venerdì 16 settembre 2022

“Blavatsky e i suoi nemici”



...interessanti ed  efficaci interventi di Paolo Dolzan e di Matteo Martini  che  aggiungono  chiarezza su alcuni argomenti oggetto di critiche, passate e attuali,  nei confronti dell’opera di  H.P. Blavatsky.  Martini è anche  fra i pochissimi  a ricordare le riflessioni di Blavatsky sulla medicina, sui microbi, sulle epidemie-pandemie: 

“Una delle ultime riflessioni su Blavatsky  è  che  dal punto di vista medico  scrisse delle pagine molto interessanti sulla medicina, che potremmo definire olistica ante litteram.  Per esempio, in tema di epidemie-pandemie ecc.,  definiva l’apporto dei germi   -  all’epoca non si parlava ancora di virus ma sicuramente conosceva i batteri  -  e sminuiva il ruolo di queste realtà microbiologiche in favore di una lettura  molto  simile a quella di Hamer  in cui viene data importanza alla parte psico-emotiva della biologia. Blavatsky sosteneva che  gli agenti patogeni presunti infettivi non fossero così importanti per spiegare  improvvise e importanti epidemie-pandemie ma che ci fossero   delle cause occulte e che queste  si  dovessero ricercare   anche negli aspetti emozionali psico-emotivi dell’essere umano.   Ci sono dei passaggi che abbiamo già  riportato  che si trovano sul sito di Paola Botta Beltramo… “

(https://www.youtube.com/watch?v=FEfwP1ba6e0  - a 1,44 ca) *

 

 Paola  Botta Beltramo




 












*Il sito a cui si riferisce Martini  è “Teosofia Bernardino del Boca” – categorie:  Vaccinazioni – Medicina  - Genetica – Aids   http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/

 

La prima parte di “Blavatsky e i suoi nemici” https://www.youtube.com/watch?v=bgI43di5geY

 

giovedì 15 settembre 2022

Memento audere semper o malcomune è mezzo gaudio?

 


Come trasferire la maggior parte della ricchezza prodotta direttamente nelle tasche dell’1% Come evitare che i profitti siano suddivisi equamente tra lavoratori e datori di lavoro? Come distruggere le PMI e le botteghe artigiane per avvantaggiare le grandi multinazionali? Come togliere potere alle contrattazioni collettive dei lavoratori? Come rivolgere le armi economico-finanziarie di cui dispone solo uno Stato contro l’interesse comune?

Queste sono le domande a cui le classi dominanti hanno dovuto trovare risposta per ribaltare un sistema che aveva garantito crescita e diminuzione delle disuguaglianze a partire dagli anni 30 e, ancora di più, dopo la fine delle due Guerre Mondiali.

Lungi dall’essere stato un errore, quella della UE dell’euro è una storia di successo. Del più grande successo dell’1%.
Quello che deve essere chiaro, è che non si è trattato di un errore, di un malfunzionamento di sistema, di un esperimento andato storto.

I milioni di poveri in più, di disoccupati, di sottoccupati, di sfruttati, le decine di migliaia di aziende chiuse, i suicidi per la crisi, le centinaia di migliaia di giovani laureati costretti a scappare da un Paese in lenta agonia da oltre un ventennio, la distruzione sistematica dei risparmi, del valore degli immobili e l’abbattimento progressivo dello Stato sociale, sono tutti figli di una granitica volontà politica.
Morena Oro



Commento di Maurizio Angeletti: "...ormai, tutto è in chiaro; ci hanno tolto persino l'illusione della temporalità (parziale) della casualità. E le 'scrofe' dell'umanità, senza remora alcuna, si stanno mangiando i propri figli. L'umanità, nella sua crudele storia, non è mai scesa tanto in basso come questi efferati 'criminali sociali'..." (M.A.)

Mio commentino: “...se il tran tran sistemico prosegue l'unico modo di poter influire sulla gestione pubblica è quello di votare per un partito o lista anti-sistema, almeno per mandare qualcuno in parlamento che possa addolcire lo strapotere dello "stato profondo", nella dittatura chiamata "repubblica Italiana". Diciamo un piccolo granello di sabbia nel meccanismo dello strapotere oligarchico e finanziario...” (P.D'A.)

mercoledì 14 settembre 2022

Ucraina. La guerra in maschera... voluta dallo zio Sam

 


L'Ucraina non è più uno stato sovrano dal 2014, quando è passata col golpe di piazza Maidan sotto il comando NATO-USA con il supporto delle milizie bandieriste neonaziste . Il governo Zelensky è un governo fantoccio. L'esercito è sotto il comando NATO-USA . Il suo nerbo è costituito dai reparti speciali addestrati dalla NATO e da milizie occidentali camuffate da volontari e mercenari.

