sabato 8 agosto 2020

L'energia atomica è cattiva sia in pace che in guerra...


Five Years Later, Cutting Through the Fukushima Myths
"Radioattività incontrollabiledalla centrale di Fukushima"

Diceva bene Sergio Zabot quando affermava che l'elettricità ricavata dal nucleare serve a corroborare -pacificamente- gli scopi dei produttori di bombe: “Il nucleare civile  è nato in simbiosi con il nucleare militare, per ripartire gli enormi costi per produrre l'uranio e soprattutto per arricchirlo al cosiddetto “weapon grade”.  Ad esempio lo sforzo civile e militare francese è stato imponente e la maggior parte dei costi, dalla Ricerca e Sviluppo fino al trattamento del combustibile esausto non sono mai entrati nel costo dei kWh che i cittadini pagano in tariffa, ma sono nascosti nelle tasse che tutti pagano. Non dimentichiamo che EdF, la società elettrica che gestisce le centrali nucleari è statale e che anche gli arsenali militari e gli impianti di arricchimento e di ritrattamento dell'uranio sono statali”.

Infatti per fabbricare bombe atomiche serve uranio arricchito (o sporco secondo i casi), plutonio, ed altre cosette, e come meglio mascherare questa produzione se non giustificandola con la scusa della produzione energetica? E la cosa si evidenzia da sé quando osserviamo l'attenzione fissata sugli impianti nucleari dell'Iran o Nord Corea, così osteggiati da USA e Israele....

Ma l'energia atomica è cattiva sia in pace che in guerra... anzi forse è più cattiva in pace visto che in guerra sono state solo due le bombe utilizzate, quelle di Hiroshima e Nagasaki, nel 1945. Mentre di incidenti nucleari ne sono avvenuti a iosa da quando l'uranio è diventato un “combustibile” energetico. Centinaia di incidenti, piccoli e grandi, che hanno lasciato una scia di morte e malattie non indicizzate... perché non conviene. Infatti i danni del nucleare è meglio tacerli, anche perché la maggior parte d'essi debbono ancora venire...

E verranno nel momento in cui le scorie stipate in varie parti del mondo cominceranno a rilasciare il loro contenuto venefico... è inevitabile che ciò accada perché i siti in cui dette scorie “riposano” saranno prima o poi distrutti da “incidenti” imprevisti. Poi ci sono tutti i residui radioattivi conservati in celle di contenimento, sarcofagi che non dureranno più a lungo... Polveri radioattive conservate in magazzini militari, in vasconi di contenimento o in casseforti a tenuta stagna (provvisoria), od in casseforti gettate nel mare, nei deserti, stipate in grotte, nelle paludi, e che aspettano solo di lasciar fuoriuscire i loro liquami radioattivi mortali.

L'uomo è stato bravissimo ad avvelenare il pianeta... eppure c'è ancora qualcuno in Italia che assicura la bontà del nucleare definendolo l'unica scelta per salvare l'economia. Ivi compresa quella mortuaria s'intende... Alcuni membri di cosiddetti CTS asseriscono addirittura che l'energia atomica non inquina perché “Le centrali nucleari non emettono CO2″. Altra leggenda metropolitana alla quale sembrano crederci anche alcuni ambientalisti.

La produzione dell'uranio, è una attività mineraria e industriale piuttosto lunga e complessa che comporta tutta una serie di lavorazioni che richiedono l´utilizzo di combustibili fossili, di elettricità, di enormi quantità di acqua, di acido solforico e infine di fluoro, gas altamente velenoso e che provoca un effetto serra migliaia di volte più potente della CO2.

