sabato 16 settembre 2023

Inondazione. La Libia annichilita. Ma si poteva evitare...

"Oltre 5.100 persone sono morte e diverse migliaia sono disperse nelle alluvioni che hanno devastato la parte orientale della Libia.  Secondo la ricostruzione dei fatti, due dighe a monte di Derna sono crollate a causa delle precipitazioni intense, inondando la città e le aree circostanti." (EuroNews)



Cadevano, nell'area di Derna adesso annichilita, poche centinaia di millimetri di pioggia all'anno. Ma l'eccezionalità rappresentata dal ciclone Daniel spiega solo in parte la tragedia. Che ha radici anche nella guerra. Quella del 2011 - con gli aerei da guerra e le navi della Nato a sostegno dei cosiddetti "ribelli" anti-Gheddafi - ha fatto della Libia uno Stato fallito. Mancanza di governance, rivalità fra i due governi, caos securitario, occupazione da parte di islamisti (compreso lo Stato islamico) proprio a Derna fra le altre regioni, corruzione e storno di fondi: in questo contesto la manutenzione delle due dighe crollate l'11 settembre non era una priorità, né lo era evitare costruzioni scriteriate sul percorso diretto dell'acqua. 

UNO STUDIO, pubblicato nel 2022 sul Sebha University Journal of Pure and Applied Science aveva lanciato l'allarme. Partendo in realtà dalle proposte per ridurre il fenomeno della desertificazione nel bacino del Wadi Derna, la ricerca sul campo aveva sottolineato anche la necessità di misure quali una seria e regolare manutenzione delle dighe per evitare disastri in caso di inondazioni. Ce n'erano state 5 dal 1942. Stavolta il crollo delle due infrastrutture sulla pressione di Daniel ha allagato l'area seppellendola sotto enormi quantità di detriti. I ricercatori avevano anche rilevato la presenza di tanti edifici in aree a rischio inondazione e la necessità di predisporre sistemi di allerta e intervento. E infatti, come in Turchia in occasione del terremoto dello scorso febbraio, l'elevatissimo numero di vittime è anche legato al fatto che le regole per la costruzione degli edifici erano a dir poco carenti. Case mal costruite, poste vicino all'alveo. Lo stesso vicesindaco di Derna Ahmed Madroud ha detto che il modo in cui è stata costruita la città ha messo la maggior parte della popolazione sul percorso diretto dell'acqua. 

Non solo: il segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) Petter Taalas ha dichiarato che parte della tragedia avrebbe potuto essere evitata se il paese avesse avuto un sistema funzionante di allerta. E ha molto spazio sui social libici l'accusa al governo di Tobruk: invece di aiutare l'evacuazione, decisa il giorno 10 sulla base della minaccia Daniel che aveva già danneggiato altri paesi, il viceministro agli interni avrebbe avrebbe ordinato un coprifuoco di 48 ore. Oltre alle denunce per la mancanza di prevenzione, manutenzione, misure di sicurezza, si susseguono quelle relative allo storno dei fondi stanziati per la manutenzione. 

ADESSO LA PRIORITÀ SONO I SOCCORSI, per salvare eventuali superstiti, evitare le epidemie dovute all'immane quantità di corpi nell'acqua e nel fango, gestire gli sfollati. Ma è diffuso il sospetto che le rivalità fra i due governi regionali libici abbiano rallentato l'arrivo dei soccorsi. Così, è stato chiesto al procuratore generale libico di avviare un'inchiesta sulle responsabilità nel collasso delle dighe e nei presunti ostacoli posti agli stessi aiuti alle vittime. E una petizione avviata a livello internazionale, oltre a fare appello al mondo per gli aiuti, accusa il fallimento dei due governi nel "prevenire e mitigare" la catastrofe. 

