mercoledì 15 luglio 2020

Beppe Grillo... l'Italia non ti merita! (nemesi amica 2.0)


Che autogol quel sonetto per Virginia Raggi: insultare gli elettori non è  mai una buona idea

Quella fetecchia di sonetto  di Franco Ferrari che Beppe Grillo ha inoltrato alla sindaca Virginia  Raggi, intitolato mafiosamente, "Roma non ti merita" (*)  non è altro che l'ennesimo servo encomio dell'infiltrato-rinnegato clown di "SAW" al partner PD impostogli da Bilderberg e Cupole farmacodigitali varie.


 Portato alla sostanziale rovina il movimento, che aveva raccolto propositi, affetti e impegno dei migliori degli italiani, ora questo bubbone della politica da angiporto, che manda il suo garzone di bottega a sondare le strategie malavitose dei tappetari Draghi e Letta, vorrebbe compiere l'opera togliendo di mezzo la migliore sindaca che Roma abbia avuto in decenni di ladri e di periferici della Banda della Magliana e del Vaticano.

Una sindaca dalla resilienza fantastica, vero scudo del gregge dall'assalto dei lupi (metaforici. Viva quelli con pelliccia). Non per nulla perseguitata peggio di Giobbe dalla magistratura più corrotta  che il paese abbia avuto negli stessi decenni.

E allora non rimane che inchiodare il comico SAW al palcoscenico del suo finto ambientalismo e autentico fascio-digitalismo, dove si limiti a far ridere e basta. E a rispedire il tipetto pettinato alla Ronaldo sulle gradinate del San Paolo, a moderare i facinorosi per conto di un nobilissimo pubblico. E occhio che non s'infili nella tribuna da Agnelli per architettare con il Draghi del calcio qualche porcata a danno di coloro per i quali dovrebbe svolgere un degnissimo mestiere. È addestrato per questo.

Fulvio Grimaldi

Fulvio Grimaldi: “Il Covid-19 è un coltello che è finito nelle mani delle  élite” | Patrizio Paolinelli


(*) -   
https://roma.fanpage.it/che-autogol-quel-sonetto-per-virginia-raggi-insultare-gli-elettori-non-e-mai-una-buona-idea/


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Mio amaro commentino: 


Mi spiace dover dire che “l'avevo detto”... il 7 marzo 2013 in “Nemesi amica” https://paolodarpini.blogspot.com/2013/03/nemesi-amica-tutti-sul-suv-di-beppe-ne.html - Quando si “prepara” una rivoluzione significa che si sta lavorando per un sistema. Preparare, preoccuparsi, predisporre… il prefisso dice chiaro qual’è l’intendimento: “si lavora in funzione di...”. Quindi non è ribellione, non è rivoluzione, insomma per intenderci non è la stessa cosa della presa della Bastiglia in cui una massa di facinorosi -padri madri figli- attaccano ciecamente la roccaccia del potere ove sono incarcerati i loro cari -i debitori, i poveracci, i ladruncoli per fame, le vittime del sistema- la espugnano con la forza della disperazione e liberano tutti i detenuti. Qui non si pensa, non si pondera, non si fanno programmi, semplicemente si pareggia il conto e si risolve il problema contingente... (Paolo D'Arpini)
Continua in calce al link

venerdì 10 luglio 2020

Discriminazione razziale e ideologica

I 10 siti archeologici e monumenti distrutti dalle guerre - DeAbyDay.tv

Continua l’orgia di stupidaggini legata alla manovrina pre-elettorale con cui i democratici americani vorrebbero scongiurare la rielezione di Trump. E, naturalmente, continua la pedissequa emulazione europea – italiana in particolare – di tutte le castronerie che ci giungono da oltre oceano. L’obiettivo dichiarato degli esteti dell’antirazzismo è del tutto simile a quello messo in atto dai Talebani afghani che, qualche anno fa, fece rabbrividire ogni normale individuo pensante: la distruzione delle gigantesche statue (di immenso valore artistico e storico-antropologico) che erano testimonianza di un’epoca antecedente alla islamizzazione dell’Afghanistan.

In fondo, chi ieri decapitava i Buddha di Bamiyan e chi oggi decapita le statue di Cristoforo Colombo é spinto da una medesima molla: l’intolleranza verso un passato che non si condivide, il desiderio – irrealizzabile – di cancellare la storia con un candelotto di dinamite o con un colpo di maglio. 

