lunedì 14 ottobre 2019

MIVEG - Milano Vegana - 19, 20 e 21 ottobre 2019


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Miveg è un evento no profit interamente gestito con estrema professionalità da volontari e dedicato completamente agli animali e a coloro che vogliono scoprire il crescente movimento culturale ed etico basato sul loro rispetto. Con abbigliamento, food, accessori, letture; si conferma con questo appuntamento come sia semplice fare scelte etiche e di vita quotidiana che coniughino impegno sociale e buon cibo.
Come sempre i proventi andranno a sostenere gli animali ospiti dei rifugi di Vitadacani associazione a tutela diritti animali (https://www.vitadacani.org/rifugi/). Miveg è un'occasione per unire il buon cibo sostenibile e privo di ingredienti animali alle conferenze, ai workshop e seminari su cucina, nutrizione, autoproduzione e attivismo in difesa degli animali. Un momento di connubio tra corpo e mente, tra divertimento e approfondimento, tra teoria e pratica.
Miveg, con più di 90 espositori e associazioni con prodotti cruelty free, richiama ogni anno oltre 10.000 visitatori che cercano e trovano l'opportunità di incontrare nuove prospettive di rispetto per animali e ambiente grazie a scelte che possono generare un cambiamento. L’evento anche quest’anno prevede un programma ricco di contenuti e interventi di eccellenza in ambito culturale, artistico e di nutrizione.
Miveg è diverso perché tutto il ricavato di quel che si mangia nei due giorni, si trasforma in fieno, granaglie, cibo, cure per ciascuno degli ospiti liberati e rifugiati. Sotto i nostri occhi Miveg diventa una fucina di progetti, spunti, idee, riflessioni, strategie per abbattere e ricostruire il mondo che vorremmo. Il cibo che al Miveg è eccellente e a prezzi contenuti attira sempre più persone ma si ricorda che il cuore pulsante dell’evento sono gli altri animali, schiacciati dalle politiche di dominio, liberati e ospiti dei santuari, perduti o ritrovati. Sono le visioni del mondo, le strategie di lotta, la liberazione. In quei giorni si apre una finestra da cui si affacciano idee, azioni, teorie, pratiche. Cerchiamo di approfondirle, conoscerle, riflettere e, quando necessario, cambiare. Vi aspettiamo, per costruire insieme!” 
Con "Miveg", Milano si fa vegan rinnovando l’atteso appuntamento annuale con tante novità per tutti compreso un corner riservato alla stampa, invitata per le ore 11.00 per un brunch prima dell’inaugurazione prevista per le 11.30. Ci sarà anche la possibilità di fare una passeggiata virtuale al Santuario di Vitadacani con un visore e avere la sensazione di camminare nel verde in mezzo agli animali.
Così spiega Sara D’Angelo, portavoce dell’associazione Vitadacani che organizza la manifestazione.

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PROGRAMMA
Il programma sarà anche quest’anno ricco, nella versione completa al link: http://miveg.org/programma non mancheranno food, curiosità, iniziative solidali conferenze,dibattiti e workshop.

Per il pianeta – Per decidere se entrare a far parte del Team Earth di Miveg. Della squadra amica della Terra. Perché non esiste né un piano né un Pianeta B.
Scopri come: www.miveg.org

FOOD
Con i corner dell’area ristoro che offrono mille gusti, colori e sapori. Area crudista interpretata dallo chef Eduardo Ferrante con tante specialità raw mentre la blogger Stella Vegana ci delizierà con primi piatti d'autore. Accanto al bar, con caffetteria e birra artigianale, quest'anno grande spazio ai dolci con una pasticceria sopraffina e una paninoteca con infinite offerte sfiziose per ogni gusto. Mentre a grandissima richiesta saranno sempre disponibili piatti senza glutine, finger food per tutti i palati e un irresistibile angolo del fritto con panzerotti cruelty free.

CURIOSITÀ

Vegan tattoo circle: tatuatori vegani all’opera utilizzando colori cruelty free e privi di ingredienti animali.

Missveg: con un euro di donazione i visitatori riceveranno un coupon di adozione a distanza
con foto della maialina salvata dal mattatoio e ora ospite del Santuario Porcikomodi di Magnago. Sarà possibile seguirla dal sito dell’associazione e andarla a conoscere al rifugio.

