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domenica 29 gennaio 2012

ISDE: "Aderite compatti alla difesa del latte materno"



Carissime/i, vi invitiamo ad aderire, come singoli e/o come gruppi/associazioni, alla Campagna Nazionale in Difesa del Latte Materno dall'inquinamento. (www.difesalattematerno.wordpress.com; per aderire on line: www.www.peacelink.it/latte; per info scrivere a: difesalattematerno@gmail.com).

La campagna è promossa da associazioni di Medici e di genitori (ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, IBFAN Italia, MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, ACP – Associazione Culturale Pediatri, Minerva p.e.l.t.i. onlus, PeaceLink, Gruppo Allattando a Faenza, Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus – Venafro) che, con diverse mission, si sono trovati sotto il comune denominatore della protezione della salute infantile, nel nostro Paese sempre più minacciata da impianti industriali e di smaltimento dei rifiuti che rilasciano nell'ambiente sostanze altamente tossiche quali la diossina.

Il latte materno “inquinato” (che, precisa il Manifesto, è comunque preferibile ai latti in formula perché garantisce comunque esiti di salute migliori per i bambini, i quali sono già stati esposti in utero ad agenti tossici) diventa il simbolo, la cartina al tornasole, dell'entità dell'inquinamento ambientale.
Tra le azioni che la Campagna si propone c'è la ratifica della Convenzione di Stoccolma, la richiesta di attuazione di un biomonitoraggio a campione del latte materno, per mappare le zone più inquinate e rendere consapevoli i cittadini di informazioni che spesso vengono occultate.

Stiamo organizzando un convegno pubblico e una conferenza stampa per marzo 2012 a Roma, se desiderate vi terremo aggiornati.
Grazie a tutti!

Linda Maggiori
0546060386
(segreteria comitato promotore Campagna)
www.peacelink.it

martedì 12 luglio 2011

Patrizia Gentilini e la moria delle api dovuta agli insetticidi per l'agricoltura industriale




Carissimi,
scusate se vi disturbo, ma 2 apicultori piemontesi: Marisa Valente e Renato Bologna (che conosco di persona) da domenica scorsa hanno iniziato a Torino, davanti alla sede della regione, uno sciopero della fame per chiedere che vengano vietati i neonicotinoidi, insetticidi che sono la causa della moria delle api.
Sarebbe di estrema importanza che venisse sottoscritto l'appello sotto riportato e la notizia venisse diffusa il più possibile. in allegato il volantino che stanno distribuendo.
http://www.rfb.it/bastaveleni/adesioni.htm

Recenti ricerche, uscite anche sul Fatto Qutidiano il 20 giugno scorso confermano danni gravissimi per l'infanzia, in particolare riduzione quoziente intellettivo per esposizione delle madri durante la gravidanza a pesticidi…..
Quindi non solo lasciamo ai nostri figli e nipoti un marea di problemi, ma riduciamo loro anche la capacità di risolverli!
Dire che ho un macigno nel cuore è dir poco….

Ciao e grazie di cuore per quanto potrete fare.

Patrizia Gentilini

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Usa, i pesticidi abbassano il quoziente d’intelligenza dei bambini

Secondo tre ricerche condotte in America, l'esposizione delle donne in gravidanza ai composti chimici usati in agricoltura può avere conseguenze gravi sui livelli di apprendimento dei nascituri

Le donne incinte che si sono esposte ai pesticidi usati in agricoltura metteranno al mondo figli meno intelligenti della media. La notizia è contenuta in tre studi americani, condotti presso l’Università di Berkeley, il Mt. Sinai Medical Center e la Columbia University.

Nonostante le popolazioni monitorate risiedano dalla California allo Stato di New York, i risultati ottenuti sono molto simili: l’esposizione durante la gravidanza ai pesticidi a base di organofosfati (composti chimici molto utilizzati in agricoltura) può portare i propri figli ad avere un quoziente intellettivo molto ridotto già all’età di 7 anni. Più precisamente, un’esposizione prenatale dieci volte superiore alla norma corrisponde ad un calo di 5,5 punti nei test sul QI.

I bambini del campione con i più alti livelli di esposizione agli antiparassitari in fase prenatale hanno ottenuto risultati di anche sette punti inferiori rispetto ai loro coetanei. Per Brenda Eskenazi, professore di epidemiologia e di salute materna e infantile, ciò significa che in futuro più bambini dovranno “essere spostati nella parte bassa dello spettro di apprendimento, e più bambini necessiteranno di servizi speciali a scuola”.

Le analisi sono partite durante la gravidanza delle partecipanti che sono state invitate a visite regolari dove, oltre ai questionari, venivano prelevati campioni di urina e misurate le condizioni dei feti.

Le ricerche della Berkley, iniziate nel 1999 nella comunità californiana di Salinas, un centro agricolo della Monterey County, hanno basato le loro analisi sulla misurazione dei metaboliti (i prodotti del processo del metabolismo) presenti nelle urine materne. Gli studi del Sinai Medical Center e della Columbia University, invece, hanno esaminato le popolazioni urbane di New York City. Come nel caso dei ricercatori di Berkeley, gli scienziati di Mount Sinai hanno campionato i metaboliti, mentre i ricercatori della Columbia hanno esaminato i livelli di clorpirifos (un particolare antiparassitario) nel sangue del cordone ombelicale.

Le rilevazioni della Berkeley University, eseguite su 329 bimbi californiani che hanno sostenuto test sulla comprensione verbale, il ragionamento percettivo, la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione, hanno portato solo ora ai primi importanti risultati perché, come ricorda Maryse Bouchard, una degli autori dello studio, “i bambini sono ora in una fase in cui stanno frequentando la scuola, quindi è più facile ottenere valutazioni valide delle funzioni cognitive”.

