domenica 22 ottobre 2017

Appello con petizione popolare per una legge elettorale democratica

 
1. La partita che si sta giocando sulla legge elettorale è una partita sulla Costituzione perché il modello di democrazia consegnatoci dai Costituenti e convalidato dal referendum del 4 dicembre 2016, è fondato sulla centralità di un Parlamento rappresentativo attraverso il quale trova espressione il principio supremo che la sovranità appartiene al popolo, per cui “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art. 49 Cost.). Un Parlamento che fosse nuovamente eletto con un sistema elettorale incostituzionale e con parlamentari nominati dall’alto non offrirebbe alcuna resistenza ai ricorrenti tentativi di stravolgimento della Costituzione.
2. Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il porcellum e l’italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale attualmente in discussione ripropone il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.
3. Ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dal capo o dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Inoltre si potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite ostacolando la nascita di nuove formazioni politiche.  Con il nuovo sistema quasi due terzi dei seggi verranno attribuiti sulla base di liste bloccate, mentre per la quota eletta con il maggioritario, la minima possibilità di scelta insita nel collegio uninominale verrà annullata mediante il meccanismo del voto unico al candidato di collegio e alle liste collegate. La volontà degli elettori, inoltre, viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori.
4. Chiediamo che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento: che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico) o che possa alterare la volontà espressa dal voto popolare. Ribadiamo con forza le richieste formulate nella Petizione popolare presentata alle Camere su iniziativa del CDC: abolizione del premio di maggioranza, dei capilista o dei listini bloccati, delle pluricandidature. Occorre quindi un sistema sostanzialmente proporzionale, che può essere compatibile sia con il voto di preferenza sia con i collegi uninominali.
5. Facciamo appello alle elettrici ed agli elettori a mobilitarsi perché siano garantite la scelta libera e diretta dei parlamentari da parte dei cittadini e la rappresentatività delle Camere.
6. Invitiamo a partecipare alla campagna i Comitati territoriali. Promuoviamo la tenuta di incontri pubblici nazionali e locali, nei quali chiedere alle forze politiche e ai loro rappresentanti nei territori di pronunciarsi contro il sistema elettorale in discussione e a favore di un sistema conforme alla Costituzione e pienamente democratico.


venerdì 20 ottobre 2017

l'Islam moderno si interroga: "Ma il digiuno fa bene alle donne incinte?"



Risultati immagini per carlo monopoli pittore
Dipinto di Carlo Monopoli

Malgrado anomalie derivanti dalla disponibilità di giacimenti petroliferi, il mondo islamico è perlopiù indietro rispetto all’Occidente nello sviluppo economico e tecnologico. Eppure, la fine del Medioevo è spesso attribuita all’allargamento dei contatti europei con il “più avanzato” Levante. 


Dobbiamo lo zero, l’algebra, buona parte dell’alfabeto e almeno il nome dell’alcool alle civiltà ad est. La medicina come disciplina sperimentale arriva dal vicino Oriente. Poi l’orologio si è fermato. Le Crociate sono fallite, ma quando gli europei sono tornati ad est in tempi più o meno moderni, sono tornati da conquistatori. L’Islam non è una razza, né una singola cultura. Non è nemmeno tanto arabo. Il più popoloso paese islamico è l’Indonesia, seguita dal Pakistan, Bangladesh e Nigeria. 

Siccome l’elemento che accomuna queste nazioni a quelle del Levante e al bordo sud del Mediterraneo è proprio la fede musulmana, gli studiosi scavano nell’Islam stesso per trovare la soluzione al puzzle. Il divario è spesso attribuito al divieto al pagamento degli interessi—in Occidente sarebbe stata proprio la “scoperta” del credito uno dei principali motori dello sviluppo—oppure a fattori culturali come l’educazione. 