Tornando agli incidenti nucleari in tempo di pace ascoltiamo quanto riferiva Giorgio Nebbia: “...quello ai reattori di Fukushima è il terzo importante nella storia dell'energia nucleare commerciale, lunga circa 14.000 anni-reattore (il numero dei reattori in funzione moltiplicato per gli anni di funzionamento di ciascuno): un incidente ogni circa 4.500 anni-reattore, un incidente in media ogni dieci anni quando sono in funzione, come oggi nel mondo, circa 450 reattori; una probabilità di incidenti molto maggiore di quella assicurata dai solerti venditori di centrali nucleari”

E poi ancora vi sono i costi e i pericoli e gli incidenti del ciclo del ritrattamento del combustibile irraggiato per recuperare un po' di plutonio da aggiungere all'uranio nelle centrali per trarne un po' più di elettricità e di soldi; e poi i costi del ciclo di smaltimento delle centrali esaurite e della sistemazione del combustibile irraggiato e degli inevitabili rifiuti, la coda avvelenata delle centrali; si tratta, anche solo in Italia, di migliaia di tonnellate di prodotti radioattivi, tutti, sia pure in diverso grado, pericolosi, che continuano ad accumularsi anche quando è svanito e sarà svanito il sogno dell'elettricità abbondante a basso prezzo. Tutte operazioni che richiedono una vigilanza per secoli e decenni per evitare perdite di radioattività nell'ambiente”

Inoltre c'è da dire che la scarsità di uranio è altrettanto sentita come quella del petrolio e di altri combustibili fossili. La caccia all'uranio è ormai uno degli sport preferiti dei Capi di Stato. 

Se i fondi che sono stati investiti in Italia in passato, e quelli che rischiamo di dover spendere per la conservazione delle scorie già accumulate  (anche quelle inviateci dalla UE) venissero risparmiati saremmo un paese con più posti di lavoro e veramente moderno.

Però dal punto di vista della laicità di pensiero e della libertà di ricerca scientifica affermo che sarebbe opportuno che il nucleare continuasse ad essere studiato, in modo da non fermare le eventuali scoperte sulla natura atomica degli elementi, in attesa di giungere ad un “nucleare pulito”, o fusione fredda (a questo proposito si vedano le diverse iniziative messe in atto da European Consumers nel corso degli ultimi anni)

Paolo D'Arpini
 Altra Calcata… altro mondo: Paolo D'Arpini: “Tutti i danni dell ...
europeanconsumers.tuscia@gmail.com

giovedì 6 agosto 2020

Berlino. Misure pro coronavirus: la protesta continua ed anche le fake news (di sistema)

Coronavirus, a Berlino la polizia ferma il corteo dei negazionisti ...
Dove sono le Fake News?

Berlino. Un’altra mega-manifestazione contro le misure governative da Covid-19  è annunciata per il 29 agosto 2020

Intanto continua la disinformazione e qualche titolo di tutti i media che, nella loro infinita costernazione e sconfinata capacità di mistificazione pro domo regis, avevano ridotto il milione e passa di smascherinati manifestanti per la libertà/verità e anti-Operazione Coronavirus, riuniti a Berlino il 1 agosto 2020,  a qualcosa tra i 10 e i 20.000. Tutti, poi, neonazi e “negazionisti” (ovviamente anche dell’olocausto). Volutamente ignari che la stessa polizia berlinese aveva comunicato, in un primo tempo, la cifra di 1,3 milioni di persone.

Ora si dà il caso che i tedeschi, non solo si sono posti all’avanguardia della battaglia umana contro il più gigantesco imbroglio, dai tempi di Ramsete II. Quello pro-assembramento del potere dei pochi e pro-distanziamento definitivo di gran parte dei tanti. Ma, come da tradizione riconosciutagli, sono anche più precisini e meticolosi di tutti gli altri. 

