mercoledì 30 giugno 2010

Bioregionalismo in pratica: “Ritornare alla semplicità di vita!”

In questo periodo di crisi generale, dove le meccaniche sociali stravolgono le nostre vite più in fretta della nostra capacità di assorbirle, mi sembra doverosa una riflessione. L'altra sera il nostro presidente del consiglio invitava gli italiani a spendere di più, perché per risolvere la crisieconomica bisogna rimettere in moto la produzione industriale. Ovviamente queste considerazioni non fanno una piega, in una logica superficiale e beffarda quale sembra essere ormai la direzione in cui stiamo camminando da tempo. Ma mi chiedo se i nostri politici pensano davvero di aver a che fare solo con una massa di alienati e decerebrati. Non ci vuole molto per fermarsi e riflettere sulle motivazioni che possano aver portato a questa molto prossima recessione. E' evidente che la causa della nostra sempre più scarsa qualità di vita derivi dalla troppa economia. Per la prima volta nella storia della nostra civiltà, si consuma per poter vendere, vendiamo per poter produrre, e produciamo per poter lavorare. Così misuriamo il nostro benessere con unità di misura monetari, senza pensare realmente alla qualità vera della nostra vita.

Ci hanno fatto credere che la donna si senta realizzata solo se lavora fuori casa e si può permettere una tata per i figli; ci hanno fatto credere che sia più salutare una dispendiosa palestra, piuttosto che prendere la bicicletta per andare al lavoro; ci hanno fatto credere che sia meglio avere 20 magliette di scarsa qualità, piuttosto che 5 di buona fattura e pagate ad un prezzo equo e dignitoso; ci hanno fatto credere che sia sano mangiare carne o pesce tutti giorni, piuttosto che una minestra di legumi fatta come una volta, economica e completa dal punto di vista nutrizionale; ci hanno fatto credere che fosse più conveniente cambiare la macchina, tanto c'è l'incentivo, piuttosto che ripararla; ci hanno fatto credere che fosse meglio comprare del cibo omologato e impoverito, piuttosto che produrcelo. E noi abbiamo voluto crederci. Ma è evidente che questo meccanismo non funziona.Continuiamo a costruire incessantemente senza pensare che togliamo terra alle colture. Poi siamo costretti ad importare(ora il Sud America e l'oriente hanno capito di avere il coltello dalla parte del manico e iniziano, a ragion veduta, a dettare loro le regole). Questo noi lo chiamiamo progresso? Non siamo neanche capaci di soddisfare i nostri bisogni primari (che vergogna!), in compenso però abbiamo dei carri armati come macchine e uno o più cellulari a testa.

Qualcuno obietta che non si possa tornare indietro, invece,rispondo io, non è un andare indietro, ma è fare un passo avanti. Vuol dire accettare serenamente i nostri errori, e rivedere i parametri che possono guidare il cambiamento futuro. Vuol dire riprendere il nostro tempo, per fare della nostra esistenza una vera vita. Dobbiamo rivedere l'educazione familiare che diamo ai nostri figli, per dare loro gli strumenti per non ripetere i nostri sbagli. Si può fare da subito. Incalzare il cambiamento. Non vergogniamoci di riciclare i vestiti per noi e per i nostri figli. Gioiamo di un abito che ha già un suo vissuto. Raccogliamo la nostra famiglia di fronte a un pasto economico, rispettoso dell'ambiente (che è nostro, ma soprattutto di tutti!) e semplice. Pensiamoci due volte, prima di comprare qualcosa che non aiuti realmente l'economia e rispetti i diritti sul lavoro. Torniamo a comprare nei piccoli negozi, si acquisterà solo il necessario, con un vantaggio in termini di salute e di minor inquinamento, e si arricchiranno i rapporti umani.

Spolveriamo le nostre bici e ridiamo al nostro corpo la dignità di assolvere il compito per cui la natura lo ha progettato, il movimento. E, infine, ma non meno importante, torniamo a passare del tempo vero con le persone che amiamo, senza intermediari quali televisione, luna parck e videogiochi.E' così piacevole sedersi al tavolino e tornare a fare un gioco di società (sì, come una volta!), che stimoli l'intelligenza e la creatività, piuttosto che ingerire passivamente false informazioni da scatole luminose. E' questa la vera crescita.. una de-crescita felice...

Un caro saluto a tutti, Laura Viviani - Rete Bioregionale Italiana

martedì 29 giugno 2010

Comprensione e comunicazione fra esseri umani... secondo Margherita Giannone...

E' una strana sensazione quella che provo, mi sento un po' agitata (in senso buono) e un po' stanca, è una situazione che ogni tanto mi capita, mi ricordo che quando facevo l'università, chiesi al mio prof. di fisiologia I, di cui ero segretamente innamorata, come era possibile, fisiologicamente, questa concomitanza di movimenti neurologici....... la risposta non la ricordo più, ma ricordo che non ci capii niente.