Sono spiegazioni che descrivono più il sintomo che la causa. Anche la Chiesa imponeva a lungo (con una ferocia più retorica che reale) un divieto al pagamento degli interessi. E la scuola europea del tardo Medioevo somigliava molto alla madrassa islamica: nella matrice religiosa, nello studio insistente di pochi classici e una didattica basata sulla memorizzazione—nonché l’esclusione delle femmine… 

Le due macro-civiltà hanno preso strade diverse. Perché? Negli ultimi anni è emersa prepotente un’eclatante ipotesi che trova una causa nelle usanze islamiche relative alla festa del Ramadan, che impone di astenersi dall’alba al tramonto da ogni cibo e bevanda per un mese. 

Il digiuno è un precetto coranico—il quarto dei “Cinque pilastri dell'Islam”—un obbligo per ogni musulmano adulto, eccezione fatta per malati, viaggiatori o altri impossibilitati dal rispettarlo. Chi ne negasse l'obbligatorietà senza giustificazione sarebbe un miscredente, colpevole della “empietà massima” (takfir), un’omissione che, nell’Islam classico, autorizzava la pena di morte. Il precetto non cita la gravidanza come eccezione, ma il comune uso islamico l’ammette. Tuttavia, molte donne islamiche incinte—specialmente nei primi mesi —digiunano lo stesso: più per rispettare la loro fede che memori dell’antica pena capitale.

A partire dal 2011 una serie di studi ha analizzato come il digiuno del Ramadan nelle prime fasi della gravidanza influenzi lo sviluppo fisico, il rendimento scolastico e il successo economico del nascituro. I risultati sono drammatici. Coloro le cui madri digiunavano mentre erano nell’utero hanno la vita più breve, la salute peggiore e i risultati scolastici inferiori. Almond e Mazumder (2011) dimostrano che le disabilità mentali associate all’esposizione in grembo al digiuno sono il 15% dei casi islamici: Majid (2013), che gli adulti esposti al digiuno in fase prenatale lavorano mediamente 4,5 ore in meno alla settimana. Timur Kuran, un’economista e islamista alla Duke University, di origine turca, scrive: “Le prove sono incontrovertibili. Il rituale del digiuno, com’è attualmente praticato, deprime la competitività economica delle società a maggioranza islamica”.

James Hansen - hansen@hansenworldwide.com

Risultati immagini per James Hansen nota diplomatica


Sull'autore: 

James Hansen raggiunge l’Italia come diplomatico Usa e rimane come corrispondente dell’International Herald Tribune e del Daily Telegraph. Diventa in seguito capoufficio stampa di Olivetti, di Fininvest e di Telecom Italia.  È presidente di Hansen Worldwide, uno studio di consulenza che assiste primari gruppi italiani nella comunicazione economica e le relazioni internazionali. Ha diretto la rivista East. È “gerente” dell'influente bollettino settimanale di affari esteri Nota Diplomatica.

giovedì 19 ottobre 2017

Viaggio per l’Italia o viaggio contro l’Italia? – Renzi è partito…

Renzi è partito in treno, su cinque carrozze speciali dotate di tutti i conforts e affollate di giornalisti al seguito, per un giro di propaganda fide in tutta Italia, prima tappa le Marche. D’obbligo la visita ai terremotati abbandonati, tanto possono stare dove stanno, ovvero nelle baracche autocostruite abusive, che ora dovranno pagare la sanatoria poiché le “casette regolari” promesse dal governo non arriveranno mai, tranquilli… Ma quello che spaventa di più del viaggio renziatico, a parte le polemiche in corso su Visco e Bankitalia, sono le minacce di nuove leggi su lavoro.
Infatti il problema lavoro non è stato affatto risolto con il Job-Act. Nel causare il turnover sono state tolte dalle liste di disoccupazione due persone per un solo posto di lavoro. Insomma non è stato creato un nuovo posto di lavoro: ci sono state messe due persone sopra, a turno. Tutte le riforme di Renzi non sono servite assolutamente a niente, a partire da quelle costituzionali che sono state bocciate dal referendum a quelle rimaste, come la trasformazione delle Province in “aree vaste” (ad elezione indiretta) od alle disposizioni sull’accoglienza forzata, a vantaggio delle cooperative assistenziali, che stanno portando la nazione allo sfacelo.
Che poi si dica che il PIL è in crescita è una finzione basata sul conteggio della rovina sismica, dell’aumento della prostituzione, del gioco d’azzardo e della droga. Nessuna riforma renziana ha creato lavoro, anzi ha favorito sempre più la disoccupazione, la chiusura di attività autonome e l’emigrazione di italiani all’estero, contemporaneamente all’incremento dell’afflusso inverso di immigrati non qualificati e mantenuti a spese dello stato. Con renzi sono migliorate solo le statistiche truccate, ma non la realtà. Ed ora il rottamatore va in giro per L’Italia a cercar consensi… poveretto chi gli crede (a parte i suoi scherani pagati profumatamente…)
Paolo D’Arpini