Così eccovi da fonte ineccepibile, tecnoscientifica senza padroni, un video in cui si sono messi a confronto data e ora della foto diffusa dai media di regime sulla manifestazione di Berlino e un’altra che i media hanno occultato e che però si è fatta strada nella salvifica rete.

https://youtu.be/4qDftjOZgXE video autentico manifestazione Berlino

Non sapete il tedesco? Non importa. Capirete che la foto di Stato è falsa perché non riproduce la marcia del milione del 1 Agosto, ma quella dell’inizio della Loveparade del 12 luglio 1997, quando il concentramento non era ancora finito. Le ombre determinate dalla posizione del sole dimostrano che questa foto è stata scattata due ore prima dell’inizio dell’evento del 1 agosto.

Ha ragione il bravo Califano (e, prima di lui, Leopardi): “Tutto il resto è noia”.


FULVIO GRIMALDI. UN SESSANTOTTO LUNGO UNA VITA. – Ancora Fischia ...


lunedì 3 agosto 2020

Covid-19. Tedeschi negazionisti ?

Germania, medicina alternativa e profughi: così il Covid alimenta ...

Tedeschi? Tutti negazionisti!?
Forse, dopo che il 1 agosto 2020 circa  800mila cittadini tedeschi, sbavagliati e demuseruolizzati, di ogni età, provenienza, identità sociale e sesso, hanno marciato sotto gli occhi del mondo e del Bundestag (non dei nostri media), palazzo della Merkel e dei suoi compari della dittatura viral-digitale,  per il viale Unter den Linden di Berlino, all’insegna della parola d’ordine “Fine della pandemia – Giornata della libertà”, qualcuno la smetterà. La smetterà di spaccarci le gonadi con i film dove ogni tedesco, in uniforme o meno, urla e sbraita come un licantropo cui abbiano pestato un piede. La smetterà di dare del nazista a ogni tedesco nato prima del 1945 (e anche dopo). La finirà con il ripetere i deliri di Paolo Barnard e tanti altri conclamati “bio-storici” per i quali il nazismo sta nel DNA di ogni tedesco. Compresi Beethoven, Leibnitz e Goethe. Si stancherà delle rievocazioni strumentali dei 6 milioni di vittime, finalizzate a ricattare un’intera nazione con un debito perpetuo, politico e finanziario, e a distogliere l’attenzione da genocidi in corso compiuti dalla propria parte.
Il totale rovesciamento del paradigma lo ha dimostrato, con acuta consapevolezza “tecnicoscientifica”, una bandiera con la nuova svastica sventolata dai manifestanti.

 
La svastica del controllo, del vaccino, della mascherina, del digitale.



Quasi un milione di persone in Germania si sono riunite il 1.Agosto  nella capitale (1,3 milioni per i giornali locali, 750mila per chi ha misurato, 15mila per le “autorità” e tutti i media italioti, possiamo generosamente mediare sul mezzo milione)) a conclusione di una serie di manifestazioni di massa, iniziate a Stoccarda e che hanno poi percorso città e paesi dal  Reno all’Oder, dal Brandenburgo all’Alta Baviera.
E’ il tasso di contagiosità dell’insurrezione anti-covid tedesca si è subito dimostrato di molto superiore a quella del povero virus: a Londra, il giorno dopo, immediata ripetizone sotto forma di catapulte di negazionismo (evviva!) sparate da migliaia di persone contro l’operazione e il suo simbolo, la mascherina:



I nostri media: “a Berlino 15.000 negazionisti”
https://twitter.com/i/status/1289506873251528704   (si apre con CTRL e clic sul link)