IL DESTINO IGNOTO DI UNA FAMIGLIA riassume le traversie degli abitanti di Derna a partire dall'intervento della Nato. Noor aveva quattro anni nel 2011 quando con i genitori e i fratelli aveva lasciato la città orientale passata sotto il controllo degli islamisti. Era sfollata con altre 500 persone a Sidh Sahia, 40 chilometri da Tripoli, in un campo profughi. Reema, la madre, diceva, agli inizi di agosto spezzando il Ramadan con acqua di fiori di arancio: "Qui siamo rifocillati e i bambini vanno a scuola, ma che vita stupida aspettare qua da mesi". Dopo poche settimane, Tripoli cade. Il corrispondente della tivù venezuelana Telesur si reca a Sidh Sahia, con le cautele del caso. Ma il campo rifugiati è stato svuotato. Se gli sfollati fossero tornati a Derna, avrebbero trovato, di lì a pochi anni, le bandiere nere dell'Isis. E se fossero sopravvissuti alle violenze, adesso sarebbero immersi nella catastrofe che vede i corpi riaffiorare dalle onde ed essere sepolti - per ragioni di ordine sanitario - in vere fosse comuni, non come quelle millantate nel 2011.

Alcune immagini di Derna, peraltro, richiamano quelle delle strade di Sirte nel 2011, assediata dai "ribelli" e dalla Nato. 

A PROPOSITO DI  SIRTE, il media panarabo Asharq al Awsat ha raccolto le denunce di membri della tribù dei Ghaddafa: la milizia "20-20 Brigade" da giorni starebbe assaltando le case e arrestando le persone ritenute vicine a Saif al Gheddafi, figlio del leader libico ucciso nel 2011. 

Marinella Correggia




venerdì 15 settembre 2023

L'oscurantismo e la censura funzionano egregiamente...

 


Eh sì cari amici, anch'io sono un “oscurato” a tutti gli effetti ed in tutti i modi ed in tutti gli argomenti trattati. Non parlo di un “io” fisico, bensì di quel modo di pensare che rende condivisibili quegli oggetti concettuali, che -particolarmente- si confanno ad una visione olistica evolutiva. Malgrado la capacità espressiva e la collaborazione di anime nobili questo tipo di “informazione”, chiamiamola alternativa al sistema corrente, riceve attenzioni controverse da parte dei media di sistema. Qui non parlo solo dei giornaloni cartacei, delle radio e tv, che in un lontano passato dedicarono grande attenzione ai “miei” prodotti o “modi espressivi”, ora completamente ignorati, ma persino quel palcoscenico aperto a tutti, per (dichiaratamente) garantire una libera espressione democratica “personale”, che chiamiamo “internet”, si è dotato di mezzi di controllo, sempre più stringenti che lasciano passare immagini e contenuti condivisi nell'etere solo attraverso fessure sempre più strette. Faccio degli esempi concreti, prendiamo il grande indicizzatore “google” che ha modificato la segnalazione delle fonti, non basandosi sulla veridicità dei “contenuti” informativi condivisi, sino al punto di cancellare od abbassare il livello della segnalazione, tenendo conto di valutazioni diverse dalla “verità” o dalla “bontà” degli argomenti trattati, operando così l'indicizzazione di ciò che “conviene”, sia in termini di “copy right”, di metro commerciale o di potere politico dominante.

Prendiamo l'esempio del tema “bioregionalismo” che fino agli anni 2000 era rappresentato pressoché integralmente dai temi proposti attraverso i nostri canali, con proposte che toccavano i vari aspetti bioregionali, da quelli relativi all'ecologia profonda ed alla spiritualità della natura, a quelli inerenti una sana politica amministrativa, i criteri di vita solidale negli ambiti bioregionali, l'economia basata sulla produzione sostenibile, il senso dell'identità locale, la difesa dei valori umani ed universali, ecc. Mentre oggi vediamo che su “google” vengono privilegiati i siti che indicizzano massimamente il bioregionalismo di carattere geografico o “declamativo”, ovvero avulso da una attuazione a tutto campo nella società. I nostri argomenti, trattati nel blog del circolo VV.TT., in quello di Paolo D'Arpini o in Bioregionalismo Treia sono relegati alle ultime voci in lista o addirittura completamente ignorati.

