sabato 15 luglio 2023

La Germania sta fallendo a causa della guerra in Ucraina



Rust Belt sul Reno: la Germania è stata colpita dalla deindustrializzazione.
Il numero di nuovi ordini da parte delle aziende tecnologiche, un indicatore preciso dello stato dell'economia tedesca, è crollato del 10% a maggio, l'ottavo mese consecutivo di declino.

I capitali stanno uscendo dalla Germania e gli investimenti esteri sono scesi al livello più basso dal 2013. Le aziende tedesche stanno spostando la produzione negli Stati Uniti e in Cina. E delle 128 aziende del mercato automobilistico, nessuna ha intenzione di investire in una nuova produzione in Germania. La Cina ha già superato la Germania in termini di esportazioni di automobili e in futuro potrebbe addirittura costruire le proprie fabbriche in Europa centrale per sostituire quelle tedesche.

Negli ultimi 15 anni, l'economia statunitense è cresciuta del 75%, mentre quella tedesca solo del 19%. Ora è la prima in Europa a cadere in recessione. Tutto - tassi di interesse elevati, alti costi dell'energia e carenza di manodopera a causa della mancanza di giovani impiegati - sta avendo un impatto.

Entro il 2040, un terzo della popolazione attiva andrà in pensione e non ci sarà nessuno a sostituirla.

La Rust Belt negli Stati Uniti ha portato Trump al potere nel 2016. Le aree impoverite del nord dell'Inghilterra hanno votato per la Brexit. Il drammatico impoverimento della Germania aumenterà anche il sostegno alle forze non sistemiche. Non per niente l'Alternativa per la Germania è già il secondo partito del Paese in termini di voti e solo leggermente dietro ai cristiano-democratici (26% contro 22%).

Nel complesso, la crisi sistemica della Germania sarà molto dolorosa in tutti gli angoli d'Europa. Berlino è ora costretta a trovarsi contemporaneamente sul fronte della guerra delle sanzioni con la Russia e con la Cina. Ma questo rischia di portare a un grande sconvolgimento economico e alla disintegrazione del progetto europeo nella sua forma attuale.

 Malek Dudakov



venerdì 14 luglio 2023

A Kiev... tutte le armi atlantiche (affinché il bene trionfi)

 


Armi chimiche, armi meteorologiche, Napalm, Agente Orange, fosforo bianco, armi a grappolo, armi all’uranio impoverito, armi di distruzione di massa di civili, da noi concepite, fabbricate e usate, ma attribuite alle vittime: strumenti per la valorizzazione e diffusione dei valori dell’Occidente euroatlantico. Ecco, siccome sono i “nostri valori”, li inalberiamo con vigore morale e lasciamo  che si abbattano su chi sta sotto, di qua o di là, dove c’è gente. Serve a che il bene trionfi.

Si capisce che la marionetta horror di Kiev abbia pestato i piedi perché, pur avendo da quattro anni sostenuto e praticato i migliori tra questi valori occidentali, non gli sia stato ancora riconosciuto la formale appartenenza al “Giro Canaglia”, pur essendosene, lui, dimostrato degno e meritevole, più e meglio di un qualsiasi kapo’ israeliano.

Ma è tutto una sciarada. Sappiamo benissimo che Zelensky è NATO più di quanto lo possa essere perfino il più sparacchione dei marò italiani, spediti a far sventolare il vessillo  della rosa dei venti tra raffiche di mitra su pescatori indiani, o il nostro carabiniere stupratore a Mogadiscio, o il più esperto dei praticanti di waterboarding a Guantanamo, o Abu Ghraib. Solo che, a negare al pupazzetto hororr la bollinatura formale, si leva a Putin il pretesto di polverizzare quanto di nazismo ancora alligna attorno al Donbass ucraino e che ci sta molto a cuore come futuro Zeitgeist planetario. Inammissibile il decadimento  di questo modello che, nell’Occidente democratico, era stato fatto comparire alle folle come, la Madonna Pellegrina - vecchietti, ricordiamocelo - quando si trattava di salvaguardare certi risultati elettorali su certe portaerei naturali NATO nel Mediterraneo.