Coupon solidali per gli homeless: Miveg pensa anche agli umani. Saranno distribuiti alle casse coupon solidali da 1 euro per contribuire alla preparazione di pasti vegan per gli homeless di Milano seguiti dalla Compagnia della Polenta.

Social wall: la tua foto per sostenere gli animali.
Le foto scattate ai visitatori in un set suggestivo comporranno il muro di una bacheca virtuale che contrasterà il silenzio che protegge lo sfruttamento degli animali nella nostra società.

La passeggiata nel santuario Con l'aiuto di un visore i visitatori saranno catapultati all'interno dell'oasi Porcikomodi, nel cuore del parco, camminando in mezzo agli animali, circondati da sguardi, colori, rumori. Tutto senza muoversi di un passo. La realtà virtuale ci trascina in un mondo magico e incredibile.

CALENDARIO APPUNTAMENTI DI RILIEVO

Sabato 20 ottobre 2019
Nel corso della giornata di apertura seguiremo lungo un sottile filo il susseguirsi di approcci, contributi, visioni del mondo, strategie di lotta, con esponenti di rilievo del panorama antispecista italiano.
In serata arriva a Miveg “Hambachers” (documentario, 2019, di L. Pigliucci e C. Marziali) presentato dalla regista Leonora Pigliucci, e da Salvo Torre, studioso di ecologia politica e movimenti sociali. La foresta millenaria di Hambach, nel cuore d’Europa diventa scenario di un esperimento unico di resistenza ecologista.
Domenica 21 ottobre 2019
Affronteremo il tema del mare scoprendo la realtà dei delfinari e come questa industria sfrutta gli animali e inganna i visitatori. Ma, anche, con Mathias Abele, attivista di Sea Watch, vedremo come muoiono i diritti umani inghiottiti dagli abissi dei nostri mari.

Attesissimo Roger Olmos, straordinario artista spagnolo, che ci racconterà la verità con le immagini. E verranno inoltre sfatati i pregiudizi all'insegna di Vegan e Sport: con atleti di fama internazionale come Massimo Brunaccioni e la campionessa mondiale Eleonora Ambroggi. E, per tornare ai contenuti centrali del festival, Attivismo e resistenza nei santuari per animali. La vita degli animali come dovrebbe essere e come quasi mai è. L’universo dei rifugi che ospitano gli animali così detti da reddito come fucine per il cambiamento. Dove si sperimenta un'economia al contrario e gli animali da reddito diventano da debito e si limitano a vivere liberi. Con Sara D’Angelo attivista di Vitadacani, responsabile di Porcikomodi e referente della Rete dei Santuari di Animali Liberi.
In serata 73 COWS. Proiezione del cortometraggio di Alexandre Lockwood (2018), vincitore del British Academy Film Award. La storia di Jay Wilde e del suo coraggio nella riconversione del suo allevamento di mucche in azienda agricola vegan.

Non mancheranno i laboratori per i bambini e suggestive mostre.
Per ulteriori informazioni o interviste:
Tel. 348.3007831 Sara D’Angelo

MiVEG - Bollate

Ufficio Stampa
Silvia Premoli
mob. 328 044 0635
animalpress@animalpress.it

venerdì 11 ottobre 2019

Zodiaco e solidarietà spirituale al femminile



Dal paradiso terrestre siamo stati scacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una bugia  "religiosa" - magari anche un po' pretenziosa - poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel paradiso perduto il momento stesso che la nostra esperienza tornasse all'armonia fra natura, animali e società umana.

Prima di tutto quello che è da riequilibrare è il rapporto fra i due
generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…

Nelle civiltà antiche Terra e Cielo  sono le due forze interconnesse
che creano il mondo…

Ora vediamo che negli studi matriarcali portati avanti da ormai un
ventennio ad opera di numerosi studiosi e studiose  convenuti per la
prima volta al convegno mondiale di Bruxelles nel 2003 la questione
matrismo e matriarcato è un tema oggetto di discussione, con varie
posizioni.

Come afferma Mariagrazia Pelaia, in uno scambio di mail privato: "La
Gimbutas utilizzava il termine matristico per definire le antiche
società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato
addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di
femminile (gyn) e maschile (an) con una 'l', lettera che evoca il
termine link, 'legame'.

Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di
questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare
matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come
'potere delle madri', bensì come 'antiche madri', da cui la semplice
evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione
materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui
essendo il rapporto d'amore e di cura madre-figlio l'aspetto fondante
della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato.

Nel matriarcato non c'è il dominio, il valore centrale è il rispetto
della vita e delle differenze, per cui non esiste la disparità fra
generi. Esso rappresenta un'alternativa praticabile al patriarcato
poiché storicamente già esistito, vedi il saggio di Riane Eisler sulla
storia umana letta in chiave di società della dominanza e società
della partnership (Il calice e la spada).

Secondo la Abendroth è importante utilizzare il termine 'matriarcato'
anche per ragioni culturali, essendo stato tale termine oggetto di
spietata censura da parte della cultura patriarcale, quindi va difeso
e sostenuto, riabilitato, e non mascherato con neologismi. Dunque, il
dibattito è aperto".

Mariagrazia Pelaia non fa mistero di condividere il punto di vista
della Abendroth, avendo trovato in lei, nella Gimbutas, nella Eisler e
altri studiosi l'ispirazione per le sue ricerche astrologiche sugli
zodiaci alternativi femminili scoperti da Lisa Morpurgo per la quale
ha adottato la definizione di astrologia matriarcale
(vedi anche l'oroscopo da lei fatto alla mia persona
in: http://www.programmiastral.com/ritrattimatriarcali.pdf).

Nel commentare un parere da me espresso, in merito alla capacità
creativa delle donne e degli uomini vissuti nel neolitico, Mariagrazia
Pelaia afferma: "L'arte nel neolitico faceva parte della vita
quotidiana, il vasellame è riccamente decorato e descrive una società
elegante che si modella sulla bellezza della natura e non solo, perché
è anche un'arte molto astratta, simbolica e quindi con livelli di
comprensione molto raffinati e complessi.

L'arte è una componente essenziale della quotidianità, e la
quotidianità da sempre è l'ambito femminile per eccellenza. La cosa
sorprendente di quei tempi è che la quotidianità era condivisa alla
pari e considerata sacra, e dunque era patrimonio comune dei due
sessi.

Astrologicamente invece la situazione è molto chiara: l'arte è
simbolicamente connessa ai pianeti femminili Luna e Venere. Gli uomini
devono avere una parte femminile molto sviluppata per diventare
artisti. E mi pare che non ci siano dubbi al proposito. In età
patriarcale le donne sono state relegate al ruolo di muse, segnalando
comunque una stranezza di fondo: perché mai le custodi e le
ispiratrici delle arti sono donne e non uomini se si tratta di
produzioni del genio maschile?

Paolo D'Arpini   


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Da sinistra: Jim Koller, Mariagrazia Pelaia e Paolo D'Arpini


martedì 8 ottobre 2019

Taglio del numero dei parlamentari. Avanti con la rottamazione della rappresentanza democratica


Risultato immagini per paolo d'arpini Taglio del numero dei parlamentari.

Dopo il passaggio al Senato anche alla Camera è iniziata la discussione (il 7 ottobre u.s.)  per  l'approvazione della riforma costituzionale per il taglio del numero dei parlamentari,  che ridurrà il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. La riforma è  fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e la sua approvazione ha costituito uno dei requisiti per la formazione del secondo governo Conte insieme al PD. Si prevede che la riforma passi con una larga maggioranza. Infatti insieme a PD e Movimento 5 Stelle anche Forza Italia e Lega hanno già annunciato il voto a favore.

E, come dice l'amico Giuseppe Moscatello, sì procede in linea con i  precetti del Piano di rinascita nazionale (più noto come P2), diminuendo la rappresentanza popolare di Camera e Senato. Risparmio ventilato dai 100 ai 500 milioni l'anno. Bruscolini rispetto a quanto viene sottratto alle casse dello stato, 85 i miliardi pagati nel 2018 quali interessi sul debito pubblico, diviso 365 giorni fanno 220 milioni di euro al giorno. Questo per chiarire quanto i proprietari della moneta tengano per la gola i loro USURATI e di che pochezza siano i nostri governati, compresa la sedicente "opposizione". Già la P2 prevedeva la diminuzione del numero dei deputati ed anche l'abolizione del senato e lì Renzi ci è andato vicino.