Altro esempio di sottile offuscamento riguarda le pubblicazioni di carattere geopolitico sul nostro blog “Altra Calcata... altro mondo” che sino a pochi mesi fa contava dalle 1500 alle 2000 letture giornaliere ed oggi, dopo la cura del riposizionamento operato da “google”, arriva ad una media di appena 50 visite giornaliere. Ma questi sono solo piccoli esempi della censura sotterranea operata dai segnalatori delle notizie in Rete.

Poi dovrei passare alla cortina di ferro dei social, ovvero al palcoscenico Meta (FB), lì i sipari sono quasi sempre chiusi, od al massimo socchiusi se trattasi di post innocui, tipo gattini o cagnolini in mostra. Negli ultimi anni ho dovuto cambiare profili che venivano bannati con motivazioni incompresibili, oppure mi vedevo punito con lunghe permanenze in quarantena. Alcuni link, collegati ad alcuni miei blog, non si potevano (e non si possono) condividere, perché definiti “spam” o peggio perché provocavano “l'odio sociale” (sic), ed ancora ogni giorno l'ufficio censura mi comunica di aver rimosso qualche post senza specificarne propriamente i motivi.

A volte mi chiedo come mai questi post diano così tanto fastidio al signor Mark Zuckerberg, quando osservo la facilità nell'accoglienza di post veramente diabolici ed osceni mentre i miei innocenti discorsi, basati su verità e giustizia ed espressi con parole pulite, sono interdetti alla condivisione. Forse gli argomenti ragionevolmente proposti sono più pericolosi delle parolacce e delle diatribe inutili?

Beh, tutto sommato sono contento, è evidente che questa griglia censoria è necessaria ai protettori del sistema per tenere a bada chi si permette di infastidire i manovratori, quelli che credono veramente di essere i “detentori supremi” del potere!

Poveretti, non hanno ancora capito...

Paolo D'Arpini





L'estinzione (o quasi) della specie umana come "soluzione"...



Esiste da tempo un ente che promuove l’estinzione della vita umana. Si chiama il Voluntary Human Extinction Movementil “Movimento per l’estinzione umana volontaria”. Fondato nel 1991, è tuttora attivo come una sorta di ONG che sostiene—esattamente come dice il nome—l’estinzione (o quasi) della specie umana, da compiere attraverso il rifiuto alla riproduzione: compresa, secondo qualcuno dei suoi aderenti più entusiasti, la sterilizzazione obbligatoria…

È una proposta che  abbraccia la logica di quella parte dell’opinione pubblica che ritiene che la Terra nasca come una sorta di Giardino d’Eden (l'equilibrio ecologico naturale…) e che il nostro peccato originale—da estinguere, per l’appunto—sia il consumismo, aggravato forse dall’aria condizionata e da pensieri politici ‘sbagliati’…

Intanto, secondo i calcoli dell’ONU, la popolazione umana dovrebbe avere quasi raggiunto il suo picco massimo e la natalità mondiale sarebbe entrata già in una fase di declino, un fatto che già si sta verificando in parecchi paesi, Italia compresa. Molti governi se ne sono accorti e cominciano a chiedersi chi è che, in futuro, dovrà andare a lavorare per poi pagare le tasse…

Oltre all’Italia, il caso che suscita più attenzione è quello della Cina. Attualmente, i cinesi sono circa 1,4 miliardi—quasi il 18% dell’intera umanità—ma, sempre in base a dati Onu, si calcola che la popolazione cinese dovrebbe dimezzarsi a 730 milioni entro il 2100. 

Vale la pena osservare che le entità pubbliche e private che avvertono ora della nuova denatalità sono le stesse che, per decenni, hanno lanciato l’allarme per la “sovrappopolazione”. Forse la lezione è che le statistiche sono un conto e i comportamenti umani un altro. Con un pizzico di fortuna, sopravviveremo anche a questo...

Stralcio di un articolo di  James Hansen 



giovedì 14 settembre 2023

RICORSO DI LEAL CONTRO L’ABBATTIMENTO DELL'ORSA F36

 

A seguito del provvedimento emanato il 7 settembre 2023 dal Presidente della Provincia di Trento con ordinanza al “prelievo, quale misura di sottrazione all'ambiente naturale, tramite uccisione dell'esemplare di orso F36”. LEAL ha immediatamente notificato un ricorso al TAR, ricorso che il Tribunale ha accolto.