La marionetta horror sgambettava furiosa e, con lei, l’armata degli avventizi della comunicazione horror impegnata a fornire carne ucraina ai missili russi. Si trattava di placarne la frustrazione da mancato genocidio, formalmente marchiato NATO, soddisfacendone comunque la necrofilia horror, quale è stata messa in campo al momento della proclamazione della “Guerra al terrorismo” (11/9/2001). Un bel pacco-doni di armi di distruzione di massa. Quelle vere.

Non avrebbero risolto niente, come in tutte le occasioni precedenti. Dall’iprite di Churchill sui patrioti di Baghdad nel 1922, dal suo fosforo bianco su Dresda, Berlino, Francoforte, Colonia e andare, tra il 1944 e il 1945, a punire quelli che qualcuno eternizza come i “cattivi tedeschi”, ai gas di Graziani su faccette nere da romanizzare, dall’orgia di bombe sul Laos dal 1964 al 1973 e di Agente Orange e Napalm sul Vietnam per vent’anni, agli attacchi al gas nervino di jihadisti NATO su civili e soldati siriani a Ghouta Est nel 2013, false flag attribuita ad Assad. Fino alle, ora riabilitate, bombe a grappolo, bombe all’uranio, e bombe al fosforo bianco già collaudate recentemente su passanti, specie bambini, in Serbia, Iraq, Libano, Palestina. 

Risolvevano niente ma, perbacco, se davano l’idea della dimensione della nostra misura di malvagità. E lasciavano la nostra impronta, sia nelle carni che nella Storia, come spetta ai grandi protagonisti della Storia.


Fulvio Grimaldi




Video collegati:

https://www.youtube.com/watch?v=jMkUdBpw7mw



giovedì 13 luglio 2023

Eventi marittimi per la Giornata del Mediterraneo

 


Conclusa con successo  la giornata internazionale del Mediterraneo (8 luglio) in cui gli amici  di Ecoitaliasolidale si sono attivati in varie zone d’Italia, soprattutto come attenti osservatori dello stato di salute del nostro mare. 

Il tutto ad iniziare dai nostri amici di Venezia che con la loro imbarcazione a vela hanno festeggiato l’8 luglio. A seguire: gli amici toscani che hanno organizzato un’escursione all’isola di Montecristo, i nostri soci di Rimini che hanno visitato la famosa grotta viola alle Tremiti, gli amici della Calabria che hanno incontrato il pubblico in una convegno sulla storia del Mediterraneo, nonché effettuato spedizioni ambientali lungo le coste dello Ionio, dove  il  presidente Piergiorgio Benvenuti  con un gruppo di sub laziali ha organizzato un’ispezione dei fondali marini nei pressi dell’area marina protetta delle secche di Tor Paterno

 Ed infine in Sardegna a Porto Rotondo dove è stato consegnato il premio “Nethuns”, il più importante del 2023 a Francesca de Natale, fondatrice di NOX Oceani, per aver realizzato un’imbarcazione per gare veliche interamente costruita con fibre di pietra basaltica e sughero. Un’innovazione questa che si prevede che in un futuro non lontano dovrebbe sostituirsi alla plastica e alle fibre di vetro. Infine a settembre è previsto il riconoscimento anche al comune di Monfalcone e in particolare al cantiere navale per l’inizio della costruzione di una nave a impatto zero...

Il Sesto Sole





martedì 11 luglio 2023

Mosca. Prigozhin "perdonato" da Putin ... (?)



In questi ultimi 15 giorni, tutti gli esperti o studiosi russofobi o russofili internettisti, hanno riempito centinaia di pagine di ipotesi, esternazioni, elucubrazioni, analisi, per cercare di svelare l’enigma e spiegare al Cremlino il da farsi. Qui la risposta all’enigma e agli esperti di Russia.

