domenica 12 settembre 2021

Il futuro può essere "allestito"...?

"Ci si accanisce contro la parte avversa, ma stiamo dedicando energia e attenzione al punto sbagliato dello spettacolo"


Ora ne parlano anche i media con emme maiuscola (per fatturato, non certo per qualità dell’informazione).

Le elementari domande che il popolo dei cosiddetti complottisti, poi novax, adesso terroristi, pone da sempresono ascese nelle camere alte dove si farebbe la “vera informazione”.

Il monito del vaccino come unico rimedio è divenuto istituzionale ai massimi livelli. In bocca al Presidente della Repubblica è risuonato come la rescissione dell’ultimo lembo nervoso tra persone qualunque e lo Stato.

È un fatto che alza il livello di uno scontro che i criminalizzati non hanno mai avuto nei sentimenti, quantomeno nei confronti del cosiddetto vaccino, né della malattia da Sars-Cov2.

Il livello sale anche nei salotti delle tv. È sorprendente sentire politici che affermano che “con la vaccinazione non si muore più”. Di pari valore è assistere all’assenza nelle loro bocche dell’esistenza di efficaci cure domiciliari.

L’attrito tra le parti ha fatto scintille individuali o quasi. Qualcuno che non ha i mezzi per alzare il proprio livello di tolleranza, né quelli per riconoscere la controproducenza dei gesti di forza, forse tantomeno quelli per comprimere e annientare il proprio livello di alienazione nei confronti di politici, istituzione e informazione, ha ceduto alla pressione. Un fatto più emblematico – per chi vuol capire e non solo condannare e strumentalizzare – per urlare la propria condizione di indegno di ascolto, tutt’altro che diretto contro qualcuno in quanto tale.

Nel clima di incertezza prossimo ai due anni di età, la paura tam-tam, dirige il gregge nella direzione desiderata dai nostri Signori del Nuovo ordine. Verso la flessibilità, verso la permanenza e crescita della precarietà, verso una riduzione dello stato sociale, verso l’oppiaceo reddito di cittadinanza, verso uno scientismo mai tanto politicizzato, verso quindi l’accettazione della gestione del nostro corpo.

Le nanotecnologie avanzano e si ode l’entusiasmo della ola che genera. Promesse di benessere, prevenzione e lunga vita ammaliano gli adoratori di questo progresso e eccitano i giovani scienziati a credersi in cima al razzo che guida il mondo.

Intanto anche altro viene a galla. Ciò che prima era ristretta informazione complottista, sta uscendo dalle carbonaie. La verità sulla sfilata dei mezzi dell’esercito convocati a Bergamo per la longa, mediatica, gran parata del trasporto delle bare di morti da Covid19 (o uccisi dalle cure?) è ora nota a più persone di quanto non lo sia stato finora. La censura aveva soppresso chi all’epoca del gran pavese scientifico-istituzionale aveva fatto presente come in effetti stessero le cose. Nuove testimonianze, su canali non censurabili, rispolverano quella menzogna giornalistica e di Stato.

Vista la quantità di contraddizioni e bugie finora messe in scena al teatro del Covid, nello spettacolo politico-istituzionale-mediatico pare incomprensibile, privo di un canovaccio conduttore. E lo è se ci si dedica a considerare le singole battute, i singoli ruoli. Ma diviene più lineare se si ipotizza una occulta cabina di regia.

Per chi comanda – privati più potenti di stati – la condizione sociale e la questione demografica non sono gestibili con le buone. Tantomeno con le cattive. La terza via è quella subdola e occulta. Come realizzare giustizia sociale se la politica è corrotta, più che dalle mazzette, dalla sua sottomissione al neoliberismo, al mito del progresso digitale? Come in piena evoluzione tecnologica ridurre la disoccupazione? Come impedire al mondo di figliare? Come ridurre realmente il tasso di inquinamento?

Serve produrre una classe sociale nutrita a bromuro, a valori edonistici e individualistici affinché quella produttiva possa seguitare a planare sulle teste dei pària. Serve creare ubbidienza e conflitto tra miserabili. Serve diluire le identità individuali e sociali, affinché restino quelle delle pubblicità. 