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La riduzione del numero dei parlamentari non può che ridurre ulteriormente la possibilità di rappresentanza, conoscenza e scelta. II progetto è chiaro: sprangare il Parlamento per farne un bivacco di manipoli, superare la democrazia rappresentativa e lasciare tutto in mano a oscuri esperti “tecnici”.

La riforma del taglio dei parlamentari può comunque essere sottoposta a referendum.

Paolo D'Arpini


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Nota di Massimo Villone del Coordinamento per la democrazia costituzionale: 

"La riduzione del numero dei parlamentari rende palesemente incostituzionale la legge elettorale vigente, comprimendo il pluralismo e provocando una inaccettabile distorsione fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in termini di seggi. Per mantenere viva la rappresentanza “assicurando il pluralismo politico e territoriale”, l’unica strada è quella di adottare un sistema elettorale proporzionale, che garantisca ai cittadini l’eguaglianza nell’espressione del voto e la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quindi non è accettabile raddoppiare di fatto l’attuale soglia di accesso alla Camera. E’ inaccettabile il rilancio del maggioritario, propugnato da voci, pur autorevoli, del centro sinistra.

L’introduzione in Italia di sistemi maggioritari, a partire dal 1994 è stata fondata sulla previsione dell’avvento di un sistema politico fondato sul bipolarismo. Le elezioni del 2013 hanno squarciato la camicia di forza del bipolarismo imposta al popolo italiano, dimostrando che il pluralismo politico non può essere soffocato con artifici elettorali. Insistere nella pretesa di ottenere attraverso le elezioni l’investitura di un governo, comporterebbe una inaccettabile mortificazione delle garanzie della rappresentanza e, in questa fase politica, agevolerebbe l’avvento al governo di soggetti politici che si trovano al di fuori del perimetro della Costituzione.

Non è questa la democrazia che i padri costituenti avevano promesso al popolo italiano quando scrivevano che la sovranità spetta al popolo e che tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale..."

domenica 6 ottobre 2019

Greta, i "gretini" e la fatica di restare quel che si è, senza maschere


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Chi s'assomiglia si piglia

Beh, almeno un risultato la ragazza Greta (o chi per lei) l'ha ottenuto, è riuscita con la sua campagna contro il "calore terracqueo" a riscaldare talmente gli animi degli ecologisti  da dividerli inesorabilmente in "Gretini" ed "Anti-gretini", ora finalmente potranno scannarsi tra loro insultandosi  e  apostrofandosi  con vari epiteti "traditori",   "poveri illusi", etc., mentre le fabbriche di armi, i media telematici e piombati, le banche, i grandi finanzieri, i capi religiosi,  insomma i padroni del vapore, continuano ad  ingrassare ed a fare affari. 

Greta Thunberg è come il gioco del pallone per gli italiani, quando c'è una grave crisi e si corre il rischio di una rivoluzione, il pallone risolve tutto.  

Me ne sono accorto vedendo le conseguenze di un mio tentativo di "riequilibrare" il fenomeno di  "Greta  ed i suoi gretini", partito  sin dall'inizio del contagio, esattamente con un resoconto del primo sciopero indotto (teleguidato) a cui assistetti  a Treia, il mio paesello adottivo, il 15 marzo 2019 (Vedi:    https://treiacomunitaideale.blogspot.com/2019/03/treia-15-marzo-2019-sciopero-scolastico.html), avanzando i primi dubbi sul processo di rimbambimento delle masse  in corso. Lo dico da ecologista profondo convinto e fautore di un ritorno alla natura senza se e senza ma, avendolo dimostrato con il mio stesso sistema di vita (che qui comunque non narro per evitare catarsi di rigetto nel lettore).

Ma quel che mi era stato consentito allora (prima del contagio definitivo subito dai media), addirittura vedendo la mia lettera pubblicata su Il Resto del Carlino di Macerata,  oggi mi procura accuse a tutto campo, del tipo "dagli all'untore". Infatti  sono stato scacciato ignominiosamente da vari gruppi "ecologisti" e  censurato in varie forme perché il mio pensiero  non è rispondente ai requisiti dettati dal nuovo verbo "gretinista". Il fatto stesso che io usi apertamente la parola "gretina" è sufficiente per tacciarmi di "venduto" ai petrolieri... Sig! Pensare che ho scritto centinata di articoli contro il consumo di risorse fossili e non posseggo nemmeno una motoretta, figurarsi l'automobile, e non viaggio più in aereo da anni, anzi ormai mi muovo quasi solo a piedi.

