articolo su Calcata & Calcutta:
Molte volte ho evidenziato la somiglianza glottologica fra la nostra Calcata e la Calcutta del Bengala. Infatti cercando su Google alla voce Calcata appare anche Calcutta, dato che entrambe si pronuncianoallo stesso modo. Ma la differenza è chiaramente etimologica, infatti nell’800 allorché gli inglesi si insediarono nel golfo del Bengala costruirono una città che potesse rappresentare l’impero in quelle lande. La città fu edificata sulle rive del fiume Gange nei pressi di un villaggio consacrato alla Dea Kali, “Kali Kat” (luogo di Kali), perciò la nuova città prese il nome da quel luogo preesistente ma siccome gli inglesi non sapevano (o volevano) pronunciare accuratamente quel nome per loro ostico traslitterarono il nome in Calcutta (pronunciato Calcata). Passarono gli anni e siccome una lingua è in perenne mutazione gli indiani che mal pronunciavano l’inglese ulteriormente storpiarono la dizione facendo diventare la città Kolkota (che presentemente è stata ufficializzata anche nelle carte geografiche).
Diversa è la storia della denominazione della nostra Calcata…. che significa “schiacciata” essendo un acrocoro più basso di tutto il pianoro circostante ed invisibile alla vista, infatti chi visita Calcata vedrà che da qui non si osserva alcun orizzonte se non ilcerchio delle piane che circondano il paese. In dialetto locale il posto veniva chiamato “corgata” ma evidentemente la pronuncia fu italianizzata nella oggi familiare Calcata. Ma i suoi abitanti continuarono a chiamarsi corgotesi o cargatesi.
L’orografia di un territorio contribuisce a creare anche la suastoria, perciò il fatto che Calcata (in questo caso la nostra Calcata) fosse nascosta ed isolata per secoli e secoli contribuì alla formazione di una mentalità e di un sistema di vita. Sino agli anni’60 del secolo scorso il paese era chiuso in se stesso, non avendo viedi comunicazione che lo congiungessero al resto della Tuscia, ed i suoi abitanti erano un clan circoscritto (una “tribù perduta”direbbero gli ebrei..) con propri costumi e regole, insomma la piccola comunità era doppiamente “cargata” (calcata) sia in senso metaforicoche geografico….
Ed ecco che, a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso, per mia“colpa” e di alcuni altri, improvvisamente il paesino si vide proiettato nei media e divenne pian piano un “villaggio di culto”, un culto alternativo e stranamente a metà strada fra il vecchio ed ilnuovo, anzi il nuovissimo…. Giacché Calcata è divenuta il simbolo di un modello alternativo di vita in continua fase sperimentale….. il motto che avevo lanciato per significare il valore di tale esperimentazione era: “Una, cento, mille Calcata!”
Mi sovviene ora diun detto di T.A. Edison, l’inventore della lampadina elettrica, ilquale dopo aver compiuto innumerevoli esperimenti, tutti falliti,giunse al millesimo tentativo e disse al suo gruppo di lavoro, a mo’ d’incoraggiamento: “stavolta è la volta buona, questo esperimento riuscirà, ne sono sicuro…” (ricordo un altro evento che accadde primadi una difficile battaglia in Giappone in cui il principe condottiero, sfavorito dal numero, lanciò in alto una moneta dicendo ai suoi soldati “se viene testa vinceremo se viene croce saremo sconfitti”uscì testa ed i guerrieri entusiasti vinsero facilmente la battaglia, subito dopo l’ufficiale di campo si recò dal condottiero e gli annunciò “non ci si può opporre al destino, abbiamo vinto!” al che il duce esclamò “davvero…?” e gli mostrò la moneta con due teste…!), scusate la divagazione, stavo parlando della lampadina… ah, sì, quel millesimo esperimento riuscì e nacque la prima lampadina elettrica…
Ma per la creazione della società ideale di Calcata non siamo arrivati a quel punto “critico” in cui la va o la spacca, siamo anzi ben lungi, e la sperimentazione è ancora molto imperfetta, addirittura talvolta sembra che Calcata sia uscita dai binari della idealità, sembra che Calcata sia entrata nell’ambito della finzione scenica, dell’esperimentare per scena… (o per denaro, come all’isola deifamosi…).
Ma di tanto in tanto scopro che qualche piccola verità si manifesta,che qualche pizzico di sincera ricerca ancora permane nell’alchimistaun po’ disilluso che è il “cargatese” di oggi... Mi riferisco allaricerca culturale del Teatro Cinabro, alla quale ho anch'iopartecipato e che porto nel cuore anche ora che ho lasciato"fisicamente" Calcata. Penso inoltre all'esperimento contadino diFelix e Sofia ed alcuni loro amici che strenuamente cercano di riportare la normalità nella comunità calcatese, attraverso l'esempio concreto, senza specchietti né riverberi, semplicemente rimboccandosi le maniche e lavorando in silenzio....
Paolo D'Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/
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