domenica 17 aprile 2022

Ricerca biologica militare in corso sul territorio dell'Ucraina...




I documenti ricevuti dal Ministero della Difesa russo confermano il collegamento della STCU con il dipartimento militare americano.   La slide mostra la raccomandazione ufficiale del Dipartimento di Stato americano, che approva la collaborazione della STCU con il main contractor del Pentagono, Black and HIV.

La corrispondenza esprime la disponibilità di questa società  a collaborare con la STCU nel quadro della ricerca biologica militare in corso sul territorio dell'Ucraina.
 
La sede del Centro di scienza e tecnologia ucraino si trova a Kiev e ha uffici regionali a Baku, Chisinau e Tbilisi, oltre che a Kharkov e Lvov.
 
️Allo stesso tempo, il Centro di esperti per le minacce chimiche e biologiche del Ministero della Difesa russo ha stabilito che l'attività principale della STCU è fungere da centro di distribuzione di sovvenzioni per condurre ricerche di interesse per il Pentagono, anche sul campo di armi biologiche.
 
️Solo negli ultimi anni, Washington ha speso più di 350 milioni di dollari per l'attuazione dei progetti STCU.
 
️ Il Dipartimento di Stato americano e il Ministero della Difesa sono clienti e sponsor statunitensi della STCU. Il finanziamento viene fornito anche attraverso l'Agenzia per la protezione ambientale, il Dipartimento dell'agricoltura, della salute e dell'energia degli Stati Uniti.
 
️Durante un'operazione speciale sul territorio dell'Ucraina, è stato stabilito che nel periodo dal 2019 al 2021 scienziati americani di un laboratorio nella città di Merefa (regione di Kharkiv) hanno testato farmaci biologici potenzialmente pericolosi su pazienti dell'ospedale psichiatrico clinico regionale N. 3 a Kharkiv.
 
️Gli individui con disturbi mentali sono stati selezionati per gli esperimenti in base alla loro età, nazionalità e stato immunitario. Su moduli speciali, è stato preso in considerazione il risultato del monitoraggio 24 ore su 24 delle condizioni dei pazienti. Le informazioni non sono state inserite nel database dell'ospedale, il personale dell'istituto medico ha firmato un accordo di riservatezza.
 
️ A gennaio 2022 le attività del laboratorio di Merefa sono state interrotte e tutte le attrezzature e i farmaci sono stati portati nell'ovest dell'Ucraina.
 
️ Ci sono testimonianze di un certo numero di testimoni di questi esperimenti disumani, i cui nomi non possiamo rivelare nell'interesse di garantirne l'incolumità.
 
Briefing sui risultati dell'analisi dei documenti relativi alle attività biologiche militari degli Stati Uniti sul territorio dell'Ucraina (14 aprile 2022).


sabato 16 aprile 2022

Padova. Primo maggio in piazza del movimento no green pass


Mayday” è il segnale utilizzato nella radiofonia militare internazionale per chiedere soccorso in caso di grave pericolo. In lingua inglese indica anche la giornata del Primo Maggio.

A partire dall'inizio dell'operazione Covid ormai due anni fa, i mass media, la classe politica e le istituzioni hanno quotidianamente abusato del lessico militaresco per instillare negli italiani la paura e l'assuefazione ad un'emergenza perpetua, indispensabile per giustificare una dittatura fondata sulla segregazione sociale e la persecuzione di chiunque si ribelli al pensiero unico dominante.

I movimenti di Resistenza Costituzionale hanno così deciso di fare propria la strategia comunicativa del governo e di utilizzare quello stesso linguaggio militare per lanciare il “Mayday” per una grande manifestazione nazionale a Padova il Primo Maggio. Quale termine migliore infatti per diffondere una richiesta di aiuto in tutta Italia e convergere in massa proprio il Primo Maggio a Padova?

Sarà una giornata di solidarietà e di soccorso reciproco in cui ravviveremo la lotta contro il governo Draghi, contro le sue misure liberticide e di austerity, contro il suo bellicismo e il suo  servilismo verso NATO e Unione Europea, deleteri per i nostri interessi nazionali. Un Primo Maggio per dare finalmente vita ad un fronte ampio delle forze sociali e politiche di opposizione. Un Primo Maggio per dare voce ai lavoratori discriminati, ai movimenti di base che hanno animato l’opposizione sociale e politica negli ultimi due anni. Un Primo Maggio per denunciare l'incombente macelleria sociale e delle piccole e medie imprese pianificata da tempo, che - con la scusa della guerra in Ucraina – sarà portata avanti come da tabella di marcia del Grande Reset attraverso i  rincari speculativi delle materie prime e dell'energia con cui Draghi intende metterci in ginocchio.

Ma il Primo Maggio di Padova sarà soprattutto l'occasione per rilanciare le piazze come luogo di lotta politica, quelle stesse piazze che ci hanno visto combattere indomiti in questi mesi e che nell'attuale momento di apparente tregua non devono assolutamente abbassare la guardia.

Quindi tutti a Padova il Primo Maggio!