........................................



Commento di Fernando Rossi:

Destinazione Arcore -  Askari (o ascari in forma italianizzata) è una parola araba che significa "soldato". Con questo nome furono chiamati, durante il colonialismo europeo in Africa, i soldati indigeni reclutati dalle potenze coloniali per aiutarle a soggiogare il loro stesso popolo, fra cui: gli àscari delle colonie italiane.


Nessun testo alternativo automatico disponibile.


L'immagine può contenere: 4 persone

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Transumanisti, post umani ed estinzione della specie (come noi la conosciamo)


Immagine correlata

Collegandomi al discorso  dell'immonda pratica dell'utero in affitto vi segnalo  il testo della legge regionale che sancirà in Umbria la DITTATURA gender e sessocentrica, nelle scuole,  nella società, nei media, nelle istituzioni ragionali... fin dentro le famiglie! Nei prossimi giorni  ci saranno le relazioni di maggioranza e di minoranza e non so se subito dopo il voto, o in un altro giorno.
Perché lo fanno?! Me lo sono chiesto tante volte... e ora credo di aver trovato almeno una traccia dell'ideologia distorta e perversa delle pseudo-élite di potere. 

E' arrivata per tutti l'ora di comprendere che la dittatura economica, il capitalismo monopolistico delle multinazionali e quello finanziario, alla fine dei conti sono per "loro" solo strumenti per  l'acquisizione  di un più generale e TOTALE Potere sugli altri esseri umani!

Vi copio una breve analisi che avevo scritto per il mio gruppo di attività: vi segnalo il sito dei Transumanisti, in particolare questa pagina http://www.transumanisti.it/1.asp?idPagina=9 dalla quale ho estratto alcuni passaggi che troverete nel file allegato; in particolare ho evidenziato che rientra nella loro agenda programmatica sia "l'androginia" (una persona di sesso indistinto), che l'impianto di microchip... e questo ci fa capire meglio a quale ideologia (delle pseudo-élite) è dovuto il Kaos che stiamo vivendo e i progetti dis-umani che stiamo combattendo. Inoltre, se scorrete la loro pagina che vi ho linkato, fino al punto 16, troverete la prova che tra le "loro" ipotesi di azione c'è anche... l'estinzione del genere umano (e magari un piccolo numero lo lasceranno in condizioni di schiavitù):

16. Quale atteggiamento avranno i postumani, o le superintelligenze, nei confronti degli esseri umani?
"Esaminiamo tre possibili scenari:
a) E’ concepibile che una società futura possa includere sia esseri umani che esseri postumani, nonché diversi tipi di esseri transumani. Soprattutto nel caso che gli esseri postumani si evolvessero gradualmente, è possibile immaginare un periodo di transizione in cui diverse forme umane coesisterebbero pacificamente. Forse gli umani manterrebbero la supremazia all’inizio grazie alla preponderanza numerica, ma l’influenza dei postumani non potrà che crescere di giorno in giorno."
"b) Nella previsione ottimista, i postumani continuano a rispettare e tollerare gli esseri umani. I postumani condurranno un’esistenza da semidei benevoli all’interno della società umana, verso la quale contribuiranno in maniera positiva, per esempio proteggendo l’ambiente e garantendo il benessere dell’umanità."
"c) Nella previsione pessimista (se non altro dal punto di vista umano), i postumani giungono alla conclusione che l’umanità non rappresenta altro che uno spreco di risorse. Se i postumani non avranno loro leggi o regole morali, potrebbero decidere di intraprendere azioni che potrebbero sfociare nell’estinzione della specie umana."