Il compito assegnato al popolo ucraino è quello di fare guerra alla Russia e di sacrificarsi per per questa crociata.

Il comando, le armi, le tecnologie, le strategie di guerra e le chiavi della pace e della guerra sono nelle mani di Londra e Washington. Per finire la guerra bisogna scollegarsi da questa catena e rivendicare la sovranità politica del nostro paese sulle decisioni che riguardano la pace e la guerra. Sulla pace l'Europa non ha voce in capitolo. Non esiste una diplomazia europea.

Non lo decide neanche la Russia, che può solo provare a vincere per raggiungere la pace che garantisca la sua sicurezza. Il generale inverno ci dirà di più. Oppure finirà quando lo vorranno Londra e Washington. Oppure dopo una guerra nucleare... (Antonio Castronovi)



Lo scorso luglio la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, aveva approvato in tutta fretta una legge che permetteva ai cittadini polacchi di rimanere in Ucraina per 18 mesi e godere di tutti i diritti degli ucraini, tra cui quello di lavorare senza bisogno di un permesso, ricevere assistenza medica e sociale, ecc. Inizialmente la notizia mi era sembrata alquanto strana, quale persona sana di mente vorrebbe emigrare in un paese in guerra?

Ma oggi avendo letto che tra i soldati mandati al macello durante la controffensiva ucraina c'erano molti polacchi ho ripensato a quella legge e mi è venuta un'illuminazione. Non potrebbe essere servita come operazione di camouflage? Vale a dire, far passare dei polacchi per ucraini e a regolarizzare la posizione dei tanti mercenari presenti sul territorio? (Laura Ru)





martedì 13 settembre 2022

La semplicità di una ragione...

 


Chiunque in Europa non si auguri la disfatta del regime del comico Zelensky è un nemico dell'Europa e dei popoli europei. I servi europei, le classi cosiddette dirigenti, con il loro codazzo mediatico di lacchè, sono tutti a favore di questo burattino dei nordamericani. Essi costituiscono la parte peggiore e arretrata del vecchio continente, quella che deve essere spazzata via per sperare in un risorgimento europeo.

In mancanza, ciò che ci aspetta è sottomissione alla Casa Bianca e decadenza politica, economica, culturale . I nostri nemici sono tutti all'interno, prima che fuori, sono questi venduti che ci costringono all'inchino straniero.

Anche la stupida marmaglia fascista che sta appoggiando i mercenari occidentali inviati a sostegno di Kiev deve essere disprezzata più che in altri tempi. I fascisti, camerati dell'americanismo yankee, sono poveracci che non distinguono il bene dal male. Vivono un eterno passato mai esistito. Come gli altri devono essere sepolti dagli eventi perché non hanno alcuna utilità, sono vili traditori, che se ne rendano conto o meno. La storia non sa che farsene delle buone intenzioni. Se non si è cambiamento, si è reazione.
(G.P.)









lunedì 12 settembre 2022

Dmitrij Medvedev ai politicanti italiani di sistema

 


“Volevate continuare a fare del male alla Russia e starvene tranquilli e impuniti? Volevate  vederla stramazzare al suolo, fatta a pezzi con le sanzioni. Le fate la guerra con armi e sanzioni, il male da voi causato non colpisce solo il popolo russo, ma anche il vostro proprio popolo. Sono gli italiani a pagare più dei russi le conseguenze della vostra follia. I vostri giornali già preparano mentalmente il popolo a risolversi i problemi economici e sociali  che avrà quest’inverno. In Russia luce, gas, legna e acqua a volontà e a buon prezzo, ma in Europa è già emergenza su prezzi e occupazione. La causa non è Putin, ma dell’ottusa politica Ue-Usa-Nato e di chi l’ha sostenuta”. 