DIVISI SIAMO NULLA, UNITI POSSIAMO TUTTO!

Coordinamento nazionale dei movimenti di Resistenza Costituzionale


Per maggiori informazioni potete contattare l’Ufficio stampa centrale:
Donatella Marchezzolo, 338 2548871
Cristiano Fazzini, 393 9968000
David Monticelli, 347 3607890


venerdì 15 aprile 2022

NATO... il patto che è morto...



La NATO, o Patto Atlantico,  fu istituita nel 1949 in funzione "difensiva": garantire la sicurezza del mondo occidentale dalla minaccia comunista (vera o presunta che fosse), ovvero reagire ad un eventuale attacco dell’Unione Sovietica   in Europa o in America settentrionale (art. 5 del Trattato). L’URSS e gli Stati  satelliti  risponderanno nel 1955 con il Patto di Varsavia. Quale funzione collettiva contro la Russia ha  giustificato l’intervento della Nato  in Bosnia, Erzegonia (1995-2004), Kosovo (1999), Afghanistan (2001-2021), Libia (2011)? E in Iraq?  L’Italia  è presente sul territorio iracheno da quasi vent’anni. 

Ebbene, è ormai prossima l’assunzione italiana del comando della Nato in Iraq, senza una minima discussione pubblica.  Amplierebbe la nostra missione da 500 a 4.000 uomini trasformandola di fatto in missione di combattimento.  L’Iraq infatti è un paese nel quale si combatte da tempo una parte del conflitto che oppone Stati Uniti e Iran. 

Un conflitto combattuto tramite terze parti e mercenari vari e giocato con cinismo sulla pelle di donne e uomini iracheni e che tiene in ostaggio il Paese da anni. In questo pantano di un rinvigorito terrorismo, il rischio concreto è che l’Italia, sostituendo gli Stati Uniti, rimanga invischiata nella lotta per il controllo dell’Iraq, e con la conseguenza, tra l’altro, di nuovi gravi rischi anche per la sicurezza delle organizzazioni umanitarie italiane che operano in Iraq


Intanto l'Italia si riarma pesantemente e parte per la guerra... 

Da un giorno all’altro il governo Draghi ha stanziato 13 miliardi per le spese militari, dopo due anni di pandemia in cui non un centesimo in più fu dato alla sanità pubblica, impiega i nostri militari in operazioni al confine con la Russia e l’Ucraina e invia armi spacciandole per aiuti umanitari. Il nostro Paese si trova pienamente coinvolto in questo scenario: membro della Nato, con oltre 160 basi militari Nato al proprio interno e con un centinaio di testate nucleari presenti ed un governo completamente asservito agli interessi di chi cerca lo scontro ad ogni costo…

Notizie raccolte da Rete Ambientalista


Tutte le basi Nato in Italia - https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2022/02/il-soave-profumo-dellimperialismo-e-la.html

mercoledì 13 aprile 2022

Il coinvolgimento della NATO in Ucraina è sempre più evidente



Scott Ritter è un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti che si è guadagnato il rispetto internazionale per la sua indipendenza e integrità come commentatore di conflitti e relazioni estere. Questa settimana, è stato bandito dalla piattaforma social di Twitter per aver contestato le affermazioni dei media occidentali secondo cui il massacro a Bucha, in Ucraina, sarebbe stato compiuto dalle truppe russe. Mosca respinge le accuse, come altri analisti indipendenti che mostrano evidenze che l’incidente è stato una “false flag” perpetrata dai reggimenti nazisti ucraini, sostenuti dalla NATO, per minare la credibilità internazionale della Russia e sostenere gli obiettivi occidentali. Il fatto che Ritter possa essere bannato per aver osato mettere in discussione dubbie narrazioni è un segno dei tempi. (È stato poi reintegrato a seguito di una protesta pubblica contro la censura).

Nella seguente intervista per Strategic Culture Foundation, Ritter sottolinea il punto cruciale, cioè che l’intervento della Russia in Ucraina sta smascherando il coinvolgimento degli Stati Uniti e della NATO nell’addestramento e nell’armamento delle milizie naziste dominanti nella regione. Per questo i media occidentali sono così veementi nel cercare di distorcere il conflitto e incolpare la Russia. La verità sul torbido coinvolgimento dell’Occidente in Ucraina sarebbe insopportabile per l’opinione pubblica occidentale.

Quando Ritter aveva prestato servizio in Iraq negli anni ’90 come ispettore delle Nazioni Unite, aveva contestato le affermazioni dei media e del governo occidentali secondo cui l’Iraq possedeva armi di distruzione di massa. Quelle affermazioni erano state poi usate come pretesto per la guerra che Stati Uniti e Gran Bretagna avevano scatenato in Iraq nel 1993, che era costata la vita ad oltre un milione di persone, aveva distrutto una nazione, con milioni di sfollati e vittime, oltre a generare ondate di terrorismo internazionale. In seguito si era scoperto che le affermazioni sulle armi di distruzione di massa erano basate su bugie deliberate, di cui nessun leader occidentale è stato ritenuto responsabile. Gli ammonimenti di Scott Ritter contro quella guerra si erano rivelati corretti, e questo è uno dei motivi per cui è ampiamente rispettato dall’opinione pubblica internazionale.