Gian Marco Prampolini, presidente LEAL chiarisce le posizioni dell’associazione: “Ci auguriamo innanzitutto che l’orsa e il suo cucciolo siano ancora vivi dopo che abbiamo appreso che la Provincia l’ha radiocollarata a fine agosto senza darne notizia. Chiediamo preventivamente che non venga rinchiusa al Casteller che notoriamente rappresenta una soluzione assimilabile al 41bis. Un vero e proprio regime carcerario che annichilisce e annienta gli orsi che vi sono imprigionati. Stiamo valutando gli accessi agli atti per chiarire lo stato dell’arte di F36 e del suo cucciolo."

LEAL ricorda che l’orsa si era resa responsabile di un falso attacco lo scorso 30 luglio quando due escursionisti l’avevano colta di sorpresa mentre dormiva con il suo cucciolo. In data 6 agosto l’orsa si stava per avvicinare a una coppia che l’aveva messa in fuga gridando e agitando i bastoncini da trekking. Di fatto l’orsa non è mai stata problematica e non si è mai resa responsabile di aggressioni.

Silvia Premoli



Ufficio Stampa e Comunicazione
ufficiostampa@leal.it

martedì 12 settembre 2023

Covid. Avanti con il nuovo vaccino!

 


L’Ente del Farmaco europeo (EMA) ha approvato il nuovo Comirnaty, il vaccino Covid prodotto da Pfizer-BioNTech e mirato alla sottovariante Omicron XBB.1.5. L’approvazione è stata raccomandata per tutti gli adulti e per i bambini al di sopra dei sei mesi di età. 

Nello scarno comunicato rilasciato, l’EMA assicura che “nella decisione di raccomandare l’autorizzazione, il CHMP (Comitato per i medicinali a uso umano, n.d.r.) ha considerato tutti i dati disponibili su Comirnaty e sugli altri vaccini adattati, compresi i dati su sicurezza, efficacia e immunogenicità”. 

Quali sono questi dati? Per quanto riguarda l’efficacia contro la variante attualmente dominante (la XBB.1.5), EMA si limita a ipotizzare che siccome essa “è strettamente correlata ad altre varianti attualmente in circolazione, si prevede che il vaccino contribuisca a mantenere una protezione ottimale“. 

Per quanto riguarda invece i profili di sicurezza non si è ritenuto di dover raccogliere nuove informazioni in quanto “i vaccini adattati funzionano allo stesso modo dei vaccini originali” e “le autorità hanno acquisito una conoscenza approfondita sulla sicurezza del vaccino”...


Fonte: https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/26264-la-redazione-covid-un-nuovo-vaccino-pfizer-e-stato-approvato-in-europa-ma-mancano-i-dati.html


Video collegato: Fallito il tentativo di ossessionare la gente con il terrorismo climatico e la "tempesta ti calto", i grandi padroni del circo mediatico hanno deciso di puntare sull'usato sicuro: il coviddi !: https://www.youtube.com/watch?v=twIkRavM0hk

domenica 10 settembre 2023

"Musica Urbana. Il problema dell'inquinamento musicale" di Carla Cuomo - Recensione


Sagra della birra con musica in piazza


La società odierna sta sperimentando un fenomeno inedito e pervasivo: la diffusa presenza della musica ad alto volume  nell'ambiente urbano, in luoghi pubblici, bar, ristoranti, ipermercati, mezzi di trasporto, piazze, parchi, locali d'intrattenimento al chiuso e all'aperto, dappertutto. Di pari passo, assistiamo a un radicale cambiamento dei modi di produzione, riproduzione e fruizione sonora.

Questo mutamento trasforma il concetto stesso della musica, che nella realtà urbana è ormai un distillato di tante sonorità diverse, costruite in funzione di un consumo, alla stregua di altri prodotti commerciali, l'invadenza di queste sonorità nei più diversi contesti si configura come vero e proprio inquinamento acustico da musica.