Era buffo, nessuno capiva niente di quello che spiegava, un po' come quando tu scrivi certi articoli, ma io lo guardavo beata (era bruttissimo) e dopo un po' volle parlare con me perchè diceva che io ero l'unica che pareva capirlo..... avesse saputo che era tutta un'altra cosa! Ma io lo guardavo beata (era bruttissimo) e dopo un po' volle parlare con me perchè diceva che io ero l'unica che pareva capirlo..... Avesse saputo che era tutta un'altra cosa! Tantè che poi divenni la baby sitter delle sue figlie, che regolarmente piazzavo davanti alla tv a vedere i cartoni animati giapponesi, che in quegli anni esplodevano (Heidi, Ufo robot, ecc.).

Ma ora comprendo che tutto può essere percepito se ci osserviamo senza distrazioni, ed è quello che ho cercato di far capire anche ad Emanuela, che oggi mi ha chiamato. Mi diceva che temeva di non essere riuscita ad aprirsi abbastanza con te e che non sapeva che cosa avresti potuto dirle altrimenti...... Io le ho detto che tu o una qualsiasi persona, maestro o guru potete solo dare un aiuto a vedere quello che già c'è dentro di noi e le ho ricordato di provare a fare l'auto-osservazione, come dice Ramana Maharshi, che lei conosce e poi abbiamo parlato di lei e Giorgio, è pazzesco, in questo periodo persone su persone che mi parlano dei loro problemi amorosi, c'è proprio una incomprensione di fondo, ma sottile, fra le persone, fra tutte le persone, ma dato che la relazione in cui ci si dedica di più e da cui si hanno più aspettative è il rapporto di coppia, questa "chiusura mentale" viene fuori più facilmente, più evidentemente e con maggiore sofferenza, proprio in questi casi.
Io pure, talvolta, predico bene e razzolo male e, come dicevo all'incontro ultimo in cui ci siamo visti, è più facile vedere le caratteristiche degli altri che in noi stessi, a meno che non abbiamo un bello specchio in cui guardarci. Ma siccome io aborrisco guardarmi negli specchi, vuoi per favore, aiutarmi tu a vederle queste mie caratteristiche, belle o brutte che siano, semplicemente mie?

Ieri ho parlato tanto con Carla e siamo giunte alla conclusione che "ognuno è talebano delle sue cose", cioè a parole siamo tutti liberali ma basta un modo leggermente diverso di vedere le cose per farci etichettare una persona come "antipatico", "presuntuoso", "superficiale", "menefreghista", invece siamo semplicemente "diversi"!
Caro Paolo, a me pare di dire sempre le stesse cose.... vedi tu se è il caso di "arricchire" questo scritto, lo sai, io sono così e mi vado bene così, ma non vorrei annoiare!
Margherita Giannone

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Mia rispostina:
Cara Margherita, se delle volte mentre ti parlo o scrivo non riesco a spiegarmi chiaramente per favore dimmelo subito così provo a ripetere con più semplicità... Lo so che sono arzigogolato ma -come quel tuo professore- avrei piacere di essere compreso da te (e da chiunque altro...). Ma poi, in fondo, le cose che dico sono estremamente semplici, ognuno ne può avere coscienza da sé senza molte spiegazioni, basta prestare un po' di attenzione alla propria mente... Sappi comunqne che ho apprezzato la tua franchezza ed é buono poterla condividere, anche con gli altri che ci leggono, per gli argomenti toccati e per il modo in cui ti esprimi che é molto "lucido" e comprensibile...
Paolo D'Arpini

lunedì 28 giugno 2010

"Orchidea... il fiore che piacqe agli Dei" di Rita De Angelis

Coltivare orchidee vuol dire prendere parte della natura, significa cogliere fra tutte le specie che si trovano sul mercato quelle che più stimolano la nostra fantasia e curiosità introducendoci così nella loro atmosfera arcana e misteriosa rivelata dalla bellezza dei loro fiori. Questi ultimi richiamano per primi l’attenzione dell’osservatore, che all’inizio può essere attratto dagli ibridi moderni, eccessivi ed esuberanti, ma facili da coltivare, oppure rimanere affascinato dalle specie botaniche misteriose, esclusive, che hanno un sapore di terre
lontane, ma più difficili da coltivare e trattare.