Ritter è un commentatore critico dei conflitti e delle relazioni estere degli Stati Uniti. È un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines che aveva prestato servizio nell’ex Unione Sovietica, dove si era impegnato per il rispetto dei trattati sul controllo degli armamenti nucleari, poi nel Golfo Persico durante l’operazione Desert Storm e [infine] come ispettore delle Nazioni Unite in Iraq (1991-98) per la supervisione dello smantellamento delle armi di distruzione di massa. È l’autore di Scorpion King: America’s Suicidal Embrace of Nuclear Weapons from FDR to Trump (Clarity Press, 2020).

Intervista

Domanda: Pensa che la Russia abbia avuto dei motivi validi nel lanciare la sua “operazione militare speciale” in Ucraina il 24 febbraio?

Scott Ritter: Credo che la Russia abbia articolato un ragionevole caso di autodifesa collettiva preventiva ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. La minaccia rappresentata dall’espansione della NATO e da otto anni di bombardamenti sui civili del Donbass rientrano in questa fattispecie.

Domanda: Pensa che la Russia abbia legittime preoccupazioni sul fatto che il Pentagono avesse sponsorizzato programmi per armi biologiche nei laboratori in Ucraina?

Scott Ritter: Il Pentagono nega qualsiasi programma di armi biologiche, ma ammette programmi di ricerca biologica sul suolo ucraino. I documenti requisiti dalla Russia avrebbero scoperto l’esistenza di programmi i cui dettagli potrebbero essere interpretati come applicazioni offensive di guerra biologica. Gli Stati Uniti dovrebbero essere tenuti a spiegare lo scopo di questi programmi.

Domanda: Cosa ne pensa delle accuse nei media occidentali secondo cui le truppe russe avrebbero commesso crimini di guerra a Bucha e in altre città ucraine? Si sostiene che le forze russe abbiano giustiziato sommariamente dei civili.

Scott Ritter: Tutte le denunce di crimini di guerra devono essere indagate a fondo, comprese le accuse ucraine secondo cui la Russia avrebbe ucciso dei civili ucraini a Bucha. Tuttavia, i dati disponibili sull’incidente di Bucha non supportano le affermazioni ucraine e, in quanto tali, i media dovrebbero astenersi dal fare eco a queste affermazioni, riportandole come fatti, finché non sarà condotta un’indagine adeguata sulle evidenze, da parte dei media o di autorità imparziali.

Domanda: Pensa che i presunti bombardamenti russi su un ospedale e su un teatro a Mariupol siano state provocazioni false flag?

Scott Ritter: Entrambe le località sono disponibili per un esame forense dettagliato che confermerebbe o confuterebbe le accuse ucraine secondo cui queste località sarebbero state colpite dai Russi. Dovrebbero essere raccolte altre prove, come l’esistenza di eventuali dati radar della NATO che mostrassero la presenza di aerei russi su queste due località al momento del presunto attacco. Un esame forense dettagliato di ciascun sito aiuterebbe molto a verificare o smentire le affermazioni ucraine attraverso la raccolta di frammenti e la valutazione di campioni ambientali che mostrerebbero la composizione chimica degli esplosivi utilizzati, consentendo così una migliore idea di quale arma o esplosivo sia stato utilizzato per distruggere i siti.

Domanda: I governi occidentali e i media mainstream hanno screditato gli obiettivi russi di “smilitarizzare e de-nazificare” l’Ucraina. L’Occidente dice che la Russia ha inventato o esagerato grossolanamente questi problemi come pretesto per l’invasione. Pensa che questo negazionismo dell’Occidente sia dovuto al fatto che non vuole riconoscere che la Russia potrebbe davvero avere preoccupazioni legittime e, in secondo luogo, che riconoscere tali preoccupazioni significherebbe ammettere che l’Occidente è parte del problema nella guerra in corso?

Scott Ritter: L’ironia è che l’Occidente ha documentato a fondo la penetrazione dell’ideologia nazista nelle strutture civili, politiche e militari dell’Ucraina durante e dopo il colpo di stato del Maidan, nel 2014. Questa realtà, dopo l’invasione russa, è stata deliberatamente oscurata dalle stesse fonti che ne avevano precedentemente documentato l’esistenza. Riconoscere da parte della NATO l’esistenza di questa odiosa ideologia richiederebbe alla NATO di riconoscere il ruolo che ha svolto nell’addestramento e nell’equipaggiamento del personale del reggimento Azov a partire dal 2015. La documentazione russa del suo sforzo di de-nazificazione in corso in Ucraina è fonte di continuo imbarazzo per la NATO, poiché svela il ruolo della NATO nel potenziare la militarizzazione dell’ideologia nazista in Ucraina.

