venerdì 11 settembre 2026

Israele gioisce se tra sunniti e sciiti vige un disaccordo...

 


giovedì 10 settembre 2026

Medvedev fa chiarezza sulla situazione in Russia...

 


"L'Occidente, nel suo insieme, sta deliberatamente cercando di portare il mondo sull'orlo di un'apocalisse nucleare" -ha dichiarato Medvedev in un'intervista- la Russia è consapevole della responsabilità per il destino dell'umanità e si impegna a prevenire una catastrofe globale, ma la pazienza ha dei limiti", ha affermato il vice capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.

A margine Medvedev ha definito la protezione delle infrastrutture civili della Federazione Russa dagli attacchi dei droni nemici come una delle attività più importanti. "Le aziende non devono affrontare da sole la macchina delle sanzioni occidentale -ha affermato  durante l'intervista- lo Stato non può rimanere a margine..."

Inoltre Medvedev ha dichiarato: "Il sistema bancario russo è assolutamente stabile, e i risparmi dei cittadini non sono a rischio. Le notizie diffuse dai media stranieri, secondo cui si starebbero presumibilmente sequestrando i depositi dei cittadini russi, sono false e  diffuse "su commissione", ha osservato.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

mercoledì 9 settembre 2026

Ucraina in guerra: "Notizie dell'altro mondo!"

 

martedì 8 settembre 2026

La Croazia ridotta a discarica da Italia, Slovenia e Germania...

 


In Croazia è esploso un enorme scandalo ambientale: fino a 50.000 cittadini sono scesi in piazza a Zagabria per chiedere l'immediata eliminazione di una gigantesca discarica illegale a Gospić, capoluogo della regione rurale e montuosa della Lika. Al centro della vicenda c'è il ritrovamento di circa 37.000 tonnellate di rifiuti industriali, tossici e pericolosi accumulati illegalmente nell'area di un ex complesso industriale (l'ex PPK Velebit). Di queste, ben 33.000 tonnellate risultano interrate nel terreno, minacciando direttamente la salute pubblica, la qualità dell'aria e le falde acquifere di una regione finora considerata un'oasi naturale incontaminata... (Varie fonti)

A Zagabria, si è svolta una manifestazione di migliaia di persone intitolata "Fai un passo per la Lika, fai un passo per la Croazia". I cittadini chiedono l'eliminazione di una discarica illegale di rifiuti pericolosi nella zona di Gospić e che i politici coinvolti siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Dal 2021, un gruppo criminale guidato da un imprenditore locale ha importato nel paese rifiuti medici e chimici pericolosi provenienti da Italia, Slovenia e Germania, camuffandoli come plastica da riciclare. In totale, in questi anni, sono state introdotte 37.000 tonnellate di rifiuti tossici.

La protesta è stata sostenuta da attivisti ambientali, dall'opposizione e dal presidente del paese, Zoran Milanović. Si sono sentiti slogan come "Croazia!", "Tradimento!" e richieste di dimissioni del partito al governo HDZ. Le autorità hanno ricevuto un ultimatum: presentare un piano di bonifica entro 20 giorni, rimuovere completamente il veleno entro 3 mesi e introdurre un divieto temporaneo sull'importazione di qualsiasi tipo di rifiuto nel Paese.

Questa crisi ha messo in luce in modo evidente il problema sistemico del "turismo dei rifiuti" all'interno dell'UE, dove i Paesi dell'Europa orientale meno sviluppati vengono trasformati in discariche illegali per i rifiuti tossici dei Paesi vicini occidentali.  (Fonte: @balkanar)


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 7 settembre 2026

Il Medio Oriente si prepara all'olocausto in previsione del "Grande Israele"...

 


Israele, nello stile dello Zio Sam, cerca di intimidire l'Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante la celebrazione di Rosh Hashanah in una riunione del governo, ha detto: "Se l'Iran commetterà un errore e ci attaccherà, riceverà un colpo che non potrà nemmeno immaginare. Siamo determinati a portare a termine la missione di rovesciare il regime: la sua fine è vicina".

La Turchia, previdente e consapevole di essere, dopo l'Iran, la seconda vittima designata, si prepara ed  ha deciso di aumentare le spese per la difesa del 229% (!).