Sull’assurdità di una tale intolleranza estetico-ideologica non vale neanche la pena di soffermarsi. Immaginate se, per esempio, i cattolici italiani dovessero chiedere l’abbattimento del Colosseo, perchè luogo del martirio dei primi cristiani... O se i repubblicani francesi dovessero reclamare la distruzione della reggia di Versailles...

Ma torniamo agli odierni talebani “antirazzisti”. Intolleranza a parte, violenza a parte, prepotenza a parte, le loro rivendicazioni muovono da una sovrana ignoranza della storia europea e occidentale. Dico questo, perché il rifiuto del razzismo è entrato a far parte della mentalitá (e della storia) dell’uomo bianco piú o meno da mezzo secolo a questa parte. Fino ad allora, fino a dieci o vent’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’Europa era razzista, l’America era razzista, l’Occidente tutto era razzista. Ove, naturalmente, per razzismo si intenda – cito da Wikipedia – «la divisione biologica dell'umanità in razze superiori e inferiori».

Le mie affermazioni potranno sembrare paradossali, ma cosí non é. Le prime leggi settoriali contro la discriminazione razziale negli Stati Uniti d’America – cito sempre da Wikipedia – sono del 1964 (il Civil Rights Act) e del 1965 (il Voting Rights Act); ma la legge contro la mescolanza razziale (Racial Integrity Act) rimase in vigore ancora per qualche tempo, considerato che ancóra nel 1967 un uomo bianco e una donna nera furono condannati ad un anno di carcere per essersi uniti in matrimonio.

A parte la pignolesca legislazione americana, comunque, la convinzione generalizzata del mondo occidentale era che le diverse razze umane fossero ben distinte, e che tra loro esistesse una precisa gerarchia, con al vertice la razza bianca. Convinzione talmente diffusa da rendere superflua una legislazione ad hoc. Almeno fino all’arrivo in Germania di Adolf Hitler, il quale ebbe bisogno di legiferare non per codificare un razzismo generalizzato che già faceva parte del comune sentire della popolazione, ma per stabilire una discriminazione di tipo nuovo che aveva per obiettivo una comunitá bianca – gli ebrei – che da quel momento in poi si voleva considerare come una razza a parte. 

Tutto ció premesso, é logico e naturale che a suo tempo i protagonisti della storia d’Europa e d’America abbiano espresso opinioni razziste, in linea con il comune sentire della societá dell’epoca. Non solo Cristoforo Colombo, il generale Lee, Churchill o Montanelli; ma anche tanti altri, tantissimi altri di cui l’ignoranza degli odierni tagliatori di teste non si è accorta.

Possibili citazioni a tonnellate, e assolutamente bipartisan – come si direbbe oggi – nel senso che riguardano tutti gli ámbiti ed anche tutti i settori politici delle relative epoche. Evito una stucchevole elencazione, ma qualche significativa citazione vorrei comunque farla. La prima riguarda Voltaire, il padre dell’Illuminismo. Non solo Voltaire dava per scontata la superioritá degli europei rispetto ai “popoli barbari”, ma era un convinto assertore del poligenismo, ovvero della tesi secondo cui le varie razze umane avessero origini diverse e separate, e che non derivassero da un’unica coppia di genitori, come affermato dalla Bibbia.

Dopo Voltaire, Immanuel Kant, forse il massimo filosofo occidentale. Kant teorizzava l’esistenza di una razza bianca, nettamente superiore, e di tre inferiori razze di colore (“Sulle diverse razze dell’uomo”, 1775).

Ma il caso piú stimolante – come ci ricorda Spartaco Pupo sul sito “Ereticamente” – è forse quello di Karl Marx, il fondatore del comunismo. Ebbene, quando Marx diceva «lavoratori di tutto il mondo, unitevi» non si riferiva proprio a tutti i lavoratori del mondo, ma soltanto a quelli appartenenti ai «popoli civili», non a quelli «incivili» (“Per la critica dell’Economia politica”, 1859). Per tacere delle «caratteristiche razziali innate» invocate come elementi di sviluppo sociale (“Il Capitale”, 1867).

Ebbene, piaccia o non piaccia, questo è stato l’atteggiamento verso il razzismo dei nostri uomini di Stato, dei nostri filosofi, dei nostri letterati fino a tutta la prima metá del secolo scorso (con le prime eccezioni apparse soltanto a Novecento inoltrato). Sono questi uomini di Stato, questi filosofi, questi letterati che ancòra ci guardano dall’alto dei monumenti, testimonianza della nostra storia, della nostra tradizione, della nostra cultura di ieri. E il fatto che quella storia, quella tradizione, quella cultura non rispecchino il comune sentire della società odierna non puó comportare l’epurazione di tutti i grandi del passato, né il rogo dei loro libri, né la decapitazione delle loro statue.