Domanda: Per circa quattro mesi prima dell’intervento russo in Ucraina, l’amministrazione Biden ha continuato ad affermare che Mosca stava pianificando un’invasione. Pensa che questo sia un caso di intelligence efficace da parte di Washington o piuttosto il culmine della provocazione che ha portato all’azione militare russa in Ucraina?

Scott Ritter: Ora sappiamo che la comunità dell’intelligence statunitense, sotto l’amministrazione Biden, è impegnata in una politica di “de-classificazione” scriteriata dei dati di intelligence, allo scopo di plasmare l’opinione pubblica (con la cosiddetta tecnica di “anticipare la narrativa”). Non ci sono prove che l’intelligence relativa alla potenziale azione militare russa fosse basata su qualcosa di diverso da una speculazione politicizzata, derivata a sua volta da un’analisi grezza e fuori da ogni contesto della disposizione delle forze russe. Qualsiasi vera valutazione dell’intelligence relativa alle tempistiche di una eventuale azione militare russa avrebbe incluso l’imperativo politico interno dell’ottenimento dell’approvazione della Duma [il parlamento russo] per lo spiegamento delle forze russe al di fuori dai confini della Russia, cosa che avrebbe comportato una valida giustificazione per un’azione militare ai sensi della Carta delle Nazioni Unite. Questo avrebbe richiesto ulteriori passi politici, come la dichiarazione di indipendenza delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, e poi una petizione al parlamento russo per il riconoscimento di questa indipendenza, in modo che la Russia potesse legittimamente invocare l’articolo 51. Nessuno di questi fattori era conoscibile quando l’amministrazione Biden aveva rilasciato i suoi avvertimenti su attacco imminente, dimostrando così che l'”intelligence” derivava da speculazioni avulse dai fatti e che non era affatto intelligence.

Domanda: I media occidentali riferiscono che l’operazione militare russa sta fallendo perché non c’è stata l’invasione dell’intera Ucraina. Da esperto militare, come vede procedere l’operazione russa?

Scott Ritter: La Russia sta combattendo una campagna molto difficile, ostacolata dal vincolo autoimposto di limitare le vittime civili e i danni alle infrastrutture e dal fatto che l’Ucraina possiede un esercito molto ben addestrato, ben guidato ed equipaggiato. La Russia ha schierato circa 200.000 uomini a sostegno di questa operazione. Stanno affrontando circa 600.000 truppe ucraine. La prima fase dell’operazione russa è stata progettata per modellare il campo di battaglia a vantaggio della Russia, riducendo al contempo le dimensioni e la capacità dell’esercito ucraino di condurre offensive su larga scala. La seconda fase è incentrata sulla distruzione della principale concentrazione di forze ucraine nell’Ucraina orientale. La Russia è sulla buona strada per portare a termine questo compito.

Domanda: Quali sono i rischi di una guerra per procura degli Stati Uniti e dei partner della NATO contro la Russia, in qualche modo simile alla guerra segreta dell’Occidente in Siria o alla guerra in Afghanistan (1979-89) con l’Unione Sovietica? Ci sono notizie di legioni straniere inviate in Ucraina attraverso i Paesi della NATO. Pensa che ci sia un piano occidentale per coinvolgere la Russia in una guerra per procura allo scopo di indebolirla politicamente, economicamente e militarmente?

Scott Ritter: Il conflitto ucraino è una guerra per procura, ma stavolta la Russia è pronta a vincerla in modo decisivo. Sebbene sembri esserci un piano NATO/Occidente per coinvolgere la Russia in un “nuovo Afghanistan”, non vedo alcun rischio che questo conflitto possa protrarsi per più di qualche settimana al massimo prima che la Russia ottenga una vittoria strategica sull’Ucraina.

Domanda: C’è la pretesa arrogante, tra i governi occidentali, che si possano imporre alla Russia sanzioni economiche che abbiano un effetto simile a quello che hanno avuto, tra gli altri, con l’Iran, il Venezuela e la Corea del Nord. Ma concorderebbe sul fatto che, se la Russia iniziasse ad imporre le proprie contro-sanzioni limitando le esportazioni di petrolio e gas, l’Occidente potrebbe finire in un vortice che potrebbe devastare la sua stessa società?

Scott Ritter: La Russia ha percepito con largo anticipo la portata e l’entità delle sanzioni che sarebbero state imposte dagli Stati Uniti se avesse invaso l’Ucraina. La Russia ha preparato una propria strategia di contro-sanzioni che, non solo le permetterà di superare le sanzioni occidentali, ma rafforzerà ulteriormente l’economia russa, dissociandola dal controllo/influenza occidentale. Vediamo l’efficacia di questa contro-campagna dal rafforzamento del rublo, dalla tendenza positiva del mercato azionario russo e dalle difficoltà economiche in cui versano l’Europa e gli Stati Uniti. L’Occidente ha seminato vento nel sanzionare la Russia, ma non sarà la Russia a raccogliere tempesta.