Ho avuto la riprova  di come in profondità  le accuse di blasfemia nei confronti del "Vangelo Gretino"  possano arrivare allorché ricevetti,  il 5 ottobre 2019, una lettera di "avvertimento" da una cara amica, timorosa per la mia sorte.  Ne riporto uno stralcio qui sotto con la mia rispostina.

"Caro Paolo, noi condividiamo la pratica e la teoria eco e veg da molti decenni, quando non erano affatto di moda. Non so quanto tempo è passato dalla prima volta che ti conobbi a Calcata, al mitico circolo VVTT. Ma proprio x questo, secondo me, x evitare che ci confondano con la destra negazionista, noi ecologisti totali dobbiamo evitare di usare parole tipo "gretinismo". Spero di poterti venire a trovare x discuterne..."  (M.C.)


Mia rispostina: "Cara M.C., capisco perfettamente la tua posizione. L'uso delle parole è importante nel nostro ambiente sociale, come pure lo è la moderazione e l'aggiustamento al politicamente corretto. Ho sempre militato nella sinistra e nell'ambito ecologista. Pensa che ancora oggi sono iscritto al PD, malgrado tutte le pecche dimostrate da questo partito, poiché mi considero un "moderato" e cerco di restare in un solco di politica "ragionevole". Per anni, come ben ricorderai, ho cercato di adeguarmi ai dettami  di una posizione mediana, senza pretendere di ottenere più di quel che era possibile, nelle situazioni in cui mi son venuto a trovare. Purtroppo giunto all'età di 75 anni mi sono accorto che questo atteggiamento morbido ed il tentativo di aggiustamento alle convenienze, in difesa della mia immagine costruita negli anni, non fa più per me. Diciamo che mi sono un po' stufato... e che ritengo che sia per me giunto il momento di cambiare un po' il tono. I tempi estremi in cui viviamo me lo impongono. Oggi uso le parole che danno un senso concreto al mio pensiero: buonista, radical chic... e perché no? Anche "gretino e gretinista",  termini che configurano bene il tipo indicato, ed in fondo sono termini che non qualificano una specifica appartenenza politica bensì tendono a fare chiarezza superando qualsiasi appartenenza. Forse perderò qualcuno dei miei estimatori per questo mio linguaggio "volgare"? Pazienza, come diceva Gandhi, più pazienza e più tolleranza sarà richiesta ad i miei colleghi ecologisti. D'altronde, come ogni possesso accumulato, non posso portare la loro stima (o disistima) con me nella tomba, men che meno nell'oltretomba. Comunque, cara M.C., la mia posizione non è così tragica, è semplicemente tragicomica... vedrai che qualcuno sarà in grado, malgrado tutto, di apprezzare la mia faccia tosta e la sincerità. In fondo sono uno di quelli che inneggia al "parla come mangi" ed in questo periodo faccio buon uso di peperoncino, aglio e cipolla. Buona vita a te ed a noi, un abbraccio affettuoso"

Non aggiungo altro, per ora!

Paolo D'Arpini

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European Consumers Tuscia

Articoli connessi: https://www.google.com/search?rls=aso&client=gmail&q=Greta%20gretini%20paolo%20d%27arpini&authuser=0  

giovedì 3 ottobre 2019

Segui le tracce di Greta e trovi Paperone


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Da Al Gore a Goldman Sachs, per Greta Thunberg la créme de la créme ecologista

Non poteva mancare, nel ruolo di protagonista assoluto, quella che alla globalizzazione e all’UE ha donato Mario Draghi e il capo della Bank of England, Mark Carney: Goldman Sachs, fornendo la cornice all’affresco verde che salverà il mondo nell’occasione dell’epifania di Greta al Palazzo di vetro, ha rivelato al mondo il primo Indice Globale dei più validi titoli ambientali. Vi figurano la molto peccaminosa HSBC, JP Morgan Chase, ma anche Merrill Lynch, American International Group e altri. Nell’indice, intitolato CDP Environment EW, che punta ad attirare fondi di investimento, fondi pensionistici e altri verso obiettivi meticolosamente selezionati, figurano anche Google, Microsoft, Philips, Danone, Diageo e, ovviamente, Goldman Sachs.