I politici italiani hanno risposto a Medvedev con insulti, forti nella convinzione che gli italiani sono disposti a fare sacrifici pur di fare la guerra alla Russia, e lo dimostreranno alle elezioni,  smentendo Medvedev che li incita a far valere il voto

I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politicanti più amorali. Quindi agite, vicini europei! Non tacete. Chiamate i vostri deficienti a rendere conto! E noi vi udiremo. Il vantaggio è evidente: l’inverno in compagnia della Russia è molto più caldo e confortevole che in un altezzoso isolamento con i fornelli del gas spenti e i termosifoni freddi”. 

 Dmitrij Medvedev



Commento di  Giovanni Fazio: “No alla guerra, no alle sanzioni. L’Europa è malata. Un focolaio cronico di guerra nel proprio territorio agisce come un focus malefico che, col tempo, tende ad espandersi e a coinvolgere l’intero continente in una guerra che i popoli europei non desiderano affatto. Tanto meno la vuole il popolo italiano che, in contrasto con le dichiarazioni euforiche di Draghi e di una casta dirigente irresponsabile, sente già i morsi dell’inflazione e dei rincari abnormi dei prezzi...” 

Commento di Rete Ambientalista:   "...non si capisce a chi  Medvedev intenderebbe fare propaganda elettorale, considerando che, a proposito di sanzioni,  tutti i partiti  di sistema erano con Draghi, Meloni compresa..."


Mio commentino: "Beh un'alternativa c'è: Italia sovrana e popolare. 





sabato 10 settembre 2022

All'arrembaggio... (o facimmo ammuina!?)

 


Da lettore di Salgari, in giovane età ho sempre amato l'immagine dei pirati malesi che assaltavano con giunche o "prahos" malfermi le poderose cannoniere britanniche. Di solito per finire fatti a pezzi, ma talvolta riuscendo nell'abbordaggio, dove sul ponte, nel corpo a corpo, il vantaggio tecnologico britannico si dissolveva e la partita si apriva.

Era una fascinazione giovanile, istintiva e naturalmente ingenua. Anni dopo, divenuto consapevole di cosa avesse significato l'imperialismo britannico e la "Compagnia delle Indie" (la prima corporation privata che, letteralmente, possedeva delle nazioni), quell'immagine ha acquisito una nuovo significato, non più meramente letterario.

In effetti quella era la forma romanzata di una delle dinamiche di fondo degli ultimi due secoli: la conquista e sottomissione imperiale del mondo da parte di quella parte dell'occidente che, alle soglie di ciò che chiamiamo "modernità", aveva goduto di un vantaggio tecnologico iniziale. E il mondo conquistato non era solo esterno, in paesi lontani, ma anche interno, con la distruzione sistematica di forme di vita rurali, comunitarie, stratificate.

Si tratta di una storia fondamentalmente di sopraffazione, militare prima, economica poi, infine culturale. Tutte le tinteggiature di nobili intenti civilizzatori, del "fardello dell'uomo bianco" sono propaganda e ideologia autogiustificativa, che cercava di fare un’antica operazione: spiegare che il dominatore era tale per ragioni altissime e nobilissime, che niente avevano a che vedere con il volgare fatto di avere protempore un randello più grosso.

Naturalmente, chi volesse farsi davvero portatore di istanze di civiltà, ritenendole intrinsecamente superiori, dovrebbe recarsi "nudo" e cerca di instaurare relazioni di dono, tra pari. Lo fecero alcuni missionari, e una parte ebbe anche qualche successo.

L'Occidente ha invece chiesto che la propria superiorità civile e morale venisse ammessa entusiasticamente da tutti con una canna di fucile puntata in faccia.

Quella storia, e così veniamo all’oggi, non è mai finita. È semplicemente continuata dopo il 1945 con il subentrare dei cugini americani all'impero britannico, e con la rimodulazione del potere, da controllo militare diretto a controllo indiretto, economico, culturale, e militare solo quando gli altri fallivano.

Oggi però una parte dei paesi che allora erano stati sottomessi hanno imparato a difendersi, hanno recuperato il vantaggio tecnologico che inizialmente li metteva in condizioni di inferiorità sul piano della forza (e solo su quello), e si apprestano a rispondere (la Cina, ad esempio, ha una perfetta consapevolezza di quanto accaduto, ne ha sofferto amaramente per due secoli e ora sta reagendo).