Il 29 giugno 2023 Putin ha fatto una riunione di altissimo livello statale e della sicurezza, durata oltre 3 ore con Prigozhin e i massimi comandanti di tutti i distaccamenti della Wagner, insieme ai massimi livelli politici del Cremlino. All'incontro hanno partecipato in totale 35 persone, ha dichiarato ai giornalisti l'addetto stampa presidenziale Dmitry Peskov, poche ore fa. I dettagli dell'incontro, ha osservato Peskov, sono riservati, ma allo stesso tempo ha detto: "Il presidente ha espresso la sua valutazione delle azioni della compagnia Wagner durante la SVO e gli eventi del 24 giugnoPutin ha ascoltato i comandanti, compreso Y. Prigozhin, ha espresso la sua valutazione di quanto accaduto il 24 giugno e ha offerto loro ulteriori possibilità di utilizzazione. Gli stessi comandanti Wagner hanno anche presentato la loro versione di quanto accaduto il 24 giugno e hanno sottolineato di essere strenui sostenitori e soldati del comandante supremo. Hanno anche ribadito che sono pronti a continuare a combattere per la Patria…", ha detto Peskov.

Secondo il segretario stampa del presidente della Russia, durante i colloqui Putin ha anche ascoltato i comandanti Wagner, che hanno presentato la loro versione dei fatti

Rispondendo a una domanda della stampa se il ministro della Difesa russo S. Shoigu fosse stato presente all'incontro, Peskov ha dichiarato di non avere altro da dire su questo evento.

Il 27 giugno, l'FSB aveva già riferito che il procedimento penale sui fatti che erano stati qualificati dalla Federazione Russa come tentativo di ribellione armata è stato chiuso.

Secondo la pubblicazione russa Fontanka a Prigozhin è stata anche restituita la pistola Glock personalizzata che aveva ricevuto in dono da Shoigu e altre armi che erano state requisite durante le perquisizioni del 24 giugno 2023.

Quante volte il silenzio e l’osservazione, sono d’oro o perlomeno saggi, soprattutto quando si affrontano temi o nodi che rappresentano le componenti dei poteri forti di uno stato o di una struttura sociale, figurarsi di una potenza, come quella russa, per di più in uno stato di legge marziale.

Occorre comporre scientificamente e in profondità le varie componenti di esso: l’aspetto politico, quello militare, quello dei vari servizi di sicurezza, quello economico, gli scenari di poteri strategici, gli equilibri SEMPRE labilissimi tra le componenti del potere, quello vero, non quello delle dichiarazioni stampa o politiche ufficiali. Senza dimenticare i poteri delle grandi criminalità, seppure spesso a quei livelli… in camicia bianca, ma ne sono parte, sempre.


Enrico Vigna, 10 luglio 2023















Commento/integrazione: 

lunedì 10 luglio 2023

Precipitazioni malefiche: piovono PFAS...

 


A conferma del periodo di indagine  i monitoraggi dell’Arpa rilevano la presenza in atmosfera di PFAS (cC6O4 e ADV) da settembre 2022 fino a marzo 2023 non solo attorno alla Solvay nel sobborgo alessandrino di Spinetta Marengo, ma anche nel lontano Comune di Montecastello dove è stato chiuso l’acquedotto. I Pfas, che circolano nelle falde acquifere, piovono dal cielo e vengono dunque respirati e vanno ad accumularsi sul suolo e sui vegetali, infine nel sangue degli animali e degli abitanti. I quali non sono sottoposti ad analisi.