Serve allontanare lo spirito degli uomini dalla natura, una volta di più, e questa volta definitivamente. Serve creare persone smarrite di tutto pronte all’arma bianca o contro il prossimo, il solo nemico che gli è permesse scorgere nella nebbia del suo piccolo mondo dello spettacolo. Serve inoculare grafene e altro per disfare il prodotto delle politiche predatorie e avide che ci hanno condotto dove ci troviamo: per ridurre la popolazione del mondo.

E lo spettacolo al teatro del Covid19 non è che robetta d’avanguardia rispetto a ciò che le nanotecnologie potranno fare sugli uomini.

E se in questo fine anno si dovessero verificare un numero consistente di decessi, quanto detto non sarà più solo un’ipotesi.

Intanto, l’allestimento del futuro ci sta scivolando come acqua tra le dita.

Lorenzo Merlo 



sabato 11 settembre 2021

Il vero 11 settembre... nel 1973 in Cile



Gabriel Garcia Màrquez nel breve articolo intitolato La vera morte di un Presidente

«Resistette per sei ore, impugnando il mitra che gli aveva regalato Fidel Castro, fu la prima arma che Salvador Allende usò in vita sua. Il giornalista Augusto Olivares che rimase al suo fianco sino alla fine, ricevette numerose ferite e morì dissanguato in un ambulatorio pubblico. Verso le quattro del pomeriggio, il generale di divisione Javier Palacios, riuscì ad occupare il secondo piano, con il suo aiutante capitano Gallardo e un gruppo di ufficiali. Lì, tra le poltrone finto Luigi XV, il vasellame di dragoni cinesi e i quadri di Rugenda del salone rosso, Salvador Allende stava aspettandoli. Aveva un casco da minatore, stava in maniche di camicia, senza cravatta e con i vestiti macchiati di sangue. Impugnava il mitra. Allende conosceva il generale Palacios. Pochi giorni prima aveva detto ad Augusto Olivares che quello era un uomo pericoloso, perché manteneva stretti contatti con l'ambasciata degli Stati Uniti. Come lo vide apparire dalla scalinata, Allende gridò: "Traditore!" e gli riuscì di ferirlo ad una mano. Allende morì a seguito dello scambio di raffiche con questa pattuglia. Poi, tutti gli ufficiali, quasi seguendo un rito di casta, spararono sul suo corpo. Alla fine, un ufficiale lo sfigurò con il calcio di un fucile. Esiste una fotografia: la scattò il fotografo Juan Enrique Lira, del giornale El Mercurio, l'unico autorizzato a fotografare il cadavere. Era tanto sfigurato che, alla signora Hortensia, sua moglie, mostrarono il corpo solo quando stava nella bara. E non permisero che scoprisse il volto.»



11 settembre 1973. Salvador Allende assieme ai militanti di Unidad Popular mentre armi in pugno difendono la democrazia cilena prima di morire assassinati durante il colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti, per mano del Consigliere della Sicurezza Nazionale, Henry Kissinger.

venerdì 10 settembre 2021

Cani ed umani "contro natura"...



Da certe statistiche sembrerebbe che ormai in Italia i cani  sono oltre 30 milioni (senza contare i randagi, che vivono comunque a spese della società umana), questi animali (dichiarati da compagnia) non potrebbero sopravvivere allo stato naturale. Se sono in vita  e sono diventati così numerosi è solo perché vengono nutriti e curati  artificialmente dall’uomo  che li protegge mentre sfrutta forsennatamente   a tale scopo altre specie animali.


Io personalmente sono un vegetariano e perciò tendo a rispettare tutti gli animali, indifferentemente dalla loro natura,  in passato (preso da una foga "umanitaria")  cercai di far convivere  diverse  specie di animali. L'esperimento però mi insegnò che in natura prevalgono altre leggi rispetto a quelle dell'etica umanitaria. 
(Vedi: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2021/09/la-forza-del-destino-nel-tempio-della.html

Qui faccio una piccola disgressione. Ve la ricordate la storia simbolica di  Caino ed Abele?  In realtà Caino era il buono, che coltivava le messi, e Abele il cattivo che ammazzava gli animali. Negli archetipi rovesciati è accaduta la stessa cosa  con il serpente che nella tradizione matristica era simbolo di saggezza mentre nella bibbia viene descritto come incarnazione del demonio. L’assurdo è che la sua colpa fu  quella di trasmettere “la conoscenza del bene e del male” all’umanità…  che invece preferisce restare ebete…