Il numero sterminato di specie di orchidee, la profonda e totale diversità tra i generi, hanno alimentato da sempre la tendenza a collezionare queste piante. Il rito iniziale della coltivazione è ormai codificato. La scena è
classica, tanto da presentarsi per due secoli di storia che si ripeterà sempre sino a quando esisteranno orchidee ed orchidofili. La prima pianta che si acquista, o si riceve in regalo, come nel mio caso, ha l’immediato potere di suscitare una grande curiosità, un euforico "piacere", che ci porta ad osservare a lungo questo oggetto esotico, ora a portata di mano, ed ammirarne la stranezza del fiore,i colori strani,il tessuto dei petali,le foglie carnose e le grosse radici che fuoriescono dai lati del vaso.

Protezione e cure vengono profuse con generosità, ma alla fine questi fiori, seppure straordinari, lentamente appassiscono. L’orchidea ormai sfiorita,trova un posto assieme a tutte le altre piante di appartamento senza speranza di rivederla in fiore. Invece dopo alcuni mesi, inaspettatamente, qualcosa inizia a muoversi, ed un nuovo germoglio incomincia la propria estenuante, lentissima crescita. Il fenomeno viene
seguito con costanza , mano a mano che il nuovo getto si innalza,e si mostra non come germoglio. Ma come un autentico stelo floreale, che in seguito mostra i boccioli, e finalmente i fiori. La gioia è immensa, di fronte a questo miracolo tanto atteso e ci si chiede se il risultato sia dovuto a cure particolari, oppure frutto della buona sorte.
Il successo ottenuto, con così basso prezzo,ci porta ad acquistare una seconda e poi una terza pianta, tanto più che non sono care come si credeva; prendiamo contatti con persone che possiedono orchidee, le quali
generosamente donano qualche piccola pianta, ottenuta dividendo esemplari troppo grandi, ed iniziamo ad acquistare libri specifici. Passo dopo passo, gli angoli della casa più idonei per accogliere le piante,come le finestre, vengono invasi da questa "nuova popolazione" e così senza rendercene conto si diventa "orchidofili".

Coltivare orchidee non è poi così difficile, anzi direi un’impresa abbastanza semplice, un po’ meno facile, è farla fiorire regolarmente,ma in quanto ad ucciderle è pressoché impossibile.
Le regole fondamentali da tenere presenti sono poche ed assai simili a quelle che riguardano le altre piante. Il principio fondamentale, da tenere sempre presente, consiste nel documentarsi sul loro habitat naturale, sul luogo da cui provengono, sulle condizioni in cui vivono e si moltiplicano in natura. Soltanto questa conoscenza,più apportare nozioni utili alla coltivazione, ricreando in cattività il clima ideale dei luoghi d’origine, che consente di capire, la quantità di acqua, luce, temperatura ed umidità delle quali ogni singola pianta ha bisogno.
Si tratta pur sempre, di esseri vivi, che a modo loro, sono in grado di comunicare i loro bisogni, lo stato di salute, basta solo "capirne il linguaggio". A questo si aggiunge l’esperienza personale che è preziosa, e tanto buon senso.

Il possesso di una serra, anche di piccole dimensioni, non è una condizione indispensabile, anche a volte si i raggiungono maggiori soddisfazioni coltivando le orchidee tra le mura domestiche, o tentare l’avventura del giardino, tutte esperienze che favoriscono un rapporto più diretto e intenso con la pianta. In questo modo molte orchidee,magari sistemate all’interno sui davanzali delle finestre, solo con pochi accorgimenti sono i grado di vivere e fiorire senza problemi. Alle regole di coltivazione, il dilettante unisce poi quell’intuizione che lo spinge a sperimentare nuovi sistemi di coltivazione, a trovare semplici soluzioni a complessi problemi, guidato dall’osservazione e sempre "dalla fortuna".

Rita De Angelis

domenica 27 giugno 2010

"Visione sincretica nella spiritualità laica e parcellizzazione concettuale nella religione!" - Ricordi amaro-laici

In questo momento storico in cui assistiamo ad un "clash! fra varie culture, mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di una ideologia, di una religione o di una ragione o cultura.

Ciò che avviene in medio oriente fra ebrei e musulmani, avviene anche nel resto del mondo, le contrapposizioni ideologiche si manifestano a livello planetario. Buddisti contro scintoisti, cristiani contro pagani, destri contro sinistri, etc. etc.

In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.
Di queste nuove espressioni di pensiero ne abbiamo già discusso in precedenza, ed io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente con spirito laico e sincretico, ma oggi mi è capitato di dover rispondere ad una email collettiva un po’ delirante in cui le accuse verso le religioni monoteiste erano anche motivo di separazione razziale e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana, che spesso è il discorso anche di parecchi atei o cosiddetti "razionalisti".