E da questo retroterra che fiorisce il Green New Deal  con le sue sibille oracolanti, Greta Thunberg e Alexandria Ocasio-Cortez, sotto diretto padrinato di Al Gore e del suo partner David Blood, ex-Goldman Sachs. Ocasio-Cortez, uno degli idoli della sinistra imperialista, alla “manifesto”, ha elaborato una trasformazione in verde dell’intera economia statunitense al costo di 100 trilioni di dollari. In Svezia la piccola Greta è Consulente e Fiduciaria Speciale  dell’ Ong “We don’t have time” (Non ci rimane tempo), fondata dal suo Amministratore Delegato Ingmar Rentzhog. Il quale Rentzhog è socio dell’associazione di Gore “Leader dell’Organizzazione per la Realtà Climatica”, a sua volta affiliata a “We don’t have time” di Greta Thunberg. Quanto a Ocasio-Cortez, madrina dell’operazione negli Usa, è stata sostenuta nella sua candidatura al Congresso da un gruppo chiamato “Justice Democrats”. Ora che è deputata, Ocasio-Cortez vanta un collaboratore parlamentare di primissimo piano: Zack Exley, Dirigente di “Open Society Foundation”, da questa finanziato,  come anche dalla Ford Foundation, proprio per dar vita a “Justice Democrats”, gli sponsor di Ocasio-Cortez. Non credo di dirvi alcunchè di sorprendente se ricordo che “Open Society Foundation” è l’organizzazione con la quale George Soros finanzia mezzo mondo. Quello impegnato in tutti regime change, colorati o meno, e nella deportazione via Ong di popolazioni dalle terre fertili e ricche di risorse in Africa, Asia e America Latina.

Juncker: baci ed euro sonanti per il nuovo Sessantotto del “manifesto”

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Bel campionario di miliardari, già carnefici dell’ambiente e ora tutti climatologi. Poteva mancare l’imperatore dell’austerity europea e principe del paradiso fiscale lussemburghese? Baciata galantemente la mano alla signorina Thunberg a febbraio, l’ancora capo della Commissione Europea, Juncker, promise solennemente che ogni quarto euro dell’eurobilancio sarebbe stato d’ora in poi dedicato al cambiamento climatico. Chi ne sarebbe stato il ricevente e gestore? Ma ovviamente il nuovo ente “Breakthrough Energy-Europe”. E chi fa parte del nuovo ente? Ma ovviamente tanti bravi filantropi già con l’acquolina in bocca per le tante opportunità che l’esercito della piccola pifferaia gli rimedierà in termini di rilancio capitalistico: Aerolinea Virgin, Bill Gates, Alibaba (l’equivalente cinese di Amazon), Zuckerberg (Facebook), il principe saudita Al Walid bin Talal, David Rubenstein (Carlyle Group), Softbank di Tokio, il gigante dei fondi di investimento a rischio, Julian Robertson, l’immancabile George Soros con il suo Soros Fund Management, per citare solo alcuni del Gotha dell’ambientalismo mondiale.


Fulvio Grimaldi 

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Commento di Vincenzo Brandi: "Un ottimo illuminante ed informato articolo di Fulvio Grimaldi. Rileggete anche il mio articoletto sulla Voce di GAMADI (www.gamadilavoce.it) di ottobre, sezione "scienza", che sinteticamente espone idee simili." (Vincenzo Brandi)

domenica 29 settembre 2019

L'afflusso di "profughi" non si fermerà, perché...

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I flussi non si fermeranno fino a quando guerre, ingiustizie sociali,  mancanza di liberà e miseria imperverseranno nei paesi coinvolti. La chiusura delle frontiere, i muri di separazioni, le recinzioni metalliche non servono che ad arricchire i criminali e fomentare il terrorismo internazionale.

L’Ungheria ha annunciato la costruzione di un muro di 400 km per separare il proprio paese dall’Europa Meridionale. In Bulgaria è in costruzione una recinzione di reti metalliche e filo spinato di 160 km lungo il confine con la Turchia. Anche la Slovenia si prepara a costruire una barriera metallica di 4 km per convogliare i migranti verso i centri di raccolta. Il primo marzo la recinzione al confine greco-macedone è stata abbattuta dai migranti causando 30 vittime e numerosi dispersi. Insomma, nei paesi balcanici si stanno innalzando barriere recinzioni e fili spinati.