Tornando ai cani  c'è da dire che originariamente la loro domesticazione era legata al contributo  da essi offerto per la pastorizia e per la caccia, quindi -in un certo senso- essi aiutando l'uomo si "guadagnavano la pagnotta", altrettanto può dirsi dei gatti che aiutavano gli agricoltori a tenere sani i loro granai (mangiandosi i topi), ed anche in questo caso può parlarsi di "collaborazione" tra specie diverse. (Ma anche  nello stato selvatico prevaleva una legge naturale tra predatori e predati. Ad esempio il sistema di caccia dei lupi è  di  aggredire in  branco e prelevare solo la vittima “sacrificata” dal gregge. Ci si limitava ad una "vittima")

Poi qualcosa andò storto  ed il rapporto mutualistico  tra l'uomo ed il cane mutò in rapporto di dipendenza reciproca.   Il fatto è che oggi gli umani si identificano con i loro cani ai quali vorrebbero assomigliare, per questo vediamo una  esemplificazione tra la scelta di cani cattivi (da guardia o da difesa) o cani puffi da coccolare  in sostituzione di altri affetti mancanti.  La fusione identitaria  portata alle estreme conseguenze…. fa sì che si consenta  al cane (od al gatto)  di rappresentare  quel che  in natura non potrebbe mai accadere, viziandolo e snaturandolo. Facendone un complice della società dei consumi e dello sfruttamento delle altre specie.  I cani (ed i gatti) sono nutriti come persone, con delicatessen costose, tutte ricavate a spese di altri animali e senza sforzo alcuno da parte dei beneficiati di tanto "affetto".

Come segno di "civiltà" persino nella società induista e musulmana,  in cui il cane viene considerato animale “impuro”,  cominciano ad esserci sempre più  cani da compagnia…(prima non esistevano ma anche lì ormai l'imitazione occidentale ha rovesciato i valori)  mentre stanno quasi scomparendo i famosi cani spazzini che vivevano ai bordi del villaggio nutrendosi di rifiuti… (mica di scatolette).

Tutto  questo racconto per significare che la società dei consumi ha stravolto la naturale considerazione  verso gli animali.  Dividendoli in specie protette e specie da sfruttare.  Infatti il nostro reciproco rapporto  è andato nel corso di questo ultimo secolo deteriorando sino al punto che una parte di essi, come i cani ed i gatti,  son diventati animali  "d'affezione", mentre la stragrande maggioranza degli altri,  un tempo simboli di vita, totem, archetipi e divinità, sono relegati nelle riserve o negli zoo ed utilizzati come cavie o produttori di carne da macello, come fossero “oggetti” e non esseri viventi dotati di intelligenza, sensibilità e coscienza di sé.

Ma qui mi fermo non voglio offendere nessuno ed in verità debbo ammettere che, a modo mio,  anch'io amo i cani…

Paolo D’Arpini






giovedì 9 settembre 2021

La Tuscia non diventi un deposito di scorie radioattive...



Il 7 settembre 2021  si è svolta la prima riunione ufficiale dei Comitati e delle Associazioni della Provincia di Viterbo in vista della apertura dei lavori del Seminario Nazionale indetto da Sogin per la discussione della CNAPI, Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad accogliere il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e dell'annesso Parco Tecnologico (DN PT).


Il Seminario Nazionale è una tappa fondamentale dell'attuazione del Programma Nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi ed è finalizzato alla discussione fra Sogin, Enti Istituzionali, Comitati,Associazioni e singoli cittadini allo scopo di identificare in maniera condivisa il sito che ospiterà il DN PT.

Si tratta di un evento della massima rilevanza in quanto è l'unica fase in cui è possibile essere eliminati dalla lista delle aree potenzialmente idonee oppure di manifestare il proprio interesse ad ospitare la struttura del deposito.
La lista delle 67 aree potenzialmente idonee identificate nella CNAPI prevede una inquietante
concentrazione nella Regione Lazio ed in particolare nella Provincia di Viterbo, che da sola ne include 22 con le migliori credenziali di idoneità rispetto alle altre distribuite nel territorio nazionale secondo i criteri adottati da Sogin per la individuazione e classificazione delle aree idonee.

A partire dal mese di gennaio, subito dopo la pubblicazione della CNAPI, è stato possibile analizzare la documentazione messa a disposizione della Sogin e da subito sono emerse perplessità circa l'operato e le conclusioni dell'Ente.
In particolare le maggiori criticità sono state evidenziate nella metodologia adottata da Sogin per la classificazione delle aree, nella incongruenza fra legislazione e predisposizione del Programma Nazionale sullo smaltimento dei rifiuti che include irragionevolmente quelli ad alta attività, nella carenza di valutazioni sul problema della tutela della salute e delle economie locali.