Un po' di tempo addietro nel nostro gruppo teatrale, il Teatro Cinabro di Calcata, stavamo per mettere in scena tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi sarei dovuto trovare ad incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Poi fui esautorato dalla parte per "mancanza di serietà professionale", anzi fui mandato in quarantena e riassunto solo dopo aver abbondanamente spurgato ogni "presunzione". Purtroppo questi fatti succedono allorché c'é qualcuno che si arroga il diritto di insegnare un "suo" vangelo e questo è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta blasfema ai professori della fede:
Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..!

Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso, non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un'animista prolificano; prendete un ebreo se lo accoppiate con una taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano.... Tra l'altro i musulmani, che sono furbi, l'avevano già affermato "indirettamente" che non c'è differenza alcuna, infatti hanno insegnato che tutti i figli nati da un musulmano sono musulmani (anche se hanno un genitore diverso) e tutte le donne che si accoppiano con un musulmano vengono assorbite nella "religione".

Le religioni e le fedi sono solo etichette messe lì da "satanasso" a creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi.... e che non hanno nient'altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri... ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti... e tutti quelli che spaccano l'umanità in nome di un "nome".
Sursum corda..... Esseri Umani

Ed ora per la vostra esilarazione qui di seguito alcuni flash, in chiave professorale, delle affermazioni, di vari autori, contenute in varie email ricevute:

"Nel confermare la mia concordanza con gli scritti, che ho finito di leggere ora, e mi riservo di commentarli in seguito, ritengo utile iniziare a ridurre l'impatto del mito cristico/palestinese, in quanto elaborazione mitica con ambientazione palestinese di un personaggio la cui vita altri non è che la ripetizione ad iosa di vite di altri iniziati/fondatori di religioni etc..."

"Va notato che Filone era giudeo e quindi era interessato a situare la vicenda cristica in quei luoghi. Va inoltre sottolineato che dal lavoro di Filone discende tutta l'interpretazione cristiana della bibbia ( che resta sempre nell' ambito dell' allegoria), fino alla mistificazione delle profezie, strutturate per poter dimostrare che l' avvento del messia era stato preannunciato. Secondo Giovanni Reale, profondo conoscitore della filo-teologia di Filone, il procedere di F. è l' andamento tipico di un procedere sintetico, dove i dati di partenza, nel loro reciproco rapportarsi, danno vita a qualcosa di nuovo, in cui ciascun elemento perde la primitiva fisionomia e ne acquista una originale. Quindi, salvo prova contraria, pura invenzione".

"Non può trattarsi di constatazione di coincidenze, ma fatti sostanziali che non si possono ignorare. (Così come le recenti ricerche, sviluppate proprio in Israele, sulla falsità dell'identificazione del popolo ebraico con la Palestina. Vedi...... Shlomo Sand, prof. di Storia Moderna Univ. di Tel Aviv sulla falsità del mito della diaspora, e Jules Isaac: Verità e Mito, Carabba, 1965."

"Sarebbe come dire che un'idea filosofica, teologica o più semplicemente scientifica possa essere espressa al giorno d'oggi, divulgata, e per di più accettata universalmente senza includervi, volente o nolente, il substrato ideologico dell'evoluzionismo!"

"Ovviamente, sono d'accordo su tutto. Resta da definire un punto, direi fondamentale. All'origine della religione cristiana (cioè messianica. Infatti, in greco messianesimo si traduce in cristianesimo) non abbiamo che in minima parte una componente giudaica. Se esaminiamo il cristianesimo nella sua struttura, religione elaborata in 500 anni dalla cosiddetta nascita di Gesù, vi vediamo molto Platone, molto Pitagora e pochissimo giudaismo. E' per questo nei vangeli, falsi tanto quanto quelli giudicati, a posteriori, apocrifi, si dice chiaramente che il Messia è venuto per modificare sostanzialmente la Legge...( ma quale legge? quella della bibbia elaborata dai 70, direttamente in greco...dove? ad Alessandria, che non è Palestina, ma centro culturale essenziale per l'elaborazione di quella formidabile struttura di pensiero che è l' ellenismo e la sua propaggine ellenico-romana)".

"Ti faccio tuttavia osservare: a) Caino così bistrattato, ha semplicemente applicato la legge del pastore su quella dell'allevatore. Ne abbiamo viste, nella storia, di guerre come questa; poi chi ha detto che Caino è cattivo e Abele un santo? In teoria, viste le età, discenderemmo tutti da caino.... (eh eh eh, sardonico). b) Ismaele ha dato origine agli arabi.ma quello zuccone di Abramo, non poteva andare all'osteria a bere un goccio e ricordare i bei vecchi tempi, invece di mettersi a copulare alla sua veneranda età? Guarda tu che casini ci ha lasciato in eredità! c) Esaù è uno dei termini che "quelli là" usano per indicare i cristiani o comunque i non ebrei, i goym".