venerdì 31 luglio 2020

Veri ebrei e l'eresia sionista



Ogni cosa segue un suo percorso ciclico. E sarà così anche per il sionismo, ora che apparentemente questo “potere distintivo” del nostro secolo sembra giunto al culmine ecco che giungono le avvisaglie del suo declino.
Ma iniziamo con il cercare di capire come e quando è nato questo sionismo.
Solitamente si ritiene che esso sia originato da un filone di pensiero, sorto all’interno della comunità ebraica, verso i primi anni del secolo scorso (od alla fine del precedente) ed abbia trovato una sua prima attuazione concreta nella fondazione di Israele. Questo fatto è stato comunque accompagnato da una forte crescita dell’influenza di un certo “ceto” ebraico nel campo economico e della finanza mondiale. Il nido in cui tale influenza ha potuto svilupparsi si trova negli USA, il cuore dell’America, ed in parte anche in Inghilterra. Fu proprio in seguito a questa forte influenza che l’Inghilterra acconsentì alla cessione della Palestina, al termine del secondo conflitto mondiale, affinché gli ebrei (vittime di persecuzioni e sterminio) potessero fondare (o rifondare) una loro patria. La famosa “terra promessa”… Ed il ritorno in quella casa ideale avvenne con una celere penetrazione e occupazione del territorio palestinese, considerato “proprio”.
E la nascita d’Israele, il necessario caposaldo per sancire un precedente e stabilire un percorso futuro, sancì di fatto l’attuazione del sionismo. Una terra è come un tempio, se si possiede un tempio la religione viene santificata altrimenti è solo un’ipotesi. E l’identità sionista aveva ed ha bisogno proprio di questo: un tempio simbolo dell’avverarsi delle promesse del dio Jawè. Un ritorno alla casa madre dopo la diaspora provocata dalla distruzione del tempio ad opera di Tito.
Ma attenzione la diaspora ebraica in realtà non fu causata specificatamente dalla distruzione di Gerusalemme. Questo fatto militare contribuì soltanto ad incrementare un processo che era già avvenuto ed era in corso da secoli. La diaspora, od il nomadismo, degli ebrei era una componente della loro cultura, L’origine semitica pastorale di questa tribù patriarcale e la tendenza a vagare cercando nuovi pascoli era ben radicata nel dna ebraico. Il popolo ebraico, suddiviso in varie famiglie, era già sparso in tutto il mondo conosciuto allorché alcune sue bande presero ad insediarsi in Palestina, contrastando e sottomettendo gli agricoltori autoctoni, quelli che avevano costruito le prime città dell’antichità (ricordate la storia di Gerico?).
Giosuè e le mura di Gerico | Racconto biblico

Questa spinta espansionistica e la considerazione di avere un diritto, garantito dal loro dio, di appropriarsi dei beni altrui, ed inoltre la “distinzione” settaria che rendeva gli ebrei diversi da ogni altro popolo fece sì che nella loro cultura si affermasse un diritto, un credo, che poneva il popolo eletto ad di sopra di ogni altro essere umano. Non me lo sto inventando, basterà leggere la bibbia e la torah per rendersene conto. Ma questo ora non c’entra con il mio discorso.. ritorniamo al tema principale. Comunque un’ultima considerazione mi sia consentita. Per gli ebrei il fatto di considerasi appartenenti ad una “unica” cultura, condivisa per trasmissione genetica, fece sì che il legante religioso fosse abbastanza forte da mantenere il senso della nazione e della comunità, pur non vivendo nella stessa terra. E questo è un punto saliente. Ma questo attaccamento ancestrale alle proprie radici etniche non è ancora la causa originaria del sionismo… Tutt’altro! Infatti per i veri ebrei, quelli nati e vissuti secondo la tradizione, il sionismo viene visto come una sorta di devianza, una eresia. Come lo fu l’eresia cristiana e maomettana. Infatti sappiamo bene che queste due religioni sorsero come varianti dell’ebraismo.
Ma cosa e chi intendo per “ebrei veri”? Non intendo riferirmi semplicisticamente a quegli ortodossi, con barboni e palandrane nere, che folkloristicamente si lamentano al muro del pianto, mi riferisco in generale a tutta la “gens” di origine ebraica, sia quella antecedente che quella successiva alla “diaspora” (del ‘70 d.C.). Sono i discendenti degli ebrei sparpagliati in tutto il mondo conosciuto dell’antichità, dalla Persia alla Grecia, dall’Egitto all’Italia, etc. ma tutti questi ebrei, meglio: i loro discendenti, sono oggi una minoranza ristretta della comunità internazionale giudea.
In verità questi ebrei “originali” sono oggi fra i più accaniti oppositori del sionismo. Ed il motivo è semplice: il sionismo nasce da elementi non ebraici. Il sionismo sorge in un contesto razziale diverso da quello ebraico, è il risultato di una rivalsa storica da parte di “conversi” di origine caucasica turcomanna, che abbracciarono nell’anno 1000 della nostra era la “fede” del popolo eletto (per un malaugurato errore di alcuni rabbini), semplicemente per convenienza politica, per questioni di potere, per mantenere una differenziazione fra i due blocchi “religiosi” che allora si contendevano il dominio della terra: i musulmani ed i cristiani.
Questi “conversi”, un intero popolo, i kazari, formarono la componente ebraica dell’Europa orientale. Il sionismo comincia da loro, anche se non era ancora chiaro come modello. Infatti si sa che gli ultimi saranno i primi e che i nuovi aderenti ad un credo divengono spesso i più fanatici, anche perché sanno di non averne realmente diritto e quindi se lo conquistano con un reiterato zelotismo ed odio sia nei confronti degli opponenti originari, i cristiani ed i musulmani, sia contro i loro “fratelli maggiori” gli ebrei originari. Sono i successori di questi kazari, sedicenti ebrei (cosa contraria alla legge giudaica), che oggi compongono la schiera dei banchieri e finanzieri che dirigono la politica e l’economia e che hanno creato il fulcro sionista in Israele e che sono diventati la “maggioranza” del popolo eletto… 
Paolo D'Arpini