Il risultato è stata la emissione di una CNAPI giudicata inadeguata unanimemente da tutti i portatori di interesse della Provincia di Viterbo, dalle Istituzioni ai Comitati ai privati. Stessa posizione è stata assunta anche dalla Regione Lazio e dal MIBAC, dall'ordine dei Medici della Provincia di Viterbo e da altre associazioni nazionali ambientaliste.
Oltre 200 stakeolders hanno presentato osservazioni su tutto il territorio nazionale, oltre trenta appartengono alla Provincia di Viterbo. Questi sono rappresentati da 13 Comuni , 10 fra Comitati e Associazioni, i restanti fra enti di caratura nazionale.

I comitati e le associazioni hanno ritenuto necessario creare un coordinamento sulla base della comune visione del problema e sulla base della necessità di ottimizzare gli interventi durante il Seminario dato il limitato spazio in termini di tempo e di eventuale discussione messo a disposizione da Sogin per le singole osservazioni.
Lo scopo è quello di trarre il massimo risultato da una iniziativa, il Seminario, che potrebbe risolversi in un evento improduttivo, fortemente limitato dal fatto che la Sogin è contemporaneamente giudice e accusato (dalle osservazioni) e unico autoreferenziale conduttore dell'evento.
L'auspicio è che si tratti di un confronto leale e che si possa arrivare a conclusioni oggettive e tali da consentire come è nella convinzione di coloro che hanno presentato le osservazioni di eliminare dalla CNAPI i Comuni della Provincia di Viterbo.

I Comitati concordano nel seguire compatti tutto l'iter della CNAPI e delle fasi successive ricorrendo a tutte le iniziative atte a tutelare gli interessi del territorio della Tuscia e delle popolazioni locali, non ultimo il ricorso agli enti giudicanti.
Questo atteggiamento non è riconducibile al mero e trito concetto della sindrome di NIMBY, (not in my back yard, non nel mio giardino. Sindrome antiscientifica alimentata dalla paura delle conseguenze della realizzazione di un impianto industriale) ma è basato su solide basi documentali, prodotte da professionisti, accademici ed esperti qualificati dei vari settori di interesse .
 
L'azione concordata e coordinata deriva dalla fondamentale considerazione che la tutela deve essere estesa a tutta la Provincia, nella convinzione che la eventuale realizzazione del DN PT in uno qualsiasi dei Comuni della Provincia arrecherebbe danni irreversibili per l'intera Tuscia. Infatti, i comitati concordano che la scelta di qualsiasi luogo della Tuscia comporterebbe gravi danni economici alla intera immagine di una provincia a vocazione agricola e turistica, priva di altre risorse e di sviluppo industriale, ma che lentamente si sta risollevando con colture agricole specializzate e promuovendo le sue bellezze.

I Comitati proponenti sono:
• il Comitato Montalto Futura
• Maremma Viva
• Tuscia Verde
• Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Corchiano e della tuscia
• Associazione Italiana Cultura e Sport-sezione della Provincia di Viterbo
L' Ordine Militare di Malta e la Proloco di Gallese hanno manifestato il proprio interesse per in iniziative concordate con i Comitati.
Alla riunione hanno inoltre partecipato rappresentanti di Federalberghi di Viterbo e Confagricoltra di Viterbo e Rieti.
Il prossimo incontro avverrà entro la fine di settembre nella sede istituzionale della Provincia di Viterbo con la partecipazione dei Comuni e delle rappresentanze delle categorie imprenditoriali di maggiore rilievo al fine di allargare il consenso e predisporre le opportune iniziative atte a fronteggiare le decisioni della Sogin sulla base della comune convinzione della inadeguatezza delle sue scelte.

Ridolfi Rodolfo,  Presidente NO SCORIE Tuscia https://www.facebook.com/Comitato-per-il-No-alle-Scorie-Nucleari-nella-Tuscia-104609108255100

mercoledì 8 settembre 2021

Il tempo non è "denaro" è semplicemente "vita"... - Della serie: demonetizzare conviene!