Finian Cunningham









Fonte:  https://www.strategic-culture.org/news/2022/04/09/ukrainian-conflict-us-nato-proxy-war-but-one-which-russia-is-poised-to-win-decisively-scott-ritter/
09.04.2022 - Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org



Materiale aggiunto:

Ucraina. Mercenari internazionali sotto il controllo yankee– Scrive un giornalista francese dopo una visita in Ucraina accompagnando alcuni volontari che volevano arruolarsi nell'esercito ucraino - https://vk.com/video-206639135_456250381?t=1m17s -: “Sono rimasto sorpreso dal fatto che per aderire alle forze ucraine si dovesse passare dai nordamericani. Siamo quasi stati arrestati. Un nordamericano si è avvicinato e ha detto: “Sono io al comando, non gli ucraini”. Si era presentato. Era un veterano della guerra in Iraq. Fu sgarbato, all’inizio voleva cacciarci. Ci ordinò di dargli le sim dei cellulari. Abbiamo dovuto firmare un contratto. In generale, i nordamericani comandano lì. Naturalmente, ufficiosamente… Pensavo che saremmo stati con le brigate internazionali, ma abbiamo scoperto che sono del Pentagono”


IL MISSILE CHE HA FATTO STRAGE A KRAMATORSK NON E’ RUSSO MA UCRAINO – Scrive Manlio Dinucci: “Il numero di serie del missile Tochka-U che ha colpito la stazione ferroviaria di Kramatorsk, l'8 aprile 2022, è Ш91579 (in russo) o Sh91579 (in inglese). Questo numero di serie contrassegna lo stock di missili Tochka-U in possesso dell’esercito ucraino. Solo le Forze Armate Ucraine hanno missili Tochka-U. La Russia non li ha dal 2019: sono stati tutti disattivati. Le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk non hanno né hanno mai avuto Tochka-U. La direzione del cono e la sezione di coda del missile che è atterrato sul terreno vicino alla stazione ferroviaria di Kramatorsk mostra chiaramente che è stato sparato dalla 19a Brigata Missilistica Ucraina, schierata vicino a Dobropolie a 45 km da Kramatorsk. In precedenza le Forze Armate Ucraine hanno usato missili Tochka-U della stessa serie come Ш915611 lanciati su Berdyansk e Ш915516 lanciato su Melitopol. Gli stessi missili sono stati usati contro Donetsk e Lugansk...”


Bucha. La strage sospetta... – Scrive Michele Rallo: “Avrei voluto scrivere questo articolo dopo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, richiesta dai Russi per portare le prove della fabbricazione di una sceneggiatura falsa del massacro di Bucha. Nulla di strano, se non che per l’opposizione della presidenza inglese alla convocazione del Consiglio, quasi che Londra temesse che da un dibattito pubblico possano venir fuori delle veritá molto, molto scomode...” - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2022/04/bucha-e-la-strage-sospetta.html

martedì 12 aprile 2022

Ucraina. Le cause pregresse di un conflitto

 


Per capire le vere cause della terribile guerra in corso è necessario risalire a 30 anni fa quando il presidente sovietico Gorbachev promosse la fine della “guerra fredda, sciolse il Patto di Varsavia che univa i paesi alleati dell’URSS, e favorì la riunificazione della Germania. In cambio i presidenti degli USA Reagan e Bush senior ed il Segretario di Stato Baker si impegnarono a non far avanzare l’alleanza nord-atlantica (OTAN) verso Est.


Inoltre, già l’8 dicembre 1987 il presidente USA Reagan e quello sovietico Gorbacev avevano firmato l’importante trattato detto INF (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty) che prevedeva la reciproca eliminazione dei missili nucleari “tattici” capaci di colpire gli obiettivi avversari nel raggio di qualche centinaio di kilometri. Negli anni successivi le due superpotenze distrussero anche a vicenda un gran numero di missili nucleari.

Tuttavia le promesse fatte dagli USA non furono mantenute. Nel corso degli ultimi 30 anni l’OTAN ha attuato una politica aggressiva ed ostile contro la Russia e ha inglobato 12 nuovi paesi dell’Est Europa, tra cui la Polonia, L’Estonia, la Lituania, la Lettonia, la Slovacchia, la Romania, circondando la Federazione russa con una corona di basi militari che hanno provocato grandi preoccupazioni in Russia

Solo l’Ucraina, un paese la cui storia è fortemente legata alla storia russa da mille anni, era rimasta neutrale ed il governo russo non aveva fatto nessuna azione ostile nei suoi confronti e non aveva avanzato alcuna rivendicazione territoriale. Ma nel 2014 si sono verificati due fatti nuovi che hanno molto preoccupato i Russi.  

In Ucraina è stato attuato un colpo di stato contro il governo legale del presidente Yanucovich che era stato eletto in regolari elezioni. Questo colpo è stato organizzato dagli USA (come risulta dalle intercettazioni telefoniche mai smentite tra la vice-segretaria di stato Victoria Nuland e l’ambasciatore USA a Kiev) e attuato da due partiti nazisti organizzati militarmente (Pravi Sector e Svoboda) e da cecchini provenienti dalla Georgia e altri paesi. Le formazioni paramilitari naziste sono le eredi delle formazioni che durante la Seconda Guerra Mondiale combatterono dalla parte di Hitler e massacrarono centinaia di migliaia di Ebrei. I partiti di sinistra sono stati posti fuori legge ed i militanti di sinistra sono stati perseguitati come ad Odessa dove decine di persone sono state uccise o bruciate vive nell’incendio appiccato alla Sede dei Sindacati.