Intanto proseguono senza sosta violenti attacchi del regime terrorista sionista contro il sud del Libano. Interi villaggi sono rasi al suolo e gli abitanti estromessi. Anche il sud della Siria, a partire dalle alture del Golan da tempo annesse ad Israele,  è minacciato dalle forze armate sioniste che  recentemente sono entrate nella provincia di Daraa e hanno istituito un posto di controllo militare nella zona in cui sono presenti.

Ma soprattutto l'occupazione  militare e politica di Israele si estende pesantemente sui territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.  Nella Striscia di Gaza l'offensiva militare e il controllo prolungato del territorio hanno provocato una gravissima crisi umanitaria e sanitaria. Come documentato da EMERGENCY, persistono la distruzione delle infrastrutture e la drammatica carenza di farmaci e beni essenziali.  In Cisgiordania aumentano  le incursioni e le violenze legate all'espansione degli insediamenti e alle azioni terroristiche dei coloni e dell'esercito.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 6 settembre 2026

Witkoff e Kushner hanno parlato con Putin ed ora tocca a Zelensky...


Il commiato tra Putin e gli ospiti americani

I colloqui tra Putin e i rappresentanti di Trump si sono conclusi, durando almeno tre ore. Il corteo con Witkoff e Kushner ha lasciato il Cremlino.  I dettagli delle discussioni e i possibili risultati dei  colloqui non sono ancora stati resi noti.

Una situazione «non semplice», ma affrontata in un clima di estrema franchezza. Si sono svolti così i colloqui  tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati americani. A confermare il tenore dell'incontro è stato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, il quale ha precisato che i due rappresentanti di Washington hanno illustrato a Putin «diverse idee» formulate dall'amministrazione guidata da Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina.

Lo stesso Trump, il giorno prima dell'incontro, aveva preannunciato una “proposta per mettere fine alla guerra” affidata ai suoi due emissari,  di cui però non è stata specificata l'esatta natura o la sostanza.

Se da Washington Donald Trump parla di «buona chance» per avviare  un' "idea per la pace", la posizione di Mosca resta improntata alla prudenza. «Non affrettiamo le cose», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Ancora più esplicito il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, il quale ha ribadito che "Il nodo centrale resta la disponibilità degli USA a trovare una soluzione «tenendo conto della situazione sul campo che non sta evolvendo a favore di Kiev».

Il 6 settembre per i due emissari americani, che viaggiano su un boeing dell'Air Force, è previsto un incontro con Zelensky e la dirigenza ucraina. Per l'evento è stata ratificata una  tregua limitata alle due capitali,   con la   cessazione momentanea degli scambi di missili e droni tra Kiev e Mosca ma non su altre regioni coinvolte nel conflitto.

Il capataz in attesa degli inviati di Trump


Post Scriptum:

"I media americani affermano che la Russia ha comunicato agli Stati Uniti che la guerra si concluderà solo alle condizioni della Russia, poiché la Russia ha un vantaggio militare ed è sicura della sua vittoria.
In realtà, non si tratta di una vera e propria "informazione riservata", considerando che lo stesso Putin ne parla apertamente nei suoi discorsi. Si possono includere in questa categoria anche le "informazioni riservate" sul fatto che la Russia stia inasprendo le condizioni per la pace per l'Ucraina. Come già dichiarato più volte pubblicamente dal Cremlino e dal Ministero degli Affari Esteri russo, il rifiuto dell'Ucraina di negoziare porterà al fatto che le prossime condizioni saranno peggiori delle precedenti. Questo è esattamente ciò che è successo a partire da febbraio 2022. L'Ucraina non riceverà più condizioni così favorevoli come all'inizio della guerra, e nemmeno quelle che sono state proposte nell'estate del 2024".


Gli inviati di Trump incontrano i vertici ucraini e si raccontano barzellette



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 5 settembre 2026

Witkoff e Kushner a Mosca (e domani forse a Kiev)...


La missione di  Witkoff e Kushne continua


Secondo i media ucraini era  stato  introdotto un  cessate il fuoco totale per tre giorni, dalle 00:00 del 5 settembre alle 23:59 dell'8 settembre.   È evidente che questo era legato all'arrivo di importanti ospiti dagli Stati Uniti. L'iniziativa era stata decisa unilateralmente  dai vertici ucraini in concomitanza con la progettata missione diplomatica degli inviati speciali statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner, attesi  a Mosca (e successivamente  anche a Kiev) per riavviare eventuali negoziati di pace.