Il “tempo è denaro”... (?) riflettiamo un attimo su questa affermazione e cerchiamo di capire come spesso tutto quello che ci sembra chiaro e cristallino di fatto per una mente che ha un pensiero superiore questo tipo di ovvietà smodata non convince mai.


Se una “palesata verità” non convince, si cercano spiegazioni diverse al fine di modificare il pensiero consolidato nel passato, attraverso il pensiero e le azioni del presente per ristrutturare un'idea superiore per il nostro stesso futuro (ossia il codice del tempo delle persone superiori, quelle che vivono il pianeta e non quelle che si lasciano vivere).

 

Le pecore, non hanno pensiero superiore, solitamente basta farle  pascolare, dargli un po’ di erba, si lasciano vivere e tutto gli va bene così come è, in un eterno film del presente, che va verso il disordine universale nel nome della sovrana entropia.

 

Lo so non tutti forse mi possono seguire in questo ragionamento che forse li ha già annoiati, ma proprio questo è il male del nostro tempo, la noia a cui la monetizzazione del tempo della nostra vita ci ha portato. Se scoprissimo che il mondo riesce a vivere comunque anche senza denaro poiché il tempo e vita e non denaro metà dei problemi che abbiamo non esisterebbero.

 

Pochissimi, per esempio, metterebbero in dubbio, l'affermazione “Il tempo è denaro”, perché questa “sentenza” l’abbiamo sentita tanta di quelle volte, che la persistenza della sua enunciazione nel nostro cervello, soprattutto per chi ha una elevata permeabilità mentale, rafforza la presunta veridicità di questa sentenza. La presunta veridicità deriva essenzialmente dal fatto storico che “esplicando nel tempo” una qualsiasi attività, questa produce delle cose o dei servizi che dovrebbero avere un valore per il loro uso e beneficio per la vita umana dopo che il tempo di questa attività sia trascorso.


L'attività umana (chiamata lavoro dagli schiavisti) che si invera nel tempo è valore in quanto produce “bene” per la vita stessa (l'attività di produrre cibo da sostentamento alla vita stessa), ma il tempo è solo la condizione della vita affinché questa esista. Il tempo è quella successioni di presenti che danno valore alla vita, quando non sussegue un presente alla vita significa che si è morti.

 

Capisco che il capitalismo ed il materialismo non ci hanno abituati a pensare in questi termini ma solo in termini monetari, ma il tempo, la vita e la morte sono dentro di noi ed interagiscono ogni giorno mentre noi corriamo in ufficio stressandoci per guadagnare quattro soldi per poi spenderli in medicine, in prodotti che spesso ci fanno più male che bene e che riempiono il pianeta di immondizia.

 

La nostra mente spesso rifiuta questi argomenti semplicemente perché non è stata abituata ad usare il pensiero superiore (no perché non ne è capace).

 

Non siamo abituati a riflettere sulla “nozione” tempo, eppure tanti mali nascono proprio dal non voler studiare di cosa sia il tempo e le sue interazioni. Una cosa è certa il tempo è l’unica condizione della vita, se una vita non ha “tempo da trascorrere (da vivere) non è vita”, diversamente ci sarebbe, nulla vuoto, morte, quindi sicuramente il tempo è un valore (ma non di denaro).

 

Nella cultura della economica (capitalistico-americana) del denaro/tempo c’è come una trasposizione concettuale per cui l’unica condizione fisica, cioè il tempo correlato con la vita, questo diventa direttamente denaro (inspiegabilmente) senza passare per valore reale che è la vita e solo la vita da al denaro. Ad una mente razionale (che usa il pensiero superiore), l’espressione dovrebbe suonare il “tempo è vita” ed invece nell’orrenda concezione capitalistica della “monetizzazione” della vita umana, hanno fatto si che ci fosse una distorsione ideale (ma anche materiale) per cui il tempo è la condizione della vita (non perché esista e basta) ma affinché produca nel tempo “beni” misurati e rappresentati dal “denaro” ecco la distorsione “il tempo è denaro” … che poi i beni servano a far vivere il corpo umano ( e quindi la vita) diventa abbastanza banale.

 

Questo succede sempre, quando la conoscenza della natura umana, viene divisa e studiata con tempi e strumenti diversi, sappiamo tutti che l’uomo è una unità psicofisica per cui non si può pensare di risolvere alcune cose senza vederne e studiarne altre. Di fatto questo è il fallimento settoriale e a cassettoni della formazione che ci ritroviamo e che determinano anche il della civiltà e della democrazia, (ogni democrazia dipende dal suo livello culturale).