Secondo me stiamo vivendo proprio questa fase...

Franco Trinca

mercoledì 18 ottobre 2017

USA. Per tenere a bada il popolo i neocons scateneranno una guerra

Risultati immagini per USA elezioni truccate

La metà della popolazione USA è ormai convinta di essere governata da criminali e che le elezioni sono truccate. Il problema è che è tutto vero. All’élite neocons USA non rimane che scatenare una guerra pretestuosa (siamo già a buon punto), una volta scatenata, la popolazione volente o nolente, restia e contraria, sarà suo malgrado coinvolta e continuerà a subirne la dominazione. 

Al tempo stesso gli alleati riottosi saranno rimessi in riga, ed i problemi finanziari e monetari saranno per l’ennesima volta sospesi e/o rinviati (la situazione debitoria istituzionale e privata negli USA ha raggiunto livelli parossistici e deliranti), essendo il temporeggiamento l’unica strategia di cui ormai dispongono, essendo la popolazione sempre più scettica e consapevole, avendo raggiunto un livello di massa critica non più controllabile e manipolabile con la propaganda, la disinformazione e la mistificazione mediatica, e questo grazie ad internet. 

L’Italia tra le colonie americane è quella messa peggio, con il peggior sistema mediatico disinformativo d’Occidente, con una classe politica di parassiti pusillanimi ed inetti, sarà il paese che, per la sua collocazione geostrategica nel Mediterraneo, subirà le maggiori ripercussioni delle ciniche e devastanti scelte bellicistiche americane. Perché come sapete gli USA le guerre le fanno sempre a casa d’altri, e l’Italia farà loro da maggiordomo e da trampolino di lancio, per la sua conformazione e la sua leadership di yesman. Spero non vi illuderete che rimarrà illesa? Che tutti ci amino e ci ammirino? 

Claudio Martinotti Doria

martedì 17 ottobre 2017

"Il Cervello Anarchico" di Enzo Soresi - Recensione


Risultati immagini per "Il Cervello Anarchico" di Enzo Soresi - Recensione

Sin dalle prime pagine, "Il Cervello Anarchico"  di Enzo Soresi,  risulta estremamente attrattivo, nonostante sia scritto da un medico chirurgo, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. Il nostro cervello, infatti, soggetto del testo –che non voglio chiamare saggio- è molto intrigante e, soprattutto, è ciò che guida il corpo e persino l’anima. Anzi, la dicotomia anima-corpo non esiste, noi siamo un corpo con un mondo dentro, che risponde in modo diverso dagli altri agli stimoli. 

Gli esseri umani, dunque, non hanno istinti perché non rispondono in un modo fisso agli stimoli. Antifonte affermava già nel V sec. a.C. che è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, ma anche nei proverbi della saggezza popolare si recita che “la testa è il capo della bestia”. 

Così il cervello umano è un universo magnifico che fa sì che ci ammaliamo o che non ci ammaliamo, che possiamo guarire o no, ma anche che la civiltà sia andata così avanti, mentre l’emozione e il sentimento sono indispensabili per la razionalità e le coccole ci tengono lontani dalle malattie… 

Una frase di Fritz Zorn, sulla quale poi argomenta l’autore, mi ha molto colpita: “Io credo che il cancro sia una malattia psichica dovuta al fatto che l’individuo che ingoia tutta la sua sofferenza, dopo un certo tempo viene a sua volta ingoiato dal dolore che è dentro di lui”. Ho scoperto anche, tra queste pagine tanto interessanti, che, nella medicina cinese, il medico veniva pagato fino a quando il paziente rimaneva sano… 

Soresi è un grande scienziato e uomo, ha lottato per salvare i suoi pazienti dai danni del fumo e dal tumore che ne deriva. Non ha pregiudizi contro le medicine alternative e persino nei confronti degli sciamani, perché la medicina non è scienza e la scienza su cui si fonda, la biologia, è assai recente. 