Tentare di cancellare la storia d’Italia, d’Europa, dell’Occidente – senza peraltro riuscirci – sarebbe un errore gravissimo da parte di chi in Italia, in Europa, in Occidente é arrivato negli ultimi anni. Servirebbe soltanto a farceli considerare non solo come estranei portatori di una cultura diversa dalla nostra, ma anche come elementi incompatibili con la nostra tradizione e con la nostra storia. Sarebbe il miglior terreno di cultura per il razzismo. Il razzismo di oggi – intendo – non quello di Cristoforo Colombo.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

Michele Rallo nuovo Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi  Dino Grammatico

mercoledì 8 luglio 2020

Slovenia. Buone nuove dal fronte Covid-19


Coronavirus: Slovenia riapre a Italia,via barriere a valichi - Friuli V. G.  - ANSA.it

Ottime notizie sul tema "epidemia Covid-19" in Slovenia. Ciò si rileva dalle notizie riportate dai media sloveni ed italiani, come sappiamo molto attenti alla questione del rischio della "porta balcanica" come possibile vettore di una "seconda ondata" epidemica, ben pompata dai media, con conseguenti pronunciamenti di amministrazioni e virologi vari minaccianti provvedimenti drastici che vanno da TSO e denunce penali per chi, "pescato" positivo ma asintomatico ad un esame tampone di dubbia affidabilità, osasse rifiutare un ricovero coatto per una "cura" da una malattia assolutamente non presente (e c'è soprattutto da chiedersi in cosa consisterebbe questa cura coatta ovvero Trattamento Sanitario Obbligatorio contro una malattia non in atto: forse psichiatrico?).

In Slovenia, a fronte delle poche migliaia di contagiati dal virus in questi 4 mesi di allarme, e del numero di decessi legati ad esso (concomitanti nel 99% dei casi con altre gravi patologie) che, su una popolazione di 2.100.00 abitanti, conta poco più di un centinaio di casi, in gran parte dovuti a negligenze imputabili alle residenze per anziani non dovutamente protette ad inizio epidemia, i numeri forniti in questi giorni sono ulteriormente confortanti: il virus è presente in Slovenia in minimi termini. 


E ciò pure considerando i recenti allentamenti delle prescrizioni sanitarie e all'apertura dei confini sia Shengen che extra UE.

Nei giorni scorsi sono stati registrati 21 (ventuno) casi di tamponi positivi al Covid, su oltre un migliaio di test effettuati (Il Piccolo, 6 luglio 2020). Dei 21 casi nella quasi totalità asintomatici, 9 si sono registrati in una residenza per anziani di Vipava (Aidovščina), ripartiti tra 5 operatori sanitari e 4 anziani residenti, due soltanto dei quali rivelavano qualche sintomo ristretto a febbre moderata e moderati sintomi influenzali, nessuno dei due bisognosi di terapie emergenziali. Per i restanti 19, nulla da dichiarare se non la positività da tampone (ibid).


A fronte di questi evidenti ottimi dati, pur riportati in modo chiaro da istituzioni e media, la campagna terroristica su Covid-19 ha provveduto a lanciare allarmi sia tramite dichiarazioni dei governi sloveno e italiano, sia sui rispettivi media (Il Piccolo di Trieste e testate nazionali, RTV Slovenia etc., 6-7 luglio 2020), di una "ripresa della pandemia", si è parlato di ri-chiusure di confini, di rinnovo di provvedimenti restrittivi, di emergenza sanitaria, di virus che autonomamente svolazzarebbe nell'aria, di assenza di metodi di cura (falso madornale) per chi si ammala, ovvero il 5% dei tamponi-positivi (Il Piccolo, 7 luglio). Tutto ciò senza riportare alcuna evidenza, prova, dato scientifico. Mero terrorismo.


Tutto ciò rivela che sta a noi cittadini, col nostro discernimento e dati alla mano, valutare la situazione e darci il compito di comprendere le ragioni che portano governi e media (e questo sia a livello locale, statale, europeo e mondiale) a tale comportamento terroristico, sia pregresso che attuale, e futuro. E comportarci di conseguenza sia rispetto i nostri simili vicini e lontani, i nostri familiari, i nostri vicini, i nostri colleghi di lavoro, che verso i decisori delle nostre vite e del nostro futuro. E una volta compreso l'inganno, spiegarlo, diffondere consapevolezza, ed agire.