P.S.
Forse non tutti sono al corrente che l'ebraismo è una religione  etnica. Infatti cristiani, musulmani, buddisti, taoisti... etc. si diventa, mentre ebrei si nasce (da madre ebrea). Purtroppo ci sono state eccezioni come quella menzionata nell'articolo, in cui il popolo kazaro fu "convertito" da alcuni rabbini spergiuri (poiché la conversione non è consentita nell'ebraismo) e da quella genia nacquero "gli ebrei ashkenaziti" che in seguito diedero inizio al sionismo.
Paolo D'Arpini

giovedì 30 luglio 2020

L'altra sponda - Razzismi di propaganda e razzismi veri...


Abbiamo bisogno di un'emergenza per affrontare il razzismo ...

L’ONU, l’Italia, la pseudo sinistra riconoscono quello del fantoccio USA Al Serraj governo legittimo libico. Non si curano del fattarello che questo Fratello Musulmano (leggi ISIS) è il boss islamista delle feroci soldataglie jihadiste che gestiscono i campi di raccolta libici e il traffico dei migranti. In compenso si schierano contro Haftar, sostenuto dalla maggioranza delle tribù libiche, che controlla tre quarti del paese e si propone di liberare i detenuti nei campi e spazzare via la marmaglia jihadista. Come si conciliano queste cose, se non con una fetida malafede? 

Come si conciliano le storie dell’orrore, degli stupri, delle torture, delle uccisioni nei “lager”, con l’ormai capillare presenza delle organizzazioni umanitarie, degli osservatori ONU e OIM e perfino dei poliziotti del caro Al Serraj in tutti i centri? Forse le atrocità attribuite ai libici sono come quelle attribuite dalla megabufala CESAR ad Assad? O a Fidel, o a Kim Jong-un, o agli iraniani, o a qualunque disobbediente agli ordini della Cupola? Ed eccoci invece lì, tutti ad abboccare all’ennesimo amo colonial-imperialista sotto mimesi umanitaria.

Intelligenza vuole che si nutra almeno il dubbio e non ci si fidi di chi campa, o acquista benemerenze su operazioni criminali, razziste e colonialiste, come l’insistito sradicamento delle giovani generazioni africane e asiatiche dai loro luoghi di origine, che dovrebbero difendere dall’intrusione delle multinazionali e dai presidi militari USA-NATO, per alimentare lo sfruttamento schiavistico e il rafforzamento delle organizzazioni criminali, in Italia. 