"Personalmente non vedo forti contrapposizioni fra le tre religioni monolatre: in fondo in fondo si aiutano e si spalleggiano a vicenda. Questo perché "quelli là" sono riusciti ad imporre il loro dio sia a cristiani che a maomettani. Ecco perché bene ha fatto l'Europa a non riconoscere "le comuni radici giudaico cristiane": tutto ciò che è semita, di provenienza semita, di cultura semita è alieno alla nostra cultura europea, per Odino! I semiti sono altro da noi; i semiti non sono aggregabili a noi: come acqua e olio non possono mischiarsi".

"Sarebbe bene fare una riflessione sul termine "fratelli maggiori" che Giovanni Paolo II usò nei confronti degli ebrei in occasione della visita alla Sinagoga di Roma. Spesso si afferma che quella frase è una forma di sottomissione della Chiesa al Giudaismo. Ma bisognerebbe invece riflettere su cosa siano stati i "fratelli maggiori" nella Bibbia.
* Caino: il primo "fratello maggiore" della storia umana, assassino, maledetto e reietto (ma non travolto dal diluvio: questa è un'altra storia...);
* Ismaele: il primo figlio di Abramo, scacciato da casa e ridotto a vagare nel deserto con la madre Agar;
* Esaù: ingannato e tradito sia dalla madre che dal fratello "minore" Giacobbe;
* Beniamino: fratello del Giuseppe l'egiziano, venduto dai suoi fratelli, fu da questi fatto incarcerare".

"Una lettura attenta della Bibbia (che andrebbe fatta e seriamente commentata) probabilmente ci fornirebbe altri esempi del genere, che vedono i "fratelli maggiori" sempre vittime di qualcosa. Forse, in queste storie ci potrebbe essere anche un'eco mascherata delle lotte ereditarie all'interno delle famiglie, contro il cosiddetto "maggiorasco" che sussiste tuttora in Alto Adige con il "maso chiuso" e che deriva dal patriarcato".
Avete compreso ora cosa intendevo in apertura?

Paolo D'Arpini

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Altri articoli sulla Spiritualità Laica:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=spiritualit%C3%A0+laica

sabato 26 giugno 2010

Un pensiero in memoria di Edda Ducci: "... possa arrivarle con infinita dolcezza.."

Caro Paolo D'Arpini.
...Stasera ti scrivo con gli occhi ancora un po' umidi di lacrime. Sai,
sono settimane che mi ripromettevo di far visita ad una mia insegnante
dell'Università... un periodo bello e importante della mia vita, un
momento di grande partecipazione al "movimento" interno ed esterno
della Conoscenza! Lei mi ha permesso di dare valore pieno alla
"Parola", mi ha permesso di scegliere l'incontro autentico con il
"Verbo" e soprattutto ha dato valore all'insegnamento, in un contesto
dove si respira ancora tanta "polvere" di mediocrità e "disillusione".
Bene, ti dicevo che sono giorni che mi riprometto di farle visita,
dopo anni di silenzio. Leggo stamane sul sito dell'Università presso
cui insegnava... una cerimonia di commemorazione in suo onore.. non c'è
più Paolo.. e le mie parole sono qui ora che attendono quel confronto
con Lei che è possibile solo come "corrispondenza d'amorosi sensi".
Istintivamente ne è nato un "pensiero" che spero possa arrivarle con
infinita dolcezza: si chiamava EDDA DUCCI.

...Se mi fermo a pensare, in un attimo ritrovo tutti i miei pensieri
festosamente danzanti in un ballo pieno di magia e sogno.....Gli anni
dell'Università, gli anni "bruciati" dal sole dell'estate, dalla
pioggia di dicembre, dal vento di ogni giorno attraverso il viaggio in
metro...e poi..il Coraggio di "avere la parola" come dono creativo; il
senso di infinito in uno sguardo, in una carezza, nella ferma volontà
di esistere come "essere umano". A chi potrò ora dire "grazie", a chi
potrò scrivere quelle "Parole" che mi hanno aperto la "via", il
"sentiero", l'illusione e la giovane promessa di "felicità".. perché
Lei ci credeva nella Felicità: in ogni respiro, in ogni pausa di
silenzio, in ogni debole battito di ciglia.. Sapeva che l'Infinito è
nella parola che crea la Vita..e questo mi ha insegnato! Non conosco
l'uomo, ignoro i suoi profondi e a volte"malati" sentimenti, ma lo
amo, lo amo, perchè figlio della Parola in atto d'amore che rese il
Mondo giglio di bellezza. E io amo Lei, in un tutt'uno di emozioni che
la mano non sa trattenere e nessuno me ne voglia se grido questo canto
sul libro aperto di un bianco computer. Mi permetta di credere ancora
nella promessa di infinito che Dio regalò agli uomini, quel Dio che
anche Lei amava senza posa, come una stella del Cielo, che conosce la
sua Luce e in essa è sempre sempre Beata!