Jure Eler


Coronavirus. Slovenia, situazione tranquilla al confine con l'Italia,  controlli ai sei valichi - Photogallery - Rai News


Commento di Fulvio Grimaldi:  
"Condivido in toto.Quanto alla necessità fondamentale di comprendere i fini del megaimbroglio planetario, suggerisco Chossudovsky, Nogeoingegneria, Robert Kennedy Jr., Icke,  Joannidis, tanti tedeschi e, per i vernacolari, almeno trenta articoli miei su www.fulviogrimaldicontroblog.info, modestamente, giacché li devo allo studio delle fonti libere e oneste..."

domenica 5 luglio 2020

Egitto, deep state e le "inavvertenze" di Fratel Zanotelli


Welcome to ccp web site

Se riuscite a superare quella sensazione di fastidio alla bocca dello stomaco andate  sulla newsletter  del 4 luglio 2020 dello Stato Profondo USA, dazebao dell'imperialismo in Italia e mattinale di George Soros, "il manifesto ". Vi troverete una delle solite invettive razziste contro certi paesi africani disobbedienti al Deep State che ricordano a questo missionario del vetero- e neo-colonialismo i fallimenti delle sue attività sovversive in quel continente.  

Stavolta Alex Zanotelli,  parroco della branca italiota del Dipartimento di Stato e dei suoi annessi di Intelligence, abbandonate le movenze pro-sradicamento di popoli nativi per far posto alle multinazionali e fornire schiavi alla grande distribuzione e alimentazione europea, dopo aver raso al suolo le già libere Eritrea e Libia, il suo servizio ai massacratori di popoli lo fornisce sull'Egitto. 

Non ne sa nulla, se non quanto gli suggeriscono terminali del Pentagono come Amnesty, HRW o lo stesso "manifesto". Ma ciò  non gli impedisce di inserirsi alla testa dei chierichetti e chierici a stelle e strisce vari di rovesciare su quel paese uno di quei discorsi di odio senza fondamento di cui i suoi referenti sono campioni e al tempo stesso fustigatori, quando altri si permettono dissensi. La copertura al servizietto è la solita e scontata: le brutte armi vendute al dittatore e il giovane Regeni (ottima la domanda del Procuratore del Cairo: cosa cazzo era venuto a fare il collaboratore di John Negroponte in Egitto?").

Dopo questo ennesimo puntello con la tonaca all'imperversare del colonialismo in Africa, ci attendiamo una seduta del santo rosario in memoria di Muammar Gheddafi, benefattore dell'Africa e liberatore della Libia e anche a purificazione della mente offuscata di qualche prete (lo sa Zanotelli che Gheddafi è stato linciato e da chi?). Hai visto mai? Non sono rare, tra i cattolici, le illuminazioni. Certo, per un missionario comboniano, apripista storico della Nato, sarebbe arduo.


Fulvio Grimaldi: "Armageddon. Sulla via di Damasco"- Aggiornamento del  17/09/2015 • Altrogiornale.org

venerdì 3 luglio 2020

USA, 3 novembre 2020 - La tenzone è già iniziata...


Elezioni Stati Uniti 2020, la guida: sondaggi e regolamento della sfida tra  Trump e Biden

Il razzismo non c’entra nulla con la rivolta dei sinistri statunitensi (neri ma soprattutto bianchi) contro Trump. E non c’entra quasi nulla neanche l’uccisione di George Floyd, il nero americano vittima di un episodio di stupida brutalità da parte di un poliziotto di Minneapolis.  

Il razzismo non c’entra niente – dicevo – perché la protesta dei marciatori e dei decapitatori di statue avrebbe dovuto, semmai, essere diretta contro i metodi della polizia locale, non contro un “razzismo” che sempre più è soltanto una accusa di comodo, agitata come una clava del “politicamente corretto” contro chiunque osi dissentire dai fogli d’ordini di George Soros e dei padroni del mondo.

Oltretutto è sommamente stupido accusare di razzismo una nazione che, fino all’altro giorno, aveva un presidente di colore. E comunque, anche a voler accettare la castroneria che la brutalità della polizia equivalga a razzismo, l’aver indirizzato la protesta – per “responsabilità oggettiva” – verso il Presidente Trump è la prova provata della malafede di chi tale protesta ha promosso, gestito e lautamente finanziato. 