Lo stress, di cui si parla tanto nella nostra società, causa dal 60 al 90% di tutte le visite mediche. Dunque, bisogna capirlo e ridurlo, ad esempio, con la musica, che agisce direttamente sul cervello riducendo gli ormoni aumentati dallo stress, o con l’arte moderna che, liberata dai canoni estetici, è in grado di rappresentare le emozioni. Nella vecchiaia, poi, l’autore suggerisce di camminare almeno 40 minuti al giorno per mantenere un buon allenamento muscolare, andare a mostre, sentire musica, cambiare percorso, per stimolare l’apparato cognitivo e la memoria. 

È un libro fantastico che tutti dovrebbero leggere (anche più volte) per conoscere meglio se stessi e stare in salute o migliorare la propria condizione. Nonostante dispensi parecchie informazioni, sa tenere legati fino all’ultima pagina con vari casi interessanti. 

Ad esempio, lo psichiatra, fumatore, che aveva sognato la data precisa della sua morte o lo sciamano che ha guarito un bambino che la medicina non poteva più salvare. 

Renata Rusca Zargar

Immagine incorporata 1

domenica 15 ottobre 2017

....diversamente dis-umani



Certo se è difficile far funzionare armonicamente un condominio,tanto più lo è far funzionare una comunità eterogenea come una nazione. Ma a guardare la storia gli esseri umani da millenni dibattono sui medesimi problemi  e sulle possibili soluzioni da adottare, senza riuscire a mutare in meglio il corso della storia: le stesse ingiustizie, gli stessi crimini, le stesse inquietudini.


Coloro che attraverso i media parlano di politica generalmente dicono le medesime cose in forma diversa e alla fine le problematiche risultano ancora più complesse e l’ascoltatore spesso non ricorda nulla e soprattutto non comprende quale è la causa del problema e quale deve essere la sua parte. E’ come se in guerra si arringassero le truppe senza far capire loro lo scopo della missione.

Il linguaggio è forbito con frasi e neologismi accessibili solo agli addetti ai lavori o a persone della stessa progenie. In un insopprimibile veglia di primeggiare vi è una’ansimante, affannosa e cardiopatica corsa a parlare il più possibile, magari rubando la parola dell’avversario o sopraffarlo con una fulminante battuta finale. Insomma, tutti dicono le stesse cose in termini diversi che è come rivendicare il diritto di avere la stessa minestra in un piatto diverso, lontani dal pensiero di chi diceva: “Sia il vostro dire si si no no, il di più viene dal maligno” (Mtt, 5,37).

La stragrande maggioranza delle persone non ha buona stima dei politici e ritiene questi una categoria a parte, interessata solo ai propri interessi. Fino quando il soggetto resta solo un potenziale politico viene considerato persona rispettabile, onesta, di sani propositi, da sostenere, ma, si ritiene che nel momento in cui viene eletto diventa automaticamente un corrotto, preoccupato solo dei suoi vantaggi, un nemico da combattere. Ci si dimentica che i politici sono una fetta del popolo con le stesse virtù ed i medesimi difetti e che coloro che criticano o condannano l’operato dei politici forse al loro posto si comporterebbero allo stesso modo, se non peggio, perché, nella sostanza, sono i meccanismi che sono perversi e che quasi costringono l’individuo a scendere a compromessi. Ma i meccanismi sono fatti dagli uomini e non serve cambiarli se non cambia la coscienza e il modo di pensare di chi li fa e li gestisce. E’ come concentrare le proprie risorse sulla necessità di cambiare l’automobile senza chiedersi se il conducente è in grado di guidare.