Contemporaneamente il presidente Obama ha manifestato la volontà di ritiro americano dal trattato INF di eliminazione dei missili. Il 2 agosto 2019 gli Stati Uniti hanno formalmente revocato il trattato. Questo ha creato una situazione potenzialmente esplosiva in quanto, se fosse stata inglobata nell’OTAN anche l’Ucraina, gli USA avrebbero potuto installare i loro missili a medio raggio in prossimità della frontiera russa e i missili avrebbero potuto colpire le principali città russe in 4 o 5 minuti.

Non è inutile ricordare che il presidente Kennedy minacciò di scatenare una guerra mondiale nel 1962 quando l’URSS minacciò di installare missili a cuba a 90 miglia dalle coste della Florida e che la guerra fu evitata solo perché il presidente sovietico Krushchev saggiamente ritirò i missili.

Si può quindi capire la crescente preoccupazione dei dirigenti russi e le loro ripetute richieste di venire ad un accordo sulla neutralità dell’Ucraina, e di una serie di garanzie riguardanti la popolazione russa dell’Ucraina orientale fortemente discriminata e perseguitata Questa popolazione si era ribellata al colpo di stato chiedendo o l’annessione alla Russia (come nel caso della Crimea), o una forte autonomia (come nel caso del Donbass). Questa autonomia è stata riconosciuta riconosciuta dagli accordi di Minsk-2 del 2015 ottenuti con la mediazione della Cancelliera tedesca Merkel. Ma gli accordi di Minsk non sono stati rispettati e la popolazione del Donbass è stata attaccata militarmente e bombardata con migliaia di morti.

Il 15 dicembre 2021 la Federazione Russa ha presentato ufficialmente delle proposte molto ragionevoli (neutralità dell’Ucraina e rispetto degli accordi di Minsk). Sarebbe bastato per evitare la guerra che il presidente Biden avesse dichiarato che l’Ucraina non sarebbe mai entrata nella NATO, ma Biden si è rifiutato di farlo, ed anzi la sua prima provocatoria dichiarazione sulla Russia dopo la sua elezione è stata: “Putin è un killer”. Il vero scopo degli USA è infatti quello di indebolire la Russia e ridurla uno stato vassallo. Probabilmente iniziando la guerra, dopo che tutte le sue richieste di trattative erano state respinte, il governo russo è caduto in una trappola abilmente preparata dagli USA.

La guerra certamente sta causando sofferenze del popolo ucraino (compresa la componente russofona) e porterà gravi privazioni al popolo russo a causa delle sanzioni, ed a gravi conseguenze anche per l’Europa Occidentale la cui economia è fortemente legata agli accordi energetici con la Russia. Ma prima di condannare la Russia come aggressore, consiglio di rivolgersi per informazioni agli abitanti della Jugoslavia, Iraq, Libia, Afghanistan, Siria, tutti paesi finiti negli anni scorsi sotto le bombe o gli attacchi via terra degli USA e della NATO.

Se si vuole uscire da questa angosciosa situazione si deve arrivare ad una seria trattativa in cui siano contemperate le esigenze di sicurezza e benessere di tutti, della Russia, dell’Ucraina, della componente russofona dell’Ucraina, e di tutti gli altri popoli europei. Un’iniziativa può partire solo dall’Europa, perché gli USA ed i loro alleati dell’UK non sono interessati a far cessare una guerra che danneggia solo la Russia, il popolo ucraino e l’Europa Occidentale. Anche il governo di estrema destra ucraino che invoca l’intervento dell’OTAN che porterebbe alla Terza Guerra Mondiale, non aiuta la pace. Anche le continue fake news su massacri e stupri compiute dai Russi non aiutano la pace. Ricordiamo tutte le notizie false di massacri e su armi di distruzione di massa diffuse dalla Nato e dagli USA che poi si sono rivelate completamente false (come il massacro di Timisoara attribuito a Ceausescu, il massacro di Racak attribuito ai Serbi, il possesso di armi di distruzione di massa attribuito a Saddam, ecc.). Speriamo che alla fine il buon senso, la paura di un drammatico aggravarsi della situazione militare ed economica e la volontà di pace dei popoli prevalgano.

Vincenzo Brandi

 


lunedì 11 aprile 2022

Bucha e la strage sospetta...

 

Cadaveri semoventi

Avrei voluto scrivere questo articolo dopo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, richiesta dai Russi per portare le prove  della fabbricazione di una sceneggiatura falsa del massacro di Bucha. Nulla di strano, se non che per l’opposizione della presidenza inglese alla convocazione del Consiglio, quasi che Londra – i cui servizi segreti sono attivissimi a Kyiev – tema che da un dibattito pubblico possano venir fuori delle veritá molto, molto scomode. Al momento in cui scrivo queste note, sembra che Mosca ce l’abbia fatta. Speriamo.