 

I potentati economici fanno di tutto (con il sistema debito) perché la massa abbia una formazione sempre più scadente affinché la democrazia venga imposta con la forza piuttosto che nasca dalle coscienze della conoscenza, (è la più vecchia regola di gestione del potere il figli del contadino deve essere contadino il figlio del notaio farà il notaio ecc).

 

Mi ricordo quando facevo volontariato alla Caritas, dove venivano gli immigrati, con milioni di problemi alle spalle (creati per lo più proprio da noi paesi dal capitalismo democratico), dove gli avevano tolto tutto, dai beni alle terre, dalla pace fino alla dignità, ebbene arrivavano qui in Europa dove il “tempo è denaro”, con una speranza di poter migliorare la loro vita, che era fatta di tempo senza orari per venire in una società dove il lavoro è a batteria per polli, senza avere la coscienza che di fatto stavano cercando la morte del loro tipo di vita. Il loro tempo (che non era denaro) ma era vita e dignità venendo qui era diventato una fila per un tozzo di pane e allo stress e depressione la società civile attraverso la Caritas rispondeva con una aspirina... che miseria (nostra).

 

Ma torniamo alle nostre “indistruttibili certezze”, e vediamo come vengono distrutte in un attimo, mettiamo caso che non c’è lavoro perché magari siamo in crisi (così solo un esempio), allora quel tempo del disoccupato (perso a cercare lavoro) è denaro?, dov'è l'errore? una mente poco sensibile e poco allenata non riesce neanche a capire cosa sto dicendo.

 

La risposta c’è e l'ha spiegata il prof. Auriti sotto il profilo economico filosofico e della percezione ha detto che: “lo spazio coincide con il presente tutto il resto è tempo”, ma prima di lui due Filosofi Bergson e Hiddeger con “essere e tempo”, parlando del tempo avevano già aperto la strada a questa chiarificazione, non vi voglio annoiare con la filosofia del Valore, ma riassumendo si può per dire, che il concetto di Valore nasce solo nell’intelletto umano (vita) e nella sua capacità previsionale di poter usare quel valore in un ipotetico futuro, io conservo un pane per dopo, il grano per l’estate ecc. Il problema della “moneta debito” nasce proprio nel avere invertito il segno a quel bene qualunque esso sia (denaro fagioli, pane grano bestiame) che prevedo di usare dopo, se io conservo per domani qualcosa, conservo qualcosa che ho, che è mia (valore positivo) non certo qualcosa che non è mia e che quindi devo restituire (valore negativo).

 

Per spiegare la “moneta debito” quindi non bastano gli strumenti economici e finanziari, è necessario partire da concetti filosofici e giuridici.

 

Il prof. Auriti continuando esplicita che “Il valore non è una proprietà della materia ma una dimensione del tempo”, quindi il valore essendo una dimensione del tempo che è la condizione sine qua non della vita ci porta a dire che il valore è solo della vita e che solo questa lo può attribuire.

 

Se siamo convinti che il valore è della vita, significa che è già di proprietà, ossia la propria vita significa anche il proprio valore di se stessi, di ciò che si è, di ciò che si pensa, di ciò che si realizza.

 

La proprietà è già positiva dal momento che si nasce e mai potrà essere negativa ecco da dove nasce il reddito di cittadinanza (ma questo è un altro grande argomento).

 

Il denaro è la rappresentazione e la conservazione del valore nel tempo ma solo è sempre nella attribuzione contestuale o previsionale della vita umana che lo accetta con valore positivo per chi lo detiene (proprietà popolare della moneta).

 

Concludendo il tempo è una dimensione che esiste solo se esiste la vita, non solo, ma solo se esiste vita intelligente, se non ci fosse la vita intelligente che fondamentalmente pensa, ma soprattutto ricorda (passato) pensa (presente) prevede (futuro) non ci sarebbe nessun tempo, non ci sarebbe quella successione di momenti che noi codifichiamo come tempo.

 

Capisco che riassumendo in poche righe questi concetti di filosofia del valore è difficile ma ci ho provato.