Antonella Pedicelli
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Altri articoli di Antonella Pedicelli:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=antonella+pedicelli

venerdì 25 giugno 2010

Scambio di pareri sulla dieta ecologica e naturale per l'uomo - di Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini

Dialogo sulla dieta naturale dell’uomo

Caro Paolo, vorrei provare a scriverti qualcosa su quello che penso (???) riguardo a ciò che viene descritta come "dieta vegetariana o vegetarismo"

Mi sembra un po' esagerato dire che tutti i problemi della salute umana derivano dal consumo di carne! Alcuni autori "vegetariani" citano come esempi la mucca pazza, i vitelli agli estrogeni, il pesce al mercurio, ecc. A parte che facendo un giro negli ospedali si può appurare che l'uomo si ammala per ben altre cose che non il consumo di carne: inquinamento atmosferico, abuso di farmaci, vita troppo stressante e poca attività fisica, cause dei problemi cardio-vascolari, alimentazione eccessiva in tutto, troppa carne magari, anche, ma anche troppi zuccheri, troppo alcool, troppo fumo.

I morti per morbo della mucca pazza si contano in poche unità, ma quanti sono quelli che muoiono per incidenti stradali o incidenti sul lavoro?

I problemi che l'uomo può avere consumando carne o altri prodotti di origine animale, a lungo andare, non dipendono tanto dal consumo di carne in sé ma dal fatto che l'uomo a volte usa sostante vietate nell’allevamento (ormoni) o sostanze che non sono vietate ma non vengono usate correttamente (farmaci) o nelle carni vanno a finire sostanze dannose che provengono dall'inquinamento ambientale....... quindi è l'uomo che è un "cattivo" amministratore dell’ambiente, non è specificatamente l’ingestione della carne che lo è..... insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita (tu mi sembri un bell'esempio) ....... chissà come sarà il mondo anche solo fra 50 anni!
Ciao e grazie, Caterina Regazzi (veterinario)

……………..

Hai perfettamente ragione, cara Caterina, infatti i "vegetariani" a volte si esprimono come "talebani vegetariani....". Da parte mia cerco di essere sincretico, capisco le ragioni "animaliste" ed anche le tue e quelle di persone che cercano di ritrovare un'armonia alimentare senza eccessi. Io personalmente non mangio carne dal 1973 e debbo dirti che ne ho trovato un grande giovamento, mi rendo però conto delle difficoltà insite in questo "riaggiustamento" del corpo umano. Il fatto è che i nostro organismo si "adatta" a digerire ed assimilare proteine etc. dalla carne e lo fa attraverso la creazione di appositi enzimi digestivi. Dopo anni che lo stomaco si è "adattato" ad assorbire dalla carne i nutrienti necessari (un po’ come succede per lo zucchero raffinato che dopo prolungato consumo vizia lo stomaco sino al punto che poi risulta molto difficile l’assorbimento degli zuccheri dalla frutta, etc.) ci vuole pazienza nel riprendere pian piano l’abitudine alimentare giusta, ovvero ridurre la carne ed i prodotti di origine animale a non più del 10% del totale cibo assunto. Comunque è vero che secondo le latitudini il consumo di carne e suoi derivati è più o meno accentuato, e qui dovremmo fare una digressione sul tipo di alimentazione seguita in Italia per migliaia di anni dai nostri padri….

Sono comunque dell’opinione che ognuno deve ritrovare per sé stesso il suo equilibrio, io non voglio forzare nessuno, nemmeno i miei figli sono strettamente vegetariani, mangiano poca carne, questo sì, ma lo fanno in modo rispettoso… Ad esempio mio figlio Felix, che vive anch’egli qui a Calcata (e malgrado la sua giovane età, è del 1984, ha già tre bambini, un maschio ed una femmina), coltiva l'orto, lavora manualmente ed alleva animali che di tanto in tanto uccide con le sue mani... Questo mi sembra un atteggiamento "ecologico", anche se io personalmente non potrei farlo, per mie caratteristiche psichiche, ma non ci vedo nulla di anormale nella sua vita e nemmeno vedrei nulla di strano nella vita degli uomini moderni se sviluppassero un rapporto meno indifferente verso gli animali.