DOPO DALLAS RIESPLODONO LE PROTESTE CONTRO IL RAZZISMO, OLTRE 250 ARRESTI  NEGLI USA - Interris.it

E lo sapete perché? Perché – piccolo particolare di cui nessuno ha parlato – negli USA le uniche forze di polizia che dipendano dal Presidente e dal Governo sono quelle delle agenzie federali: FBI, DEA, Marshals Service, eccetera. La polizia locale (quella responsabile della morte di Floyd e di decine di casi simili) dipende dal Sindaco e in seconda istanza dal Governatore

Ne deriva che le proteste – se fossero state spontanee e non telecomandate – non avrebbero dovuto prendere di mira il Presidente degli Stati Uniti – il repubblicano Donald Trump – ma il Sindaco di Minneapolis e il Governatore del Minnesota, che sono rispettivamente i signori Jacob Frey e Tim Walz: guarda caso, entrambi democratici.

Governor Walz and Mayor Frey Talk 2040 Housing - Mpls.St.Paul Magazine

É evidente che si è trattato di una manovra organizzata dai potentati che intendono impedire con ogni mezzo la rielezione di Trump. Lo sfidante democratico che dovrebbe contrastare the Donald è un soporifero ex vice di Barak Obama, tale Joe Biden, assolutamente privo di fascino e di mordente, incapace di coinvolgere la gente e di suscitare un minimo di entusiasmo.

I sondaggisti si affannano a sostenere che Biden è in vantaggio. Ma sono gli stessi sondaggisti che avevano vaticinato la vittoria della Clinton con 15 punti di distacco. E i giornali e le catene televisive che fanno da grancassa ai sondaggi di oggi sono gli stessi che giuravano sulla limpidezza dei sondaggi di ieri. In ogni caso, si voterà il 3 novembre 2020 (pandemie varie permettendo), e Joe Biden avrà perciò tutto il tempo per mostrare agli elettori di che pasta è fatto.

Ma c’è un secondo motivo, più immediato, che sta dietro alle proteste anti-Trump. É lo Spygate che il Presidente USA si apprestava a far deflagrare quando – provvidenzialmente per qualcuno – è arrivata l’uccisione dell’afroamericano di Minneapolis. Lo Spygate – se ne è parlato su “Social” del 29 maggio – potrebbe trasformarsi da un momento all’altro in un Obamagate; con la possibilità, addirittura, di vedere tradotto in giudizio l’ex Presidente USA, con l’accusa di essere a capo di un complotto (con ramificazioni italiane) per “fabbricare” le false accuse contro Trump dell’ormai defunto Russiagate.

OBAMAGATE : NON E' PIU' “TEORIA DELLA COSPIRAZIONE”... - MITTDOLCINO.COM

Se lo Spygate/Obamagate fosse esploso – e probabilmente esploderà comunque – sarebbe crollato il castello di carte della manovra che i democratici stavano (e stanno) preparando per evitare la rielezione di Trump: e cioè – è la mia personale opinione – la candidatura della moglie di Obama come vicepresidente, in ticket con Joe Biden.

Perseverare è dem: twitter vuole Michelle Obama candidata nel 2020. La  lezione non è servita, #Michelle2020, elezioni Usa 2016, presidenziali 2020,  Obama, Clinton

La discesa in campo della bella Michelle avrebbe un duplice obiettivo: un’iniezione di carisma ad un candidato presidenziale che ne é del tutto privo, ed una mobilitazione dell’elettorato nero. Infatti i sondaggi – quelli che non trovano spazio sul “New York Time” o sulla CNN – dicono che una fetta non trascurabile dell’elettorato afroamericano sarebbe orientata a votare Trump, per garantire la prosecuzione di una politica economica che ha creato milioni di posti di lavoro. E – attenzione – questa tendenza potrebbe essere rilanciata proprio nei mesi a ridosso delle presidenziali di novembre: quando – attenuatisi gli effetti della pandemia – Donald Trump metterà in campo tutta una serie di nuove misure “sovraniste” che determineranno un rilancio dell’economia reale americana ed una rapida riduzione della disoccupazione, tornata a mordere nei mesi del Lockdown.

Ecco il perché dello scatenamento di una protesta violenta oltre ogni immaginazione, con interi quartieri mesi a ferro e fuoco, con distruzione di beni pubblici e privati, e addirittura con un “talebanismo” democratico che si é dato alla decapitazione delle statue degli americani illustri. Talebanismo violento, cui è seguito il talebanismo “moderato” dei potentati economici globalisti, con appendici ridicole come quella del ritiro delle copie di “Via col vento”.