In ogni caso – a sommesso parere di chi scrive – nessuna delle due versioni sul massacro di Bucha é esattamente vera al cento per cento. La veritá vera – come spesso avviene in casi del genere – sta probabilmente a metá strada. Ci sará certamente stata l’uccisione di un certo numero di ukraini (civili o combattenti senza divisa) da parte di soldati russi. Sono orrori “collaterali” ad ogni guerra: basta che un reparto sia comandato da un ufficiale sadico o crudele, e la stragi saranno immancabili, con violenze, stupri, nefandezze di ogni genere. Crimini di guerra, certamente, ma crimini imputabili ai singoli, non ad una leadership nazionale. Non a Putin, nello specifico. E non a Zelenskyi, per molti altri crimini di guerra compiuti da truppe ukraine in questi giorni (e naturalmente ignorati dai media occidentali).

Ci sará stata una strage – dicevo – ma probabilmente ci sará anche stato il tentativo ukraino di ingigantire la cosa, magari gabellando qualche episodio isolato come un comportamento generalizzato delle truppe occupanti, e magari “arricchendo” la realtá, giá di per sé drammatica, con l’aggiunta di un rilevante numero di cadaveri estranei – per cosí dire – ai fatti di Bucha.

Quella di confezionare fosse comuni e di “uccidere” una seconda volta uomini che sono morti da qualche giorno é una pratica non proprio rarissima di certi servizi segreti; soprattutto quando si vuole prendere a pretesto un fatto di sangue per emozionare l’opinione pubblica ed avere una scusa per massacri piú grandi. Non moltissimi anni fa – ricorderá forse qualcuno – il cosiddetto “Occidente” mosse guerra alla Jugoslavia perché a Račak, in Kosovo, erano stati rinvenuti i corpi di 45 civili (o presunti tali) giustiziati con un colpo di pistola alla testaa. Gli americani gridarono al crimine di guerra, gli europei si indignarono a comando, gli aerei NATO andarono a bombardare la Serbia, e gli USA portarono a casa con poco sforzo il risultato voluto. Cioé, l’aggressione ad uno Stato sovrano (la Jugoslavia), l’amputazione di una sua parte (il Kosovo) e l’alterazione degli equilibri europei a loro vantaggio. Ebbene, indagini successive avrebbero sollevato piú di un dubbio sulla autenticitá del massacro: a detta di molti, infatti, i 45 cadaveri erano giá... morti, prima che “qualcuno” si prendesse il disturbo di giustiziarli con un postumo colpo di pistola alla testa.

Ora – se ho ben capito – i Russi sospettano qualche cosa del genere. Pensano che si sia trattato di un pretesto per la solita recita di Zelenskyi in mondovisione. Se nonché, nella fretta di confezionare il video destinato a indignare il mondo civile, gli hollywoodiani servizi segreti di Kyiev avrebbero commesso alcuni errori marchiani. Innanzitutto, la scelta della location: i Russi avevano lasciato Bucha da quattro giorni, e per quattro giorni le autoritá ukraine rientranti non avevano fatto cenno a stragi, torture, esecuzioni sommarie, eccetera. Dopo quattro giorni, ecco apparire come per incanto file di morti insepolti, fosse comuni e montagne di cadaveri straziati.

Gli Americani giurano, naturalmente, sulla autenticitá del quadro prospettato dagli Ukraini. E i governi delle colonie europee, manco a dirlo, credono a occhi chiusi alla veritá americana. Al punto di correre a darsi un’altra martellata sugli zebidei pur di “far male” alla Russia. Anche se – é sotto gli occhi di tutti – fino a questo momento le sanzioni hanno fatto piú male a noi che a Mosca.

Per fortuna, lo spirito di conservazione dei Tedeschi é servito a limitare i danni, impedendo che le nuove sanzioni europee si estendessero anche al gas. Altrimenti – fosse stato per i guerrieri italiani – dopo l’estate saremmo giá con un altro robusto supplemento di imprese in liquidazione e con i riscaldamenti spenti. Non per sempre, per caritá. Servono soltanto “due o tre anni” per riuscire a sostituire il gas russo con quello di altri fornitori. Ammesso che la “transizione ecologica” ci lasci qualche spicciolo per acquistare il gas al doppio di quanto paghiamo adesso.

Allegria, gente. Questo é il governo “dei migliori”. Temo che ci faranno rimpiangere anche il governo Monti-Fornero.

Michele Rallo




Articolo collegato:

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venerdì 8 aprile 2022

"Avanti con la lotta per la vita..." - Scrive Fulvio Grimaldi



Carissimi tutti, liberi e pensanti, come ci hanno insegnato i tarantini nella loro lotta per la vita, nell'affrontare un autentico sterminio della loro comunità.  Quello che si progetta oggi contro l'umanità intera. Perché per la vita e per l'umanità,  nel senso pieno della parola, è anche la nostra lotta. Ce l'hanno fatta diventare una  classe di ultraricchi dal tasso di criminalità senza precedenti nella Storia, a forza di assalti a mano armata, farmaceutica,  digitale, militare, mediatica.