Ma proprio allo scoccare della mezzanotte del 5 settembre, in Ucraina sono suonate le sirene d'allarme aereo. La Russia ha lanciato una massiccia offensiva con missili balistici e ben 167 droni d'attacco. Lo Stato Maggiore ucraino ha chiarito che, sebbene le proprie truppe avessero ricevuto l'ordine di osservare il regime di silenzio, l'accordo non è  diventato bilaterale poiché Mosca non ha preso in considerazione la cosa, di conseguenza  i soldati ucraini hanno risposto al fuoco.

Non si sa, al momento, se   Witkoff e Kushner, i due legati di Trump, siano oggi (sabato 5 settembre 2026) giunti a Mosca (domenica sarebbero attesi a Kiev). Le notizie sono confuse e sono molto confuse anche le proposte di pace studiate da Donald Trump e dal suo team con contributi europei.
 


"Mentre gli statunitensi sembrano aver ripreso in mano la partita diplomatica tra Ucraina e Russia, da Mosca è arrivata la richiesta di tenere conto della situazione sul campo: «La questione chiave è fino a che punto l’amministrazione statunitense sia disposta a investire nella ricerca di una soluzione reale all'attuale crisi, tenendo conto della situazione sul campo», ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, ripreso dalla Tass. Una situazione che, secondo Ryabkov, «non si sta evolvendo a favore di Kiev». Alla proposta ucraina di un cessate il fuoco aereo durante la visita degli inviati Usa a Mosca e Kiev, il Cremlino sembrava non voler rispondere considerati i molteplici attacchi durante la notte del 4 e 5 settembre. L’ordine del presidente russo Putin è poi arrivato, invece, sabato e prevede di non effettuare attacchi contro Kiev per tre giorni, a partire dalla mezzanotte del 5, in vista della visita della delegazione statunitense.  Anche l’Ucraina è disposta ad astenersi dagli attacchi, ha fatto sapere Zelensky..." (Fonte: Domani)

Atterrati a Mosca


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 4 settembre 2026

Vicende UE... Ultime resistenze!

 


giovedì 3 settembre 2026

Ucraina Vs Ucraina. La guerra che non avrebbe dovuto esserci ed invece c'è...

 

mercoledì 2 settembre 2026

Esempio di guerra ibrida... Conflitto russo/ucraino!

 


Sono passati ormai quattro anni e mezzo dall'inizio del conflitto in Ucraina, giorno più giorno meno. Ora lasciamo stare il primo anno, lasciamo stare anche il secondo: ma dal terzo in poi qualche cambiamento in quella che pomposamente si chiama "l'arte della guerra" c'è stato, ed è stato registrato. I reparti militari russi e ucraini hanno modificato profondamente le loro tattiche, soprattutto a livello di squadra e di plotone, per motivi più che ovvi. Queste lezioni, che non sono molto difficili da apprendere (l'istinto di sopravvivenza è un motore potente) sono state comunicate a più riprese ai Paesi alleati, che hanno cominciato ad integrarle nelle loro esercitazioni; del resto il materiale video è abbondantissimo, così come le analisi. Molto bene.

In Lettonia è stanziato il MNB LVA, ovvero NATO Multinational Brigade Latvia, una brigata multinazionale della NATO a guida canadese e composta da militari di 14 paesi, tra i quali Italia, Spagna, Svezia, Danimarca, Polonia, Albania eccetera. Il 31 agosto MNB LVA ha tenuto un'esercitazione a Dugavpils, a nemmeno venti chilometri dalla frontiera bielorussa, insieme al 34° Battaglione di Fanteria della Guardia Nazionale lettone. Tra gli scopi dell'esercitazione, come riporta la pagina twitter del reparto (link 1, hanno anche una pagina Facebook), c'era quello di "rafforzare la difesa e la deterrenza sul fianco orientale della NATO". Fieri di sé, hanno pubblicato parecchie foto.
Ne allego una che trovo particolarmente significativa, proprio in virtù dei cambiamenti a livello di tattiche di squadra che dovrebbero ormai essere acquisiti. E invece vediamo un'intera squadra di fanteria (conto nove uomini, possono essercene di più) ammucchiata dietro un LAV 6; il LAV 6 in questione non ha alcun tipo di protezione antidrone (reti, sbarre eccetera) e per finire in gloria il portello della torretta è aperto, e si vede spuntare la testa del comandante del mezzo. Uno dei reparti di punta della NATO, che deve appunto garantire "sicurezza e deterrenza sul fianco della NATO", si addestra come se fossimo ancora nel 2021 (per non dire nel 1980). Del resto se ci si prende la briga di andare a leggere il manuale ATP 3.21-8 Infantry Rifle Platoon and Squad aggiornato al 1 giugno 2025 (link 2), che compendia la dottrina USA, ovvero NATO, dei plotoni e delle squadre di fanteria, la parola "drone" compare esattamente UNA VOLTA, a pagina 497. Ma noi facciamola questa guerra alla Russia, tanto cosa mai può andare storto.