Il quadro che si profila, il quadro cui si sta preparando l’impero americano, è quello di un conflitto senza esclusione di colpi per la preservazione del proprio potere. È importante capire che la cultura americana, e questo è un dato storico profondo, è improntata ad un atteggiamento di aggressività predatoria sin dalle origini (gli indiani ne sanno qualcosa). Non è un caso che l’animale simbolo degli USA sia un rapace (l’aquila), mentre quello della Russia e della Cina siano due tipi di orso (uno carnivoro, l’altro vegetariano). Si tratta di autoidentificazioni conformi a miti fondativi, che definiscono e rinforzano un "carattere nazionale".

Chi oggi si trova ad assaltare le cannoniere con giunche e prahos non sono più i pirati delle ex colonie (o almeno non tutti). Sono soprattutto le minoranze interne ai paesi occidentali, che percepiscono il pericolo di un incombente scontro totale e cercano di scongiurarlo, nel nome di un’idea di convivenza, rispetto, autodeterminazione. E per questo atteggiamento visceralmente antiimperialista queste minoranze vengono attaccati nella neolingua giornalistica come “complottisti”, “rossobruni”, “sovranisti”, ecc.

Anche questo è parte del fuoco delle loro cannoniere.
Ma noi aspettiamo il momento di trovarci corpo a corpo sul ponte.

Andrea  Zhok 













(ed intanto famose 'na birretta!)

venerdì 9 settembre 2022

Malenchon, la guerra e le panzane (a "sinistra")...



Malenchon  è venuto in italia per appoggiare una lista - a sua detta- di "sinistra"  ma la sua posizione sul conflitto in Ucraina  lascia molto a desiderare  anche se è stata condivisa da alcuni ambienti   "progressisti".  La mia critica all'ambiguità di Malenchon  fa riferimento soprattutto  all'intervista fattagli da Mentana sulla TV7 in cui, dopo un lungo bocca a bocca con relativi baci tra lui e Mentana (in cui si diceva che non bisogna votare per la Meloni: troppo facile e scontato !), Malenchon diceva che i Russi sono degli invasori, che devono ritirarsi dall'Ucraina e che l'ONU deve prendere il controllo della centrale di Zaporiza (evidentemente cacciandone i Russi). 

Il giorno dopo in conferenza stampa Malenchon ribadiva genericamente che lui "è contro tutti gli imperialismi", posizione ambigua che gli permette di non prendere una posizione ragionata e di fare un'analisi seria.

D'altra parte sappiamo che i Trozskisti e gli ex Trozskisty hanno sempre preso posizione netta ed acritica, non solo contro l'Unione Sovietica, ma anche contro la Russia attuale, contro il governo del Baath in Siria e contro Assad, contro il governo di Gheddafi in Libia, ecc., dando una copertura "da sinistra" alle azioni militari aggressive degli USA e della NATO. Bisogna stare molto attenti ai falsi miti gonfiati e ragionare sempre,

Vincenzo Brandi

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Panzane  a "sinistra":

Per settimane hanno martellato l'opinione pubblica con la storia dei russi che bombardano se stessi asserragliati nella centrale. Adesso, sempre su indicazione degli umanisti atlantici è la volta dei russi che hanno deportato due milioni e mezzo di ucraini. Che proprio non si capisce a quale scopo prendersi in carico una popolazione ipotizzata come ostile se non per dare sfogo al proprio sadismo: internandola, torturandola e privandola dei fanciulli. Che ci siano dei normali rifugiati russofoni che si sottraggono alla guerra preferendo la Russia piuttosto che le retrovie europee, anche solo come via più a portata di mano per la salvezza, è ipotesi troppo fantasiosa per i veri umanisti per essere considerata. I russofoni perseguitati non esistono, sono una invenzione di Putin. Siamo ormai alla spudoratezza propagandistica senza limiti, alle panzane paranoiche prive di qualsivoglia fondamento logico. Tutto fa ormai brodo per alimentare l'idea del nemico cattivo.

Fausto Anderlini

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Commento di Lanfranco Turci: "...nella mia lunga esperienza politica ho visto tanti episodi di faziosità e ho sicuramente partecipato a molti di essi. Ma devo dire che la stupidità faziosa della propaganda occidentale nel caso di questa guerra e la mancanza di ritegno di firme e media anche "autorevoli" mi suscitano una repugnanza insopportabile. Sarà così anche dall'altra parte? E' molto probabile. Ma noi vediamo questa e nel mondo "libero" dovremmo aspettarci un pò più di rispetto per la decenza informativa."