Rastrellano gangster e terroristi per fingere una guerra di liberazione  che non è che l'inizio della rivincita del nazismo, antica, perenne ambizione delle  èlite psicopatiche e necrofaghe. Assoldano sguatteri della svendita dei diritti e delle ricchezze dei popoli e ne fanno ministri, premier, presidenti, generali.

Una Unione  Europea, creata con un grande autodafe' per servire da base, sostegno e alibi culturale, per il rilancio imperialcolonialista statunitense, è ora pronta a immolare i propri popoli, in cambio del servizio di vivandiera.

Viviamo il momento più buio della Storia umana. Mai si era vista rigurgitare da un buco nero di esistenze fossili, di morti viventi, una tale ferocia contro l'uomo vero,  l'essere umano vero. 

Mai avevano raggiunto tali estremi di cinismo sanguinario, ottusità cerebrale, capacità di mentire, raggirare,  subordinare la realtà nel suo contrario.  Più  che con i trucchi tecnologici, grazie  alla passività  indotta in tanti dall'idea che, da chi sta in alto, leader, presidente,  papa che sia, debba discendere la luce della verità e del diritto.  Non è  mai stato così. È l'inganno più  grande e ha funzionato tante volte.  

Ma anche un inganno che è stato fatto saltare per aria tante volte, quando l'umano si è ripreso il suo posto nell'universo. E il suo posto è quello della dignità,  della giustizia,  della bellezza, dello stare insieme, della logica che ci mette in armonia con la realtà.

 Realtà che,  con l'imposizione della demenza, sanitaria, digitale, militare ci vogliono distruggere. 

Napoleone,  che pure qualcosa di buono ha portato tra gli straccioni di un mondo di diseguali,   vedeva i secoli guardarlo dalle piramidi. 

A noi basta essere guardati dagli spalti di Stalingrado per sapere come si deve fare, con chi è perché.  Da quelle mura ci guardano orbite senza occhi, corpi senza arti, uniformi stracciate, ossa disfatte, ma anche fiori e alberi nutriti di corpi.

Quegli sguardi danno un senso alla nostra vita. Il senso più alto che ci sia stato dato. Voi siete qui perché lo sapete. 

La battaglia  è questa. C'è l'hanno imposta i rigurgiti della peggiore REVULSIONE culturale mai apparsa sulla Terra.

Dobbiamo accettare la sfida. Come a Stalingrado.  Ne va della vita. Come a Stalingrado. 

Amici, CE STANNO A RIPROVA'. LI FERMEREMO ANCHE STAVOLTA. 

Fulvio Grimaldi



P.S.  
Questo  è il mio messaggio alla manifestazione di Roma, SS Apostoli 9 apirle  dalle 16.00. Lo leggerà Sandra, mia compagna e moglie alla quale ne devo buona parte dell'ispirazione.  

Credo che questa di Roma, voluta da persone e gruppi di assoluta validità e rilevanza nel contrasto all'operazione bellico-sanitario-autocratica in corso, meriti ogni consenso, rafforzamento, continuità ed espansione. È un, iniziativa, insieme a tante altre meritevoli ed urgenti, che dovrebbero confluire in un movimento di massa, tale da bloccare questa muta di morti viventi che ci vorrebbero mangiare la vita con la libertà. 
Questi analfabeti del pensiero e mummie del sentimento,  si dibattono tra le rozze trovate con cui cercano di neutralizzare una società paralizzata da paure artefatte. Di idiozia provocatoria in farsa False Flag. Tra poco ci mostreranno un Putin pifferaio ologramma che trascina tutti i bambini ucraini verso l'abisso popolato da cromati bolscevichi. 

Nel frattempo l'unico crotalo che è capitato dalle nostre parti non è 
né bolscevico,  né niente. Con le sue zanne tossiche rosicchiare ai nostri beni, alla nostra terra, alla nostra vita.  Va messo in salotto da quel Zelenskij, fatto di nitroglicerina.

Ricordiamoci, non c'è guerra che questi sociologici abbiano  scatenato  con ecatombe di "donne e bambini" e civiltà rase al suolo, che non abbiano fatto precedere e giustificare da gigantesche menzogne e falsità,  preparate da un giornalismo fattosi sguattero strillone. Maine, Perl Harbour, Golfo del Tonchino, Armi di distruzione di Massa, Gaza terrorista, donne lapidate, brogli elettorali, "dittatori " che ammazzano i propri popoli, palestinesi che lanciano sassi nervosi...tu, io, noi, loro, che sono cattivi, no vax, no pass, no Nato  no Zelensky, NO NAZISTI DELLA NUOVA SPECIE.

Dall'ospedale d'eccellenza Spallanzani,  venerdì 8 aprile 2022, ore 11.00.

Fulvio Grimaldi