il relativo servizio di Monica Gasparini su il bisettimanale Il Piccolo di Alessandria. Gasparini ha la peculiarità di fare validi articoli e nel contempo di censurare l’incessante attività della nostra Associazione, anzi con la stessa di (tentare di) oscurare i 40 anni di attività ecologista di Lino Balza che fanno gran parte della storia locale e non solo. Gasparini e/o il suo direttore magari nutriranno rancori personali essendo stati stigmatizzati per la loro pesante insinuazione di prima pagina che i tre eroici pompieri vittime del dovere fossero in preda alla droga. Però non si giustifica l’ostinato l’ostracismo che non rispetta una deontologia giornalistica onesta, e soprattutto che è assai utile alla Solvay bensì non ai lettori e, men che meno, non alle Vittime.  Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Clicca qui 

Poco tempo fa ho incontrato una conoscente: “Temevo fossi morto, non ti leggo più sul Piccolo, prima non saltavi una settimana”. Accennati i soliti gesti scaramantici, le ricordo: “Ti riferisci agli anni del coraggioso direttore Paolo Zoccola. Per il presente: dammi il tuo indirizzo e riceverai almeno una volta alla settimana la nostra mailing list insieme agli altri quasi 40mila utenti (una tiratura superiore al Piccolo, benché l’ex trisettimanale festeggi 100 anni dalla sua fondazione)”.   

            Lino Balza



domenica 9 luglio 2023

Venezia. Il progetto “Bosco dello Sport” non è un bosco e non aiuterà lo sport...

 


Egregio Presidente  del Consiglio, on. Giorgia Meloni,

Le scrivo in merito alla notizia che riguarda il finanziamento  concesso dal Governo al progetto “Bosco dello Sport” nel Comune di Venezia.


Appartengo a un Movimento  civico ed ecologista attento al ruolo delle istituzioni e alla loro tutela. Per rispetto nei confronti del Governo e della Carica Istituzionale da Lei rivestita  scrivo queste righe a tutela della verità.


Il finanziamento del così detto Bosco dello Sport di Venezia va a investire soldi pubblici in una direzione decisamente sbagliata. Forse il Governo non è stato informato in maniera adeguata: il decreto, infatti, parla di “finanziamento per il recupero dell'area del Bosco dello sport”. Ma in questo caso non si può parlare di “recupero”, perché l'area in cui dovrebbero venir costruiti lo stadio e il palazzetto dello sport non rientra in una zona degradata, ma anzi, è oggi una florida zona agricola, coltivata a frumento e soia, come si può evincere dalle foto  segnalate:



Inoltre, non si tratta nemmeno di “riavviare” i lavori, perché questi non sono mai iniziati. Il Bosco dello Sport è al momento un “concept” architettonico, una proposta progettuale per la quale, non avendo ricevuto il finanziamento dall’Europa, si chiede un intervento a Roma, per fare ben altro rispetto alla rigenerazione urbana.


Come ben saprà, infatti, nel Comune di Venezia c’è in effetti un’emergenza degrado, ma questa riguarda Mestre, che ormai viene bollata come la capitale dell’eroina del Nordest, e non le zone agricole e residenziali a Nord della città, caratterizzate invece da un reddito pro capite tra i più alti del territorio comunale e un bassissimo indice di criminalità.


L'invito che mi permetto di farLe è di venire a visitare il luogo che dovrebbe ospitare il Bosco dello Sport, affinché possa constatare con i suoi occhi che le mie non sono considerazioni “di parte”, del famoso “partito del no” che l’attuale Sindaco di Venezia combatte strenuamente, ma un’accorata richiesta a ripensare una decisione che, oltre a non giovare al nostro territorio, potrebbe ritorcersi contro di Lei e contro il Suo Governo. Ritengo infatti che viviamo in tempi molto difficili, in cui non possiamo più permetterci di remare in direzioni opposte quando si tratta di investire soldi pubblici.


Augurandomi che comprenda le ragioni di questa mia lettera, rimango a Sua disposizione per fornire ulteriori informazioni e dettagli e La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione.