Non mi piace che le persone deleghino al macellaio l’uccisione e poi vadano al supermercato ad acquistare cadaveri confezionati…. Mi sembrano però ragionevoli le tue obiezioni sulla salute e sulle cause di morte e malattia, spesso vedo che parecchie persone sollevano gli stessi dubbi... ed è importante chiarire i vari punti senza eccedere da un lato o dall'altro... Sostanzialmente, secondo me, il problema subentra quando si ignora l’ecologia del corpo umano oppure quando si diventa vegetariani per motivi "etici" e conseguentemente si assume un atteggiamento da credente religioso, in entrambi i casi è difficile mantenere un'equanimità di giudizio…. Si resta fuorviati dal concetto etico e morale del "vegetarianesimo animalista" oppure si continua a non considerare qual è la vera struttura anatomica del corpo umano… l’uomo è un animale frugivoro come le altre scimmie antropomorfe, i suini, gli orsi, etc.

Durante i festeggiamenti per il XXVII anniversario del Circolo, sono venute diverse persone a trovarmi. Due professori che avevano letto di noi da qualche parte, hanno avviato un discorso sul vegetarismo, più o meno nei termini del discorso che stiamo facendo adesso, ne abbiamo parlato passeggiando, senza enfasi alcuna, infatti ritengo importante affrontare questo tema con spirito laico... questo perché penso che ognuno deve sviluppare le proprie opinioni e scelte senza coercizioni di sorta (né da una parte né dall’altra).
Son contento dell’occasione che mi hai dato di continuare un dialogo sulla dieta naturale dell’uomo.
Paolo D’Arpini

Vedi altro articolo sulla dieta naturale:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/alimentazione-ed-ecologia/

giovedì 24 giugno 2010

Peter Boom: "Ecologia sessuale nel mondo animale"

Gli animali, al contrario della maggior parte degli uomini, trattano il sesso come un fenomeno naturale, uguale a tutte le altre attività fisiche fondamentali nella vita di tutti i giorni e ... non si vergognano mai.
Gli animali ne combinano di tutti i colori, come anche gli uomini, ma noi esseri umani dobbiamo tener conto di una morale che ci dice di non nuocere ai nostri simili. Gli atti sessuali nocivi sono quelli attuati contro la volontà dei o delle partner, per esempio lo stupro e la pedofilia. Altamente nociva può essere anche l'automutilazione, fenomeno fortunatamente assai raro.
Un animaletto che conosciamo tutti, miracolo della natura, è il lombrico. Esso è un ermafrodita completo e possiede i genitali maschili e femminili. Quando due vermi fanno l'amore si fecondano a vicenda eiaculando con i rispettivi organi maschili in una speciale tasca per lo sperma dentro il corpo dell'altro.

Una completezza sessuale da invidiare!

Un altro vermetto ermafrodita è un parassita della carpa che dimora sulle branchie di alcune specie di questo pesce. Quando due di queste creaturine si incontrano si attaccano per sempre (ecco l'amore eterno!) attraverso i loro organi sessuali. Rimangono così fedeli per la vita. Il pene dell'uno resta attaccato nella vagina dell'altro e viceversa. Un godimento immenso, duraturo e soprattutto doppiamente reciproco.
Anche in molti pesci si possono ammirare tendenze pansessuali. I comunissimi guppy maschi negli acquari tropicali si dilettano anche con gli altri maschi in gioiosi giochi di sfregamento e pungolamento e lo fanno anche con le piante con i sassi e tutto quello che gli capita a tiro di c.... .
Lo xyphophorus, quando invecchia addirittura cambia sesso ed è un po' come quando alle donne anziane comincia a crescere la barba.
Il delfino è proprio libertino al 100% e alla minima provocazione parteciperà ad orge sfrenate senza distinzione di sesso o di età. Le loro copulazioni frequenti non sono mosse da alcun desiderio di riproduzione e in questo sono simili a noi esseri umani. Anche loro si masturbano, mettendo il pene in posizione adatta per ricevere il passaggio dell'acqua che entra e glissa intorno.

L'axolotl, una salamandra messicana cambia sesso quando la si mette per un periodo in acqua distillata.
Magari potessero essere così indolori anche le operazioni di sesso sugli umani.
Certo è che questi animali non vengono redarguiti mai da preti o deità inventate per peccati inesistenti, tipico e triste fenomeno di noi uomini (Ahi! tipico maschilismo linquistico) e donne. La gioia del sesso è per loro perfettamente naturale.

Le femmine delle cimici non possiedono una vagina, ma questo non è un ostacolo e i maschi le penetrano semplicemente l'addome. La ferita sessuale poi si richiude velocemente e lascia una cicatrice. Esiste una specie di cimici in cui i maschi si perforano a vicenda e copulano, nutrendosi così dello sperma dell'altro. Lo sperma è ricco di sostanze vitaminiche, come tutti sappiamo.
Alcune specie di lumache sono capaci di fecondarsi da soli, cioè introducono il proprio pene nella propria vagina. Non è forse invidiabile?