Ciò che impressiona le ricercatrici Bouchard ed Eskenazi sono anche le forti coincidenze con i risultati ottenuti dagli altri due studi: “È molto raro vedere questa coerenza fra diverse popolazioni studiate”. Un fatto che, secondo gli scienziati, può portare l’esito delle ricerche ad essere “applicabile alla popolazione generale”, e dimostra come “la connessione tra l’esposizione a pesticidi e il QI non sia limitata alle persone che vivono in una comunità agricola”.

I ricercatori hanno raccomandato di ridurre l’uso di pesticidi ed il consumo di prodotti alimentari che abbiano subito troppi trattamenti chimici, osservando che la maggior parte dei parassiti che si trovano nelle nostre case, orti e giardini possono essere controllati anche senza queste sostanze. “Le persone, soprattutto le donne incinte, hanno bisogno di una dieta ricca di frutta e verdura”, afferma la professoressa Eskenazi, ma per i ricercatori è necessario che i consumatori lavino sempre accuratamente frutta e verdura. Un altro consiglio è quello di considerare, quando possibile, l’acquisto di prodotti biologici.

Ma il problema va ben oltre la dieta delle mamme americane ed il quoziente intellettivo dei loro bambini. Anche in Europa l’eccessivo uso di protesi chimiche in agricoltura sta creando non pochi problemi. I cancri infantili, ad esempio, sono aumentati nel vecchio continente dell’1,1% ogni anno negli ultimi trent’anni, e sono 100mila i bambini che muoiono annualmente di cancro. Di questi, il 70% dei casi sono dovuti a fattori ambientali. È quanto riportato nel film francese “I nostri figli ci accuseranno”, una potente denuncia nei confronti dell’inquinamento agro-chimico e dell’abuso di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura. Che, sempre per gli autori del documentario, hanno portato i cancri maschili in Francia ad aumentare del 93% nell’arco di soli 25 anni.

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Commento aggiunto di Giuseppe Altieri:

bisogna muovere la giustizia...

che ci stà a fare altrimenti?
prego la gentilini di provare a far muovere l'ISDE
e Lucconi di sollecitare il suo amico dell'associazione dei consumatori di roma
.....speriamo bene
ciao a tutti
povere api
...poveri contadini
poveri uomini
e la Franzini ha bisogno dell'Ad Adiuvandum di un'associaizone per la sua causa...
forza ragazzi !!
Giuseppe Altieri

martedì 31 maggio 2011

L'ISDE e l'arsenico nell'acqua della Tuscia....




Il 30 maggio 2011 nella Sala delle conferenze della Provincia di Viterbo l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) ha tenuto una relazione medico-scientifica sul tema: "L'arsenico nelle acque destinate a consumo umano: problematiche ambientali e sanitarie, e proposte d'intervento".

La dottoressa Antonella Litta, referente dell'associazione, ha esposto i meccanismi di azione e d'interazione dell'arsenico, elemento tossico e cancerogeno, e le patologie neoplastiche e le malattie correlate all'esposizione cronica a questo elemento soprattutto attraverso l'assunzione cronica di acque contaminate e di alimenti preparati con le stesse.

Sono state anche illustrate le proposte dell'"Associazione italiana medici per l'ambiente" per realizzare subito interventi efficaci per fornire acqua dearsenificata alle popolazioni (in particolare alle donne in gravidanza e ai bambini) che, come raccomandato dalla comunita' scientifica internazionale e dall'Organizzazione mondiale della sanita', deve avere come obiettivo di qualita' un contenuto di arsenico pari a zero (o al piu', e in via transitoria, di 5 microgrammi/litro) nelle acque destinate a consumo umano come vera e sicura tutela della salute pubblica.

Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)

sabato 11 dicembre 2010

A COMPARISON OF THE EFFECTS OF THREE GM CORN VARIETIES ON MAMMALIAN

Health by J.S.De Vendômois, F. Roullier, D. Cellier, G.-E. Séralini.
We present for the first time a comparative analysis of blood and
organ system data from trials with rats fed three main commercialized
genetically modified (GM) maize (NK 603, MON 810, MON 863), which are
present in food and feed in the world. NK 603 has been modified to be
tolerant to the broad spectrum herbicide Roundup and thus contains
residues of this formulation. MON 810 and MON 863 are engineered to
synthesize two different Bt toxins used as insecticides. Approximately
60 different biochemical parameters were classified per organ and
measured in serum and urine after 5 and 14 weeks of feeding. GM maize-
fed rats were compared first to their respective isogenic or parental
non-GM equivalent control groups. This was followed by comparison to
six reference groups, which had consumed various other non-GM maize
varieties. We applied nonparametric methods, including multiple
pairwise comparisons with a False Discovery Rate approach. Principal
Component Analysis allowed the investigation of scattering of
different factors (sex, weeks of feeding, diet, dose and group). Our
analysis clearly reveals for the 3 GMOs new side effects linked with
GM maize consumption, which were sex- and often dose-dependent.
Effects were mostly associated with the kidney and liver, the dietary
detoxifying organs, although different between the 3 GMOs. Other
effects were also noticed in the heart, adrenal glands, spleen and
haematopoietic system. We conclude that these data highlight signs of
hepatorenal toxicity, possibly due to the new pesticides specific to
each GM corn. In addition, unintended direct or indirect metabolic
consequences of the genetic modification cannot be excluded.

If you want this article you can ask it to our secretariat at isde@ats.it