Su cento migranti, indotti a lasciare terra, famiglia, tradizioni, cultura, identità, futuro, dalle nefaste ONG private che gestiscono la tratta finanziate dai governi delle multinazionali e da George Soros,  meno di uno in media riesce ad assicurarsi una collocazione dignitosa permanente. Tutti gli altri, “salvati” da finti naufragi da ONG, Casarini, Zanotelli e sponsor partitici e clericali, alla vita migliore tra catapecchie, pomodori, altoforni, spaccio, mafia nigeriana, prostituzione, Deliveroo.

Provate  ad andare in Etiopia a scoprire come una valle abitata da 7000 persone, sia stata cancellata ed allagata dalle dighe italiane e  i suoi abitanti dispersi tra Libia, Grecia, Italia, Turchia e definiti con lo stereotipo, inflittoci a martello pneumatico, di “in fuga da guerre, fame e dittatura”. Proclamato da chi campa, complice e compiaciuto della sua “civiltà”, nella dittatura sanitario-digitale delle pandemie e piattaforme, fa abbastanza ridere.

Ancora non volete capire a cosa serve lo spostamento di popoli e i loro incroci, se non a un mondo depersonalizzato, globalizzato verso il basso, militarizzato e desovranizzato nell’individuo e nella comunità. Quello voluto da Soros, Bill Gates, Rockefeller, tutti i predatori che si riuniscono ogni gennaio a Davos e ai cui piedi lanciano profumate nuvole d’incenso turiferari come Manconi, Boldrini, Saviano, Zanotelli e tutto il cucuzzaro del sedicente volontariato umanitario. 

L’élite del razzismo globale nutrito da guerre e sanzioni sulle quali nessuno ha da ridire, mentre plaude al commercio di carne umana chiamato “salvataggio”.  Non è piuttosto stupido dargli una mano?

Fulvio Grimaldi

Fulvio Grimaldi e il Medio Oriente - YouTube

mercoledì 29 luglio 2020

Covid-19 - Resoconto della Conferenza Stampa tenuta il 28 luglio 2020 a Montecitorio

 Montecitorio, 28 luglio 2020 - Prof. Tarro, Dr. Giorgianni, Dr. Bacco, On. Cunial

Siccome non siamo (la prima persona plurale si riferisce a quelli che la pensano come qua sarà detto) tra coloro che dell’annientamento della libertà e della democrazia tramite le due nere parche, genitore pandemia e progenie digitale, si precipitano a dare la colpa al popolo succube, boccalone ed esangue; siccome siamo tra coloro che hanno capito come non tutti i predatori siano miliardari, ma tutti i miliardari siano predatori; siccome da pandemia e smaterializzazione digitale i profitti massimi vanno tutti a quei miliardari e ai loro valletti e vallette… siamo tra coloro che hanno capito che quanto ci viene inflitto dall’inizio di quest’anno è opera esclusiva di predatori.

E la parola - davvero il “verbo” in questo caso, alla faccia del collateralismo pandemista della Chiesa - che si aspettava un popolo non succube, né boccalone, né esangue, ma che a forza di vessazioni demenziali e imbrogli abbacinanti, è tornata a Socrate, al dubbio, all’induzione, alla maieutica, quella parola è venuta, incredibile dictu audituque, dal Parlamento. Nella prima delle tre conferenze stampa allestite dalla deputata Sara Cunial per i giorni 28, 29 e 30 luglio. Il 28 luglio 2020 si è trattato di “Coronavirus: emergenza sanitaria o democratica?”. Poi  sarà il turno di “Coronavirus e illegittimità dei provvedimenti; il ricorso di Comicost”. Il 30 luglio parleremo di “Coronavirus: l’informazione negata”.