Francesco Dall'Aglio




martedì 1 settembre 2026

La Russia risponde ai droni ucraini bersagliando Kiev e Odessa giorno e notte...

 




lunedì 31 agosto 2026

Medio Oriente. USA e Iran riprendono a spararsi vicendevolmente...

 


Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha promesso una rappresaglia dopo l'attacco degli Stati Uniti all'isola iraniana di Larak, che ha causato la morte di diverse persone.

L'Iran ha lanciato missili balistici in direzione delle basi militari statunitensi nella regione. La Marina dei Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell'Iran afferma di aver attaccato cacciatorpedinieri americani nel Golfo di Ormuz con missili da crociera.

Quanto  sta accadendo  nel sud e nello Stretto di Hormuz, visti i recenti fallimenti diplomatici, il rafforzamento del blocco economico statunitense e la rinnovata mobilitazione della leva militare americana, difficilmente si concluderà qui.

— Nei prossimi giorni, esiste la possibilità di scontri continui e in escalation, soprattutto considerando che negli ultimi giorni sono emerse due narrazioni completamente diverse sulla situazione nello Stretto di Hormuz: la versione americana dell'apertura dello Stretto e quella iraniana della sua chiusura.

— In queste circostanze, entrambe le parti cercheranno probabilmente di rafforzare la propria versione dei fatti nello Stretto di Hormuz. Questo, di per sé, potrebbe portare a un'ulteriore escalation delle tensioni e a nuovi scontri. Per l'Iran, la questione è ancora più importante, dati i recenti problemi nello Stretto e la guerra economica statunitense.

— Anche l'attività sionista nella Striscia di Gaza e in Libano viene vista in quest'ottica: né gli Stati Uniti né Israele intendono ridurre l'escalation militare.


I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 2%. Il greggio Brent ha nuovamente superato i 90 dollari al barile, a seguito dei rinnovati bombardamenti da parte di Stati Uniti e Iran.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: 

KJ Noh. L'Iran colpisce petroliere della Marina USA, il furto di petrolio in Venezuela esplode: https://www.youtube.com/watch?v=sn-NO2eShYQ&t=191s

domenica 30 agosto 2026

Cina. Nuove disposizioni di chiamata alle armi in caso di conflitto...

 


Il parlamento cinese ha approvato una versione aggiornata della Legge sulla mobilitazione nazionale per la difesa, che entrerà in vigore  il 1° ottobre 2026. Questa legge definisce i doveri dei cittadini in caso di scoppio di un conflitto (stato di guerra), ma non si tratta di una leva obbligatoria in tempo di pace.

Il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, il 28 agosto 2026, ha approvato importanti modifiche alla Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla mobilitazione in caso di guerra.

Disposizioni principali:

Obbligo di servizio militare (articolo 58). Gli uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni e le donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni sono tenuti a prestare servizio per la difesa nazionale (supporto all'esercito, prevenzione delle conseguenze della guerra e mantenimento dell'ordine pubblico). Per le persone che possiedono competenze e abilità specifiche, i limiti di età non si applicano.

Alcune categorie di professioni, donne in gravidanza o in allattamento, malati o disabili, nonché persone che svolgono determinate missioni internazionali, possono essere esentate da questo obbligo.