Ma contro l'aggressione sonora l'individuo è inerme: le orecchie non hanno le palpebre. Il fenomeno presenta aspetti quantitativi e aspetti qualitativi. L'aspetto quantitativo riguarda l'abbondanza di musica diffusa negli spazi urbani, e il culto dell'amplificazione che ad essa si accompagna. L'aspetto qualitativo incide sulle abitudini d'ascolto dell'uomo, e le altera. Soprattutto, l'invadenza della musica diffusa nell'ambiente vanifica il silenzio, momento del riposo, della riflessione, diritto soggettivo inalienabile, ma anche habitat propizio alla buona musica, all'ascolto attento.

Il volume affronta numerosi temi. Il lettore vedrà trattata l'anatomia, la fisiologia e la patologia dell'apparato uditivo; conoscerà le implicazioni giuridiche dell'inquinamento musicale, le nuove frontiere che l'ingegneria e la fisica ci additano per la difesa dal rumore, incontrerà il punto di vista del sociologo, dello psicologo, dell'economista; rifletterà sulle problematiche del "paesaggio sonoro". Attraverso il contributo del pedagogista comprenderà che la difesa dal rumore, e specificamente dall'inquinamento musicale, va affidata a un'educazione musicale che sia vera educazione all'ascolto consapevole, critico e selettivo, più rispettoso dell'essere umano, della convivenza civile, della musica stessa.

Carla Cuomo



* Carla Cuomo, laureata in Discipline dell'Arte della Musica e dello Spettacolo nell'Università di Bologna con una tesi su "Fedele D'Amico critico e storico". Si è addottorata nello stesso Ateneo in Musicologia e Beni Musicali con una tesi su "Massimo Mila, la musica come pensiero". Si è interessata di problemi dell'ecologia acustica e del rapporto tra uomo e ambiente sonoro. Nell'Ateneo bolognese ha coordinato su questo tema un seminario quadriennale interfacoltà. Si occupa di pedagogia musicale. È pianista e svolge attività concertistica.

"Musica Urbana"  a cura di Carla Cuomo con una prefazione di Giuseppina La Face Bianconi, Bologna, CLUEB 2004, pp. xvi, 296.






sabato 9 settembre 2023

Se l'inquinamento acustico diventa ragione di litigi e denunce...

 


 A Treia, in provincia di Macerata, nei giorni scorsi c'era in città una troupe per girare il film Neve, diretto ed interpretato da Simone Riccioni.  Una bella notte  ci fu una protesta, da parte di alcuni ospiti  alloggiati nell'albergo cittadino, in seguito agli schiamazzi  provenienti dal dehor di un pub sottostante, con tanto di lancio di schizzi d'acqua sui disturbatori. Un classico della sceneggiata napoletana, ma ricordo di aver assistito a simili gesti anche quando da bambino abitavo a Trieste, con ciò avendo dimostrazione che  tutto il mondo è paese, quando si tratta di disturbi da rumori molesti.  


Il 7 settembre 2023 è successo qualcosa  di simile nel centro storico di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, che mi ricorda  quanto avvenuto a Treia. Ed infatti ho appreso, leggendo un articolo del Corriere della Sera di Roma,  che durante le riprese  di «Viola come il mare», in corso nella piazza principale della cittadina della Tuscia,  l'attore Can Yaman ha avuto un alterco con una commerciante locale che disturbava il set  avendo acceso un impianto stereo ad alto volume. La lite ha avuto persino un seguito legale in quanto la commerciante, che si sentiva danneggiata dal fermo del traffico nell'area e quindi impedita a svolgere la sua attività commerciale, ha persino denunciato l'attore per la veemenza con la quale l'aveva affrontata.

Tutto questo a dimostrazione che i rumori molesti non sono solo causa di malessere ma anche di strascichi giudiziari.

Tra l'altro nel sito dell'Istituto Superiore di Sanità è scritto: "Dormire, come bere e mangiare, è una necessità biologica ed è considerato un diritto fondamentale dell’uomo secondo la Convenzione europea sui diritti umani."

Paolo D'Arpini