 

Se tutti cominciamo a pensare che il tempo è vita, il tempo è l’unico bene e valore della vita, e non il denaro, se cominciamo a pensare che non tutto può avere un prezzo e che molta della nostra vita può essere vissuta anche senza denaro scambiandoci tempo e servizi e cose, anche i nostri comportamenti cominceranno a cambiare, cominciamo a demonetizzare la nostra vita. Ricordiamo che noi siamo europei e per di più italiani i nostri padri sono tecnici ed umanisti (Verdi, Dante, Fermi, Leonardo, Raffaello ecc ecc) , non abbiamo proprio niente da farci insegnare, lasciamo alla cultura capitalistica economica di oltre oceano pensare che “ogni cosa ha un prezzo”, se anche noi capiamo che un ora con nostra moglie, con nostro figlio, ecc non ha prezzo, loro cominceranno a ricredersi… ma siamo sicuri che da domani non ci facciamo continuare comprare dalla solita bevanda scura gassata, dal solito cinema per pecore?

 

Svegliamoci il sogno sta per finire!


Giuseppe Turrisi




martedì 7 settembre 2021

8 Settembre. I fichi a Treia son maturi... e l’Italia sta tra Machiavelli e Guicciardini...



I fichi a Treia son maturi ed è il 251º giorno del Calendario Gregoriano. Ma non è propriamente questo che ci interessa, bensì la Ricorrenza dell’evento che molto influì sulla nostra storia patria, di allora e di oggi.

Dall'8 settembre 1943... sono trascorsi 78 anni ma poco sembra essere cambiato nella tendenza politica italiana. Non c'è più una guerra combattuta con le armi, al nord a fianco dell'alleato germanico occupante ed al sud a fianco dell'alleato americano occupante.  

E tutto cominciò con  la fuga del re "Vittorio" nell'ex regno delle Due Sicilie. I sovrani piemontesi durante il "risorgimento" riuscirono, con il sostegno della Massoneria,  ad assoggettare l'Italia, spacciando l'operazione  per "unificazione della Patria" ed alla fine  gettando la stessa patria nell'abisso di due guerre disastrose  di cui oggi paghiamo ancora le conseguenze...

Quell'8 settembre del 1943 è esemplificativo di una professione di piaggeria e convenienza: "Franza o Spagna, purché se magna"!  E con le uova rotte nel paniere si fa la frittata...

Quello che è accaduto quel giorno era già nel nostro DNA e quindi i politici di allora, come ben si può vedere anche ai giorni nostri, fecero quello che fecero. Essere opportunisti e Masanielli è  forse una nostra caratteristica e perciò ci adattiamo al potere del momento.

Lo facciamo un po' per sopravvivenza ed un po' per ignavia, e lo dimostra anche il fatto che in casa nostra prosperano  le istituzioni più false ed ipocrite che siano mai esistite,  osserviamo che  la politica, la mafia e la religione predicano bianco dai pulpiti  e fanno nero nelle segrete stanze. Ma non solo quello... Come ci siamo adeguati all'ipocrisia altrettanto facciamo per soddisfare i desiderata della piramide  del potere  globalista, con i suoi tentacoli protesi in tutta la gamma delle attività umane.

E lo vediamo anche oggi  da come il nostro "governissimo" sta subdolamente  portando avanti le direttive sovranazionali, come nel caso delle "soluzioni" per l'emergenza sanitaria.

Blateramenti e minacce.  "Mi sembra di sentire mia madre che mi leggeva  "Il Piccolo" quando avevo sei anni (inverno / primavera 1943) - scrive l'amico Giorgio Stern - anche là si magnificavano i risultati dei generaloni dell'Asse (Roma Berlino Tokyo) da una parte e dall'altra si minacciava di persecuzione tutti quelli che non ci credevano e ascoltavano Radio Londra. Sappiamo poi com'è andata a finire... Da giorni "La voce del Padrone",  ovvero TV e Giornaloni, da una parte magnificano i risultati del generalone salutario, dall'altra sono costretti a ricorrere alle minacce. Chissà perché?"

Ed ora una memoria:



Il dramma dell’Esercito Italiano scoppia alle 19.45 dell’8 settembre 1943, quando la radio divulga il messaggio del Maresciallo Badoglio in cui si annuncia che è stato firmato l’Armistizio a Cassibile.

Da ciò lo sbandamento di centinaia di migliaia di soldati e l’occupazione degli uffici istituzionali e delle caserme da parte delle truppe tedesche, che in verità già stazionavano sul suolo italico (in veste di Alleati).