Con i miei più cordiali saluti,


(Primi firmatari) Andrea Martini, Michele Boato, Daniela Giadresco, Paolo D’Arpini, Renzo Rivis, Massimo Mainardi, Lidia Are. Gianni Caverni, Mario Sgobbi, Laura Latini, Elio Mattiazzi, Franco Rigosi, Laura Rossi, Maria Rosa Vittadini,  Mara Zuin, Monica Pastrello, Vincenzo Di Tella, Adriana Gatto, Anna Ippolito, Nicola Cisternino, Kitty Figaro, Martina Camarda...




Tutta la Città insieme, Ecoistituto del Veneto, AmicoAlbero, Movimento dei Consumatori, CRIAAVe-Cittadini per la Riduzione Impatto Ambientale Aeroporto di Ve, Rete Bioregionale Italiana...

sabato 8 luglio 2023

Documento d'intesa della Rete Bioregionale Italiana

 

Bentornati a Casa! 


La Rete Bioregionale Italiana è nata nella riserva naturale di Monte Rufeno ad Acquapendente (Vt) nella primavera del 1996. Essa si pone come “terreno comune” per gruppi e singole persone, al fine di condividere idee, informazioni, esperienze, progetti ed emozioni, onde sviluppare forme e pratiche –culturali, sociali, spirituali  ed economiche-  in armonia con  la propria bioregione, con le altre bioregioni e il Pianeta Terra.

Una bioregione è un luogo geografico riconoscibile per varie caratteristiche: clima, suoli omogenei, specie vegetali e animali, bacini idrografici nella loro integrità, versanti montani, eccetera, ma anche le culture umane, considerando in particolare quelle prodotte da popoli che da tempo immemorabile hanno saputo convivere in armonia con tutto questo.

Per bioregionalismo si intende la volontà di ri-diventare nativi del proprio luogo, della propria bioregione. Possiamo fare tutte le scoperte possibili, usare la tecnica, la scienza; possiamo andare sulla luna e comunicare via satellite, ma alla base della nostra sopravvivenza fisica, psichica e spirituale ci sono questi alberi, queste erbe, questi animali, queste acque, questo suolo del luogo dove viviamo. L’evoluzione sociale e tecnologica è ecologicamente   compatibile solo su “piccola scala”, localmente e ancorata ad una visione olistica del sapere.

L’idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all’interno della più ampia comunità di viventi e nell’agire come parte e non a parte di essa, correggendo i comportamenti indotti dall’affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l’essere umano.

Il bioregionalismo si rifà ai principi ecocentrici , riconoscendo che l’equilibrio ecologico esige una profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri umani riguardo al nostro ruolo nell’ecosistema planetario. Questa consapevolezza non è qualcosa di completamente nuovo, ma affonda le sue radici negli antichi saperi dei popoli nativi in ogni parte del mondo e nelle grandi tradizioni spirituali occidentali e orientali.

Il modo più appropriato per iniziare a ri-abitare non è attraverso leggi o regolamenti imposti, ma ponendosi in prima persona in relazione al luogo in cui si vive: scoprendone i significati, gli scambi, individuandone i contorni, dedicandosi ad attività sostenibili con la propria bioregione.

L’idea bioregionale, punta ad inserirsi nelle pieghe della società; per riuscirci diverse possono essere le modalità, i linguaggi e le forme, ma, al di là delle differenze, ciò che accomuna i bioregionalisti è la consapevolezza di essere parte di un insieme senziente.

L’idea bioregionale è ispirata dai sistemi naturali e selvatici; per sua natura, pertanto, si esprime attraverso la forma decentrata.   Nell’introdurre questo concetto, si richiede la sensibilità di esporlo in modo che ogni persona, gruppo o realtà sociale lo senta proprio e nel proprio luogo si organizzi per radicarlo.

Paolo D’Arpini, portavoce della Rete Bioregionale Italiana - bioregionalismo.treia@gmail.com




Articolo in sintonia: 
Vivere bioregionalmente, giorno per giorno -https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/06/vivere-il-bioregionalismo-giorno-per.html