Presentata dalla perlamentare (la “e” è apposta) ex-Cinque Stelle, ora nel Gruppo Misto, finalmente un’eletta del popolo, con l’accento sulla terza parola, e che non se la tira, tre combattenti per la verità. Una verità che sgonfia e polverizza lo tsunami dell’epocale inganno alle qualifiche dei cui autori nessuno può fare le scarpe, per quanto ci abbiamo provato a forza di oscuramenti, di calunnie e tentativi di buttarla in ridicolo. Senza efficacia, visti i risultati dirompenti di oggi e data anche la levatura dei personaggetti da talkshow e della nostra stampa di palazzo che ci avevano provato. E che ci riproveranno, al di là della sostanza granitica dei fatti e dati oggi lanciati come massi da catapulte contro le mura cartonate della menzogna.

Di tutto questo verrà dato conto, penso, da R2020, il movimento di Sara Cunial, Davide Barillari e altri, partito da quell’altissimo trampolino che fu l’intervento  di Sara a Montecitorio il 15 maggio. Quello che i gazzettieri di servizio e gli scienziocrati spaventati cercarono di ridicolizzare in “complottismo”. Detto dai notabili di un paese segnato da P2, mafia, Vaticano e stragi di Stato, di ridicolo aveva solo gli autori.

Mi limito, dunque, a estrarre dai tre interventi qualche passaggio che mi è rimasto nella penna. Giulio Tarro, considerato insieme ad Alberto Zangrillo (altro “eretico”) uno dei maggiori virologi a livello internazionale, ostracizzato dai media fin dall’inizio per le sue posizioni “negazioniste”, ha smantellato la truffa dei “morti di Covdid-19”, quando la quasi totalità dei dati ufficiali è da attribuirsi ad altre patologie (la famosa vittima di un camion, trovato positivo al tampone). Ha denunciato l’imposizione demenziale delle nocivissime mascherine, utili solo a incrementare le patologie Ha ricordato la battaglia dei vaccinari contro la terapia del plasma, che ha determinato, nelle cliniche di Pavia e Mantova, la guarigione in chiunque ne avesse beneficiato e che già al tempo della Spagnola vedeva la gente salvarsi grazie al sangue dei guariti del virus. Il che ci porta alle cure sbagliate, le famigerate ventilazioni forzate che bruciavano i polmoni, ma anche al sempre taciuto, ma vero, contributo alla mortalità, dovuta perlopiù a tromboembolia da affrontare con antinfiammatori, come alle vulnerabilità respiratorie causate dalle pesantissime condizioni ambientali riscontrabili a Wuhan come in Padania.

Il medico legale Pasquale Maria Bacco, ribadito che il Covid-19 non ha praticamente ucciso nessuno, ha voluto denunziare, nome per nome, i guru che, con le loro elucubrazioni, hanno permesso che si compissero assassini non solo colposi, anche impedendo con la diffamazione che si ricorresse a farmaci provati efficaci, tipo l’idrossoclorochina, l’eparina, gli antinfiammatori, tutti a basso costo. Se si pensa al numero di morti causate da interventi errati, tipo, appunto, le intubazioni attraverso le quali si sparava ossigeno nei polmoni ledendoli irrimediabilmente. Esiti poi nascosti dalle mancate autopsie, come da disposizioni delle autorità sanitarie. E’ il caso di parlare di strage di Stato? Per il dr. Bacco non vi sono dubbi.