Coinvolgimento delle risorse civili (articolo 64): Tutte le organizzazioni e le persone fisiche sono tenute, nel rispetto della legge, ad accettare la requisizione forzata o l'utilizzo temporaneo di risorse civili (edifici, attrezzature, veicoli, terreni, ecc.).

Attenzione le disposizioni qui riportate  vengono attuate solo nell'eventualità di un conflitto in cui la Cina si trovasse coinvolta.

Comunque, in seguito alle nuove disposizioni, ogni anno i giovani cinesi che compiono 18 anni dovranno registrarsi  sui portali della difesa per il censimento militare. Per il 2026, questa finestra di registrazione si chiude ufficialmente il 31 ottobre 2026. Si tratta di un mero censimento burocratico e non di una chiamata alle armi.

Al contrario nell'isola separatista di Formosa -Taiwan- è stato esteso il servizio militare obbligatorio  a 1 anno anche in tempo di pace. Molti articoli online che contengono le parole "Cina" e "servizio militare obbligatorio" fanno in realtà riferimento alla situazione geopolitica di Taiwan.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


sabato 29 agosto 2026

LA PROVOCAZIONE DI CEUTA E IL FENOMENO DELLA MIGRAZIONE...

 


Recentemente è stato pubblicato su Sinistra in Rete un lungo articolo, a firma Algamica, dal titolo “Il dito e la Luna”.
 
In estrema sintesi, la tesi di questo articolo è che molti compagni e gruppi di quella che potremmo definire “sinistra antimperialista” hanno visto il dito (cioè l’afflusso straordinario e programmato di migrati nell’exclave spagnola di Ceuta), e non la Luna (cioè il grande fenomeno della migrazione nel suo complesso).
 
Il fenomeno dei migranti sarebbe uno dei più grandiosi (e – si intende – positivi) della nostra epoca, e potrebbe diventare uno tsunami capace di travolgere i paesi capitalisti ricchi.
 
Potremmo però dire che i compagni di Algamica vedono la Luna, ma non l’intero sistema solare.
 
Innanzitutto è necessario ribadire che la provocazione c’è stata:
 
-sia da parte del Marocco (che non gradisce il fatto che la Spagna non abbia riconosciuto l’annessione da parte del Marocco della sua ex colonia sahariana Rio de Oro abitata dal popolo Saraui, ed anzi si sia avvicinata all’Algeria, principale sostenitrice del Fronte Polisario che si batte per l’indipendenza del territorio dei Saraui);
 
-sia da parte del suo alleato Israele (che non ha gradito la condanna della Spagna del genocidio di Gaza e i relativi provvedimenti del governo spagnolo);
 
-Sia da parte degli USA (che non hanno gradito che la Spagna negasse l’uso delle proprie basi per la guerra contro l’Iran).
 
Ma il problema politico centrale è che i compagni di Algamica, così come molti compagni della “sinistra antimperialista” e dei centri sociali, “mettono il carro davanti ai buoi” (come giustamente osservato in un commento su Sinistra in Reta di “Sergio”, pseudonimo di un compagno che non conosco); ovvero vedono prima l’effetto (la migrazione) della causa (il neocolonialismo che opprime i paesi africani, o dell’Asia Occidentale, o del Sud America, ecc.).
 
Molti compagni, seguendo sostanzialmente le orme della pseudo-sinistra liberale (che non sa fare di meglio che interessarsi di migranti ed altre minoranze, non avendo alcuna strategia di cambiamento), si impegnano in un’azione essenzialmente solidaristico-umanitaria. Invece, il vero problema è creare le condizioni di reale indipendenza e sviluppo dei paesi oppressi dalle azioni armate dell’Occidente, o dal debito, o dallo scambio ineguale.
 
Si tenga presente che il capitalismo ha due modi per scardinare i diritti e i salari dei lavoratori:
 
-la libera circolazione dei capitali (che si traduce nel fenomeno della delocalizzazione produttiva);
 
-la libera circolazione della forza-lavoro (che si traduce nel creare eserciti produttivi di riserva per ricattare la forza lavoro locale con l’afflusso di personale disposto a percepire salari inferiori ed avere meno diritti).
 
L’odierno fenomeno migratorio è un nuovo commercio degli schiavi che favorisce il capitalismo dei paesi ricchi, mentre crea tensioni tra gli operai, la piccola borghesia, o altri settori di lavoratori a basso reddito, che sono facile preda di movimenti xenofobi di destra, dalla AFD tedesca, a Vannacci.
 