Anche le lumache romane ( le abbiamo mangiate tante volte) si penetrano a vicenda, perforandosi la pelle in un amplesso sadomaso. Un'altra lumaca di montagna si allinea con i suoi simili nell'accoppiamento comportandosi nello stesso tempo da maschio e da femmina. Soltanto il primo della fila non si comporta da maschio non avendo nessuno davanti e ... naturalmente l'ultimo non fa da femmina, rimanendo probabilmente un pochino frustrato. Eh, non si può avere sempre tutto dalla vita.

Le rane, spesso odiate per la loro assordante musica amorosa, da giovani sono generalmente ermafroditiche, ma la maggior parte di esse si sviluppa poi come maschio. Anche alcune specie di rospi possiedono caratteristiche dei due sessi. Se un maschio dovesse venir castrato (incidenti che purtroppo possono capitare), si svilupperebbe una vagina e potrebbe affrontare la riproduzione senza traumi psichici.
Esiste una specie di vespe che depongono uova già fecondate e che fanno nascere solo femmine fertili. Non hanno bisogno di maschi. Ideale per le donne che desiderano mettere al mondo figli senza toccare un maschio.

Eh, la natura insegna tante cose.

Chi non ha o ha conosciuto i nostri più tipici animali domestici, il gatto e il cane, campioni di immoralità secondo alcuni schemi imposti da religioni, giudici e anche medici, psicologi e psichiatri non ancora in linea con un mondo più libero e meno prevenuto. Ho visto in campagna un gattone che cercava di violentare gattini di appena un mese. I gattini in preda al maschio cattivo strillavano e naturalmente li ho liberati al più presto dalla presa dello stupratore, che mi ha anche graffiato. I cani sono veri sporcaccioni (ma così li ha creati Dio) e quando si incontrano spesso esibiscono rapporti di cunnilingus, fellatio, 69, esibizionismo, voyeurismo, analinctus, sodomia, omosessualità, stupro, urolagnia e persino sadomasochismo, dopodiché se ne vanno scodinzolando come se niente fosse successo e ... senza alcun senso di colpa.

Questi fenomeni possono manifestarsi in molti animali.
Abitudini di omosessualità si possono moltiplicare quando gli animali vengono tenuti in cattività, come può succedere anche per l'uomo quando si trova in carcere o isolato dalle donne (esercito, palestra, etc.).

Un pesce, il gastrosteide a dieci spine, quando vengono segregati i maschi in una vasca, alcuni si comportano da femmine e prendono anche il tipico colore grigio screziato delle femmine ( sembra che si travestano) e così succede anche alle femmine delle quali alcune assumeranno il ruolo maschile. Eh, in mancanza d'altro bisognerà pur divertirsi e chissà si divertiranno pure dippiù.

Un uccello (intendo qui un volatile) ci può lasciare di stucco ed è il piccione, che sessualmente è tra le specie più liberate. Spesso la femmina monta il maschio, che si accovaccia e preme la sua cloaca contro quella della femmina. I genitali del maschio e della femmina si assomigliano, chiamati tutt'e due e propriamente cloache. Tra i piccioni l'omosessualità è molto comune e praticano anche le "Unioni di Fatto". Malgrado i politici così recalcitranti ai diritti uguali per tutti i nostri cari animali ci insegnano che non c'è niente di nuovo sotto il sole.
I corvi non gracchieranno mai: "Il triangolo no!", perché se ne intendono e praticano l'omosessualità con una grande tenerezza e affetto. Due femmine possono benissimo formare una coppia e costruire il loro nido d'amore dove avrà luogo la deposizione di uova sterili dopo una monta vera e propria. Quando poi arriva un maschio e coprirà prima una delle due e poi anche l'altra, vivranno tutt'e tre felicemente e fedelmente insieme. Non mi pare che abbiano fatto qualcosa di male.

L'oca è un essere sentimentalissimo sia nelle sue relazioni etero-, sia in quelle omo-sessuali. Le oche costituiscono, in genere, fedelissime coppiette e se uno dei due muore languono e soffriranno di una profonda depressione. Non bisogna mai dire che gli animali non hanno sentimenti o cuore.
Non parliamo poi delle scimmie, che ne combinano tante e spesso anche esibizionisticamente davanti a un folto pubblico di bambini e bambine, che le osservano con strilli di divertimento. Chissà perchè le maestre e i maestri portano sempre le scolaresche allo zoo, forse dovrebbe essere proibito! Meno male che almeno questo viene tollerato. E non è vietato, perché noi animali umani ci sentiamo molto superiori agli altri animali e pertanto tolleriamo la loro libera sessualità. Forse gli animali potrebbero insegnarci tante cose.

Peter Boom, autore della Teoria della Pansessualità

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http://www.circolovegetarianocalcata.it/page/2/?s=pansessualit%C3%A0