Al magistrato Angelo Giorgianni  va riconosciuto, dopo l’appassionato elogio e ringraziamento a Sara Cunial per aver lanciato un macigno di verità nella morta gora del consenso notabiliare nazionale e internazionale, l’intervento più intransigente e indignato.  Ha citato il terrificante Jacques Attali, economista e banchiere, eminenza grigia di Mitterand. Un misantropo per il quale si sarebbe “progredito” soltanto se l’umanità avesse avuto paura. Auspicava epidemie che permettessero la drastica riduzione della popolazione. Contro il vaticinio attaliano di un governo globale, una polizia globale dal controllo totale (vedi l’Agenda “DI2020” di Bill Gates), ha indicato l’obiettivo primario di ridare alla scienza il volto democratico e pluralista che le è stato tolto da una “dittatura scientocratica i cui delitti meriterebbero una nuova Norimberga” (con tutte le riserve che si devono nutrire su quel processo). Per Giorgianni, quello che sta gestendo il fenomeno Coronavirus è un sistema-killer, legato allo Stato Profondo USA, che punta all’annientamento della persona e alla sua trasformazione in “quota di mercato”.

Concordi relatori, promotrice e quelli tra noi che non erano lì a cercare spunti per sbertucciare e stravolgere il messaggio, ad affermare che oggi, “rivoluzionario è dire la verità”.

Fulvio Grimaldi 

BrindisiSette News - Brindisi, “L'Italia al tempo della peste": a ...



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martedì 28 luglio 2020

Trento. Odio mortale verso gli animali selvatici




Trento, Provincia tristemente famosa per aver già ammazzato ben 2 mamme orso, Daniza e KJ2 con i cuccioli al seguito, continua a far parlare di sé per la cattiva gestione dei plantigradi. Più volte come Animalisti Italiani ci siamo scagliati contro i mortiferi “piani di gestione degli orsi e dei lupi”; lo abbiamo fatto con tutte le nostre forze e continueremo a farlo, ben consci che tutelare la vita di chi non può difendersi e non ha colpe sia il fondamento di ogni vero progresso morale e civile.

Ora siamo all’assurdo.

L'orso M49, o quello che si presume sia M49, è scappato di nuovo dal Centro faunistico del Casteller, a sud di Trento dove si trovava dalle prime ore del 29 aprile scorso, dopo che il 28 era stato catturato in ottemperanza a specifica ordinanza. Lo ha comunicato ufficialmente il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Al momento l’animale risulta dal radiocollare in un’area della Marzola che i forestali stanno presidiando.

Questa creatura fu imprigionata in un recinto lo scorso anno solo per aver rubato del miele ed essersi comportato secondo la sua natura; scappò la prima volta rischiando la vita ed eludendo una recinzione elettrificata di ben 7.000 volt. Oggi l’orso è riuscito a superare la barriera elettrica e, raggiunta l’ultima recinzione, ha divelto la rete elettrosaldata piegando l’inferriata dello spessore di 12 millimetri fino a ricavarne un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno.

“Cos’altro deve succedere per far capire all’uomo che il plantigrado chiede solo di essere lasciato in pace?”- aggiunge Riccardo Manca Vice Presidente degli Animalisti Italiani – “In virtù di enormi interessi economici stiamo assistendo a un autentico depauperamento della biodiversità oltre che a un’indebita intromissione nelle leggi perfette di Madre Natura.  L’orso è una specie altamente protetta e i casi di pericolo per l’uomo sono praticamente inesistenti; siamo noi ad aver invaso il loro habitat e non il contrario”.

Domenica 2 agosto 2020, insieme ad altre associazioni animaliste, manifesteremo tutto il nostro dissenso per la cattiva gestione degli orsi e dei lupi in Trentino nella città di Cles (Tn). L'appuntamento è in Piazza Cesare Battisti, a partire dalle ore 15.00: saremo lì in prime linea in difesa dei plantigradi, contro il trentino ed i trentini che vogliono gli orsi morti o ingabbiati!

Il 30 luglio, inoltre, il TAR emetterà la sentenza definitiva sulla legittimità dell'ordinanza di abbattimento della mamma orsa Gaia-JJ4, ultima vittima delle scellerate decisioni della Provincia di Trento.

Walter Caporale


Associazione "Animalisti Italiani Onlus"