Ma la Spagna a partire dalla seconda metà degli anni 90 aveva già costruito in Africa i suoi primi muri contro gli immigrati, attorno a Ceuta e Melilla, una duplice barriera metallica lunga 8 km con filo spinato. Anche il Marocco ha realizzato un muro lungo 1.700 km a sud del Sahara Occidentale per difendersi da chi chiede l’autodeterminazione, che serve anche a contenere l’emigrazione verso l’Europa. Poi c’è il muro di Tijana, una lunga barriera che divide gli Stati Uniti dal Messico realizzata nel 2006 dal presidente Bush e che alla fine sarà lunga 1.000 km.

I profughi, carichi di dolore e disperazione, che fuggono da un inferno nella speranza di una vita degna di essere vissuta, sono disposti a pagare anche con la vita l’anelito di giustizia e libertà.

Se fossimo noi profughi, a dover scappare, a lasciare le nostre case, i nostri parenti, ad essere terrorizzati dalla persecuzione, dalla miseria, dall’incertezza, dalle malattie, dalla fame, se fossero le nostre donne, le nostre figlie ad essere schiavizzate, violentate, stuprate, forse capiremmo meglio cosa significa essere profughi e il nostro senso di giustizia e il nostro amore ci spingerebbe ad una manifestazione planetaria contro le cause che determinano questo ingiusto e disumano stato di cose.

Franco Libero Manco

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mercoledì 25 settembre 2019

Isteria anti-comunista di ogni giorno e manifestazioni “ecologiste” del venerdì...

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Negli ultimi giorni, oltre alle solite squallide vicende che coinvolgono il più che mediocre personale politico della Repubblica (l’incredibile scissione nel PD operata da Renzi è l’ultimo episodio), due avvenimenti, da valutare attentamente, hanno attirato l’attenzione di chi scrive. Il primo riguarda la vergognosa votazione del Parlamento Europeo - ricordata già in un articolo dell’amico Santoianni sull’Antidiplomatico - che ha cercato di riscrivere la storia del secolo scorso, equiparando Comunismo e Nazismo, negando il contributo decisivo dell’URSS e dell’Armata Rossa nella sconfitta del Nazismo (costata oltre 20 milioni di morti tra i militari ed i civili sovietici), ed auspicando addirittura l’abbattimento dei monumenti che ricordano la vittoria delle truppe sovietiche sui Nazisti con la liberazione di interi paesi, ed il divieto di simboli “comunisti”. 

Incredibilmente la causa della Seconda Guerra Mondiale viene attribuita al Patto di non Aggressione Ribbentrop-Molotov del 1939, patto cui l’URSS fu costretta (guadagnando 2 anni di tempo utili a riarmarsi) dopo che per 10 anni aveva tentato inutilmente di creare un’alleanza contro Hitler, cui Inghilterra, Francia e Polonia si erano sempre rifiutate di partecipare. 

Inghilterra e Polonia preferirono mettersi d’accordo con i Nazisti sulla spartizione della Cecoslovacchia con il famoso Patto di Monaco del 1938 che aveva lasciato l’URSS completamente isolata ed esposta da sola ad un probabile attacco nazista.
Le ragioni di questa riscrittura stanno nel tentativo in atto di isolare la Russia, estendendo la NATO fino ai suoi confini, compiacendo nel contempo i regimi fascistoidi o apertamente filo-nazisti instauratisi in paesi come Estonia, Lituania, Ucraina, dove vengono esaltati i partiti ed i combattenti che si schierarono con i Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, i cui militanti parteciparono al massacro di Ebrei e Comunisti, e montarono la guardia ai campi di sterminio. Non a caso fu proprio l’Armata Rossa a liberare il campo di Auschwitz, ed altri campi, dai loro aguzzini.

Hanno votato massicciamente a favore di questa infamia, non solo le “destre”, ma anche i partiti “socialisti”, tra cui il PD, i Popolari centristi ed i Verdi. Questo non può meravigliare: basterà ricordare che il PD ed i Verdi tedeschi furono tra i più accaniti sostenitori dell’aggressione alla Jugoslavia che si risolse nella distruzione di quel paese. Diamo atto che due deputati PD, Smeriglio e Majorino non hanno votato a favore, mentre un terzo – Bartolo – si è “pentito”. Mauro Gemma ha diffuso un dignitoso comunicato di protesta del deputato di 5 Stelle Pino Cabras, che contestava il fatto che il suo partito si fosse astenuto, invece di votare contro. Anche l’ANPI fortunatamente ha protestato e si è detta preoccupata.