Se poi il fenomeno migratorio dovesse diventare uno tsunami che scardina tutto, ne risulterebbe il caos, la fine di ogni residuo di stato sociale, le lotte tra i poveri, l’emergere di movimenti autoritari di destra, e non certo un futuro “socialista” o “comunista”.
 
Si è ben resa conto del problema la nuova dirigente di una formazione di sinistra tedesca, Sarah Wagenknecht, autrice del libro “Contro la sinistra liberale”, che tutti dovrebbero leggere.
 
Non a caso la formazione tedesca rivale di area di sinistra liberale, la Linke, aveva invece scelto come sua capolista Carola Rackete, già capitana della nave di salvataggio dei migranti Sea Watch.
 
In realtà l’azione delle ONG per migranti è molto ambigua, in quanto queste ONG finiscono col diventare una rotella del meccanismo infernale per cui molti giovani africani, o di altre regioni, abbacinati dal mito del paese di Bengodi rappresentato dall’Occidente, pagano forti somme a cinici trafficanti e affrontano viaggi pericolosi dall’esito incerto.
 
Giustificare il fatto dicendo che sarebbero “costretti”, corrisponde solo lontanamente alla realtà del fenomeno. Consideriamo il luminoso esempio dei Palestinesi, che, nonostante le tragiche condizioni in cui si trovano, restano saldamente ancorati alla loro terra.
 
Questo non significa ovviamente che bisogna trascurare le eventuali azioni umanitarie verso chi è in pericolo di vita, o ferocemente sfruttato: Bisogna però sottolineare che la vera alleanza rivoluzionaria strategica per cambiare questo mondo ingiusto dominato dal capitalismo imperialista occidentale è quella tra i lavoratori con coscienza di classe ed antimperialista della metropoli e quei figli dei paesi oppressi che rimangono a lottare nei propri paesi per una reale indipendenza e uno sviluppo che assicuri un livello dignitoso di vita e un’organizzazione sociale basata sulla giustizia e l’eguaglianza, definibile come “socialista”, o meglio ancora, “comunista”.
 
Vincenzo Brandi  





venerdì 28 agosto 2026

Trump non si preoccupa per un ipotetico attacco russo alla NATO...

 


In un'intervista ad Axios, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di non vedere alcun motivo di preoccupazione per un possibile attacco russo all'alleanza.

"Non sono affatto preoccupato. Non ci sono problemi", ha detto Trump, sostenendo di aver parlato con Vladimir Putin e di escludere una simile eventualità". Egli ha  riferito di avere avuto colloqui con il leader russo e di considerarlo un pericolo scongiurato per i membri della NATO.

In passato Trump aveva avvertito gli alleati che non avrebbe garantito la protezione degli Stati Uniti a chi non rispetta l'obiettivo del 2% del PIL in spesa militare. In quell'occasione aveva usato toni provocatori, dicendo di incoraggiare la Russia a fare "quello che diavolo vuole" con i Paesi inadempienti sui pagamenti, sollevando forti preoccupazioni in Europa sulla tenuta della difesa comune.

Allo stesso tempo, secondo Axios, i leader europei temono una possibile provocazione militare limitata da parte della Russia per mettere alla prova la risolutezza della NATO e la prontezza degli Stati Uniti ad adempiere ai propri obblighi ai sensi dell'articolo 5.


P.S. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sulla visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca, durante la quale sarebbe stato trasmesso un avvertimento alla Russia contro qualsiasi attacco a Stati membri della Nato. Il Cremlino ha confermato il viaggio, ma ha precisato che Ratcliffe non avrebbe incontrato Putin.
Trump è tornato sull’argomento alla domanda se temesse una provocazione russa contro un Paese dell’Alleanza, ha risposto: «Non sono preoccupato… affatto. Non c’è alcun problema».  Le sue dichiarazioni arrivano mentre diversi Paesi europei guardano con apprensione alla possibilità che Mosca tenti di misurare la reazione della Nato, non solo con un’invasione su vasta scala ma anche con azioni più limitate o provocazioni mirate.


Il mistero della visita di Ratcliffe in Russia


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)