Da quel momento iniziava il "tutti a casa", che finì per molti con la prigionia ed il lavoro forzato e per altri con l’imboscamento e la guerra civile, mentre il Re firmatario si rifugiava al sud sotto la protezione degli ex nemici ora amici.

Forse l’Armistizio fu cosa buona, poiché gli Italiani non avevano mai voluto la guerra dichiarata da Mussolini ed approvata dallo stesso re sabaudo, ma il modo in cui le cose vennero gestite, senza alcuna considerazione per i danni morali e materiali alla popolazione, lasciò una traccia indelebile nel nostro DNA politico e morale.

Ecco da quel momento in Italia maturò un processo quasi irreversibile di “non credibilità  e di schizofrenia” che si manifesta anche nella gestione politica nazionale ed internazionale di questi giorni.

“Il guaio dell'umanità è l'Amore senza Giustizia. L'amore dato senza giustizia. Giustizia vuol dire dare a ciascuno ciò che gli è dovuto. Il rispetto, la dedizione, la stima, l'amore, vanno dati non per fini estetici: perché è bello (corpo), perché ha i soldi (materia), perché è agiato ecc. ma per fini interiori (spirituali): perché è nobile, perché è stimabile, perché è rispettabile, ecc...” (Paolo Pennacchi)

“Da qualche tempo le discussioni su internet rendono verosimile un sospetto che ultimamente alligna nelle menti di alcuni analisti sociopsicopatologigi: le ondate di migranti islamici potrebbero essere provocate dalla scoperta che nove italiani su dieci assomigliano molto a tanti ayatollah, per cui i maomettani immaginano di potersi trovare benissimo in mezzo ad una popolazione di fanatici fideisti integralisti.” (Vincenzo Zamboni)

"In Discesa all'Ade e resurrezione: "Senza l’Essere l’ente non sussiste: infatti ne promana e ne fa parte. Ma l’essere non si restringe a spazio e tempo. Senza lo spazio non spaziale del luogo efficiente, suscitatore, dove si figura il punto, non nasce la geometria del mondo in divenire. Come designare questa fonte eterna? Le potenze generatrici «non avvennero mai, ma sono sempre: l’intelligenza le vede tutte insieme in un istante, la parola le percorre e le espone in successione» diceva l’osservatore platonico alla conclusione del mondo antico" (Elemire Zolla)

Dal passato il futuro...? 

Paolo D'Arpini




lunedì 6 settembre 2021

Berna aiuta Donetsk - 144 autocarri di materiale vario sono partiti dalla Svizzera per l'Ucraina Orientale



La Svizzera sta realizzando la sua più grande fornitura di aiuti - a oggi - nell'Ucraina orientale. Il 4 settembre 2021 il primo convoglio di un totale di 144 autocarri carichi di materiale ha attraversato la linea di contatto per arrivare a Donetsk, seguito da sei membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA).

Lo indica in una nota del 5 settembre il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'Aiuto umanitario della Confederazione fornisce prodotti chimici per la potabilizzazione dell'acqua, attrezzature ospedaliere e materiale medico-sanitario per aiutare la popolazione provata dal conflitto a combattere la pandemia. La consegna di aiuti comprende beni per un valore complessivo di circa 12 milioni di franchi, precisa ancora il comunicato.

Dal 2015, l'acquedotto di Voda Donbasa è in particolare sostenuto dalla Svizzera, che fornisce quasi il 50% dei mezzi di produzione necessari ogni anno. Con la consegna di attrezzature mediche Berna continua inoltre ad aiutare gli ospedali lungo la linea di contatto, che provvedono all'assistenza di base della popolazione.

Gli aiuti includono 30 respiratori forniti dalla Farmacia dell'esercito, mentre l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha messo a disposizione 1,5 milioni di test antigenici per lottare contro il Covid-19. L'aiuto umanitario della Confederazione fornisce inoltre prodotti per potabilizzare l'acqua, attrezzature e materiale sanitario.
Il Dfae: «È il più grande trasporto svizzero nella zona di conflitto dell’Ucraina orientale».

Prima di disporne l'invio, è stato verificato che questo materiale medico, per un valore di 9 milioni di franchi, non sia necessario per provvedere alle esigenze della popolazione svizzera. Gli aiuti sono forniti in un momento in cui ci sono segnali di una nuova ondata pandemica nell'Ucraina orientale, conclude la nota.