Quello che stupisce è che la storia non insegna nulla agli esseri umani; tutto l’impegno politico è improntato ad arginare gli effetti prodotti dall’insano comportamento umano intriso di egoismo e attitudine predatoria. Non ci sarà mai un mondo migliore dell’attuale finché non ci sarà la volontà politica di intervenire sull’individuo attraverso un piano globale di educazione delle masse, che parte dalla scuola e dalla famiglia, con lo scopo di favorire lo sviluppo dei valori fondamentali della vita: l’onestà, il senso della giustizia, la fraterna collaborazione, il rispetto ed il valore delle diversità, la non invasione dello spazio fisico, mentale e morale dell’altro. A molti può sembrare semplicistico quanto difficile da attuare, ma è il solo obiettivo trascurato quanto scelleratamente e volutamente ignorato.

Certo ognuno ha la sua visione delle cose, ma molti hanno percezioni limitate, altri sono in buna fede, ma quel che è assurdo e incomprensibile è: come mai la stragrande maggioranza della popolazione non comprende che è il cuore, la coscienza degli uomini a fare la storia, l’intima sensibilità delle persone? Come mai non riesce a svincolarsi dal condizionamento mentale e morale della cultura antropocentrica e sintomatologica? Come mai continua a credere che saranno i sistemi economici o politici a risolvere i problemi e non la saggezza del pensiero positivo?

Molti sono i motivi per cui l’essere umano si comporta ingiustamente nei confronti del suo simile, ma non c’è azione delittuosa che non passa attraverso la coscienza degli uomini, il suo intimo sentire. E’ la coscienza infatti a fare la storia che se fosse più giusta e sensibile alla condizione dell’altro fino a condividerne le necessità vitali non potrebbe esprimersi in modo lesivo. Perché dunque l’umanità continua a trascurare questo aspetto risolutore? Perché non si impegna ad intervenire sulle cause dei suoi problemi piuttosto che continuare a leccarsi le ferite?

La violenza in natura si manifesta principalmente perché un animale si sente minacciato o per motivi di sopravvivenza. Tra gli esseri umani si manifesta quando l’individuo viene privato di un suo diritto o si impossessa di ciò che non gli appartiene; oppure si impossessa di un altro, nella fattispecie di un animale che naturalmente non è d’accordo a cedere se stesso per essere sfruttato o mangiato,  la cavia non  si presta volentieri ad essere vivisezionata, ma all’essere umano non importa se l’animale, o l’altro, è d’accordo, anzi, non gliene frega nulla di ciò che l’altro pensa o può provare. Questo aspetto è propedeutico alla mentalità predatrice che inevitabilmente si manifesta e si ripercuote anche nei confronti degli uomini.

Naturalmente l’educazione delle masse non sarà un processo né breve né facile, né  tantomeno privo di contrasti ideologici. Passeranno generazioni prima che emerga la vera civiltà, prima che sia geneticamente sradicata dalla natura umana la propensione al sopruso, all’ingiustizia, alla violenza, alla sopraffazione. Ma se mai si inizia un’opera mai la si conclude e i problemi resteranno. 

A molti può sembrare pleonastico, ma non è forse il cardine del pensiero di tutti i grandi illuminati, quello di intervenire sull’uomo, sulla sua coscienza, sulla sensibilità, sulla bontà umana attraverso la conoscenza e lo sviluppo dei valori morali e spirituali? Già Socrate (come tutti i grandi filosofi), aveva indicato il valore imprescindibile dell’insegnamento delle virtù; anche Cavour prima di morire disse le stesse cose: “Educare l’infanzia e la gioventù”. 

Ma i politici sono corti di percezione e sordi agli insegnamenti dei grandi.

Franco Libero Manco

Risultati immagini per uomini e bestie