Perché Via col Vento è considerato un film che giustifica il razzismo e la  schiavitù

Personalmente non me ne sono meravigliato. Così come non mi sarei meravigliato se Donald Trump fosse stato tolto di mezzo con una provvidenziale fucilata. Come alcuni decenni or sono accadde a John Kennedy, all’indomani del suo tentativo di togliere alle banche private il monopolio dell’emissione del denaro pubblico [vedi «L’ordine esecutivo no 11.110: forse Kennedy aveva visto giusto» su “Social” dell’8 novembre 2013].

La posta in gioco a novembre sarà altissima, mille volte maggiore rispetto a quella di una elezione presidenziale “normale”. Il popolo americano dovrà decidere se interrompere definitivamente il processo di globalizzazione economica e di mondializzazione politica, o se rassegnarsi alla resa ai poteri fortissimi che vogliono distruggere gli Stati Nazionali e assoggettare tutti i popoli del mondo al potere ricattatorio dell’alta finanza internazionale.

La lotta è solamente agli inizi e sarà durissima, senza esclusione di colpi. Prepariamoci ad altri colpi di scena.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

CONTRORDINE: DRAGHI NON È PIÙ BUONO. MEGLIO COLAO. MA IL REGISTA È PRODI -  le opinioni eretiche di Michele Rallo



sabato 27 giugno 2020

Trento - "L'orso si è solo difeso..."


 Il Trentino vuole abbattere l'orso aggressore. Ma una delle vittime si  oppone: «Non fatelo» - Corriere.it

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato l’ordinanza con la quale dà mandato al Corpo forestale provinciale di monitorare in maniera intensiva l’area del Monte Peller in Val di Non, dove il 21 giugno 2020 si è verificato un incidente di cui sono rimasti vittime padre e figlio, identificare l’orso responsabile e procedere all’abbattimento dell’esemplare.

Il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si è dichiarato contrario all’abbattimento, ed in una lettera al presidente ha annunciato che sta valutando i presupposti giuridici per impugnare l’ordinanza.

La Provincia di Trento in un comunicato del 22 giugno ha ammesso che l’attacco dell’orso è partito solo dopo che il padre del giovane, che era caduto a terra alla vista del plantigrado, ha aggredito l’orso; quindi l’orso si è solo difeso! (FIADAA, 26 giugno 2020; LAC, Sezione Trentino/Alto Adige, 26 giugno 2020).
  Carlo Consiglio  info@carloconsiglio.it

Bioregionalismo Treia •: PETIZIONE CONTRO LA CACCIA ALLA VOLPE IN TANA

venerdì 26 giugno 2020

Il nuovo che è vecchio... (e qualcuno storcerà il naso)


Alegoria Starego i Nowego Testamentu (obraz Hansa Holbeina) – Wikipedia,  wolna encyklopedia

Il Dottor Zangrillo, il Dottor De Nonno,  l'ex Generale Pappalardo e altri loro affini, e altri ancora che potete individuare facilmente... questi chi sono? Vogliamo credere che siano dei solitari risvegliati? Bene, allora continuiamo a dormire. E io invece dico che dietro la loro apparente autonomia e indipendenza l'uno dall'altro si cela una regia comune. 

Quale? Di chi? E' presto detto. Ci sono frange della massoneria più per così dire mite che supportano quella più aggressiva e ne smorzano l'operato presso il popolo qualora i giochi vengano scoperti e perseguiti. Ora, è accaduto proprio questo, e la funzione di questa frangia è quella di far sì che in caso di fallimento totale dei loro piani di dominio, possano riciclarsi comunque nel nuovo assetto liberato, in questo caso nel Mondo Nuovo emergente e mantenere così intatte le loro posizioni di comando. 

Questi personaggi sopracitati hanno ognuno una parte di un unico copione, che infatti ripetono senza mai allargarsi oltre quei confini che gli sono stati assegnati. Quel copione lo conoscono dall'interno e sanno che è stato smascherato, per cui possono esprimerlo passando per ciò che non sono realmente, appropriandosi persino della terminologia di chi li
ha smascherati.

 Potete notarlo da soli. Sono imboccati, come a teatro, da un suggeritore. Ma forse non sanno che non c'è più trippa per gatti e che a tradirli sono le loro stesse basse vibrazioni, se vogliamo metterla in questi termini e chiudere così il discorso.

Anna Dossena 




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