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L’altra notizia – apparentemente di segno opposto – è l’organizzazione di manifestazioni ecologiste ogni venerdì a livello mondiale, indirizzate in particolare contro l’aumento dei gas serra che stanno facendo pericolosamente aumentare la temperatura del Globo. Alla testa di queste manifestazioni troviamo vecchie ONG ed organizzazioni spuntate dal nulla come “Fridays for Future” ed “Extinction Rebellion”, sostenute dai media e da molti politici e governi. Il ministro italiano dell’istruzione, Fioramonti, ha deciso che gli studenti che si assentano da scuola per manifestare siano “giustificati”. 

L’icona di queste manifestazioni è la sedicenne svedese Greta Thunberg, che viene ricevuta all’ONU dove tiene discorsi infuocati, ma anche ricchi di dati tecnici e statistici. Tuttavia vi è una serie di evidenti omissioni in queste manifestazioni che coinvolgono tanti giovani, certamente in buona fede, ma anche molto spesso sprovveduti e manipolabili. Sono completamente assenti i temi della crescente disparità tra un piccolo gruppo di ricchi che detengono il potere politico ed economico, e che consumano molto, ed enormi masse che restano o diventano sempre più povere. Non si toccano i temi dell’imperialismo, del neo-colonialismo, della pace e delle guerre, cioè del fatto che un piccolo gruppo di paesi ricchi mantiene i privilegi delle proprie classi dirigenti con la forza, scatenando guerre, aggressioni, sovversioni, sanzioni, sabotaggi economici contro quei paesi che cercano di rimanere indipendenti, e di emergere, e di uscire dall’arretratezza. 

Non ci si chiede se il capitalismo, un sistema basato sulla necessità di tenere sempre alti i profitti ed accrescere il capitale, possa realmente aderire ad un programma ben studiato e vincolante di salvataggio del pianeta. Non vengono affrontati nemmeno temi fondamentali scottanti e sgradevoli, che forse potrebbero “offendere” il Papa, le Chiese Cristiane e le gerarchie musulmane, come quello del controllo delle nascite. La popolazione mondiale cresce esponenzialmente (siamo già 7 miliardi) specie in Africa, Medio Oriente, Asia del Sud, ed altri paesi non ricchi. Se la specie umana non trova una soluzione, nessuna nuova tecnologia potrà salvare gli ultimi bacini ecologici della Terra come l’Amazzonia, e la Terra stessa. Solo la Cina finora ha risolto con molti sacrifici questo problema, attirandosi anche le solite accuse di violazione dei diritti umani. L’Europa, dove c’è un calo demografico naturale dovuto alla variazione degli stili di vita, ricorre invece ad un traffico di nuovi schiavi, spacciato per umanitario, per ricostituire un esercito industriale di riserva con i migranti africani o mediorientali, che poi spesso finiscono ad essere impiegati in lavori faticosi e non garantiti ad 1-2 Euro l’ora.

Sorge allora la domanda: chi paga le trasferte di Greta (senza nulla voler insinuare sulla buona fede della ragazzina)? Chi le scrive i discorsi (non certo da sedicenne)? Chi finanzia e sostiene sui media le organizzazioni dei venerdì “ecologici”? Il sospetto, o forse più di un sospetto, è che le manifestazioni attuali siano manipolate da una parte della classe dirigente globale che vuole deviare l’attenzione da problemi più scottanti ed impostazioni che scavino più a fondo, e magari lanciare nuovi prodotti considerati “ecologici” per risollevare il capitalismo dalla stagnazione. Complici di questo disegno sono spesso le stesse forze politiche, come Verdi tedeschi, PD, Democratici americani, che poi, gettando la maschera, scatenano guerre e colpi di stato in Jugoslavia, Libia, Siria, Afghanistan, Ucraina, ecc., e poi votano vergognosi documenti anticomunisti che intendono stravolgere la storia guardando al presente. 

L’ecologia è un tema certamente fondamentale, ma, stiamo attenti alle ambiguità di questo movimento, e manteniamo la barra dritta nel solco dell’antimperialismo, del socialismo e della pace.

Vincenzo Brandi

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